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borghi da vedere in Basilicata

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Vi illustro i meravigliosi borghi da vedere in Basilicata.

VALSINNI

Piccolo borgo, al confine tra Basilicata e Calabria. Il monumento più importante è il castello dei Morra, ai cui piedi si snodano i vicoli del borgo medievale, collegati tra loro dai caratteristici “gafii”, passaggi coperti a volta. Molto interessante è anceh la chiesa madre, finemente affrescata. È sede del Parco Letterario Isabella Morra, poetessa.

GERACE

Il modo migliore per visitare questo borgo è passeggiare a piedi nei diversi nuclei in cui è diviso (Borgo Maggiore, Piana, Borghetto e centro storico), attraversando le caratteristiche e strette vie, tra le quali poter ammirare una trentina di chiese.

DA NON PERDERE

Tra le tante chiese, spiccano la cattedrale, la chiesa convento di San Francesco d’Assisi dalle purissime linee gotiche, la chiesa greco-ortodossa di San Giovannello, o la chiesa di Santa Maria del Mastro.

 

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borghi da vedere in puglia (parte 2)

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Vi arricchisco la mente con altri borghi da vedere in Puglia.

PIETRAMONTECORVINO

Si trova in un territorio per metà pianeggiante e per metà collinoso. Il panorama è denominato dall’imponente Torre mormanna, recentemente restaurata e composta da un torrione quadrangolare merlato alto quasi 40 metri. Il sottostante nucleo storico, con una struttura a lisca di pesce, sembra quasi inerpicarsi per i fianchi della collina: è il quartiere detto “della Terra Vecchia”, con viuzze strette e contorte chiuse spesso da costruzioni a “meniali”, con funzioni di difesa, e con botteghe artigiane di lavorazione del ferro battuto e di restauro di mobili d’epoca. Importante la chiesa Madre, sia per il portale e il loggiato esterni, sia per le pitture e il mosaico interni.

DA NON PERDERE

Il palazzo ducale, che si sviluppa su 3 piani ed è collegato alla torre mediante una muraglia in pietrame; da visitare il salone di rappresentanza, i due cortili e il giardino pensile. A 5 km dal nucleo storico, il sito archeologico di Montecorvino, a testimonianza dell’originaria sede dell’abitato.

ROCCHETTA SANT’ANTONIO

Nel centro storico si alternano diversi palazzi medievali, rinascimentali e piccole casette creando un’atmosfera tipica e armoniosa. Ci sono le chiese della Maddalena, di Santa Maria delle Grazie e San Giuseppe e in occasione della festa di S.Antonio Abate e dei copatroni, San Rocco e la Madonna del Pozzo.

DA NON PERDERE

Il cinquecentesco Castello D’Aquino di forma poligonale, impreziosito dalla torre ogivale, simile alla prua di una nave. La chiesa matrice dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria. Le numerose fontane, in particolare quella di Pescarella dalla quale sgorga un’acqua dagli effetti benefici.

SANT’AGATA DI PUGLIA

Viene chiamata “la loggia delle Puglie” per il panorama che si gode dalla cima del castello. Il paese è a tronco di piramide, ogni casa si contraddistingue per la sua facciata con un simbolo araldico, un animale, un’immagine sacra, un motivo floreale. Frequenti anche i volti lugubri, stratagemma per proteggere l’abitazione dagli spiriti maligni.

DA NON PERDERE

Le chiese per i preziosi dipinti su tela e affreschi, un crocifisso ligneo, cori lignei, un trittico quattrocentesco di scuola senese.

 

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borghi da vedere in campania

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Qui di seguito trovate broghi più belli da vedere in Campania.

CERRETO SANNITA

Il centro storico è armonico con ampi rettilinei fiancheggiati da eleganti facciate tardo-barocche di chiese e palazzi. La lavorazione della ceramica è un’importante attività che viene insegnata nei laboratori del locale Istituto d’arte.

DA NON PERDERE

La Leonessa, enorme monolite a forma di leone con, al suo interno, una vecchia chiesa rupestre.

LETINO

Piccolo borgo di montagna all’interno del parco regionale del Maltese. Il paese è raccolto su un lungo sperone di roccia del versante meridionale del Maltese, in un contesto paesaggistico incontaminato e in posizione centrale e panoramica tra il lago di Gallo e il lago di Letino.

DA NON PERDERE

Una passeggiata per le stradine del centro storico; la parrocchiale di San Giovanni Battista, con facciata e campanile in pietra; il castello e il santuario di Santa Maria del Castello, di forme sette-ottocentesche.

