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il cammino di san benedetto

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Il Cammino di San Benedetto è un lungo percorso dalla forte vocazione storica e spirituale che attraversa le affascinanti e tipiche zone montuose dell’Italia centrale; 16 tappe tra sentieri, carrarecce e strade a basso traffico, percorrendo valli e monti dell’Umbria e del Lazio. Un itinerario nel cuore dell’Italia, che parte da Norcia, passando per Subiaco fino ad arrivare, attraverso borghi e strade, a Montecassino, ultima tappa. Unisce, attraverso una rete varia percorribile a piedi passando fra boschi, rocche medioevali e splendide abbazie i 3 luoghi più importanti per la nascita e lo sviluppo del movimento benedettino. La sua lunghezza complessiva è di 305 km da percorrere a piedi o in bicicletta. Le tappe a piedi sono le seguenti: Norcia – Cascia; Cascia – Monteleone di Spoleto; Monteleone di Spoleto – Leonessa; Leonessa – Poggio Bustone; Posto Buggione – Rieti; Rieti – Rocca Sinibalda; Rocca Sinibalda – Castel di Tora; Castel di Tora – Orvinio; Orvinio – Mandela/Vicovaro; Mandela/Vicovaro – Subiaco; Subiaco – Trevi nel Lazio; Trevi nel Lazio – Collepardo; Collepardo – Casamari; Casamari – Arpino; Arpino – Roccasecca; Roccasecca – Montecassino. Tappe da percorrere in bicicletta: Norcia – leonessa; Leonessa – Rieti; Rieti – Orvinio; Orvinio – Subiaco; Subiaco – Collepardo; Collepardo – Arpino; Arpino – Montecassino. Tra le tappe che si snodano nel Lazio, per complessivi km 264,1 si possono scoprire le ricchezze di un territorio di grande interesse artistico, storico e naturalistico: un percorso in cui la spiritualità benedettina si fonde con una storia ultra millenaria e scorci di paesaggi sorprendenti. Lungo il tratto del territorio laziale del Cammino di Benedetto si incontrano paesi dal fascino incantevole, dalle pendici dei Monti Reatini, proseguendo verso i Monti Lucretili. Passando per la Valle dell’Aniene in direzione del fiume Liri si possono percorrere luoghi suggestivi, simboli di un processo di riappropriazione del valore della bellezza  e della storia del nostro territorio.

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Cosa vedere a Gaeta

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Gaeta è un borgo medievale che offre piacevoli itinerari alla scoperta della sua storia: Cattedrale Santi Erasmo e Marciano, Santissima Annunziata, Il Tempio di San Francesco, da cui è possibile godere di un meraviglioso panorama. Il centro di Gaeta, brulica di chiese e di arte. Oltre al Campanile e al notevole Cero Pasquale del Duomo, degna di nota è la Cappella dell’Immacolata Concezione detta anche Cappella D’Oro un piccolo scrigno d’arte barocca, annessa alla SS.Annunziata. La Chiesa di San Giovanni a Mare si contraddistingue, invece, per la sua cupola d’ascenda spiccatamente araba. Il viaggio continua tra il Castello Angioino Aragonese e il Museo Diocesano. Fiore all’occhiello di Gaeta è sicuramente l’incantevole Monte Orlando, area protetta a picco sul mare, dove fare escursioni e godersi il paesaggio della macchia mediterranea e visitare il Mausoleo di Munazio Planco, e le fortificazioni di epoca borbonica. Molto suggestivo è il Santuario della SS.Trinità sulla Montagna Spaccata.

LE 7 SPIAGGE

La peculiarità comune a tutte le spiagge è la presenza di sabbia chiara di grana molto fine, mare limpido e fitta vegetazione mediterranea a farle da contorno ogni spiaggia presenta dei tratti distintivi che la rendono unica.

SPIAGGIA DI SERAPO

È la spiaggia principale di Gaeta. Vicina al centro città e al borgo medievale.

SPIAGGIA DI FONTANIA

Sul suo lato orientale si trovano 2 grandi grotte e sul fondo di quella sinistra si trova una piccola fonte.

