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cosa fare a Grottammare

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Grottammare è la perla dell’Adriatico, dal 2007 è anche riconosciuta come uno dei borghi più belli d’Italia. Palem ed oleandri primeggiano ovunque, specialmente sul lungomare, percorso da una pista ciclabile.le verdi colline a ridosso del mare ed il borgo medievale, con i suoi affascinanti vicoli, le botteghe ed i ristoranti tipici.

MUSEI DI GROTTAMMARE

MUSEO TORRIONE DELLA BATTAGLIA

Nelle sue sale c’è un’esposizione permanente di opere di Pericle Fazzini.

MUSEO IL TARPANO

Negli spazi del Museo, dedicato a Giacomo Pomili detto “Il Tarpato”, il visitatore può conoscere l’ampia ispirazione dell’artista, attraverso 5 stanze tematiche, dedicate alle opere d’esordio, alle leggende dipinte, ai quadri sensuali dominati dalle figure femminili e dal paesaggio.

MUSEO ILLUSTRAZIONE COMICA

Il museo, al piano terra del Kursaal, espone opere d’arte disegni ed illustrazioni comico-satiriche, nonché manifesti cinematografici, dedicati ai miti della comicità e a personaggi famosi dello spettacolo.

MUSEO SISTINO

Si trova nella chiesa di San Giovanni battista, il museo è dedicato principalmente alla memoria di Felice Peretti. C’è un’esposizione di oggetti di pregevole fattura del Sommo Pontefice e di opere di famosi artisti d’epoca.

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borghi da vedere nelle marche (parte 4)

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Ecco a voi altri dei borghi più belli della regione marche.

PIEVEBOVIGLIANA

Offre un paesaggio collinare: da un lato si aprono le vallate che conducono alla pianura marchigiana, dall’altro si accede ai primi pascoli montani, preludio del paesaggio dei monti Sibillini. Una parte dello stesso territorio è compresa all’interno dell’omonimo Parco nazionale.

DA NON PERDERE

Il centro storico e il Pievebovigliana Museo. La parrocchiale di S. Maria Assunta, con una preziosa cripta recuperata nel 1930. La chiesa romanica di S. Giusto e quella medievale di S. Giovanni. Il Museo “Raffaele Campelli”, con dipinti di Cola di Pietro, Venanzio da Camerino e dei fratelli De Magistris.

RIPATRANSONE

Si trova in posizione panoramica tra le valli del torrente Menocchia e del fiume Tesino, conserva ancora oggi le mura e le porte d’accesso. Cuore dell’abitato è piazza XX Settembre in cui si trovano il Palazzo del Podestà, uno dei musei meglio conservati delle Marche, e il palazzo Municipale.

DA NON PERDERE

La cattedrale, il Museo Archeologico, con oltre 3.000 reperti. La pinacoteca, con un ricco patrimonio di opere. Il vicolo più stretto d’Italia. Il complesso delle Fonti, con la corte e il teatro all’aperto.

 

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borghi da vedere in emilia-romagna (parte 2)

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Altri consigli sui borghi da vedere in Emilia-Romagna:

MONTELEONE

È un piccolo e suggestivo borgo adagiato a mezzaluna intorno all’imponente castello di epoca malatestiana, che si erge al centro della piazza. Il castello, ha avuto forti trasformazioni nei secoli, che non ne hanno alterato il fascino. La piccola chiesa dedicata ai SS. Caterina e Cristoforo era in passato collocata all’interno delle mura, dove sorgeva l’antico abitato.

PORTICO E SAN BENEDETTO

Inserito nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Felterona e Campigna, il comune comprende 3 borghi, Portico di Romagna, Bocconi e San Benedetto in Alpe. la struttura urbanistica medievale di Portico ha mantenuto la costruzione su 3 piani distinti, collegati da suggestivi passaggi pedonali, secondo uno schema urbanistico che rispecchiava le gerarchie sociali. L’abitato di San Benedetto in Alpe invece prende il nome da un monastero benedettino che conserva una bellissima cripta.

