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Vi propongo i migliori posti da visitare a Brescia.

BRIXIA PARCO ARCHEOLOGICO

Il più esteso sito romano del Nord Italia è affacciato sull’antico Foro e comprende gli affreschi e i mosaici del santuario repubblicano, l’imponente Capitolium e il grande Teatro.

Indirizzo: via dei Musei 55

MUSEO DI SANTA GIULIA

Patrimonio Unesco, l’ex monastero longobardo racconta la storia di Brescia attraverso 11 mila reperti ambientati tra la Domus dell’Ortiglia, la basilica di San Salvatore, l’oratorio di Santa Maria in Solario e il Coro delle monache.

Indirizzo: via dei Musei 81/b

PINACOTECA TOSIO MARTINENGO

Recentemente restaurata, vanta collezioni di arte decorativa, e capolavori rinascimentali da Raffaello ai maggiori pittori bresciani.

Indirizzo: Piazza Moretto

CASTELLO E MUSEO DELE ARMI “LUIGI MARZOLI”

Mastio, mura merlate di epoca viscontea e possenti bastioni veneziani compongono il complesso monumentale arroccato sul colle Cidneo. Ospita una delle più pregiate raccolte di armi antiche e armature, espressione della secolare tradizione armiera del Bresciano.

Indirizzo: Castello di Brescia

C.A.R.M.E.

Emblema della rivalutazione culturale del Carmine, è lo spazio espositivo e per eventi ricavato in una chiesa sconsacrata e gestito da associazioni impegnate nella valorizzazione del quartiere.

Indirizzo: via delle Battaglie 61/1

I PILONI DI SANPOLINO

Le strutture di sostegno della linea metropolitana sono diventate pagine di street art. Oltre un km di affreschi firmati da italiani e stranieri.

Indirizzo: stazione metropolitana Sanpolino.

Per guide e itinerari personalizzati della città a basso prezzo, scrivetemi alla mail: giada31588@gmail.com

 

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borghi da vedere in puglia (parte 2)

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Vi arricchisco la mente con altri borghi da vedere in Puglia.

PIETRAMONTECORVINO

Si trova in un territorio per metà pianeggiante e per metà collinoso. Il panorama è denominato dall’imponente Torre mormanna, recentemente restaurata e composta da un torrione quadrangolare merlato alto quasi 40 metri. Il sottostante nucleo storico, con una struttura a lisca di pesce, sembra quasi inerpicarsi per i fianchi della collina: è il quartiere detto “della Terra Vecchia”, con viuzze strette e contorte chiuse spesso da costruzioni a “meniali”, con funzioni di difesa, e con botteghe artigiane di lavorazione del ferro battuto e di restauro di mobili d’epoca. Importante la chiesa Madre, sia per il portale e il loggiato esterni, sia per le pitture e il mosaico interni.

DA NON PERDERE

Il palazzo ducale, che si sviluppa su 3 piani ed è collegato alla torre mediante una muraglia in pietrame; da visitare il salone di rappresentanza, i due cortili e il giardino pensile. A 5 km dal nucleo storico, il sito archeologico di Montecorvino, a testimonianza dell’originaria sede dell’abitato.

ROCCHETTA SANT’ANTONIO

Nel centro storico si alternano diversi palazzi medievali, rinascimentali e piccole casette creando un’atmosfera tipica e armoniosa. Ci sono le chiese della Maddalena, di Santa Maria delle Grazie e San Giuseppe e in occasione della festa di S.Antonio Abate e dei copatroni, San Rocco e la Madonna del Pozzo.

DA NON PERDERE

Il cinquecentesco Castello D’Aquino di forma poligonale, impreziosito dalla torre ogivale, simile alla prua di una nave. La chiesa matrice dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria. Le numerose fontane, in particolare quella di Pescarella dalla quale sgorga un’acqua dagli effetti benefici.

SANT’AGATA DI PUGLIA

Viene chiamata “la loggia delle Puglie” per il panorama che si gode dalla cima del castello. Il paese è a tronco di piramide, ogni casa si contraddistingue per la sua facciata con un simbolo araldico, un animale, un’immagine sacra, un motivo floreale. Frequenti anche i volti lugubri, stratagemma per proteggere l’abitazione dagli spiriti maligni.

