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borghi accoglienti in Valle D’Aosta

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Due dei borghi più accoglienti della Valle D’Aosta sono Etroubles e Gressoney Saint-Jean.

ETROUBLES

Questo borgo medievale si erge nello splendido contesto alpino della Valle del Gran San Bernardo, tra i valloni di Barasso e di Menouve. Il centro storico, circondato da boschi e pascoli, si snoda tra antiche abitazioni in pietra locale, splendidi fontanili e le numerose opere d’arte contemporanea che sono state installate a formare un museo a cielo aperto in collaborazione con la prestigiosa Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

DA NON PERDERE

Il Museo a cielo aperto, il Museo dell’Energia, il Museo della Latteria e il Tesoro della parrocchia. La manifestazione Veillà (agosto) durante la quale si rievocano i costumi e i mestieri del passato. La Batailles de Reines, contesa tra mucche di razza pezzata nera e castana valdostana che si svolge nel mese d Luglio degli anni pari. Lo storico carnevale della Comba Freide il giovedì e venerdì grasso tra colori, musica e gastronomia. Il pane nero di segale e frumento.

GRESSONEY SAINT – JEAN

Località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lya, è preziosa per la posizione, l’offerta sportiva invernale, la storia e le tradizioni legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura e nell’architettura dei tipici villaggi, molti tutt’ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine ‘800.

DA NON PERDERE

Castel Savoia, dimora estiva della regina d’Italia Margherita di Savoia, ben conservato e immerso in un bosco di conifere, con arredi originali e fotografie dell’epoca. L’Alpenfauna Museum “Beck-Peccoz”. Il centro storico del paese dominato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista con il museo parrocchiale e il suo crocifisso del XIII secolo. Piste da sci alpino, sci di fondo, passeggiate sulla neve, passeggiate di fondo valle, una rete sentieristica capillare. Da gustare la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, a il violino di capra, salume tipico della zona. Prodotte ancora oggi a mano sono le d’Socks, pantofole in panno molto calde e confortevoli.

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cosa vedere a clusone

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Siete mai stati nella zona del bergamasco e soprattutto nella piccola ma bella e accogliente Clusone? no? dovete assolutamente rimediare!!! Ecco cosa vedere:

PIAZZA DELL’OROLOGIO E PALAZZO COMUNALE

L’orologio è dotato di un meccanismo semplice e geniale segna le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione. Il Palazzo Comunale ha degli affreschi sulla facciata sud, mentre sulla facciata est si vedono una elegante loggetta cinquecentesca, un portale settecentesco e la Buca delle Denonzie Segrete.

BASILICA DI S.MARIA ASSUNTA 

All’interno ci sono notevoli opere scultoree dei fantoni di Rovetta accanto a tele dei pittori clusonesi Carpinoni e Cifrondi con altre di Sebastiano Ricci, Bettino Cignaroli e Pietro Ricchi. Da ricordare lo stupendo altar maggiore, il pulpito confessionale di Andrea Fantoni, la quattrocentesca vasca battesimale, la tele del Diziani e del Vicentino.

ORATORIO DEI DISCIPLINI E DANZA MACABRA

Sulla facciata est c’è un affresco unico nel mondo che raggruppa i 3 temi iconografici medioevali della morte: il trionfo, la danza macabra, l’incontro o contrasto tra vivi e morti. All’interno del Borlone un ciclo di affreschi sulle “Storie di Gesù”. Da ammirare anche il settecentesco “Compianto” con statue lignee fantoniane.

CHIESA DI S.ANNA

All’interno sono stati riportati alla luce affreschi votivi popolari del 400 e del 500. Molto significativi il piccolo coro sopra l’ingresso e la piccola aula capitolare con i suoi affreschi, la pala dell’altare con “La Vergine, S.Anna e il Bambino”, con una splendida cornice fantoniana.

PALAZZO FOGACCIA

Imponente palazzo-villa signorile, ha all’interno una serie di sale affrescate, secondo il gusto dell’epoca, dai milanesi fratelli mariani, dal bergamasco Brina e dal bresciano Francesco Paglia ed ancora perfettamente conservate. L’interno del palazzo e le sale sono visitabili solo in certe occasioni.