DA NON PERDERE

La cascata dell’Acquacheta, raggiungibile con un percorso immerso nei boschi dell’Alto Appennino. La chiesa di S.Maria in Girone, con opere di pittura della scuola romagnola. Il ponte della Maestà, elegante manufatto in pietra a “schiena d’asino”.

PREMILCUORE

Nell’edilizia del borgo si vedono ancora tratti di cortine murate, alte torri, porte, merli e beccatelli. Il centro storico è stretto nel perimetro del castello, su un’ansa del fiume Rabbi. Fra gli edifici civili spiccano i Palazzi Briccolani, sede di una bottega di antiquariato, e Giannelli. Nei dintorni, la visita ai mulini ad acqua Mengozzi e Biondi, ancora attivi e visitabili, e l’escursione al borgo di Castel dell’Alpe.

DA NON PERDERE

L’organizzato centro visite del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna che include il Museo della Fauna del Crinale romagnolo.

SAN LEO

Ancora oggi conserva il suo carattere di luogo inaccessibile, alto su un enorme masso calcareo, in perenne equilibrio sulla natura, con le due impronte umane, il borgo e la fortezza, che occupano lo spazio della rupe. Il borgo è tutto attorno a una piazza con la torre civica, i palazzi nobiliari, la pieve, eretta sul luogo dove San leone visse gli ultimi anni da eremita, e il Duomo, edificati talmente a ridosso dello strapiombo della rupe che non possiedono una vera facciata e vi si deve accedere da porte laterali.

DA NON PERDERE

La possente fortezza, posta a maestoso dominio dal punto più alto della rupe, con una splendida vista sulla valle del marecchia; nelle sue segrete fu rinchiuso il conte di Cagliostro fino alla morte. Il Museo di arte sacra, nel Palazzo mediceo.

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Borghi da vedere in Emilia-Romagna

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Una serie di borghi che dovete assolutamente vedere in Emilia-Romagna:

CASTELVETRO DI MODENA

Borgo pittoresco tra le colline modenesi piene di vigneti. Da ammirare la caratteristica piazza centrale.

DA NON PERDERE

Fili d’Oro a Palazzo, esposizione di abiti in stile rinascimentale. Il Musa, museo dell’Assurdo. Il castello di Levizzano Rangone. L’oratorio San Michele, perla del romanico e il santuario di Puianello.

CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE

La cittadina è composta dal nucleo medievale di Castrocaro, perfettamente conservato, collegato dall’arioso viale Marconi alla cittadella rinascimentale di Terra del Sole, chiusa dalle grandiosa mura medicee. Sul viale la parte moderna, con le sue famose terme dal puro stile art-decò unico in Italia.

DA NON PERDERE

A Castrocaro, la fortezza, una delle più vaste d’Italia con il Museo storico-archeologico; il borgo medievale; la Cittadella; il battistero bizantino; la torre campanaria; la chiesa parrocchiale con pregevoli opere d’arte del Medioevo e del Rinascimento. Nella parte moderna, il complesso termale art-decò. A Terra del Sole, il palazzo pretorio con il Museo dell’Uomo e dell’Ambiente; la scenografica piazza d’Armi; la chiesa di S.ta Reparata e il giro delle mura medicee.

FONTANELLATO

La ricchezza delle sue acque sorgive in questo territorio è all’origine del nome del borgo medievale, sovrastato dalla rocca Sanvitale. La rocca è uno degli esempi di fortilizi meglio conservati della regione, in cui l’architettura fortificata si associa alla funzione residenziale; circondata da un fossato, costituisce il baricentro della vita urbana e forma uno scenario di rara unità con la cornice di case porticate intorno.

DA NON PERDERE

L’interno della rocca Sanvitale, con la visita della celebre saletta di Diana e Atteone, con l’omonimo affresco tratto dalle “Metamorfosi di Ovidio”, uno dei capolavori del Parmigianino, e delle numerose sale arredate con mobili d’epoca e grandi tele di pregio.

