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cosa vedere a Barletta (parte 2)

barletta

Vi inserisco la continuazione di cosa vedere a Barletta:

Il Colosso di Barletta “Eraclio”

IL Colosso di Barletta meglio noto come Eraclio è una colossale statua alta oltre 4,5 metri e potrebbe rappresentare l’imperatore Costantino. Secondo la tradizione, la statua giunge a Barletta con una nave veneziana che, di ritorno dal sacco di Costantinopoli, sorpresa da una tempesta, decide di abbandonare in mare il pesante carico. Una versione più recente invece racconta che il Colosso è stato rinvenuto a Ravenna durante gli scavi effettuati dall’imperatore Federico II e che egli stesso abbia deciso di trasportare in Puglia il prezioso ritrovamento.

Basilica del Santo Sepolcro

La Basilica del Santo Sepolcro è oggi una delle più importanti chiese della città, sorge sull’antico crocevia fra la via Adriatica e la via Traiana. L’attuale basilica è il risultato di numerose trasformazioni; costruita sui resti di una chiesa medievale, si presenta in prevalenza gotica con archi a sesto acuto sia sul fronte principale che sul fronte longitudinale. L’impianto è a 3 navate che si concludono su 3 absidi visibili da Corso V. Emanuele. La Basilica custodisce preziose icone e diversi affreschi medioevali.

Teatro Comunale Giuseppe Curci

La costruzione, intitolata al famoso compositore barlettano sorge sul sito di un antico convento. A seguito di alcuni lavori sono state apportate importanti modifiche che migliorarono la stabilità e l’acustica del teatro, nel contempo si prestò molta cura alla scelta degli arredi, dei materiali, al giusto equilibrio delle forme. Questa attenzione ha portato alla realizzazione di uno degli esempi più belli di neoclassico pugliese. Al teatro si accede attraverso un elegante portico, la platea è a ferro di cavallo con il loggione e 48 palchi disposti su 3 ordini e ornati in cartapesta: la sala è finemente decorata.

Palazzo Della Marra

Il Palazzo Della Marra è stato residenza di importanti famiglie aristocratiche quali gli Orsini, i Della Marra, I Fraggianni. Pregevole il portale d’ingresso, arricchito dalle raffigurazioni allegoriche della Vecchiaia e della Giovinezza e da un elegante balcone sorretto da 5 mensole decorate con grifi, cani e mostri. La loggia che si affaccia sul mare presenta ricche decorazioni con temi allegorici sulle stagioni della vita. Attualmente il primo piano del palazzo è destinato a mostre temporanee, mentre il secondo alla permanente Piancoteca De Nittis.

Chiesa della Madonna del Carmine 

La facciata esterna della chiesa è stata ricostruita dopo il 1731. All’interno, l’impianto è a navata unica con 2 cappelle laterali che accolgono dei loculi e un altare. La navata si conclude con il presbiterio che accoglie l’altare maggiore dell’800. Da ammirare il bel pavimento in maiolica decorato con motivi geometrici che ricopre l’intera chiesa e la splendida e rara quadreria di scuola napoletana del 600.

Porta Marina 

La splendida Porta Marina, situata nell’omonima piazza, l’unica sopravvissuta delle antiche porte di accesso del sistema difensivo cittadino. Questa era, in particolare, la via d’accesso per chi veniva dal porto dove si ispezionavano le merci che entravano e uscivano da Barletta, in sostanza fungeva da dogana per la città. Porta Marina si presenta con 2 diverse facce finemente decorate in stile tardo barocco e uno stemma della famiglia borbonica posto sul lato posteriore.

Località Canne della Battaglia

Questo sito è stato teatro dello scontro bellico più famoso dell’antichità, la battaglia tra i romani e i cartaginesi che si concluse con un massacro per l’esercito romano. Nella cittadella archeologica sono visibili: mura di fortificazione, il decumano con resti di colonne, cippi miliari, abitazioni, basi onorarie, resti di una basilica maggiore con cripta del X sec. e di una basilica minore con tombe paleocristiane. Il percorso nella cittadella include l’antiquarium che testimonia la lunga continuità di vita dalla Preistoria al Medioevo.