MORIGERATI

Piccolo borgo medievale che sorge all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e nell’oasi WWF “Grotte del Busseto” . L’intera area offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo della zona, attraverso passeggiate, escursioni, itinerari in mezzo alla natura.

DA NON PERDERE

Il percorso guidato alla Grotta all’interno dell’oasi WWF: all’ingresso uno spettacolare portale alto 20 metri, una scala scavata nel calcare e un ponte di legno sul fiume che scaturisce dalla roccia sottostante. Il Museo etnografico regionale, che espone oggetti, fotografie, filmati e registrazioni sonore della cultura del territorio della Valle del Bussento.

SANT’AGATA DE’ GOTI

Le vie interne sono a misura d’uomo, la toponomastica ricorda funzione o forma: vicolo stretto, vico Ortolani, vicolo del Forno. Via Riello e via Martorano abbracciano il centro storico confluendo nell’arteria principale del borgo antico, via Roma. Percorrere queste caratteristiche strade a piedi e scoprire le piazze, che si aprono d’improvviso, i monumenti e i palazzi, che si ergono maestosi all’uscita degli stretti vicoli, è un piacere per gli occhi e per la mente.

DA NON PERDERE

Il Duomo, preceduto da un’ampio portico formato da 12 colonne antiche e dall’interno barocco. La chiesa di S. Menna, da notare il tappeto di mosaici cosmateschi, uno dei più antichi dell’Italia meridionale. Il Giudizio Universale, all’interno della chiesa dell’Annunziata, una delle più importanti realizzazioni della pittura tardogotica campana. Il salone degli stemmi, all’interno del Palazzo vescovile, mostra le effigi di 68 vescovi, indicativo dell’importanza della diocesi locale.

 

valle d'aosta
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borghi accoglienti in Valle D’Aosta

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Due dei borghi più accoglienti della Valle D’Aosta sono Etroubles e Gressoney Saint-Jean.

ETROUBLES

Questo borgo medievale si erge nello splendido contesto alpino della Valle del Gran San Bernardo, tra i valloni di Barasso e di Menouve. Il centro storico, circondato da boschi e pascoli, si snoda tra antiche abitazioni in pietra locale, splendidi fontanili e le numerose opere d’arte contemporanea che sono state installate a formare un museo a cielo aperto in collaborazione con la prestigiosa Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

DA NON PERDERE

Il Museo a cielo aperto, il Museo dell’Energia, il Museo della Latteria e il Tesoro della parrocchia. La manifestazione Veillà (agosto) durante la quale si rievocano i costumi e i mestieri del passato. La Batailles de Reines, contesa tra mucche di razza pezzata nera e castana valdostana che si svolge nel mese d Luglio degli anni pari. Lo storico carnevale della Comba Freide il giovedì e venerdì grasso tra colori, musica e gastronomia. Il pane nero di segale e frumento.

GRESSONEY SAINT – JEAN

Località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lya, è preziosa per la posizione, l’offerta sportiva invernale, la storia e le tradizioni legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura e nell’architettura dei tipici villaggi, molti tutt’ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine ‘800.

DA NON PERDERE

Castel Savoia, dimora estiva della regina d’Italia Margherita di Savoia, ben conservato e immerso in un bosco di conifere, con arredi originali e fotografie dell’epoca. L’Alpenfauna Museum “Beck-Peccoz”. Il centro storico del paese dominato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista con il museo parrocchiale e il suo crocifisso del XIII secolo. Piste da sci alpino, sci di fondo, passeggiate sulla neve, passeggiate di fondo valle, una rete sentieristica capillare. Da gustare la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, a il violino di capra, salume tipico della zona. Prodotte ancora oggi a mano sono le d’Socks, pantofole in panno molto calde e confortevoli.

bergamasco
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cosa vedere a clusone

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Siete mai stati nella zona del bergamasco e soprattutto nella piccola ma bella e accogliente Clusone? no? dovete assolutamente rimediare!!! Ecco cosa vedere:

PIAZZA DELL’OROLOGIO E PALAZZO COMUNALE

L’orologio è dotato di un meccanismo semplice e geniale segna le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione. Il Palazzo Comunale ha degli affreschi sulla facciata sud, mentre sulla facciata est si vedono una elegante loggetta cinquecentesca, un portale settecentesco e la Buca delle Denonzie Segrete.

