piemonte
viaggi

borghi da visitare in Piemonte (parte 4)

piemonte

Ultimo post di consigli riguardanti i borghi da vedere in Piemonte:

MONFORTE D’ALBA

Si trova in una posizione privilegiata su una delle colline più maestose delle Langhe. Il borgo, aggrappato a pendii assolati, ha conservato l’originario impianto medievale, con strette vie che salgono ripide verso la piazza dell’antica chiesa, dove si trovano l’oratorio di Sant’Agostino, il Palazzo Scarampi, ricavato dalle strutture di un castello medievale, e, in posizione isolata, un’antica torre campanaria. La piazza, a forma di anfiteatro, è un vero e proprio auditorium a cielo aperto, in cui si svolgono numerosi concerti. Nella parte bassa dell’abitato si trova la parrocchia della Madonna della Neve, in stile neo-gotico e pianta a croce latina, preceduta da un’ampia gradinata.

DA NON PERDERE

Una passeggiata nel centro storico. I prodotti tipici delle langhe: il vino Barolo DOCG e i numerosi DOC, il tartufo bianco d’Alba, le nocciole Piemonte IGP.

USSEAUX

Accogliente borgo alpino dell’Alta Val Chiusone, conserva elementi della tipica architettura alpina e la tradizionale parlata “patouà”, variante della lingua d’OC. La tradizione contadina rivive nelle fontane, nei lavatoi, nei mulini e nei forni; imponente, nel capoluogo, la chiesa di San Pietro; nella borgata Balboutet si trova invece la chiesa di San bartolomeo.

DA NON PERDERE

Murales e meridiane che arricchiscono l’abitato. Escursioni in montagna e sulla strada dell’Assietta. Degustazioni del formaggio delle viole, il Plaisentif accompagnato dal pane locale. Tra gli eventi la festa del Piemont all’Assietta a luglio, ad agosto la caratteristica fiera di Balboutet e il convegno storico “Cattolici e valdesi dai conflitti alla convivenza”.

VARALLO SESIA

Situata in una conca alla confluenza del torrente Mastallone nel Fiume Sesia, è celebre per il suo Sacro Monte, grandioso complesso – santuario Patrimonio dell’UNESCO. L’abiatato storico si snoda tra le ville ottocentesche, il complesso architettonico del Palazzo dei Musei, sede della ricca pinacoteca, e le testimonianze religiose, tra cui la monumentale chiesa della Madonna delle Grazie, con affreschi di Gaudenzio Ferrari, la chiesa di S.Marco e la collegiata di S.Gaudenzio.

DA NON PERDERE

Il Sacro Monte. I prodotti tipici agroalimentari e artigianali, tra cui il puncetto, tipico merletto, e la toma valsesiana, formaggio a pasta dura. Le passeggiate e gli sport all’aria aperta. La fiera dell’Alpàa mostra mercato con spettacoli, arte e enogastronomia.

Annunci
piemonte
viaggi

borghi da visitare in Piemonte (parte 3)

piemonte

Eccovi altri borghi del Piemonte da visitare:

CHERASCO

Cittadina a pianta quadrilatera dal centro storico di notevole interesse, con vie ortogonali aperte da portici e abbellita da edifici civili e religiosi. Da visitare: la chiesa romanica di S.martino, la chiesa di S.Pietro, con interessante facciata romanica, il Castello Visconteo, l’arco del belvedere, la chiesa della Madonna del Popolo e il Museo civico Adriani.

DA NON PERDERE

Palazzo Salmatoris, che ospita numerose mostre d’arte. Una passeggiata sui bastioni del ‘500, con splendido panorama sulle Langhe e sulle Alpi. I grandi mercati di Cherasco, da aprile a dicembre. I tipici Baci di Cherasco, confetti di cioccolato con nocciole delle Langhe.

COCCONATO

Piccolo ma vivace borgo con un centro storico tra i meglio conservati dell’astigiano. Il paese si snoda da piazza Cavour, animata da caffè, ristoranti e negozi di prodotti tipici, da cui si risale verso la parte alta lungo la via Roma, al cui inizio si trova la chiesa della SS.Trinità. Tra antiche case con balconi in ferro battuto e portoncini in legno scolpito, si arriva al palazzo comunale e alla parrocchiale. Da segnalare anche la caratteristica torre medievale.

DA NON PERDERE

Il palazzo comunale, raro esempio di architettura civile in stile gotico del Monferrato, porticata al pian terreno. A settembre, la rassegna Cocco Wine, durante la quale il centro storico si trasforma in un banco d’assaggio di prodotti tipici locali e il tradizionale Palio degli asini.

