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castelli da vedere in lombardia (parte terza)

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vi continuo a raccontare i castelli della mia Lombardia

Rocca Sforzesca (Soncino)

Il Castello di Soncino è uno dei più classici e meglio conservati esempi di architettura militare lombarda. Oggi il castello è un imponente complesso difensivo, circondato da un ampio fossato e difeso a ogni angolo dalle possenti torri, di cui una cilindrica. L’interno presenta ancora alcune tracce degli affreschi che furono fatti realizzare dalla famiglia Stampa. Il complesso, che ha subito numerosi interventi di restauro, oggi ospita numerosi appuntamenti della ricca vita culturale cittadina.

Castello di Vezio (Perledo)

Al centro del Lago di Como, su un promontorio che domina l’abitato di Varenna, si trova il Castello di Vezio, avamposto militare costruito nel basso medioevo per difendere il lago e i borghi circostanti dalla regina Teodolinda. Del complesso che un tempo proteggeva anche Varenna, con due braccia di mura che ne cingevano completamente l’abitato, oggi rimane una torre di avvistamento cui si accede tramite un ponte levatoio, circondata da una cinta muraria a base quadrata. Immerso in uno splendido uliveto tra i più a nord del mondo, la sui sopravvivenza è assicurata dal clima lacustre, il castello gode di un’atmosfera  di grande fascino: i diversi punti panoramici, come quello sulla sommità della torre, che è completamente visitabile, offrono scorci incantevoli sul lago e sui dintorni, mentre il centro di falconeria ospitato nella struttura permette di entrare in contatto con quest’antica arte medievale, da poco entrata nel patrimonio immateriale UNESCO, in un’ambientazione decisamente molto adatta.

Castello Bolognini (Sant’Angelo Lodigiano)

Attualmente il castello ospita le collezioni di 3 differenti musei: la casa – museo Morando Bolognini, con mobili quadri e vasellame del periodo compreso tra il ‘700 e il ‘900, che occupa ben 24 sale; il museo sulla storia dell’agricoltura dal Neolitico ai giorni nostri e il Museo del Pane.

Castello di San Giorgio (Mantova)

Parte della Reggia dei Gonzaga e uno dei monumenti più rappresentativi della storia e dell’arte cittadina, oggi si presenta come un edificio a pianta quadrata, con torrioni angolari e controtorri, e cinto da un fossato che si supera attraverso tre ponti levatoi. Ma è all’interno che l’antico maniero racchiude i suoi gioielli più preziosi, come la Camera Picta (La camera degli sposi), a opera di Andrea Mantegna che la realizzò nell’arco di nove anni. Ci troviamo nel torrione nord – occidentale, dove la stanza del piano nobile fu riadattata fino a diventare un vero e proprio capolavoro: lo spazio angusto viene stravolto grazie agli affreschi alle pareti che danno l’impressione di trovarsi in un loggiato aperto, com ampi archi oltre i quali si ammirano scene bucoliche.

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castelli da vedere in Lombardia (parte 2)

lago di garda

Ecco la voi la seconda parte dei castelli lombardi.

Castello di Desenzano

Della struttura difensiva originaria rimangono solo le mura merlate e le 4 torri e oggi è possibile percorrere il camminamento di ronda, vedere le bocche cannoniere e salire fino al mastio, da dove si gode di una bellissima vista sul lago e i dintorni. Negli alloggi degli ufficiali, all’interno di una sezione aggiunta  alla fine dell’Ottocento, quando il castello fu trasformato in caserma, oggi hanno luogo convegni e mostre, mentre a ridosso della sezione nord-occidentale delle mura, in seguito a un recente intervento è stata ricavata un’area destinata a spazio espositivo e a eventi musicali e culturali.

Castello di Padernello

Secondo la leggenda ogni anno, nella notte del 20 luglio, il fantasma di una dama completamente vestita di bianco si aggira per le sale del castello, reggendo un libro dorato: si tratta di Biancamaria, figlia del conte Giuseppe Martinengo, che trovò la morte proprio il 20 luglio del 1480 annegando nel fossato che circonda il castello, dov’era caduta attirata dalle lucciole. Leggende a parte, il Castello di Padernello è realmente ammantato da un fascino fiabesco, con il ponte levatoio ancora funzionante e difeso da un fossato. Costruito alla fine del XIV secolo, rimase alla famiglia Martinengo fino alla scomparsa del suo ultimo erede, e dopo alcuni passaggi di mano rimase disabitato definitivamente nel 1961. Da allora fu abbandonato fino a quando la Fondazione Castello di Padernello ha dato vita a una vasta campagna di restauri, iniziata nel 2006. Oggi il maniero è sede di un ricco calendario di attività culturali, artistiche ed enogastronomiche ed è inoltre sede di uno dei 2 “Mercati della Terra” di Slow Food in Lombardia.

