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civitella alfedena

Civitella Alfedena è un villaggio a vocazione prevalentemente turistica, clima montano ed aria magnifica, è situata ai piedi di imponenti gruppi montuosi (Monte Meta, Greco, Marsicano e Camosciara) a mt. 1121 s.l.m., circondato da prati e acque abbondanti. Si è ormai affermato come il migliore esempio di sviluppo turistico nuovo e alternativo: fatto di strutture ricettive collettive e d’uso, al servizio di turisti e visitatori collegate con infrastrutture culturali, sportive e ricreative di primordine: Musei, Itinerari turistico-naturalistici, Sentieri natura, Lago, Aree faunistiche, Impianti Sportivi, Chiese, Manifestazioni leggere e d interpretative, Visite guidate, Sci escursionismo e di fondo, Maneggi, Aree servizi e ricreazione. Cividella Alfedena, esempio-pilota del Parco Nazionale d’Abruzzo, è il centro turistico emblema dell’ecosviluppo nazionale. Nel suo territorio è situata la più grande Riserva Integrale d’Italia: “camosciara – Feudo Intramonti” dove si possono ammirare in libertà gli esemplari più preziosi e rari della fauna appenninica: Orso marsicano, Lupo appenninico, Camoscio d’Abruzzo, Cervo, Capriolo, Aquila Reale e tanti piccoli mammiferi e uccelli, il cui incontro significa sensazione di vita, emozione, avventura. Meravigliose foreste di Faggio, Pino nero, Acero, Cerro, offrono una incantevole immagine di selvaggio e di poderoso. Civitella Alfedena è il più antico centro della vallata. A Civitella sono stati infatti rinvenuti oggetti di antichità su costumi caraceni, ed una lapide.

Escursioni e passeggiate

Civitella Alfedena è situata nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo; questo minuscolo paese, di solo 300 abitanti, racchiude nel suo territorio tutte le peculiarità più interessanti che da sole riuscirebbero a giustificare l’esistenza del Parco stesso. Molte sono le zone ad alto interesse geologico, faunistico, floristico nonché storico. Basta ricordare la Camosciara che con le sue balze calcaree e dolomitiche è stata in passato ed è ancora il rifugio di molte specie animali e vegetali ad alto rischio di estinzione, come il camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno Marsicano, l’Aquila Reale tra le specie animali, e la Scarpetta di Venere, la PInguicola Appenninica, il Pino Nero tra le specie vegetali: la Val di Rose dove è possibile avvistare numerosi branchi di camosci in qualsiasi periodo dell’anno; la Val Rapino e la Valle Ciavolara, che con il loro particolaree incontaminato habitat danno rifugio a un consistente nucleo di animali selvatici. Civitella rimane sicuramente uno dei punti di partenza più importanti per le escursioni nel Parco Nazionale d’Abruzzo: posta in posizione strategica tra i monti della Camosciara e l’anfiteatro della Val di Rose permette, attraverso i suoi sentieri, di percepire la presenza degli animali e di godere delle bellezze della natura osservandone i suoi incontaminati ambienti. Il visitatore può mettersi in cammino da solo sui tanti sentieri contrassegnati dall’Ente Parco o scegliere di partecipare a escursioni guidate che a Civitella vengono proposte a piedi, a cavallo, in mountain-bike, sugli sci da fondo  e da escursionismo, con le racchette da neve, oppure cimentarsi in più impegnativi trekking di più giorni, con i muli al seguito, proposti di recente sempre a Civitella Alfedena.

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il cammino di Dante

toscana

Partenza: Ravenna

Arrivo: Firenze

Lunghezza: 300 km andata e ritorno

Un percorso che ha come estremi la tomba di Dante a Ravenna e il museo Casa di Dante a Firenze. Il Cammino di Dante è per prima cosa un percorso culturale, artistico, storico, filosofico e spirituale. Vi si possono incontrare gli aspri versanti appenninici, i castelli dei conti Guidi, gli spazi ancora integri delle foreste casentinesi e verdi colline toscane, che come in un grande affresco concorrono a delineare l’affascinante scenario dove riconoscere e collocare i celebri passi della Divina Commedia.