DA NON PERDERE

Le chiese per i preziosi dipinti su tela e affreschi, un crocifisso ligneo, cori lignei, un trittico quattrocentesco di scuola senese.

 

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borghi da vedere nelle marche (parte 4)

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Ecco a voi altri dei borghi più belli della regione marche.

PIEVEBOVIGLIANA

Offre un paesaggio collinare: da un lato si aprono le vallate che conducono alla pianura marchigiana, dall’altro si accede ai primi pascoli montani, preludio del paesaggio dei monti Sibillini. Una parte dello stesso territorio è compresa all’interno dell’omonimo Parco nazionale.

DA NON PERDERE

Il centro storico e il Pievebovigliana Museo. La parrocchiale di S. Maria Assunta, con una preziosa cripta recuperata nel 1930. La chiesa romanica di S. Giusto e quella medievale di S. Giovanni. Il Museo “Raffaele Campelli”, con dipinti di Cola di Pietro, Venanzio da Camerino e dei fratelli De Magistris.

RIPATRANSONE

Si trova in posizione panoramica tra le valli del torrente Menocchia e del fiume Tesino, conserva ancora oggi le mura e le porte d’accesso. Cuore dell’abitato è piazza XX Settembre in cui si trovano il Palazzo del Podestà, uno dei musei meglio conservati delle Marche, e il palazzo Municipale.

DA NON PERDERE

La cattedrale, il Museo Archeologico, con oltre 3.000 reperti. La pinacoteca, con un ricco patrimonio di opere. Il vicolo più stretto d’Italia. Il complesso delle Fonti, con la corte e il teatro all’aperto.

 

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borghi da vedere nelle marche (parte 2)

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Vi continuo ad illustrare i borghi più belli da vedere nelle Marche.

GENGA

Borgo racchiuso tra le mura del castello. Da visitare il museo “Arte, storia, territorio”, presso il Palazzo Fiumi Sermattei, che espone i capolavori dell’antica chiesa di San clemente, vero scrigno di arte e di storia con opere di Antonio da Fabriano. Nel borgo antico di San Vittore è visitabile il Museo speleopaleontologico, che presenta l’ampio panorama delle ricchezze della storia e di questo territorio.

DA NON PERDERE

Le grotte di Frasassi, uno tra i più spettacolari complessi di questo genere conosciuto in Italia. La cavità maggiore è detta Grotta del Vento. La chiesa di San Vittore delle Chiuse, tra i più importanti romanici delle Marche. L’eremo santuario di Santa Maria Infra Saxa, un tempo convento di clausura. Il tempietto del Valadier che ospitava una statua della bottega del Canova raffigurante la Madonna con Bambino, ora nel museo di Genga.

GRADARA

La sua rocca e il suo borgo rappresentano una delle strutture medievali meglio conservate d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la fortezza la rendono anche una delle più importanti.

DA NON PERDERE

La rocca, e i camminamenti di ronda. Le mostre d’arte contemporanea presso il Palazzo Rubini Vesin.

MERCATELLO SUL METAURO

Il borgo fu tra i castelli più importanti della Massa Trabaria, antica regione governata da potentati locali, e ha mantenuto l’impianto medievale. Il centro storico è caratterizzato da una cinta murata protetta dal solco dei due corsi d’acqua: il metauro e il torrente S. Antonio. Il Toponimo “mercatello” suggerisce l’antica funzione commerciale.

DA NON PERDERE

La collegiata, con un’antica icona bizantina raffigurante la Madonna delle Grazie in una preziosa teca di legno dorato e dipinto. Il Museo della Collegiata, con un’ampia collezione di arredi sacri. Il Castello della Pieve. Il museo e la chiesa di S. Francesco, gioiello di stile romanico-gotico, con notevoli opere d’arte come il crocifisso di Giovanni da Rimini, il polittico attribuito a Giovanni Baronzio, la duecentesca tavola di Bonaventura di Michele “Madonna col Bsmbino” e il monumento sepolcrale di Bartolomeo Brancaleoni.

