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itinerario indro montanelli – tavola dei bringanti

Vi descrivo qui di seguito il primo itinerario del parco della majella. L’itinerario indro montanelli – tavola dei briganti

Sigla sentiero: 22

Località di inizio: Rifugio Pomilio (Maiella)

Località di arrivo: Tavola dei Briganti

Difficoltà: E – Escursionistico

Dislivello in salita: 300 m.

Dislivello in discesa: 300 m.

Lunghezza: km 5,5

Tempo di percorrenza: ore 1.30 circa

Punto Acqua: Rifugio Pomilio

Info: Centro informazioni Pretorio 0871898143

Questa escursione è un ottimo modo per avere un primo impatto con l’alta quota della Majella. Quello del Rifugio Pomilio è infatti l’unico accesso stradale (estivo) all’alta quota. Il primo tratto di sentiero, dal rifugio si svolge su asfalto sulla strada provinciale dismessa, che raggiunge il piazzale della Madonnina del Block Haus oggi chiusa al traffico veicolare. Questa parte di tracciato è ideale per ciclisti, passeggini e diversamente abili. Raggiunta la fine dell’asfalto si continua sul sentiero P. sempre molto evidente e ben segnalato. Da qui si ha una vista panoramica che va dal Mare Adriatico all’Abruzzo interno, con una delle visuali più ampie e spettacolari della regione. Si aggira la cima del Block Haus e si cammina sul crinale di Scrima Cavallo, immersi in una fitta boscaglia di pini mughi. Dopo circa 50 minuti del Blockhaus, un bivio segnalato che conduce con pochi passi fino alla Tavola dei Briganti. Si tratta di formazioni rocciose dove sono riportate incisioni ed iscrizioni di metà ‘800 di briganti e pastori del periodo post unitario. Il ritorno si effettua per lo stesso itinerario dell’andata.

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parco della majella

Il Parco Nazionale della Majella ha una lunga e articolata rete di sentieri escursionistici  che toccano tutti i vari settori del Parco. Ci sono oltre 700 km di sentieri suddivisi in tracciati escursionistici della durata di poche ore o al massimo di una giornata, 3 grandi trekking della durata di più giorni, e un sentiero dedicato alle capanne in pietra a secco. Tra questi ho individuato per voi 36 semplici tracciati che vi spiegherò poi in altri articoli che troverete qui. Spesso questi itinerari che troverete sono prossimi ad aree faunistiche, giardini botanici, o altre strutture d’interesse a cui abbinare la visita. Consiglio a tutti i visitatori di rivolgersi sempre, prima di effettuare escursioni, ai Centri di Visita o ai Centri Informazioni del Parco al fine di avere il maggior numero di informazioni circa l’itinerario prescelto.

Centri di visita

CARAMANICO TERME (PE) – via del vivaio – 085922343 https://www.majambiente.it 

FARA SAN MARTINO (CH) P.zza Municipio – 0872980970 info@laportadelsole.eu

LAMA DEI PELIGNI (CH) Località Colla Madonna 0872916010 info@cooperativamajella.it

S.EUFEMIA A MAJELLA (PE) 085920013

Centri informazione (ne inserisco solo alcuni)

BOLOGNANO (PE) Via del Popolo 085922343 https://www.majambiente.it

CANSANO (AQ) Casa Chioda Via Dell’Emigrante 3208134997 https://www.majellatrekking.eu

CAMPO DI GIOVE (AQ) Piazza Duval 15 3208134997 https://www.majellatrekking.eu

Musei

MOM MUSEO ORSO MARSICANO PALENA (CH) Loc. S. Antonio 3398629165 museorso@virgilio.it

 

