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luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

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Il cammino materano

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Il Cammino Materano è una rete di itinerari che, ricalcano sentieri storici e tratturi antichi, raggiungono Matera attraverso parte della Puglia e della Basilicata. 4 percorsi che prendono il nome della storia (via Peuceta, Via Sveva, Via Ellenica, Via Dauna) e partono rispettivamente da Bari, Trani, Brindisi e Lucera. La Via Peuceta, che unisce la Basilicata di San Nicola a Bari ai Sassi di Matera in sette tappe e circa 160 km, è al momento l’unica completamente tracciata, georeferenziata e con le strutture di accoglienza individuate. Si può tranquillamente percorrere in autonomia, scoprendo una natura selvaggia e bellissima, riccadi profumi e di gente ospitale e piena di spirito.

Grotte Rupestri e Pane con il Timbro

Le Murge sono un altopiano carsico che si conquista superando una serie di gradoni rocciosi, dislivelli modesti che aprono le porte di un mondo antico. Camminando nella steppa murgiana è facile imbattersi in spelonche naturali, sede di culti arcaici, e siti rupestri con chiese scavate nella roccia, come le Grotte di Sant’Angelo, luogo di devozione tra i più importanti dell’antica Apulia, con i suoi affreschi originali. Si calpesta la strada medievale, dove sono ancora visibili i segni lasciati dalle ruote dei carri. Un territorio arido e aspro, dove l’acqua scivola via, per infilarsi in profondità remote, ma che nasconde anche una vegetazione straordinaria: questa è la zona d’Italia più ricca di orchidee selvatiche, che spuntano, colorate e spettacolari, dappertutto. Ad Altamura non si può non pensare al famoso pane, conosciuto dall’antichità come il “pane del viandante” per la sua capacità di conservarsi per giorni, grazie all’azione del lievito madre. Si può passeggiare tra i Claustri della città vecchia, alla scoperta dei più antichi forni della città: fino agli anni Settanta erano utilizzati anche per cuocere il pane impastato in casa. Ad Altamura si vive ancora nel culto di Federico II. L’imperatore fondò la città secondo principi che risultano utopistici anche oggi. Per onorare la figura dell’imperatore, Fratusco ha inventato, con un gruppo di amici, Federicus, una sontuosa festa medievale che si tiene in primavera: l’ultima edizione ha richiamato oltre 350 mila persone. L’orgoglio dei cittadini della Leonessa di Puglia è così forte da non voler sentire nemmeno nominare Matera. La rivalità è accesa.

Camminando nel Pleistocene

Si viaggia per molte ore con i piedi tra Puglia e Basilicata: Matera è adagiata sul colle a vista d’occhio, ma c’è ancora tanta strada da fare in questa campagna dolce e ben curata, che ricorda le colline toscane. Ci si trova nella Fossa Bradanica, dove una volta c’era il mare: nel 2006 furono ritrovati i resti di una balenottera del Pleistocene. Un reperto eccezionale che, a distanza di 11 anni, giace ancora rinchiuso in casse di legno nel Museo Ridola, a Matera. Ecco perché avvicinarsi così, a passo lento, raccogliendo storie ed emozioni e respirando l’anima più vera di questa terra. Ma basta fare una piccola deviazione nella straordinaria Cripta del Peccato Originale, la “Cappella Sistina del rupestre“, e risalire in città dal Rione Casalnuovo per fare il pieno di meraviglia: camminando tra le vecchie case malmesse degli “schiavoni”, gli immigrati albanesi e serbo-croati che nel 1500 si insediarono qui per lavorare la cera e conciare le pelli; affacciandosi sulla gravina che è all’origine della Città dei Sassi. E, infine, perdendosi nel trionfo di pietra bianca e tra i vicoli misteriosi di questo luogo magico, fino alla Cattedrale della Madonna della Bruna dove finisce il Cammino Materano. Un cammino di resilienza. E un modo diversi per avvicinarsi, ovviamente a piedi, all’appuntamento con Matera 2019.