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cosa vedere ad Acquaviva Picena

acquaviva picena

Acquaviva Picena è un luogo ricco di cultura e tradizioni, perfetto per chi ama immergersi nell’arte e nella storia. Agli occhi di ogni turista si impongono: il borgo medioevale cinto da mura e bastioni e la fortezza. Una passeggiata per tutti i vicoli del centro storico vi consentirà di ammirare la trecentesca Torre Civica, il Trabucco, chiese pregevoli per architettura e storia, e di scoprire incantevoli scorci panoramici. Se invece vi piace immergervi nella bella campagna circostante potrete apprezzare la chiesa e il chiostro di San Francesco, le rustiche cappelle che sorvegliano i crocevia, nonché visitare le cantine di lunga tradizione vitivinicola che producono vini squisiti e raffinati. Nelle tipiche locande e nei caratteristici ristoranti del centro storico oppure negli accoglienti agriturismi conoscerete i gustosi piatti tipici del luogo, contraddistinti da genuinità e sapori autentici di altri tempi.

Museo Archeologico “La Fortezza Nel Tempo” Fortezza Medioevale

L’esposizione museale della Fortezza di Acquaviva Picena si snoda all’interno della torre maggiore, il Mastio, e propone un interessante viaggio attraverso le principali e documentate fasi storiche del monumento e del territorio. Una suggestiva presentazione multimediale consente di osservare i reperti esposti al momento del loro rinvenimento, visitare virtualmente gli scavi che hanno consentito di svelare e ricostruire le più antiche fasi edilizie della Fortezza e di ammirare le ricostruzioni.

Il Mercatino dell’artigianato e delle tipicità locali

tutti i mercoledì di luglio e agosto.

Sponsalia

Rievocazione storica del matrimonio realmente celebrato nell’anno domini 1234 tra foresteria, figlia dei Duchi di Acquaviva, e Rinaldo di Brunforte di Sarnano. Nella prima settimana di agosto Acquaviva torna ai fasti medioevali: armigeri, sbandieratori, dame e popolani animano le strade del paese, così come i giochi rionali infuriano gli animi paesani. Il banchetto nuziale, allietato da danze e musiche d’epoca, propone vivande tipiche del 1200 con servizio in costume d’epoca tra giochi e saltimbanchi e mangiafuoco.

L’artigianato

Caratteristica acquaviviana è la produzione artigianale di cesti intrecciati di paglia e salice: “Le Pajarole”. Si tratta di un lavoro minuzioso e paziente realizzato unicamente dalle donne del paese ed esclusivamente a mano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ancora oggi non è raro vedere, soprattutto d’estate, le anziane donne del paese sull’uscio di casa, intrecciare la paglia con formidabile maestria servendosi semplicemente di un punteruolo.

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cosa fare a Petralia Sottana

sicilia

Petralia Sottana si trova nel Parco delle Madonie a 1.000 metri s.l.m. questo paese offre ai suoi visitatori tante opportunità di scelta per le vacanze. Il clima mediterraneo di alta quota, i lussureggianti boschi, i monti e le profonde vallate del massiccio delle Madonie, le tante cose storico-artistiche, le radicate tradizioni popolari, fanno si che ogni giorno passato a Petralia si trasformi in occasione di svago e di crescita culturale. La cittadina, ha un centro storico ben conservato e accogliente, dalla conformazione urbanistica medioevale. la sua particolare struttura urbana si sviluppa intorno al nucleo del primitivo castello e della Chiesa Madre, rendendola caratteristica nella sua forma Presepistica. Tanti sono i beni culturali e le curiosità da scoprire nel centro storico. Di particolare interesse è il Percorso Geologico urbano, dove geologia, storia e arte si incontrano. Segnato con borchie d’ottone, si possono rinvenire fossili del miocene e altre curiosità geologiche. Numerose sono le fontane, fontanelle, cannoli, bevai a testimoniare la ricchezza d’acqua del territorio.

