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Venezia itinerario 1 da piazza san Marco a Castello

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Piazza San Marco è il biglietto di presentazione di Venezia nel mondo!!! è uno degli spazi pubblici più magici d’Italia.

BASILICA DI SAN MARCO

È di uno sfarzo unico che cattura tutti i sensi. La basilica ha 5 cupole, archi e finestre finemente decorati e un nucleo costruito 1000 anni fa. le sue attrazioni principali sono: gli incomparabili mosaici in pietra, purtroppo in gran parte ricoperti da tappeti. Il presbiterio con l’iconostasi, l’altare maggiore con le spoglie di San Marco, la porta della sacrestia realizzata da Sansovino e le figure bronzee. Il gioiello più prezioso, la Pala d’Oro con oro, smalto e centinaia di pietre preziose. E ovviamente gli splendidi mosaici: che raffigurano scene dell’antico e del Nuovo Testamento. Per poterli ammirare da vicino, vi consiglio di salire alla galleria accessibile dal grande portale interno. Gli ori e gli argenti bizantini sono custoditi nel Tesoro. Altra imperdibile attrazione è il Museo Marciano che si trova nella galleria sopra l’atrio. Oltre a preziosi arredi liturgici custodisce la Quadriga: sono le statue originali dei 4 cavalli di bronzo famosi in tutto il mondo risalenti all’antica Roma.

TORRE DELL’OROLOGIO

Si trova a sinistra della basilica di San Marco, il quadrante impreziosito da dorsture e smalti blu, indica non solo le ore, ma anche il movimento del Sole in funzione dei segni zodiacali e le fasi della Luna, mentre davanti alla soprastante Madonna col Bambino si inchinano solo nella settimana dell’ascensione i re magi, che escono dalla porta di sinistra.

PROCURATIE VECCHIE E NUOVE

In proseguimento della Torre dell’Orologio si trovano le Procuratie Vecchie, sotto i cui portici si apre uno dei più celebri locali storici veneziani: il Caffè Quadri. L’Ala Napoleonica, che chiude a ovest piazza San Marco, è stata costruita in forme neoclassiche come trait-d’union con le Procuratie Nuove, anch’esse alleggerite in basso da un porticato dove si apre un altro ritrovo storico, il Caffè Florian.

MUSEO CORRER

Il museo si sviluppa secondo percorsi tematici che illustrano la storia di Venezia e la sua cultura: le Sale Neoclassiche, le Stanze dell’Imperatrice Elisabetta, la Civiltà veneziana, Wunderkammer e La Quadreria, al piano superiore. Su tutte spiccano le opere di Antonio Canova, le armerie Correr e Morosini e, nella Quadreria, la produzione locale dalle origini agli inizi del XVI sec.

MUSEO ARCHEOLOGICO

Al suo interno ospita un’ampia collezione di antichità greco-romane, affiancate da esemplari egizi e assiro-babilonesi.

CAMPANILE DI SAN MARCO

Da qui, si ha un panorama a 360 gradi di Venezia.

BIBLIOTECA NAZIONALE MARCIANA

Le Sale Monumentali sono aperte al pubblico e comprendono la Libreria Sansoviniana e il Vestibolo; sono riccamente decorate e alle pareti lo stesso Sansovino volle tele raffiguranti filosofi. Qui è anche esposto l’imponente mappamondo di fra’ Mauro.

PIAZZETTA SAN MARCO

Impreziosita nel fronte rivolto all’acqua dalle colonne di Marco e di Todaro; sono ornate dalle statue dei santi protettori di Venezia: San Marco svetta su quella più vicina a Palazzo Ducale; Todaro su quella nei pressi della Libreria Sansoviniana.

PALAZZO DUCALE

L’edificio ha un prospetto che chiude il lato est della piazzetta San Marco e con l’altro si specchia nelle acque della laguna. L’impostazione dei 2 fronti è uguale: arcate a tutto sesto fungono da imposta a una loggia continua con doppio numero di archi e aperture quadrilobate e a una parete piena dal caratteristico disegno romboidale e culminante in una merlatura; i balconi, che con le finestre interrompono la parte superiore sono opera di grandi artisti. Oltre la quattrocentesca porta della Carta, posta fra la basilica e il loggiato, e il gotico arco Foscari, si apre a destra il cortile, chiuso da porticati su logge, e si ha difronte la splendida scala dei Giganti, ornata da statue del Sansovino, che progettò anche la scala d’oro, così detta per gli stucchi nella volta, che segna il vero e proprio accesso agli ambienti interni di Palazzo Ducale. Gli elementi più importanti sono: la sala del Maggior Consiglio e il Ponte dei Sospiri costruito per collegare il palazzo alle Prigioni Nuove.