FOBELLO

Si trova a 873 mt sul livello del mare. In una valle laterale della Valsesia, nella valle Mastallone. Proprio per il contesto paesaggistico notevole, il territorio è inserito nel Parco dell’Alta Valsesia. Il piccolo e accogliente centro storico custodisce ancora numerose tradizioni, come l’arte del puncetto, ovvero “piccolo punto”, che consiste in una serie innumerevole di piccoli nodi sovrapposti ed alternati in modo da formare un pizzo prezioso dai motivi geometrici. Altra tradizione antica tramandata è il rito del battesimo: il bambino viene messo in una culla di legno e avvolto in un panno rosso. La culla viene poi messa sulla testa di una ragazza vestita in costume tipico, che trasporterà il bambino fin davanti la chiesa.

DA NON PERDERE

A fine giugno, Sentiermangiando, passeggiata enogastronomica; la Paniccia, una zuppa di verdure con trippa e salamini che viene preparata l’ultima domenica di carnevale; una passeggiata lungo gli Antichi Sentieri; il Museo Lancia.

piemonte
viaggi

borghi da visitare in piemonte (parte 2)

piemonte

Continua la guida dei borghi da vedere in Piemonte:

BERGOLO

È un minuscolo borgo delle langhe in splendida posizione panoramica sulle valli Bormida e Uzzone. Conosciuto come il “paese di pietra”, la località tramanda dal passato le caratteristiche case in pietra arenaria lavorata a vista, i sentieri immersi nel verde, i fiori che campeggiano alle finestre delle abitazioni. In estate, ospita numerosi concerti nei luoghi più suggestivi.

DA NON PERDERE

La cappella romanica di S.Sebastiano, punto di straordinaria bellezza paesaggistica da cui si possono dominare tutte le vallate. La chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, con un pregevole pala al suo interno. I murales e le sculture di arte contemporanea, collocati negli angoli più suggestivi del centro storico e sui muri delle case. La torta di nocciola tonda gentile delle Langhe e la robiola di latte di capra e pecora, da degustare  anche in occasione della mostra mercato I sapori della pietra.

CANNERO RIVIERA

È una vivace località sul lago maggiore caratterizzata da un clima mite e da una vegetazione mediterranea, ricca di numerose varietà di agrumi, fiori e alberi. Sull’elegante lungolago, ville dai giardini curatissimi, antiche case padronali, il pittoresco porticciolo antico scavato nella roccia ed eleganti ristoranti che offrono piatti tipici. Davanti alla costa emergono 2 isolotti, sovrastati dai ruderi dei suggestivi castelli cinquecenteschi.

DA NON PERDERE

La crociera sul lago con battello a energia solare per ammirare i castelli. Il museo etnografico e della spazzola, con strumenti delle attività contadine e dell’artigianato del legno e del ferro, e il torchio secolare nella frazione Oggiogno. La piazzetta degli Affreschi, suggestivo luogo di ritrovo dove in colorati murales sono illustrati episodi della storia locale. La mostra degli agrumi, nel mese di marzo e la suggestiva manifestazione “Luminaria sul lago” a luglio. I biscotti tipici agli agrumi “Mursciiulitt”,

CANNOBIO

Adagiata sulle rive del Lago Maggiore, è una vivace e apprezzata meta turistica. Nelle sue vie in lastricato sono diverse le testimonianze della sua storia: dalla collegiata settecentesca di San Vittore si giunge nel nucleo trecentesco composto dalla torre campanaria e dal Palazzo della Ragione. Suggestiva la visita al santuario della Pietà.

DA NON PERDERE

Una passeggiata sul lungolago e nel centro storico. Un’escursione verso l’orrido di Sant’anna. Carmine Superiore, borgata con la chiesa di S.Gottardo. Una visita all’incontaminata Valle Cannobina ricca di storia, tradizione, folklore e cultura. La festa dei lumineri, il carnevale cannobiese, il festival del jazz e le numerose serate di musica e intrattenimenti vari tra giugno e fine agosto. I liquori di erbe e i dolci “brutti e buoni”.

piemonte
viaggi

Borghi da visitare in Piemonte

piemonte

In Piemonte ci sono molti piccoli borghi che aspettano solo di essere visitati.

AGLIÉ

Il centro situato nel Canavese, è un antico borgo medievale che ha come attrazione principale il suo castello ducale, ma Agliè offre anche altri scorci incantevoli come gli antichi portici del centro e delle vie del borgo o il silenzio e il verde del laghetto della Gerbola e delle passeggiate intorno al  muro di cinta del parco.

