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cicloturismo nelle marche

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Con centinaia di km di piste ciclabili e ciclovie, le Marche sono una meta molto frequentata dagli amanti delle 2 ruote. Certo, addentrandovi verso l’entroterra troverete numerose e a volte anche ripide salite, ma se siete abbastanza allenati o non tenete un alto ritmo di pedalata anche gli spostamenti più impegnativi fileranno via con piacere. Lungo la costa, invece, è tutta un’altra musica: piste ciclabili e strade pianeggianti renderanno la vostra uscita poco più che una lenta passeggiata. Date uno sguardo alla Ciclovia Adriatica, un lungo nastro ciclabile che dalla Puglia risale fino al Trentino attraversando le Marche, e ve ne accorgerete. nel caso in cui non abbiate una bici e vogliate noleggiarla, sappiate che troverete quella che fa al caso vostro in tutte le città e nei paesi più grandi. I ciclisti allergici all’asfalto potranno puntare invece verso i Monti Sibillini, il Monte Catria o la Gola del Furlo, e i loro interessanti sentieri per mountain bike.

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trekking e arrapicata nelle Marche

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TREKKING

Avrete l’imbarazzo della scelta al momento di decidere dove programmare le vostre escursioni nelle Marche. Ci sono infatti migliaia di sentieri, tutti perfettamente mantenuti, indicati da segnavia bianchi e rossi, e adatti a chiunque, comprese le persone con disabilità motorie: per queste persone a Forca di Presta c’è un percorso di 5 km affiancato da un corridoio in cemento percorribile in carrozzina. Le aree più interessanti per le varietà degli itinerari e per il fascino del paesaggio sono nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel Parco del Sasso Simone e Simoncello e nel Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi. Tra i sentieri più battuti, diversi per difficoltà e impegno di tempo richiesto, ci sono i sentieri delle Lame Rosse, sopra il lago di Pilato, sul Monte Vettore, e infine il Grande Anello dei Sibillini, che in 9 giorni e 8 notti consente di fare l’intero giro di questa splendida catena montuosa.

ARRAMPICATA

L’alpinismo non è una pratica molto diffusa nelle Marche. Nonostante ciò, da nord a sud sono decine le pareti che potrete scalare in sicurezza sia che siate arrampicatori esperti sia che siate alle prime armi: sopra Ascoli Piceno c’è per esempio la bella Falesia di San Marco e poco distante quella di Ponte d’Arli. A Genga, intorno alle Grotte di Frasassi, sono una vetrina le vie aperte e attrezzate, mentre al confine con il Montefeltro, sul Monte Nerone, potrete trovare la Balza della Penna. Se invece volete solo allenarvi, sappiate che da queste parti va forte il bouldering: fate un salto a Montegallo, dove, in una frazione vicina, troverete enormi sassi di arenaria da scalare a mani nude.

AI PIEDI DELLA GOLA DELL’INFERNACCIO

INIZIO: Montefortino

FINE: Eremo di San Leonardo

LUNGHEZZA: circa 6 km: 3 ore.

Nonostante il nome non prometta nulla di buono. L’infernaccio è uno dei luoghi più paradisiaci che possiate trovare sui Monti Sibillini. Si tratta di una stretta gola scavata dal Fiume Tenna, che nasce pochi km più a monte e scorre veloce e freddissimo in uno scenario incantato, tra alte pareti di roccia e alberi secolari. Il sentiero che le cammina accanto è piacevole e privo di dislivelli impegnativi, quindi adatto a tutti, e si può percorrere anche con le scarpe da ginnastica. Il periodo consigliato per le passeggiate va da aprile a novembre.

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cosa vedere nelle marche: le città più belle (parte 3)

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3° parte della guida sulle Marche.