CHIESA  DI S.DEFENTE

Le pareti interne, specie per il presbiterio e la facciata esterna sono coperte da ben 52 bellissimi affreschi votivi che vanno dal XV al XVII secolo, rappresentanti S.Defente, S.Rocco e altri santi della tradizione. Da non perdere sono gli affreschi del portico e del piccolo presbiterio.

PALAZZO MARINONI BARCA

Residenza della famiglia Marinoni. L’originario importante arredamento è stato disperso. È ancora godibile la piccola galleria affrescata con figure allegoriche e due sale. Il palazzo ospita oggi la raccolta Sant’Andrea ed il Museo dei meccanismi degli orologi da Torre.

CHIESA DEL PARADISO

Ha avuto diversi ingrandimenti e rifacimenti. Nella cappella dell’Addolorata è visibile il miracoloso affresco quattrocentesco della “Mater Dolorosa”. Nella Chiesa è conservata una piccola pinacoteca della pittura clusonese dal XV al XIX secolo con tele tutte perfettamente restaurate, in particolare quadri di Domenico Carpinoni e Antonio Cifrondi.

CHIESETTA DI CROSIO

Piccolo oratorio cinquecentesco posto in amena e panoramica posizione su una collinetta appena fuori dall’abitato. Da qui si può avere una visione completa e significativa della città e dell’altopiano clusonese.

 

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cosa vedere a Gromo (parte 2)

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Continuo la guida di Gromo in questa sue seconda e ultima parte.

Torre del Grannaderio (o Lavanderio)

La Torre (anche chiamata castello Priacini) si eleva su un poggio dominante la valle. Questo palazzo ha uno stile castellano con torre e merlatura, nel cortile interno ci sono un porticato e delle bifore.

Ville Liberty

Ci sono molte ville liberty sparse per il paese con fantasiose forme, intonaci istoriati, pietre e legni decorati, pregevoli ferri battuti e giardini.

Chiesa Crocetta

La piccola Chiesa della Crocetta dedicata alla Beata Vergine Addolorata, venne costruita in occasione del colera del 1856. Ad accogliere il visitatore è un piccolo porticato di costruzione recente con due archi con in mezzo una colonna in pietra con capitello. Affreschi probabilmente cinquecenteschi sono emersi nel corso dei recenti restauri. Sulla parete di fondo si nota un piccolo affresco dedicato alla Madonna Addolorata.

Parrocchia San Giacomo

Fondata nel XII secolo si articola in più parti, la cappella di San Benedetto, la forestiera ora museo parrocchiale – il portico, i sagrati sud e nord. L’interno, ha un gusto romanico a 3 navate, presenta ambienti rinascimentali (il battistero) e barocchi (le navate laterali e il presbiterio). Conserva pregevoli e numerosi elementi degni di nota: il cinquecentesco fonte battesimale, il ciclo pittorico di Antonio Cifrondi, la pala di Ognissanti di Antonio Marinoni, tele della seconda metà del’700 di ambito veneto, preziose reliquie in rare oreficerie e l’antico altare ligneo del 1645. Infine la statua lignea di Cristo morto di Grazioso Fantoni. La ricchezza, il gusto, la molteplicità degli arredi, rispecchiano la storia, l’economia, la devozione e le vicende delle varie contrade del territorio di Gromo.

Torre degli Olivari

Torre situata nel Borgo Alto di Gromo come pertinenza della “curtis de Uliveris”, del Casato degli Olivari, e si caratterizza per la tessitura muraria costituita da grossi conci squadrati.

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lecco guida parte 4

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Lecco, unica e meravigliosa.

Teatro della società

Piazza Giuseppe Mazzini, 3 Lecco. Nasce dalla “Società del teatro dei dilettanti del territorio”.