L’itinerario, che può essere percorso a piedi o in bicicletta, parte e arriva in città piene di storia e cultura come Ravenna e Firenze, e inanella tutta una serie di località e di centri minori dove è piacevole sostare godendo della tranquillità e del fluire di una quotidianità lenta e armoniosa. In territorio toscano il Cammino di Dante attraversa il Casentino. usciti da Firenze ci si inerpica dapprima verso il borgo montano di Montemignaio nel Pratomagno, per poi lambire il Castello di Romena e quello di Porciano, che svetta sul borgo di Stia, l’eremo e il monastero di Camaldoli, fino al Monte Falterona, dove nasce l’Arno. Superato il santuario della Verna, si toccano il paese Caprese Michelangelo, che diede i natali al celebre scultore, quindi i pittoreschi borghi in pietra di Chitignano, Raggiolo e Talla, fino a Poppi, dove, sulla piazza antistante il castello dei conti Guidi, la statua di Dante accoglie i viaggiatori.

Marradi

È il luogo d’origine del poeta Dino Campana, che grazie alla sua prosa visionaria evidenzia il profondo legame con la sua terra natale. Il circostante territorio appenninico è disseminato di monumenti religiosi particolarmente affascinanti: tra questi, il complesso della badia di Santa Reparata, l’abbazia di Crespino e la badia di San Giovanni in Acerreta.

San Godenzo

È una delle porte ideali per accedere al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che d’autunno si tinge di mille colori, tanto da essere uno dei luoghi migliori per ammirare lo spettacolo delle foglie che mutano assumendo tutte le sfumature del rosso, del giallo e dell’arancione. Oltre alle bellezze naturalistiche si possono ammirare anche luoghi dalla forte valenza storica, come l’eremo di Santa Maria, e l’abbazia di San Godenzo, notevole esempio di architettura romanica in Toscana.

Dicomano

Il suo centro storico presenta eleganti palazzi con loggiati comunicanti. Merita una visita la Pieve di Santa Maria che sovrasta l’abitato: ‘l’edificio ha mantenuto l’originale struttura romanica e conserva al suo interno tracce di affreschi grotteschi raccogliendo altresì numerosi dipinti di scuola fiorentina del 500 e del 600.

Pontassieve

Il nome di questa cittadina, ha un ponte che collega il borgo storico con la frazione di San Francesco di Pelago, presenta una struttura costituita da 2 arcate in mattoni rossi che poggiano su un robusto pilone centrale in pietra forte dominato dallo stemma della nobile famiglia fiorentina.

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Via Clodia

Partenza: Roma

Arrivo: Grosseto (Roselle)

Lunghezza: 260 km

Questo lembo di Toscana riassume tutte le dicotomie del microcosmo storico e geografico della Maremma. Il triangolo “magico” formato da Pitignano, Sovana e Sorano, a cui si aggiunge la vicina Saturnia con le sue ben note acque termali, rimanda immediatamente alle origini stesse della civiltà toscana. Camminare lungo la Via Clodia significa dunque ripercorrere una storia multiforme, annunciata dal paesaggio, dolcemente coperto di viti, scolpito nel tufo a formare inquietanti valloni, forre e grotte che sembrano inaccessibili e mai toccati dall’uomo, e rivelano invece arcaici o misteriosi segni lasciati in epoche remote, quando non addirittura strade scavate in trincea o complessi insediamenti rupestri.

Da Scoprire

Pitigliano

È di eccezionale impatto visivo, con le case a strapiombo sulla rupe tufacea che formano un’ininterrotta e compatta bastionata naturale e artificiale al tempo stesso. Di origine antichissima, Pitigliano fu città etrusca e poi romana. Nel corso del XV secolo vi si stabilì una colonia ebraica.

Sorano

Città antica (necropoli etrusche si distribuiscono nei dintorni) è un borgo medievale e un tempo murato, ha un’interessante e peculiare organizzazione interna dettata dalla morfologia della rupe, a cavallo della quale si sviluppa compatto con un fitto reticolo di edifici, vicoli, sottopassaggi e gradinate.