FERMO TRA IL MARE E LE COLLINE

Accoccolata in cima a un alto colle che si scorge da tutto il Piceno. Fermo con i suoi palazzi, gli ombrosi vicoli e le ampie piazze su cui si svolge la vita quotidiana degli abitanti, è un vero e proprio concentrato di Medioevo, rimasto quasi immutato nel corso dei secoli. Ed è tra l’altro così piccina che in un giorno l’avrete esplorata tutta. Approfittatene per scoprirne i dintorni: le dolci colline, le vigne ordinate, i graziosi villaggi che si aprono alle pendici dei monti. Senza dimenticare il mare: affacciata sull’Adriatico c’è Torre di Palme, il borgo più romantico di tutta la regione.

A PIEDI SUI SIBILLINI

Decine di sentieri si inoltrano dentro boschi di querce, lecci e castagni, che salgono lungo i crinali e si arrampicano sulle creste vi faranno dimenticare i rumori e la frenesia delle città e della costa. Il Lago di Pilato e la Gola dell’infernaccio sono probabilmente due delle mete più conosciute e frequentate, ma sono pressoché infiniti i tracciati lungo i quali avventurarsi.

MACERATA

Basta mettere piede nel suo raccolto e ordinato centro storico, per capire che è n luogo imperdibile. Non solo per lo Sferisterio, un grande stadio neoclassico trasformato in un teatro d’opera, ma anche per i suoi musei che coniugano arte antica e d’avanguardia, per le chiese che nascondono misteriose simbologie arcaiche e per un orologio astronomico così cervellotico da far venire il mal di testa.

ASCOLI PICENO

Bianchissima e assolata, caratterizzata da un’architettura austera e a tratti marziale, Ascoli è una gioia capace di sorprendere anche i viaggiatori più compassati. Sarà il merito delle vestigia romane, delle chiese gotiche, dei palazzi rinascimentali e dei suoi musei che svelano un passato potente e glorioso.

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cosa vedere nelle marche: le città più belle (parte 2)

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Continua la dimostrazione delle più belle città e posti da vedere nelle marche.

RIVIERA DELLE PALME

Una lunga distesa di sabbia sul litorale adriatico con più di 10.000 palme che costeggiano il lungomare e popolano i giardini dove si prende il sole fino al tramonto. La Riviera delle Palme, che ha in San benedetto del Tronto il suo storico “capoluogo”, è però anche una preziosa infilata di piccoli borghi sopraelevati da cui si godono panorami mozzafiato, di castelli difensivi a guardia della costa e di genuine osterie.

JESI

Negli ultimi anni Jesi, che si sviluppa su un altipiano a metà strada tra il mare e la montagna, ha arricchito ulteriormente la propria offerta museale, che oggi è tra le più interessanti e moderne di tutte le Marche. Gli amanti dell’arte non si perdano i capolavori del pittore veneto Lorenzo Lotto, custoditi nella Pinacoteca Civica, quelli della storia ripercorrano le orme di Federico II di Svevia, mentre tutti gli altri si imbuchino tra le chiese, i negozi e i ristoranti del centro.

FABRIANO

Scoprite le sue chiese, che come grandi album da disegno sono coperte da cicli di affreschi, visitate i suoi musei e assaporate la vivace atmosfera che si respira tra i vicoli medievali. Fabriano è un ottimo campo base per esplorare le montagne e i borghi che la circondano, all’estremità occidentale della regione.

IL CONERO

Se pensate che il litorale adriatico sia solo un susseguirsi di lidi adagiati su un’infinita striscia di sabbia, siate pronti a ricredervi. Il Conero, a due passi da Ancona, è tutt’altro: boschi di pini che scivolano fino al mare, piccole insenature tra le scogliere, calette di spiagge bianchissime e acque profonde dove immergersi per cercare i mòscioli, le famose cozze selvatiche che regnano nei piatti della cucina locale. E quando sarete stanchi del sole, tutt’attorno vi aspettano borghi pittoreschi, piccole chiese e le Grotte di Camerano, una città sotterranea che si estende per km.

