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cosa vedere a Gromo (parte 2)

lombardia

Continuo la guida di Gromo in questa sue seconda e ultima parte.

Torre del Grannaderio (o Lavanderio)

La Torre (anche chiamata castello Priacini) si eleva su un poggio dominante la valle. Questo palazzo ha uno stile castellano con torre e merlatura, nel cortile interno ci sono un porticato e delle bifore.

Ville Liberty

Ci sono molte ville liberty sparse per il paese con fantasiose forme, intonaci istoriati, pietre e legni decorati, pregevoli ferri battuti e giardini.

Chiesa Crocetta

La piccola Chiesa della Crocetta dedicata alla Beata Vergine Addolorata, venne costruita in occasione del colera del 1856. Ad accogliere il visitatore è un piccolo porticato di costruzione recente con due archi con in mezzo una colonna in pietra con capitello. Affreschi probabilmente cinquecenteschi sono emersi nel corso dei recenti restauri. Sulla parete di fondo si nota un piccolo affresco dedicato alla Madonna Addolorata.

Parrocchia San Giacomo

Fondata nel XII secolo si articola in più parti, la cappella di San Benedetto, la forestiera ora museo parrocchiale – il portico, i sagrati sud e nord. L’interno, ha un gusto romanico a 3 navate, presenta ambienti rinascimentali (il battistero) e barocchi (le navate laterali e il presbiterio). Conserva pregevoli e numerosi elementi degni di nota: il cinquecentesco fonte battesimale, il ciclo pittorico di Antonio Cifrondi, la pala di Ognissanti di Antonio Marinoni, tele della seconda metà del’700 di ambito veneto, preziose reliquie in rare oreficerie e l’antico altare ligneo del 1645. Infine la statua lignea di Cristo morto di Grazioso Fantoni. La ricchezza, il gusto, la molteplicità degli arredi, rispecchiano la storia, l’economia, la devozione e le vicende delle varie contrade del territorio di Gromo.

Torre degli Olivari

Torre situata nel Borgo Alto di Gromo come pertinenza della “curtis de Uliveris”, del Casato degli Olivari, e si caratterizza per la tessitura muraria costituita da grossi conci squadrati.

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lecco guida parte 4

lombardia

Lecco, unica e meravigliosa.

Teatro della società

Piazza Giuseppe Mazzini, 3 Lecco. Nasce dalla “Società del teatro dei dilettanti del territorio”.

Piazza 20 Settembre

Qui si trova la casa natale dell’Abate Stoppani. Le case sono in cintinuità e hanno, ai primi piani, grandi terrazze. Sulla sinistra della piazza ci sono alcune vie caratteristiche di Lecco, come via Bovara, via Anghileri e il vicolo del Pozzo. Lungo quest’ultima strada si trova Casa Doniselli, edificio con un pregevole loggiato del XV secolo aperto su un minuscolo cortile.

Vicolo del Torchio 

Centro della torchiatura delle olive, delle noci e di altri semi utilizzati per ricavarne l’olio, il vicolo in passato si presentava come un luogo molto sudicio e unto. Nonostante oggi sia stata ripulita, la via presenta ancora elementi del suo passato, come una grande finestra con grosse inferriate di un’antica casa, che probabilmente verso la fine del 1700 fu sede del tribunale del Borgo.

Piazza Mario Cermenati

Piazza dedicata a Mario Cermenati. Al centro, si può ammirare il monumento dedicato al geologo lecchese. Costruito nel 1927 da Francesco Modena ricorda la figura di questo studioso, appassionato di Geologia e docente di questa materia all’Università di Roma.

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Lecco guida di cosa vedere

lecco

Vi metto qui un elenco di bellezze da vedere a Lecco, una piccola cittadina in quel del lago di Como.

Palazzi

Palazzo Belgiojoso

Si trova in Corso Giacomo Matteotti, 32. Palazzo Belgiojoso, è stato edificato tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo per la famiglia Locatelli di Valle Imagna, fu  ristrutturato nel 1774 e venduto ai principi Belgiojoso d’Este, da cui prende il nome. Attualmente è sede dei musei civici e ospota collezioni Naturalistiche disposte in 11 sale, contenenti un’ampia raccolta di reperti, buona parte dei quali preparati dallo stesso fondatore del museo: Carlo Vercelloni. Inoltre sono esposte delle collezioni Mineralogiche.

Palazzo Bovara

Piazza Armando Diaz Lecco. Costruito nel 1843 su progetto dell’architetto Giuseppe Bovara come ospedale della città. L’edificio funzionò come ospedale fino al 1900 quando, diventato ormai insufficiente ai bisogni della città fu venduto al comune di Lecco che prima lo adibì a uffici e a Tribunale poi trasferivisi definitivamente a partire dal 1928.

Palazzo delle Paure

Piazza Mario Cermenati 24 – Lecco. L’edificio era ed è chiamato così perché è in questo luogo che venivano riscosse le imposte; il palazzo era infatti originariamente sede dell’intendenza di Finanza. Il complesso, ristrutturato all’inizio del secolo XXI, venne edificato nel 1905 in stile eclettico neomedioevale ed è oggi sede d’uffici pubblici. Si erge su 4 piani e presenta una torre in cui è stato incastonato lo stemma dei Visconti. Comprende anche il contiguo edificio porticato sede della Camera di Commercio.