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cosa vedere ad Acquaviva Picena

acquaviva picena

Acquaviva Picena è un luogo ricco di cultura e tradizioni, perfetto per chi ama immergersi nell’arte e nella storia. Agli occhi di ogni turista si impongono: il borgo medioevale cinto da mura e bastioni e la fortezza. Una passeggiata per tutti i vicoli del centro storico vi consentirà di ammirare la trecentesca Torre Civica, il Trabucco, chiese pregevoli per architettura e storia, e di scoprire incantevoli scorci panoramici. Se invece vi piace immergervi nella bella campagna circostante potrete apprezzare la chiesa e il chiostro di San Francesco, le rustiche cappelle che sorvegliano i crocevia, nonché visitare le cantine di lunga tradizione vitivinicola che producono vini squisiti e raffinati. Nelle tipiche locande e nei caratteristici ristoranti del centro storico oppure negli accoglienti agriturismi conoscerete i gustosi piatti tipici del luogo, contraddistinti da genuinità e sapori autentici di altri tempi.

Museo Archeologico “La Fortezza Nel Tempo” Fortezza Medioevale

L’esposizione museale della Fortezza di Acquaviva Picena si snoda all’interno della torre maggiore, il Mastio, e propone un interessante viaggio attraverso le principali e documentate fasi storiche del monumento e del territorio. Una suggestiva presentazione multimediale consente di osservare i reperti esposti al momento del loro rinvenimento, visitare virtualmente gli scavi che hanno consentito di svelare e ricostruire le più antiche fasi edilizie della Fortezza e di ammirare le ricostruzioni.

Il Mercatino dell’artigianato e delle tipicità locali

tutti i mercoledì di luglio e agosto.

Sponsalia

Rievocazione storica del matrimonio realmente celebrato nell’anno domini 1234 tra foresteria, figlia dei Duchi di Acquaviva, e Rinaldo di Brunforte di Sarnano. Nella prima settimana di agosto Acquaviva torna ai fasti medioevali: armigeri, sbandieratori, dame e popolani animano le strade del paese, così come i giochi rionali infuriano gli animi paesani. Il banchetto nuziale, allietato da danze e musiche d’epoca, propone vivande tipiche del 1200 con servizio in costume d’epoca tra giochi e saltimbanchi e mangiafuoco.

L’artigianato

Caratteristica acquaviviana è la produzione artigianale di cesti intrecciati di paglia e salice: “Le Pajarole”. Si tratta di un lavoro minuzioso e paziente realizzato unicamente dalle donne del paese ed esclusivamente a mano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ancora oggi non è raro vedere, soprattutto d’estate, le anziane donne del paese sull’uscio di casa, intrecciare la paglia con formidabile maestria servendosi semplicemente di un punteruolo.

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cosa fare a Petralia Sottana

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Petralia Sottana si trova nel Parco delle Madonie a 1.000 metri s.l.m. questo paese offre ai suoi visitatori tante opportunità di scelta per le vacanze. Il clima mediterraneo di alta quota, i lussureggianti boschi, i monti e le profonde vallate del massiccio delle Madonie, le tante cose storico-artistiche, le radicate tradizioni popolari, fanno si che ogni giorno passato a Petralia si trasformi in occasione di svago e di crescita culturale. La cittadina, ha un centro storico ben conservato e accogliente, dalla conformazione urbanistica medioevale. la sua particolare struttura urbana si sviluppa intorno al nucleo del primitivo castello e della Chiesa Madre, rendendola caratteristica nella sua forma Presepistica. Tanti sono i beni culturali e le curiosità da scoprire nel centro storico. Di particolare interesse è il Percorso Geologico urbano, dove geologia, storia e arte si incontrano. Segnato con borchie d’ottone, si possono rinvenire fossili del miocene e altre curiosità geologiche. Numerose sono le fontane, fontanelle, cannoli, bevai a testimoniare la ricchezza d’acqua del territorio.