MONDAVIO 

Chiuso in una cinta muraria e difeso da una poderosa rocca. Conserva nei palazzi e nelle chiese i segni di un passato glorioso. La rocca è il principale monumento e simbolo di Mondavio.

DA NON PERDERE

La rocca, sede del Museo di Rievocazione Storica e Armeria, con manichini in costume e armi dal ‘400 al ‘700. Il teatro Apollo, di origine tardo settecentesca. La rievocazione storica Caccia al cinghiale.

 

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borghi da vedere in toscana (parte 3)

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Continuazione dei consigli dei borghi da vedere in toscana.

LUCIGNANO

Splendido centro della Valdichiana, vanta un nucleo urbano medievale perfettamente integro, dalla caratteristica forma ellittica, in cui le strade si sviluppano concentriche. Dentro le mura l’abitato si organizza secondo il singolare assetto antico: un “quartiere ricco” a sud,  con palazzetti rinascimentali, e un “quartiere povero” a nord, con vie strette e case di più modesta fattura.

DA NON PERDERE

Il palazzo comunale e il museo, con dipinti senesi e l’Albero di Lucignano, grandioso reliquiario in rame. La collegiata, con una scala a seliana, e la chiesa di S.Francesco, con un’interessante facciata.

MONTEFOLLONICO

In posizione aperta su un colle tra la val di Chiana e la val d’Orcia, è un suggestivo borgo in pietra, racchiuso ancora da possenti mura, L’assetto attuale del borgo, con i torrioni cilindrici e le tre porte. Tra le vie strette e contorte e le case basse e rustiche, sorge il palazzo comunale, con torre campanaria e accanto un pozzo in marmo del 600. Poco distante la romanica pieve di S. Leonardo, con un notevole portale ad arco a tutto sesto con colonnine e capitelli scolpiti. Verso la porta del Triano, da visitare la pieve di S. Bartolomeo e la chiesa della Madonna del Traino del Seicento.

DA NON PERDERE

Il parco Il tondo, da cui si gode un bellissimo panorama, con essenze vegetali di estremo interesse e rarità.

PECCIOLI

Il paese rispecchia i caratteri antichi della tradizione toscana, felicemente coniugati con la modernità e il piacere di vivere e di fare cultura. Nel borgo, il visitatore si troverà a tu per tu con installazioni di arte contemporanea, opere di artisti internazionali.

DA NON PERDERE

La pieve di San Verano, con la facciata in bello stile romanico con 5 archi. Il Museo delle Icone russe, che custodisce 60 opere eseguite negli ultimi due secoli.

PITIGLIANO

La parte abitata è incentrata su 3 vie principali quasi parallele fra di loro, collegate da una fitta trama di vie minori e di vicoli.

DA NON PERDERE

La sinagoga, restaurata e aperta al pubblico. Il Museo Archeologico all’aperto A. Manzi, per un’immersione completa nella storia del territorio. Le vie cave, realizzate dagli etruschi e scavate nel tufo, alte fino a 20 metri.

 

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borghi da vedere in emilia-romagna (parte 2)

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Altri consigli sui borghi da vedere in Emilia-Romagna:

MONTELEONE

È un piccolo e suggestivo borgo adagiato a mezzaluna intorno all’imponente castello di epoca malatestiana, che si erge al centro della piazza. Il castello, ha avuto forti trasformazioni nei secoli, che non ne hanno alterato il fascino. La piccola chiesa dedicata ai SS. Caterina e Cristoforo era in passato collocata all’interno delle mura, dove sorgeva l’antico abitato.

PORTICO E SAN BENEDETTO

Inserito nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Felterona e Campigna, il comune comprende 3 borghi, Portico di Romagna, Bocconi e San Benedetto in Alpe. la struttura urbanistica medievale di Portico ha mantenuto la costruzione su 3 piani distinti, collegati da suggestivi passaggi pedonali, secondo uno schema urbanistico che rispecchiava le gerarchie sociali. L’abitato di San Benedetto in Alpe invece prende il nome da un monastero benedettino che conserva una bellissima cripta.

