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le migliori terme italiane

Vi presento le migliori terme in cui andare in Italia.

SATURNIA (GROSSETO)

Fra le morbide colline della Maremma, da migliaia di anni le acque sulfuree di Saturnia sgorgano dal cuore della terra a temperatura costante di 37,5°C. Accanto alla sorgente, sono state costruite le terme, con 4 enormi piscine all’aperto, idromassaggi e percorsi vascolari. In un paesaggio senza tempo, ci s’immerge nel tepore dei vapori sulfurei cullati dall’acqua e dai suoni della natura: il corpo si rilassa e la pelle si leviga naturalmente. L’esperienza può arricchirsi con un massaggio o un fango termale. Vale la pena anche visitare le Cascate del Mulino, a valle della sorgente, dove ci si bagna nelle piccole piscine naturali digradanti scavate dall’acqua nella roccia calcarea.

DA NON PERDERE: a 5km, il piccolo, delizioso borgo medievale di Montemerano, in cima a un colle con antiche case in pietra, vicoli acciottolati, ruspanti trattorie di cucina tipica e un ristorante due stelle Michelin, da Caino.

CADERZONE TERME (TRENOTO)

Il borgo è piccolo, ha un caratteristico centro storico e si trova nel cuore verde della Val Rendena, ai piedi delle Dolomiti di Brenta e dei ghiacciai dell’Adamello. Al suo centro, il quattrocentesco Palazzo Lodron Bertelli e alcuni edifici adiacenti sono stati ristrutturati e trasformati nel Borgo Salute, con un hotel, un centro benessere e lo stabilimento delle Terme Val Rendena, dove viene utilizzata l’acqua ferruginosa che sgorga a monte del paese, dalla fonte S’Antonio.

DA NON PERDERE

le ex scuderie del palazzo ospitano il Museo della Malga, che racconta la vita dei contadini nelle malghe e raccoglie gli strumenti che il tempo e l’esperienza hanno perfezionato per la lavorazione del latte e dei suoi derivati.

PREMIA (VERBANO-CUSIO-OSSOLA)

Nei boschi della Valle Antigorio, una vallata collaterale della Val d’Ossola, le Terme di Premia regalano ore di svago nell’acqua calda e con vista sulle montagne. E il divertimento è per tutte le età, visto che l’ingresso alle piscine termali interne ed esterne è consentito anche ai bambini piccoli. I grandi, poi, possono rilassarsi nel centro benessere, con saune, bagno turco e massaggi.

DA NON PERDERE

A 5 km dalle terme, la chiesa di San Gaudenzio a Baceno, costruita sulla roccia, è un bell’esempio di arte romanica, con l’interno a 5 navate con pavimento su livelli diversi. Dalla piazza antistante parte il breve sentiero che porta agli Orridi di Uriezzo, un complesso, di gole formato dall’azione dei torrenti che un tempo scorrevano a valle del ghiacciaio del Toce.

 

 

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borghi da visitare in Liguria (parte 2)

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Secondo capitolo dei borghi da vedere in Liguria:

CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA

Poggiato su uno sperone panoramico, è il più antico paese della val neva, cui si accede tramite una porta ogivale in un ambiente rimasto praticamente immutato dal medioevo. Una fitta rete di vicoli e viuzze tortuose, abbarbicate su uno sperone roccioso, conducono al castello. Antica fortezza militare, dal castello si può godere di una splendida vista panoramica sulle case dalla tipica architettura ligure e sulla vallata.

DA NON PERDERE

La parrocchiale dell’Assunta, di impianto medievale ma rifatta in periodo barocco; i boschi del monte Carmo, zona classificata “area naturale di interesse comunitario” con foreste, praterie, versanti rupestri e formazioni casistiche; la manifestazione il Paese del balocchi, nel mese di giugno, quando i carruggi e piazze si trasformano nelle platee per i giochi di una volta.

DOLCEACQUA

È il più importante borgo medievale della val Nervia e dell’estremo ponente ligure. L’abitato è costituito da due bellissimi borghi: l’antico nucleo originario, “Terra”, e l’altro di formazione ottocentesca, “Borgo”, collegati da uno spettacolare ponte medievale a “schiena d’asino” in pietra. La parte antica è sovrastata dal castello dei Doria, che si raggiunge fra pittoresche viuzze, cantine e tipiche botteghe artigianali.