Itinerari

Il territorio di Petralia Sottana offre tanti itinerari naturalistici. Tra i quali: il Sentiero Geologico “Le Pietre e l’Acqua” nel quale è possibile ammirare l’antico ponte romano di San Brancato, la sorgente d’acqua di Catarratti, la centrale idroelettrica e il geosito Sant’Otiero; il Sentiero della Pace, antico sentiero dei pellegrini che conduce al Santuario di Maria SS. dell’Alto in cima al Monte Alto; il Percorso degli Alberi Monumentali con ben 16 specie arboree censite come monumenti della natura della Regione Sicilia per un totale di 21 esemplari; il Sentiero geo-archeologico di San Miceli. Il territorio di Petralia Sottana presenta un’ampia area naturale protetta all’interno della quale si trovano siti geologici significativi per qualità scientifica, rarità, attrattiva e valore educativo. Numerosi gli itinerari artistico-culturali, tra cui l’itinerario Gaginiano e l’itinerario dello Zoppo di Gangi. Tra i capolavori scultorei della bottega dei Gagini e dei loro seguaci, ricordiamo la natività in marmo che si trova all’interno della Chiesa Madre e i marmi della Chiesa di Santa Maria alla Fontana. Lo Zoppo di Gangi, ha lasciato a Petralia Sottana tante delle sue più grandi opere, tra le quali: la tela di San Francesco che riceve le stimmate esposte nella Chiesa di San Francesco; il Trionfo dell’Eucarestia, San Mauro, San Onofrio e le Cinque Piaghe di Cristo ammirabili nella Matrice.

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cosa vedere a staffolo (parte 3)

staffolo

Questa è l’ultima parte della guida di cosa vedere a Staffolo.

Collegiata di San Francesco e Organo del Callido

Un’altra perla del centro storico di Staffolo è la Collegiata di San Francesco. Essa apparteneva ad un convento di monaci francescani costruito dopo la morte di San Francesco d’Assisi. Il campanile, ricostruito successivamente, si trova dietro la chiesa e ha una particolare forma ottagonale. Entrata all’interno e aguzzate la vista: sul primo altare a sinistra si trova un’importante tela di Filippo Bellini raffigurante la Madonna col bambino. In un quadro anonimo (terzo altare sinistra) c’è la raffigurazione di Staffolo così com’era nel secolo XVII. Nella cornice grande e dorata si trova il quadro di San Francesco. Sopra la porta d’ingresso ammirate l’imponente  organo di Gaetano Callido risalente al 1769, formato da 27 canne di stagno.

Banchetti

È un viale alberato e un balcone naturale da cui ammirare un bellissimo panorama di dolci colline che arrivano fino al mare. Nelle giornate limpidissime chi ha una buona vista riesce a vedere anche il profilo della costa dalmata. I “banchetti” prendono il nome dalle prime panchine in cemento che furono messe lungo il viale nel lontano 1912 e che oggi si trovano nei giardini pubblici.

Parco Europa

Sono i giardini pubblici del paese che ospitano un bel parco giochi e la cosiddetta “piattaforma” con un bar aperto in estate dove ascoltare musica, bere qualcosa e incontrarsi con gli amici. In passato nel piazzale parcheggio ogni anno si sistemava il tendone del circo e nei giardini i carrozzoni con gli animali: cammelli, leoni e persino elefanti! Uno scimpanzé una volta fuggì dalla gabbia e ci fu un divertente inseguimento per riprenderlo.

 

 

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cosa vedere a Staffolo (parte 2)

staffolo

Qui di seguito trovate altre cose da vedere a Staffolo (Ancona).

Torrione

Facendo il “giro delle mura” arriverete al bellissimo Torrione, detto dell’Albornoz. Se vi trovate nella piazzetta dell’ospedale vi suggerisco una scorciatoia per raggiungerlo: proseguite percorrendo il vicolo; sulla destra una scala vi condurrà all’esterno delle mura. Una curiosità: anticamente il torrione era più alto perché in cima c’era edificata una torre colombaia per allevare i piccioni.