BASILICA DI S.MARIA ASSUNTA 

All’interno ci sono notevoli opere scultoree dei fantoni di Rovetta accanto a tele dei pittori clusonesi Carpinoni e Cifrondi con altre di Sebastiano Ricci, Bettino Cignaroli e Pietro Ricchi. Da ricordare lo stupendo altar maggiore, il pulpito confessionale di Andrea Fantoni, la quattrocentesca vasca battesimale, la tele del Diziani e del Vicentino.

ORATORIO DEI DISCIPLINI E DANZA MACABRA

Sulla facciata est c’è un affresco unico nel mondo che raggruppa i 3 temi iconografici medioevali della morte: il trionfo, la danza macabra, l’incontro o contrasto tra vivi e morti. All’interno del Borlone un ciclo di affreschi sulle “Storie di Gesù”. Da ammirare anche il settecentesco “Compianto” con statue lignee fantoniane.

CHIESA DI S.ANNA

All’interno sono stati riportati alla luce affreschi votivi popolari del 400 e del 500. Molto significativi il piccolo coro sopra l’ingresso e la piccola aula capitolare con i suoi affreschi, la pala dell’altare con “La Vergine, S.Anna e il Bambino”, con una splendida cornice fantoniana.

PALAZZO FOGACCIA

Imponente palazzo-villa signorile, ha all’interno una serie di sale affrescate, secondo il gusto dell’epoca, dai milanesi fratelli mariani, dal bergamasco Brina e dal bresciano Francesco Paglia ed ancora perfettamente conservate. L’interno del palazzo e le sale sono visitabili solo in certe occasioni.

CHIESA  DI S.DEFENTE

Le pareti interne, specie per il presbiterio e la facciata esterna sono coperte da ben 52 bellissimi affreschi votivi che vanno dal XV al XVII secolo, rappresentanti S.Defente, S.Rocco e altri santi della tradizione. Da non perdere sono gli affreschi del portico e del piccolo presbiterio.

PALAZZO MARINONI BARCA

Residenza della famiglia Marinoni. L’originario importante arredamento è stato disperso. È ancora godibile la piccola galleria affrescata con figure allegoriche e due sale. Il palazzo ospita oggi la raccolta Sant’Andrea ed il Museo dei meccanismi degli orologi da Torre.

CHIESA DEL PARADISO

Ha avuto diversi ingrandimenti e rifacimenti. Nella cappella dell’Addolorata è visibile il miracoloso affresco quattrocentesco della “Mater Dolorosa”. Nella Chiesa è conservata una piccola pinacoteca della pittura clusonese dal XV al XIX secolo con tele tutte perfettamente restaurate, in particolare quadri di Domenico Carpinoni e Antonio Cifrondi.

CHIESETTA DI CROSIO

Piccolo oratorio cinquecentesco posto in amena e panoramica posizione su una collinetta appena fuori dall’abitato. Da qui si può avere una visione completa e significativa della città e dell’altopiano clusonese.

 

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messina, cosa vedere nella perla della sicilia

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Messina, in bilico tra isola e Continente, è la città dove l’essenza sicura la si manifesta, per contrasto, in tutta la sua forza. Dal Belvedere di Cristo Re, sacrario che domina la parte alta dell’abitato, sembra di poter sfiorare la Penisola, tra il viavai di navi e traghetti e il profilo delle Eolie. Affacciati su piazza Duomo, ecco i monumenti più famosi: la Basilica che tra gotico, barocco e neogotico racconta le epoche e le storie dell’isola; la Fontana di Orione, “la più bella del cinquecento europeo”, e poi il campanile con l’unico orologio astronomico meccanico in Italia, intorno al quale, alle 12, 5 figure di bronzo si animano al suono dell’Ave Maria di Schubert. La loro danza racconta la Guerra del Vespro del 1282, momento fondante della storia locale che si chiuse con la cacciata degli Angioini. È pura devozione la Festa dell’Assunzione della Vergine del 15 agosto, quando i fedeli trascinano un carro alto più di 15 metri. Sono un culto i cannoli, le cassate e le granite di cui Messina è la capitale assoluta, da provare al mattino con la brioche calda. Una Sicilia da mordere e da gistare: indimenticabile come la focaccia messinese con scarola, tuma, sarde salate e pomodoro, come i pidoni, calzoni fritti farciti con indivia e tuma. Sono veri riti locali anche il tuffo a Capo Peloro, che qui chiamano Il Faro, davanti alla Laguna oggi Riserva naturale orientata e sotto l’enorme traliccio che un tempo portava l’elettricità dal continente. Di rito anche la visita al villaggio di Ganzirri, dove i pescatori intrecciano ancora nasse e coltivano i mitili; il giro sulle loro feluche con pranzo finale di pesce. O la gita a sud verso Taormina e le memorie della Sicilia greca e romana. Poi al fresco di Castelmola, sopra la città, per un’ora di riposo davanti al Duomo, romanico e gotico, con tocchi arabi ed echi normanni. Un canto alle tante anime di questa terra.