LONGIANO

Immerso nella valle del Rubicone, il borgo è un paradigma di urbanistica medioevale: il centro storico, molto armonico nella struttura architettonica, è ottimamente conservato, e presenta una doppia cinta muraria ancora oggi ben visibile. Longiano ha un castello, 5 musei, un teatro e interessanti chiese storiche come il santuario del Ss. Crocifisso e la collegiata di San Cristoforo.

DA NON PERDERE

Il Castello Malatestiano e la fondazione Tito Balestra, con opere di artisti contemporanei del calibro di Maccari, Guttuso, De Pisis, Rosai. Il sistema museale, tra cui: il Museo di arte sacra, nell’oratorio di San Giuseppe; l’originale museo della Ghisa, con elementi di arredo urbano prodotti tra l’800 e il ‘900; il Museo del Territorio, raccolta di attrezzi agricoli e testimonianze del mondo contadino.

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borghi da vedere in veneto/Friuli Venezia Giulia

Ci sono posti indimenticabili che almeno una volta nella vita bisogna vedere:

ARQUà PETRARCA

È un borgo medievale immerso nel verde del Parco regionale dei Colli Euganei e conserva intatta la struttura medievale. La visita della località può iniziare dalla casa del Petrarca, da cui si gode una bellissima veduta. Da visitare inoltre: la chiesa di S. Maria Assunta, con resti di affreschi veneto bizantini; l’oratorio della SS. Trinità, oggi visitabile in occasione di eventi, dove il Petrarca si recava a pregare; l’attigua loggia dei Vicari, simbolo del potere civile del paese; la vicina Villa Barbarigo, il cui giardino all’italiana è fra i più sontuosi del Veneto.

DA NON PERDERE

La Tomba del Petrarca di marmo rosso di Verona.

MEL

Si trova a sinistra del Piave, una sponda compresa tra Feltre e Belluno. Qui è stata rinvenuta una delle maggiori aree sepolcrali dell’età del Ferro, i cui preziosi sono esposti nel museo civico archeologico. Piazza Luciani è il cuore di Mel, dove si affacciano gli edifici signorili costruiti lungo il vecchio perimetro delle mura. Fra i palazzi nobiliari spiccano il municipio e il palazzo delle Contesse, oggi centro culturale.

DA NON PERDERE

Il Castello di Zumelle di cui si ha notizia fin dal I secolo come punto di controllo sulla via romana Claudia Augusta Altinate.

SAPPADA

Formato da 15 borgate, conserva ancora ancora numerose vecchie case in legno, importante testimonianza dell’architettura rurale storica. Notevole il contesto ambientale e naturalistico; le montagne dolomitiche, i boschi di conifere e i grandi prati che in inverno si trasformano in piste da sci battute da numerosi sportivi. Dalla borgata di Cima Sappada una strada porta alle sorgenti del Piave, che sgorga a un’altitudine di 1830-1880 m. Forti tipicità sono inoltre il dialetto di questa isola linguistica germanica e il caratteristico Carnevale.

DA NON PERDERE

I musei Civiltà contadina, in un’antica casa di legno, Etnografico “G.Fontana” e della Grane Guerra. Il Formaggio di latteria Sappada e la cosiddetta “Ricotta Acida” con dragoncello.

 

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cosa fare a Margherita di Savoia

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Margherita di Savoia è una località balneare che si trova a nord della provincia di Barletta-Andria-Trani.

  1. Visitare la zona umida: è un area protetta di 4000 ha, un vero museo all’aperto con oltre 200 specie protette di uccelli acquatici tra cui spicca il fenicottero rosa e numerose specie vegetali.
  2. Passeggiare per le vie cittadine con guida esperta.
  3. Escursione agli arenili alla scoperta della Cipolla Bianca IGP e dei prodotti tipici locali; coltivazione, raccolta, degustazione dei prodotti della sabbia.
  4. Godersi il tramonto al villaggio dei salinieri: percorso sull’argilla a piedi nudi; laboratorio con la sabbia nera di origine vulcanica del Vulture; Laboratorio del sale.
  5. Andare al centro termale: conoscere i percorsi curativi con l’utilizzo dei fanghi e delle acque madri da cui è estratto il sale.
  6. Visita al Museo storico della Salina: tanti oggetti che ricordano il duro lavoro degli uomini raccoglitori dell’oro bianco, considerato nell’antichità di grande valore e da cui deriva il nome salario.
  7. Birdwatching
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messina, cosa vedere nella perla della sicilia

