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cosa fare a Petralia Sottana

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Petralia Sottana si trova nel Parco delle Madonie a 1.000 metri s.l.m. questo paese offre ai suoi visitatori tante opportunità di scelta per le vacanze. Il clima mediterraneo di alta quota, i lussureggianti boschi, i monti e le profonde vallate del massiccio delle Madonie, le tante cose storico-artistiche, le radicate tradizioni popolari, fanno si che ogni giorno passato a Petralia si trasformi in occasione di svago e di crescita culturale. La cittadina, ha un centro storico ben conservato e accogliente, dalla conformazione urbanistica medioevale. la sua particolare struttura urbana si sviluppa intorno al nucleo del primitivo castello e della Chiesa Madre, rendendola caratteristica nella sua forma Presepistica. Tanti sono i beni culturali e le curiosità da scoprire nel centro storico. Di particolare interesse è il Percorso Geologico urbano, dove geologia, storia e arte si incontrano. Segnato con borchie d’ottone, si possono rinvenire fossili del miocene e altre curiosità geologiche. Numerose sono le fontane, fontanelle, cannoli, bevai a testimoniare la ricchezza d’acqua del territorio.

Itinerari

Il territorio di Petralia Sottana offre tanti itinerari naturalistici. Tra i quali: il Sentiero Geologico “Le Pietre e l’Acqua” nel quale è possibile ammirare l’antico ponte romano di San Brancato, la sorgente d’acqua di Catarratti, la centrale idroelettrica e il geosito Sant’Otiero; il Sentiero della Pace, antico sentiero dei pellegrini che conduce al Santuario di Maria SS. dell’Alto in cima al Monte Alto; il Percorso degli Alberi Monumentali con ben 16 specie arboree censite come monumenti della natura della Regione Sicilia per un totale di 21 esemplari; il Sentiero geo-archeologico di San Miceli. Il territorio di Petralia Sottana presenta un’ampia area naturale protetta all’interno della quale si trovano siti geologici significativi per qualità scientifica, rarità, attrattiva e valore educativo. Numerosi gli itinerari artistico-culturali, tra cui l’itinerario Gaginiano e l’itinerario dello Zoppo di Gangi. Tra i capolavori scultorei della bottega dei Gagini e dei loro seguaci, ricordiamo la natività in marmo che si trova all’interno della Chiesa Madre e i marmi della Chiesa di Santa Maria alla Fontana. Lo Zoppo di Gangi, ha lasciato a Petralia Sottana tante delle sue più grandi opere, tra le quali: la tela di San Francesco che riceve le stimmate esposte nella Chiesa di San Francesco; il Trionfo dell’Eucarestia, San Mauro, San Onofrio e le Cinque Piaghe di Cristo ammirabili nella Matrice.

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luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

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cosa vedere a lampedusa

lampedusa

Un viaggio sull’isola di Lampedusa, oltre al paese con la sua animata via Roma, le zone del porto Nuovo e del porto Vecchio e la vicina spiaggia della Guitgia, non possono mancare alcune tappe fondamentali. Dal punto più alto dell’isola, i 133 metri sul livello del mare della località Albero Sole, si può godere una vista meravigliosa su Linosa e sul piccolo isolotto di Lampione. Un panorama fantastico si può ammirare inoltre, soprattutto all’alba, dal faro di Capo Grecale, scenograficamente posto a picco sul mare sulla punta nord-oientale dell’isola. Tra cala Spugne e il porto Vecchio, poi, il famoso monumento Porta di Lampedusa-Porta D’Europa, opera del 2008 dell’artista Mimmo Paladino, è dedicato a tutti i migranti che hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere le sponde isolane. Un significativo luogo di pellegrinaggio, situato sulla costa meridionale dell’isola, è il santuario della Madonna di Porto Salvo, sopra la spiaggia di cala Madonna: una mistica chiesetta colorata di bianco e azzurro, scavata nella roccia e contornata da un profumato giardino. Gli amanti della storia possono poi visitare la piccola Biblioteca delle Pelagie, lo spazio che raccoglie i libri e le pubblicazioni su Lampedusa e Linosa. In via Roma c’è il Museo Archeologico delle Pelagie. Infine, un soggiorno sull’isola, soprannominata la “sorella maggiore” dell’arcipelago delle Pelagie, non può dirsi completo senza un tour in barca organizzato da Portu’Ntoni o da Don Giovanni alla scoperta delle sue baie segrete, fra alte falesie e misteriose grotte.