Cascate del Mulino

La località è conosciuta come stazione termale elegante e mondana, gli appassionati dei bagni termali forse non conoscono la possibilità di immergersi gratuitamente, a pochi km di distanza dal centro, nella sorgente che dà vita alle cascate del Mulino, salti d’acqua sulfurea che arrivano in un’unica grande vasca tra spruzzi e nubi di vapore acqueo, alla temperatura costante di 37,5° in ogni stagione dell’anno, e dove è possibile bagnarsi anche di notte.

Scansano

Una passeggiata lungo le strade lastricate medievali del centro storico di Scansano non può che concludersi in una delle numerose botteghe che propongono la degustazione del celebre vino della zona, il Morellino, accompagnato da assaggi di salumi e formaggi locali. Questo borgo agricolo in bella posizione conobbe un importante sviluppo urbano a metà ottocento.

Grosseto

Il nucleo storico, racchiuso da una notevole cinta muraria, è incentrato nell’ampio spazio dominato dalla mole della Cattedrale, e nella contigua piazza Dante, porticata, di probabile definizione quattrocentesca: un tempo era chiamata popolarmente Cisternone per una grande cisterna artesiana dovuta ai Lorena.

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la via ghibellina

Partenza: Firenze

Arrivo: La Verna

Lunghezza: 83 km

La Via Ghibellina si snoda attraverso una ricca varietà di paesaggi, passando dalla vite all’olivo delle colline, alle faggete e ai pascoli di media quota, secondo il disegno modellato dalla settecentesca frammentazione dei grandi appezzamenti in piccoli poderi. I segni di un passato particolarmente ricco di testimonianze storiche e artistiche punteggiano l’intero territorio, dai castelli alle pievi romaniche, fino alle diverse forme di un artigianato artistico che qui vanta una tradizione, a cominciare dalle celebri terrecotte de Della Robbia.

Quasi tutto il percorso tra Firenze e Poppi si snoda su strade bianche o, se asfaltate, poco trafficate. Alcuni tratti lastricati testimoniano un’antica origine, anche se di incerta datazione. Usciti da Firenze si raggiunge in breve l’Antico Spedale del Bigallo. Anche a Rignano esisteva uno spedale, in attività fino al XVIII secolo. Superata la pieve di San Pietro a Pitiana, sulla Via Aretina Vetus, e dopo una salita di 6 km che fa toccare quota 1.000 metri di altitudine, si giunge a uno dei luoghi più visitati della Toscana: l’abbazia di Vallombra, fondata nel 1036 dal monaco benedettino san Giovanni Gualberto. L’attraversamento della stupenda foresta di Vallombrosa regala un momento di grande emozione: Riserva Naturale Biogenetica dal 1977, è una copertura per circa 1.300 ettari, tra i 500 e i 1.450 metri di altitudine, costituita in parte da boschi artificiali di abetine di antica istituzione e in parte da boschi naturali di castagni, alle quote più basse, e di faggi, tigli, aceri, ontani e carpini più in alto. Superata la Croce Vecchia si scende lungo il torrente Scheggia verso Pieve Molino, e più oltre si attraversa il torrente Pistiano su un bellissimo ponte medievale. Da Pagliericcio il percorso sale quindi a Castel San Niccolò e raggiunge Strumi. Nella bella stagione si può scegliere una variante passando dalla pieve di San Martino a Vado, che già dal nome manifesta la necessità di un guado (vado) del torrente Solano. Poco oltre si incontra Poppi, in posizione dominante sul suo colle, quindi si prosegue per Bibbiena, sulla riva sinistra dell’Arno, e successivamente per il santuario di Santa Maria del Sasso. Si raggiunge infine la località Campi e, subito dopo, si sale per 6 km fino al santuario de La Verna.