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giardini da vedere nel mondo (prima parte)

giardini da vedere

Vi presento una lista di giardini da vedere assolutamente!!

Château de la colle noire ( Montauroux, Francia)

È nel sud della Francia, alle porte del Pays de Payence, che Christian Dior decide di acquistare nel 1951. Il couturier trasforma i giardini in un vero e proprio Eden. Pianta migliaia di alberi, rose di maggio, gelsomini Grandiflorum e altri fiori tipici del territorio di Grasse. Nel 2013 la tenuta diventa di prorietà della Maison de Parfums Dior, che intraprende imponenti lavori di restauro, seguendo i desideri di Christian Dior. Dal parco allo specchio d’acqua, dalle camere per gli ospiti al salone di ricevimento, lo Château rinasce. Le rose di maggio fioriscono nuovamente e il castello ritrova il lustro e la magnificenza dei suoi arredi.

Villa Il Torrione (Pinerolo, Torino)

Si tratta di un complesso di origine medioevale ingranditosi nel tempo sino a raggiungere, agli inizi dell’800, la struttura attuale neoclassica. Rappresenta per noi uno straordinario esempio di parco romanico all’inglese, grandioso, in cui i protagonisti sono gli alberi, alcuni di questi monumentali. Il parco, che apre al pubblico in alcune date predefinite, raccoglie una straordinaria collezione di ortensie provenienti da tutto il mondo, sia di specie, sia di varietà, che nel periodo estivo, ci accolgono con le loro generose fioriture.

Casa Lajolo (Piossasco, Torino)

si trova ai piedi del Monte San Giorgio, in una zona collinare conosciuta come Borgo San Vito. A Casa lajolo è custodito un luogo raccolto e magico, esempio straordinario di giardino formale settecentesco, ora Fondazione. Si articola su terrazze collegate da giardini di pietra e sempreverdi. Nella prima terrazza, si possono ammirare parterre di bosso modellati secondo l’ars topiaria Settecentesca. Una scenografica architettura verde: un secolare muro di tasso, unico nel suo genere, in cui sono presenti solo due aperture, custodisce un inaspettato giardino con rare piante sciafile.

 

 

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cosa vedere ad Acquaviva Picena

acquaviva picena

Acquaviva Picena è un luogo ricco di cultura e tradizioni, perfetto per chi ama immergersi nell’arte e nella storia. Agli occhi di ogni turista si impongono: il borgo medioevale cinto da mura e bastioni e la fortezza. Una passeggiata per tutti i vicoli del centro storico vi consentirà di ammirare la trecentesca Torre Civica, il Trabucco, chiese pregevoli per architettura e storia, e di scoprire incantevoli scorci panoramici. Se invece vi piace immergervi nella bella campagna circostante potrete apprezzare la chiesa e il chiostro di San Francesco, le rustiche cappelle che sorvegliano i crocevia, nonché visitare le cantine di lunga tradizione vitivinicola che producono vini squisiti e raffinati. Nelle tipiche locande e nei caratteristici ristoranti del centro storico oppure negli accoglienti agriturismi conoscerete i gustosi piatti tipici del luogo, contraddistinti da genuinità e sapori autentici di altri tempi.

Museo Archeologico “La Fortezza Nel Tempo” Fortezza Medioevale

L’esposizione museale della Fortezza di Acquaviva Picena si snoda all’interno della torre maggiore, il Mastio, e propone un interessante viaggio attraverso le principali e documentate fasi storiche del monumento e del territorio. Una suggestiva presentazione multimediale consente di osservare i reperti esposti al momento del loro rinvenimento, visitare virtualmente gli scavi che hanno consentito di svelare e ricostruire le più antiche fasi edilizie della Fortezza e di ammirare le ricostruzioni.

Il Mercatino dell’artigianato e delle tipicità locali

tutti i mercoledì di luglio e agosto.