Piazza 20 Settembre

Qui si trova la casa natale dell’Abate Stoppani. Le case sono in cintinuità e hanno, ai primi piani, grandi terrazze. Sulla sinistra della piazza ci sono alcune vie caratteristiche di Lecco, come via Bovara, via Anghileri e il vicolo del Pozzo. Lungo quest’ultima strada si trova Casa Doniselli, edificio con un pregevole loggiato del XV secolo aperto su un minuscolo cortile.

Vicolo del Torchio 

Centro della torchiatura delle olive, delle noci e di altri semi utilizzati per ricavarne l’olio, il vicolo in passato si presentava come un luogo molto sudicio e unto. Nonostante oggi sia stata ripulita, la via presenta ancora elementi del suo passato, come una grande finestra con grosse inferriate di un’antica casa, che probabilmente verso la fine del 1700 fu sede del tribunale del Borgo.

Piazza Mario Cermenati

Piazza dedicata a Mario Cermenati. Al centro, si può ammirare il monumento dedicato al geologo lecchese. Costruito nel 1927 da Francesco Modena ricorda la figura di questo studioso, appassionato di Geologia e docente di questa materia all’Università di Roma.

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Lecco guida di cosa vedere

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Vi metto qui un elenco di bellezze da vedere a Lecco, una piccola cittadina in quel del lago di Como.

Palazzi

Palazzo Belgiojoso

Si trova in Corso Giacomo Matteotti, 32. Palazzo Belgiojoso, è stato edificato tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo per la famiglia Locatelli di Valle Imagna, fu  ristrutturato nel 1774 e venduto ai principi Belgiojoso d’Este, da cui prende il nome. Attualmente è sede dei musei civici e ospota collezioni Naturalistiche disposte in 11 sale, contenenti un’ampia raccolta di reperti, buona parte dei quali preparati dallo stesso fondatore del museo: Carlo Vercelloni. Inoltre sono esposte delle collezioni Mineralogiche.

Palazzo Bovara

Piazza Armando Diaz Lecco. Costruito nel 1843 su progetto dell’architetto Giuseppe Bovara come ospedale della città. L’edificio funzionò come ospedale fino al 1900 quando, diventato ormai insufficiente ai bisogni della città fu venduto al comune di Lecco che prima lo adibì a uffici e a Tribunale poi trasferivisi definitivamente a partire dal 1928.

Palazzo delle Paure

Piazza Mario Cermenati 24 – Lecco. L’edificio era ed è chiamato così perché è in questo luogo che venivano riscosse le imposte; il palazzo era infatti originariamente sede dell’intendenza di Finanza. Il complesso, ristrutturato all’inizio del secolo XXI, venne edificato nel 1905 in stile eclettico neomedioevale ed è oggi sede d’uffici pubblici. Si erge su 4 piani e presenta una torre in cui è stato incastonato lo stemma dei Visconti. Comprende anche il contiguo edificio porticato sede della Camera di Commercio.

Villa Gomes

Via Carlo Gomes Lecco. Fatta costruire dal musicista Antonio Carlo Gomes su progetto di Attilio Bolla negli anni 1880/81, fu chiamata “Brasilia” dal Gomes stesso perché l’arredamento interno e quello del vasto parco gli ricordavano il suo paese natale. Oggi ospita la Scuola Civica di Musica, mentre accessibili sono i giardini.

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vercelli e il suo centro storico

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Vercelli, capoluogo di provincia e sede universitaria, affonda le proprie radici in un arte. Vercelli è da scoprire con calma e con metodo, per coglierne le 3 anime: medievale, rinascimentale e di città d’arte.

