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cosa vedere a Irsina

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Irsina sorge du un’altura panoramica a 550 m. s.l.m., tra le valli del Bradano e del Basentello. I vicoli del centro storico raccontano l’origine della città, una tra le più antiche della Basilicata. I palazzi donano all’antico borgo un aspetto aristocratico di grande suggestione, mentre le chiesette disseminate in tutto il centro storico sono testimonianza della forte presenza ecclesiastica.

LA CRIPTA DEGLI AFFRESCHI “GIOTTESCHI”

La chiesa dell’ex convento di San Francesco è un impianto architettonico molto importante del centro storico di Irsina. Composto di una sola navata centrale e cappelle laterali. negli affreschi della cappella ipogea di San Francesco, ricavata all’interno di una torre quadrangolare del castello normanno è chiaro il richiamo della pittura di Giotto non solo nelle architetture ma anche nella spiritualità dei personaggi. La Cripta, dalla raffigurazione del Creatore alla Crocifissione, dall’Ultima Cena alla Presentazione al Tempio e denota influssi di tutte le correnti pittoriche nazionali e internazionali che interessarono Napoli.

MUSEO JANORA

La preziosissima collezione del Museo Civico Janora, è conservata nei locali dell’ex convento di San Francesco. Gli oggetti dell raccolta appartengono a varie epoche e rappresentano una testimonianza antropologica e culturale, strumento di ricerca sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita della città e del territorio circostante.

LA CATTEDRALE E LA STATUA DEL MANTEGNA

La maestosa Concattedrale di S.Maria Assunta è un’opera architettonica di valore aggiunto. Il campanile conserva le forme romaniche nella parte inferiore e gotiche nella parte superiore, in particolare nelle bifore. La facciata, in barocco napoletano, presenta pregevoli decorazioni nel portale e richiama la struttura interna a 3 navate. Altre peculiarità è la parte posteriore; essa si erge direttamente dalla roccia, si unisce alla cinta muraria della città formando una vera e propria fortezza all’aspetto. Un elemento originario dell’antica costruzione è la suggestiva cripta, con pianta a croce greca. L’interno della Cattedrale è un vero e proprio scrigno di tesori d’arte. Vi si conservano le numerose opere venete della preziosa collezione De Mabilia, ma il fiore all’occhiello è di certo la splendida statua di S.Eufemia di Andrea Mantegna. La fierezza e la dolcezza dello sguardo della Santa danno la sensazione che la pietra di Nanto, con la quale è stata realizzata, si muova e prende vita.

PERCORSO DELLE FONTANE : I “BOTTINI”

Il “percorso delle fontane” è uno dei più suggestivi delle campagne Irsinesi. In c. da Fontana, appena fuori dal centro abitato i “Bottini”, cunicoli sotterranei ad altezza d’uomo che seguono l’andamento della falda acquifera. Questo percorso costituisce lo spesso strato di sedimenti alluvionali e i sovrastanti strati argillosi impermeabili hanno creato una situazione geomorfica tale da consentire l’accumulo di grandi quantità di acqua che alimentano sorgenti esterne al centro abitato. L’acqua captata dal sottosuolo, grazie al particolare terreno, si deposita in vasche di decantazione, e dopo essere stata purificata viene incanalata fino alla monumentale fontana esterna del 1700, dalla quale sgorga fresca e pura dalle 12 bocche.

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cosa vedere a Matera (parte 4)

I PALAZZI

Gli antichi palazzi sul piano testimoniano la storia, lo stile e il ruolo delle famiglie più note della Città dei Sassi.

LE PIAZZE

Tra le principali piazze presenti a Matera troviamo: Piazza Vittorio Veneto, che offre il primo suggestivo skyline del centro storico con un belvedere emozionante sul Sasso Barisano e l’accesso agli Ipogei e alla Matera sotterranea; Piazza del Sedile, su cui si affaccia l’omonimo palazzo che ospita il Conservatorio Statale di Musica; Piazzetta Pascoli, dedicata al celebre poeta, da cui si può ammirare uno degli scorci più suggestivi della Città, la Civita con la Cattedrale di Matera e il Sasso Caveoso. In piazza è presente anche la “Goccia” dello scultore giapponese Kengiro Azuma, un’opera bronzea di oltre 3 metri assurta a simbolo dell’elemento connotativo della storia millenaria di Matera:l’acqua.

