torta salata
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torta salata

Ingredienti per 6 persone:

500 g di farina di grano tenero di tipo 2; 1 spicchio d’aglio; 6 cucchiai di olio extravergine di oliva per la pasta e 2 cucchiai per il soffritto; 1 porro o 2 cipollotti o 1 scalogno; mezza cipolla bianca o rossa; 1 kg di erbette tra biete e coste; 400 g di spinaci; 1 bicchiere d’acqua gasata; Sale e pepe a piacere; 50 g di formaggio Parmigiano Reggiano grattugiato a piacere.

Preparazione

Unite in una ciotola, meglio con l’impastatore, la farina, l’acqua, l’olio e un cucchiaino di sale mescolando fino a formare una palla elastica e morbida; avvolgetela con un panno umido e trasferite in frigo, dove la lascerete riposare per un’oretta. Mondate e lavate la verdura, tagliatela a listarelle sottili e unitela al soffritto di cipolla; coprite e fate cuocere per circa 12 minuti, regolando di sale e pepe. A piacere aggiungete il formaggio Parmigiano Reggiano. Quindi, lasciate raffreddare. Dividete la pasta in due parti, di cui una leggermente più grande per ricoprire una tortiera dal diametro di 28/30 cm. Tiratela con il mattarello in modo da coprire la teglia, distribuite la verdura e coprite con il disco più piccolo, chiudendo i bordi della pasta. Bucherellate con una forchetta e cuocete in forno per 45 minuti a 180°C.

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brindisi cosa vedere in 24 ore

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Vi indico i migliori posti di Brindisi da vedere in sole 24 ore:

CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA (piazza Duomo)

Distrutta nel terremoto del 1743, della fabbrica originaria è rimasta oggi solo la pianta basilicale a 3 navate e tracce del mosaico pavimentale.

CASTELLI DI MARE E DI TERRA

Brindisi ne ha 2: il Castello Alfonsino o di Mare sull’isola di Sant’Andrea. Il Castello Svevo o di Terra, che si affaccia sul seno di ponente.

CHIESA DI SAN BENEDETTO

Bell’esempio di arte romanica con l’esterno scandito da una serie di arcate cieche con piccole monofore, su cui dominano le floride sculture del portale e il capitello popolato da animali. Bello il chiostro medioevale, sul quale si affacciava il vecchio monastero delle benedettine. nello spazio accanto alla chiesa, che ospita una sezione del Museo Diocesano G.Tarantini, ammirate alcune reliquie e statue, come la Madonna della Neve.

MAPRI

Il Museo Archeologico Provinciale è in piazza Duomo, attiguo all’antico portico dell’Ospedale dei Cavalieri Gerosolimitani. Già nel porticato trovate ceppi d’ancora, sculture, stele onorarie, sarcofagi, capitelli. All’interno passate dalla sezione antiquaria (ceramiche, terracotte, vetri, monete) a quella epigrafica e statuaria, dalla Preistoria e la Messapia a Brindisi in età romana, per terminare con l’interessante sezione dedicata all’archeologia subacquea e ai Bronzi di Punta del Serrone.

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24 ore a lecce

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In 24 ore a Lecce potete vedere i seguenti posti:

PIAZZA SANT’ORONZO

Uno dei salotti più eleganti della città, dove convivono, in perfetta armonia, differenti stili architettonici, a partire da quelli di epoca romana, come l’Anfiteatro e la Colonna di Sant’Oronzo. Il Sedile, che mescola il gotico degli archi ogivali con la loggia rinascimentale; i palazzi degli anni 20 del’900 e la Chiesa di S. Maria delle Grazie di ispirazione classica.

PIAZZA DUOMO

Scenografica di giorno, mozzafiato la sera, grazie agli effetti creati dalle luci. All’entrata della piazza ci sono le logge sovrastate da Santi, di fronte il ricco ingresso del Duomo Maria SS. Assunta, il Vescovado con la grande loggia, il Palazzo del Seminario. Nel cortile interno il celebre pozzo sormontato  da S. Irene e decorato con rami d’acanto. Nelle sale del seminario potete visitare il Museo Diocesano con dipinti che vanno da fine ‘400 a fine ‘700 e poi sculture, argenti e parametri liturgici. Il Campanile realizzato dallo Zimbalo domina sulla città dall’alto dei suoi 72 metri.

