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cosa vedere a Matera (parte 4)

I PALAZZI

Gli antichi palazzi sul piano testimoniano la storia, lo stile e il ruolo delle famiglie più note della Città dei Sassi.

LE PIAZZE

Tra le principali piazze presenti a Matera troviamo: Piazza Vittorio Veneto, che offre il primo suggestivo skyline del centro storico con un belvedere emozionante sul Sasso Barisano e l’accesso agli Ipogei e alla Matera sotterranea; Piazza del Sedile, su cui si affaccia l’omonimo palazzo che ospita il Conservatorio Statale di Musica; Piazzetta Pascoli, dedicata al celebre poeta, da cui si può ammirare uno degli scorci più suggestivi della Città, la Civita con la Cattedrale di Matera e il Sasso Caveoso. In piazza è presente anche la “Goccia” dello scultore giapponese Kengiro Azuma, un’opera bronzea di oltre 3 metri assurta a simbolo dell’elemento connotativo della storia millenaria di Matera:l’acqua.

CASTELLO TRAMONTANO

Si trova su una collinetta che sovrasta il centro della città, non è mai stato completato proprio a causa dell’uccisione del conte. Il maniero edificato in stile aragonese, presenta un imponente maschio centrale e due torri laterali smerlate con feritoie. Il suggestivo castello “incompiuto” e il parco che lo circonda ospitano importanti eventi culturali e musicali.

 

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cosa vedere a Matera (parte 4)

Matera e i suoi musei.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DOMENICO RIDOLA

Nella sezione preistorica sono esposti significativi reperti provenienti dai villaggi neolitici della Murgia che testimoniano, l’introduzione dell’agricoltura e lo strutturarsi di insediamenti stabili. Pregevoli corredi funerari e oggetti votivi narrano la vicenda umana sviluppatasi nelle epoche successive nei santuari e nei centri abitati indigeni, poi ellenizzati, dislocati sulle alture dominanti le  vallate fluviali, tra cui Timmari e Montescaglioso. Una collezione di eccezionali vasi protolucani e apuli a figure rosse attribuiti ai maggiori pittori dell’epoca, testimonia l’evoluzione della ceramografia magnogreca. La sala dedicata al fondatore, con l’arredo dei primi del Novecento, conserva documenti delle attività di medico, parlamentare e archeologo di Domenico Ridola: collezioni di fossili, minerali, oggetti etnografici, ceramiche, che illustrano i suoi molteplici interessi scientifici.

MUSEO NAZIONALE D’ARTE MEDIEVALE E MODERNA DELLA BASILICATA

Il Museo è allestito in Palazzo Lanfranchi , edificio monumentale, massima espressione dell’architettura del 600 a Matera e punto di partenza dello sviluppo urbanistico baroccodella città. Il percorso espositivo del museo è strutturato in 3 sezioni: Arte Sacra, Collezione d’Errico, Arte Contemporanea e la Sezione Etnoantropologica. Arte sacra: è esposto un nucleo di opere d’arte provenienti da chiese del territorio lucano, la maggior parte delle quali non ha più la collocazione originaria. Collezione Camillo d’Errico di Palazzo San Gervasio: comprende una selezione di tele di scuola napoletana del 6 e 700, importante testimonianza di collezionismo privato in Basilicata. Arte Contemporanea: espone alcuni dipinti dei maggiori pittori italiani.

MUSEO DELLA SCULTURA CONTEMPORANEA MUSMA

Si trova nel cuore dei Sassi. È il più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Ospita una collezione permanente di oltre 4000 opere e una biblioteca di circa 5000 volumi. Un luogo magico che consente ai visitatori di sperimentare la straordinaria integrazione tra gli ambienti secolari “cavati” dall’uomo e la scultura contemporanea.

CASA ORTEGA

Antico fortilizio longobardo, Casa Ortega ospita vari bassorilievi policromi, realizzati con i materiali e con la tradizionale tecnica della lavorazione della cartapesta.