Villa Gomes

Via Carlo Gomes Lecco. Fatta costruire dal musicista Antonio Carlo Gomes su progetto di Attilio Bolla negli anni 1880/81, fu chiamata “Brasilia” dal Gomes stesso perché l’arredamento interno e quello del vasto parco gli ricordavano il suo paese natale. Oggi ospita la Scuola Civica di Musica, mentre accessibili sono i giardini.

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vercelli e il suo centro storico

piemonte

Vercelli, capoluogo di provincia e sede universitaria, affonda le proprie radici in un arte. Vercelli è da scoprire con calma e con metodo, per coglierne le 3 anime: medievale, rinascimentale e di città d’arte.

Vercelli tra il sacro e profano

Dalla Basilica di Sant’Andrea, uno dei massimi capolavori del periodo romanico-gotico italiano, simbolo della città con il fascinoso chiostro e la Sala Capitolare, proseguendo verso il Salone Dugentesco, storico “hospitale” per i pellegrini di passaggio lungo la via Francigena. In questa zona non si può non ammirare l’elegante Piazza del Duomo. Qui sorgono la Cattedrale, dove è conservato l’incantevole crocifisso monumentale, e il Seminario Arcivescovile. In piazza d’angennes si affaccia imponente il Campanile romanico a fianco del palazzo dell’arcivescovado che ospita l’Archivio, la Biblioteca Capitolare ed il Museo del Tesoro del Duomo. Imboccando via Galileo ferraris passate in mezzo a due altri illustri simboli vercellesi, la Chiesa di San Bernardo e l’ex Chiesa di San Marco, per poi giungere, tra ali di palazzi storici, in piazza Cavour. Ancora oggi questa nobile piazza, interamente circondata da portici medievali da cui emerge la trecentesca Torre dell’Angelo, è il cuore della città. Piazza Cavour è compresa tra piazza Palazzo Vecchio, e la piazza del Municipio dove si trova la Chiesa di San Paolo che conserva, all’interno, due opere di Bernardino Lanino.

Vercelli, tra umanesimo e rinascimento

Dalla piazza del Municipio, imboccando via San Cristoforo, ci si trova difronte l’omonima chiesa rinascimentale, la “cappella sistina di Vercelli”, che custodisce alcune delle più importanti opere pittoriche del ‘500: due splendidi cicli di affreschi di Gaudenzio Ferrari, storie della vita della Vergine e storie della vita di Santa Maria Maddalena, e una pala d’altare, la Madonna degli Aranci. Proseguendo lungo via Cagna e svoltando a destra verso Corso Libertà, si scopre Palazzo Centoris, edificio rinascimentale con bramantesco cortile coperto a doppio ordine di archi. Poco più avanti incontrerete Casa Tizzoni, magnifico edificio con un’elegante torre quattrocentesca. Verso la fine del “corso” si trova l’ex Chiesa di S. Chiara, raffinato capolavoro del barocco piemontese.

La Vercelli dei Musei

Il Museo Leone ha sede in due bellissimi palazzi contigui, la cinquecentesca Casa Alciati e il barocco Palazzo Langoscio, e custodisce reperti archeologici e opere d’arte dalla Preistoria all’800. Lungo la via Borgogna sorge l’altro importante museo cittadino, il Museo Borgogna che, per importanza è la seconda pinacoteca del Piemonte e che è ricco di opere di scuola vercellese del Rinascimento nonché di famosi maestri italiani, tedeschi, olandesi e fiamminghi dell’800 e del ‘900. Una raccolta di tesori inestimabili è anche il Museo del Tesoro del Duomo, ospitato nel Palazzo del Arcivescovado.

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Forni di Sopra: cosa vedere

friuli venezia giulia

ecco un elenco di cose da vedere nel centro storico di Forni di Sopra.

Chiesa di San Floriano

in frazione Cella custodisce pregevoli opere del ‘500, il trittico d’altare di Andrea di Bortolotto detto “il Bellunello” e affreschi di Gianfranco da Tolmezzo.

Chiesa parrocchiale S. Maria Assunta

in frazione Cella – la chiesa risale al 1835-41. Al suo interno si possono ammirare tre bellissimi altari lignei dei Comuzzi. Il campanile è il più alto della Carnia ed è stato realizzato utilizzando esclusivamente blocchi di pietra dai maestri scalpellini fornesi dal 1776 al 1860.

Castello di Sacuidic 

Resti di un maniero risalente ai sec. XII-XIII, posto sulla sponda sinistra del fiume Tagliamento, a controllo di un’antica via di comunicazione. Venne incendiato verso la fine del 1200, probabilmente per la presenza di una zecca clandestina. Si trova nelle adiacenze della frazione Andrazza ed è tuttora oggetto di scavi e restauri.

Cuol di Ciastiel 

Il sito, tuttora in fase di ricerca, si trova sulla sommità di un colle, in località Clevas, tra Cella ed Andrazza. Sono stati rinvenuti l’ingresso del castrum e buona parte del sentiero di accesso.