Rocca Scaligera (Sirmione)

La Rocca Scaligera di Sirmione è uno dei castelli meglio conservati d’Italia. Completamente circondato dalle acque del Lago di Garda, su un lato presenta la caratteristica darsena, originariamente costruita per proteggere la flotta scaligera. Dietro di essa si trovano 3 torri e soprattutto il mastio, alto ben 47 metri. Un tempo il castello era accessibile dal borgo, sia dall’esterno, ma oggi l’unico accesso in funzione è quello che dà sull’abitato. Dal grande portico centrale al quale si accede dopo aver superato il ponte levatoio, è possibile percorrere i camminamenti di ronda, con le classiche merlature a coda di rondine, ai quali si accede per mezzo di una rampa di 146 gradini, così come è possibile salire fino alla cima del mastio attraverso delle rampe di scale lignee oggetto di un recente restauro: un affaccio privilegiato sul lago e su Sirmione. Nel vasto portico del castello si possono visitare un lapidario e una breve mostra che riporta le informazioni principali sulla rocca.

Castello Visconteo (Pandino)

Il Castello Visconteo di Pandino costituisce ancora oggi uno dei migliori esempi dell’architettura fortificata viscontea trecentesca. Recenti restauri hanno reso visibile gran parte delle decorazioni originali. Il Castello è a pianta quadrata con torri angolari, un cortile con portici a sesto acuto sovrastato da un loggiato. Il castello conserva ancora buona parte delle decorazioni originarie del portico, del loggiato e delle stanze, con motivi geometrici e floreali, che da sole costituiscono un motivo sufficiente per una visita. Oggi il Castello è di proprietà del comune e ospita negli spazi delle stalle la biblioteca comunale. Sono inoltre davvero numerosi gli appuntamenti culturali che si svolgono al Castello di Pandino, come personali di pittura e fotografia che vengono organizzate nelle sue sale.

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castelli da vedere in lombardia (parte 1)

Vi segnalo dei castelli da vedere in Lombardia.

Castello di Malpaga a Cavernago

A Cavernago, piccolo comune all’interno del parco del Serio, c’è una fortezza con all’interno le testimonianze di una vita di corte dedita al bien vivre, all’arte e alla cultura. Qui c’è il castello di Malpaga, dove i magnifici saloni affrescati testimoniano di una vita di corte molto attiva, di un Signore particolarmente attento all’arte e alla cultura. Il castello, che ancora oggi  è circondato dai campi coltivati, è l’epicentro dell’attività di Permalpaga, il progetto di rinascita del luogo imperniato sull’agricoltura innovativa, sulle energie rinnovabili e sul recupero del borgo storico e la sua valorizzazione come centro di attività culturali.

Castello di San Vigilio (Bergamo) 

Il Castello di San Vigilio costituiva l’ultimo bastione della difesa cittadina: se cadeva San Vigilio, cadeva Bergamo. Ed è per questo motivo che, nel corso dei secoli, sotto le sue mura è stato scavato un vero e proprio reticolato di tunnel, passaggi segreti e diverse vie di fuga da utilizzare in caso di pericolo e attacchi nemici. Oggi il Castello di presenta come una struttura imponente, capace di trasmettere una sensazione di potenza, grazie alla caratteristica pianta a stella, i 4 torrioni, le merlature, i camminamenti, le cannoniere e le feritoie. Si trova sull’omonimo colle, dal quale sovrasta la Città Alta, oggi il castello è di proprietà del comune che lo ha riaperto al pubblico, ripristinando anche la funicolare che costituisce forse il modo migliore per raggiungerlo. Infine, grazie al gruppo speleologico Le Nottole, è possibile visitare il passaggio segreto che univa il castello al Forte di San Marco, nella parte settentrionale della cinta muraria che cinge l’abitato.

Rocca di Bergamo 

costruito sul colle di Sant’ Eufemia, a Bergamo Alta, da dove domina l’abitato e la pianura circostante con una vista che si spinge fino alla Val Brembana, a Treviglio e a Milano. La struttura si presenta oggi con un mastio quadrangolare ai cui angoli si ergono altrettanti torri a pianta quadrata. Da non perdere la salita alla torre del Mastio, per godere di una bellissima veduta che spazia dalla pianura padana, a sud, fino alle Alpi Orobie, a nord. Oggi il complesso ospita il Museo storico cittadino: passeggiando lungo i suoi camminamenti è possibile ammirare i pezzi di maggiore impatto della collezione, tra i quali cannoni e carrarmati.