CASA NOHA

L’antica dimora, ospita il raccolto emozionante della storia di Matera. Al suo interno, infatti, è possibile intraprendere un suggestivo percorso multimediale che va dalla preistoria ai giorni nostri.

CASA CAVA

È un centro culturale che trova posto nel cuore dei Sassi e che ospita molteplici attività. La visita guidata all’auditorium ipogeo Casa Cava è un’esperienza che narra con nuovi linguaggi il patrimonio culturale di Matera e della Basilicata. L’intervento architettonico e il progetto sono stati oggetto di premi internazionali.

MATERA OLIVE OIL MUSEUM – MOOM

È stato realizzato in un antico frantoio rupestre. Il frantoio è composto da diversi, ambienti, ognuno destinato a una fase particolare del processo di lavorazione dell’olio.

 

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cosa vedere a matera (parte 3°)

Ulteriori chiese da vedere a Matera.

CHIESA DEL PURGATORIO

Spicca per la sua particolare forma architettonica. I temi della morte e della vita eterna sono richiamati nel portale e nella facciata di forma convessa. L’interno è a croce greca, definita da 4 coppie di colonne che sorreggono una cupola lignea decorata con le immagini dei 4 evangelisti e dei Padri della Chiesa. Di particolare valore la cantorìa con l’organo settecentesco ed il pulpito ligneo.

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

È uno dei migliori esempi di architettura in stile romanico pugliese presenti a Matera. L’attuale struttura interna, tipicamente medievale, si deve alla rimozione della copertura settecentesca. Fin dal medioevo la chiesa era nota per la sua eleganza strutturale e per la raffinata decorazione. Caratteristiche ancora evidenti nel portale finemente intagliato con volute vegetali e testine scolpite, sormontato da una nicchia che ospita la statua in pietra policroma di San Giovanni Battista.

CHIESA DI SAN DOMENICO

Con l’annesso Convento dei Padri Predicatori, si trova in Piazza Vittorio Veneto, al centro della città, ed è un altro pregevole esempio di stile romanico pugliese. Splendide le decorazioni con arcate cieche e lesene, incluse quelle che sovrastano il portale contrassegnato dall’imponente rosone duecentesco che raffigura la ruota della fortuna dominata dall’Arcangelo Michele. L’interno della chiesa a croce latina e a tre navate presenta numerose opere di pregio, fra cui la Cappella della Famiglia Persio.

CHIESA DI MATER DOMINI

Adiacente ad uno dei punti panoramici più noti della città dei Sassi, nella centralissima piazza Vittorio Veneto, la seicentesca Chiesa di Mater Domini ha sulla facciata sia lo stemma dell’Ordine che quello della famiglia Zurla; nell’interno a navata unica si può ammirare l’altare maggiore dedicato all’Annunziata, opera della bottega di Altobello Persio.

CHIESA DI SANTA CHIARA

La chiesa si distingue per le sue raffinate decorazioni a carattere geometrico e fitomorfo. La nicchia che sovrasta il portale custodisce una statua della Madonna del Carmine, quelle laterali conservano una statua di Santa Chiara, a destra, e una statua di  San Francesco, a sinistra, mentre la nicchia posta al di sopra del finestrone circolare contiene una una rappresentazione del Dio Benedicente. A navata unica con copertura a botte, l’interno della Chiesa di Santa Chiara offre diversi elementi di rilevante valore artistico.

CHIESA DI SANTA LUCIA

Oggi il monumento si distingue per l’imponente scalinata d’accesso recentemente restaurata. La facciata esterna è abbellita da vari elementi decorativi, ripresi anche nel campanile, mentre sul portale trova posto una nicchia contenente la statua di San Benedetto. L’interno a navata unica è abbellito da altari e opere d’arte.

CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

L’esterno si caratterizza per la presenza di un campanile a vela a due fornici, lesene ornamentali, una nicchia con una statua raffigurante San Francesco. L’interno a croce latina presenta un altare maggiore e altri 4 altari minori nelle rispettive cappelle laterali.