Itinerari

Il territorio di Petralia Sottana offre tanti itinerari naturalistici. Tra i quali: il Sentiero Geologico “Le Pietre e l’Acqua” nel quale è possibile ammirare l’antico ponte romano di San Brancato, la sorgente d’acqua di Catarratti, la centrale idroelettrica e il geosito Sant’Otiero; il Sentiero della Pace, antico sentiero dei pellegrini che conduce al Santuario di Maria SS. dell’Alto in cima al Monte Alto; il Percorso degli Alberi Monumentali con ben 16 specie arboree censite come monumenti della natura della Regione Sicilia per un totale di 21 esemplari; il Sentiero geo-archeologico di San Miceli. Il territorio di Petralia Sottana presenta un’ampia area naturale protetta all’interno della quale si trovano siti geologici significativi per qualità scientifica, rarità, attrattiva e valore educativo. Numerosi gli itinerari artistico-culturali, tra cui l’itinerario Gaginiano e l’itinerario dello Zoppo di Gangi. Tra i capolavori scultorei della bottega dei Gagini e dei loro seguaci, ricordiamo la natività in marmo che si trova all’interno della Chiesa Madre e i marmi della Chiesa di Santa Maria alla Fontana. Lo Zoppo di Gangi, ha lasciato a Petralia Sottana tante delle sue più grandi opere, tra le quali: la tela di San Francesco che riceve le stimmate esposte nella Chiesa di San Francesco; il Trionfo dell’Eucarestia, San Mauro, San Onofrio e le Cinque Piaghe di Cristo ammirabili nella Matrice.

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cosa vedere a staffolo (parte 3)

staffolo

Questa è l’ultima parte della guida di cosa vedere a Staffolo.

Collegiata di San Francesco e Organo del Callido

Un’altra perla del centro storico di Staffolo è la Collegiata di San Francesco. Essa apparteneva ad un convento di monaci francescani costruito dopo la morte di San Francesco d’Assisi. Il campanile, ricostruito successivamente, si trova dietro la chiesa e ha una particolare forma ottagonale. Entrata all’interno e aguzzate la vista: sul primo altare a sinistra si trova un’importante tela di Filippo Bellini raffigurante la Madonna col bambino. In un quadro anonimo (terzo altare sinistra) c’è la raffigurazione di Staffolo così com’era nel secolo XVII. Nella cornice grande e dorata si trova il quadro di San Francesco. Sopra la porta d’ingresso ammirate l’imponente  organo di Gaetano Callido risalente al 1769, formato da 27 canne di stagno.

Banchetti

È un viale alberato e un balcone naturale da cui ammirare un bellissimo panorama di dolci colline che arrivano fino al mare. Nelle giornate limpidissime chi ha una buona vista riesce a vedere anche il profilo della costa dalmata. I “banchetti” prendono il nome dalle prime panchine in cemento che furono messe lungo il viale nel lontano 1912 e che oggi si trovano nei giardini pubblici.

Parco Europa

Sono i giardini pubblici del paese che ospitano un bel parco giochi e la cosiddetta “piattaforma” con un bar aperto in estate dove ascoltare musica, bere qualcosa e incontrarsi con gli amici. In passato nel piazzale parcheggio ogni anno si sistemava il tendone del circo e nei giardini i carrozzoni con gli animali: cammelli, leoni e persino elefanti! Uno scimpanzé una volta fuggì dalla gabbia e ci fu un divertente inseguimento per riprenderlo.

 

 

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cosa vedere a Staffolo (parte 2)

staffolo

Qui di seguito trovate altre cose da vedere a Staffolo (Ancona).