RIVA DEGLI SCHIAVONI

Oggi si assiepano gondole, vaporetti e natanti e dove ha inizio  una delle passeggiate più belle della città.

CHIESA DI SAN ZACCARIA

Basta imboccare il sottoportego San Zaccaria ed ecco che a destra si apre la facciata della chiesa omonima. Prevalgono le linee rinascimentali su quelle gotiche, mentre l’interno presenta caratteristiche opposte. Straordinaria è, lungo la parete sinistra, la pala di Giovanni Bellini, cui si accompagnano la decorazione ad affresco.

CHIESA DELLA PIETÀ

All’altezza del rio dei Greci si trova questa chiesa legata ad Antonio Vivaldi, qui lui insegnava musica.

MUSEO STORICO NAVALE E PADIGLIONE DELLE NAVI

Il complesso museale comprende un edificio principale, “il granaio”, la chiesa di San Biagio e il Padiglione delle Navi. Nel museo si trova l’ultimo Bucintoro, l’imbarcazione da parate del doge.

GIARDINI PUBBLICI

Il polmone verde della città, in cui si trova la Biennale Internazionale D’Arte.

SAN PIETRO DI CASTELLO

Ingresso a pagamento.

 

PER MAGGIORI INFO DI VIAGGIO: scrivimi a giadastellato@yahoo.it  (guide dettagliate con hotel e dove mangiare).

 

 

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Alla scoperta di Bibione

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Bibione, ha un patrimonio unico: la sua natura!!!

La cura migliore per lo stress della vita quotidiana? La natura. Qui la potete trovare per ogni gusto, ogni esigenza, ogni attitudine. A piccole dosi oppure a piene mani. L’eccezionalità di Bibione è avere a soli due passi ambienti naturali incontaminati e ricchi di biodiversità tipiche. Qui la mano dell’uomo ha creato solo opere in armonia con il contesto che le ospita, come i casoni, le tipiche abitazioni dei pescatori fatte di canne palustri e legno. Fiume, laguna e vie d’acqua creano poi microambienti che ospitano flora e fauna che qui trovano il proprio habitat ideale, diventando occasione di meravigliato stupore per tutti coloro che hanno il privilegio di viverli.

IL FARO E LA PINETA

Il faro di Bibione è un punto di riferimento non solo per le navi ma, soprattutto, per tutte quelle anime sensibili e romantiche che sanno ancora emozionarsi di fronte agli spettacoli della natura. Imperdibile l’alba, quando il fascio di luce si proietta tutt’intorno e il cielo si colora dei primi raggi di sole.

VALGRANDE

A brevissima distanza dallo spensierato divertimento del lungomare, è sufficiente attraversare un piccolo cancello per ritrovarsi, come per incanto, immersi in un mondo in cui la natura regna sovrana. Pochi passi per entrare in una realtà fatta di silenzi, interrotti solamente da suoni che testimoniano la presenza di molte specie animali che hanno fatto di Valgrande la propria dimora.

LE LAGUNE

Sono luoghi in cui sembra che il tempo si sia fermato. Sarà per il sereno respiro della natura o per il placido movimento dell’acqua ma, visitarle, riporta magicamente alla propria pace interiore. Sono oasi protette, punteggiate da labirinti di canne, antichi casoni dai tetti in paglia e un cielo animato da improvvisi voli di aironi e cicogne.

VALLEVECCHIA E LA BRUSSA

mantiene inalterato il suo ecosistema di dune con una spiaggia non urbanizzata fra le più estese d’Italia dove è ancora possibile osservare la fauna tipica dei litorali sabbiosi.

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cosa vedere ad Agrigento (parte prima)

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Agrigento è una perla della Sicilia e ha molti posti da visitare.