DA SCOPRIRE

Pratovecchio

L’abitato è dominato dalle imponenti rovine del castello di Romena, situato a circa 2 km a sud-ovest del centro. La massiccia struttura, eretta intorno al mille, dal XII secolo fu una delle principali residenze fortificate dei conti Guidi. Delle 14 torri originarie ne rimangono oggi solo 3, oltre al cassero. Non lontano, isolata nella campagna, sorge la bellissima pieve di San Pietro di Romena, uno dei più interessanti edifici romanici del Casentino.

Poppi

Se si vuole comprendere appieno il significato storico del potere signorile, non  può mancare una visita al castello dei conti Guidi, uno dei più classici e meglio conservati esempi di architettura duecentesca toscana. Notevole il complesso del cortile, dei ballatoi e della scala. La cappella è decorata da affreschi attribuiti a Taddeo Gaddi, e in un salone c’è una terracotta della scuola dei Della Robbia. Interessante in paese anche la badia di San Fedele e, poco fuori dall’abitato, la pieve di Santa Maria Assunta, fondata dai Benedettini nel X secolo.

Bibbiena

La cittadina è da secoli sinonimo di teatro, scenografia e costume, sia per i suoi illustri cittadini, che diedero in modo diverso un contributo essenziale alla cultura teatrale italiana, sia per l’attività che si sta sviluppando ultimamente in tale settore. Il teatro dovizi, di linea neoclassica e mimetizzato fra i palazzi nobiliari. Propone ancora oggi una stagione teatrale di alto profilo. Il Comune ha poi promosso la realizzazione del Museo di scenografia.

Chitignano

La Verna

 

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La via del volto santo

Partenza: Pontremoli

Arrivo: Lucca

Lunghezza: 146 km

Già nota come “Francigena di montagna”, la Via del Volto Santo, si snoda tra la lunigiana e la Garfagnana lungo le antiche mulattiere delle Alpi Apuane e dell’Appennino. L’itinerario è una delle principali vie di comunicazione transappenninica, e fin dal medioevo è anche un frequentato pellegrinaggio devozionale, legato al culto del Volto Santo conservato a Lucca. Un cammino affascinante sia dal punto di vista paesaggistico, per le superbe vedute sulle creste delle Apuane che ripagano della fatica dell’ascesa, sia da quello storico – culturale, perché offre la possibilità di ammirare i numerosi castelli tipici del dominio dei Malaspina, i ponti a gobba, le pievi, le fortezze e i resti di antichi ospedali. Attraverso una Toscana poco conosciuta e meno turistica, ma tutta da scoprire.

DA SCOPRIRE

Pontremoli

Nel castello costruito tra il IX e il X secolo nel borgo del Piagnaro, il più antico di Pontremoli, ha sede il Museo delle statue stele lunigianesi che raccoglie numerose effigi di guerrieri, donne e bambini risalenti alla civiltà che si sviluppò in questo territorio prima dell’arrivo dei romani.

Villafranca in Lunigiana

Ospita il Museo etnografico della Lunigiana, dove si racconta la storia più recente di questi luoghi, quella delle attività silvio – pastorali che si sono dissolte a causa dell’abbandono delle campagne.

Fivizzano

La passione per i libri appartiene all’identità della Lunigiana. Dalla metà del Novecento la vocazione della pagina scritta della Lunigiana viene festeggiata con il Premio Bancarella, consegnato ogni anno a luglio a Pontremoli da una giuria composta di soli librai.

Castelnuovo di Garfagnana 

Dalla cinquecentesca fortezza di Mont’Alfonso, uno dei monumenti più imponenti della valle del Serchio, si ha una spettacolare vista delle pendici dell’Appennino tosco – emiliano e del gruppo delle Panie, nelle Alpi Apuane. La Fortezza ricopre una superficie di circa 60.000 metri quadri, e ha una possente cinta muraria lunga 1.150 metri, con 7 baluardi e 2 porte. Lo stemma estense campeggia ancora sulla porta principale.

Castelvecchio Pascoli

Seguendo il corso del fiume Serchio si possono visitare i luoghi dove nacquero i Canti di Castelvecchio di Pascoli: il poeta trascorse infatti l’ultima parte della sua vita in questo piccolo paese, dove era riuscito ad acquistare una casa vendendo l’oro delle medaglie di un concorso di poesia. L’abitazione rustica, immersa in un dolce paesaggio campestre, è oggi un museo che raccoglie le memorie e i cimeli del poeta.