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visitare il parco della majella

trekking

Visitare il parco della Majella

In tutte le stagioni il parco offre ai suoi visitatori scenari sempre nuovi e di straordinaria bellezza. La primavera inoltrata è il periodi delle fioriture e, insieme all’autunno (quando le valli sono più fresche e l’aria tersa), il momento migliore per visitare paesi ed eremi. L’estate è la stagione più consigliata per percorrere i sentieri e i grandi trekking di più giorni. Il mese di Ottobre vi incanta con i mille colori delle faggete e conduce alle porte dell’inverno, quando i paesaggi coperti da un manto bianco sono tutti da scoprire con brevi passeggiate sulle ciaspole o con fantastiche discese con gli sci da alpinismo. I percorsi per gli appassionati di trekking sono, a volte, lunghi e faticosi, specialmente quelli che si sviluppano in alta quota; qui bisogna fare molta attenzione sia alle condizioni climatiche, sia alle difficoltà di orientamento, in caso di nebbia o scarsa visibilità. Si consiglia di non allontanarsi dal tracciato dei sentieri del Parco e di affidarsi all’esperienza di personale qualificato dei Centri di Visita, sia per ottenere informazioni che, eventualmente, per essere accompagnati. L’ingresso al parco è sempre libero e gratuito.

Come vestirsi, cosa portare

Qualunque sia il periodo che scegliete per visitare il Parco, vi consiglio un abbigliamento sportivo o, comunque, comodo e funzionale. Quindi via libera a pantaloni lunghi, scarponcini da trekking con suola in gomma e procurarsi la carta del Parco. Vi consiglio di portare con voi uno zaino con una borraccia e colazione oltre ad un minimo per il pronto soccorso.

Sentieri tematici

Il Parco Nazionale della Majella ha 3 grandi trekking da percorrere con più giorni di cammino: il sentiero del Parco, il sentiero dello Spirito e il sentiero della Libertà, oltre a un itinerario dedicato alle capanne in pietra a secco.

Sentieri Escursionistici

Oltre 120 sono i sentieri escursionistici nel territorio del Parco. Tutti individuati con segnavia bianco-rosso, dalle valli più in basso raggiungono le massime cime dei gruppi montuosi del Parco, con vari livelli di difficoltà.

Sentieri per Famiglia

Riservati alle famiglie, sono stati individuati oltre 30 semplici tracciati che per durata, ubicazione e accessibilità sono particolarmente adatti ai bambini e persone poco allenate. Spesso questi itinerari sono prossimi ad aree faunistiche, giardini botanici o altre strutture d’interesse a cui abbinare la visita.

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la regione del parco nazionale alti tauri osttirol

austria

In armonia con la cultura incontaminata la regione del Parco Nazionale Alti Tauri Osttirol, a sud della cresta di confine, è considerato uno dei paesaggi più autentici dell’Austria. Acqua cristallina, alpeggi verdeggianti, aria fresca di montagna qui il mondo è ancora intatto. Devono essere state proprio la varietà, la bellezza e l’eccezionalità a far nascere infine una così ampia rete di sentieri escursionistici con molti rifugi, alberghi di montagna e punti di ristoro. Oltre 1.500 km di sentieri a tutte le altitudini, all’interno e nei dintorni della regione del GroBglockner, GroBvenediger e altre 100 vette di 3000 metri sono a vostra disposizione.

Da Matrei all’Osttirol o Kals am GroBglockner, con gli impianti di risalita “GroBglockner Resort-Matrei”, si arriva senza fatica fino al sentiero panoramico “Europa Panoramaweg”, un sentiero ideale per le famiglie con vista su una cornice alpina di 60 vette oltre i 3.000 metri. Il sentiero circolare “Talrundweg Kals” (19,5km) è particolarmente consigliato. Un altro must è una escursione dal Metreier Tauernhaus fino al castello Innergschlöss o una escursione autunnale attraverso lo Zedlacher Paradies vicino a Matrei, con i suoi larici secolari. Virgen viene considerato il “paese del sole” dell’Osttirol. Grazie al clima particolarmente gradevole e salubre, Virgen è un rifugio per i polmoni tormentati delle grandi città. Ai piedi della 4° vetta più alta dell’Austria, il GroBvenediger, si trova il paese Prägraten am GroBvenediger. Consiglio: le famose cascate “Umbalfälle” a Prägraten appaiono in un nuovo splendore. In 9 altopiani si trovano oltre 20 rifugi gestiti. La valle Kalsertal, lunga oltre 20 km, circondata dalle catene di montagna del Glockner, dello Schober e della Granatspitze, si estende a nord-est nella regione del Parco Nazionale Alti Tauri Osttirol. Qui, a 1.325 metri sul livello del mare, si erge il pittoresco paese di Karls am GroBglockner. La famosa località turistica è un punto di partenza apprezzato per incantevoli tour in montagna, ovviamente in particolare sulla vetta più alta dell’Austria, il GroBglockner (3.798 metri).