DA NON PERDERE

La cascata dell’Acquacheta, raggiungibile con un percorso immerso nei boschi dell’Alto Appennino. La chiesa di S.Maria in Girone, con opere di pittura della scuola romagnola. Il ponte della Maestà, elegante manufatto in pietra a “schiena d’asino”.

PREMILCUORE

Nell’edilizia del borgo si vedono ancora tratti di cortine murate, alte torri, porte, merli e beccatelli. Il centro storico è stretto nel perimetro del castello, su un’ansa del fiume Rabbi. Fra gli edifici civili spiccano i Palazzi Briccolani, sede di una bottega di antiquariato, e Giannelli. Nei dintorni, la visita ai mulini ad acqua Mengozzi e Biondi, ancora attivi e visitabili, e l’escursione al borgo di Castel dell’Alpe.

DA NON PERDERE

L’organizzato centro visite del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna che include il Museo della Fauna del Crinale romagnolo.

SAN LEO

Ancora oggi conserva il suo carattere di luogo inaccessibile, alto su un enorme masso calcareo, in perenne equilibrio sulla natura, con le due impronte umane, il borgo e la fortezza, che occupano lo spazio della rupe. Il borgo è tutto attorno a una piazza con la torre civica, i palazzi nobiliari, la pieve, eretta sul luogo dove San leone visse gli ultimi anni da eremita, e il Duomo, edificati talmente a ridosso dello strapiombo della rupe che non possiedono una vera facciata e vi si deve accedere da porte laterali.

DA NON PERDERE

La possente fortezza, posta a maestoso dominio dal punto più alto della rupe, con una splendida vista sulla valle del marecchia; nelle sue segrete fu rinchiuso il conte di Cagliostro fino alla morte. Il Museo di arte sacra, nel Palazzo mediceo.

emilia
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Borghi da vedere in Emilia-Romagna

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Una serie di borghi che dovete assolutamente vedere in Emilia-Romagna:

CASTELVETRO DI MODENA

Borgo pittoresco tra le colline modenesi piene di vigneti. Da ammirare la caratteristica piazza centrale.

DA NON PERDERE

Fili d’Oro a Palazzo, esposizione di abiti in stile rinascimentale. Il Musa, museo dell’Assurdo. Il castello di Levizzano Rangone. L’oratorio San Michele, perla del romanico e il santuario di Puianello.

CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE

La cittadina è composta dal nucleo medievale di Castrocaro, perfettamente conservato, collegato dall’arioso viale Marconi alla cittadella rinascimentale di Terra del Sole, chiusa dalle grandiosa mura medicee. Sul viale la parte moderna, con le sue famose terme dal puro stile art-decò unico in Italia.

DA NON PERDERE

A Castrocaro, la fortezza, una delle più vaste d’Italia con il Museo storico-archeologico; il borgo medievale; la Cittadella; il battistero bizantino; la torre campanaria; la chiesa parrocchiale con pregevoli opere d’arte del Medioevo e del Rinascimento. Nella parte moderna, il complesso termale art-decò. A Terra del Sole, il palazzo pretorio con il Museo dell’Uomo e dell’Ambiente; la scenografica piazza d’Armi; la chiesa di S.ta Reparata e il giro delle mura medicee.

FONTANELLATO

La ricchezza delle sue acque sorgive in questo territorio è all’origine del nome del borgo medievale, sovrastato dalla rocca Sanvitale. La rocca è uno degli esempi di fortilizi meglio conservati della regione, in cui l’architettura fortificata si associa alla funzione residenziale; circondata da un fossato, costituisce il baricentro della vita urbana e forma uno scenario di rara unità con la cornice di case porticate intorno.

DA NON PERDERE

L’interno della rocca Sanvitale, con la visita della celebre saletta di Diana e Atteone, con l’omonimo affresco tratto dalle “Metamorfosi di Ovidio”, uno dei capolavori del Parmigianino, e delle numerose sale arredate con mobili d’epoca e grandi tele di pregio.