Porta San Martino

In fondo a Via XX Settembre troverete l’altra porta di accesso a Staffolo, dedicata a San Martino. La porta è stata rifatta nel 1862 ma all’interno dell’arco è stata messa una ceramica con il disegno della Torre Portaia così com’era prima del suo rifacimento.

Palazzo Comunale e Palazzo delle Magistrature

Sulla sommità del borgo antico si trova il Palazzo del Comune, con il suo bel portale di travertino e il Palazzo “delle logge”, così chiamato per il suo delizioso loggiato a 4 arcate. Oggi è sede di abitazioni e negozi ma in passato era l’antica residenza delle Magistrature, trasformato successivamente nel Teatro dell’Armonia, interamente in legno. Attualmente il Teatro (sala Teatro Cotini) si trova vicino alla Chiesa di San Francesco.

Casa Manuzio

La presenza del celeberrimo Aldo Manuzio, ritenuto tra i maggiori editori d’ogni tempo, è storicamente attestata a Staffolo nel 1574. Nei pressi della sede comunale esiste ancora oggi la casa Manuzio con lo stemma della famiglia. Sul lato destro del portone del Palazzo Comunale c’è inoltre una lapide che ricorda le celebrazioni manuziane avvenute nel 1963.

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Craco il paese fantasma

lucania

Craco è un piccolo paese situato tra le campagne che precedono l’Appennino Lucano, a meno di un’ora da Matera, immersi in un paesaggio da film wester. Un paese dall’aspetto magico  e incantato, quasi spettrale. Abbandonato dai suoi abitanti dopo una serie di frane e per questo chiamato paese fantasma, spicca su un’altura di 391 metri e domina la vallata del fiume Cavone. Da vicino appare come un groviglio di cunicoli, scalinate, torri e case arroccate, a picco su un precipizio. Il suo fascino struggente ha  conquistato il mondo del cinema. Qui sono state girate pellicole come Cristo si è fermato a Eboli, La Passione di Cristo e Basilicata coast to coast. L’itinerario alla scoperta di Craco Vecchia, il borgo antico, inizia dalla mediateca di via Sant’Angelo. Qui si acquista il biglietto da visita del Parco Museale Scenografico di Craco, nato nel 2013, che comprende il centro storico, l’ex monastero di San Pietro, un atelier dedicato all’arte e al cinema con laboratori, l’ostello per i giovani e per le degustazioni durante le feste in paese, quando è anche possibile visitare il borgo illuminato di sera. Dalla mediateca una guida accompagna i visitatori lungo un percorso transennato, raccontando le vicende di questo luogo sempre più frequentato dai turisti. Basti dire che i primi mesi del 2009, coinvolgevano circa 300 persone all’anno; nel 2017 sono state più di 17 mila. Durante il tour si scopre che i primi insediamenti umani in quest’area risalgono all’età del Ferro.

Una Visita in salita fino al torrione normanno

Craco è stata edificata per metà su un terreno roccioso, ancora oggi sicuro e visitabile, dove si trova gran parte del centro storico, e per l’altra metà su un terreno argilloso che ha iniziato lentamente a sgretolarsi a partire dalla metà dell’Ottocento. Percorrendo scalinate e stradine in salita, tra strette curve e case abbandonate al cui interno si scorgono vecchi utensili e sedie rotte, si arriva in Largo Macchiavelli, nel rione chiamato “Castello” dai crachesi. Poi si prosegue verso la chiesa Madre dedicata a San Nicola vescovo, patrono di Craco. Questa chiesa, riedificata nel XIV secolo, è dotata di una cupola di maiolica e conserva la campana originale. Si accede solo per pochi metri, per ammirare le sue 3 navate. L’interno è spoglio. Nel tour si ammirano anche palazzo Grossi, dotato di un portale architravato  e volte a vela, e palazzo Carbone. Proseguendo verso Palazzo Maronna si arriva al fulcro della visita: il torrione quadrato normanno. Risale al 1040, domina il borgo e fu a lungo un caposaldo strategico. Dalle finestre delle due casupole militari accanto al torrione si ammirano a 360 gradi tutta la vallata e i suoi 15 comuni. Il paesaggio è letteralmente diviso tra mari e monti. Da un lato si scorge la costa ionica, dall’altro le cime ondulate e biancastre del tumultuoso susseguirsi dei calanchi. Questi solchi lunghi e profondi, scavati nel terreno argilloso dall’azione erosiva delle acque, da qui in alto appaiono come un sistema montuoso in miniatura, perfettamente incorniciato dalle antiche finestre.