VALLE DEI TEMPLI

È un ampio parco di 1.300 ettari e attualmente si trova in uno straordinario stato monumentale. L’are archeologica è formata da tantissimi resti dell’età ellenica e punico-romana, i templi dorici conservati quasi perfettamente, le agorà, le necropoli pagane e cristiane e tanto altro ancora costituiscono ad oggi una ricchezza che racconta una storia millenaria. I pilastri fondamentali del parco sono i 3 templi dorici (Giunone, Concordia e Ercole) che sono visitabili anche di sera. Un’incantevole cornice ellenistica cui vale la pena visitare. L’Opera dei Pupi (il teatro siciliano delle marionette) rappresenta ancora oggi uno degli esempi più significativi dell’identità culturale siciliana. la mostra permanente ne valorizza l’importanza.

GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

Da secoli la Valle dei Templi di Agrigento è inondata dal profumo dei suoi aranceti, irrigati dalle acque che sgorgano da antichi ipogei. Raro gioiello archeologico e paesaggistico, la Kolymbethra è un angolo ombroso di paradiso, dove agrumi, mandorli e olivi secolari fioriscono generosi da una terra celebre per la sua fertilità. Da non perdere:

  • Gli antichi ipogei o “Acquedotti Feaci”, i soli visitabili nella Valle dei Templi;
  • La bellezza di un paesaggio che è stato definito “Valle dell’Eden”.

IPOGEO KOLYMBETHRA PORTA V

Questo ipogeo si sviluppa nel sottosuolo per 185 m collegando l’omonimo giardino millenario situato nel cuore della Valle dei Templi alla porta V dell’antica cinta muraria di Agrigento. Oggi è un suggestivo percorso di alto interesse archeologico, speleologico e naturalistico, per visitatori a cui piacciono esperienze di viaggio intense e indimenticabili. L’Ipogeo si trova all’interno del Giardino della Kolymbethra.

CHIESA DI SAN NICOLA

È in stile normanno-gotico, a navata unica. Il prospetto principale con portale ad arco acuto è inquadrato da due imponenti contraffori. la seconda cappella lungo la parete destra custodisce un sarcofago romano ispirato a modelli greci, detto di ippolito e Fedra. Dalla terrazza davanti alla chiesa si gode un panorama sulla Valle dei Templi molto suggestivo. Una tappa obbligatoria per chi si trova ad Agrigento!!!

MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” di Agrigento in Contrada San Nicola è sicuramente uno dei musei archeologici più importanti e più visitati della Sicilia. Il museo archeologico espone ben 5688 reperti che, ordinati secondo un criterio cronologico e topografico, illustrano la storia del territorio agrigentino dalla preistoria fino alla fine dell’età greco-romana. L’esposizione si articola in 18 sale e in due sezioni distinte, ma complementari.

 

 

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cosa vedere a San Leo

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San Leo si trova nella Valle del Marecchia, ed è la capitale del Montefeltro. Ecco cosa vedere:

LA FORTEZZA

Il possente apparato difensivo della fortezza di San Leo, sembra essere un prolungamento del masso che lo sostiene: è difficile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo, capace di potenziare i vantaggi del sito. Oggi al suo interno sono visibili mostre di armi e armature, sulla vita militare del medioevo, sull’alchimista Cagliostro oltre alle celle che rinchiusero famosi reclusi e le oscure fortificazioni.

LA PIEVE

È dedicata a Santa Maria Assunta ed è il più antico monumento religioso del Montefeltro. presenta una pianta basilicale a 3 navate con cripta e presbiterio rialzato su cui si innalza il pregevole ciborio con un’iscrizione incisa. Come il vicino Duomo, la Pieve non ha ingresso in facciata per il terreno scosceso su cui si innalza, ma ai due lati. Il suo aspetto attuale è dovuto ad una ricostruzione dell’XI secolo. Nel vicino Museo d’Arte Sacra sono conservati alcuni frammenti lapidei del pluteo di recinzione del presbiterio del IX sec.