Museo rurale forense

Allestito nei locali dell’ex latteria di Vico, rappresenta uno spaccato di vita passata. Sono esposti arnesi utilizzati nei lavori agricoli e le originali attrezzature della vecchia latteria.

Museo “il filo dei ricordi”

Ricca esposizione sulla grande tradizione della tessitura. In mostra: strumenti di lavoro, indumenti, coperte, ricami, arredi e l’occorrente per confezionare i tipici scarpès, calzature completamente di stoffa, con suola trapuntata a mano e tornaia in velluto.

 

 

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Piacenza medievale

chiesa di piacenza

oggi vi propongo un percorso medievale a Piacenza.

Basilica di S.Savino

la chiesa, consacrata nel 1107, presenta oggi una facciata realizzata nel 1721 che ha coperto quella originale. L’interno, a tre navate e con una splendida cripta, è in stile romanico lombardo, sopra l’altare maggiore troneggia il prezioso crocifisso ligneo policromo del XII secolo. Di straordinario interesse sono i mosaici pavimentali che risalgono al XII secolo: quelli del presbiterio rappresentano il Dio anno con il sole e la luna e le scene che simboleggiano le Virtù Cardinali, mentre i mosaici della cripta illustrano i mesi con le attività agricole affiancati dai corrispondenti segni dello zodiaco.

Duomo – Cattedrale di Piacenza

La cattedrale, splendido esempio di romanico emiliano, fu iniziata nel 1122 e conclusa nel 1341. L’interno è a tre navate con ampio transetto e grandioso tiburio centrale. Sulla facciata in marmo e arenaria si aprono tre portali sormontati da protiri, con decorazioni raffiguranti telamoni e scene della vita di Cristo, sia sul portale di destra, attribuito allo scultore Nicolò, sia su quello di sinistra assegnato alla scuola di Wiligelmo. Sul protiro centrale è raffigurato il ciclo dello zodiaco degli stessi autori. All’interno della chiesa su alcuni pilastri sono inseriti bassorilievi raffiguranti le corporazioni artigiane medioevali che contribuirono alla costruzione della cattedrale: i paratici. Molto interessante è il fonte battesimale paleocristiano ricavato da un unico blocco di marmo. Diversi affreschi tre-quattrocenteschi decorano pareti e pilastri. Sopra l’altare si trova l’importante polittico ligneo di Antonio Burlengo e Bartolomeo Da Groppallo. Sulla guglia del campanile trecentesco svetta un angelo rotante in rame dorato dello stesso periodo.

Basilica di S.Antonino 

Fondata come antica basilica paleocristiana nel IV secolo, l’attuale struttura risale al XI secolo con successivi rimaneggiamenti. presenta una pianta a croce latina rovesciata con torre ottagonale verso la facciata. testimonianze uniche della pittura a Piacenza nel XII secolo sono gli affreschi nel sottotetto che rappresentano santi e profeti. Alcuni di questi sono stati strappati e rimontati sulle pareti laterali dell’ingresso settentrionale. Sotto l’altare maggiore sono custoditi i resti di S.Antonino, patrono della città. nel 1183 qui si avviarono i preliminari della pace di Costanza tra Federico Barbarossa e i Comuni Italiani, come è ricordato nella lapide posta sotto lo splendido Portico del Paradiso, che segna l’ingresso della chiesa con uno splendido portale romanico. Annesso è il Museo Capitolare. Qui sono conservate opere di pregio tra cui i dossali del Quattro-Cinquecento e preziosi codici dello stesso periodo.

Chiesa di S.Francesco

In stile gotico, venne edificata tra il 1278 e il 1365. la facciata a capanna dà accesso ad un grandioso spazio interno diviso in tre navate, senza transetto, e con ampio coro. Interessanti gli affreschi dei secoli XIII-XV, tra cui uno splendido Giudizio Universale. In origine vi era annesso un convento francescano con tre chiostri, dei quali è conservato, solo in parte, quello che si affaccia su piazza plebiscito.

Palazzo Gotico 

Edificato nel 1281, grazie all’iniziativa di Alberto Scotti, è un insigne esempio di architettura civile medioevale. Arricchito da un loggiato in marmo rosa di Verona, in elegante contrasto con il piano superiore in cotto rosso, è decorato con ampie trifore e quadrifore. Al piano superiore è ospitato il grande salone per assemblee, ora adibito a prestigiosa sede di convegni e manifestazioni.

Piazza Borgo 

Il nome deriva da sobborgo in quanto la zona era fuori dalle prime mura medioevali. Qui erano presenti in particolare botteghe artigiane di mercanti di pellami e tessuti. All’angolo con via Garibaldi è ancora visibile l’antica casa torre appartenuta alla famiglia Scotti. Domina la piazza la chiesa di S.Brigida, costruita su un edificio più antico, che aveva annesso un hospitale per i pellegrini, poco lontano la chiesa di S.Eufemia.