CHIESA E CONVENTO DI SANT’AGOSTINO

L’imponente complesso monastico di Sant’agostino è un’emergenza architettonica situata in posizione dominante all’estremità settentrionale del quartiere Sassi. Al di sotto della struttura attuale, trova posto il nucleo originario dell’insediamento agostiniano che presenta una serie di locali ipogei dove si svolgeva la vita conventuale. Il complesso ospita gli uffici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e il Polo Museale della Basilicata.

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cosa vedere a matera (2° parte)

Ecco tutte le chiese rupestri da vedere a Matera.

SANTA LUCIA ALLE MALVE

La chiesa rupestre si trova nell’omonimo rione nel Sasso Caveoso. Il monastero si sviluppava negli ambienti rupestri circostanti l’antica chiesa. All’interno è ancora visibile ciò che resta di un ricco apparato iconografico costituito da affreschi di grande valore storico-artistico.

SAN GIOVANNI IN MONTERRONE E SANTA MARIA DE IDRIS

L’attuale complesso del Monterrone, lo sperone di roccia che si erge nel Sasso Caveoso connotano una delle immagini più note dei Sassi di Matera, si articola in 2 chiese quasi completamente scavate nella roccia. La Chiesa di Santa Maria De Idris, che ha l’Altare maggiore sormontato dall’effresco della Madonna con ai piedi  le “mezzine”, brocche utilizzate in passato per la conservazione dell’acqua. Attraverso una porta disposta alla sinistra dell’altare maggiore si accede alla vicina Chiesa di San Giovanni in Monterrone che conserva un interessante ciclo di affreschi.

MADONNA DELLE VIRTÙ E SAN NICOLA DEI GRECI

Il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, è uno degli esempi più elaborati di quella che si definisce “architettura in negativo”, ovvero ambienti ricavati con pazienti operazioni di scavo che riproducono tutti gli elementi dell’architettura costruita. Il complesso comprende 2 chiese rupestri affrescate, l’una sovrapposta all’altra, di riti e periodi differenti, un monastero e vecchie abitazioni con cisterne e mangiatoie. Le 2 chiese sono da tempo utilizzate come spazi espositivi per prestigiose mostre di arte contemporanea.

SANTA BARBARA

Questa chiesa bizantina è tra le più importanti chiese rupestri di Matera. Collocata in una parete rocciosa che si affaccia direttamente sulla Gravina, è caratterizzata da una facciata con due accessi in cui il principale è abbellito  da colonne con capitelli. La sua struttura architettonica richiama la tradizione liturgica bizantina e di notevole fattura sono le decorazioni pittoriche presenti all’interno. Fra queste spiccano i meravigliosi affreschi raffiguranti la Madonna con il Bambino e Santa Barbara.

SAN PIETRO BARISANO

Chiesa rupestre che contraddistingue il Sasso Barisano con il suo suggestivo campanile a picco sulla roccia. La facciata è in tufo e presenta 3 portali architravati mentre l’interno, completamente scavato, è stato ricoperto da uno strato di tufo per realizzare le 3 navate. nella parte sottostante si trova una cripta un tempo utilizzata come luogo di sepoltura.

SAN PIETRO E PAOLO AL CAVEOSO

La facciata è caratterizzata dai 3 portali di ispirazione barocca, ciascuno dei quali sormontato da una nicchia con una statua: sul portale maggiore la Madonna, a sinistra San Pietro e a destra San Paolo. Il campanile, a base quadrata. L’interno, a 3 navate con transetto, presenta un altare ligneo cinquecentesco raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Pietro e Paolo.

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cosa vedere a Matera (prima parte)

Matera, città dei sassi è oggi il luogo ideale per ritrovare la dimensione più viva della conoscenza  e godere appieno di un paesaggio umano e culturale unico al mondo in cui ciascuno può riconoscere qualcosa di sé e sentirsi immediatamente  bene accolto. Esperienza di grande suggestione è attraversare le strette vie dei sassi, in cui le case si sovrappongono l’una all’altra aprendosi e dischiudendosi su cortili, scalinate, vicoli, piazze; e poi superare il torrente Gravina per addentrarsi nel sorprendente Parco delle chiese rupestri, con oltre 150 luoghi di culto scavati nella roccia, ritrovandosi immersi in un “affresco di pietra” custodito da un profondo silenzio.

