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Una Danimarca tutta da scoprire

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Sono soltanto 125 i km che separano Copenaghen dall’isola di Møn. Ma basta imboccare da Kalvehave il ponte della regina Alexandrine, 746 metri sospesi sul mare, per ritrovarsi in un’altra Danimarca, lontanissima dalle luci della capitale. Tranquilla, grande poco meno dell’Elba, ma con un terzo degli abitanti, con tutti i colori e gli odori del Baltico. Stege è il primo paese che si incontra, si parte poi verso un paesaggio perennemente verde, con rilievi appena ondulati, su strade deserte e bordate di boschi che digradano verso il mare. In questo scenario monocromo sono una sorpresa improvvisa le Klimt Møns, 12 km di scogliere bianche e sinuose a picco sul blu. Sono alte 120 metri, formate da strati di gesso stracolmi di minuscoli fossili, si raggiungono lungo una strada che taglia un bosco fitto. L’ultimo tratto, sterrato, porta al moderno GeoCenter, centro di divulgazione scientifica che ricostruisce l’habitat isolano di 70 milioni di anni fa, fino al tempo delle glaciazioni che stravolsero il paesaggio. Si accarezzano modelli di antichi rettili marini, si visita il ghiacciaio virtuale, si gioca a fare gli scienziati. Per arrivare sotto la scogliera si scendono oltre 500 gradini di legno, intervallati da piattaforme di sosta dove al mattino, quando il sole batte direttamente, ci si perde nel candore violento del gesso. Dal GeoCenter partono una serie di facili sentieri attrezzati, da due a tre km e mezzo, per scoprire il parco naturale della biosfera Unesco di Møns Klimt. UN’altra breve sterrata arriva fino a Liselung Park, con alberi secolari, fiori e siepi modellate, dove vagano i pavoni. L’esplorazione del resto dell’isola è semplice, anche grazie al fatto che le strade sono ben segnalate. Procedete lentamente, per non perdervi i possibili incontri ravvicinati con caprioli, conigli, volpi. Tra i numerosi uccelli marini, i cigni stazionano volentieri sulle spiagge; nel braccio di mare chiamato Bøgestrøm, tra la costa settentrionale e il resto della Danimarca, si avvistano spesso le foche. Ovunque il fondale di gesso bianco dona al mare toni caraibici e invoglia la bagno anche se la temperatura non è l’ideale, ma sono sempre di più a cimentarsi in qualche tuffo mentre le spiagge di ciottoli, all’ombra di grandi faggi, invitano alla camminata. Le blande ondulazioni dell’isola sono perfette per i tour in bicicletta. Mentre si pedala si notano piccole colline che sorgono in mezzo ai campi. Una mappa dell’ufficio turistico riunisce in un unico itinerario i siti archeologici da vedere, anche solo per l’atmosfera ieratica delle rocce addormentate guardando il mare. Sono dolmen, piccole costruzioni di monoliti, menbir, singole pietre verticali, grandi allineamenti di pietre. Il Sømarkedyssen è una tomba megalitica nell’erba a est del villaggio di Sømarke; Kong Asger Høj è un grande tumulo vicino a Sprove, dove si trova anche il complesso di roccia di Sprovedyssen.

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Tavolara viaggio sostenibile in Italia

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Se siete rispettosi dell’ambiente, eccovi 1 meta sostenibile imperdibile.

Tavolara: Mare Protetto

Spunta come una montagna sacra dalle acque turchesi, nel nord della Sardegna, Tavolara, isola quasi disabitata che, pochi lo sanno, è anche una monarchia. Il suo regno? Rocce, sabbia, schiere di specie marine indisturbate. L’area marina protetta di Tavolara, che tutela da 22 anni 80 km di coste, ha vinto a marzo l’Oscar dell’ecoturismo assegnato da Federparchi e Legambiente per i suoi progetti Salvamare. Un mix di sport acquatici, laboratori, pulizia delle spiagge ed educazione ambientale. Il modo migliore per vivere i fondali è un’immersione, anche a poca profondità, con Tavolara diving, con corsi di ogni livello e vacanze per sub. Per vedere l’interno ci sono km e km di sentieri. Tornati sull’isola maggiore, il tour della Sardegna sostenibile può proseguire, 40 minuti d’auto a sudovest, nel neonato parco regionale di Tepilora, riserva della biosfera Unesco, che ha vinto il secondo Oscar dell’ecoturismo sardo 2019 e che costituisce il nucleo di un futuro grande parco di Tepilora: quasi 70 mila ettari tra Olbia e Nuoro, in una delle zone più selvagge d’Italia. Qui si cammina tra daini e cinghiali, aquile e mufloni, stagni e sugherete. Con pausa benessere a Torpé, dove l’Essenza oasi sensoriale offre fitoterapia e aromaterapia con piante del luogo ed escursioni e massaggi sotto gli olivi.