Vercelli tra il sacro e profano

Dalla Basilica di Sant’Andrea, uno dei massimi capolavori del periodo romanico-gotico italiano, simbolo della città con il fascinoso chiostro e la Sala Capitolare, proseguendo verso il Salone Dugentesco, storico “hospitale” per i pellegrini di passaggio lungo la via Francigena. In questa zona non si può non ammirare l’elegante Piazza del Duomo. Qui sorgono la Cattedrale, dove è conservato l’incantevole crocifisso monumentale, e il Seminario Arcivescovile. In piazza d’angennes si affaccia imponente il Campanile romanico a fianco del palazzo dell’arcivescovado che ospita l’Archivio, la Biblioteca Capitolare ed il Museo del Tesoro del Duomo. Imboccando via Galileo ferraris passate in mezzo a due altri illustri simboli vercellesi, la Chiesa di San Bernardo e l’ex Chiesa di San Marco, per poi giungere, tra ali di palazzi storici, in piazza Cavour. Ancora oggi questa nobile piazza, interamente circondata da portici medievali da cui emerge la trecentesca Torre dell’Angelo, è il cuore della città. Piazza Cavour è compresa tra piazza Palazzo Vecchio, e la piazza del Municipio dove si trova la Chiesa di San Paolo che conserva, all’interno, due opere di Bernardino Lanino.

Vercelli, tra umanesimo e rinascimento

Dalla piazza del Municipio, imboccando via San Cristoforo, ci si trova difronte l’omonima chiesa rinascimentale, la “cappella sistina di Vercelli”, che custodisce alcune delle più importanti opere pittoriche del ‘500: due splendidi cicli di affreschi di Gaudenzio Ferrari, storie della vita della Vergine e storie della vita di Santa Maria Maddalena, e una pala d’altare, la Madonna degli Aranci. Proseguendo lungo via Cagna e svoltando a destra verso Corso Libertà, si scopre Palazzo Centoris, edificio rinascimentale con bramantesco cortile coperto a doppio ordine di archi. Poco più avanti incontrerete Casa Tizzoni, magnifico edificio con un’elegante torre quattrocentesca. Verso la fine del “corso” si trova l’ex Chiesa di S. Chiara, raffinato capolavoro del barocco piemontese.

La Vercelli dei Musei

Il Museo Leone ha sede in due bellissimi palazzi contigui, la cinquecentesca Casa Alciati e il barocco Palazzo Langoscio, e custodisce reperti archeologici e opere d’arte dalla Preistoria all’800. Lungo la via Borgogna sorge l’altro importante museo cittadino, il Museo Borgogna che, per importanza è la seconda pinacoteca del Piemonte e che è ricco di opere di scuola vercellese del Rinascimento nonché di famosi maestri italiani, tedeschi, olandesi e fiamminghi dell’800 e del ‘900. Una raccolta di tesori inestimabili è anche il Museo del Tesoro del Duomo, ospitato nel Palazzo del Arcivescovado.

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Forni di Sopra: cosa vedere

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ecco un elenco di cose da vedere nel centro storico di Forni di Sopra.

Chiesa di San Floriano

in frazione Cella custodisce pregevoli opere del ‘500, il trittico d’altare di Andrea di Bortolotto detto “il Bellunello” e affreschi di Gianfranco da Tolmezzo.

Chiesa parrocchiale S. Maria Assunta

in frazione Cella – la chiesa risale al 1835-41. Al suo interno si possono ammirare tre bellissimi altari lignei dei Comuzzi. Il campanile è il più alto della Carnia ed è stato realizzato utilizzando esclusivamente blocchi di pietra dai maestri scalpellini fornesi dal 1776 al 1860.

Castello di Sacuidic 

Resti di un maniero risalente ai sec. XII-XIII, posto sulla sponda sinistra del fiume Tagliamento, a controllo di un’antica via di comunicazione. Venne incendiato verso la fine del 1200, probabilmente per la presenza di una zecca clandestina. Si trova nelle adiacenze della frazione Andrazza ed è tuttora oggetto di scavi e restauri.

Cuol di Ciastiel 

Il sito, tuttora in fase di ricerca, si trova sulla sommità di un colle, in località Clevas, tra Cella ed Andrazza. Sono stati rinvenuti l’ingresso del castrum e buona parte del sentiero di accesso.

Museo rurale forense

Allestito nei locali dell’ex latteria di Vico, rappresenta uno spaccato di vita passata. Sono esposti arnesi utilizzati nei lavori agricoli e le originali attrezzature della vecchia latteria.

