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isola di vulcano (eolie)

isole eolie

Si può approdare sull’isola di Vulcano da Milazzo. L’escursione di Vulcano è davvero alla portata di tutti: basta un oretta per raggiungerlo, il sentiero non richiede preparazione sportiva e non c’è l’obbligo di essere scortati da una guida. E poi l’intera isola riserva tante altre sorprese geologiche, prima tra tutte il faraglione di zolfo che saluta con un odore pungente il naso dei turisti appena sbarcati al Porto di Levante. A pochi passi, Terme Vulcano, una pozza naturale di fanghi in cui immergersi a temperature tra i 40 e gli 80° C. Di fronte, il miracolo della spiaggia di Acque Calde, dove il mare ribolle, grazie alle fumarole sottomarine. La pancia dell’isola è fatta di magma che infuoca tutto: l’aria, la sabbia, le rocce e anche le acque prelevate a 60 metri di profondità che vanno ad alimentare il frigidarium, il tiepidarium e il calidarium dell’Oasi della salute, complesso termale di 3 piscine con idromassaggio.

In Vetta al Cratere

Dopo un breve refrigerio a mollo, si è pronti ad affrontare la sfida del Cratere de La Fossa. Meglio farlo al tramonto o al mattino presto, magari dopo una colazione con granita ai gelsi o un trancio di pizza con la scarola, da assaggiare in uno dei baretti del minuscolo centro abitato. Si può salire da soli, nessun pericolo. Il percorso completo dura 3 ore e mezza. Alle pendici del cono si osserva la Ginestra del Tirreno, più su Cisti Nani ed Erba Romice, maggiolino Anoxia moltonii, specie endemica esclusiva, e la farfalla Satiro delle Eolie. Salendo, la vegetazione scompare per lasciar posto a rocce nude che virano dal nero al rosso. E da un paesaggio marziano si passa, infine, all’inferno, tra fumarole e depositi giallastri di zolfo. Dalla cima del cratere 391 metri si abbracciano in un solo sguardo tutte le sette sorelle del Tirreno. Un privilegio che solo i punti estremi dell’arcipelago possono vantare. Se il cono de La Fossa è ancora attivo, altri 4 complessi vulcanici si sono spenti nel corso dei millenni e ora, ricoperti di felci e macchia mediterranea,  sembrano innocue collinette. L’unico che nell’attuale forma ricorda il suo passato scoppiettante è Vulcanello. nato come isolotto da un’eruzione nel 183 A.C., oggi è unito all’isola da un istmo. Ci si va per esplorare la Valle dei mostri. Da Vulcanello si tocca Lipari con un dito: la sua Punta del Cappero è a meno di un miglio nautico.

Viticultura Eroica e Design Eoliano

Lungo i sentieri di trekking  che ricamano tutta l’Isola, non è raro incontrare qualche capra: sopravvive la tradizione di allevamento, poca cosa rispetto ai tempi in cui le Eolie erano votate a pastorizia e agricoltura. Ma quel tanto che basta a fornire latte a km zero a La vecchia Fattoria.La memoria rurale delle isole riecheggia anche nei filari di Malvasia e Corinto nero che pettinano Punta dell’Ufala, località dell’eremitica Contrada Gelso. per un tuffo, bastano pochi passi per scendere alla spiaggetta del Cannitello, un’oasi silenziosa di sabbia vulcanica. La stessa che si calpesta a Spiagge Nere, la baia più famosa dell’isola, nel Porto di Ponente. Ma il meglio del mare lo si ammira con una gita in barca alla Grotta del cavallo e alla Piscina di Venere, turchese anfiteatro della Natura dedicato proprio alla sposa del Dio Vulcanus. A tali meraviglie e fortune del rivale, Stromboli risponde con rigurgiti di lava incandescente.

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