I SASSI

Sono costituiti da 2 grandi anfiteatri naturali scavati nella roccia, il Sasso Barisano, a nord ovest, con palazzi e case tradizionali, e il Sasso Caveoso, a sud, dove visibile è la presenza delle grotte. Il nucleo più antico dell’abitato è il quartiere della Civita, il centro della città storica eretto intorno alla Cattedrale, che domina il paesaggio animato dei Sassi.

MATERA SOTTERRANEA – IL PALOMBARO LUNGO

I Sassi sono contraddistinti da un sistema idrico finalizzato alla raccolta di acqua piovana e sorgiva che in passato animava una rete di canaletti e cisterne talmente capillare da riuscire a portare la preziosa risorsa ovunque. Per questa ragione Matera ha un suo mondo sotterraneo, che interessa anche la parte della città che si sviluppa sul piano, da Piazza Vittorio Veneto fino al Convento dell’Annunziata. Esemplare di questo antico sistema idrico integrato è il cosiddetto Palombaro lungo, la più grande riserva d’acqua dell’antica città, un vero e proprio gioiello d’ingegneria idraulica e di architettura.

CASE GROTTA E MUSEO LABORATORIO DELLA CIVILTÀ CONTADINA

La casa-grotta è una tipica abitazione dei Sassi di Matera oggi riproposta in diversi esempi visitabili. Scavate nella roccia tufacea, le abitazioni erano per lo più costituite da un unico vano dotato di un’ampia apertura all’ingresso, rifugio per gli uomini e allo stesso tempo dimora per gli animali. Il Museo-laboratorio della Cività Contadina è ricavato in una di queste case grotta che risalgono al 700, accuratamente restaurata. Sono visitabili la cucina, la cisterna per la raccolta delle acque piovane, la stalla, la mangiatoia, e si trovano arnesi e arredi d’epoca. All’interno è presente anche un laboratorio artistico con finalità didattiche.

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cosa vedere a Matera

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Perché non fare un giro a Matera? ecco dei consigli su cosa vedere.

CHIESA DI SAN DOMENICO

All’interno si trova il sepolcro del giureconsulto materano Orazio Persio.

CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

Al suo interno trovate un organo settecentesco e un polittico di Bartolomeo Vivarini. Da una botola si accede alla sottostante Chiesa dei SS. Pietro e Paolo.

DUOMO

Ha una facciata tripartita  con un campanile snello a 3 piani con bifore. L’interno è a 3 navate divise da colonne con originali capitelli ornati di figure: soffitto affrescato, interessante pulpito, coro ligneo ed organo, tele di artisti lucani, presepio in pietra con figure policrome, cappella dell’Annunziata del ‘500 ricca di tele e sculture, e l’altare con la Madonna con Bambino. Nell’ abside dell’altare maggiore si trova la grandiosa tela dell’Assunta e Santi.

CHIESETTA DI S. MARIA DI COSTANTINOPOLI

Ha un portale romanico, ricca di tele ed affreschi, custodisce i resti di S.Giovanni da Matera.

LA STRADA PANORAMICA DEI SASSI

Che scende dal Sasso Caveoso e porta al Sasso Barisano costeggiando la gravina e aggirando lo sperone roccioso, offre al turista lo spettacolo della trasformazione urbanistica e della evoluzione della vita della città. Lungo il percorso sono interessanti chiese rupestri.

CHIESA DI S.MARIA DE IDRIS

La più rappresentativa delle chiese rupestri, quasi interamente scavata nella roccia. Al suo interno, sulla sinistra dell’altare una porticina immette nella chiesetta ipogea di S.Giovanni M. Errone.

CHIESA DI S. PIETRO BARISANO

Scavata in parte nella roccia con facciata curvilinea e piccolo campanile. Al suo interno, un fonte battesimale romanico e pregevoli altari con sculture policrome.