Torrione

Facendo il “giro delle mura” arriverete al bellissimo Torrione, detto dell’Albornoz. Se vi trovate nella piazzetta dell’ospedale vi suggerisco una scorciatoia per raggiungerlo: proseguite percorrendo il vicolo; sulla destra una scala vi condurrà all’esterno delle mura. Una curiosità: anticamente il torrione era più alto perché in cima c’era edificata una torre colombaia per allevare i piccioni.

Porta San Martino

In fondo a Via XX Settembre troverete l’altra porta di accesso a Staffolo, dedicata a San Martino. La porta è stata rifatta nel 1862 ma all’interno dell’arco è stata messa una ceramica con il disegno della Torre Portaia così com’era prima del suo rifacimento.

Palazzo Comunale e Palazzo delle Magistrature

Sulla sommità del borgo antico si trova il Palazzo del Comune, con il suo bel portale di travertino e il Palazzo “delle logge”, così chiamato per il suo delizioso loggiato a 4 arcate. Oggi è sede di abitazioni e negozi ma in passato era l’antica residenza delle Magistrature, trasformato successivamente nel Teatro dell’Armonia, interamente in legno. Attualmente il Teatro (sala Teatro Cotini) si trova vicino alla Chiesa di San Francesco.

Casa Manuzio

La presenza del celeberrimo Aldo Manuzio, ritenuto tra i maggiori editori d’ogni tempo, è storicamente attestata a Staffolo nel 1574. Nei pressi della sede comunale esiste ancora oggi la casa Manuzio con lo stemma della famiglia. Sul lato destro del portone del Palazzo Comunale c’è inoltre una lapide che ricorda le celebrazioni manuziane avvenute nel 1963.

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Craco il paese fantasma

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Craco è un piccolo paese situato tra le campagne che precedono l’Appennino Lucano, a meno di un’ora da Matera, immersi in un paesaggio da film wester. Un paese dall’aspetto magico  e incantato, quasi spettrale. Abbandonato dai suoi abitanti dopo una serie di frane e per questo chiamato paese fantasma, spicca su un’altura di 391 metri e domina la vallata del fiume Cavone. Da vicino appare come un groviglio di cunicoli, scalinate, torri e case arroccate, a picco su un precipizio. Il suo fascino struggente ha  conquistato il mondo del cinema. Qui sono state girate pellicole come Cristo si è fermato a Eboli, La Passione di Cristo e Basilicata coast to coast. L’itinerario alla scoperta di Craco Vecchia, il borgo antico, inizia dalla mediateca di via Sant’Angelo. Qui si acquista il biglietto da visita del Parco Museale Scenografico di Craco, nato nel 2013, che comprende il centro storico, l’ex monastero di San Pietro, un atelier dedicato all’arte e al cinema con laboratori, l’ostello per i giovani e per le degustazioni durante le feste in paese, quando è anche possibile visitare il borgo illuminato di sera. Dalla mediateca una guida accompagna i visitatori lungo un percorso transennato, raccontando le vicende di questo luogo sempre più frequentato dai turisti. Basti dire che i primi mesi del 2009, coinvolgevano circa 300 persone all’anno; nel 2017 sono state più di 17 mila. Durante il tour si scopre che i primi insediamenti umani in quest’area risalgono all’età del Ferro.