DA NON PERDERE

Il castello dei Doria, su un’altura da cui domina la cittadina. I caratteristici carruggi del borgo, suggestivo scenario per Carruggi in fiore o per la festa della michetta, dolce tipico che rievoca l’abolizione dello “jus primae noctis”. Il Rossese di Dolceacqua, primo vino ligure a fregiarsi della DOC.

PIGNA

Immerso nell’alta val Nervia, vanta un centro storico ricco di pregio, che si snoda tra vicoli tortuosi e pittoreschi e che si può ammirare partendo dalla piazza Castello, punto più alto del paese, su cui si affacciano bei palazzi signorili con portali in ardesia, e passando per piazza Umberto I coperta dalla quattrocentesca e caratteristica loggia. Interessanti gli affreschi del Canavesio conservati nella piccola chiesa di S. Bernardo e le grandiose rovine della chiesa di S. Tommaso a valle dell’abitato. Una deviazione porta a Buggio, piccolo centro a carattere pastorale rurale, culminante nella spettacolare piazza centrale.

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borghi da visitare in Liguria

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Ecco i primi borghi da visitare in Liguria:

APRICALE

Il suggestivo borgo è ottimamente conservato: ha parte delle mura medievali, tre porte ad arco acuto e l’antico castello. la località è caratterizzata dalla presenza di originali murales che ravvivano i muri e contribuiscono a identificare il Comune come “paese degli artisti”. Inoltre, sulla via di accesso, sono ancora visibili gli antichi lavatoi coperti da volte a botte.

DA NON PERDERE

Il castello che ospita il Museo storico e la galleria del teatro, ed è sede di numerose manifestazioni, la chiesa della Madonna degli angeli, su uno sperone roccioso al di fuori del centro abitato. Una passeggiata nei carrugi del borgo e nella scenografica piazza Vittorio Emanuele II. La rassegna del Teatro della Tosse, spettacoli teatrali notturni all’aperto proposti nella stagione estiva. La sagra della Pensarola, tipico dolce di Apricale: frittelle dolci servite con zabaione. Il pregiato olio di oliva, di origine taggiasca.

BRUGNATO

Centro più importante della Val di Vara per la sua tradizione storica, Brugnato è un grazioso borgo dalla caratteristica forma a tenaglia alle falde dell’Appennino. Vi si accede dalle medievali porte Sottana e Soprana; quest’ultima incornicia con il suo arco la facciata barocca dell’oratorio di S.bernardo. Cuore dell’abitato è piazza S.Pietro, con la parrocchiale dei SS. Pietro, Lorenzo e Colombano e con l’area archeologica sottostante. L’attiguo palazzo vescovile, prestigiosa sede del Museo Diocesano, costruito su di un monastero medievale.

DA NON PERDERE

L’Infiorata del Corpus Domini, durante la quale i brugnatesi rivestono le vie del borgo di un vasto tappeto floreale. Le escursioni naturalistiche nel Parco fluviale Montemarcello-Magra e i vari sport praticabili sul fiume Vara. I canestrelli di Brugnato.

CASTELNUOVO MAGRA

È un suggestivo e antico borgo di crinale, in posizione panoramica sul monte Bastione, che consente una splendida visuale sulla costa ligure e sulla Val di Vara. Il caratteristico centro storico è attraversato da via dante, lastricata in arenaria e delimitata da antichi palazzi. Rinomati i prodotti locali, tra cui i vini DOC colli di luni e Vermentino, l’olio di oliva e la “Prosciutta castelnovese”.

DA NON PERDERE

Il palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, sede del comune, con pregevoli affreschi e un giardino pensile, da cui si apre il panorama tra la vallata e il mare; il palazzo è anche sede dell’Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana, che vanta i principali vini DOC della Liguria. Il castello dei vescovi Conti di Luni. La parrocchiale di S. Maria Maddalena, che conserva una tela di Peter Brueghel il Giovane, sculture realizzate dai marmorai di Carrara e antichi bassorilievi.

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borghi da visitare in Piemonte (parte 4)

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Ultimo post di consigli riguardanti i borghi da vedere in Piemonte:

MONFORTE D’ALBA

Si trova in una posizione privilegiata su una delle colline più maestose delle Langhe. Il borgo, aggrappato a pendii assolati, ha conservato l’originario impianto medievale, con strette vie che salgono ripide verso la piazza dell’antica chiesa, dove si trovano l’oratorio di Sant’Agostino, il Palazzo Scarampi, ricavato dalle strutture di un castello medievale, e, in posizione isolata, un’antica torre campanaria. La piazza, a forma di anfiteatro, è un vero e proprio auditorium a cielo aperto, in cui si svolgono numerosi concerti. Nella parte bassa dell’abitato si trova la parrocchia della Madonna della Neve, in stile neo-gotico e pianta a croce latina, preceduta da un’ampia gradinata.