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cosa fare nell’isola di lampedusa

lampedusa

Lampedusa è un luogo dove il senso di frontiera è più forte che altrove, un pezzo d’Africa che sembra naufragato quasi per caso in terra italiana, brullo, roccioso ed estremo nella sua luce magica e abbagliante. Su quest’isola, la più grande dell’arcipelago delle Pelagie, tutto sembra provenire da un altro continente. Il fazzoletto di terra più a sud d’Italia, un vero e proprio tavolato di roccia eroso dal vento e dall’acqua, bruciato dal sole e quasi privo di vegetazione, cattura l’occhio dei viaggiatori per l’insolita presenza di zone desertiche, paragonabili a scenari lontani. A questo si aggiungono gli uadi (canyon), che con i loro “tagli” profondi finiscono in mare formando romantiche insenature, baie da sogno e calette sabbiose. Ma oltre alla geologia e al paesaggio naturale, sono nordafricane la flora e la fauna, per la maggior parte endemiche e quindi importanti “ponti” di passaggio tra la Sicilia e l’Africa settentrionale.

In Motorino, in Bici e a Piedi verso la costa meridionale

Se la costa settentrionale è caratterizzata da imponenti e scenografiche falesie che scendono a strapiombo sul blu, la zona meridionale dell’isola rappresenta la destinazione ideale per approfittare di alcune delle più belle spiagge dell’intero bacino del mediterraneo. È in questo contesto unico e prezioso che, fin dal 1995, la Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa protegge gli ambienti della fascia più a sud, compresi tra cala Greca a est e il vallone dell’Acqua a ovest. Per scoprire gli angoli più suggestivi dei 367 ettari di riserva, gestiti dalla sede siciliana di Legambiente, si può noleggiare una bicicletta o in alternativa un motorino elettrico e raggiungere i vari punti di partenza delle facili passeggiate (riconoscibili dalla presenza delle onnipresenti sbarre verdi) che scendono “a pettine” verso il mare.

L’insenatura di cala Galera e la Grotta della Tabaccara

La più vicina al paese conduce fino alla spiaggia di cala Galera. Raggiungibile in circa mezz’ora di cammino, sul breve sentiero che parte nelle vicinanze del Camping La Roccia, la sua piccola porzione di sabbia si nasconde in un’insenatura molto profonda, posta allo sbocco dell’omonimo vallone. Oltre a proteggere l’ultimo tratto di macchia mediterranea originale della zona, cala Galera offre anche qualche scorcio d’ombra e un fondale che si mantiene bassissimo per alcune decine di metri dalla riva. Qui, come negli altri tratti della riserva, praticando snorkeling o immersioni sono facilmente osservabili quaranta differenti varietà di fauna ittica, tra cui anche alcune specie tropicali. Conosciuta come la baia delle flying boats (baia delle barche volanti), per via delle imbarcazioni ormeggiate che sembrano stare come sospese nell’aria, è invece la spettacolare insenatura della Tabaccara, che si può raggiungere solo via mare oppure ammirare dall’alto. Ai 2 belvedere si arriva facilmente con una breve passeggiata in partenza dal fortino militare, uno dei tanti residui bellici della 2° guerra mondiale che ancora oggi si trovano allineati lungo le coste isolane.

La Baia di Sabbia Bianca più amata da Modugno

Tornando sulla strada principale e percorrendo meno di 1 km lungo un sentiero scosceso, in circa 20 minuti si arriva alla leggendaria spiaggia dei Conigli. Prima attrattiva turistica dell’isola, la sua baia di sabbia bianca finissima, bagnata da un’acqua trasparente, è considerata tra le spiagge più belle del mondo. Per i bassi fondali, l’arcobaleno di colori del suo mare e il magico ensemble che crea con la vicina isola dei conigli, questo luogo è stato addirittura definito dal cantautore Domenico Modugno “Piscina di Dio”. Nelle lunghe notti d’estate, da giugno fino ad agosto, la spiaggia dei Conigli è una zona di ovodeposizione della tartaruga marina Caretta caretta. Una delle escursioni a piedi più belle della riserva è poi quella che dalla cosiddetta “Casa Teresa”, una vecchia masseria in pietra costruita nello stile del dammuso pantesco, scende per 1 km e mezzo circa lungo il vallone della Forbice e raggiunge cala Pulcino attraverso una foresta di pini d’Aleppo, l’unica zona verdeggiante presente sull’isola. La meta finale, che si raggiunge dopo circa 40 minuti di facile camminata, è una piccola insenatura di sassi con un fondale di sabbia fine bagnata da un mare di un intenso colore turchese.