Tra i Calanchi di Argilla e il bacino del Fiume Cavone

Dopo una visita al borgo di Craco ci si può dirigere verso il fiume Cavone, meraviglioso habitat di tanti uccelli migratori: qui vivono aironi bianchi e cenerini e le bellissime ghiandaie marine, mentre sui calanchi si possono scorgere i colori sgargianti di qualche gruccione che vola in questi cieli insieme al falco grillaio e ai nibbi bruni e reali. Lungo il percorso capita che le volpi all’improvviso attraversino la strada. Ma le terre attorno a Craco sono popolate anche da lupi, cinghiali, ricci, istrici e tassi. le greggi di capre, pecore e le vacche podoliche che pascolano serene, spesso scortate da aironi guardabuoi, sono all’origine dei genuini prodotti della zona. Consigliata anche una deviazione in auto tra le colline lucane, che continuano a perdita d’occhio, per visitare i paesi limitrofi a Craco, ricchi di storia e tradizioni. Come Stigliano, che dista 20 minuti e sfoggia lo splendido rione Chiazza, con una chiesa Madre dalla facciata barocca, ma è noto in tutta la regione per la sua squisita salsiccia. Qui la campagna è sterminata, silenziosa, profumata da rose selvatiche e gialle ginestre in fiore. E i campi mostrano ancora qualche tinta verde, prima che il colore oro dell’estate li invada del tutto e li renda aridi e fruscianti.

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cosa vedere a bassiano

Le meravigliose mura castellane, formano la caratteristica struttura a spirale del paese di Bassiano (LT), uno dei borghi medievali meglio conservati e tutelati d’Italia. Una serie di scalette crea un gioco tra i vicoli e passaggi nascosti che culminano verso la collina, su cui troneggiano la chiesa di S.Erasmo e la piazza della Torre Civica. Le 3 porte di accesso non rappresentano semplicemente un’apertura nelle mura ma un luogo di incontro fra 2 mondi: l’urbano e il rurale, l’interno e l’esterno. Entrando nel borgo attraverso l’arco della Porta Nuova e affacciandosi dalla terrazza del belvedere, ci si ritrova immersi in un mare di verde fatto di lecci, faggi e querce. Oltre alle caratteristiche “Case Torri”, intersecate da una serie di affascinanti vicoli, il paese è famoso per la casa natale del celebre Aldo Manuzio e per alcune chiese antiche di grande interesse, come la chiesa di S.Nicola e la chiesa di S.Erasmo, che custodiscono sculture d’età romanica, affreschi del’500 e preziosi dipinti su tavola d’epoca rinascimentale. A pochi chilometri dal centro storico si trova il famoso Santuario del SS. Crocifisso, incastonato in una vallata circondata dal verde dei Monti Lepini, un luogo in cui la devozione ancora si confonde col mistero, il Santuario del Crocifisso, una volta denominato Chiesa della Madonna della Palma, prende il nome dal celebre Crocifisso ligneo custodito al suo interno, scolpito da Fra’ Vincenzo Pietrosanti. Posto lungo il percorso della Via Francigena che lo vede meta ogni anno di molti pellegrini. Bassiano è circondato da un ambiente in contaminato che permette sia ai professionisti del trekking sia agli appassionati di poter affrontare delle stupende passeggiate naturalistiche sul Monte Semprevisa. Degne di nota e da visitare assolutamente, la biblioteca comunale e il Museo delle Scritture “Aldo Manunzio” il cui percorso presenta da un lato scenografie e dispositivi interattivi, dall’altro i “graffiti”, narrazioni per immagini prodotte da persone recluse in alcuni ambienti dell’edificio, in precedenza adibiti a carcere.