DA NON PERDERE

Una passeggiata nel centro storico. I prodotti tipici delle langhe: il vino Barolo DOCG e i numerosi DOC, il tartufo bianco d’Alba, le nocciole Piemonte IGP.

USSEAUX

Accogliente borgo alpino dell’Alta Val Chiusone, conserva elementi della tipica architettura alpina e la tradizionale parlata “patouà”, variante della lingua d’OC. La tradizione contadina rivive nelle fontane, nei lavatoi, nei mulini e nei forni; imponente, nel capoluogo, la chiesa di San Pietro; nella borgata Balboutet si trova invece la chiesa di San bartolomeo.

DA NON PERDERE

Murales e meridiane che arricchiscono l’abitato. Escursioni in montagna e sulla strada dell’Assietta. Degustazioni del formaggio delle viole, il Plaisentif accompagnato dal pane locale. Tra gli eventi la festa del Piemont all’Assietta a luglio, ad agosto la caratteristica fiera di Balboutet e il convegno storico “Cattolici e valdesi dai conflitti alla convivenza”.

VARALLO SESIA

Situata in una conca alla confluenza del torrente Mastallone nel Fiume Sesia, è celebre per il suo Sacro Monte, grandioso complesso – santuario Patrimonio dell’UNESCO. L’abiatato storico si snoda tra le ville ottocentesche, il complesso architettonico del Palazzo dei Musei, sede della ricca pinacoteca, e le testimonianze religiose, tra cui la monumentale chiesa della Madonna delle Grazie, con affreschi di Gaudenzio Ferrari, la chiesa di S.Marco e la collegiata di S.Gaudenzio.

DA NON PERDERE

Il Sacro Monte. I prodotti tipici agroalimentari e artigianali, tra cui il puncetto, tipico merletto, e la toma valsesiana, formaggio a pasta dura. Le passeggiate e gli sport all’aria aperta. La fiera dell’Alpàa mostra mercato con spettacoli, arte e enogastronomia.

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borghi da visitare in Piemonte (parte 3)

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Eccovi altri borghi del Piemonte da visitare:

CHERASCO

Cittadina a pianta quadrilatera dal centro storico di notevole interesse, con vie ortogonali aperte da portici e abbellita da edifici civili e religiosi. Da visitare: la chiesa romanica di S.martino, la chiesa di S.Pietro, con interessante facciata romanica, il Castello Visconteo, l’arco del belvedere, la chiesa della Madonna del Popolo e il Museo civico Adriani.

DA NON PERDERE

Palazzo Salmatoris, che ospita numerose mostre d’arte. Una passeggiata sui bastioni del ‘500, con splendido panorama sulle Langhe e sulle Alpi. I grandi mercati di Cherasco, da aprile a dicembre. I tipici Baci di Cherasco, confetti di cioccolato con nocciole delle Langhe.

COCCONATO

Piccolo ma vivace borgo con un centro storico tra i meglio conservati dell’astigiano. Il paese si snoda da piazza Cavour, animata da caffè, ristoranti e negozi di prodotti tipici, da cui si risale verso la parte alta lungo la via Roma, al cui inizio si trova la chiesa della SS.Trinità. Tra antiche case con balconi in ferro battuto e portoncini in legno scolpito, si arriva al palazzo comunale e alla parrocchiale. Da segnalare anche la caratteristica torre medievale.

DA NON PERDERE

Il palazzo comunale, raro esempio di architettura civile in stile gotico del Monferrato, porticata al pian terreno. A settembre, la rassegna Cocco Wine, durante la quale il centro storico si trasforma in un banco d’assaggio di prodotti tipici locali e il tradizionale Palio degli asini.

FOBELLO

Si trova a 873 mt sul livello del mare. In una valle laterale della Valsesia, nella valle Mastallone. Proprio per il contesto paesaggistico notevole, il territorio è inserito nel Parco dell’Alta Valsesia. Il piccolo e accogliente centro storico custodisce ancora numerose tradizioni, come l’arte del puncetto, ovvero “piccolo punto”, che consiste in una serie innumerevole di piccoli nodi sovrapposti ed alternati in modo da formare un pizzo prezioso dai motivi geometrici. Altra tradizione antica tramandata è il rito del battesimo: il bambino viene messo in una culla di legno e avvolto in un panno rosso. La culla viene poi messa sulla testa di una ragazza vestita in costume tipico, che trasporterà il bambino fin davanti la chiesa.