LORETO E RECANATI

A poca distanza l’una dall’altra e ugualmente belle e suggestive, Loreto e Recanati sono due delle località che hanno reso famose le Marche. Nella prima, all’interno di una basilica costruita dalle più famose “archistar” del Rinascimento, è custodita la casa nella quale sarebbe nata la Madonna; nell’altra, che si staglia arroccata in cima a una collina panoramica, è possibile curiosare nell’immensa libreria che fu di Giacomo Leopardi, affacciarsi alla torre del Passero solitario, saltare la siepe dell’infinito e passeggiare tra i tanti luoghi che ispirarono gli altri capolavori del poeta.

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cosa vedere nelle marche: le città più belle

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Nelle Marche ci sono molte città che sono assolutamente da vedere, perché tra le più belle.

URBINO

Dominata dal Palazzo Ducale, è una cittadina vitale e stimolante in grado di rivaleggiare con le più note località del Centro Italia. Qui nacque Raffaello. ma se credete che questa cittadina circondata da boschi e colline sia solo arte e cultura, aspettate di ammirare il tramonto dalla Fortezza Albormoz e poi unitevi agli universitari nei loro vagabondaggi notturni. Girate dunque in lungo e in largo, scoprirete perché Urbino è una delle città più affascinanti d’Italia.

ANCONA

È la porta d’Oriente delle Marche, nella quale si mescolano culture di tutto il mediterraneo, che hanno lasciato stupende testimonianze architettoniche e artistiche del loro passaggio. I suoi stimolanti musei custodiscono capolavori pittorici che lasciano senza fiato, così come le antiche chiese e i palazzi dai portali goticheggianti capaci di catapultare il viaggiatore in un altrove lontano nel tempo e nello spazio. Passeggiate tra i vicoli e le piazze del centro, scendete tra i moli portuali, salite fino alla maestosa Cattedrale di San Ciriaco e rifugiatevi in una delle tante trattorie.

IL MONTEFELTRO

Le rocche, i castelli e i borghi più poetici e suggestivi delle Marche, di quelli che fanno volare alta la fantasia, sono qui, nascosti tra le colline verdeggianti e i fitti boschi di querce del Montefeltro. C’è Sassocorvaro, con la sua bizzarra fortezza a forma di tartaruga che ha salvato migliaia di pere d’arte; c’è Pietrarubbia, controllato dall’alto dalle rovine dell’antico maniero, custode delle sculture e dei sogni di Arnaldo Pomodoro; e c’è Frontino, un pugno di case in pietra che sembra appena uscito da un libro delle fiabe. Scoprire questo territorio con calma e occhi curiosi significa entrare direttamente nel cuore nobile della regione.

PESARO

È la sintesi tra storia, palazzi antichi, chiese, musei e lungomare, stabilimenti balneari e locali. La città propone un ricco calendario di iniziative, fateci un salto in qualsiasi periodo dell’anno per ascoltare le note di Gioacchino Rossini, cercare le opere d’arte che arricchiscono i suoi musei o ammirare una ad una le sculture contemporanee sparpagliate tra il centro e la periferia.

FANO

Con un antichissimo carnevale degno di Rio de janeiro, un patrimonio storico-artistico inaspettato, una fascia costiera ricca di stabilimenti balneari alla moda e una gastronomia tradizionale servita in spartane osterie marinare. Vi sentirete dei moderni esploratori quando scoprirete in solitudine le sale della Corte Malatestiana, vi troverete davanti alla barocchissima Chiesa di San Pietro, l’Arco di Augusto e le pitture del Perugino nella Chiesa di Santa Maria Nuova.

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cosa vedere assolutamente nelle marche

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Dal litorale all’entroterra, ci sono luoghi ricchi di suggestione, dove gli elementi naturali dominano la scena. La spiaggia più bella del Conero, circondata da spettacolari falesie, la grotta che nasconde un tempio neoclassico, il laghetto a forma di occhiali, a quasi 2 mila metri sul livello del mare.

TEMPIO DEL VALADIER

Vicino a Genga (An) e alle celebri Grotte di Frasassi, una profonda cavità nella montagna nasconde una chiesetta dalle forme eleganti neoclassiche, progettata da Giuseppe Valadier. La grotta aveva lo scopo di rifugio per la popolazione in caso di guerre e saccheggi. Nelle vicinanze si trova anche l’antichissimo eremo di Santa Maria infra Saxa, scavato nelle rocce, ex monastero di clausura benedettino.