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Estate a St. Anton am Arlberg

Il fascino delle Alpi è immenso. Ma in certi posti la forza attrattiva sembra essere incastonata in modo particolare, proprio come se fosse una pietra preziosa in un gioiello. St. Anton am Arlberg trasmette questa sua magnifica caratteristica nei tanti paesaggi di vario tipo. Paludi, pascoli, laghi di montagna e una grandiosa diversità di specie: l’estate in montagna, nei suoi momenti migliori, dà un’idea della perfezione della natura.

Estate, bambini, montagna? Ma certo!

St. Anton am Arlberg apre la strada verso le vacanze in montagna da sogno, grazie, ad esempio, ai suoi 40 km di sentieri escursionistici nelle vicinanze della valle in cui è possibile portare il passeggino, oppure grazie alle gite in funivia nel bel mezzo del mondo di alta montagna. Il programma per famiglie di St. Anton am Arlberg e le carte speciali donano armonia in vacanza. Un piccolissimo assaggio delle tantissime attività che sono più smart di qualsiasi smartphone: costruzione delle zattere, tiro con l’arco, arrampicata, osservazione degli animali… o forse la più bella e interessante delle idee: accendere un fuoco con le proprie mani, come i primitivi.

Carta Estiva di St. Anton am Arlberg

Tutta la dimensione della varietà estiva delle possibilità offerte  da St. Anton è su una carta: gli ospiti ricevono questa “chiave” verso tante prestazioni gratuite già a partire dal primo pernottamento. E si può fare di più, di fatto tutto: con la carta premium St. Anton prenotabile per 3, 5 o 7 giorni.

La Carta Estiva Offre: 

Ferrovie Gratuite

una giornata di utilizzo gratuito di tutte le ferrovie di montagna in funzione. Quando e quanto si vuole.

Tutti In Piscina

Un ingresso nella piscina dell’Arlberg-well.com a St. Anton o nel centro benessere Arlberg Stanzertal a Pettneu è gratuito.

Camminare Lontano

Partecipazione a un’escursione guidata con una guida del posto esperta come da programma settimanale.

Relax Attivo

Un’attività a scelta: tour con e-bike guidato con bici in affitto e casco inclusi, tiro con l’arco e una lezione di yoga come da programma settimanale.

Drive, Chip, Putt

Un green fee per il campo da golf con 9 buche di St. Anton. Il percorso di montagna è una sfida alpina anche per golfisti esperti. Abilitazione necessaria.

Portare La Fiaccola

Partecipazione unica alla passeggiata delle fiaccole nella natura notturna di St. Anton.

Andare in Autobus

utilizzo illimitato di tutti gli autobus in funzione tra Landeck e St. Christoph am Arlberg.

Essere Bambini

Partecipazione al programma per bambini dal lunedì al venerdì.

Vivere Storie

Entrata al museo di St. Anton. Nel gioiello storico, nella villa Trier, la storia movimentata dal punto di vista sportivo e il presente del luogo diventano visibili e percettibili. È anche un luogo di incontri grazie a ristoranti e parchi per trascorrere il tempo libero.