CASTELLO TRAMONTANO

Si trova su una collinetta che sovrasta il centro della città, non è mai stato completato proprio a causa dell’uccisione del conte. Il maniero edificato in stile aragonese, presenta un imponente maschio centrale e due torri laterali smerlate con feritoie. Il suggestivo castello “incompiuto” e il parco che lo circonda ospitano importanti eventi culturali e musicali.

 

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cosa vedere a Matera (parte 4)

Matera e i suoi musei.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DOMENICO RIDOLA

Nella sezione preistorica sono esposti significativi reperti provenienti dai villaggi neolitici della Murgia che testimoniano, l’introduzione dell’agricoltura e lo strutturarsi di insediamenti stabili. Pregevoli corredi funerari e oggetti votivi narrano la vicenda umana sviluppatasi nelle epoche successive nei santuari e nei centri abitati indigeni, poi ellenizzati, dislocati sulle alture dominanti le  vallate fluviali, tra cui Timmari e Montescaglioso. Una collezione di eccezionali vasi protolucani e apuli a figure rosse attribuiti ai maggiori pittori dell’epoca, testimonia l’evoluzione della ceramografia magnogreca. La sala dedicata al fondatore, con l’arredo dei primi del Novecento, conserva documenti delle attività di medico, parlamentare e archeologo di Domenico Ridola: collezioni di fossili, minerali, oggetti etnografici, ceramiche, che illustrano i suoi molteplici interessi scientifici.

MUSEO NAZIONALE D’ARTE MEDIEVALE E MODERNA DELLA BASILICATA

Il Museo è allestito in Palazzo Lanfranchi , edificio monumentale, massima espressione dell’architettura del 600 a Matera e punto di partenza dello sviluppo urbanistico baroccodella città. Il percorso espositivo del museo è strutturato in 3 sezioni: Arte Sacra, Collezione d’Errico, Arte Contemporanea e la Sezione Etnoantropologica. Arte sacra: è esposto un nucleo di opere d’arte provenienti da chiese del territorio lucano, la maggior parte delle quali non ha più la collocazione originaria. Collezione Camillo d’Errico di Palazzo San Gervasio: comprende una selezione di tele di scuola napoletana del 6 e 700, importante testimonianza di collezionismo privato in Basilicata. Arte Contemporanea: espone alcuni dipinti dei maggiori pittori italiani.

MUSEO DELLA SCULTURA CONTEMPORANEA MUSMA

Si trova nel cuore dei Sassi. È il più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Ospita una collezione permanente di oltre 4000 opere e una biblioteca di circa 5000 volumi. Un luogo magico che consente ai visitatori di sperimentare la straordinaria integrazione tra gli ambienti secolari “cavati” dall’uomo e la scultura contemporanea.

CASA ORTEGA

Antico fortilizio longobardo, Casa Ortega ospita vari bassorilievi policromi, realizzati con i materiali e con la tradizionale tecnica della lavorazione della cartapesta.

CASA NOHA

L’antica dimora, ospita il raccolto emozionante della storia di Matera. Al suo interno, infatti, è possibile intraprendere un suggestivo percorso multimediale che va dalla preistoria ai giorni nostri.

CASA CAVA

È un centro culturale che trova posto nel cuore dei Sassi e che ospita molteplici attività. La visita guidata all’auditorium ipogeo Casa Cava è un’esperienza che narra con nuovi linguaggi il patrimonio culturale di Matera e della Basilicata. L’intervento architettonico e il progetto sono stati oggetto di premi internazionali.

MATERA OLIVE OIL MUSEUM – MOOM

È stato realizzato in un antico frantoio rupestre. Il frantoio è composto da diversi, ambienti, ognuno destinato a una fase particolare del processo di lavorazione dell’olio.

 

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cosa vedere a matera (parte 3°)

Ulteriori chiese da vedere a Matera.