DA NON PERDERE

A fine giugno, Sentiermangiando, passeggiata enogastronomica; la Paniccia, una zuppa di verdure con trippa e salamini che viene preparata l’ultima domenica di carnevale; una passeggiata lungo gli Antichi Sentieri; il Museo Lancia.

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borghi da visitare in piemonte (parte 2)

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Continua la guida dei borghi da vedere in Piemonte:

BERGOLO

È un minuscolo borgo delle langhe in splendida posizione panoramica sulle valli Bormida e Uzzone. Conosciuto come il “paese di pietra”, la località tramanda dal passato le caratteristiche case in pietra arenaria lavorata a vista, i sentieri immersi nel verde, i fiori che campeggiano alle finestre delle abitazioni. In estate, ospita numerosi concerti nei luoghi più suggestivi.

DA NON PERDERE

La cappella romanica di S.Sebastiano, punto di straordinaria bellezza paesaggistica da cui si possono dominare tutte le vallate. La chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, con un pregevole pala al suo interno. I murales e le sculture di arte contemporanea, collocati negli angoli più suggestivi del centro storico e sui muri delle case. La torta di nocciola tonda gentile delle Langhe e la robiola di latte di capra e pecora, da degustare  anche in occasione della mostra mercato I sapori della pietra.

CANNERO RIVIERA

È una vivace località sul lago maggiore caratterizzata da un clima mite e da una vegetazione mediterranea, ricca di numerose varietà di agrumi, fiori e alberi. Sull’elegante lungolago, ville dai giardini curatissimi, antiche case padronali, il pittoresco porticciolo antico scavato nella roccia ed eleganti ristoranti che offrono piatti tipici. Davanti alla costa emergono 2 isolotti, sovrastati dai ruderi dei suggestivi castelli cinquecenteschi.

DA NON PERDERE

La crociera sul lago con battello a energia solare per ammirare i castelli. Il museo etnografico e della spazzola, con strumenti delle attività contadine e dell’artigianato del legno e del ferro, e il torchio secolare nella frazione Oggiogno. La piazzetta degli Affreschi, suggestivo luogo di ritrovo dove in colorati murales sono illustrati episodi della storia locale. La mostra degli agrumi, nel mese di marzo e la suggestiva manifestazione “Luminaria sul lago” a luglio. I biscotti tipici agli agrumi “Mursciiulitt”,

CANNOBIO

Adagiata sulle rive del Lago Maggiore, è una vivace e apprezzata meta turistica. Nelle sue vie in lastricato sono diverse le testimonianze della sua storia: dalla collegiata settecentesca di San Vittore si giunge nel nucleo trecentesco composto dalla torre campanaria e dal Palazzo della Ragione. Suggestiva la visita al santuario della Pietà.

DA NON PERDERE

Una passeggiata sul lungolago e nel centro storico. Un’escursione verso l’orrido di Sant’anna. Carmine Superiore, borgata con la chiesa di S.Gottardo. Una visita all’incontaminata Valle Cannobina ricca di storia, tradizione, folklore e cultura. La festa dei lumineri, il carnevale cannobiese, il festival del jazz e le numerose serate di musica e intrattenimenti vari tra giugno e fine agosto. I liquori di erbe e i dolci “brutti e buoni”.

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Borghi da visitare in Piemonte

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In Piemonte ci sono molti piccoli borghi che aspettano solo di essere visitati.

AGLIÉ

Il centro situato nel Canavese, è un antico borgo medievale che ha come attrazione principale il suo castello ducale, ma Agliè offre anche altri scorci incantevoli come gli antichi portici del centro e delle vie del borgo o il silenzio e il verde del laghetto della Gerbola e delle passeggiate intorno al  muro di cinta del parco.

DA NON PERDERE

Il Castello Ducale, con 300 stanze, dipinti e mobili antichi. Il parco del castello, particolarmente suggestivo, dove passeggiare tra grandi alberi, siepi di bosco, statue e fontane, aiuole fiorite. La chiesa di S. Marta, e la parrocchiale. Il Meleto, residenza estiva del poeta Guido Gozzano, è una villa ottocentesca che si trova ai piedi del Colle di Macugnano e conserva lo stile liberty tipico di inizio novecento. Da provare i gustosi torcetti di Agliè, dolce tipico venduto nelle numerose panetterie del centro.