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gita in val di serchio

toscana

Borgo delle fate è il nome ufficioso del progetto di riqualificazione della zona di Isola Santa e dintorni. È un luogo magico questo pezzo di Val di Serchio, in provincia di Lucca, tra i profili scoscesi delle Apuane e l’Appennino. Una terra di santi e pellegrini, contesa per secoli per la posizione strategica e le sue acque, oggi vocata alle passeggiate nel verde e alle avventure in famiglia. Nel cuore del Parco regionale delle Alpi Apuane si pernotta proprio a Isola Santa, frazione di Careggine: sorge dalle acque smeraldine del Lago di Isola Santa ed è collegato alla terra solo da un capello di strada. Negli anni 50 una diga sorta a ridosso dell’abitato lo svuotò, ma oggi nel borgo raccolto intorno all’Hospedale di San Jacopo, del XIII secolo ora chiesa sconsacrata, domani forse centro polivalente ci sono segnali di vita. Da qui parte la passeggiata della Pollaccia, lungolago. Soprattutto al tramonto, tra i gialli e i neri dell’inverno, è un’altra esperienza da ricordare.

Sul Lago Incantato

Dopo lo scatto di rito, dall’argine della diga partono da qui le escursioni più belle. A partire da quella per la vetta della Pania della Croce, regina delle Apuane con i suoi 1.858 metri, a sudest di Isola Santa. Lunga, ma facile, è anche per i bambini dagli 8 anni in su: un rito antico arrivare in cima all’alba e vedere il mare. È adatta ai più piccoli pure la salita per gli alpeggi del Puntato, che si inerpica fra i prati fino a Col di Favilla. Sembra un paese uscito da un libro di Tolkien, con le case di pietra abbandonate intorno alla chiesina di Sant’Anna. Prenotando per tempo una guida, si prosegue poi sulla provinciale di Arni fino all’imbocco del sentiero che porta alle Marmitte dei Giganti, 5 minuti d’auto verso il mare. La prima parte del tracciato non è adatta ai bambini, però si organizzano tour di circa 2 ore per le scolaresche fino alle celebri piccole piscine circolari, scavate dai torrenti nel marmo della montagna, simili ai pentoloni di antichi titani. Poco più a nord, sembra una fiaba anche la storia di Fabbriche di Careggine, il paese scomparso nelle acque del lago artificiale di Vagli. Le sue case e la chiesa romanica di San Teodoro vedono la luce solo durante le rarissime operazioni di svuotamento del bacino da parte dell’Enel. L’ultima volta accadde nel 1994: i turisti sono corsi a flotte a fotografare le rovine del villaggio fantasma. Non si conosce quando riaccadrà, ma c’è ogni tanto qualcuno che si diverte a suonare le campane della chiesa della frazione di Vergaio, sempre aperta, lì a fianco: sono proprio quelle del paese perduto salvate dall’acqua. Ancora sul lago, il Bioparco di Vagli offre aree picnic, un ponte sospeso tra i più lunghi d’Europa che di notte si accende di tanti led e, da poco, ha un tratto trasparente per guardare nel vuoto e la possibilità di prenotare tour sull’asinello o in elicottero. La novità del 2017 è la zipline: una teleferica lunga1.500 metri per sfrecciare, a 150 km orari, sospesi 350 metri sopra l’acqua. Se il clima, sempre incerto quassù, fosse inclemente, si può optare per la Grotta del Vento, sopra Fornovalasco. Suggestivo d’inverno, per l’acqua che cola all’ingresso e sulle pareti, il sito offre tre tipologie di tour, tra cui quello con lo speleologo, con imbragatura, e il percorso di 3 ore su passerelle sicure, con un passaggio dentro la gola alta 90 metri. Poco prima della grotta, sulla sinistra, si imbocca il sentiero per il Monte Forato, spettacolare arco di roccia che domina la valle. Il tracciato è facile, ,a dura comunque 4 ore: chi viaggia con i bambini piccoli si può fermare nel primo tratto all’imbocco della Tana che Urla, altra cavità carsica da cui, nei giorni di piena, esce una piccola cascata; all’interno si possono fare escursioni con Apians. Chi prosegue potrà invece incrociare le coppiette di trekker innamorati che, complice la forma a vera nuziale, vengono sul Forato a scambiarsi le promesse. Agganciata al portale di roccia, un’altra novità, al momento per maggiorenni: l’altalena per dondolarsi in mezzo al cielo, con un’imbragatura. Appena a nord, ecco la Riserva Naturale dello Stato dell’Orecchiella, versante appenninico della Garfagnana: dal centro visitatori, con piccolo museo naturalistico, partono vari sentieri didattici. Una bella idea è trascorrere la notte in uno dei rifugi, pittoreschi ed economici, sperando di avvistare cervi o cinghiali. Vale la pena di sconfinare nella vicina Val Fegana per vivere la Riserva Statale dell’Orrido di Botri. I più pigri vi si possono affacciare dai tratturi che lo seguono dall’alto; i bambini, con la guida, affrontano il tratto facile fino alla piscina prima dei passaggi con le corde; i più sportivi l’intero sentiero sul fondo con tratti di tubing, la discesa con imbragatura nel tracciato di piccole cascate, tra pareti a strapiombo.