Chiesa di S.Giovanni in Canale

Fu edificata nel XIII secolo dall’ordine dei domenicani. L’ampio spazio interno è suddiviso in tre navate senza transetto. All’interno della chiesa sono visibili un prezioso sarcofago in marmo rosa di Verona della famiglia Scotti e affreschi due-trecenteschi. Il chiostro dell’attiguo convento è conservato solo in parte.

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Piacenza città di musei

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Ecco i migliori musei da visitare a Piacenza:

Galleria e Collegio Alberoni 

Il collegio fondato dal Cardinale Giulio Alberoni e inaugurato nel 1751, mantiene la sua funzione originaria di scuola per la preparazione alla vita ecclesiastica e di centro teologico,  filosofico e scientifico. La biblioteca è ricca di circa 130.000 volumi; il Gabinetto di Fisica, quello si Scienze Naturali, l’osservatorio storico e meteorologico e la Specola Astronomica sono perfettamente funzionanti. Nella nuova galleria Alberoni, adibita a museo sala congressi e concerti, sono conservati la maggior parte della quadreria e diciotto superbi arazzi di manifattura fiamminga.

Museo Civico Di Storia Naturale 

È ospitato nella vecchia fabbrica del Ghiaccio dell’ex Macello Comunale, ora Urban Center. Su una superficie di 2000 metri quadrati , comprende sale espositive, laboratori didattici attrezzati, un settore mostre e un’aula per proiezioni e filmati. Il percorso espositivo vede il supporto di strumentazioni multimediali (anche tattili, funzionali ai non vedenti) e si snoda tra “la pianura”, “la collina” e “la montagna”, secondo criteri museografici innovativi, che mirano a ricreare gli ambienti naturali del nostro territorio. Nel padiglione Negrotti dell’Urbana Center è ospitata una sezione del museo l’Oil&Gas Museum che racconta il ruolo di prima grandezza che la provincia di Piacenza ha avuto nella storia italiana del petrolio e del gas metano.

Galleria D’Arte Moderna Ricci Oddi

la straordinaria raccolta, dono alla città del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi, comprende opere prevalentemente italiane databili tra il 1830 e il 1930. È ospitata nell’edificio progettato appositamente dall’architetto Giulio Ulisse Arata e e inaugurato nel 1930. la Galleria espone opere di artisti stranieri e italiani dell’ottocento e del Novecento.

Musei Diocesani

Il Museo Capitolare – basilica di S.Antonino custodisce tre dossali del quattrocento, tele dei secoli XVII-XVIII, calici, ostensori, reliquiari, paramenti liturgici, troneggi, messali e locali dei secoli XIV-XV. Museo della Cattedrale espone il noto codice 65, altri preziosi codici, argenterie, paramenti liturgici e dipinti un tempo in cattedrale, sculture e arredi provenienti da chiese della diocesi. Il Museo Scalabrini, costituito mediante diverse donazioni dopo la morte del Vescovo di Piacenza Monsignore Scalabrini, conserva tele e oggetti sacri che ne rispecchiano gli interessi e la spiritualità.

Piccolo Museo Della Poesia – Incolmabili Fenditure

Nel museo, nato dall’associazione omonima, è conservata una straordinaria colazione dedicata alla poesia italiana del Novecento, ma anche ad opere da Dante agli autori contemporanei. ospita la Galleria D’Arte Spazialismo poetico.

Ente Museo Palazo Costa – Fondazione Horak

Il palazzo fu realizzato su progetto di ferdinando Bibiena a partire dal 1693. Al primo piano adibito a museo la Fondazione Horak espone un vasto nucleo di mobili settecenteschi, opere pittoriche  e una raccolta di sculture dal XIV al XVII secolo. La sala Salvator Rosa  deve il suo nome alla presenza di una notevole raccolta di opere, dipinti ed incisioni dell’artista.

Museo Della Stampa M. Prati

È dedicato agli strumenti tipografici utilizzati  fino agli anni Ottanta per la realizzazione del quotidiano locale Libertà, uno dei più antichi d’Italia. All’interno del Museo sono esposte le machine compositive storiche degli anni in cui si stampava in maniera artigianale.

Musei Civici e Palazzo Farnese

occupano la cittadella viscontea e la mole farnesiana. Al piano rialzato di palazzo Farnese sono esposti: il modello ligneo del palazzo, affreschi tardo medievali, epigrafi, stemmi e sculture dei secoli XVII-XVIII, vetri, ceramiche, armi da difesa e da offesa datate tra cinque e settecento. nelle cornici a stucco dell’appartamento ducale sono inseriti i dipinti dei Fasti Farnesiani con le gesta di Paolo III e di Alessandro Farnese, completati dai fasti di Elisabetta esposti in Pinacoteca. Qui, tra i pregevoli dipinti dei secoli XIV-XIX, spicca il Tondo di Sandro Botticelli Madonna adorante il Bambino con S.Giovannino, che è il cuore delle collezioni. nei sotterranei è ospitato il museo delle carrozze, con rari e preziosi esemplari dei secoli XVIII-XX. Nell’ammezzato il Museo del Risorgimento conserva documenti e cimeli dal 1821 al 1870. All’interno del Museo Archeologico, allestito nella cittadella viscontea, sono visitabili la sezione di pre-ptotestoria, un piccolo antiquarium con le collezioni civiche e il celeberrimo Fegato etrusco.