CHIESA DEL PURGATORIO

Spicca per la sua particolare forma architettonica. I temi della morte e della vita eterna sono richiamati nel portale e nella facciata di forma convessa. L’interno è a croce greca, definita da 4 coppie di colonne che sorreggono una cupola lignea decorata con le immagini dei 4 evangelisti e dei Padri della Chiesa. Di particolare valore la cantorìa con l’organo settecentesco ed il pulpito ligneo.

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

È uno dei migliori esempi di architettura in stile romanico pugliese presenti a Matera. L’attuale struttura interna, tipicamente medievale, si deve alla rimozione della copertura settecentesca. Fin dal medioevo la chiesa era nota per la sua eleganza strutturale e per la raffinata decorazione. Caratteristiche ancora evidenti nel portale finemente intagliato con volute vegetali e testine scolpite, sormontato da una nicchia che ospita la statua in pietra policroma di San Giovanni Battista.

CHIESA DI SAN DOMENICO

Con l’annesso Convento dei Padri Predicatori, si trova in Piazza Vittorio Veneto, al centro della città, ed è un altro pregevole esempio di stile romanico pugliese. Splendide le decorazioni con arcate cieche e lesene, incluse quelle che sovrastano il portale contrassegnato dall’imponente rosone duecentesco che raffigura la ruota della fortuna dominata dall’Arcangelo Michele. L’interno della chiesa a croce latina e a tre navate presenta numerose opere di pregio, fra cui la Cappella della Famiglia Persio.

CHIESA DI MATER DOMINI

Adiacente ad uno dei punti panoramici più noti della città dei Sassi, nella centralissima piazza Vittorio Veneto, la seicentesca Chiesa di Mater Domini ha sulla facciata sia lo stemma dell’Ordine che quello della famiglia Zurla; nell’interno a navata unica si può ammirare l’altare maggiore dedicato all’Annunziata, opera della bottega di Altobello Persio.

CHIESA DI SANTA CHIARA

La chiesa si distingue per le sue raffinate decorazioni a carattere geometrico e fitomorfo. La nicchia che sovrasta il portale custodisce una statua della Madonna del Carmine, quelle laterali conservano una statua di Santa Chiara, a destra, e una statua di  San Francesco, a sinistra, mentre la nicchia posta al di sopra del finestrone circolare contiene una una rappresentazione del Dio Benedicente. A navata unica con copertura a botte, l’interno della Chiesa di Santa Chiara offre diversi elementi di rilevante valore artistico.

CHIESA DI SANTA LUCIA

Oggi il monumento si distingue per l’imponente scalinata d’accesso recentemente restaurata. La facciata esterna è abbellita da vari elementi decorativi, ripresi anche nel campanile, mentre sul portale trova posto una nicchia contenente la statua di San Benedetto. L’interno a navata unica è abbellito da altari e opere d’arte.

CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

L’esterno si caratterizza per la presenza di un campanile a vela a due fornici, lesene ornamentali, una nicchia con una statua raffigurante San Francesco. L’interno a croce latina presenta un altare maggiore e altri 4 altari minori nelle rispettive cappelle laterali.

CHIESA E CONVENTO DI SANT’AGOSTINO

L’imponente complesso monastico di Sant’agostino è un’emergenza architettonica situata in posizione dominante all’estremità settentrionale del quartiere Sassi. Al di sotto della struttura attuale, trova posto il nucleo originario dell’insediamento agostiniano che presenta una serie di locali ipogei dove si svolgeva la vita conventuale. Il complesso ospita gli uffici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e il Polo Museale della Basilicata.

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borghi da vedere in Basilicata

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Vi illustro i meravigliosi borghi da vedere in Basilicata.

VALSINNI

Piccolo borgo, al confine tra Basilicata e Calabria. Il monumento più importante è il castello dei Morra, ai cui piedi si snodano i vicoli del borgo medievale, collegati tra loro dai caratteristici “gafii”, passaggi coperti a volta. Molto interessante è anceh la chiesa madre, finemente affrescata. È sede del Parco Letterario Isabella Morra, poetessa.