Museo “il filo dei ricordi”

Ricca esposizione sulla grande tradizione della tessitura. In mostra: strumenti di lavoro, indumenti, coperte, ricami, arredi e l’occorrente per confezionare i tipici scarpès, calzature completamente di stoffa, con suola trapuntata a mano e tornaia in velluto.

 

 

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Piacenza medievale

chiesa di piacenza

oggi vi propongo un percorso medievale a Piacenza.

Basilica di S.Savino

la chiesa, consacrata nel 1107, presenta oggi una facciata realizzata nel 1721 che ha coperto quella originale. L’interno, a tre navate e con una splendida cripta, è in stile romanico lombardo, sopra l’altare maggiore troneggia il prezioso crocifisso ligneo policromo del XII secolo. Di straordinario interesse sono i mosaici pavimentali che risalgono al XII secolo: quelli del presbiterio rappresentano il Dio anno con il sole e la luna e le scene che simboleggiano le Virtù Cardinali, mentre i mosaici della cripta illustrano i mesi con le attività agricole affiancati dai corrispondenti segni dello zodiaco.

Duomo – Cattedrale di Piacenza

La cattedrale, splendido esempio di romanico emiliano, fu iniziata nel 1122 e conclusa nel 1341. L’interno è a tre navate con ampio transetto e grandioso tiburio centrale. Sulla facciata in marmo e arenaria si aprono tre portali sormontati da protiri, con decorazioni raffiguranti telamoni e scene della vita di Cristo, sia sul portale di destra, attribuito allo scultore Nicolò, sia su quello di sinistra assegnato alla scuola di Wiligelmo. Sul protiro centrale è raffigurato il ciclo dello zodiaco degli stessi autori. All’interno della chiesa su alcuni pilastri sono inseriti bassorilievi raffiguranti le corporazioni artigiane medioevali che contribuirono alla costruzione della cattedrale: i paratici. Molto interessante è il fonte battesimale paleocristiano ricavato da un unico blocco di marmo. Diversi affreschi tre-quattrocenteschi decorano pareti e pilastri. Sopra l’altare si trova l’importante polittico ligneo di Antonio Burlengo e Bartolomeo Da Groppallo. Sulla guglia del campanile trecentesco svetta un angelo rotante in rame dorato dello stesso periodo.

Basilica di S.Antonino 

Fondata come antica basilica paleocristiana nel IV secolo, l’attuale struttura risale al XI secolo con successivi rimaneggiamenti. presenta una pianta a croce latina rovesciata con torre ottagonale verso la facciata. testimonianze uniche della pittura a Piacenza nel XII secolo sono gli affreschi nel sottotetto che rappresentano santi e profeti. Alcuni di questi sono stati strappati e rimontati sulle pareti laterali dell’ingresso settentrionale. Sotto l’altare maggiore sono custoditi i resti di S.Antonino, patrono della città. nel 1183 qui si avviarono i preliminari della pace di Costanza tra Federico Barbarossa e i Comuni Italiani, come è ricordato nella lapide posta sotto lo splendido Portico del Paradiso, che segna l’ingresso della chiesa con uno splendido portale romanico. Annesso è il Museo Capitolare. Qui sono conservate opere di pregio tra cui i dossali del Quattro-Cinquecento e preziosi codici dello stesso periodo.

Chiesa di S.Francesco

In stile gotico, venne edificata tra il 1278 e il 1365. la facciata a capanna dà accesso ad un grandioso spazio interno diviso in tre navate, senza transetto, e con ampio coro. Interessanti gli affreschi dei secoli XIII-XV, tra cui uno splendido Giudizio Universale. In origine vi era annesso un convento francescano con tre chiostri, dei quali è conservato, solo in parte, quello che si affaccia su piazza plebiscito.

Palazzo Gotico 

Edificato nel 1281, grazie all’iniziativa di Alberto Scotti, è un insigne esempio di architettura civile medioevale. Arricchito da un loggiato in marmo rosa di Verona, in elegante contrasto con il piano superiore in cotto rosso, è decorato con ampie trifore e quadrifore. Al piano superiore è ospitato il grande salone per assemblee, ora adibito a prestigiosa sede di convegni e manifestazioni.