Antiquarium Santa Margherita Fondazione di Piacenza e Vigevano 

È l’unico e straordinario caso a Piacenza di conservazione e valorizzazione di tracce stratificate della bimillenaria storia della città. nel suggestivo allestimento  con l’ausilio di reperti selezionati e di pannelli esplicativi, sono ripercorse le vicende di un angolo di Piacenza dall’età romana a quella medievale. la chiesa superiore oggi auditorium è adorna di stucchi e affreschi, risale al XVII-XVIII secolo e si impone su di un precedente edificio del XVII secolo.

Istituto Gazzola Scuola D’arte – Pinacoteca

Nella pinacoteca sono conservate tantissime opere.

Museo Ornitologico

Consegna studia ed espone gli uccelli che vivono in natura e quelli allevati dall’uomo. Al primo piano si trova un’aula didattica espositiva, mentre all’esterno una grande voliera ospita piccoli uccelli esotici e esemplari della fauna locale.

Museo della Civiltà  Contadina G.Ranieri

Il Museo è allestito nel campus agroalimentare Raineri Marcosa. La raccolta documenta gli aspetti essenziali del mondo rurale attraverso l’esposizione di strumenti e utensili relativi al lavoro agricolo e artigianale, arredi e oggetti legati ad usi e costumi della vita contadina. Contribuiscono ad arricchire l’allestimento le immagini del fotografo documentaristico Dino Petrelli.

 

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Piacenza Rinascimentale

cittadella farnesiana

Per raccontare la  Piacenza Rinascimentale vi suggerisco di visitare i seguenti luoghi:

Basilica di S.Maria di Campagna 

Fu edificata secondo il progetto di Alessio Tramello su una chiesa preesistente. Inizialmente contraddistinta dall’imponente tributo centrale e dalla lanterna, presentava in origine una pianta a croce greca. Già nella seconda metà del Cinquecento venne aggiunto il coro per rispondere a nuove esigenze liturgiche. La struttura esterna, realizzata in cotto, presenta nitidi volumi dalle linee armoniose. L’interno, ricco di opere d’arte, è altresì impreziosito da un importante ciclo di affreschi di Giovanni Antonio Sacchi detto Il Pordenone. Alla sua morte l’opera venne ultimata da Bernardino Gatti detto il Sojaro. Gli affreschi rappresentano la nascita della Vergine, L’adorazione dei Magi, i pastori al presepio, fuga in Egitto e Storie di S. Caterina d’Alessandria nelle cappelle laterali, e un complesso programma iconografico raffigurante temi del Vecchio e Nuovo Testamento sulla cupola. Indirizzo: piazzale delle crociate, 5

Chiesa di S. Sepolcro

Fondata sulla via Francigena nel 938, fu riedificata su progetto di Alessio Tramello. L’edificio in cotto, di grandi dimensioni e senza decorazioni esterne, presenta linee severe e imponenti. L’interno semplice, suddiviso da pilastri alti e quadrati, presenta un fregio monocromo che si snoda lungo tutto il perimetro. La ricca decorazione quattrocentesca del chiostro, oggi non visitabile, è conservata presso i Musei Civici di palazzo Farnese. Indirizzo: via S.Nazzaro, 4

Palazzo Scotti da Fombio 

Il palazzo ha una facciata semplice e severa in cotto, scandita da comici marcapiano e da un portale in marmo, decorato con motivi classicheggianti e stemmi nobiliari degli Scotti e dei Sanvitale. All’interno si schiude un cortile porticato con colonne ed eleganti capitelli. Oggi è sede del Collegio Morigi. Indirizzo: via Taverna, 39

Chiesa S.Sisto

la chiesa attuale, progettata all’inizio del Cinquecento da Alessio Tramello, è stata edificata su un precedente complesso monastico alto medievale. La facciata è arricchita da decorazioni, semicolonne e statue di Santi e si affaccia su di un ampio chiostro triportico, dal quale è possibile veder anche il Chiostro dell’Abate. la pianta presenta uno schema a tre navate con transetto e cappelle laterali ed ha un’ampia cripta di impronta bramantesca. L’interno è ricco di opere d’arte: affreschi, dipinti, monumenti e sculture, tra cui spicca lo straordinario coro ligneo intarsiato, databile ai primi decenni del Cinquecento. Sopra al coro è oggi visibile una copia settecentesca  della Madonna Sistina di Raffaello. Indirizzo: via S.Sisto, 9

Palazzo Farnese 

Il palazzo, voluto da Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V e moglie del duca Ottavio Farnese, fu edificato su progetto di Jacopo Baroni detto il Vignola. Per costruirlo venne parzialmente abbattuta la preesistente Cittadella Viscontea costruita nel 1373. Rimasto incompiuto, e privo del teatro che era stato progettato ma mai realizzato, presenta un’architettura imponente  e severa all’esterno, a cui fanno da contrappunto il loggiato del cortile interno, gli affreschi e i preziosi stacchi degli appartamenti di rappresentanza. È strutturato su piani grandiosi e mezzi piani. Al piano nobile si trova la  scenografica cappella Ducale, adibita in origine a cerimonie di rappresentanza della famiglia, è ora trasformata in centro convegni. Il palazzo attualmente è la sede dei Musei Civici omonimi. Indirizzo: piazza cittadella, 29

Le Mura Farnesiane

La cinta bastionata, che fu iniziata nel 1525 e terminata nel 1547, cingeva completamente l’abitato cittadino. Le mura interrotte da  bastioni, porte e torri, sono da considerarsi dei veri e propri capolavori dell’architettura militare, alla cui progettazione avevano partecipato importanti architetti del Cinquecento. Oggi sono visitabili i tratti delle mura verso Nord e verso Sud.