GERACE

Il modo migliore per visitare questo borgo è passeggiare a piedi nei diversi nuclei in cui è diviso (Borgo Maggiore, Piana, Borghetto e centro storico), attraversando le caratteristiche e strette vie, tra le quali poter ammirare una trentina di chiese.

DA NON PERDERE

Tra le tante chiese, spiccano la cattedrale, la chiesa convento di San Francesco d’Assisi dalle purissime linee gotiche, la chiesa greco-ortodossa di San Giovannello, o la chiesa di Santa Maria del Mastro.

 

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Il cammino materano

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Il Cammino Materano è una rete di itinerari che, ricalcano sentieri storici e tratturi antichi, raggiungono Matera attraverso parte della Puglia e della Basilicata. 4 percorsi che prendono il nome della storia (via Peuceta, Via Sveva, Via Ellenica, Via Dauna) e partono rispettivamente da Bari, Trani, Brindisi e Lucera. La Via Peuceta, che unisce la Basilicata di San Nicola a Bari ai Sassi di Matera in sette tappe e circa 160 km, è al momento l’unica completamente tracciata, georeferenziata e con le strutture di accoglienza individuate. Si può tranquillamente percorrere in autonomia, scoprendo una natura selvaggia e bellissima, riccadi profumi e di gente ospitale e piena di spirito.

Grotte Rupestri e Pane con il Timbro

Le Murge sono un altopiano carsico che si conquista superando una serie di gradoni rocciosi, dislivelli modesti che aprono le porte di un mondo antico. Camminando nella steppa murgiana è facile imbattersi in spelonche naturali, sede di culti arcaici, e siti rupestri con chiese scavate nella roccia, come le Grotte di Sant’Angelo, luogo di devozione tra i più importanti dell’antica Apulia, con i suoi affreschi originali. Si calpesta la strada medievale, dove sono ancora visibili i segni lasciati dalle ruote dei carri. Un territorio arido e aspro, dove l’acqua scivola via, per infilarsi in profondità remote, ma che nasconde anche una vegetazione straordinaria: questa è la zona d’Italia più ricca di orchidee selvatiche, che spuntano, colorate e spettacolari, dappertutto. Ad Altamura non si può non pensare al famoso pane, conosciuto dall’antichità come il “pane del viandante” per la sua capacità di conservarsi per giorni, grazie all’azione del lievito madre. Si può passeggiare tra i Claustri della città vecchia, alla scoperta dei più antichi forni della città: fino agli anni Settanta erano utilizzati anche per cuocere il pane impastato in casa. Ad Altamura si vive ancora nel culto di Federico II. L’imperatore fondò la città secondo principi che risultano utopistici anche oggi. Per onorare la figura dell’imperatore, Fratusco ha inventato, con un gruppo di amici, Federicus, una sontuosa festa medievale che si tiene in primavera: l’ultima edizione ha richiamato oltre 350 mila persone. L’orgoglio dei cittadini della Leonessa di Puglia è così forte da non voler sentire nemmeno nominare Matera. La rivalità è accesa.

Camminando nel Pleistocene

Si viaggia per molte ore con i piedi tra Puglia e Basilicata: Matera è adagiata sul colle a vista d’occhio, ma c’è ancora tanta strada da fare in questa campagna dolce e ben curata, che ricorda le colline toscane. Ci si trova nella Fossa Bradanica, dove una volta c’era il mare: nel 2006 furono ritrovati i resti di una balenottera del Pleistocene. Un reperto eccezionale che, a distanza di 11 anni, giace ancora rinchiuso in casse di legno nel Museo Ridola, a Matera. Ecco perché avvicinarsi così, a passo lento, raccogliendo storie ed emozioni e respirando l’anima più vera di questa terra. Ma basta fare una piccola deviazione nella straordinaria Cripta del Peccato Originale, la “Cappella Sistina del rupestre“, e risalire in città dal Rione Casalnuovo per fare il pieno di meraviglia: camminando tra le vecchie case malmesse degli “schiavoni”, gli immigrati albanesi e serbo-croati che nel 1500 si insediarono qui per lavorare la cera e conciare le pelli; affacciandosi sulla gravina che è all’origine della Città dei Sassi. E, infine, perdendosi nel trionfo di pietra bianca e tra i vicoli misteriosi di questo luogo magico, fino alla Cattedrale della Madonna della Bruna dove finisce il Cammino Materano. Un cammino di resilienza. E un modo diversi per avvicinarsi, ovviamente a piedi, all’appuntamento con Matera 2019.