Castello di Brescia 

si trova sul colle Cidneo, il castello è un elemento fortemente caratterizzante del profilo cittadino, adagiato lungo uno dei pendii del colle, ben visibile da qualunque direttrice si giunga a Brescia. Si tratta di una struttura imponente e molto estesa, che nel corso dei secoli ha subito diversi interventi e modifiche che sono ancora oggi ben riconoscibili. Al suo interno cela un reticolo di stradine e ambienti nascosti, oltre al più antico e pregiato vigneto cittadino, che costituiscono un grande richiamo per numerosissimi visitatori. Inoltre il castello ospita il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento.

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vacanza in molise

Vi propongo una vacanza di totale relax nel silenzio dei boschi partendo dalle Mainarde, che sono i rilievi più bassi dei Monti della Meta, nell’Alto Molise. Un terra di una bellezza straordinaria, dove si possono avvistare camosci, caprioli e con un po’ di fortuna si possono trovare le tracce di lupi, linci e orsi. Queste terre sono poco turistiche durante l’estate, però diventano magiche e silenziose in inverno quando la neve abbondante le rende una meta perfetta per gli sport alpini. Tra boschi, borghi antichi e sapori invernali da provare nelle trattorie e negli alberghi diffusi, aperti sempre più spesso anche in questa stagione.

MONTAGNE DIPINTE

Il viaggio lo si può iniziare da Isernia, capoluogo di provincia che offre il meglio di sé la sera, con la magia delle luci di Corso Marcelli riflesse sulla neve. Ne troverete tanta anche a Scapoli, a 16 km, dove il Cammino di Ronda offre degli scorci che spaziano fino al massiccio del Matese. Dopo una tappa al Museo internazionale della zampogna Pasquale Vecchione, a Scapoli, in cui potrete ammirare strumenti pastorali da tutti il mondo http://www.benvenutiascapoli.it

vi potrete avviare indossando le ciaspole, attraverso un bosco di faggi, verso Monte Marrone, a 1.805 m. Poco prima della vetta troverete una deviazione che porta alla capanna di Charles Lucien Moulin, il pittore francese, amico di Matisse, che amò e ritrasse queste zone. Un museo dedicato all’artista lo trovate a Castelnuovo, frazione di Rocchetta a Volturno.

TRA SENTIERI E ABBAZIE

In zona, si visitano i suggestivi resti dell’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno. Quando inizia a sciogliersi la neve, gli sportivi possono salire sulla loro mountain bike o a cavallo e costeggiano il vicino lago di Castel San Vincenzo, dove si specchiano i monti tutto intorno. Si può proseguire anche fino a Montenero Val Cocchiara, con lavatoi e mulini resturati e trasformati in piccoli musei come il Momu http://www.molinomuseo.it

al Pantano della Zitola, dove vivono allo stato brado i cavalli Pentro, razza autoctona; i più preparati si spingono fino a Pizzone, con un bel colpo d’occhio sulle Mainarde e sul lago. 10 km a nord, a Valle Fiorita, nel Parco nazionale d’Abbruzzo, Lazio e Molise, si affronta con le ciaspole il sentiero M1 verso il passo dei Monaci. Da qui, nelle giornate terse, con buoni binocoli, si scorgono persino il Vesuvio, Ischia e Capri.

IL POSTO DEI BUCANEVE

Il giorno seguente potrete seguire fuori dal paese il Sentiero dei meleti. Sono la gioia degli ssciatori le piste intorno a Capracotta, uno dei luoghi  più nevosi dell’Appennino. Per gli esperti, ecco i due anelli da fondo agonistici di Prato Gentile; ci sono anche le tracciati in piano per principianti e chi ama il fuoripista può affrontare con gli sci o le ciaspole i boschi di Monte Capraro, immersi nel silenzio.

 

 

cultura

recensione film un’avventura

musical

Il film Un’ Avventura ha la regia di Marco Danieli con attori protagonisti Laura Chiatti e Michele Riondino, le coreografie che trovate in tutto il film sono di Luca Tommasini, consulenza artistica di Mogol e musiche di Mogol e Lucio Battisti.

Un’ avventura tratta la storia di Matteo (Michele Riondino) e Francesca (Laura Chiatti) che sulle note di Lucio Battisti scoprono l’amore, si perdono, si ritrovano, si rincorrono, senza lasciarsi mai definitivamente ma seguendo i loro sogni: lui, quello di diventare musicista, lei, quello di essere libera. All’inizio del film Francesca gira il mondo per ben 5 anni, mentre Matteo scrive canzoni nel suo paese in Puglia. Quando Francesca ritorna in paese porta con sè il vento del cambiamento degli anni’70, con più emancipazione, progresso ed evasione. I due si ritrovano e il loro amore rinasce più forte di prima, ma la loro storia come quelle di tutti noi, non sarà sempre rose e fiori..

