
Il Lazio ha molti posti Patrimonio Unesco e io ve li descrivo tutti:
RISERVA DELLA BIOSFERA DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO
Il Parco Nazionale del Circeo, di circa 8.500 ettari, racchiude ambienti molto diversi fra loro dalla duna mediterranea ai 4 laghi: Fogliano, Monaci, Caprolace e Paola, il più grande e l’isola di Zannone nell’Arcipelago delle Isole Pontine. All’interno ci sono anche 3 aree paludose: la Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia. Molti i sentieri pedonali e ciclabili dai quali poter avvistare tra le tante specie presenti, esemplari di daini, cinghiali, conigli, volpi o uccelli come il cavaliere d’Italia, gli aironi e il falco pellegrino. Sullo sfondo il promontorio del Circeo, il cui profilo ricorda quello della Maga Circe e così la leggenda del viaggio di Ulisse e dei suoi compagni.
IL CENTRO STORICO DI ROMA, LE PROPRIETÀ EXTRATERRITORIALI DELLA SANTA SEDE E SAN PAOLO FUORI LE MURA
Nel cuore del suo centro storico ha il sito più visitato al mondo, l’Anfiteatro Flavio noto con il nome di Colosseo, dove si svolgevano spettacoli di grande richiamo popolare, come le cacce e i giochi fra gladiatori. Dal Colosseo si può risalire verso il colle Palatino dove, secondo la leggenda, nacque Roma e da cui ammirare i resti delle dimore degli imperatori, il Circo Massimo l’arena in cui si svolgevano le corse dei cavalli o il Foro Romano, alla base del colle del Campidoglio, la cui piazza è stata progettata da Michelangelo Buonarroti. Seguendo il corso del fiume Tevere si arriva all’antico ospedale Fatebenefratelli sull’isola Tiberina, alla Chiesa di San Giovanni Calibita, alla Sinagoga e all’Ara Pacis, simbolo dell’impero augusteo. Proseguendo l’itinerario sul colle Aventino ci si può avvicinare alla serratura nel cancello del Priorato dei Cavalieri di malta, per vedere la cupola di San Pietro e passeggiare nel vicino Giardino degli Aranci, una terrazza da cui scorgere piazza di Spagna e fontana di Trevi. Imperdibile anche Castel Sant’Angelo, detto anche Mausoleo di Adriano, in cui si può attraversare un corridoio fortificato il “passetto” che lo collega alla Città del Vaticano. In cima alla terrazza la status dell’Arcangelo Michele. Poco distante la Basilica di San Pietro con il colonnato opera del Bernini, composto da ben 284 colonne sormontate da 140 statue di santi alte più di 3 metri e che, osservate dalla giusta angolazione, sembrano allineate perfettamente l’una dietro l’altra. Al suo interno alcuni capolavori come la Pietà di Michelangelo, le Grotte Vaticane, in cui è custodita la Tomba di San Pietro, i Musei Vaticani e la Cappella Sistina. Infine, lungo la via Ostiense, la Basilica di San Paolo fuori le Mura, con l’altare e una Porta Santa, è stata sempre meta di pellegrini che arrivavano peer vedere i resti dell’apostolo San Paolo di Tarso. Fra gli aspetti più straordinari le 5 navate con le colonne di granito, il chiostro, i mosaici della facciata, i marmi, il baldacchino sul sepolcro di San Paolo e l’area archeologica.
VILLA D’ESTE
Si trova a Tivoli e al suo interno Palazzo d’Este, su 3 piani, ha una facciata elegante e, sotto la loggia, è visibile un ninfeo che in passato custodiva la Fontana di Leda, oggi esposta all’interno della Galleria Borghese di Roma. Il giardino di questa residenza, grazie a un sistema idraulico, riesce a convogliare le acque del fiume Aniene creando giochi d’acqua ed effetti sonori. Inoltre, vi sono grotte, ninfei, fontane e sculture dedicate ai miti greci. I siti monumentali di Villa Adriana, del Santuario di Ercole Vincitore, della Mensa Ponderaria, del Mausoleo dei Plautii e di Villa d’Este sono uniti ne “Le Villae”, gestite dall’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este.