SPIAGGIA DEI 40 REMI

Piccola spiaggia raggiungibile solo in barca, canoa o a nuoto. Poco distante si trova il Pozzo del Diavolo, una grotta che si apre all’improvviso nella roccia e dopo un salto do 50 metri sprofonda nel mare.

SPIAGGIA DELL’ARIANNA

Ha acque limpide.

SPIAGGIA DELL’ARENAUTA

In passato l’unico modo per raggiungerla era scendere una scalinata di 300 gradini.

SPIAGGIA DI SAN VITO

È accessibile solo tramite le strutture ricettive che si trovano li.

SPIAGGIA DI SANT’AGOSTINO

È lunga 2 km ed è così la spiaggia più lunga ed anche la più frequentata di Gaeta.

SPORT

Ci sono vari sport acquatici praticabili a Gaeta: canoa, surf, windsurf, kitesurf, diving, snorkeling e pesca turistica.

 

SE volete una guida completa e dettagliata: giadastellato@yahoo.it

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borghi da vedere nel lazio (parte 2)

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Secondo capitolo di piccoli borghi da vedere nel Lazio.

PALENA

Il paese conserva un borgo antico dagli scorci caratteristici, con archi e portali in pietra; nella parte alta si erge la roccaforte del castello ducale, nel cuore dell’abitato, il piccolo teatro aventino. Salendo sul monte Porrara, è possibile godere di un bellissimo panorama e, arrivati a quota 1272 m, si incontra l’eremo della Madonna dell’Altare.

DA NON PERDERE

Il Museo geopaleontologico dell’Alto Aventino, presso il castello, con un’importante raccolta di fossili e collegato con il geo-sito alle sorgenti dell’Aventino. La chiesa della Madonna del Rosario, nei pressi della pittoresca piazza del Municipio, con un elegante prospetto su gradinata a doppia rampa, un magnifico rosone a ruota del ‘500 e interessanti opere pittoriche e scultoree.

ROCCASCALEGNA

Il borgo medievale, immerso in un contesto naturalistico incontaminato, presenta anche rilevanti fattori di attrattiva storico-culturali, tra cui la chiesa di S. Pietro e la chiesa dei SS. Cosma e Damiano.

DA NON PERDERE

Il castello medievale. L’abbazia di S. Pancrazio, che mostra le tracce di un passato glorioso e di un antico splendore.

 

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borghi da vedere nel lazio

I primi migliori borghi del Lazio di cui vi voglio parlare sono i seguenti:

BASSIANO

Il caratteristico centro storico, di struttura circolare, con le mura castellane, nove antiche torri e ben tre porte, ricorda il passato medievale del luogo. Salendo per una serie di scalette tra vicoli e passaggi nascosti, si possono osservare case addossate le une alle altre e costruite in calcare, fino ad arrivare alla piazza S. Erasmo, dove si affaccia la parrocchiale dedicata al patrono della città, con pregevoli opere d’arte e affreschi. Da visitare le chiesette medievali di S. Nicola e S. Maria.

DA NON PERDERE

Una passeggiata tra gli stretti vicoli in pietra del centro storico. Il Museo delle Scritture “Aldo Manunzio”, che guida il visitatore attraverso un percorso storico e antropologico delle forme di scrittura; il museo è ospitato nello storico palazzo Caetani.

FOSSANOVA

Incantevole borgo medievale racchiuso nella suggestiva cornice della celebre abbazia cistercense, costituito da prestigiose architetture esaltate dalla locale pietra calcarea. Gli antichi edifici che fanno da corona al complesso monastico si integrano in modo armonico, ospitando al loro interno spazi per lo svolgimento di eventi culturali, tipiche botteghe artigianali e punti di ristoro.