BAROLO

Adagiato in una conca ornata da colli ricoperti di vigneti, Barolo è il paese che ha dato il nome all’omonimo vino e a tutta la zona in cui viene prodotto. Il semplice e raccolto borgo è dominato dall’immagine austera del castello falletti, sede dell’enoteca regionale del Barolo. Sulla piazza davanti al castello si affaccia la chiesa parrocchiale di S. Donato, di impianto romanico, che sotto il presbiterio ospita il sepolcreto degli antichi feudatari. Di fronte al paese, sul bricco delle Viole, si nota il castello della Volta, edificio medievale in rovina.

DA NON PERDERE

Il Museo del Vino, presso il castllo comunale Falletti. I sentieri della Langa e del Barolo, con una degustazione del vino Barolo DOCG, rosso con riflessi arancioni, profumo intenso e sentori di frutta e spezie. La festa del vino barolo, a settembre e il Raduno italiano di mongolfiera a ottobre.

BENE VAGIENNA

Si trova su un’altura tra due torrenti, ha origini antiche risalenti al periodo augusteo, quando a circa 2 km dal capoluogo, venne fondata Augusta Bagiennorum. Ci sono eleganti edifici e preziose chiese, tra cui la parrocchiale dell’Assunta. Nella centrale via Roma, spicca il palazzo Lucerna di Rorà, sede di mostre temporanee e del Museo civico archeologico, con i reperti di Augusta Bagiennorum.

DA NON PERDERE

Nella frazione Roncaglia, la zona archeologica di Augusta Bagiennorum, in cui sono visibili i resti del teatro, di un portico e di una basilica paleocristiana. La Riserva naturale speciale di Augusta Bagiennorum, laboratorio di archeologia sperimentale in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico. I Basin di Madama Racchia e gli Amaretti del Presidente, prodotti dolciari tipici. A luglio e agosto il festival di cultura classica Le ferie di Augusto.

valle d'aosta
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borghi accoglienti in Valle D’Aosta

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Due dei borghi più accoglienti della Valle D’Aosta sono Etroubles e Gressoney Saint-Jean.

ETROUBLES

Questo borgo medievale si erge nello splendido contesto alpino della Valle del Gran San Bernardo, tra i valloni di Barasso e di Menouve. Il centro storico, circondato da boschi e pascoli, si snoda tra antiche abitazioni in pietra locale, splendidi fontanili e le numerose opere d’arte contemporanea che sono state installate a formare un museo a cielo aperto in collaborazione con la prestigiosa Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

DA NON PERDERE

Il Museo a cielo aperto, il Museo dell’Energia, il Museo della Latteria e il Tesoro della parrocchia. La manifestazione Veillà (agosto) durante la quale si rievocano i costumi e i mestieri del passato. La Batailles de Reines, contesa tra mucche di razza pezzata nera e castana valdostana che si svolge nel mese d Luglio degli anni pari. Lo storico carnevale della Comba Freide il giovedì e venerdì grasso tra colori, musica e gastronomia. Il pane nero di segale e frumento.

GRESSONEY SAINT – JEAN

Località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lya, è preziosa per la posizione, l’offerta sportiva invernale, la storia e le tradizioni legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura e nell’architettura dei tipici villaggi, molti tutt’ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine ‘800.

DA NON PERDERE

Castel Savoia, dimora estiva della regina d’Italia Margherita di Savoia, ben conservato e immerso in un bosco di conifere, con arredi originali e fotografie dell’epoca. L’Alpenfauna Museum “Beck-Peccoz”. Il centro storico del paese dominato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista con il museo parrocchiale e il suo crocifisso del XIII secolo. Piste da sci alpino, sci di fondo, passeggiate sulla neve, passeggiate di fondo valle, una rete sentieristica capillare. Da gustare la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, a il violino di capra, salume tipico della zona. Prodotte ancora oggi a mano sono le d’Socks, pantofole in panno molto calde e confortevoli.

bergamasco
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cosa vedere a clusone

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Siete mai stati nella zona del bergamasco e soprattutto nella piccola ma bella e accogliente Clusone? no? dovete assolutamente rimediare!!! Ecco cosa vedere:

PIAZZA DELL’OROLOGIO E PALAZZO COMUNALE

L’orologio è dotato di un meccanismo semplice e geniale segna le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione. Il Palazzo Comunale ha degli affreschi sulla facciata sud, mentre sulla facciata est si vedono una elegante loggetta cinquecentesca, un portale settecentesco e la Buca delle Denonzie Segrete.