 

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Itinerario via degli dei

itinerario per trekking

VI descrivo un sentiero molto bello che si chiama Via degli Dei

Partenza: Bologna

Arrivo: Firenze

Lunghezza: 130 km

Ingresso in Toscana: Pian del Voglio

Come Arrivare: in auto, autostrada A1. uscita Pian del Voglio; in treno, le stazioni della “Direttissima” Bologna – Firenze consentono di accedere a diverse località da cui intraprendere le tappe del cammino.

Il fascino della Via degli Dei è rappresentato dalla catena appenninica. Il percorso si snoda lungo sentieri e strade bianche, e transita solo per qualche breve tratto su asfalto. Attraversa foreste e vasti boschi e, mantenendosi per gran parte del tempo in quota, offre numerosi punti panoramici da cui si gode una spettacolare vista dei crinali e delle ampie vallate.

La Via degli Dei è un trekking di difficoltà media che può essere suddiviso in tappe di lunghezza compresa tra i 20 e i 25 km. Risulta impegnativo solo in alcuni tratti, a condizione di avere un buon allenamento e camminare in montagna. Può essere percorso anche in mountain bike, e di recente è stata creata una rete di varianti di lunghezza e difficoltà diverse che consente anche ai ciclisti meno esperti di completare l’intero itinerario. Nel tratto toscano la segnaletica è per lo più eccellente, molto frequente e con qualche indicazione dei tempi di percorrenza. Da Bologna a Sasso Marconi e poi verso Monzuno, superato il quale ci si dirige verso la cresta per Madonna dei Fornelli. In alcuni tratti sono visibili tracce del “basolato” dell’antica strada romana. Il percorso prosegue quindi con l’attraversamento dell’Appennino in corrispondenza del passo della Futa, e diventa affascinante per i fitti boschi, soprattutto di faggi, cui sono state aggiunte più recentemente molte piante di abete bianco e rosso. L’itinerario attraversa un ambiente di grande fascino paesaggistico, con spettacolari panorami sulla Val di Sieve.

DA SCOPRIRE

Passo Della Futa 

Nel più grande cimitero tedesco in Italia, che si trova in prossimità del passo, sono custodite 30.000 sepolture risalenti alla 2° Guerra Mondiale, a ricordare che lungo queste vallate passava la Linea Gotica, con il suo triste carico di battaglie, rastrellamenti, immani sofferenze per le popolazioni locali.

Osteria Bruciata

Antiche leggende, ben note in tutto l’alto Mugello, raccontano di questo malfamato ricovero posto proprio sul crinale tra le vallate del Sieve e del Santerno, dove i viandanti, che dopo la lunga ascesa speravano finalmente di essere giunti in un luogo di ristoro, venivano invece sequestrati, derubati e poi uccisi.

Santuario di Montesenario

Rappresenta uno straordinario luogo di quiete e di pace dove si può sperimentare un momento di intesa spiritualità.

Fiesole

Dall’alto dei suoi colli, si gode di un panorama incomparabile sulla piana di Firenze. Oggi Fiesole, ultima tappa sulla Via degli Dei prima di entrare nella rinascimentale Firenze, è uno dei più interessanti scrigni d’arte e di cultura della Toscana, con un ricco patrimonio ereditato dall’illustre passato, tra cui musei, i monumenti, il teatro romano e l’acropoli.

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giardini da vedere in lombardia (parte 2)

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Vi illustro tutti i giardini della lombardia da vedere.

Giardino alpino di Pietra Corva (Romagnese)

L’Orto Botanico Alpino di Pietra Corva, situato nel cuore del sito di importanza comunitaria Sassi Neri – Pietra Corva è oggi il giardino, la cui gestione è affidata alla Provincia di Pavia, ospita più di 1200 specie, organizzate a seconda della provenienza geografica e dell’ambiente di appartenenza. Qui si svolgono visite guidate, laboratori, incontri a scopo didattico – divulgativo nonché corsi e lezioni sulle finalità di un orto botanico. L’orto botanico è inoltre dotato di una foresteria e di un centro visita nel quale vengono illustrate le caratteristiche del territorio e delle specie floristiche che vi si possono trovare nell’Orto.