LA CATTEDRALE

L’attuale edificio, è il frutto di maestranze romanico-lombardo che si innalza sui resti di una più antica fondazione religiosa, il Duomo altomedievale. la Cattedrale è dedicata al Santo Patrono Leone. Mirabile esempio di stile Romanico presenta all’interno un ricco apparato decorativo scultoreo con simboli del Cristianesimo primitivo. Ha pianta a croce latina, con 3 navate e transetto, cripta e ampio presbiterio rialzato. In origine questo edificio non era isolato ma contiguo al palazzo vescovile che comunicava direttamente con la torre campanaria e la cosiddetta “Cittadella Vescovile”. Anche per questo monumento numerose sono le testimonianze artistiche conservate nel vicino Museo d’Arte Sacra ma su tutte merita ricordare il raro frammento di croce dipinta che restituisce il volto del Cristo. Si tratterrebbe della croce appartenuta a Montefeltrano. La Cattedrale non è solo uno scrigno per i numerosi gioielli che custodisce ma è anche un raro esempio di ottima acustica, già apprezzato da numerosi artisti che vi hanno diretto ed suonato come Uto Ughi, Salvatore Accardo ed Ennio Morricone.

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Ponza e le sue bellezze (parte 1)

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Eccovi una selezione di cosa vedere assolutamente nell’isola di Ponza.

NECROPOLI DI BAGNO VECCHIO

È caratterizzata da 4 tombe ipogee: la tomba A con una pianta a forma di croce, la tomba B a forma di croce tripla, la tomba Rosa in pianta quadrangolare, con in fondo una camera sepolcrale e la tomba Bella a pianta rettangolare. Quest’ultima ha una volta a sesto ribassato e la sapienza costruttiva della sua realizzazione sembra il segno di un’edificazione  più recente. Le tombe ipogee furono certamente utilizzate nel periodo proto cristiano, anche se sono databili a un’epoca antecedente.

CIMITERO DI PUNTA  DELLA MADONNA

Il Cimitero di Ponza rappresenta uno dei cimiteri più interessanti e particolari al mondo. Sorge sul promontorio di Punta della Madonna, dove in epoca romana sorgeva un grande complesso residenziale ( la Villa romana di Punta della Madonna). La parte più antica del cimitero si sviluppa intorno alla vecchia cappella dedicata a S.Maria della Salvazione; la chiesa conserva ancora un’icona della Vergine a cui si rivolgevano i pescatori.

LE GROTTE DI PILATO

Sono un esempio notevole di peschiere scavate nella roccia, caratterizzate da un grande impegno costruttivo e decorativo. Queste strutture ittiche servivano, durante l’impero romano, per allevare il pesce e in particolare alcune specie considerate di grande pregio come le triglie, lo scaro, le murene e le aragoste da portare sulla tavola dei romani più facoltosi. Tale complesso architettonico coniuga sapientemente gli aspetti produttivi legati alla distribuzione delle vasche e dei canali per convogliare l’acqua marina con la raffinatezza dei luoghi destinati  agli aspetti ricreativi; caratterizzati da mosaici, stucchi e sculture. Sono state in seguito riadattate a magazzino e ricovero per piccole imbarcazioni legate alla presenza sull’isola della marina borbonica.

IL TUNNEL DI CHIAIA DI LUNA

È uno dei 4 tunnel di epoca romana presenti sull’isola, i quali permettevano di superare gli ostacoli caratterizzati dai promontori a picco sul mare e di collegare così le varie parti di Ponza, altrimenti separate data la sua conformazione geografica. Il tunnel di Chiaia  di Luna, in particolare, garantiva il collegamento con l’insenatura Chiaia di Luna, irraggiungibile se non dal mare. Tale insenatura rappresentava un approdo importante per le imbarcazioni per la sua posizione a ovest e quindi protetta dai venti di levante e grecale. Il tunnel non è particolarmente lungo (168 m), ma è caratterizzato da accorgimenti tecnici molto raffinati, che testimoniano l’alto livello ingegneristico e una grande disponibilità di risorse economiche e di uomini.

 

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Melissa cosa vedere

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Melissa è certamente la vostra meta ideale se amate esplorare la natura, il trekking ed escursioni in mountain bike. Il borgo possiede anche un patrimonio storico-artistico, costituito da musei, monumenti ed edifici religiosi davvero suggestivi. Molto rinomata è la frazione Torre Melissa. In questa località potrete rilassarvi godendovi la tranquillità delle spiagge o passeggiando sul lungomare tra le alte palme e la vista della Torre Aragonese, uno dei più importanti simboli del territorio melissese. Inoltre se vi piacciono gli sport sull’acqua, potrete anche praticare escursioni in barca o in canoa. Il borgo di Melissa con la caratteristica struttura “a gradoni”, mantiene ancora oggi tutte le peculiarità di un borgo di tipo feudale, con i piccoli vicoli raggiungibili solo a piedi e i resti dell’antico castello medievale,  simbolo storico ed archeologico di cui ad oggi sono visibili solamente alcuni parti della struttura e della cinta muraria. Nel territorio di Melissa è presente anche un gruppo di grotte rupestri, primi insediamenti abitativi nella zona; alcune grotte sono inglobate nell’abitato, altre sono ancora ben visibili nelle campagne.