Piazza Borgo 

Il nome deriva da sobborgo in quanto la zona era fuori dalle prime mura medioevali. Qui erano presenti in particolare botteghe artigiane di mercanti di pellami e tessuti. All’angolo con via Garibaldi è ancora visibile l’antica casa torre appartenuta alla famiglia Scotti. Domina la piazza la chiesa di S.Brigida, costruita su un edificio più antico, che aveva annesso un hospitale per i pellegrini, poco lontano la chiesa di S.Eufemia.

Chiesa di S.Giovanni in Canale

Fu edificata nel XIII secolo dall’ordine dei domenicani. L’ampio spazio interno è suddiviso in tre navate senza transetto. All’interno della chiesa sono visibili un prezioso sarcofago in marmo rosa di Verona della famiglia Scotti e affreschi due-trecenteschi. Il chiostro dell’attiguo convento è conservato solo in parte.

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Piacenza città di musei

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Ecco i migliori musei da visitare a Piacenza:

Galleria e Collegio Alberoni 

Il collegio fondato dal Cardinale Giulio Alberoni e inaugurato nel 1751, mantiene la sua funzione originaria di scuola per la preparazione alla vita ecclesiastica e di centro teologico,  filosofico e scientifico. La biblioteca è ricca di circa 130.000 volumi; il Gabinetto di Fisica, quello si Scienze Naturali, l’osservatorio storico e meteorologico e la Specola Astronomica sono perfettamente funzionanti. Nella nuova galleria Alberoni, adibita a museo sala congressi e concerti, sono conservati la maggior parte della quadreria e diciotto superbi arazzi di manifattura fiamminga.

Museo Civico Di Storia Naturale 

È ospitato nella vecchia fabbrica del Ghiaccio dell’ex Macello Comunale, ora Urban Center. Su una superficie di 2000 metri quadrati , comprende sale espositive, laboratori didattici attrezzati, un settore mostre e un’aula per proiezioni e filmati. Il percorso espositivo vede il supporto di strumentazioni multimediali (anche tattili, funzionali ai non vedenti) e si snoda tra “la pianura”, “la collina” e “la montagna”, secondo criteri museografici innovativi, che mirano a ricreare gli ambienti naturali del nostro territorio. Nel padiglione Negrotti dell’Urbana Center è ospitata una sezione del museo l’Oil&Gas Museum che racconta il ruolo di prima grandezza che la provincia di Piacenza ha avuto nella storia italiana del petrolio e del gas metano.

Galleria D’Arte Moderna Ricci Oddi

la straordinaria raccolta, dono alla città del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi, comprende opere prevalentemente italiane databili tra il 1830 e il 1930. È ospitata nell’edificio progettato appositamente dall’architetto Giulio Ulisse Arata e e inaugurato nel 1930. la Galleria espone opere di artisti stranieri e italiani dell’ottocento e del Novecento.

Musei Diocesani

Il Museo Capitolare – basilica di S.Antonino custodisce tre dossali del quattrocento, tele dei secoli XVII-XVIII, calici, ostensori, reliquiari, paramenti liturgici, troneggi, messali e locali dei secoli XIV-XV. Museo della Cattedrale espone il noto codice 65, altri preziosi codici, argenterie, paramenti liturgici e dipinti un tempo in cattedrale, sculture e arredi provenienti da chiese della diocesi. Il Museo Scalabrini, costituito mediante diverse donazioni dopo la morte del Vescovo di Piacenza Monsignore Scalabrini, conserva tele e oggetti sacri che ne rispecchiano gli interessi e la spiritualità.

Piccolo Museo Della Poesia – Incolmabili Fenditure

Nel museo, nato dall’associazione omonima, è conservata una straordinaria colazione dedicata alla poesia italiana del Novecento, ma anche ad opere da Dante agli autori contemporanei. ospita la Galleria D’Arte Spazialismo poetico.