 

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5 città svizzere sul lago da vedere

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Eccovi qui di seguito 5 città svizzere sul lago assolutamente da vedere.

Zurigo

In stazione dà il benvenuto la gigantesca scultura di Niki de Saint – Phalle, un coloratissimo angelo custode. In centro, al Kunsthaus (Museo di Belle Arti) si ammirano capolavori dal Medioevo a oggi e la più grande raccolta di opere del celebre artista svizzero Alberto Giacometti. Gli spazi più interessanti dedicati all’arte contemporanea sono nell’ex quartiere industriale Zürich – West, dove il Löwenbräu – Areal, birrificio ristrutturato, ospita il Museo Migros e la Kunsthalle.

Ascona

La cittadina ticinese affacciata sul Lago Maggiore conserva l’aspetto di un vecchio borgo di pescatori, ma stradine e piazzette sono fitte di boutique, caffè, negozi d’antiquariato e gallerie d’arte, come la Galleria Sacchetti, in un ex convento del 500, con all’interno un ristorante. L’atmosfera del borgo è piacevolmente mondana, con un tocco d’antan che riporta ai primi decenni del Novecento, quando questo angolo assolato del Lago Maggiore divenne rifugio d’elezione per letterati e artisti: oggi molte loro opere sono conservate nel Museo Comunale.

Losanna

Da non perdere sulla collina della Cité, il centro storico medievale, con la Cattedrale e il Castello Saint – Maire e la passeggiata sul lungolago dell’antico borgo di pescatori di Ouchy, da dove partono i battelli a vapore. Vicino all’acqua è anche il Museo Olimpico, dedicato alla storia delle Olimpiadi moderne.

Lucerna

È la quintessenza della Svizzera, con le acque profonde color zaffiro del lago, i declivi verdeggianti e le cime innevate sullo sfondo. A due secoli di distanza, il paesaggio è rimasto quello immortalato negli acquarelli del pittore Turner. Da non perdere, il piccolo centro storico medievale, il cui monumento simbolo è il Ponte della Cappella, il più antico ponte coperto in Europa, ma in parte ricostruito a seguito di un incendio.

 

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vacanza a Graz, cosa vedere

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È sempre piacevole fare una vacanza in Austria, oggi vi parlo nello specifico di Graz.

È bello gironzolare tra atmosfere molto diverse. Il centro storico è visitabile tutto a piedi, da ogni parte lo sguardo abbraccia architetture e scorci di bellezza. Poi basta attraversare il ponte sul fiume Mur ed ecco che appare la Graz moderna, quella che Unesco ha definito città del Design. Il capoluogo della regione Stiria è molto creativo: basta entrare nella Kunsthaus, il museo d’arte moderna firmato da due archistar che sembra un’astronave blu calata fra i tetti rossi ad ospitare mostre innovative. Oppure nel giardino botanico, che ha le serre più luminose al mondo. O ancora nel Castello di Eggenberg, che gioca col tempo: 365 finestre (giorni dell’anno), 31 camere per piano (giorni del mese), 24 sale per le feste (ore del giorno) e il giardino che è un omaggio ai pianeti. E dal colle di Schlossberg si può scendere con lo scivolo sotterraneo che in 40 secondi porta al punto più panoramico al centro.

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giardini da vedere nel mondo (parte 2)

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Seconda e ultima parte dei giardini da vedere.

Giardino di Vita Sackville-West

Conosciuto più comunemente come il Giardino del Castello di Sissinghust, nel Kent, in Inghilterra. Questo giardino racconta una storia: i 2 coniugi crearono delle “stanze”, ciascuna diversa, caratterizzata da un colore o da un tema, delimitate da siepi sempreverdi. Harold pianificava e progettava gli spazi, la moglie parallelamente, decideva le specie vegetali da impiantare. Sicuramente il “White Garden” è la stanza più famosa: Vita, con una scelta sapiente delle piante, ha ideato questo spazio giocando sulle sfumature del colore bianco, con rose, gladioli, iris bianchi, dalie e anemoni giapponesi.