DA NON PERDERE

Il Castello Ducale, con 300 stanze, dipinti e mobili antichi. Il parco del castello, particolarmente suggestivo, dove passeggiare tra grandi alberi, siepi di bosco, statue e fontane, aiuole fiorite. La chiesa di S. Marta, e la parrocchiale. Il Meleto, residenza estiva del poeta Guido Gozzano, è una villa ottocentesca che si trova ai piedi del Colle di Macugnano e conserva lo stile liberty tipico di inizio novecento. Da provare i gustosi torcetti di Agliè, dolce tipico venduto nelle numerose panetterie del centro.

BAROLO

Adagiato in una conca ornata da colli ricoperti di vigneti, Barolo è il paese che ha dato il nome all’omonimo vino e a tutta la zona in cui viene prodotto. Il semplice e raccolto borgo è dominato dall’immagine austera del castello falletti, sede dell’enoteca regionale del Barolo. Sulla piazza davanti al castello si affaccia la chiesa parrocchiale di S. Donato, di impianto romanico, che sotto il presbiterio ospita il sepolcreto degli antichi feudatari. Di fronte al paese, sul bricco delle Viole, si nota il castello della Volta, edificio medievale in rovina.

DA NON PERDERE

Il Museo del Vino, presso il castllo comunale Falletti. I sentieri della Langa e del Barolo, con una degustazione del vino Barolo DOCG, rosso con riflessi arancioni, profumo intenso e sentori di frutta e spezie. La festa del vino barolo, a settembre e il Raduno italiano di mongolfiera a ottobre.

BENE VAGIENNA

Si trova su un’altura tra due torrenti, ha origini antiche risalenti al periodo augusteo, quando a circa 2 km dal capoluogo, venne fondata Augusta Bagiennorum. Ci sono eleganti edifici e preziose chiese, tra cui la parrocchiale dell’Assunta. Nella centrale via Roma, spicca il palazzo Lucerna di Rorà, sede di mostre temporanee e del Museo civico archeologico, con i reperti di Augusta Bagiennorum.

DA NON PERDERE

Nella frazione Roncaglia, la zona archeologica di Augusta Bagiennorum, in cui sono visibili i resti del teatro, di un portico e di una basilica paleocristiana. La Riserva naturale speciale di Augusta Bagiennorum, laboratorio di archeologia sperimentale in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico. I Basin di Madama Racchia e gli Amaretti del Presidente, prodotti dolciari tipici. A luglio e agosto il festival di cultura classica Le ferie di Augusto.

viaggi

luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

viaggi

Roccaverano (Asti)

Nell’ estremo lembo della cosiddetta Alta Langa, 50 km a sud di Asti, il paesaggio, costituito da ripidi calanchi, è decisamente più aspro e selvaggio rispetto alla dolcezza delle valli circostanti. In un triangolo di colline compreso fra i due rami del fiume Bormida e il torrente Erro, si trova Roccaverano. Punto più alto del crinale, è raccolto intorno alla rinascimentale parrocchiale dell’Annunziata, attribuita al Bramante ma più probabilmente ispirata a modelli dell’artista. Sulla stessa piazzetta si ammirano i resti del castello dei Del Carretto, mentre poco fuori dal paese, in direzione Monbaldone, si trova la chiesa di San Giovanni battista: di origine romanica ma molto rimaneggiata, conserva un importante ciclo di affreschi di fine’400. Al di là delle eccellenze artistiche e dello scabro ma suggestivo panorama naturalistico, Roccaverano è soprattutto nota al di fuori dei suoi confini per la robiola, un formaggio caprino che si prepara da tempo immemorabile e che certamente non sfigura al confronto con i più celebri chèvre d’Oltralpe.

viaggi

ciclabile via delle risorgive

piemonte

la ciclabile della via delle Risorgive, ultima nata in Piemonte, si snoda nelle campagne a ridosso tra le province di Torino e di Cuneo, tra Airasca e Moretta. È tuta asfaltata, corre lontana dalle strade più trafficate e attraversa alcuni piccoli  borghi come Cercenasco, Scalenghe e Vigone. È stata ricavata dove fino al 1986 passava il treno regionale che univa Airasca e Saluzzo e per questo motivo è totalmente separata dalle strade e dalle automobili. Questo consente a chi la percorre di pedalare in tutta tranquillità e di assaporare il silenzio dell’aperta campagna. la Via delle Risorgive, chiamata così per le numerose sorgenti di acqua naturale che caratterizzano le pianure di origine alluvionale, è una ciclabile assolutamente adatta alle scapagnate, anche per la limitata lunghezza, poco meno di 20 km, che permettono la pianificazione in giornata con la formula “andata, picnic e ritorno”.