LONGIANO

Immerso nella valle del Rubicone, il borgo è un paradigma di urbanistica medioevale: il centro storico, molto armonico nella struttura architettonica, è ottimamente conservato, e presenta una doppia cinta muraria ancora oggi ben visibile. Longiano ha un castello, 5 musei, un teatro e interessanti chiese storiche come il santuario del Ss. Crocifisso e la collegiata di San Cristoforo.

DA NON PERDERE

Il Castello Malatestiano e la fondazione Tito Balestra, con opere di artisti contemporanei del calibro di Maccari, Guttuso, De Pisis, Rosai. Il sistema museale, tra cui: il Museo di arte sacra, nell’oratorio di San Giuseppe; l’originale museo della Ghisa, con elementi di arredo urbano prodotti tra l’800 e il ‘900; il Museo del Territorio, raccolta di attrezzi agricoli e testimonianze del mondo contadino.

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borghi da vedere in Lombardia

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Vi illustro la prima parte dei migliori piccoli borghi da vedere assolutamente in Lombardia:

BIENNO

Il borgo delle sette torri, è possibile ammirare portali decorati da fregi e stemmi scolpiti nella pietra, torri medioevali palazzotti signorili rinascimentali con antichi loggiati e segreti vicoli. Fra le vie del centro svetta il campanile a cuspide della chiesa di S. Maria Annunciata con gli affreschi di Giovan Pietro da Cemmo e del Romanino.

DA NON PERDERE

L’Eco Museo del Vaso Re, canale artificiale che attraversa il paese. La Fucina Museo con l’antico maglio ad acqua, unica in Italia a riproporre la forgiatura di secchi e il Mulino Museo capace di produrre con le macine in pietra, mosse dall’acqua del Vaso Re, ottima farina da polenta.

CASTELLARO LAGUSELLO

Piccolo borgo raccolto, di cui il centro storico, che si specchia su un laghetto morenico a forma di cuore (il lagusello), oggi riserva naturale protetta, è caratterizzato da vicoletti pavimentati in pietra di fiume, su cui si affacciano case costruite con i sassi a vista.

DA NON PERDERE

La chiesa barocca di S.Nicola con una Madonna in legno di notevole pregio, una Via Crucis e una serie di Misteri del Rosario. Il castello medievale, ora villa Arrighi di proprietà privata e visitabile su richiesta, che ha mantenuto intatta la struttura originaria e dal cui interno si può godere una bella vista sul lago e sulla campagna. I capunsei, gnocchetti cotti nel brodo.

 

CLUSONE

Denominata la “città dipinta” per i suoi numerosi affreschi, Clusone ha ben conservato nucleo storico irregolarmente disposto su diversi livelli e caratterizzato da un singolare e labirintico intersecarsi di vicoli e strade minori. La visita offre sorprese, dalla panoramica sommità del borgo, dominata dalla maestosa basilica di S. Maria Assunta, fino al fulcro del paese in piazza dell’Orologio.

DA NON PERDERE

L’orologio planetario Fanzago, nella torre medievale del Palazzo comunale. La basilica di S. Maria Assunta, preceduta da una scenografica scalinata a tenaglia e fiancheggiata da un porticato. L’oratorio dei Disciplini, con i famosi affreschi “Danza Macabra”. Il biscotto di Clusone, con mandorle e cioccolato. Il Capù, involtino di verza con ripieno di carni e aromi.

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Borghi da visitare in Piemonte

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In Piemonte ci sono molti piccoli borghi che aspettano solo di essere visitati.

AGLIÉ

Il centro situato nel Canavese, è un antico borgo medievale che ha come attrazione principale il suo castello ducale, ma Agliè offre anche altri scorci incantevoli come gli antichi portici del centro e delle vie del borgo o il silenzio e il verde del laghetto della Gerbola e delle passeggiate intorno al  muro di cinta del parco.

DA NON PERDERE

Il Castello Ducale, con 300 stanze, dipinti e mobili antichi. Il parco del castello, particolarmente suggestivo, dove passeggiare tra grandi alberi, siepi di bosco, statue e fontane, aiuole fiorite. La chiesa di S. Marta, e la parrocchiale. Il Meleto, residenza estiva del poeta Guido Gozzano, è una villa ottocentesca che si trova ai piedi del Colle di Macugnano e conserva lo stile liberty tipico di inizio novecento. Da provare i gustosi torcetti di Agliè, dolce tipico venduto nelle numerose panetterie del centro.