Una Visita in salita fino al torrione normanno

Craco è stata edificata per metà su un terreno roccioso, ancora oggi sicuro e visitabile, dove si trova gran parte del centro storico, e per l’altra metà su un terreno argilloso che ha iniziato lentamente a sgretolarsi a partire dalla metà dell’Ottocento. Percorrendo scalinate e stradine in salita, tra strette curve e case abbandonate al cui interno si scorgono vecchi utensili e sedie rotte, si arriva in Largo Macchiavelli, nel rione chiamato “Castello” dai crachesi. Poi si prosegue verso la chiesa Madre dedicata a San Nicola vescovo, patrono di Craco. Questa chiesa, riedificata nel XIV secolo, è dotata di una cupola di maiolica e conserva la campana originale. Si accede solo per pochi metri, per ammirare le sue 3 navate. L’interno è spoglio. Nel tour si ammirano anche palazzo Grossi, dotato di un portale architravato  e volte a vela, e palazzo Carbone. Proseguendo verso Palazzo Maronna si arriva al fulcro della visita: il torrione quadrato normanno. Risale al 1040, domina il borgo e fu a lungo un caposaldo strategico. Dalle finestre delle due casupole militari accanto al torrione si ammirano a 360 gradi tutta la vallata e i suoi 15 comuni. Il paesaggio è letteralmente diviso tra mari e monti. Da un lato si scorge la costa ionica, dall’altro le cime ondulate e biancastre del tumultuoso susseguirsi dei calanchi. Questi solchi lunghi e profondi, scavati nel terreno argilloso dall’azione erosiva delle acque, da qui in alto appaiono come un sistema montuoso in miniatura, perfettamente incorniciato dalle antiche finestre.

Tra i Calanchi di Argilla e il bacino del Fiume Cavone

Dopo una visita al borgo di Craco ci si può dirigere verso il fiume Cavone, meraviglioso habitat di tanti uccelli migratori: qui vivono aironi bianchi e cenerini e le bellissime ghiandaie marine, mentre sui calanchi si possono scorgere i colori sgargianti di qualche gruccione che vola in questi cieli insieme al falco grillaio e ai nibbi bruni e reali. Lungo il percorso capita che le volpi all’improvviso attraversino la strada. Ma le terre attorno a Craco sono popolate anche da lupi, cinghiali, ricci, istrici e tassi. le greggi di capre, pecore e le vacche podoliche che pascolano serene, spesso scortate da aironi guardabuoi, sono all’origine dei genuini prodotti della zona. Consigliata anche una deviazione in auto tra le colline lucane, che continuano a perdita d’occhio, per visitare i paesi limitrofi a Craco, ricchi di storia e tradizioni. Come Stigliano, che dista 20 minuti e sfoggia lo splendido rione Chiazza, con una chiesa Madre dalla facciata barocca, ma è noto in tutta la regione per la sua squisita salsiccia. Qui la campagna è sterminata, silenziosa, profumata da rose selvatiche e gialle ginestre in fiore. E i campi mostrano ancora qualche tinta verde, prima che il colore oro dell’estate li invada del tutto e li renda aridi e fruscianti.

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cosa vedere a bassiano

Le meravigliose mura castellane, formano la caratteristica struttura a spirale del paese di Bassiano (LT), uno dei borghi medievali meglio conservati e tutelati d’Italia. Una serie di scalette crea un gioco tra i vicoli e passaggi nascosti che culminano verso la collina, su cui troneggiano la chiesa di S.Erasmo e la piazza della Torre Civica. Le 3 porte di accesso non rappresentano semplicemente un’apertura nelle mura ma un luogo di incontro fra 2 mondi: l’urbano e il rurale, l’interno e l’esterno. Entrando nel borgo attraverso l’arco della Porta Nuova e affacciandosi dalla terrazza del belvedere, ci si ritrova immersi in un mare di verde fatto di lecci, faggi e querce. Oltre alle caratteristiche “Case Torri”, intersecate da una serie di affascinanti vicoli, il paese è famoso per la casa natale del celebre Aldo Manuzio e per alcune chiese antiche di grande interesse, come la chiesa di S.Nicola e la chiesa di S.Erasmo, che custodiscono sculture d’età romanica, affreschi del’500 e preziosi dipinti su tavola d’epoca rinascimentale. A pochi chilometri dal centro storico si trova il famoso Santuario del SS. Crocifisso, incastonato in una vallata circondata dal verde dei Monti Lepini, un luogo in cui la devozione ancora si confonde col mistero, il Santuario del Crocifisso, una volta denominato Chiesa della Madonna della Palma, prende il nome dal celebre Crocifisso ligneo custodito al suo interno, scolpito da Fra’ Vincenzo Pietrosanti. Posto lungo il percorso della Via Francigena che lo vede meta ogni anno di molti pellegrini. Bassiano è circondato da un ambiente in contaminato che permette sia ai professionisti del trekking sia agli appassionati di poter affrontare delle stupende passeggiate naturalistiche sul Monte Semprevisa. Degne di nota e da visitare assolutamente, la biblioteca comunale e il Museo delle Scritture “Aldo Manunzio” il cui percorso presenta da un lato scenografie e dispositivi interattivi, dall’altro i “graffiti”, narrazioni per immagini prodotte da persone recluse in alcuni ambienti dell’edificio, in precedenza adibiti a carcere.