Le canzoni di Battisti e Mogol a distanza di tanti anni risultano sempre molto belle ed emozionanti in tutto il film, sia perché sono senza retorica, sia perché dietro ogni canzone c’è sempre una storia. Il regista nel film ha usato linguaggi diversi: in alcuni casi si è vicini al videoclip; in altre scene invece il cantato si sostituisce al dialogo. In altri casi invece il canto e la danza si uniscono dentro la scena.

Scelte visive

Dal punto di vista visivo le scene sono state girate alternando macchina a mano, carrelli, steadycam o dolly in base alle necessità della scena. Gli anni 70 e 80 sono raccontati unendo sfumature di giallo e blu.

La Musica

Per quanto riguarda la musica, in alcuni casi i brani sono stati adattati a un particolare stato d’animo o a un particolare contesto. Alcune scene cantate sono  in playback mentre in altri casi sono in presa diretta.

Le Coreografie

Come il canto anche la danza è usata in modi differenti: a volte c’è una giustificazione realistica nella scena. Altre volte invece la danza si sostituisce alla recitazione senza giustificazione (ad esempio la scena in tribunale).

cultura

recensione modalità aereo

commedia italiana

Ho visto in anteprima il film Modalità aereo e ora ve lo racconto un po’:

Diego (Paolo Ruffini) è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è racchiusa dentro il suo cellulare di ultima generazione. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sydney (24 ore di volo), Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano che non è bello, ricco e neanche famoso, mentre pulisce i bagni lo trova… ma non lo restituisce. Con il suo collega/amico ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, quindi inizia a utilizzare il telefonino di Diego, fa acquisti, si diverte e soprattutto scrive sui social e chatta con il figlio di Diego senza che lui ne sappia nulla. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse. Riuscirà il bell’imprenditore a tornare alla vita di prima? ma soprattutto ci si può fidare di chi ci circonda?

Modalità Aereo oltre ad essere un film che vi farà morir dal ridere, assolutamente da vedere con la famiglia, vi farà assolutamente riflettere su alcuni temi, quali la famiglia, la ricchezza/fama che può svanire di colpo e altro…

Note registiche

Era da tanto che volevo provare a fare un “classico di Natale”, quei film ambientati durante le feste che vedono in “Una poltrona per due” l’esempio inarrivabile.  Quando Paolo Ruffini mi ha raccontato quest’idea, ho capito subito che era quella giusta, un upgrade tecnologico proprio del film di John Landis, con gli stessi ingredienti, la ricchezza e la povertà, il rovesciamento di ruolo, la vita come posta in palio e un pizzico di buoni sentimenti. Ho scritto il film con Paolo stesso e Simone Paragnani ed ho scelto un cast di attori che mi facevano ridere. È venuto fuori un copione romanticomicosull’importanza dell’amicizia, un tema che non affrontavo più da “Notte Prima Degli Esami” e che quest’anno sento particolarmente mio. Un film per tutti, molto disneyano, con i buoni ed i cattivi, con una morale positiva.

Buon divertimento!

 

 

viaggi

vietnam fascino d’oriente

asia

In Vietnam trovate tante risaie e grattacieli, giunche che navigano lente e motorini che invadono strade e marciapiedi, ville coloniali e memorabilia di guerra, questo è il Vietnam che vive fascini contrastanti. Nel sud del paese, Ho Chi Minh City è una vivace megalopoli che guarda al futuro: tutto attorno al quartiere cinese e alle vestigia dell’epoca coloniale, come l’Ufficio Postale disegnato da Gustave Eiffel, svettano grattacieli che si riflettono nel fiume, da ammirare con una crociera al tramonto. Da non perdere è anche il Museo dei crimini di guerra, che offre una convolgente immersione nelle vicende della Guerra del Vietnam (1955-1975). Nei dintorni della città si apre l’immenso delta del Mekong, un labirinto di isolotti e canali che si visita in barca: lungo il percorso, villaggi su palafitte, pescatori all’opera, mercati galleggianti e risaie. Nel nord, la capitale Hanoi svela la storia più antica, con i viali del quartiere coloniale francese a fare da contrappunto ai vicoli della città vecchia, affacciata su un lago. A 4 ore di macchina sul Mar della Cina si apre la baia di Halong, una meraviglia della natura con le acque smeraldine punteggiate da migliaia di isolotti e solcate dalle giunche da crociera. All’alba e al tramonto, lo spettacolo è indimenticabile!