Sponsalia

Rievocazione storica del matrimonio realmente celebrato nell’anno domini 1234 tra foresteria, figlia dei Duchi di Acquaviva, e Rinaldo di Brunforte di Sarnano. Nella prima settimana di agosto Acquaviva torna ai fasti medioevali: armigeri, sbandieratori, dame e popolani animano le strade del paese, così come i giochi rionali infuriano gli animi paesani. Il banchetto nuziale, allietato da danze e musiche d’epoca, propone vivande tipiche del 1200 con servizio in costume d’epoca tra giochi e saltimbanchi e mangiafuoco.

L’artigianato

Caratteristica acquaviviana è la produzione artigianale di cesti intrecciati di paglia e salice: “Le Pajarole”. Si tratta di un lavoro minuzioso e paziente realizzato unicamente dalle donne del paese ed esclusivamente a mano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ancora oggi non è raro vedere, soprattutto d’estate, le anziane donne del paese sull’uscio di casa, intrecciare la paglia con formidabile maestria servendosi semplicemente di un punteruolo.

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cosa vedere a staffolo (parte 1)

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Vi guido alla scoperta di Staffolo, che per il suo bellissimo panorama che spazia dai monti al mare Adriatico, è definito il Balcone della Vallesina. Lasciatevi sorprendere dal suo centro storico pieno di vicoli, angoli deliziosi e palazzi storici.

Ecco cosa vedere

Porta Venezia

È una delle porte d’accesso al centro storico, riconoscibile per la sua bella Torre dell’Orologio. Oltrepassando la porta entrerete all’interno del Castello che conserva l’aspetto medievale con suggestivi vicoli, piazzette e antiche abitazioni, da scoprire e ovviamente fotografare!

Chiesa di Sant’Egidio e il Pentittico

La chiesa parrocchiale è molto antica, ed è dedicata a Sant’Egidio, patrono di Staffolo e protettore degli eremiti, delle madri allattanti e dei cavalli. All’interno conserva un pentittico del Maestro di Staffolo realizzato in torno al 1440. La facciata è in stile romanico e in alto a destra c’è una pietra in cui è raffiguratoil Sole delle Alpi.

Vicoli e Piazzetta dell’ospedale

Dovete assolutamente perdervi nei vicoli di Staffolo. Superando lo stretto arco del Maestro di Staffolo, vi troverete in una deliziosa piazzetta, detta “dell’ospedale”. Oggi, il palazzo che anticamente ospitava l’ospedale è sede della bibliotca comunale e del centro sociale.

Museo dell’arte del vino 

Qui potrete curiosare  tra gli oggetti della tradizione vitivinicola: torchi, botti, tinozze, pigiatrici, una pregiata raccolta di bottiglie di vino e una collezione di staffe antiche.

 

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ciclovia alpe adria radweg

La Ciclovia Alpe Adria Radweg, è una pista ciclabile transfrontaliera che collega l’Austria all’Italia: la ciclovia parte da Salisburgo e raggiunge Grado, località balneare in Friuli – Venezia – Giulia. La Ciclovia Alpe Adria rappresenta uno dei più bei percorsi ciclabili europei, che nasce dall’idea di utilizzare parte del tracciato di una vecchia ferrovia ormai dismessa in un’opportunità di mobilità e di turismo sostenibile. Questa Ciclovia offre ai ciclisti che decidono di percorrerla scorci spettacolari attraverso vecchie gallerie, passaggi naturali incontaminati, piccoli borghi storici e città d’arte: il tutto per finire poi con un tuffo nel blu del mare Adriatico o viceversa a Strasburgo.

Cose da visitare lungo il percorso della Ciclovia

Tarvisio

È uno dei più importanti poli sciistici del Friuli Venezia Giulia. Contornata dalle spettacolari Alpi Giulie e Alpi Carniche la Foresta di Tarvisio, è la più grande foresta demaniale d’Italia.

Venzone

Uno dei borghi più belli d’Italia, è l’unica cittadina fortificata del 300, ed è stata dichiarata monumento nazionale. Con le imponenti mura medievali e i numerosi monumenti storici come il duomo di S’Andrea, il palazzo gotico sede del municipio e la misteriosa e antica Cappella di San Michele dimora delle storiche mummie rappresenta una tappa obbligata per tutti coloro che desiderano scoprire un piccolo borgo antico e ricco di personalità.

Gemona del Friuli

È una delle più belle località storiche del Friuli Venezia Giulia, situata ai piedi delle Prealpi Giulie. Da non perdere il maestoso Duomo di Santa Maria Assunta, caratterizzato da architetture romanico-gotiche.

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