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Pistoia i suoi conventi, teatro e fortezza

Convento Del Tau

Corso Silvano Fedi, 28 – Pistoia

Il convento deve il proprio nome dalla croce che i religiosi portavano cucita sulla veste. L’edificio, dopo essere stato venduto a privati e destinato ad altri usi, che ne danneggiano irrimediabilmente le strutture, oggi è tornato, seppure parzialmente, all’antico splendore a seguito di recenti restauri. Attualmente ospita il Centro di Documentazione Marino.

Convento Di San Benedetto

Vicolo della Zecca, 41 – Pistoia

Il convento è composto dalla chiesa, ristrutturata nel 1630, da due chiostri e dai locali comuni. All’interno è custodita l’Annunciazione di Giovanni Bartolomeo Cristiani, il San Benedetto, il Redentore, la Vergine e San Bartolomeo di sucola fiorentina del XVI secolo, e una Santa Francesca Romana di Giacinto Gimignani. Il chiostro piccolo è decorato con le Storie dell’ordine dei Cavalieri di San Benedetto di Giovan Battista Vanni.

Teatro Manzoni

Corso Antonio Gramsci, 127 – Pistoia

L’origine del teatro è legata all’accademia dei risvegliati creata allo scopo di contribuire al risveglio culturale cittadino. Il teatro ha assunto la forma attuale fra il 1861 e il 1864 su progetto di Pietro Bernardini, arrivando ad  una capienza complessiva di 1200 spettatori. Nel 1998 è diventato sede del Centro Regionale Toscano per la Danza e del relativo progetto Toscanadanza.

Fortezza Santa Barbara

Piazza Della Resistenza – Pistoia

Realizzata nel 1539 per volere di Cosimo I de’Medici che ne affidò il progetto a Nanni Unghero; la fortezza sorse su un preesistente fortilizio medievale eretto dai fiorentini nel 1331con l’intento di porre fine sia alle velleità guerresche dei pistoiesi, che alle minacce esterne. Il nucleo centrale venne ampliato da Bernardo Buontalenti che la collegò con un nuovo baluardo alle mura cittadine. Attualmente nei mesi estivi vi vengono effettuate proiezioni cinematografiche.

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cosa vedere e fare a Bellagio