Orto Botanico di Pavia (Pavia)

L’Orto Botanico dell’Università di Pavia, che si estende su una superficie coltivabile di circa 2 ettari, ospita una tale ricchezza di specie da costituire una visita di grande interesse anche per il pubblico non particolarmente informato in materia. Difficile descrivere l’intera collezione e ciò che si prova alla vista degli splendidi esemplari esotici e autoctoni, tuttavia ecco cosa non bisogna assolutamente perdere: la serra delle orchidee, che attualmente ospita specie provenienti dai continenti  americano e asiatico; la serra tropicale Tomaselli, che raccoglie esemplari meravigliosi, vere e proprie esplosioni di colore e di profumo. Durante la visita dell’Orto Botanico non può mancare, infine, il gigantesco platano secolare piantato nel periodo della fondazione dell’Orto Botanico, la cui età quindi si attesta oggi intorno ai due secoli e mezzo.

Giardino botanico alpino Rezia (Bormio)

L’Orto botanico alpino Rezia è il più recente giardino botanico italiano. Si trova a nord di Bormio, poco lontano dal Parco Naturale dello Stelvio, a un’altitudine di 1.500 metri sul livello del mare, ai piedi del monte Reit. Organizzato us una superficie di quasi 15.000 metri quadrati, al suo interno ospita più di 2.500 specie vegetali, suddivise in 4 macro aree di appartenenza: la flora del Parco Naturale dello Stelvio, gli esemplari alpini delle zone europee ed extraeuropee, e le specie artiche e antartiche. Oltre che dagli specialisti del settore, il giardino botanico è molto frequentato dagli appassionati di fotografia e da famiglie con bambini al seguito, che hanno così la straordinaria possibilità di avvicinarsi alle meraviglie del mondo naturale e imparare a rispettare l’ambiente. La struttura è inoltre un’accreditata fonte di divulgazione scientifica e un valido sussidio per le scuole; le viene inoltre riconosciuto il merito di condurre una preziosa azione di raccolta, protezione e riproduzione delle specie rare.

Giardini di Palazzo Estense (Varese)

Il giardino si estende alle spalle dell’edificio, venne organizzato all’italiana e alla francese, ispirandosi al parco della residenza reale di Schönbrunn. Caratteristica principale dei giardini è il parterre, scandito da aiuole fiorite e da piante a basso fusto, nel quale trova posto la grande fontana centrale. Oggi l’area è un parco pubblico, direttamente collegato ai giardini di Villa Mirabello, e attira quotidianamente centinaia di visitatori che ne affollano i vialetti per godere pienamente di una tale bellezza.

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palazzi da vedere in Lombardia (parte 2)

lombardia

Castello di Belgioioso

Il Castello di Belgioioso, nel cuore del borgo omonimo, oggi si presenta come una superba residenza nobiliare che incarna il fascino, il buon gusto e l’opulenza delle corti lombarde. Oggi la splendida villa, che comprende un notevolissimo parco in stile neoclassico, è sede di numerose rassegne, festival e un fitto calendario di appuntamenti che ogni anno richiama visitatori da ogni parte d’Italia, come Parole Nel Tempo (piccoli editori in mostra). Officinalia (alimentazione biologica, biodinamica ed ecologia domestica), Armonia (benessere olistico), Taiji Festival e Next Vintage (fiera del vintage), diventati ormai rendez-vous classici e caratteristici della sua programmazione.