viaggi

garbagna uno dei borghi più belli d’italia

piemonte

Castelli, palazzi, santuari e opere d’arte sono le ricchezze di Garbagna, che da 3 anni fa parte del club I borghi più belli d’Italia. Un’idea attraverso si vuole provare a salvaguardare i piccoli borghi, le frazioni, i comuni “introvabili”. Tra questi risulta proprio Garbagna, poco meno di 700 abitanti in provincia di Alessandria, tra i colli tortonesi. Non è da tutti riuscire ad entrare al primo tentativo nel club de I borghi più belli d’Italia. Entrare a far parte dell’associazione dà maggior prestigio al paese e maggior consapevolezza agli abitanti riguardo al bel posto in cui vivono. Innanzitutto Palazzo Doria, che assieme all’Oratorio San Rocco fa parte dello sfondo della piazza rinascimentale. Al centro della stessa resistono 4 ippocastani piantati a metà dell’800, con un arco che testimonia la presenza di un’antica fonte d’acqua con cui si abbeveravano tutti i cittadini. dal grande fascino anche l’Oratorio San Rocco, forte di una facciata affrescata da Giovan Battista Carlone. Ogni anno, il 16 agosto, si celebra proprio la festa di San Rocco con una processione notturna e le torte donate ai fedeli. E poi la contrada, cuore pulsante del Paese, all’interno del centro storico, oltre alla chiesa di San Giovanni Battista Decollato, patrono del paese, costruita nel 1714. Infine il santuario della Madonna del Lago, a circa 2 km da Garbagna. Secondo la leggenda, la Madonna apparve a una pastorella muta donandola il dono della parola ed è proprio nel Santuario che si celebrano le messe ogni venerdì di maggio, nel mese di maggio. Nel terzo venerdì di questo mese l’appuntamento viene considerato importantissimo dagli abitanti, che partecipano alla messa con una processione tenuta dal Vescovo. Insieme a Grondona e Vargo di Stazzano, infatti,  Garbagna è stato uno dei 7 feudi imperiali concessi dall’imperatore Carlo V all’ammiraglio Andrea Doria nel 1548, in seguito alla fallita congiura di Gian Luigi Fieschi. Il suo fascino, i suoi racconti, attraggono di anno in anno turisti non solo dal resto d’Italia, ma anche dalle altre parti del mondo: Olanda, Belgio, Germania, Svizzera, Francia, fino al turismo extraeuropeo proveniente dall’Australia e dal Giappone.

consigli di salute

viso luminoso con l’olio di noci

pelle secca

Sempre più conosciuto e usato l’olio di noci che è possibile trovare nei negozi di alimenti naturali e erboristeria. È prodotto soprattutto nei territori montani tra Valle d’Aosta e Piemonte, dove è un’eccellenza esportata in tutta Europa. Non adatto per la cottura, ha un sapore delicato, curiosamente lontano da quello del frutto: si può usare nelle zuppe di legumi e nelle vinaigrette per un tocco originale. Grazie all’altissima biodisponibilità della sua parte grassa, che viene rapidamente assorbita, è molto indicato per la cura della pelle secca, La capacità do tonificare il microcircolo lo rende, poi, molto efficace anche per chi soffre di rossori al viso.

viaggi

i parchi della Valsesia

montagna

La Valsesia e il Vercellese sono ricche di parchi e offrono itinerari guidati per riscoprire il fascino e la suggestione dell’ambiente e del suo ecosistema.

In Valsesia

Il Parco Naturale dell’Alta Valsesia, è una perfetta combinazione di tutti gli ambienti caratteristici dell’alta montagna piemontese, presenta sentieri tracciati e rifugi custoditi che ne facilitano l’esplorazione. Raggiungibile a piedi da Alagna, Rima, Carcoforo, Fobello e Rimella, comprende la Valgrande la Val Sermenza, la Val d’Egua e la Val Mastallone e si qualifica come il Parco Naturale più alto d’Europa. Il Sacro Monte di varallo è immerso nel verde della Riserva del Sacro Monte, ambiente naturale caratterizzato da numerose specie arboree ornamentali. Alle porte di Borgosesia sorge il Parco del Monte Fenera, di preminente interesse archeologico: è famoso soprattutto per il fascino indiscusso delle sue numerose grotte, in cui si ritrovano le tracce di preistorici insediamenti umani, e per l’antica Civiltà dei Taragn, le abitazioni contadine con i tetti in paglia. Di rilevanza internazionale è la recente scoperta del Supervulcano fossile della Valsesia: unico nel suo genere. Fa parte del Sesia-Val Grande Geopark, inserito a sua volta nella rete internazionale dei Geoparchi UNESCO.