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sasso di castalda 4 passi tra le nuvole

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Sfidando il cielo e le leggi di gravità, a Sasso di Castalda, medievale borgo lucano, ci sono due passerelle a 120 metri di altezza dal suolo e sono solo per chi vuole una vera esperienza adrenalinica. Un’ora. Questo è il tempo che ci vuole per compiere il nuovo “percorso avventura” mozzafiato messo a punto a Sasso di Catalda, pittoresco villaggio della Basilicata abitato da soli 817 abitanti. Protagonisti sono i 2 ponti tibetani, ovvero sottili, aeree e dondolanti passerelle costruiti sopra valli scoscese. Il primo, lungo 93 metri e sospeso a 70 metri di altezza, si raggiunge rapidamente dal paese e sormonta il Fosso Arenazzo. Poi, un sentiero tracciato lungo la sponda del Fosso conduce in 15 minuti all’attacco del secondo: il ponte della luna. Impressionante: una sola campata di ben 300 metri  120 metri di altezza sopra il torrente sottostante. In un turbine di emozioni per l’arditezza del camminamento (ma la sicurezza è garantita) e la bellezza del paesaggio, consente di approdare al rudere del castello e al panoramico skywalk che, su uno sperone roccioso, dominano il borgo.

info: http://www.pontetibetanosassodicastalda.com

Non solo ponti. Anche panorami e grotte

La zona di Sasso di Castalda è ideale per i trekking. Uno, emozionante, è nell’adiacente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: parte da San mauro di Cilento alla volta del Monte Stella, attraversa il ponte del Vallone Cupo e, attraverso bei castagneti e cascate, tocca Castelluccio da cui si ammira Capo Palinuro. Altra meta d’eccezione sono le Grotte di Pertosa-Auletta, scavate milioni di anni fa dal fiume Negro e che i Romani utilizzavano per le cerimonie sacre: durante la camminata nel Geoparco Unesco si ammirano anche i resti delle palafitte lignee dell’Età del Bronzo.

cultura

recensione film Un paese quasi perfetto

film italiano

Un paese quasi perfetto è un film ambientato tutto in Basilicata, nell’esattezza a Pietramezzana, piccolo paese sperduto tra le dolomiti lucane che rischia di scomparire a causa dei flussi migratori verso le grandi città. Gli abitanti rimasti sono tutti minatori in cassintegrazione da 8 anni e in futuro saranno disoccupati. Nonostante tutto loro non si abbatto no e guidati da Domenico (Silvio Orlando) non si arrendono e appena sanno che li dovrebbe essere aperta una fabbrica che sarebbe la risoluzione ai loro guai e fanno di tutto per portare a termine il progetto. Innanzitutto hanno bisogno di un medico perché se no non si apre nulla li e guarda caso si imbattono in Gianluca Terragni (Fabio Volo) un chirurgo estetico che decide di aiutarli. Da qui in poi attiveranno un sacco di stratagemmi e arrivano addirittura a spiare le sue telefonate tutti i giorni pur di farlo sentire come a casa, quindi arrivano anche a imbrogliarlo fingendosi quelli che non sono (amanti e giocatori di cricket), riusciranno nell’impresa di farlo restare e portare a termine il loro sogno di trovare un lavoro? o tutto si distruggerà?

Un paese quasi perfetto è un film che ti fa ridere dall’inizio alla fine, chi lo vedrà non se ne pentirà e per 1.30 ore avrà la mente libera da tutti i problemi. Fabio Volo e soprattutto Miriam Leone sono stati fantastici nell’interpretare le loro parti. In quanto alla regia si sono dei bei lunghi piani, belle panoramiche, primi piani quando se ne aveva bisogno e mezzi piani.