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Messina, in bilico tra isola e Continente, è la città dove l’essenza sicura la si manifesta, per contrasto, in tutta la sua forza. Dal Belvedere di Cristo Re, sacrario che domina la parte alta dell’abitato, sembra di poter sfiorare la Penisola, tra il viavai di navi e traghetti e il profilo delle Eolie. Affacciati su piazza Duomo, ecco i monumenti più famosi: la Basilica che tra gotico, barocco e neogotico racconta le epoche e le storie dell’isola; la Fontana di Orione, “la più bella del cinquecento europeo”, e poi il campanile con l’unico orologio astronomico meccanico in Italia, intorno al quale, alle 12, 5 figure di bronzo si animano al suono dell’Ave Maria di Schubert. La loro danza racconta la Guerra del Vespro del 1282, momento fondante della storia locale che si chiuse con la cacciata degli Angioini. È pura devozione la Festa dell’Assunzione della Vergine del 15 agosto, quando i fedeli trascinano un carro alto più di 15 metri. Sono un culto i cannoli, le cassate e le granite di cui Messina è la capitale assoluta, da provare al mattino con la brioche calda. Una Sicilia da mordere e da gistare: indimenticabile come la focaccia messinese con scarola, tuma, sarde salate e pomodoro, come i pidoni, calzoni fritti farciti con indivia e tuma. Sono veri riti locali anche il tuffo a Capo Peloro, che qui chiamano Il Faro, davanti alla Laguna oggi Riserva naturale orientata e sotto l’enorme traliccio che un tempo portava l’elettricità dal continente. Di rito anche la visita al villaggio di Ganzirri, dove i pescatori intrecciano ancora nasse e coltivano i mitili; il giro sulle loro feluche con pranzo finale di pesce. O la gita a sud verso Taormina e le memorie della Sicilia greca e romana. Poi al fresco di Castelmola, sopra la città, per un’ora di riposo davanti al Duomo, romanico e gotico, con tocchi arabi ed echi normanni. Un canto alle tante anime di questa terra.

ponente ligure
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liguria: emozioni a ponente

ponente ligure

Da Varazze a Finale. Lasciando l’autostrada per un  itinerario tra litoranee panoramiche, spiagge, borghi a colori e sapori di una Liguria mai scontata.

C’è una Liguria, a Ponente ancora capace di stupire. Sono borghi di pescatori che hanno mantenuto fascino e carattere, città e cittadine con i loro indirizzi da scoprire, spiagge e calette dove le Bandiere blu non smettono di moltiplicarsi. Da Varazze a Finale Ligure è un susseguirsi di scenari mutevoli, da scoprire fra un tuffo e un’arrampicata sulla roccia tra climber di tutto il mondo.