Esplorare la Riserva seguendo la linea del mare

UN’idea alternativa per fruire delle bellezze del posto è quella di partire a piedi dal centro del paese seguendo semplicemente le indicazioni per cala Guitgia e poi assecondare la costa “a vista”. Lungo la linea del mare, senza incontrare nessun ostacolo e nel doveroso rispetto della natura circostante, ciascuno ritrova il proprio passo e i ritmi si fanno più lenti, magari per cercare di avvistare il salto di un delfino all’orizzonte o di intercettare nel cielo il volo di un falco pellegrino. Con dislivelli sempre minimi, perché non va dimenticato che l’altitudine massima di Lampedusa e soltanto di 133 metri sul livello del mare.

 

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Levanzo cosa fare e vedere

isole egadi

Una miniatura sull’acqua. Benvenuti a Levanzo, la più piccola delle Egadi, dove auto e moto non possono passare, perfetta per chi vuole veramente staccare e godersi una vacanza sul mare in completo relax. La vita a Levanzo ruota intorno all’unico paese, Cala Dogana, affacciato sul porto. Nel borgo raccolto e punteggiato da case bianche, tra il merletto di vicoli e piazzette lillipuziane, si respira un’aria d’altri tempi con atmosfere rilassanti e slow, dove basta poco per fare amicizia con i suoi abitanti. Qui, inoltre, sono raccolte anche le poche attività commerciali dell’isola, da contare sul palmo di una mano. La seduzione di Levanzo si esprime inequivocabilmente nelle calette da conquistare a piedi o con le barche-taxi dei pescatori. Fra le baie più suggestive, si distinguono: Cal Fredda; più avanti, superata una pineta di pini d’Aleppo, si apre Cala Minnola, protetta alle spalle da un’ampia pineta, meta ideale durante le ore più calde della giornata. Da non credere anche Cala Tramontana, fra le più belle, bordata da rocce rosse e acqua cristallina, con fondali da sogno. Tra i gioielli di Levanzo merita una menzione anche la Grotta del Genovese, considerata una dei siti preistorici più importanti del mondo, per le pitture e incisioni rupestri risalenti al Neolitico e Paleolitico.

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Ustica perla italiana

isole italiane

Ustica appare quasi come un miraggio nel blu del mare Nostrum. Dopo la traversata in traghetto di due ore e mezzo da Palermo, compare Ustica, la più nordica e isolata delle isole sicule con profilo roccioso, carattere spigoloso e anima selvaggia. Ustica è la parte emersa di un vulcano sottomarino che le ha regalato un cromatismo scuro, che si distacca dai colori delle sue case, un paese di forma ad anfiteatro in posizione dominante e digradante verso il porto di Cala Santa Maria. Da qui, una serie di gradinate e salite, conducono in breve tempo in piazza Umberto I, da qui transita chiunque passi dall’isola. I maggiori frequentatori di Ustica sono i subacquei che qui trovano un fantastico mondo sommerso composto da posidonia oceanica, corallo, madrepore, spugne e pesci multicolor, grazie alla lungimirante istituzione della Riserva Marina. Girovagando per la piccola isola, si ammira il paesaggio primordiale, formato da alte falesie e coste frastagliate ricche di grotte, calette e spiaggette nere di ciottoli. Con maschera e pinne, le nuotate più entusiasmanti nell’acqua trasparente si effettuano nei pressi dei Faraglioni, vicino al Villaggio Preistorico risalente all’età del Bronzo e alla Punta dello Spalmatore, caratterizzata dall’omonima Torre borbonica e da Cala Sidoti, un’oasi per bagni di sole e di mare fino al tramonto.