BAROLO

Adagiato in una conca ornata da colli ricoperti di vigneti, Barolo è il paese che ha dato il nome all’omonimo vino e a tutta la zona in cui viene prodotto. Il semplice e raccolto borgo è dominato dall’immagine austera del castello falletti, sede dell’enoteca regionale del Barolo. Sulla piazza davanti al castello si affaccia la chiesa parrocchiale di S. Donato, di impianto romanico, che sotto il presbiterio ospita il sepolcreto degli antichi feudatari. Di fronte al paese, sul bricco delle Viole, si nota il castello della Volta, edificio medievale in rovina.

DA NON PERDERE

Il Museo del Vino, presso il castllo comunale Falletti. I sentieri della Langa e del Barolo, con una degustazione del vino Barolo DOCG, rosso con riflessi arancioni, profumo intenso e sentori di frutta e spezie. La festa del vino barolo, a settembre e il Raduno italiano di mongolfiera a ottobre.

BENE VAGIENNA

Si trova su un’altura tra due torrenti, ha origini antiche risalenti al periodo augusteo, quando a circa 2 km dal capoluogo, venne fondata Augusta Bagiennorum. Ci sono eleganti edifici e preziose chiese, tra cui la parrocchiale dell’Assunta. Nella centrale via Roma, spicca il palazzo Lucerna di Rorà, sede di mostre temporanee e del Museo civico archeologico, con i reperti di Augusta Bagiennorum.

DA NON PERDERE

Nella frazione Roncaglia, la zona archeologica di Augusta Bagiennorum, in cui sono visibili i resti del teatro, di un portico e di una basilica paleocristiana. La Riserva naturale speciale di Augusta Bagiennorum, laboratorio di archeologia sperimentale in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico. I Basin di Madama Racchia e gli Amaretti del Presidente, prodotti dolciari tipici. A luglio e agosto il festival di cultura classica Le ferie di Augusto.

valle d'aosta
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borghi accoglienti in Valle D’Aosta

valle d'aosta

Due dei borghi più accoglienti della Valle D’Aosta sono Etroubles e Gressoney Saint-Jean.

ETROUBLES

Questo borgo medievale si erge nello splendido contesto alpino della Valle del Gran San Bernardo, tra i valloni di Barasso e di Menouve. Il centro storico, circondato da boschi e pascoli, si snoda tra antiche abitazioni in pietra locale, splendidi fontanili e le numerose opere d’arte contemporanea che sono state installate a formare un museo a cielo aperto in collaborazione con la prestigiosa Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

DA NON PERDERE

Il Museo a cielo aperto, il Museo dell’Energia, il Museo della Latteria e il Tesoro della parrocchia. La manifestazione Veillà (agosto) durante la quale si rievocano i costumi e i mestieri del passato. La Batailles de Reines, contesa tra mucche di razza pezzata nera e castana valdostana che si svolge nel mese d Luglio degli anni pari. Lo storico carnevale della Comba Freide il giovedì e venerdì grasso tra colori, musica e gastronomia. Il pane nero di segale e frumento.

GRESSONEY SAINT – JEAN

Località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lya, è preziosa per la posizione, l’offerta sportiva invernale, la storia e le tradizioni legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura e nell’architettura dei tipici villaggi, molti tutt’ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine ‘800.

DA NON PERDERE

Castel Savoia, dimora estiva della regina d’Italia Margherita di Savoia, ben conservato e immerso in un bosco di conifere, con arredi originali e fotografie dell’epoca. L’Alpenfauna Museum “Beck-Peccoz”. Il centro storico del paese dominato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista con il museo parrocchiale e il suo crocifisso del XIII secolo. Piste da sci alpino, sci di fondo, passeggiate sulla neve, passeggiate di fondo valle, una rete sentieristica capillare. Da gustare la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, a il violino di capra, salume tipico della zona. Prodotte ancora oggi a mano sono le d’Socks, pantofole in panno molto calde e confortevoli.