CHIESA SANTA MARIA DELL’UDIENZA

Annesso alla chiesa venne edificato anche un ospizio e locali per i monaci minori conventuali. L’edificio divenne subito meta di grande devozione da parte della popolazione di tutta la diocesi di Umbriatico e della Provincia. Ancora oggi sopra il portale campeggia lo stemma dei Pignatelli.

CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

La sua struttura presenta un’unica navata e l’abside è composto da un enorme mosaico che rappresenta Gesù in mezzo ai discepoli. Nell’edificio è conservata una suggestiva scultura in legno di notevole pregio artistico; accanto c’è la statua della Madonna del Santissimo rosario di Pompei. È possibile vedere anche 4 statue di epoca contemporanea.

CHIESA DI SAN GIACOMO APOSTOLO

Sul portale dell’edificio c’è ancora oggi lo stemma araldico dei Campitelli: uno scudo turchino traversato da una fascia argento in campo azzurro, con un leone passante illeopardito e 3 rose rosse a 5 petali. Oggi l’edificio è chiuso al culto.

VECCHIO FRANTOIO

È motivo di vanto tra i musei di Melissa. Si tratta di un Museo Archeologico-Industriale, dove si può osservare, seguendo il percorso espositivo, tutto il sistema di estrazione a freddo dell’olio, fin dalla spremitura delle olive con la vecchia macina in pietra, ancora intatta. Il museo si pone l’obiettivo di approfondire e far conoscere la storia dell’agricoltura locale, dale prime forme primitive ad un’agricoltura più industrializzata.

MUSEO DEL VINO “PALAZZO FERRARO”

Al primo piano troviamo la Sala del Consiglio Comunale di Melissa mentre al piano di sotto è possibile visitare la parte espositiva con gli utensili che venivano adoperati per la lavorazione dell’uva e la produzione del vino.

CHIESA MADRE DI SAN NICOLA VESCOVO

Era sede delle 2 confraternite laiche del SS.mo Sacramento e del SS.mo Rosario. Essendo la più importante vi si riuniva tutto il clero della città per celebrare le funzioni religiose. in essa si conservavano importanti oggetti liturgici di alto pregio.

CENTRO DI RICERCA DELLE LOTTE CONTADINE

Istituito per favorire l’approfondimento e la conoscenza della storia del movimento contadino e delle lotte per la conquista del latifondo. All’interno del museo è ospitata la mostra fotografica “Melissa 1949 – 1979 – trent’anni di rilevazione fotografica sulla condizione e la cultura delle classi subalterne”. Il Centro organizza anche convegni e mostre temporanee e conserva studi e materiale di importante valore documentario.

MONUMENTO AI CADUTI DI FRAGALÀ

TORRE MELISSA

CHIESA MARIA SS. DEL MONTE DEL CARMELO

La struttura di questo edificio religioso è a “campata unica” con la trabeazione interna sorretta da lesene con campitello, che si ispirano ai canoni dell’ordine ionico.

TORRE RAGONESE

La Torre, detta anche “Torre merlata” o Torrazzo, si distingue per alcune singolari caratteristiche dalle altre torri di avvistamento spagnole. la Torre, di struttura circolare, si sviluppa su 3 livelli complessivi: un cortile interno con piccole stanze adibite a magazzini; le stanze padronali; il coronamento. La Torre Merlata è di proprietà comunale e ospita la sede del GAL “Alto Marchesato Crotonese”, dove sono esposti utensili, strumenti, prodotti tipici della cucina locale ed in generale, della tradizione calabrese.

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cosa vedere a Irsina

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Irsina sorge du un’altura panoramica a 550 m. s.l.m., tra le valli del Bradano e del Basentello. I vicoli del centro storico raccontano l’origine della città, una tra le più antiche della Basilicata. I palazzi donano all’antico borgo un aspetto aristocratico di grande suggestione, mentre le chiesette disseminate in tutto il centro storico sono testimonianza della forte presenza ecclesiastica.