 

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luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

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Il cammino materano

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Il Cammino Materano è una rete di itinerari che, ricalcano sentieri storici e tratturi antichi, raggiungono Matera attraverso parte della Puglia e della Basilicata. 4 percorsi che prendono il nome della storia (via Peuceta, Via Sveva, Via Ellenica, Via Dauna) e partono rispettivamente da Bari, Trani, Brindisi e Lucera. La Via Peuceta, che unisce la Basilicata di San Nicola a Bari ai Sassi di Matera in sette tappe e circa 160 km, è al momento l’unica completamente tracciata, georeferenziata e con le strutture di accoglienza individuate. Si può tranquillamente percorrere in autonomia, scoprendo una natura selvaggia e bellissima, riccadi profumi e di gente ospitale e piena di spirito.

Grotte Rupestri e Pane con il Timbro

Le Murge sono un altopiano carsico che si conquista superando una serie di gradoni rocciosi, dislivelli modesti che aprono le porte di un mondo antico. Camminando nella steppa murgiana è facile imbattersi in spelonche naturali, sede di culti arcaici, e siti rupestri con chiese scavate nella roccia, come le Grotte di Sant’Angelo, luogo di devozione tra i più importanti dell’antica Apulia, con i suoi affreschi originali. Si calpesta la strada medievale, dove sono ancora visibili i segni lasciati dalle ruote dei carri. Un territorio arido e aspro, dove l’acqua scivola via, per infilarsi in profondità remote, ma che nasconde anche una vegetazione straordinaria: questa è la zona d’Italia più ricca di orchidee selvatiche, che spuntano, colorate e spettacolari, dappertutto. Ad Altamura non si può non pensare al famoso pane, conosciuto dall’antichità come il “pane del viandante” per la sua capacità di conservarsi per giorni, grazie all’azione del lievito madre. Si può passeggiare tra i Claustri della città vecchia, alla scoperta dei più antichi forni della città: fino agli anni Settanta erano utilizzati anche per cuocere il pane impastato in casa. Ad Altamura si vive ancora nel culto di Federico II. L’imperatore fondò la città secondo principi che risultano utopistici anche oggi. Per onorare la figura dell’imperatore, Fratusco ha inventato, con un gruppo di amici, Federicus, una sontuosa festa medievale che si tiene in primavera: l’ultima edizione ha richiamato oltre 350 mila persone. L’orgoglio dei cittadini della Leonessa di Puglia è così forte da non voler sentire nemmeno nominare Matera. La rivalità è accesa.

Camminando nel Pleistocene

Si viaggia per molte ore con i piedi tra Puglia e Basilicata: Matera è adagiata sul colle a vista d’occhio, ma c’è ancora tanta strada da fare in questa campagna dolce e ben curata, che ricorda le colline toscane. Ci si trova nella Fossa Bradanica, dove una volta c’era il mare: nel 2006 furono ritrovati i resti di una balenottera del Pleistocene. Un reperto eccezionale che, a distanza di 11 anni, giace ancora rinchiuso in casse di legno nel Museo Ridola, a Matera. Ecco perché avvicinarsi così, a passo lento, raccogliendo storie ed emozioni e respirando l’anima più vera di questa terra. Ma basta fare una piccola deviazione nella straordinaria Cripta del Peccato Originale, la “Cappella Sistina del rupestre“, e risalire in città dal Rione Casalnuovo per fare il pieno di meraviglia: camminando tra le vecchie case malmesse degli “schiavoni”, gli immigrati albanesi e serbo-croati che nel 1500 si insediarono qui per lavorare la cera e conciare le pelli; affacciandosi sulla gravina che è all’origine della Città dei Sassi. E, infine, perdendosi nel trionfo di pietra bianca e tra i vicoli misteriosi di questo luogo magico, fino alla Cattedrale della Madonna della Bruna dove finisce il Cammino Materano. Un cammino di resilienza. E un modo diversi per avvicinarsi, ovviamente a piedi, all’appuntamento con Matera 2019.