BASILICA DI S.MARIA ASSUNTA 

All’interno ci sono notevoli opere scultoree dei fantoni di Rovetta accanto a tele dei pittori clusonesi Carpinoni e Cifrondi con altre di Sebastiano Ricci, Bettino Cignaroli e Pietro Ricchi. Da ricordare lo stupendo altar maggiore, il pulpito confessionale di Andrea Fantoni, la quattrocentesca vasca battesimale, la tele del Diziani e del Vicentino.

ORATORIO DEI DISCIPLINI E DANZA MACABRA

Sulla facciata est c’è un affresco unico nel mondo che raggruppa i 3 temi iconografici medioevali della morte: il trionfo, la danza macabra, l’incontro o contrasto tra vivi e morti. All’interno del Borlone un ciclo di affreschi sulle “Storie di Gesù”. Da ammirare anche il settecentesco “Compianto” con statue lignee fantoniane.

CHIESA DI S.ANNA

All’interno sono stati riportati alla luce affreschi votivi popolari del 400 e del 500. Molto significativi il piccolo coro sopra l’ingresso e la piccola aula capitolare con i suoi affreschi, la pala dell’altare con “La Vergine, S.Anna e il Bambino”, con una splendida cornice fantoniana.

PALAZZO FOGACCIA

Imponente palazzo-villa signorile, ha all’interno una serie di sale affrescate, secondo il gusto dell’epoca, dai milanesi fratelli mariani, dal bergamasco Brina e dal bresciano Francesco Paglia ed ancora perfettamente conservate. L’interno del palazzo e le sale sono visitabili solo in certe occasioni.

CHIESA  DI S.DEFENTE

Le pareti interne, specie per il presbiterio e la facciata esterna sono coperte da ben 52 bellissimi affreschi votivi che vanno dal XV al XVII secolo, rappresentanti S.Defente, S.Rocco e altri santi della tradizione. Da non perdere sono gli affreschi del portico e del piccolo presbiterio.

PALAZZO MARINONI BARCA

Residenza della famiglia Marinoni. L’originario importante arredamento è stato disperso. È ancora godibile la piccola galleria affrescata con figure allegoriche e due sale. Il palazzo ospita oggi la raccolta Sant’Andrea ed il Museo dei meccanismi degli orologi da Torre.

CHIESA DEL PARADISO

Ha avuto diversi ingrandimenti e rifacimenti. Nella cappella dell’Addolorata è visibile il miracoloso affresco quattrocentesco della “Mater Dolorosa”. Nella Chiesa è conservata una piccola pinacoteca della pittura clusonese dal XV al XIX secolo con tele tutte perfettamente restaurate, in particolare quadri di Domenico Carpinoni e Antonio Cifrondi.

CHIESETTA DI CROSIO

Piccolo oratorio cinquecentesco posto in amena e panoramica posizione su una collinetta appena fuori dall’abitato. Da qui si può avere una visione completa e significativa della città e dell’altopiano clusonese.

 

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cosa fare a Margherita di Savoia

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Margherita di Savoia è una località balneare che si trova a nord della provincia di Barletta-Andria-Trani.

  1. Visitare la zona umida: è un area protetta di 4000 ha, un vero museo all’aperto con oltre 200 specie protette di uccelli acquatici tra cui spicca il fenicottero rosa e numerose specie vegetali.
  2. Passeggiare per le vie cittadine con guida esperta.
  3. Escursione agli arenili alla scoperta della Cipolla Bianca IGP e dei prodotti tipici locali; coltivazione, raccolta, degustazione dei prodotti della sabbia.
  4. Godersi il tramonto al villaggio dei salinieri: percorso sull’argilla a piedi nudi; laboratorio con la sabbia nera di origine vulcanica del Vulture; Laboratorio del sale.
  5. Andare al centro termale: conoscere i percorsi curativi con l’utilizzo dei fanghi e delle acque madri da cui è estratto il sale.
  6. Visita al Museo storico della Salina: tanti oggetti che ricordano il duro lavoro degli uomini raccoglitori dell’oro bianco, considerato nell’antichità di grande valore e da cui deriva il nome salario.
  7. Birdwatching