DA NON PERDERE

L’abbazia cistercense di S. Maria, il nucleo è costituito dalla splendida chiesa a 3 navate su pilastri, con transetto e coro rettangolare; dalla destra della chiesa si accede poi al chiostro, al refettorio e alla sala capitolare, tutti luoghi ricchi di elementi architettonici di grande fascino. Il Museo Medievale, allestito nell’antica Foresteria cistercense, dove si può rivivere la vita medievale attraverso materiali provenienti dai recenti scavi condotti dell’area.

LEONESSA

Città d’arte e uno dei principali punti di approdo del turismo nell’area del Terminillo e tra le più apprezzate mete, soprattutto invernali, per appassionati di escursionismo e sci. Vanta capolavori come la chiesa di San Pietro, e la trecentesca chiesa di San Francesco, col suo famoso presepe in terracotta. Da segnalare il santuario di San Giuseppe da Leonessa, patrono della città. Sull’abitato domina la torre angiolina, maestosa opera poligonale terminale delle antiche mura di cinta.

DA NON PERDERE

La rassegna nazionale delle regioni a cavallo, la rievocazione del Palio del velluto e la sagra della patata.

NEMI

È uno dei centri storici più caratteristici dei castelli romani, con i pittoreschi vicoli su cui si affacciano botteghe artigiane e balconi fioriti, e dominato dal turrito palazzo baronale. Nemi è famosa anche per le fragoline di bosco cui viene dedicata ogni anno a giugno la sagra delle fragole, preceduta il giorno prima dalla mostra dei fiori.

DA NON PERDERE

Il Museo storico-archeologico delle navi romane, imbarcazioni. Il romitorio di San Michele Arcangelo, edificio di culto rupestre.

SAN DONATO VAL DI COMINO

Borgo medievale, il centro storico si visita meglio a piedi, attraverso gli angusti e tortuosi vicoli di via Castello, gli archi e i passaggi di vicolo Marozzi e vico Torre, i sottoportici in pietra delle vie Cerasole e Belfiore.

DA NON PERDERE

Il percorso storico-culturale i luoghi della memoria all’interno delle porte del borgo antico. Le mura poligonali di epoca romana in località San Fedele. Per gli amanti del trekking, la Via degli uliveti e l’Anello delle fonti dove scoprire antiche sorgenti.

 

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cosa vedere a civita di bagnoregio

The dying city Civita di Bagnoregio in Latium, Italy

Civita di Bagnoregio è il borgo magico sospeso tra terra e cielo che svetta sul mare solido di calanchi che si susseguono dal Lago di Bolsena alla Valle del Tevere. Case di tufo strette e arroccate su un colle argilloso che, per sua natura, sarà cancellato dal trascorrere del tempo, tanto da assegnare a Civita l’appellativo di “città che muore“, anche se il problema dell’erosione si era già posto in epoca etrusca e poi romana, quando dall’alto del pur precario colle si dominava la Tuscia. Oggi Civita di Bagnoregio è prevalentemente meta turistica di qualità, proprio perché, oltre al passaggio antico e per molti versi intatto, si possono ammirare evidenti tracce architettoniche  artistiche del passato etrusco e romano, appunto, ma anche medioevale, si può ritrovare il valore del tempo lento e ricercare ispirazioni e creatività. Non a caso Civita è da tempo scenografia unica di numerosi film d’autore e di sceneggiati televisivi. Anche questo, ha contribuito ad accrescere il numero di visitatori. Oltre che la riqualificazione artistica di Casa Greco, una struttura ricettiva definita Casa d’Artista. la valorizzazione delle strutture ricettive come ristoranti e locali che vantano radici e sapori della tradizione laziale ma anche attenzione verso la moderna accoglienza. Per esempio il  ponte di 600 metri che collega il borgo alla campagna intorno e unico punto di accesso, è rigorosamente pedonale ed è stato varato anche per permettere il facile accesso a chi ha problemi motori. Dunque magie ed emozioni per tutti in questo centro storico in equilibrio. Dove è naturale perdersi tra piazze e viuzze silenziose, a ridosso delle case medioevali, tra chiese antiche e ricche di opere d’arte. Per un’esperienza unica da ricordare a lungo, vissuta in una cornice di straordinaria bellezza.