Tsutsujigaoka park

Le più rappresentative sono le azalee, i rododendri e le camelie. Questo parco è uno dei più famosi al mondo per la sua collezione unica di rododendri, azalee e per i ciliegi giapponesi, ossia i ciliegi coltivati non per i frutti ma per le abbondantissime fioriture primaverili. Le azalee in questo immenso parco, con i loro cromatismi accesi, dalle tonalità che virano dal bianco al rubino, al viola e al fucsia, delimitano percorsi e sentieri sinuosi, formando delle vere e proprie nuvole.

Giardini Majorelle

Progettati e realizzati dal pittore francese Jacques Majorelle nella prima metà del ‘900 a Marrakech con l’idea di creare una collezione botanica. Da amante della botanica, l’artista eclettico realizzò, davanti alla sua villa di stile moresco, il suo giardino botanico ispirato, sia ai giardini tradizionali marocchini, sia agli impressionisti. Il connubio di questi 2 stili differenti, hanno portato alla creazione di una vera opera d’arte vivente in movimento, con piante acquatiche ed esotiche, palme, aloe, cactus, si alternano a pergolati, fontane, giochi d’acqua, laghetti, e a vasi in ceramica del colore “Blu Majorelle”. Dopo un periodo di abbandono, i giardini vennero poi acquistati da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé.

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giardini da vedere nel mondo (prima parte)

giardini da vedere

Vi presento una lista di giardini da vedere assolutamente!!

Château de la colle noire ( Montauroux, Francia)

È nel sud della Francia, alle porte del Pays de Payence, che Christian Dior decide di acquistare nel 1951. Il couturier trasforma i giardini in un vero e proprio Eden. Pianta migliaia di alberi, rose di maggio, gelsomini Grandiflorum e altri fiori tipici del territorio di Grasse. Nel 2013 la tenuta diventa di prorietà della Maison de Parfums Dior, che intraprende imponenti lavori di restauro, seguendo i desideri di Christian Dior. Dal parco allo specchio d’acqua, dalle camere per gli ospiti al salone di ricevimento, lo Château rinasce. Le rose di maggio fioriscono nuovamente e il castello ritrova il lustro e la magnificenza dei suoi arredi.

Villa Il Torrione (Pinerolo, Torino)

Si tratta di un complesso di origine medioevale ingranditosi nel tempo sino a raggiungere, agli inizi dell’800, la struttura attuale neoclassica. Rappresenta per noi uno straordinario esempio di parco romanico all’inglese, grandioso, in cui i protagonisti sono gli alberi, alcuni di questi monumentali. Il parco, che apre al pubblico in alcune date predefinite, raccoglie una straordinaria collezione di ortensie provenienti da tutto il mondo, sia di specie, sia di varietà, che nel periodo estivo, ci accolgono con le loro generose fioriture.

Casa Lajolo (Piossasco, Torino)

si trova ai piedi del Monte San Giorgio, in una zona collinare conosciuta come Borgo San Vito. A Casa lajolo è custodito un luogo raccolto e magico, esempio straordinario di giardino formale settecentesco, ora Fondazione. Si articola su terrazze collegate da giardini di pietra e sempreverdi. Nella prima terrazza, si possono ammirare parterre di bosso modellati secondo l’ars topiaria Settecentesca. Una scenografica architettura verde: un secolare muro di tasso, unico nel suo genere, in cui sono presenti solo due aperture, custodisce un inaspettato giardino con rare piante sciafile.

 

 

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5 destinazioni vicine alle città da vedere in Svizzera

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Ecco 5 destinazioni Svizzere vicine alle città:

  1. Tamina (Bad Ragaz)

Questa facile escursione circolare porta dalla località di cura Bad Ragaz alla strabiliante Gola della Tamina. Da non perdere: la grotta di acque sorgive dell’Altes Bad Pfäfers.

 2. Seerhein (Kreuzlingen)

Il sentiero per Steckborn lungo l’idilliaca riva lacustre vi riserva viste bellissime e località di interesse storico. Consiglio per buongustai: i ristoranti della cittadina Gottlieben.