Ente Museo Palazo Costa – Fondazione Horak

Il palazzo fu realizzato su progetto di ferdinando Bibiena a partire dal 1693. Al primo piano adibito a museo la Fondazione Horak espone un vasto nucleo di mobili settecenteschi, opere pittoriche  e una raccolta di sculture dal XIV al XVII secolo. La sala Salvator Rosa  deve il suo nome alla presenza di una notevole raccolta di opere, dipinti ed incisioni dell’artista.

Museo Della Stampa M. Prati

È dedicato agli strumenti tipografici utilizzati  fino agli anni Ottanta per la realizzazione del quotidiano locale Libertà, uno dei più antichi d’Italia. All’interno del Museo sono esposte le machine compositive storiche degli anni in cui si stampava in maniera artigianale.

Musei Civici e Palazzo Farnese

occupano la cittadella viscontea e la mole farnesiana. Al piano rialzato di palazzo Farnese sono esposti: il modello ligneo del palazzo, affreschi tardo medievali, epigrafi, stemmi e sculture dei secoli XVII-XVIII, vetri, ceramiche, armi da difesa e da offesa datate tra cinque e settecento. nelle cornici a stucco dell’appartamento ducale sono inseriti i dipinti dei Fasti Farnesiani con le gesta di Paolo III e di Alessandro Farnese, completati dai fasti di Elisabetta esposti in Pinacoteca. Qui, tra i pregevoli dipinti dei secoli XIV-XIX, spicca il Tondo di Sandro Botticelli Madonna adorante il Bambino con S.Giovannino, che è il cuore delle collezioni. nei sotterranei è ospitato il museo delle carrozze, con rari e preziosi esemplari dei secoli XVIII-XX. Nell’ammezzato il Museo del Risorgimento conserva documenti e cimeli dal 1821 al 1870. All’interno del Museo Archeologico, allestito nella cittadella viscontea, sono visitabili la sezione di pre-ptotestoria, un piccolo antiquarium con le collezioni civiche e il celeberrimo Fegato etrusco.

Antiquarium Santa Margherita Fondazione di Piacenza e Vigevano 

È l’unico e straordinario caso a Piacenza di conservazione e valorizzazione di tracce stratificate della bimillenaria storia della città. nel suggestivo allestimento  con l’ausilio di reperti selezionati e di pannelli esplicativi, sono ripercorse le vicende di un angolo di Piacenza dall’età romana a quella medievale. la chiesa superiore oggi auditorium è adorna di stucchi e affreschi, risale al XVII-XVIII secolo e si impone su di un precedente edificio del XVII secolo.

Istituto Gazzola Scuola D’arte – Pinacoteca

Nella pinacoteca sono conservate tantissime opere.

Museo Ornitologico

Consegna studia ed espone gli uccelli che vivono in natura e quelli allevati dall’uomo. Al primo piano si trova un’aula didattica espositiva, mentre all’esterno una grande voliera ospita piccoli uccelli esotici e esemplari della fauna locale.

Museo della Civiltà  Contadina G.Ranieri

Il Museo è allestito nel campus agroalimentare Raineri Marcosa. La raccolta documenta gli aspetti essenziali del mondo rurale attraverso l’esposizione di strumenti e utensili relativi al lavoro agricolo e artigianale, arredi e oggetti legati ad usi e costumi della vita contadina. Contribuiscono ad arricchire l’allestimento le immagini del fotografo documentaristico Dino Petrelli.

 

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Piacenza Rinascimentale

cittadella farnesiana

Per raccontare la  Piacenza Rinascimentale vi suggerisco di visitare i seguenti luoghi:

Basilica di S.Maria di Campagna 

Fu edificata secondo il progetto di Alessio Tramello su una chiesa preesistente. Inizialmente contraddistinta dall’imponente tributo centrale e dalla lanterna, presentava in origine una pianta a croce greca. Già nella seconda metà del Cinquecento venne aggiunto il coro per rispondere a nuove esigenze liturgiche. La struttura esterna, realizzata in cotto, presenta nitidi volumi dalle linee armoniose. L’interno, ricco di opere d’arte, è altresì impreziosito da un importante ciclo di affreschi di Giovanni Antonio Sacchi detto Il Pordenone. Alla sua morte l’opera venne ultimata da Bernardino Gatti detto il Sojaro. Gli affreschi rappresentano la nascita della Vergine, L’adorazione dei Magi, i pastori al presepio, fuga in Egitto e Storie di S. Caterina d’Alessandria nelle cappelle laterali, e un complesso programma iconografico raffigurante temi del Vecchio e Nuovo Testamento sulla cupola. Indirizzo: piazzale delle crociate, 5