VILLA ADRIANA
Si estendeva per 12 ettari e comprendeva terme, ninfei, padiglioni e giardini. I diversi edifici erano collegati da percorsi sotterranei e in superficie, decorati da statue, giochi d’acqua, marmi pregiati, affreschi e mosaici. I recenti lavori di restauro permettono accessi senza barriere e i pannelli tattili, in italiano e in inglese, rendono visitabili anche le Piccole Terme, uno degli edifici più lussuosi e ricco di marmi, così come Hospitalia, con pavimenti a mosaico bianchi e neri e decorazioni geometriche e floreali.
CERVETERI E TARQUINIA
Nella Necropoli dei Monterozzi, a Tarquinia in provincia di Viterbo, la presenza di pitture è così estesa da far capire l’evoluzione di questa civiltà. Tra le tombe visitabili, quelle del Cacciatore e delle Leonesse, dei Leopardi e dei Baccanti. Qui si trova anche l’Area archeologica della Doganaccia, con una coppia di sepolture monumentali, dette del Re e della Regina, risalenti alla prima metà del VII sec a.C. Da vedere anche il Museo nazionale Tarquinese di Palazzo Vitelleschi che custodisce anche alcuni splendidi sarcofagi di famiglie nobili, oltre all’elegante scultura in argilla dei Cavalli alati. Nella Necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri, si concentrano circa 20.000 tombe monumentali. È quasi certamente la più vasta del mondo antico giunta fino noi e rappresenta la riproduzione perfetta di una città. Si tratta di un esempio unico di architettura civile durata circa 6 secoli ed è immersa in un parco con strade antiche e viottoli. Infine, si ricorda il Museo nazionale archeologico Cerite, nel Castello Ruspoli al centro della città moderna, che consente di seguire le diverse fasi culturali dell’antica Cerveteri dal IX secolo a.C. fino all’età della romanizzazione.
ANTICHE FAGGETE PRIMORDIALI (VITERBO)
Faggeta depressa di Monte Raschio, a Oriolo Romano, nel versate viterbese del Parco naturale regionale di Bracciano-Matignano, dove i faggi riescono a vivere a quote molto più basse, rispetto al loro habitat naturale, da cui l’appellativo “faggeta depressa”. Inoltre, il microclima della zona ha permesso di conservare la Faggeta in ottimo stato, con alberi monumentali enormi e per le sue caratteristiche di una foresta vetusta è stata associata dal punto di vista ecologico a un sito vergine.
Faggeta vetusta dei monti Cimini, nel comune di Soriano nel Cimino, sempre in provincia di Viterbo, che rappresenta una delle 10 faggete estese dalla Toscana alla Calabria e che è parte del “sito diffuso delle faggete secolari” di 13 Paesi dell’Europa. Il suo riconoscimento fra i siti del Patrimonio Mondiale dell’Unesco è dovuto all’elevata naturalità dell’ecosistema dominato dal faggio, con alberi fino a 40 metri e dal tronco largo oltre un metro.
LA MACCHNA DI SANTA ROSA (VITERBO)
Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è la festa più importante di Viterbo che rievoca la traslazione del corpo della Santa nel 1258 quando, secondo la tradizione, Papa Alessandro IV residente a Viterbo, sognò per 3 volte una bambina di nome Rosa, sepolta 7 anni prima davanti alla chiesa di Santa Maria in Poggio. L’evento prevede un corteo storico di 300 figuranti con la replica del cuore della fanciulla portata in processione il 2 settembre, e il Trasporto della Macchina, condotta a spalla da un centinaio di “facchini”, in divisa bianca e rossa, la sera del 3 settembre, lungo un percorso di 1 km circa fra le vie spesso molto strette del centro storico. Da non perdere il Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.
LA TRANSUMANZA
È un’usanza che risale al III secolo, per la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che si spostavano in diverse zone climatiche passando per i tratturi, il metodo di allevamento dei transumanti è fra i più sostenibili ed efficienti e durante il percorso di giorni erano previste delle “stazioni di posta” in cui fermarsi e riposarsi.