SANTA CROCE

È l’elogio per eccellenza del barocco insieme all’ex Convento dei Celestini, oggi sede della Provincia. Resterete senza parole per quanto sfarzo e ricchezza di dettagli sono presenti nella facciata: fiori, frutti, figure mitologiche, festoni, cornucopie, uomini che si alternano a figure zoomorfe. Centinaia di simboli, 3 portali, una ricca balconata movimentata da 13 putti e il rone con 3 ghiere interne ne rendono magnifico l’aspetto. Sobrio nello stile, l’interno a croce greca.

MUSEO STORICO DELLA CITTÀ DI LECCE

A poca distanza tra piazza S.Oronzo e il Duomo, lungo una delle vie della movida notturna, trovate il MUST, nuovo complesso museale di 3000 m quadrati. Suggestivi gli spazi interni, con vista spettacolare sul Teatro Romano. Visitate le 3 sezioni dedicate ai differenti  periodi storici, dai Messapi ai giorni nostri, che raccontano la storia e la trasformazione della città. È un contenitore culturale, con caffetteria che ospita un’esposizione permanente di scultura, oltre a mostre temporanee ed eventi.

MUSEO DELLA CARTAPESTA

In cui troverete opere di grandi artisti leccesi a cui si uniscono le opere di artisti internazionali.

PALAZZO VERNAZZA

Visitabile durante le mostre temporanee. È fra i più antichi e imponenti della città, racchiude in sè 2000 anni di storia del paese.

speaker bluetooth
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recensione speaker mino (lexon)

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Mino di Lexon è un altoparlante portatile che permette di ascoltare la musica contenuta nel cellulare senza bisogno di fili, grazie alla tecnologia Bluetotooth. Di dimensioni davvero ridotte, poco più di 3 cm di diametro, Mino ha una potenza di 3 watt, può essere accoppiato con un altro Mino identico per l’ascolto stereo ed è ricaricabile.

Disponibile in tanti colori, costo: 29,90 euro.

 

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cosa fare e vedere nella regione dell’epiro (grecia)

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Nella regione dell’Epiro il viaggiatore può trovare testimoni della sua storia lunga e gloriosa. I siti archeologici, i monasteri e le chiese, i castelli, i villaggi tradizionali e i mulini d’acqua antichi fanno rivivere questo passato ai viaggiatori. Si tratta di un luogo, dove il presente e il passato si uniscono in armonia, che i viaggiatori possono gustare e per il quale gli abitanti possono essere orgogliosi. Questa regione offre molte opportunità per ogni genere di attività sportiva. Si può tentare di dominare i suoi fiumi impetuosi e cristallini, ci si può arrampicare su per montagne alte  oppure esplorare grotte profonde. Si può andare in bicicletta, passeggiare e andare a cavallo tutto l’anno e d’inverno si può sciare o fare snowboard sulla neve candida. In qualsiasi momento si può nuotare nelle acque calde delle famose spa o andare in windsurf o a vela sul mar Ionio. Si può ammirare il panorama dall’alto in deltaplano, fare rafting e andare in canoa sui fiumi della zona. Per i naturalisti l’Epiro è un vero paradiso. I torrenti e le cime innevate offrono un ecosistema protetto e una straordinaria varietà di specie selvatiche. Centinaia di specie rare e endemiche di fiori fioriscono  indisturbate. I vari boschi naturali ospitano decine di specie di uccelli proprio  come i fiumi e le vallate. In Epiro si trovano centinaia di ponti di ogni forma e dimensione, costruiti con varie tecniche. Sono un simbolo di questa terra antica, un piacevole ricordo del passato. Tuttavia, oggi hanno acquisito un ruolo nuovo poiché aiutano i viaggiatori dotati di grande intuizione e gli ecoturisti a scoprire questo particolare ambiente.