Chiesa di S. Sepolcro

Fondata sulla via Francigena nel 938, fu riedificata su progetto di Alessio Tramello. L’edificio in cotto, di grandi dimensioni e senza decorazioni esterne, presenta linee severe e imponenti. L’interno semplice, suddiviso da pilastri alti e quadrati, presenta un fregio monocromo che si snoda lungo tutto il perimetro. La ricca decorazione quattrocentesca del chiostro, oggi non visitabile, è conservata presso i Musei Civici di palazzo Farnese. Indirizzo: via S.Nazzaro, 4

Palazzo Scotti da Fombio 

Il palazzo ha una facciata semplice e severa in cotto, scandita da comici marcapiano e da un portale in marmo, decorato con motivi classicheggianti e stemmi nobiliari degli Scotti e dei Sanvitale. All’interno si schiude un cortile porticato con colonne ed eleganti capitelli. Oggi è sede del Collegio Morigi. Indirizzo: via Taverna, 39

Chiesa S.Sisto

la chiesa attuale, progettata all’inizio del Cinquecento da Alessio Tramello, è stata edificata su un precedente complesso monastico alto medievale. La facciata è arricchita da decorazioni, semicolonne e statue di Santi e si affaccia su di un ampio chiostro triportico, dal quale è possibile veder anche il Chiostro dell’Abate. la pianta presenta uno schema a tre navate con transetto e cappelle laterali ed ha un’ampia cripta di impronta bramantesca. L’interno è ricco di opere d’arte: affreschi, dipinti, monumenti e sculture, tra cui spicca lo straordinario coro ligneo intarsiato, databile ai primi decenni del Cinquecento. Sopra al coro è oggi visibile una copia settecentesca  della Madonna Sistina di Raffaello. Indirizzo: via S.Sisto, 9

Palazzo Farnese 

Il palazzo, voluto da Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V e moglie del duca Ottavio Farnese, fu edificato su progetto di Jacopo Baroni detto il Vignola. Per costruirlo venne parzialmente abbattuta la preesistente Cittadella Viscontea costruita nel 1373. Rimasto incompiuto, e privo del teatro che era stato progettato ma mai realizzato, presenta un’architettura imponente  e severa all’esterno, a cui fanno da contrappunto il loggiato del cortile interno, gli affreschi e i preziosi stacchi degli appartamenti di rappresentanza. È strutturato su piani grandiosi e mezzi piani. Al piano nobile si trova la  scenografica cappella Ducale, adibita in origine a cerimonie di rappresentanza della famiglia, è ora trasformata in centro convegni. Il palazzo attualmente è la sede dei Musei Civici omonimi. Indirizzo: piazza cittadella, 29

Le Mura Farnesiane

La cinta bastionata, che fu iniziata nel 1525 e terminata nel 1547, cingeva completamente l’abitato cittadino. Le mura interrotte da  bastioni, porte e torri, sono da considerarsi dei veri e propri capolavori dell’architettura militare, alla cui progettazione avevano partecipato importanti architetti del Cinquecento. Oggi sono visitabili i tratti delle mura verso Nord e verso Sud.

Palazzo Landi

Straordinario esempio di residenza signorile del Rinascimento, il palazzo venne edificato alla fine del Quattrocento. La facciata, che risale al 1484, è decorata con un fregio in terracotta raffigurante sirene, armi e medaglioni in rilievo. Ricco ed elaborato è il portale di marmo opera di Giovan Pietro e Gabriele da Rho. Il cortile grande ospita un quadriportico con decorazioni in cotto che richiamano quelle della facciata. Attualmente è sede del Tribunale di Piacenza. Indirizzo: vicolo del consiglio, 12