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kunfunadhoo Maldive (atollo di Baa)

paradiso

Tutte le Maldive sono la raffigurazione del paradiso, ma quest’isola riempie gli occhi e sazia l’anima di bellezza e amore per la natura.

Immersa in una giungla rigogliosa, a mezz’ora di idrovolante dalla captale, Soneva Fushi è un angolo del mondo privato, dove la sabbia bianca e la laguna incontaminata incastonano in un resort di super lusso: 42 ville magnifiche, tra tendaggi naturali e palafitte, appartamenti dotati di grandi spazi, sale da bagno, zone relax, patii e grandi piscine private intorno alle quali si aprono palestra, bagno turco, sauna, salotti, studi, living e cucina con cantina climatizzata per vini e champagne. la barriera corallina è riserva Unesco, un tripudio di meraviglie, con le tartarughe che nuotano e i delfini che danzano al tramonto, davanti al bar con grandi letti di rete sospesi sul mare o nella laguna dove si allunga Out of The Blue, uno dei magici ristoranti del resort, insieme al Fresh in the Garden. Chef stellati anche nel buffet sulla spiaggia o nei picnic in giornata sull’isola deserta vicina.

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tokyo regno di armonia

giappone

Dagli incroci affollati di Tokyo ai santuari immersi nel verde di boschi e colline, alle coste spettacolari: stupore e piacevolezza ti accolgono a ogni angolo. Ci sono insegne luminose che lasciano vedere il cielo (come Takeshita Street) e incroci dove nelle ore di punta non si vede l’asfalto (Shibuya). Poi si sale sulla Mori Tower di Roppongi Hills (ingresso al Mori Art Museum incluso, da vedere) si punta lo sguardo sul Monte Fuji, e si resta ipnotizzati. Il Giappone ti mette il futuro a portata di mano e te lo fa assaporare con la ritualità tipica della cerimonia del tè. Sia a Tokyo, che si gira in metrò e a piedi facilmente, fra templi, giardini, shopping, localini dove si mangia bene a tutti i prezzi, grattacieli e case basse di legno. Sia nell’isola di Kyushu, nel Sud, un concentrato di “panorami” giapponesi, come Nagasaki, la città della pace da ammirare salendo all’Osservatorio del Monte Inasa, le isole di Kujukushima, dal belvedere di Tenkaiho, il santuario Yutoku Inari tra i boschi, il villaggio rurale di Hama e quello termale di Ureshino: quando siete stanchi provate il pediluvio nelle pozze per strada: vedrete che bellezza.

consigli di salute

i 10 superfood da tenere d’occhio

Si può dire di mangiare bene solo se si hanno nella dieta i seguenti superfood

Acqua e limone

Il limone è antisettico, disintossicante, ricco di vitamine, minerali, enzimi associati al dimagrimento. E pur essendo acido, nell’organismo ha effetti alcalinizzanti, dunque riequilibranti e antigonfiore. Insieme all’acqua rappresentano una bomba di benessere che depura, sostiene il sistema immunitario e regala energia per la giornata. Un bicchiere a digiuno tutte le mattine è un toccasana.

Kefir

Simile allo yogurt  ma più acido, ricco di specie batteriche salutari e fermenti lattici, ipocalorico e fonte di minerali preziosi. Consumarlo regolarmente a colazione aiuta le funzioni intestinali, rafforza le difese immunitarie, contribuisce a contenere il colesterolo “cattivo” e grazie alla presenza di triptofano aiuta la stabilità dell’umore. Si trova al super, ma si può fare tranquillamente anche a casa.

Semi di Lino

Sono ricchi di Omega 3, dunque preziosi soprattutto nelle diete vegetariane che non prevedono pesce. Marroni o gialli, interi o macinati, apportano proteine, minerali (fosforo, magnesio), vitamine B1,2 e F. Un cucchiaio in un bicchiere d’acqua lasciato riposare per la notte e poi filtrato regolarizza i processi intestinali, stimola il sistema immunitario e previene le intolleranze. Aiuta a depurare l’organismo e i tessuti cutanei. Si possono mescolare al kefir per colazione.

Aloe 

La parte interna delle foglie è una sostanza gelatinosa ricca di proprietà. Il succo puro al 100% ha un’azione depurativa, agisce sulla flora intestinale e svolge un’azione di controllo sia sul colesterolo che sugli zuccheri, favorendo il dimagrimento. Nella dieta va inserito a metà mattina, insieme allo spuntino.  Continue reading “i 10 superfood da tenere d’occhio”