Palazzo Landi

Straordinario esempio di residenza signorile del Rinascimento, il palazzo venne edificato alla fine del Quattrocento. La facciata, che risale al 1484, è decorata con un fregio in terracotta raffigurante sirene, armi e medaglioni in rilievo. Ricco ed elaborato è il portale di marmo opera di Giovan Pietro e Gabriele da Rho. Il cortile grande ospita un quadriportico con decorazioni in cotto che richiamano quelle della facciata. Attualmente è sede del Tribunale di Piacenza. Indirizzo: vicolo del consiglio, 12

 

 

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Bolzano Bozen città antica

statua di Bolzano

ecco le cose che potete vedere a Bolzano – Bozen in due giorni.

Strade e Piazze

Monumento Walther von der Vogelweide, Monumento e Piazza della Vittoria, i Portici Medievali, via argentieri, via Joseph Streiter, via Bottai,  Corso Libertà e Piazza Mazzini, Piazza Walther, Piazza Stazione, Piazza Erbe, Piazza del Grano, Piazza del Grano, Piazza della Mostra, Piazza Municipio, Piazza Tribunale, Galleria Sernesi e Galleria Europa, Rencio e Santa Maddalena.

Castelli

Castel Roncolo: è situato all’imbocco della Val Sarentina, a nord della città, il castello è comodamente raggiungibile a piedi percorrendo la verde passeggiata del Lungotalvera, oppure in bicicletta lungo la pista ciclabile;

Castel Mareccio: mura antiche nel vigneto: si trova a ridosso del centro storico cittadino, immerso in un vigneto di pregiate uve Lagrein, con un incantevole vista sul  Catinaccio-Rosengarten, il castello del  XIII secolo è stato ristrutturato negli anni’80 e adibito a centro congressuale e sale espositive;

Castel Firmiano: situato al margine  sud-occidentale di Bolzano, il castello è considerato uno degli emblemi dell’Alto Adige;

Castel Flavon: è aperto al pubblico come ristorante e luogo adibito a feste e ricevimenti. Contiene pregevoli affreschi del 1500.

Conventi e Chiese

Duomo di Santa Maria Assunta: è la cattedrale della diocesi di Bolzano e Bressanone. Svetta il campanile, alto 65 metri, con una cuspide traforata in pietra arenaria. All’esterno, sul lato ovest, sono da vedere il portale romanico con protiro e leoni stilofori, il rosone e a sinistra della bella porta in bronzo l’affresco attribuito a Friedrich Pacher della Madonna con Bambino;

Chiesa dei Domenicani: chiesa a navata unica, all’interno di un vasto complesso convettuale che comprende diverse cappelle, alcune distrutte, e uno splendido chiostro. Una parte dell’antica struttura attualmente ospita il Conservatorio Musicale, come anche la Galleria Civica, sede di mostre e di altre importanti istituzioni culturali;

Chiesa dei Cappuccini: la chiesa è dedicata a Sant’Antonio da Padova  ed è stata costruita attorno al 1600 nelle pertinenze di Castel Wendelstein dei Conti di Tirolo. Conserva una grandiosa pala di Felice Brusasorci sopra l’altare maggiore ed esempi di manierismo nelle cappelle di maria Assunta e nei SS. Sebastiano e Giovanni nella prima cappella laterale;

Chiesa dei Francescani: il chiostro è uno splendido esempio gotico che costituisce  il romanico della prima costruzione. Numerosi sono gli affreschi di varia epoca con esempi di scuola grottesca, del Sei e Setecento. La chiesa conserva un magnifico altare ligneo dedicato alla natività. Il coro della chiesa è impreziosito dalle vetrate moderne di Windmoser;

Chiesa di San Giovanni in Villa: la chiesetta rappresenta un gioiello  per la città. La semplice architettura del corpo centrale è arricchita dal bel campanile con trifora e bifora del primo trecento. La decorazione pittorica interna è di straordinaria rilevanza;

Vecchia Parrocchiale di Gries: situata a qualche decina di metri dall’omonima piazza, l’edificio tardo gotico custodisce due meravigliose opere. Da un lato l’altare ligneo di Michael Pacher. Degno di una visita è anche il crocefisso ligneo romanico del 1200, probabilmente di provenienza estera e d’indubbio valore artistico;

Chiesa di San Giorgio: situato in via Weggenstein, l’edificio di forme gotiche, ospita l’ordine Teutonico. Merita una visita per la collezione di stemmi, scudi mortuari, lapidi e bandiere dei membri dell’ordine.