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Pistoia i suoi conventi, teatro e fortezza

Convento Del Tau

Corso Silvano Fedi, 28 – Pistoia

Il convento deve il proprio nome dalla croce che i religiosi portavano cucita sulla veste. L’edificio, dopo essere stato venduto a privati e destinato ad altri usi, che ne danneggiano irrimediabilmente le strutture, oggi è tornato, seppure parzialmente, all’antico splendore a seguito di recenti restauri. Attualmente ospita il Centro di Documentazione Marino.

Convento Di San Benedetto

Vicolo della Zecca, 41 – Pistoia

Il convento è composto dalla chiesa, ristrutturata nel 1630, da due chiostri e dai locali comuni. All’interno è custodita l’Annunciazione di Giovanni Bartolomeo Cristiani, il San Benedetto, il Redentore, la Vergine e San Bartolomeo di sucola fiorentina del XVI secolo, e una Santa Francesca Romana di Giacinto Gimignani. Il chiostro piccolo è decorato con le Storie dell’ordine dei Cavalieri di San Benedetto di Giovan Battista Vanni.

Teatro Manzoni

Corso Antonio Gramsci, 127 – Pistoia

L’origine del teatro è legata all’accademia dei risvegliati creata allo scopo di contribuire al risveglio culturale cittadino. Il teatro ha assunto la forma attuale fra il 1861 e il 1864 su progetto di Pietro Bernardini, arrivando ad  una capienza complessiva di 1200 spettatori. Nel 1998 è diventato sede del Centro Regionale Toscano per la Danza e del relativo progetto Toscanadanza.

Fortezza Santa Barbara

Piazza Della Resistenza – Pistoia

Realizzata nel 1539 per volere di Cosimo I de’Medici che ne affidò il progetto a Nanni Unghero; la fortezza sorse su un preesistente fortilizio medievale eretto dai fiorentini nel 1331con l’intento di porre fine sia alle velleità guerresche dei pistoiesi, che alle minacce esterne. Il nucleo centrale venne ampliato da Bernardo Buontalenti che la collegò con un nuovo baluardo alle mura cittadine. Attualmente nei mesi estivi vi vengono effettuate proiezioni cinematografiche.

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cosa vedere e fare a Bellagio

lago di como

Bellagio è la perla del lago di Como, posta sull’estremità del promontorio che divide in due rami il Lario, per la sua bella posizione, le ville e le piccole case addossate le une alle altre, la lussureggiante vegetazione e il clima mite è una meta turistica apprezzata fin dai tempi antichi. Estesa in parte sulla zona riveresca e in parte sulle pendici del promontorio, Bellagio è un luogo di soggiorno ideale sia per chi cerca il riposo e le passeggiate che per gli amanti della vita più movimentata, grazie alle numerose e diversificate strutture turistiche e sportive; durante la stagione estiva si possono praticare tutti gli sport su acqua, mentre d’inverno, sul monte San Primo, sono in funzione tre ski-lift. Di notevole interesse architettonico sono le chiese romaniche, le ville e i punti panoramici, tra i quali il parco di Villa Serbelloni e la vetta del monte San Primo da dove nelle giornate particolarmente terse, è possibile scorgere le alpi. Tra le ville più belle vi cito Villa Melzi, Villa Poldi Pezzoli, Villa Giulia e Villa Belmonte. nella parte più alta della città sorge la basilica di San Giacomo; tra le tante architetture religiose interessanti vi sono l’oratorio di San Giorgio e i resti della Chiesa di San Pietro Apostolo, incorporati nella Villa Serbelloni. Non potete poi non fare una visita alla salita Serbelloni, fiancheggiata da graziosi negozietti, ai portici, considerati i salotti della cittadina, al lungolago, il più bello del Lago di Como, a alla Punta spartivento, che vi regalerà una splendida vista sui 3 rami del lago e sulle Prealpi. Moltissime sono le escursioni e le gite che si possono compiere da Bellagio, a piedi, in auto o col battello. Una delle mete più note è il Parco del Monte San Primo, a cui si arriva in auto. Per tornare dal Parco del San Primo a Bellagio si può seguire un itinerario panoramico, passando dal Ghisallo e da Civenna, godendo così della vista delle Grigne, dal lago da Lecco a Varenna, dei monti dai Corni di Canzo al Legnone, della Val Bengaglia e della Valtellina. Ben organizzati sono i trasporti via acqua, con i battelli, per raggiungere i paesi sulle sponde opposte del lago.