LA CRIPTA DEGLI AFFRESCHI “GIOTTESCHI”

La chiesa dell’ex convento di San Francesco è un impianto architettonico molto importante del centro storico di Irsina. Composto di una sola navata centrale e cappelle laterali. negli affreschi della cappella ipogea di San Francesco, ricavata all’interno di una torre quadrangolare del castello normanno è chiaro il richiamo della pittura di Giotto non solo nelle architetture ma anche nella spiritualità dei personaggi. La Cripta, dalla raffigurazione del Creatore alla Crocifissione, dall’Ultima Cena alla Presentazione al Tempio e denota influssi di tutte le correnti pittoriche nazionali e internazionali che interessarono Napoli.

MUSEO JANORA

La preziosissima collezione del Museo Civico Janora, è conservata nei locali dell’ex convento di San Francesco. Gli oggetti dell raccolta appartengono a varie epoche e rappresentano una testimonianza antropologica e culturale, strumento di ricerca sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita della città e del territorio circostante.

LA CATTEDRALE E LA STATUA DEL MANTEGNA

La maestosa Concattedrale di S.Maria Assunta è un’opera architettonica di valore aggiunto. Il campanile conserva le forme romaniche nella parte inferiore e gotiche nella parte superiore, in particolare nelle bifore. La facciata, in barocco napoletano, presenta pregevoli decorazioni nel portale e richiama la struttura interna a 3 navate. Altre peculiarità è la parte posteriore; essa si erge direttamente dalla roccia, si unisce alla cinta muraria della città formando una vera e propria fortezza all’aspetto. Un elemento originario dell’antica costruzione è la suggestiva cripta, con pianta a croce greca. L’interno della Cattedrale è un vero e proprio scrigno di tesori d’arte. Vi si conservano le numerose opere venete della preziosa collezione De Mabilia, ma il fiore all’occhiello è di certo la splendida statua di S.Eufemia di Andrea Mantegna. La fierezza e la dolcezza dello sguardo della Santa danno la sensazione che la pietra di Nanto, con la quale è stata realizzata, si muova e prende vita.

PERCORSO DELLE FONTANE : I “BOTTINI”

Il “percorso delle fontane” è uno dei più suggestivi delle campagne Irsinesi. In c. da Fontana, appena fuori dal centro abitato i “Bottini”, cunicoli sotterranei ad altezza d’uomo che seguono l’andamento della falda acquifera. Questo percorso costituisce lo spesso strato di sedimenti alluvionali e i sovrastanti strati argillosi impermeabili hanno creato una situazione geomorfica tale da consentire l’accumulo di grandi quantità di acqua che alimentano sorgenti esterne al centro abitato. L’acqua captata dal sottosuolo, grazie al particolare terreno, si deposita in vasche di decantazione, e dopo essere stata purificata viene incanalata fino alla monumentale fontana esterna del 1700, dalla quale sgorga fresca e pura dalle 12 bocche.

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cosa vedere a Castel di Tora