Musei

Museo Civico: raccoglie importantissime collezioni storico-artistiche, tra le più ricche nel loro genere in Alto Adige. Conserva opere d’arte del Medioevo fino al XX secolo, magone romaniche e crocifissi, altari gotici a portale e la famosa sezione di arte popolare con le “Stuben” gotiche, gli originali costumi popolari e le maschere folcloristiche;

Museo Archeologico dell’Alto Adige: documenta l’intera storia della provincia dal paleolitico all’Epoca Carolingia con reperti originali, modelli, ologrammi, video e guide acustiche;

Museo di scienze naturali: è ospitato nell’antica sede amministrativa dell’imperatore d’Austria, Massimiliano I. Su un’ampia superficie espositiva viene rappresentata la varietà del paesaggio altoatesino, in particolare la genesi delle Dolomiti. La principale attrazione è l’acquario marino;

Museo di Arte Moderna e Contemporanea: l’edificio è concepito come  centro per la cultura contemporanea ed ambisce ad occupare uno spazio importante nel panorama mussale italiano. Il museo espone arte giovane spingendosi oltre il mainstream internazionale. Allo stesso tempo il Museo costituisce un punto  di riferimento per l’arte locale e si adopera per rappresentare diversi generi come architettura, film, performance o teatro;

Museo Mercantile: allestito nel palazzo mercantile, già sede del prestigioso Magistrato mercantile istituito nel 1653, il museo ripercorre la storia economica della città di Bolzano;

Museo del Duomo: mostra una splendida collezione di corredi sacri di età barocca dell’era tirolese;

Passeggiate

Lungo Talvera: questo è un vero polmone verde nel entro di Bolzano, una zona molto frequentata da cittadini e ospiti per comode e rilassanti passeggiate;

Passeggiata di Sant’Osvaldo: la passeggiata di Sant’Osvaldo collega Sant’Antonio con Santa Maddalena, la bella e caratteristica collina vinicola impreziosita dal massiccio dolomitico del Rosengarten, immagine iconografica della città, che le fa da sfondo, e zona di produzione del prelibato vino autoctono Santa Maddalena;

Passeggiata del Guncina: la passeggiata del Guncina, dedicata al suo fondatore si snoda sulle pendici di San Genesio partendo da Gries;

Passeggiata del Virgolo: percorso che si snoda sulle pendici del Colle, a Sud  della città.

 

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Trento e le sue bellezze

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Trento è il capoluogo dell’omonima provincia e della regione Trentino-Alto-Adige. Fondata lungo un’ansa del fiume Adige, la città si trova in un punto di convergenza tra le vie di comunicazione che conducono dal Brennero alle Dolomiti, dal Lago di Garda a Venezia. la sua centralità geografica ha fatto sì che diventasse il centro politico, economico e culturale della provincia. Destinata ad essere cerniera tra il mondo germanico e mondo latino, conserva nei monumenti e nelle sue antiche tradizioni la sua storia, in una cornice naturale di incomparabile bellezza che la rende la città con uno dei più alti livelli di qualità della vita d’Italia.

I Musei

Museo Diocesano Tridentino: Si tratta di uno dei primi musei diocesani d’Italia. Fondato nel 1903 con finalità essenzialmente didattiche, dal 1963 ha sede in Palazzo Pretorio, prima residenza vescovile eretta a fianco della cattedrale di San Virgilio;

Museo della Sat (Società Alpinisti tridentini): Nel museo sono raccolti una serie di documenti, fotografie e cimeli, dai quali si comprende la storia della Sat, dell’alpinismo trentino e la stessa storia del Trentino. Numerosi gli oggetti e i cimeli che raccontano la nascita dei rifugi alpini, delle guide, e le prime ascensioni in vetta. Il museo ospita anche mostre temporanee;

Museo del Rame Navarini: è una raccolta unica e straordinaria di circa tremila manufatti in rame;

Ecomuseo Argentario: Tra piccoli borghi collinari, ai margini della città di Trento e all’ombra del Monte Calisio, si è conservato nei secoli un altopiano boscato: l’argentario;

Castello del Buonconsiglio: Sede dei principi vescovi fin dal 1255, il Castello del Buonconsiglio di Trento è il più importante monumento storico-artistico della regione. All’antica fortezza medioevale, Castelvecchio, si aggiunse nel 500 il Magno Palazzo, una delle più sontuose residenze rinascimentali d’Italia;

Le Gallerie di Piedicastello: Affascinante spazio espositivo ricavato in due tunnel stradali in disuso;

Fondazione Museo Storico del Trentino: è stata fondata con lo scopo di valorizzare la storia della città di Trento, del Trentino e dell’area regionale corrispondente al Tirolo Storico;

Muse: museo delle scienze di nuova concezione, il primo museo che coniuga armoniosamente natura, scienza e tecnologia, senza trascurare l’attualità delle questioni etiche e sociali della nostra vita quotidiana;

Mart, Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto: nasce con l’intenzione di raccogliere l’eredità artistica del grande futurista trentino Fortunato Depero e quella del Museo Provinciale d’arte di Trento. il MART è presente anche a Trento grazie agli ambienti di Torre Vanga, che ospitano un ricco palinsesto di mostre contemporanee;

Galleria Civica: è la terza sede Mart, in dialogo con il museo e con la casa d’arte Futurista Depero di Rovereto.