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Il cammino di San Francesco

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Il cammino di San Francesco è percorribile  a piedi o in diversi altri modi, è un percorso di interesse religioso naturalistico che rincorre le strade di Francesco d’Assisi. Un viaggio senza tempo attraverso eremi, santuari, antiche foreste e borghi medievali che ispirarono il santo di Assisi e che si snoda attraverso i luoghi dove ha vissuto. Un pellegrinaggio che ripropone l’esperienza  francescana attraverso le sue terre e i suoi luoghi. Un unico cammino per raggiungere Assisi partendo da La Verna a nord, o da Roma, a sud di Assisi. Il cammino parte, appunto, al nord della rupe della Verna per poi scendere verso Gubbio e Assisi e proseguire attraverso le colline dell’Umbria e verso i monasteri del reatino, in direzione di Roma, sede della Cattedrale di Pietro. La sua lunghezza sfiora i 500 km e, il tratto laziale, che può essere percorso da nord a sud con meta Roma, oppure in senso inverso se si vuole raggiungere Assisi, inizia sul confine tra Umbria e Lazio, nei pressi di Labro per il percorso principale e nei pressi di Greccio per i percorsi alternativi. Dagli innesti con l’Umbria si entra in un paesaggio decisamente appenninico percorrendo sentieri e mulattiere per poi attraversare borghi e santuari che fanno rivivere un’esperienza unica di spiritualità e bellezza.

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cosa vedere a Matera (parte 4)

I PALAZZI

Gli antichi palazzi sul piano testimoniano la storia, lo stile e il ruolo delle famiglie più note della Città dei Sassi.

LE PIAZZE

Tra le principali piazze presenti a Matera troviamo: Piazza Vittorio Veneto, che offre il primo suggestivo skyline del centro storico con un belvedere emozionante sul Sasso Barisano e l’accesso agli Ipogei e alla Matera sotterranea; Piazza del Sedile, su cui si affaccia l’omonimo palazzo che ospita il Conservatorio Statale di Musica; Piazzetta Pascoli, dedicata al celebre poeta, da cui si può ammirare uno degli scorci più suggestivi della Città, la Civita con la Cattedrale di Matera e il Sasso Caveoso. In piazza è presente anche la “Goccia” dello scultore giapponese Kengiro Azuma, un’opera bronzea di oltre 3 metri assurta a simbolo dell’elemento connotativo della storia millenaria di Matera:l’acqua.

CASTELLO TRAMONTANO

Si trova su una collinetta che sovrasta il centro della città, non è mai stato completato proprio a causa dell’uccisione del conte. Il maniero edificato in stile aragonese, presenta un imponente maschio centrale e due torri laterali smerlate con feritoie. Il suggestivo castello “incompiuto” e il parco che lo circonda ospitano importanti eventi culturali e musicali.

 

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cosa vedere a Matera (parte 4)

Matera e i suoi musei.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DOMENICO RIDOLA

Nella sezione preistorica sono esposti significativi reperti provenienti dai villaggi neolitici della Murgia che testimoniano, l’introduzione dell’agricoltura e lo strutturarsi di insediamenti stabili. Pregevoli corredi funerari e oggetti votivi narrano la vicenda umana sviluppatasi nelle epoche successive nei santuari e nei centri abitati indigeni, poi ellenizzati, dislocati sulle alture dominanti le  vallate fluviali, tra cui Timmari e Montescaglioso. Una collezione di eccezionali vasi protolucani e apuli a figure rosse attribuiti ai maggiori pittori dell’epoca, testimonia l’evoluzione della ceramografia magnogreca. La sala dedicata al fondatore, con l’arredo dei primi del Novecento, conserva documenti delle attività di medico, parlamentare e archeologo di Domenico Ridola: collezioni di fossili, minerali, oggetti etnografici, ceramiche, che illustrano i suoi molteplici interessi scientifici.

MUSEO NAZIONALE D’ARTE MEDIEVALE E MODERNA DELLA BASILICATA

Il Museo è allestito in Palazzo Lanfranchi , edificio monumentale, massima espressione dell’architettura del 600 a Matera e punto di partenza dello sviluppo urbanistico baroccodella città. Il percorso espositivo del museo è strutturato in 3 sezioni: Arte Sacra, Collezione d’Errico, Arte Contemporanea e la Sezione Etnoantropologica. Arte sacra: è esposto un nucleo di opere d’arte provenienti da chiese del territorio lucano, la maggior parte delle quali non ha più la collocazione originaria. Collezione Camillo d’Errico di Palazzo San Gervasio: comprende una selezione di tele di scuola napoletana del 6 e 700, importante testimonianza di collezionismo privato in Basilicata. Arte Contemporanea: espone alcuni dipinti dei maggiori pittori italiani.