Palazzo Salis (Tirano)

È uno dei più importanti palazzi dell’intera Valtellina: oggi si presenta come una pregevolissima casa – museo, con decorazioni, affreschi e mobilio d’epoca. Degno di particolare nota è il circuito museale che si snoda attraverso 10 saloni, tra i quali spicca decisamente il Saloncello, il cui soffitto a volta e impreziosito da affreschi realizzati con la tecnica del trompe-d’oeil. Questa sala è stata per secoli il luogo d’incontro dei rappresentanti del potere politico ed ecclesiastico dell’intera Valtellina. Merota una menzione, infine, anche il notevole giardino all’italiana, una vera rarità in un ambiente alpino come questo, con una siepe di bosso che forma 4 quadranti di labirinti, numerosi alberi da frutto e un maestoso cedro del Libano che accompagna da più di 200 anni le vicende del palazzo. Nella splendida cornice della residenza hanno luogo mostre, rassegne, appuntamenti culturali ed enogastronomici.

Palazzo Vertemate Franchi (Piuro)

Palazzo Vertemate Franchi è senza alcun dubbio una delle più affascinanti dimore della Lombardia. Ciononostante, le linee eleganti e sobrie dell’edificio non lasciano neanche sospettare la ricchezza delle decorazioni che si possono scoprire al suo interno. Ci sono le sale di Giove e Mercurio, la statua di Giunone, la sala di Perseo, in un autentico tripudio di volte affrescate, soffitti in legno riccamente decorati e uno diverso dall’altro. Il palazzo, infine, ospita un ricco cartellone di eventi culturali, alcuni dei quali hanno luogo sulla magnifica terrazza affacciata sul vigneto.

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giardini da vedere in Lombardia

mantova

Io vi indico oggi dei bellissimi giardini da vedere nella mia Lombardia

Bosco Virgiliano (Mantova)

Caratterizzato ancora oggi da un lungo viale d’ingresso fiancheggiato da pioppi cipressini, il bosco ha il suo fulcro in una piazza circolare, al centro della quale svettava un busto di Virgilio, e dalla quale si dipartivano innumerevoli vialetti. Oggi il Bosco Virgiliano è il parco più esteso della città ed è gestito dall’Associazione Anticittà, che è responsabile della gestione dell’intera area e delle strutture annesse. Nelle vecchie serre dismesse oggi sono ospitate diverse colonie di farfalle e nell’area verde si organizzano attività e manifestazioni culturali e ricreative.

Parco delle Bertone (Goito)

Del parco fanno parte un bosco, un laghetto e un reticolo di sentieri tramite i quali è possibile godere pienamente della ricca vegetazione che è stata organizzata secondo il gusto del giardino romantico all’inglese e mostra specie esotiche come era di moda nell’800 oltre a piante locali. Caratteristica peculiare dell’area verde è la presenza del Centro per la Reintroduzione della Cicogna Bianca, che ospita una colonia stabile di questi splendidi uccelli che vengono prima accolti in voliere apposite e poi liberati. In molti casi le cicogne liberate preferiscono stabilirsi all’interno del parco, come testimoniano gli enormi nidi appollaiati sulle cime degli alberi.

Giardini della Guastalla (Milano)

Oggi si presenta come una piacevole area verde a pochi passi dal Duomo. Passeggiando per i suoi vialetti si possono ammirare la splendida peschiera barocca che ha sostituito l’originale laghetto cinquecentesco l’edicola seicentesca che ospita una Madonna assistita degli Angeli e il tempietto neoclassico di Luigi Cagnola. Ma ciò che si apprezza maggiormente di questo luogo, oltre alle diverse specie erboree tra le quali l’albero dei tulipani, l’arancio trifogliato, il cedro dell’Atlante e l’ippocastano rosa è la sensazione di quiete e pace che infonde, pur trovandosi a pochissimi passi dal cuore pulsante della metropoli. Le dimensioni  sono contenute, quindi la visita è ben presto terminata, ma ciò che mi sento di consigliare è di sedersi su una delle poche panchine per regalarsi qualche minuto di piacevole inattività, in ammirazione di una tale bellezza.