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Cagli 10 cose da fare nell’appennino marchigiano

marche

È bello andare per antichi borghi di pace nei weekend e Cagli fa proprio al caso vostro! Cagli, nel cuore dell’appennino marchigiano, a mezz’ora d’auto da Urbino e da Gubbio. Ci si arriva passando dal teatro comunale, una sontuosa location del 1800 che sa farsi da set per shooting di moda e che nel corso dell’anno ospita la bella iniziativa “Asilo per lo spettacolo”. Ed ecco il motivo n°1 per trascorrere un weekend a Cagli: assistere a una rappresentazione che rende il pubblico locale partecipe per davvero. La programmazione spazia dalla tradizione della contemporaneità. Tenete d’occhio il cartellone della stagione 17/18 su http://www.teatrodicagli.it

Eccovi di seguito i 9 tesori di Cagli, eletto il borgo più glam!

I gioielli del passato

Dalla Chiesa di San Domenico, con splendidi affreschi di Giovanni Santi, al Torrione del 1400. All’interno di ciò che resta dell’antica fortezza, oggi ha trovato posto il centro di scultura contemporanea. Valgono il weekend a Cagli anche l’imponente Ponte Mallio di epoca romana e il Palazzo Pubblico del Duecento, la cui sala del camino lascia senza fiato.

Gli sport del vento, in tutte le stagioni

Circondata dai Monti Cantria, Nerone e Petrano, il borgo è una vera palestra naturale, in cui praticare trekking, arrampicata, sci di fondo, mountain biking. Soprattutto: Kite Landsurfing e Kite buggying. Se non temete il freddo, concedetevi qualche momento di nuoto libero nelle gole del fiume Burano, a nord.

Il vino very local

Benvenuti nel regno del Bianchello del Metauro DOC: colore giallo paglierino, odore che ricorda la frutta fresca, sapore secco e gradevole. Ottimo con i pesci più dolci, crudi o in delicate cotture marinare.

Il cibo a misura di foodporn 

Non mancano gioie come: i passatelli asciutti o in brodo, i vincigrassi, i maltagliati con la polenta. Poi, le carni degli animali allevati nelle valli marchigiane, il baccalà e il merluzzo dell’adriaticoContinue reading “Cagli 10 cose da fare nell’appennino marchigiano”

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Piacenza Rinascimentale

cittadella farnesiana

Per raccontare la  Piacenza Rinascimentale vi suggerisco di visitare i seguenti luoghi:

Basilica di S.Maria di Campagna 

Fu edificata secondo il progetto di Alessio Tramello su una chiesa preesistente. Inizialmente contraddistinta dall’imponente tributo centrale e dalla lanterna, presentava in origine una pianta a croce greca. Già nella seconda metà del Cinquecento venne aggiunto il coro per rispondere a nuove esigenze liturgiche. La struttura esterna, realizzata in cotto, presenta nitidi volumi dalle linee armoniose. L’interno, ricco di opere d’arte, è altresì impreziosito da un importante ciclo di affreschi di Giovanni Antonio Sacchi detto Il Pordenone. Alla sua morte l’opera venne ultimata da Bernardino Gatti detto il Sojaro. Gli affreschi rappresentano la nascita della Vergine, L’adorazione dei Magi, i pastori al presepio, fuga in Egitto e Storie di S. Caterina d’Alessandria nelle cappelle laterali, e un complesso programma iconografico raffigurante temi del Vecchio e Nuovo Testamento sulla cupola. Indirizzo: piazzale delle crociate, 5