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Varallo sesia ecco cosa visitare

Valsesia

Questa è Varallo sesia che con la sua posizione e il suo santuario sul famoso Sacro Monte, presenta particolari e interessanti vedute che nessuna persona provvista di mezzi dovrebbe trascurare di visitare e, vecchie case e pendii ricchi di vegetazione formano un quadro che tutti vorrebbero possedere. Le strette contrade del centro storico, i cortili interni, il fitto tessuto di edifici religiosi e l’edilizia borghese sono testimonianza della storia del capoluogo della Valsesia.

Cosa Visitare:

La collegiata di S.Gaudenzio

eretta su un promontorio roccioso, è raggiungibile grazie alla maestosa scalinata contemporanea alla sua costruzione. La chiesa si presenta circondata da un loggiato composto da 28 archi dal quale si domina la piazza sottostante. Del suo aspetto originario, rimane solo la parte del campanile romanico. L’interno, barocco, presenta un’unica navata con cappelle laterali abbellite da opere pittoriche del XV-XVIII secolo mentre, nell’abside, si trova il polittico di Gaudenzio Ferrari dedicato allo Sposalizio di S.Caterina.

La Casa Valsesiana “Muntisei”

Situata all’interno dei giardini pubblici, è una ricostruzione di una tipica abitazione valsesiana: presenta infatti le caratteristiche di estrema funzionalità delle strutture e il tetto in beole, tipici delle costruzioni edilizie della Valsesia.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

L’interno, caratterizzato dalla spoglia struttura architettonica di matrice francescana, è movimentato dalla presenza di archi gotici che sorreggono il soffitto in travi di legno a vista. A costruire la parte più artisticamente importante dell’edificio e ad attrarre lo sguardo del visitatore sono le 21 scene della vita di Cristo affrescate da Gaudenzio Ferrari, collocate sulla parete divisoria che separa lo spazio aperto ai fedeli da quello anticamente riservato ai religiosi. La parete è sovrastata, nel timpano, dal busto dipinto dal profeta Isaia, mentre al di sotto di essa due tondi raffigurano S.Francesco e S.Bernardino da Siena, soprastanti a loro volta due riquadri con la Pietà e la Veronica. La chiesa presenta inoltre i resti di una razione più antica, visibile nei riquadri accanto alla cappella di sinistra, mentre gli affreschi sulla volta della cappella dedicata alla Madonna delle Grazie sono opera di Antonio Orgiazzi. Nel chiostro del convento sono conservati affreschi che riprendono i temi della vita di Gesù trattati all’interno, oltre a figure di santi e alla Vergine col Bambino, sempre di ispirazione gadenziana.

Piazza Ferrari

Questa piazza è dominata dal monumento dedicato a Gaudenzio Ferrari.