Info: https://www.frasassi.com

LAGO DI PILATO

A quota 1.941 s.l.m. il Lago di Pilato (Ap) occupa un circo glaciale ai piedi del Monte Vettore, nel Parco dei Monti Sibillini. Lo chiamano “lago con gli occhiali” perché i suoi 2 piccoli invasi sembrano grandi lenti celesti, che spiccano nel blancore del nudo panorama. negli ultimi anni è stato quasi sempre a secco, a causa della siccità, ma la situazione è in evoluzione. Si ammira al termine di una passeggiata lunga e piuttosto impegnativa.

info: http://www.sibillini.net

SPIAGGIA DELLE DUE SORELLE

Il turchese del mare, il bianco delle falesie punteggiate dalla macchia e il riflesso argenteo dei piccoli ciottoli levigati: la Spiaggia delle due Sorelle è il simbolo della Riviera del Conero. Si raggiunge in traghetto da Numana (An), quasi chiuso nella sua antica rocca, con un belvedere sulla costa. Vicoli e antichi palazzi anche a Numana Alta, mentre Numana Bassa ha un bel porticciolo, locali e ristoranti di pesce.

Info: https://www.rivieradelconero.info/it/

https://www.traghettatoridelconero.it/it/

 

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cosa vedere a Torre di Palme

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Torre di Palme, borgo che sorprende il visitatore con scorci urbani di fascino unico; le strette viuzze che si snodano tra le facciate in cotto delle case fiorite di geranei, inquadrano ampie vedute del mare e delle colline circostanti. Basterà visitare i seguenti posti:

MUSEO ARCHEOLOGICO

Vi si accede da Piazzale della Rocca, punto principale di ingresso al grazioso borgo. Si trova all’interno di un elegante palazzo in stile neoguelfo, si snoda in 3 stanze in cui sono esposti i corredi funerari di 3 delle 20 tombe rinvenute in contrada Cugnolo, nel versante sud del borgo. Il museo, testimonia l’importanza dell’abitato piceno e gli usi e costumi di questa importante popolazione.

CHIESA DI S.GIOVANNI BATTISTA

L’edificio è a pianta rettangolare e a navata unica, ha subito recenti operazioni di restauro che non ne hanno mutato la forma e l’aspetto. L’edificio, realizzato quasi integralmente con conci di pietra piuttosto regolari, è di modeste dimensioni ma di buone proporzioni. La copertura è a capanna ed è sostenuta da una struttura a capriate. La facciata è più alta rispetto al corpo dell’edificio e sopraelevata rispetto al piano stradale; il sottotetto è decorato da archetti pensili a tutto sesto sotto i quali fu aggiunto un fregio che incornicia il portale. La parete sud presenta nel sottotetto una ricca decorazione di archetti pensili a tutto sesto che nell’incrociarsi alla base generano degli archi a sesto acuto.

TEMPIO DI S.AGOSTINO

Costruzione in mattoni, architettura tardogotica con facciata a capanna, portale gotico e rosone. Un altro portale si apre a sud, con due monofore ad arco. All’interno dietro l’altare si trova un sarcofago longobardo e un pregiato Polittico di Vittore Crivelli.

CHIESA DI S.MARIA A MARE

ha una struttura piuttosto composita e disomogenea : il lato est, il più antico, è costituito di conci in pietra e conserva ancora un antico portale laterale; il lato nord è l’attuale facciata d’ingresso, realizzata con conci di  pietra e laterinzi che, alternandosi producono la classica bicromia romanica. Al centro della facciata si apre un portale timpanato cinquecentesco. Il lato ovest è costituito da 2 diversi corpi di fabbrica annessi al principale, la Cappella del S.Cuore, in stile neogotico, con portale cuspidato a 2 monofore, e la Sagrestia, le cui pareti sono impreziosite da eleganti  bacini ceramici maiolicati; il lato sud, completamente in laterzio, scandito da paraste che incorniciano  le due monofore del presbiterio, si conclude con una torre campanaria che ha una copertura a padiglione e 4 monofore a tutto sesto che si affacciano sui 4 punti cardinali e il sottotetto è decorato da archetti pensili incrociati alla base, che producono una serie di archetti pensili incrociati alla base, che producono una serie di archetti ogivali. L’interno è diviso in 3 navate da colonnato in gesso neoclassico e coperto da controsoffitto in cannnucciato, decorato con tema mariano.