 3. Zona protetta del Rodano (Ginevra) 

Il sentiero da Ginevra a La Plaine nasconde molte sorprese: ad esempio la bellezza del Rodano e della zona protetta di Moulin-de-Vert o i villaggi di Cartigny e Avully.

 4. Rigi (Lucerna) 

Da Lucerna a Vitznau in treno, autobus o battello e poi con la cremaliera fino a Rigi Kaltbad, dalla vista grandiosa. Dall’Umilberg che dista circa 5 ore si scende a valle con la funivia.

 5. San Salvatore (Lugano)

Sul San Salvatore si arriva comodamente, con la funicolare. Dalla terrazza panoramica potrete godervi la vista sul lago di Lugano fino alla Pianura Padana e alle cime delle Alpi. L’ultimo tratto si svolge attraverso boschi di castagni e scende giù al lago e alla suggestiva Morcote. Con il battello si torna a Lugano in tutto relax. Consiglio: una puntatina al villaggio di artisti di Morcote.

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i 3 sentieri più belli della Svizzera

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Vi presento i 3 sentieri a lunga percorrenza più belli della Svizzera.

Via Alpina “il classico”

In questa escursione a tappe gli escursionisti scoprono dal vivo il mondo alpino dei libri illustrati. La Via Alpina attraversa 14 dei paesi alpini più belli della Svizzera e porta l’escursionista da Vaduz a Montreux, in 6 cantoni delle Alpi Svizzere settentrionali. Panorami unici, laghi di montagna rinfrescanti, montagne e luoghi di villeggiatura di fama internazionale e tantissime strutture in cui rifocillarsi, rilassarsi e pernottare rendono questo itinerario il classico per escursionisti di montagna esperti.

Lunghezza: 390 km

Numero di Tappe: 20

salite: 23 600 m

Eiger, Mönch, Jungfrau e altro ancora: vacanze all’insegna dell’escursionismo sulla Via Alpina. Il cosiddetto “Bärentrek” è un itinerario unico che attraversa passi spettacolari, gole profonde e ghiacciai grandiosi fino a raggiungere la regione di vacanze di Adelboden-Lenk. Il tour comprende 5 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

Sentiero in cresta del Giura “il moderato”

Con il passaggio giurassiano e la cultura senza pari, il Sentiero in cresta del Giura entusiasma anche gli escursionisti meno esperti. La gastronomia, il fascino dei luoghi isolati, i bei panorami sulle Alpi e le tappe per famiglie contraddistinguono il sentiero a lunga percorrenza più antico della Svizzera.

Lunghezza: 320 km

Numero di tappe: 15

Salite: 13 600 m

Discese: 13 700 m

Questo sentiero con una bellissima vista sulle Alpi, sulla Foresta Nera e sui Vosgi attraversa 2 regioni linguistiche. Quindi anche le culture, le particolarità e le specialità culinarie sono molteplici. Il tour comprende 5 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

Sentiero dei passi alpini “il selvaggio”

Questa avventurosa escursione collega Coira al lago di Ginevra attraversando, in 34 tappe, i tratti più belli delle Alpi grigionesi e vallesane. Gli highlight si susseguono senza sosta, dall’Altopiano della Greina al paesaggio ai piedi dei Dents-du-Midi. Il Sentiero dei passi alpini offre ad escursionisti di montagna esperti, su sentieri e passi spettacolari, una vista indimenticabile sullo scenario unico al mondo del 4000.

Lunghezza: 610 km

Numero di tappe: 34

Salite: 37 500 m

Discese: 37 700 m

Gola Ruinaulta, villaggi di montagna e altro ancora: vacanze escursionistiche sul Sentiero dei passi alpini. L’impressionante gola Ruinaulta e la pittoresca Val Lumnezia con i suoi autentici villaggi di montagna, i suoi tesori culturali di valore storico e pendii assolati incantano ogni volta gli escursionisti, il tour comprende 4 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

sport adrenalinici
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sport adrenalinici da fare in ticino

sport adrenalinici

Il Ticino è un paradiso per gli sportivi che cercano emozioni e adrenalina. Dai fiumi alle pareti rocciose, dal cielo al lago, qualsiasi sia lo sport estremo qui si trova lo scenario giusto. Basta non dimenticarsi della sicurezza e tenere d’occhio acqua, fiumi e rocce.