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Castel di Tora è un borgo medievale, è abbarbicato su di un colle roccioso, si snoda lungo via Umberto I, già via Rocca, che si inerpica con andamento sinuoso fino a raggiungere il punto più alto del paese, lungo il suo percorso, rigorosamente in salita, sulla destra ecco stagliarsi sulla cima di un massiccio di viva roccia una possente Torre esagonale, affiancata dal “palazzo” baronale che sovrasta, domina e protegge non solo l’abitato, ma tutta la valle sottostante. La strada principale divide il due parti quasi speculari il borgo che si dipana in dedali di stradine, vicoletti, archi, scalinate, torrette, portali in pietra con stemmi di antiche dimore aristocratiche, scorci prospettici che si aprono a guisa di palcoscenico sul magico panorama del lago e sui monti che lo cingono come una corona. Salendo ancora si giunge al colle. proseguendo più avanti si giunge alla piazza la quale svolge ancora la sua funzione di luogo d’incontro. È piazza San Giovanni dove c’è l’omonima chiesa, che conserva al suo interno diverse opere d’arte. Spicca la grande pala al centro dell’abside raffigurante la “Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista, Rocco e Anatolia”. Ai lati 2 dipinti murali ad olio, dedicati a “San Giovanni Evangelista sull’isola di Patmos” sulla sinistra e a destra “Santa Anatolia”. Di fronte alla chiesa come prospettica scenografia ecco la Fontana in pietra del “Tritone” che troneggia al centro e fungono da fondale ancora il lago ed i monti, fontana dove zampilla acqua freschissima. Si giunge infine, riprendendo la salita alla piazzetta, il salottino “intimo”; qui il panorama è inenarrabile,  è un fondale audace da cui si vede Monte Antuni con il suo Castello in tutta la sua possente austerità. Proiettiamo lo sguardo più in la verso l’orizzonte, con il lago che si contorce in anse, pieghe nel suo tortuoso dipanarsi, e ancora più giù finché l’occhio che scruta la vallata si perde tra i monti dell’Appennino abruzzese. Salendo ancora eccoci alla contrada dove un tempo sorgeva la rocca superiore ormai scomparsa, diruta da secoli. Al borgo un tempo si accedeva tramite le porte, la sud è stata completamente demolita, le altre sono ancora abbastanza integre. Nella cinta muraria sono attualmente ben riconoscibili diverse torrette semicircolari, al contrario le vecchie torri quadrate inserite nella cinta muraria esterna, restano celate allo sguardo se non si è più che attenti. Il Borgo va a porre le sue fondamenta nella splendida perla del Lago del Turano, dove si affaccia nelle sue acque splendidi dal colore cilestrino chiaro, indaco, turchese, o smeraldo vivo riflesso della natura circostante.

LE ATTIVITÀ SUL LAGO

Meta ambita dagli amanti della pesca, in estate ci si può bagnare in tutta tranquillità, o andar per vela, pedalò, prendere la bicicletta o passeggiare, ci si sente liberi in questo luogo incantato.

LE ATTIVITÀ IN MONTAGNA

Per gli amanti della montagna e del Trekking c’è il complesso di Monte Navegna e Cervia, oggi Parco e Riserva Naturale, con molti itinerari segnati, splendidi belvedere, aree attrezzate per chi vuole fare pic-nic e boschi di faggi, lecci, querce e castagneti secolari, per i cercatori di funghi è il luogo ideale. Da non perdere la suggestiva Cascata delle Vallocchie.

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cosa vedere a pievebovigliana

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Pievebovigliana è un piccolo centro con tutte le caratteristiche paesaggistiche, sociali ed artistiche dell’Italia. Nel suo territorio, le ricche testimonianze d’ogni epoca storica si confrontano con le ricchezze di una natura incontaminata, in un delicato scenario di rara armonia. Parte del territorio comunale è compreso all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

DA VEDERE

Museo “R. Campelli” con pinacoteca, sezione archeologica, “V. Cianfarani”; museo storico del Territorio; chiesa di S.Maria Assunta con cripta romanica; chiesa e convento di S.Francesco a Pontelatrave; chiesa di S.Giovanni a Isola; chiesa romanica di S.Giusto a San Maroto; castello varanesco di Beldiletto; ponte romanico di Pontelatrave; ville signorili; torri; fornaci da laretizi; gualchiera-tintoria.

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Cosa vedere a San Ginesio

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San Ginesio, si trova su un colle a 693 m s.l.m. ed è conosciuto come “Il Balcone dei Sibillini”. Da qui si dischiudono incantevoli vedute panoramiche e orizzonti che vanno dal mare Adriatico al Gran Sasso, dal Monte Conero ai Monti Sibillini, quei “monti azzurri” tanto cari al poeta Giacomo Leopardi. Cittadina ricca di storia, arte e tradizioni che evocano e testimoniano il suo importante passato millenario, pieno di fascino e di azioni gloriose. Il capolavoro di architettura, unico nelle Marche per il suo stile “gotico fiorito”, è la Pieve Collegiata che domina la centrale piazza intitolata al figlio più illustre, Alberico Gentili.

DA VEDERE

Pieve Collegiata; Cripta San Biagio; piazza A. Gentili; teatro G. Leopardi; museo/pinacoteca “S. Gentili”; porta Alvaneto; mura di San Nicola; chiesa San Francesco; biblioteca e archivio storico “S. Gentili”; colle e porta Ascarana; San Tommaso e Barnaba; auditorium Sant’Agostino; porta Offuna; ospedale dei Pellegrini; porta Picena; cinta muraria; abbazia delle Macchie; santuario di San Liberato.