lago di como

Bellagio è la perla del lago di Como, posta sull’estremità del promontorio che divide in due rami il Lario, per la sua bella posizione, le ville e le piccole case addossate le une alle altre, la lussureggiante vegetazione e il clima mite è una meta turistica apprezzata fin dai tempi antichi. Estesa in parte sulla zona riveresca e in parte sulle pendici del promontorio, Bellagio è un luogo di soggiorno ideale sia per chi cerca il riposo e le passeggiate che per gli amanti della vita più movimentata, grazie alle numerose e diversificate strutture turistiche e sportive; durante la stagione estiva si possono praticare tutti gli sport su acqua, mentre d’inverno, sul monte San Primo, sono in funzione tre ski-lift. Di notevole interesse architettonico sono le chiese romaniche, le ville e i punti panoramici, tra i quali il parco di Villa Serbelloni e la vetta del monte San Primo da dove nelle giornate particolarmente terse, è possibile scorgere le alpi. Tra le ville più belle vi cito Villa Melzi, Villa Poldi Pezzoli, Villa Giulia e Villa Belmonte. nella parte più alta della città sorge la basilica di San Giacomo; tra le tante architetture religiose interessanti vi sono l’oratorio di San Giorgio e i resti della Chiesa di San Pietro Apostolo, incorporati nella Villa Serbelloni. Non potete poi non fare una visita alla salita Serbelloni, fiancheggiata da graziosi negozietti, ai portici, considerati i salotti della cittadina, al lungolago, il più bello del Lago di Como, a alla Punta spartivento, che vi regalerà una splendida vista sui 3 rami del lago e sulle Prealpi. Moltissime sono le escursioni e le gite che si possono compiere da Bellagio, a piedi, in auto o col battello. Una delle mete più note è il Parco del Monte San Primo, a cui si arriva in auto. Per tornare dal Parco del San Primo a Bellagio si può seguire un itinerario panoramico, passando dal Ghisallo e da Civenna, godendo così della vista delle Grigne, dal lago da Lecco a Varenna, dei monti dai Corni di Canzo al Legnone, della Val Bengaglia e della Valtellina. Ben organizzati sono i trasporti via acqua, con i battelli, per raggiungere i paesi sulle sponde opposte del lago.

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Cagli 10 cose da fare nell’appennino marchigiano

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È bello andare per antichi borghi di pace nei weekend e Cagli fa proprio al caso vostro! Cagli, nel cuore dell’appennino marchigiano, a mezz’ora d’auto da Urbino e da Gubbio. Ci si arriva passando dal teatro comunale, una sontuosa location del 1800 che sa farsi da set per shooting di moda e che nel corso dell’anno ospita la bella iniziativa “Asilo per lo spettacolo”. Ed ecco il motivo n°1 per trascorrere un weekend a Cagli: assistere a una rappresentazione che rende il pubblico locale partecipe per davvero. La programmazione spazia dalla tradizione della contemporaneità. Tenete d’occhio il cartellone della stagione 17/18 su http://www.teatrodicagli.it

Eccovi di seguito i 9 tesori di Cagli, eletto il borgo più glam!

I gioielli del passato

Dalla Chiesa di San Domenico, con splendidi affreschi di Giovanni Santi, al Torrione del 1400. All’interno di ciò che resta dell’antica fortezza, oggi ha trovato posto il centro di scultura contemporanea. Valgono il weekend a Cagli anche l’imponente Ponte Mallio di epoca romana e il Palazzo Pubblico del Duecento, la cui sala del camino lascia senza fiato.

Gli sport del vento, in tutte le stagioni

Circondata dai Monti Cantria, Nerone e Petrano, il borgo è una vera palestra naturale, in cui praticare trekking, arrampicata, sci di fondo, mountain biking. Soprattutto: Kite Landsurfing e Kite buggying. Se non temete il freddo, concedetevi qualche momento di nuoto libero nelle gole del fiume Burano, a nord.

Il vino very local

Benvenuti nel regno del Bianchello del Metauro DOC: colore giallo paglierino, odore che ricorda la frutta fresca, sapore secco e gradevole. Ottimo con i pesci più dolci, crudi o in delicate cotture marinare.

Il cibo a misura di foodporn 

Non mancano gioie come: i passatelli asciutti o in brodo, i vincigrassi, i maltagliati con la polenta. Poi, le carni degli animali allevati nelle valli marchigiane, il baccalà e il merluzzo dell’adriaticoContinue reading “Cagli 10 cose da fare nell’appennino marchigiano”