Paracadute

Giacca, zaino, cintura, occhiali, casco e tanto coraggio. Cos’altro serve? Un aereo. E poi su, fino a 4.000 metri di quota, sopra le montagne, prima del salto che impaurisce e meraviglia contemporaneamente. Si sentiranno così anche gli uccelli?

Canyoning

Grazie ai suoi impetuosi fiumi e torrenti, il Ticino è ritenuto dagli specialisti uno fra i più bei luoghi al mondo.

http://ticino.ch/gole

Kayak

Vuoi affrontare un fiume senza paura tra spruzzi e rapide, facendo slalom tra i sassi? Seduto in un kayak potrai scoprire il nuovo volto di un fiume. Che sia il Ticino, la Verzasca o la Maggia qui ti attende tanta acqua fresca. Fissi la GoPro sull’elmetto: ti serviranno delle belle immagini per raccontare la tua esperienza.

Parapendio

Chi non si è mai chiesto cosa si prova a volare? Basta salire su una montagna ticinese, trovare un istruttore e via: con un volo in tandem anche i principianti possono scoprirlo. Agli esperti, invece, non dobbiamo dire niente: loro sanno che il Ticino è il luogo ideale per spiccare il volo.

Arrampicata

Non solo bouldering: il Ticino è ricco di pareti che aspettano soltanto di essere scalate. I Denti della Vecchia in Val Colla o le rocce sopra Ponte Brolla: la location c’è, bisogna portare soltanto la corda da arrampicata, i morsetti, il casco, le scarpe e la prudenza.

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cosa comprare assolutamente in Ticino

3 prodotti da avere

lago, bosco, montagna. Sono gli ingredienti principali del Ticino e anche dei sapori naturali Soalp. 3 distinti saponi a base di olio extravergine di oliva e olio di cocco per catturare le essenze e i profumi del territorio grazie al miele di castagno, al rosmarino biologico e agli oli essenziali di lavanda e abete rosso.

http://soalp.ch

“Al cent per cent malcantones!” Lo sono le rose prodotte nel Malcantone. Oggi a Neggio, nel negozio dove il nonno teneva le motociclette, si trovano fiori stagionali a km 0.

http://www.rosemalcantone.ch

Officine federali: nome che richiama alla mente la  resistenza, la praticità e la precisione delle ferrovie federali elvetiche. Da Genestrerio però non parte nessun treno, bensì borse e zaini in cuoio, costruiti artigianalmente per resistere al tempo portando eleganza e funzionalità.

https://officinefederali.com

5 prodotti da gustare

chi non ha mai bevuto uno sciroppo di sambuco? E se ci aggiungessimo una lieve gradazione alcolica, se mettessimo la bottiglietta al fresco e la bevessimo in una bella giornata di sole?  Sambì rivisita la ricetta dello sciroppo che ogni nonna ticinese ha preparato almeno una volta.

http://sambi.bio

Volete un dolce capace di sintetizzare Ascona e Locarno fin dal primo morso? Ecco il Praliné Camelia. Il cioccolatino creato dalla pasticceria Marnin in città vecchia a Locarno racchiude un cuore di tè verde del Monte Verità, dove c’è l’unica piantagione in Europa. Arte da gustare.

https://www.marnin.ch

Il tofu ticinese? Esiste e viene prodotto sul Piano di Magadino con soja al 100% ticinese. L’azienda TiGusto di Gerra Piano è un laboratorio di artigianato alimentare ed è l’unica a creare tofu e altri prodotti bio con materie prime del territorio.

https://www.tigusto.ch

Melissa, menta e salvia: le erbe del Ticino in una bevanda digestiva e rinfrescante. La Tisana Olivone racchiude la qualità e la freschezza delle erbe aromatiche. Coltivate seguendo l’agricoltura naturale, vengono poi raccolte, essiccatem tagliate e miscelate.

http://www.erbeticino.ch/erbe/

Bacche fresche, marmellate di mirtilli, more e ribes oppure aceto di lamponi e liquori. Bert’s Berries è un’azienda bilogica di piccoli frutti di Sessa. Dal Malcantone fornisce bacche fresche (in estate) e prodotti trasformati in Ticino e in Svizzera.

http://www.bertsberries.ch