MUSEO DELLA SCULTURA CONTEMPORANEA MUSMA

Si trova nel cuore dei Sassi. È il più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Ospita una collezione permanente di oltre 4000 opere e una biblioteca di circa 5000 volumi. Un luogo magico che consente ai visitatori di sperimentare la straordinaria integrazione tra gli ambienti secolari “cavati” dall’uomo e la scultura contemporanea.

CASA ORTEGA

Antico fortilizio longobardo, Casa Ortega ospita vari bassorilievi policromi, realizzati con i materiali e con la tradizionale tecnica della lavorazione della cartapesta.

CASA NOHA

L’antica dimora, ospita il raccolto emozionante della storia di Matera. Al suo interno, infatti, è possibile intraprendere un suggestivo percorso multimediale che va dalla preistoria ai giorni nostri.

CASA CAVA

È un centro culturale che trova posto nel cuore dei Sassi e che ospita molteplici attività. La visita guidata all’auditorium ipogeo Casa Cava è un’esperienza che narra con nuovi linguaggi il patrimonio culturale di Matera e della Basilicata. L’intervento architettonico e il progetto sono stati oggetto di premi internazionali.

MATERA OLIVE OIL MUSEUM – MOOM

È stato realizzato in un antico frantoio rupestre. Il frantoio è composto da diversi, ambienti, ognuno destinato a una fase particolare del processo di lavorazione dell’olio.

 

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cosa vedere a matera (parte 3°)

Ulteriori chiese da vedere a Matera.

CHIESA DEL PURGATORIO

Spicca per la sua particolare forma architettonica. I temi della morte e della vita eterna sono richiamati nel portale e nella facciata di forma convessa. L’interno è a croce greca, definita da 4 coppie di colonne che sorreggono una cupola lignea decorata con le immagini dei 4 evangelisti e dei Padri della Chiesa. Di particolare valore la cantorìa con l’organo settecentesco ed il pulpito ligneo.

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

È uno dei migliori esempi di architettura in stile romanico pugliese presenti a Matera. L’attuale struttura interna, tipicamente medievale, si deve alla rimozione della copertura settecentesca. Fin dal medioevo la chiesa era nota per la sua eleganza strutturale e per la raffinata decorazione. Caratteristiche ancora evidenti nel portale finemente intagliato con volute vegetali e testine scolpite, sormontato da una nicchia che ospita la statua in pietra policroma di San Giovanni Battista.

CHIESA DI SAN DOMENICO

Con l’annesso Convento dei Padri Predicatori, si trova in Piazza Vittorio Veneto, al centro della città, ed è un altro pregevole esempio di stile romanico pugliese. Splendide le decorazioni con arcate cieche e lesene, incluse quelle che sovrastano il portale contrassegnato dall’imponente rosone duecentesco che raffigura la ruota della fortuna dominata dall’Arcangelo Michele. L’interno della chiesa a croce latina e a tre navate presenta numerose opere di pregio, fra cui la Cappella della Famiglia Persio.

CHIESA DI MATER DOMINI

Adiacente ad uno dei punti panoramici più noti della città dei Sassi, nella centralissima piazza Vittorio Veneto, la seicentesca Chiesa di Mater Domini ha sulla facciata sia lo stemma dell’Ordine che quello della famiglia Zurla; nell’interno a navata unica si può ammirare l’altare maggiore dedicato all’Annunziata, opera della bottega di Altobello Persio.

CHIESA DI SANTA CHIARA

La chiesa si distingue per le sue raffinate decorazioni a carattere geometrico e fitomorfo. La nicchia che sovrasta il portale custodisce una statua della Madonna del Carmine, quelle laterali conservano una statua di Santa Chiara, a destra, e una statua di  San Francesco, a sinistra, mentre la nicchia posta al di sopra del finestrone circolare contiene una una rappresentazione del Dio Benedicente. A navata unica con copertura a botte, l’interno della Chiesa di Santa Chiara offre diversi elementi di rilevante valore artistico.