 Gli Edifici Storici

Torre civica e Palazzo Pretorio: La parte orientale della piazza del Duomo è dominata dalla prima residenza vescovile, detta in seguito Palazzo Pretorio, e dalla Torre di Piazza, detta anche Civica perché simbolo del potere comunale;

Palazzo Thun: il palazzo è una delle più significative residenze gentilizie della città;

Palazzo Geremia: L’edificio, è uno dei primi esempi compiuti dell’architettura rinascimentale trentina e anticipa molte soluzioni adottate nei palazzi di epoca clesiana;

Palazzo Fugger Galasso: detto anche Palazzo del Diavolo, da una leggenda che narra che il palazzo venne costruito dal diavolo stesso in un giorno solo;

Palazzo Saracini Cresseri: la regolarità compositiva della facciata colloca il palazzo tra i migliori esempi dell’architettura rinascimentale cittadina;

Torre Verde: la torre deve il suo nome al colore della copertura della cuspide;

Palazzo Sardagna: il corpo centrale, con le due sale al piano terreno affrescate da Marcello Fogolino, era già edificato nel primo Cinquecento;

Palazzo Roccabruna: importante esempio di architettura manierista;

Torrione Madruzziano: la massiccia costruzione cilindrica fu eretta come baluardo alla porta di S.Croce, oggi scomparsa, documentata a partire dal 1562;

Palazzo delle Albere: La splendida residenza extraurbana dei Madruzzo è detta anche delle Albere dei Filari di pioppi che accompagnavano il viale di accesso. E un massiccio palazzo cinquecentesco con 4 torrioni angolari e un’apertura a seriane sovrapposte sul prospetto principale, rivolto verso la città;

Palazzo Quetta Alberti-Colico: la facciata è caratterizzata dalla sovrapposizione di affreschi cinquecenteschi e preesistenze quattrocentesche. Motivi floreali e fregi all’antica denotano l’influenza del colorismo veneto;

Casa Cazuffi-Rella: le due case, impostate su un tracciato poligonale e sorrette dai massicci pilastri del portico, presentano un complesso ciclo pittorico cinquecentesco che si svolge su diversi piani;

Palazzo Balduini: la struttura originaria dell’edificio è ancora gotica ma essa ha subito, nel corso dei secoli, vari interventi, l’ultimo dei quali nell’Ottocento con la creazione di nuove aperture sulla facciata;

Torre Vanga: insigne monumento medioevale, la torre era il baluardo occidentale della cinta muraria della città, lambita in questo  punto dal fiume Adige;

Palazzo Calepini: l’edificio prende il nome dalla nobile famiglia originaria di Fiavé insediatasi a Trento nel corso del XV secolo;

Torre Arcidiaconale o del massarello: la torre medioevale è impostata su una rigorosa pianta rettangolare e doveva rappresentare il centro del sistema fortificato nella contrada di Borgonuovo;

Palazzo Larcher-Fogazzaro: il palazzo è uno dei più importanti edifici barocchi della città;

Municipio Vecchio: antica sede del magistrato Consolare, il Municipio Vecchio è un complesso di edifici che si estende tra via cavour e via belenzani;

Torre Mirana: la casa-torre, detta anticamente “del Marcolino”, venne acquistata alla metà del XVI secolo da Sigismondo Thuin e accorpata assieme ad altri edifici, nel complesso edilizio di Palazzo Thun;

Palazzo Trentini: il palazzo sorse poco prima del 1740 per iniziativa della nobile famiglia Trentini, nel sito già occupato da alcune case di impianto gotico che si estendevano tra l’antica via Lunga ed il corso dell’Adige;

Palazzo Salvadori: il palazzo venne edificato all’inizio del Cinquecento, nel luogo ove sorgeva l’antica sinagoga ebraica;

Palazzo Meli del Monte: posizionato all’angolo tra via del Suffragio e via S.Marco, nel quartiere tedesco della città.

Le Chiese

Cattedrale di San Virgilio, Chiesa di San Lorenzo, Chiesa di S.Apollinare, Basilica di Santa Maria Maggiore, Chiesa di S.Francesco Saverio, Chiesa di S.Pietro, Chiesa di S.Marco, Chiesa di Santa Trinità.

Aree archeologiche

Spazio archeologico sotterraneo del Sas: si trova sotto piazza Cesare battisti e il Teatro Sociale, è visibile un ampio quartiere dell’antica Tridentum;

La Basilica Paleocristiana di San Virgilio: eretta all’esterno della cinta ubica di Tridentum, la Basilica deve la sua prima origine alla sepoltura, voluta dal vescovo Vigilio, dei tre missionari Sissino, martirio e Alessandro;

Porta Veronensis; nell’atrio del Museo Diocesano si accede allo spazio archeologico in cui sono visibili i resti della Porta Veronensis, monumentale ingresso a Tridentum.