Orto Botanico di Brera (Milano)

All’interno del Palazzo di Brera, l’Orto Botanico è un’oasi di quiete nel cuore di Milano. Di grande interesse dal punto di vista architettonico. Ospita più di 300 specie di piante su una superficie di 5.000 mq.. Due splendidi esemplari di Ginkgo biloba tra i più antichi d’Europa, un raro noce del Caucaso e un maestoso tiglio alto una quarantina di metri sono tra le attrattive di maggior richiamo, insieme alla serra attribuita al Piermarini e la vasca settecentesca che ospita iris e ninfee. Inoltre, nelle aiuole si trovano le piante officinali, l’orto degli ortaggi, e una collazione di bulbi realizzata in collaborazione con il Centro Internazionale del Bulbi da Fiore di Hillegom, nei Paesi Bassi. Dal 2005 insieme all’adiacente osservatorio astronomico, anch’esso di epoca teresina, fa parte del Museo Astronomico Orto Botanico di Brera, gestito dall’Università Statale di Milano. Imprevedibile una visita durante la Milano Design Week, quando in occasione del Fuorisalone l’Orto Botanico è animato da eventi e suggestive installazioni.

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ville da vedere in Lombardia (parte 3)

lombardia

Ecco per voi la terza parte delle Ville da vedere in Lombardia

Villa Monastero (Varenna)

Oggi si presenta come un edificio in stile eclettico, in seguito alle modifiche effettuate durante l’800. La villa oggi è anche una casa – museo che ospita l’incredibile collezione di beni e arredi lascito dei suoi diversi proprietari, che permette di ricostruire i gusti, gli stili e le usanze di 4 secoli di storia. Dall’800, inoltre, la villa è stata frequentata abitualmente da personaggi di spicco del mondo della cultura e dell’arte e attraversare oggi le differenti sale permette di respirare lo stimolante clima intellettuale e artistico di quel periodo. Infine, la villa è circondata da uno splendido giardino botanico, che ospita diverse specie provenienti da tutto il mondo grazie al mite clima lacustre.

Villa Arconati (Bollate)

Un patrimonio di inestimabile valore  storico, artistico e architettonico che sta conoscendo una nuova giovinezza grazie a un progetto di ampio respiro, che mira a farne uno dei centri di produzione e fruizione artistica e culturale della città metropolitana di Milano. Da diversi critici è considerata  la Versailles italiana, pensata come un luogo di delizie e come avamposto di monitoraggio dei possedimenti terrieri. Villa Arconati si estende nel Parco delle Groane ed è oggi sede della Fondazione Augusto Rancilio. Della tenuta fanno parte, oltre al corpo di fabbrica originale, il borgo, il bosco, i terreni agricoli e la chiesa di San Guglielmo. Riaperta al pubblico solo nel 2015, ospita dal 1989 il prestigioso festival di Villa Arconati, con concerti di artisti di fama internazionale e di altre manifestazioni culturali come ad esempio Terraforma, giunta alla sua 4° edizione e consacrata alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale.

Villa Necchi Campiglio (Milano)

Un autentico  tesoro di arte e architettura “nascosto” in via Mozart, a pochissimi passi dal Duomo. La ricca dimora ci riporta intatto il gusto per il bello e il moderno (di allora) coltivato dalla facoltosa e laboriosa borghesia milanese dell’epoca, che verrà stemperato soltanto nel dopoguerra. La residenza è stata donata al FAI nel 2001 dalle sorelle Necchi e oggi è completamente visitabile. Oltre agli arredi originali, la villa ospita anche due collezioni: Alighero de Micheli, con più di 130 capolavori del 700, e Claudia Gian Ferrari, imperniata sulle avanguardie artistiche del Novecento.

Villa Visconti Borromeo Litta (Lainate)

Mosaici, statue, affreschi, fontane, giochi d’acqua: Villa Litta è uno dei maggiori esempi di villa di delizia dell’architettura  lombarda. Di grande impatto è anche il suo parco, insignito nel 2016 del titolo di Parco pubblico più bello d’Italia, con le serre, le fontane i canali irrigui, oltre a particolarità assolute della galleria di oltre 300 carpini e il Teatro di Verzura, l’arena naturale destinata alla messinscena di spettacoli musicali e teatrali. Oggi la villa e il parco ospitano un ricco calendario di manifestazioni culturali come performance, laboratori, mostre e rappresentazioni artistiche.