ORATORIO DI S.ROCCO

Struttura molto semplice in latersio con piccola abside a est, vela campanaria e portale architravato.

TORRE MERLATA

Ha una pianta quadrata ed è una delle 6 torri che una volta difendevano il castello di Torre di Palme. la base dell’edificio, in mattoni e pietrame, conserva le caratteristiche feritoie ovali comuni a tutte le torri di guardia.

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cosa vedere a San Leo

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San Leo si trova nella Valle del Marecchia, ed è la capitale del Montefeltro. Ecco cosa vedere:

LA FORTEZZA

Il possente apparato difensivo della fortezza di San Leo, sembra essere un prolungamento del masso che lo sostiene: è difficile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo, capace di potenziare i vantaggi del sito. Oggi al suo interno sono visibili mostre di armi e armature, sulla vita militare del medioevo, sull’alchimista Cagliostro oltre alle celle che rinchiusero famosi reclusi e le oscure fortificazioni.

LA PIEVE

È dedicata a Santa Maria Assunta ed è il più antico monumento religioso del Montefeltro. presenta una pianta basilicale a 3 navate con cripta e presbiterio rialzato su cui si innalza il pregevole ciborio con un’iscrizione incisa. Come il vicino Duomo, la Pieve non ha ingresso in facciata per il terreno scosceso su cui si innalza, ma ai due lati. Il suo aspetto attuale è dovuto ad una ricostruzione dell’XI secolo. Nel vicino Museo d’Arte Sacra sono conservati alcuni frammenti lapidei del pluteo di recinzione del presbiterio del IX sec.

LA CATTEDRALE

L’attuale edificio, è il frutto di maestranze romanico-lombardo che si innalza sui resti di una più antica fondazione religiosa, il Duomo altomedievale. la Cattedrale è dedicata al Santo Patrono Leone. Mirabile esempio di stile Romanico presenta all’interno un ricco apparato decorativo scultoreo con simboli del Cristianesimo primitivo. Ha pianta a croce latina, con 3 navate e transetto, cripta e ampio presbiterio rialzato. In origine questo edificio non era isolato ma contiguo al palazzo vescovile che comunicava direttamente con la torre campanaria e la cosiddetta “Cittadella Vescovile”. Anche per questo monumento numerose sono le testimonianze artistiche conservate nel vicino Museo d’Arte Sacra ma su tutte merita ricordare il raro frammento di croce dipinta che restituisce il volto del Cristo. Si tratterrebbe della croce appartenuta a Montefeltrano. La Cattedrale non è solo uno scrigno per i numerosi gioielli che custodisce ma è anche un raro esempio di ottima acustica, già apprezzato da numerosi artisti che vi hanno diretto ed suonato come Uto Ughi, Salvatore Accardo ed Ennio Morricone.

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cosa vedere a Monteprandone (parte 2)

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Seconda parte di cose da vedere a Monteprandone.

CHIESA DI SAN NICOLÒ DI BARI

Il suo interno si presenta in stile neoclassico. Da segnalare la presenza delle spoglie di San Cirino.

SAN LEONARDO

È una delle costruzioni più antiche di Monteprandone, un ex chiesa benedettina farfense. L’interno recentemente restaurato presenta un soffitto con volte a crociera e l’altare è posto in una tribuna ad arco a sesto acuto, sostenuto da 2 esili colonne ottagonali con capitelli a fogliame. L’esterno conserva l’originaria ed elegante  struttura gotica: 2 grifoni in travertino sorreggono l’architrave della porta d’ingresso.