CHIESA DI SANTA LUCIA

Oggi il monumento si distingue per l’imponente scalinata d’accesso recentemente restaurata. La facciata esterna è abbellita da vari elementi decorativi, ripresi anche nel campanile, mentre sul portale trova posto una nicchia contenente la statua di San Benedetto. L’interno a navata unica è abbellito da altari e opere d’arte.

CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

L’esterno si caratterizza per la presenza di un campanile a vela a due fornici, lesene ornamentali, una nicchia con una statua raffigurante San Francesco. L’interno a croce latina presenta un altare maggiore e altri 4 altari minori nelle rispettive cappelle laterali.

CHIESA E CONVENTO DI SANT’AGOSTINO

L’imponente complesso monastico di Sant’agostino è un’emergenza architettonica situata in posizione dominante all’estremità settentrionale del quartiere Sassi. Al di sotto della struttura attuale, trova posto il nucleo originario dell’insediamento agostiniano che presenta una serie di locali ipogei dove si svolgeva la vita conventuale. Il complesso ospita gli uffici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e il Polo Museale della Basilicata.

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cosa vedere a matera (2° parte)

Ecco tutte le chiese rupestri da vedere a Matera.

SANTA LUCIA ALLE MALVE

La chiesa rupestre si trova nell’omonimo rione nel Sasso Caveoso. Il monastero si sviluppava negli ambienti rupestri circostanti l’antica chiesa. All’interno è ancora visibile ciò che resta di un ricco apparato iconografico costituito da affreschi di grande valore storico-artistico.

SAN GIOVANNI IN MONTERRONE E SANTA MARIA DE IDRIS

L’attuale complesso del Monterrone, lo sperone di roccia che si erge nel Sasso Caveoso connotano una delle immagini più note dei Sassi di Matera, si articola in 2 chiese quasi completamente scavate nella roccia. La Chiesa di Santa Maria De Idris, che ha l’Altare maggiore sormontato dall’effresco della Madonna con ai piedi  le “mezzine”, brocche utilizzate in passato per la conservazione dell’acqua. Attraverso una porta disposta alla sinistra dell’altare maggiore si accede alla vicina Chiesa di San Giovanni in Monterrone che conserva un interessante ciclo di affreschi.

MADONNA DELLE VIRTÙ E SAN NICOLA DEI GRECI

Il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, è uno degli esempi più elaborati di quella che si definisce “architettura in negativo”, ovvero ambienti ricavati con pazienti operazioni di scavo che riproducono tutti gli elementi dell’architettura costruita. Il complesso comprende 2 chiese rupestri affrescate, l’una sovrapposta all’altra, di riti e periodi differenti, un monastero e vecchie abitazioni con cisterne e mangiatoie. Le 2 chiese sono da tempo utilizzate come spazi espositivi per prestigiose mostre di arte contemporanea.

SANTA BARBARA

Questa chiesa bizantina è tra le più importanti chiese rupestri di Matera. Collocata in una parete rocciosa che si affaccia direttamente sulla Gravina, è caratterizzata da una facciata con due accessi in cui il principale è abbellito  da colonne con capitelli. La sua struttura architettonica richiama la tradizione liturgica bizantina e di notevole fattura sono le decorazioni pittoriche presenti all’interno. Fra queste spiccano i meravigliosi affreschi raffiguranti la Madonna con il Bambino e Santa Barbara.

SAN PIETRO BARISANO

Chiesa rupestre che contraddistingue il Sasso Barisano con il suo suggestivo campanile a picco sulla roccia. La facciata è in tufo e presenta 3 portali architravati mentre l’interno, completamente scavato, è stato ricoperto da uno strato di tufo per realizzare le 3 navate. nella parte sottostante si trova una cripta un tempo utilizzata come luogo di sepoltura.

SAN PIETRO E PAOLO AL CAVEOSO

La facciata è caratterizzata dai 3 portali di ispirazione barocca, ciascuno dei quali sormontato da una nicchia con una statua: sul portale maggiore la Madonna, a sinistra San Pietro e a destra San Paolo. Il campanile, a base quadrata. L’interno, a 3 navate con transetto, presenta un altare ligneo cinquecentesco raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Pietro e Paolo.