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Sardegna archeologica: Gerrei, Trexenta e Campidano

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Il Gerrei è un territorio caratterizzato da solitarie valli solcate dal rio Flumendosa. Contingua al Gerrei, la Trexenta è un fertile territorio di valli coltivate a grano e vigneti che digradano verso il Campitano. Il Campitano è la più vasta pianura della Sardegna e unisce il golfo di Oristano a nord al golfo di Cagliari a sud. È un territorio molto ricco di storia e di siti archeologici a partire dal Neolitico fino all’età romana. La città di Cagliari conserva notevoli vestigia dell’epoca romana imperiale ma anche importanti resti di culture neolitiche. Nel territorio del comune di Pula da non perdere una visita a Nora, antica città di probabile origine nuragica e poi punica, ma dove i Romani lasciarono grandiosi resti del loro passaggio.

MENHIR E SEPOLTURE MEGALITICHE DI PRANU MUTTEDDU

Il parco sorge su un altopiano caratterizzato da boschi di lecci e querce da sughero e include una necropoli a domus de janas, un nuraghe e i due straordinari sepolcreti di Pranu Mutteddu e di Nuraxeddu. Questi ultimi conservano una delle più alte concentrazioni di menhir della Sardegna dei tipo propoantropomorfo e disposti in coppie, in allineamento o all’interno delle stesse tombe. Le tombe sono in genere costituite da due o tre anelli di pietre concentrici, al centro dei quali si trova la camera funeraria a cui si accedeva tramite un corridoio coperto da lastroni disposti a piattabanda. La Tomba II è il fulcro dell’intera area sepolcrale: finemente lavorata, nel disegno architettonico e pianimetrico richiama diversi elementi delle domus de janas. Altra tomba importante è la Tomba IV, chiamata “La triade” perchè accanto all’ingresso ci sono 3 menhir.

AREA ARCHEOLOGICA DI S.ANASTASIA

La suggestiva area archeologica di Santa Anastasia è davvero unica poiché si trova all’interno del paese di Sardara, presso l’omonima chiesa. Include un santuario nuragico dedicato al culto delle acque che ha come fulcro un tempio a pozzo datato al Bronzo Recente. Il pozzo è stato realizzato con blocchi di basalto e calcare ed è costituito da un atrio con sedili e da una scala di 12 gradini che scende fino a una camera circolare con copertura a tholos. La vena sorgiva scaturiva da un’apertura munita di architrave alla base della camera del pozzo. A pochi metri dal primo si trovano un secondo pozzo sacro alcuni conci del quale sono murati nella facciata della chiesa adiacente e una porzione di un grande recinto curvilineo al cui interno ci sono i resti di diverse capanne. Dentro la chiesa è presente un pozzo nuragico d’uso. I reperti di S.Anastasia sono esposti presso il Museo civico “Villa Abbas” di Sardara e il Museo archeologico nazionale di Cagliari. 

Sito: https://villaabbas.wordpress.com

NECROPOLI DI S’ACQUA SALIDA E DI CORONGIU

Le due necropoli, a nord dell’abitato e distanti circa 1 km l’una dall’altra, risalgono al neolitico e sono note per gli elementi decorativi tipici delle sepolture  del Neolitico in Sardegna. La necropoli di Corongiu conserva 2 tombe, una delle qual presenta tra le altre un’incisione con un elemento verticale che si sviluppa in 2 spirali laterali, interpretata come la stilizzazione del viso di una divinità. La necropoli di S.Acqua salida, è composta da 2 nuclei di tombe. Il primo include le domus da I a IV. La Tomba I presenta tracce di pitture rosse, la Tomba II conserva tracce di 2 pilastri, una vaca con coppelle e tracce di pittura con raffigurazioni di protomi taurine. La Tomba IV presenta elementi  delle capanne abitative. Vicino al primo gruppo di tombe si individua un’area sacra con focolare e coppelle. Nel secondo nucleo di tombe si conservano altri elementi decorativi, e nello strato di roccia che lo sovrasta si trova un insieme di coppelle dalla probabile funzione sacrale.

Sito: https://www.comune.pimentel.ca.it

 

 

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