L’Ottocentesco Palazzo del Musei

Sorge poco distante: attualmente ospita la Pinacoteca e il Museo Calderini, in passato era inoltre sede della Scuola Barolo, dedicata allo studio amatoriale di disegno e scultura. La Pinacoteca conserva esempi di pittura piemontese e valsesiana.

Il Museo di Storia Naturale Pietro Calderini

In riallestimento, è invece dedicato alla Storia Naturale e geologica di Varallo e della Valsesia. Ospita, oltre ad una ricca raccolta di coleotteri, reperti paleontologici, etnologici ed archeologici.

In Piazza S.Carlo, è possibile visitare la Casa-Museo Cesare Scaglia, in cui sono raccolte non solo opere ma anche mobili, oggetti e oggetti dell’artista. Dal palazzo dei Musei ci si può inoltrare nel centro cittadino, percorrendo vie caratteristiche quali via Don Maio, antica Contrada dei Nobili, Piazza S.Carlo, via Orgiazzi, via Albertoni, via Alberganti, fino a raggiungere Piazza Ravelli. Il ponte sul torrente Mastallone raggiunto attraversando le antiche vie di Varallo, è dominato dalla statua del generale Giacomo Antonini. Il Palazzo Scarognini d’Adda, oltre il ponte presenta una grandiosa architettura quattrocentesca, sugli esterni sono raffigurati gli antichi stemmi delle famiglie proprietarie. Tornando verso il centro città, attraverso via Osella in piazza Calderini su cui si affaccia il settecentesco Palazzo Racchetti, oggi sede della biblioteca civica. Poco distante, il palazzetto Centa testa presenta la sua importante architettura affacciandosi su via Vietti. Si raggiunge in fine corso Roma, viale alberato su cui si affacciano l’ex convento delle Orsoline, e le ville ottocentesche, segno tangibile dell’agiatezza e di un alto livello culturale raggiunto nel XIX secolo: oggi sono la sede del Municipio e di diversi Enti Territoriali.

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Forni di Sopra: cosa vedere

friuli venezia giulia

ecco un elenco di cose da vedere nel centro storico di Forni di Sopra.

Chiesa di San Floriano

in frazione Cella custodisce pregevoli opere del ‘500, il trittico d’altare di Andrea di Bortolotto detto “il Bellunello” e affreschi di Gianfranco da Tolmezzo.

Chiesa parrocchiale S. Maria Assunta

in frazione Cella – la chiesa risale al 1835-41. Al suo interno si possono ammirare tre bellissimi altari lignei dei Comuzzi. Il campanile è il più alto della Carnia ed è stato realizzato utilizzando esclusivamente blocchi di pietra dai maestri scalpellini fornesi dal 1776 al 1860.

Castello di Sacuidic 

Resti di un maniero risalente ai sec. XII-XIII, posto sulla sponda sinistra del fiume Tagliamento, a controllo di un’antica via di comunicazione. Venne incendiato verso la fine del 1200, probabilmente per la presenza di una zecca clandestina. Si trova nelle adiacenze della frazione Andrazza ed è tuttora oggetto di scavi e restauri.

Cuol di Ciastiel 

Il sito, tuttora in fase di ricerca, si trova sulla sommità di un colle, in località Clevas, tra Cella ed Andrazza. Sono stati rinvenuti l’ingresso del castrum e buona parte del sentiero di accesso.

Museo rurale forense

Allestito nei locali dell’ex latteria di Vico, rappresenta uno spaccato di vita passata. Sono esposti arnesi utilizzati nei lavori agricoli e le originali attrezzature della vecchia latteria.

Museo “il filo dei ricordi”

Ricca esposizione sulla grande tradizione della tessitura. In mostra: strumenti di lavoro, indumenti, coperte, ricami, arredi e l’occorrente per confezionare i tipici scarpès, calzature completamente di stoffa, con suola trapuntata a mano e tornaia in velluto.