Chiesa di S. Sepolcro

Fondata sulla via Francigena nel 938, fu riedificata su progetto di Alessio Tramello. L’edificio in cotto, di grandi dimensioni e senza decorazioni esterne, presenta linee severe e imponenti. L’interno semplice, suddiviso da pilastri alti e quadrati, presenta un fregio monocromo che si snoda lungo tutto il perimetro. La ricca decorazione quattrocentesca del chiostro, oggi non visitabile, è conservata presso i Musei Civici di palazzo Farnese. Indirizzo: via S.Nazzaro, 4

Palazzo Scotti da Fombio 

Il palazzo ha una facciata semplice e severa in cotto, scandita da comici marcapiano e da un portale in marmo, decorato con motivi classicheggianti e stemmi nobiliari degli Scotti e dei Sanvitale. All’interno si schiude un cortile porticato con colonne ed eleganti capitelli. Oggi è sede del Collegio Morigi. Indirizzo: via Taverna, 39

Chiesa S.Sisto

la chiesa attuale, progettata all’inizio del Cinquecento da Alessio Tramello, è stata edificata su un precedente complesso monastico alto medievale. La facciata è arricchita da decorazioni, semicolonne e statue di Santi e si affaccia su di un ampio chiostro triportico, dal quale è possibile veder anche il Chiostro dell’Abate. la pianta presenta uno schema a tre navate con transetto e cappelle laterali ed ha un’ampia cripta di impronta bramantesca. L’interno è ricco di opere d’arte: affreschi, dipinti, monumenti e sculture, tra cui spicca lo straordinario coro ligneo intarsiato, databile ai primi decenni del Cinquecento. Sopra al coro è oggi visibile una copia settecentesca  della Madonna Sistina di Raffaello. Indirizzo: via S.Sisto, 9

Palazzo Farnese 

Il palazzo, voluto da Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V e moglie del duca Ottavio Farnese, fu edificato su progetto di Jacopo Baroni detto il Vignola. Per costruirlo venne parzialmente abbattuta la preesistente Cittadella Viscontea costruita nel 1373. Rimasto incompiuto, e privo del teatro che era stato progettato ma mai realizzato, presenta un’architettura imponente  e severa all’esterno, a cui fanno da contrappunto il loggiato del cortile interno, gli affreschi e i preziosi stacchi degli appartamenti di rappresentanza. È strutturato su piani grandiosi e mezzi piani. Al piano nobile si trova la  scenografica cappella Ducale, adibita in origine a cerimonie di rappresentanza della famiglia, è ora trasformata in centro convegni. Il palazzo attualmente è la sede dei Musei Civici omonimi. Indirizzo: piazza cittadella, 29

Le Mura Farnesiane

La cinta bastionata, che fu iniziata nel 1525 e terminata nel 1547, cingeva completamente l’abitato cittadino. Le mura interrotte da  bastioni, porte e torri, sono da considerarsi dei veri e propri capolavori dell’architettura militare, alla cui progettazione avevano partecipato importanti architetti del Cinquecento. Oggi sono visitabili i tratti delle mura verso Nord e verso Sud.

Palazzo Landi

Straordinario esempio di residenza signorile del Rinascimento, il palazzo venne edificato alla fine del Quattrocento. La facciata, che risale al 1484, è decorata con un fregio in terracotta raffigurante sirene, armi e medaglioni in rilievo. Ricco ed elaborato è il portale di marmo opera di Giovan Pietro e Gabriele da Rho. Il cortile grande ospita un quadriportico con decorazioni in cotto che richiamano quelle della facciata. Attualmente è sede del Tribunale di Piacenza. Indirizzo: vicolo del consiglio, 12