ORATORIO DI SAN GIACOMO

Sorge nei pressi dei luoghi dove secondo la tradizione la famiglia Gangale possedeva una casa nella quale il futuro San Giacomo della Marca nacque. Da sempre il luogo è considerato sacro e venerabile.

CENTOBUCHI

Si sviluppa lungo la valle del Tronto ed è la realtà urbana più popolosa del territorio comunale. Deve la sua espansione alla presenza di importanti siti industriali, principalmente nel settore alimentare, meccanico e manifatturiero. Nonostante la vocazione produttiva, offre ai visitatori siti artistici e paesaggistici di pregio come la nobiliare Villa Nicolai, la chiesa di Sant’Anna con i suoi affreschi, il Mulino ad acqua e l’antica pieve di San Donato, in cui sono ben evidenti tracce romane.

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Monteprandone: cosa vedere (parte 1)

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Monteprandone sorge su un colle a circa 280 m s.l.m.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE E SANTUARIO DI SAN GIACOMO DELLA MARCA

All’interno, la cappella di Santa Maria delle Grazie ospita una preziosa e venerata immagine della Madonna in Terracotta. La nuova cappella di San Giacomo custodisce i resti mortali del Santo. Da non perdere la visita al bellissimo chiostro, decorato con affreschi raffiguranti la vita del Santo. In una sala del chiostro si trova il Museo di San Giacomo. Per antica tradizione, San Giacomo della Marca è invocato come protettore dei bambini. Il Santuario è meta di pellegrinaggi dall’Italia e dall’Europa.

CENTRO STORICO

Camminando per Piazza dell’Aquila, delimitata dal Municipio e da palazzo Campanelli, si accede nella rua Limbo che conserva le caratteristiche della vecchia via medievale, proprio a ridosso delle mura castellane. percorrendo la scalinata alla fine della rua, sulla destra si trova la Chiesa della Madonna della Speranza. Continuando il via Corso, l’ingresso del Museo Civico dei Codici di San Giacomo della Marca si trova sulla sinistra. Seguendo in via Allegretti la scalinata  sulla destra, si giunge al portale dell’ex-chiesa  benedettina farfense di San Leonardo. proseguendo, si raggiunge l’imponente Chiesa Collegiata di San Nicolò di Bari e l’ingresso del Museo parrocchiale di Arte Sacra. Attraversata la piazza, sulla sinistra, si trova l’Oratorio di San Giacomo.

MUSEO CIVICO DEI CODICI DI SAN GIACOMO DELLA MARCA

I 61 volumi della Libreria del Santo sono oggi conservati nel Museo Civico dei Codici di San Giacomo della Marca. Tra i volumi, ce ne sono 4 autografati del Santo con trascrizioni di sermoni ed omelie, ed una lettera che San Giacomo indirizzò a San Giovanni da Capestrano. All’interno del museo sono anche presenti due antiche mappe di Monteprandone. ed una moneta coniata nel 1652. La moneta celebra la nascita di Ferdinando Carlo.

MUSEO DI ARTE SACRA

Allestito nella navata dell’ex Collegiata, che conserva ancora visibili alcuni affreschi murari datati XIV ed il XVI sec. Il Museo attualmente ospita alcune tele, reliquie ed opere d’arte appartenenti alla Parrocchia di San Nicolò di Bari. Da segnalare il Crocifisso ligneo, la statua della Madonna di Loreto e la sezione dedicata a San Giacomo della Marca.

MUSEO DI SAN GIACOMO DELLA MARCA

Ha sede all’interno del Chiostro del Santuario e custodisce oggetti personali del Santo ed opere d’arte. Vi si trovano il corredo liturgico del Santo composto dalle Sue vesti a dal crocifisso, oltre al sigillo col nome di Gesù e ad un busto ligneo di scuola napoletana. Parte del Museo è dedicata al Vescovo Monsignor Eugenio Massi, di cui si conservano memorie e paramenti sacri.