STRADE BLU

Facile arrivare sulla costa in autostrada, ma ci sono altri percorsi più emozionanti. Ad esempio la strada che, oltre l’Appennino, scende al mare della selvatica cresta del Monte Beigua. Bastano pochi minuti per scendere dalle colline alla spiaggia di Varazze. Lasciate alle spalle le curve, è il momento di un tuffo, o di una passeggiata sui moli, fra i pescatori, magari per imbarcarsi, con i bambini, sulla barca di pescaturismo di Capitan Morgan, per una mezza mattina in mare fra le reti e il pescato. Il Marina varazzino dal 2006 è un vero e proprio porto-resort, con il piacevole lungomare, i negozi, i ristoranti e, ovviamente, gli yacht. Si rallenta tra le strette viuzze del centro di Celle Ligure, ricco di edifici storici, dal settecentesco Palazzo Ferri, sede del municipio, alle ultime case verso ponente, l più antiche di Celle, dove nel XVII secolo arrivavano dall’Elba le barche cariche di bisolfuro di ferro, diretto alle ferriere di Sassella. Sono le case dei pescatori locali, celebri per la maestria delle loro reti, e dei corallari che nei secoli passati hanno saputo scovare i migliori manchi del Mediterraneo. Ecco Savona, raccolta intorno al suo porto e alla Torretta. Proprio da questo simbolo della città sorto a fine 300 parte via Paleocapa, con i portici, cuore dello struscio cittadino. Ai lati si aprono antichi caruggi. Ancora a Ponente, prima di Vado, su una spiaggia inaspettata e davanti a un mare sorprendentemente cristallino, ci si ferma al Mare Hotel, dove design, privacy e personalità si coniugano alla perfezione nelle cabine della spiaggia privata dai colori pastello.

TORRI, SCALATE E VECCHIE VELE

Sempre lungo la costa, l’antica Aurelia accompagna i viaggiatori in una successione di borghi colorati, spiagge, insenature e alte falesie. Tra momenti contemplativi e tratti di guida divertente. Sfilano Bergeggi e Spotorno, ed è già Noli, piccolo gioiello fiorito all’epoca della Repubblica Marinara, con 72 torri per altrettante famiglie di mercanti. Oggi di quella ricchezza rimane poco, di torri ne restano in piedi 4,  ma il borgo vale sempre una sosta con la sua atmosfera rilassata e sospesa. Fra i vicoli, in via Musso, la galleria Noli Arte offre quadri e sculture a tema marinaro e le chiacchiere di Santo Nalbone, appassionato esperto del borgo e della sua gente. Ed ecco il tratto più spettacolare: quello lungo Capo Noli, aggrappato alla roccia e a piombo sul mare più bello della Liguria. E quando si arriva all’ampia spiaggia di Varigotti, si può tirare fuori dalla macchina tutto ciò che serve per divertirsi in acqua. Ultima tappa, Finale, dove la cultura marinara incontra il medioevo e dove si scopre un approcio diverso al paesaggio costiero. Da qualche decennio questa è una capitale del free climbing, l’arrampicata sportiva, sulle numerose falesie di granito. Basta fermarsi a Finalborgo, appena all’interno, per trovare tra vicoli, case colorate e localini, una miriade di negozi di abbigliamento e accessori per scalare che neanche a Cortina o a Courmayeur.

beauty

i migliori solari sul mercato

Vi parlo dei migliori solari che secondo me sono in circolazione, quelli della Thatso. ce ne sono di vari tipi e ora veli presento uno ad uno:

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Olio secco protettivo per la pelle normale, con SPF progressivo a spray continuo. Spruzza 1, 2 o 3 volte per passare da una protezione 20, 30 fino a 50+.

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Un fantastico dopo sole che può essere utilizzato anche come pre sole. Ricco di principi attivi idratanti lenitivi ed antieritema, intensifica l’abbronzatura e ripara la pelle dai danni causati dal sole.

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Gel doccia super efficace e dalle molteplici funzionalità. Piacevole, fresco, intensifica la vostra abbronzatura e ti protegge dal fastidioso morso delle zanzare, grazie ad un repellente inodore.

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consigli di salute

elimina la nausea con lo zenzero

cinetosi

Queste capsule di zenzero agiscono contro la nausea di vario genere, favoriscono la motilità gastrointestinale. Hanno un’attività antinausea, regolano la motilità gastrointestinale ed eliminano i gas.
Può essere utilizzato dopo i pasti per l’azione specifica sul sistema digerente e sulla digestione, anche l’azione antinausea può essere sfruttata vicino ai pasti principali, mentre in caso di cinetosi si assumono 2 capsule al bisogno, possibilmente alcuni minuti prima del viaggio.

Indicazioni: attività antinausea, di miglioramento dell’attività gastrointestinale e di eliminazione dei gas. Contro le malattie da raffreddamento.

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