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cosa vedere ad Acquaviva Picena

acquaviva picena

Acquaviva Picena è un luogo ricco di cultura e tradizioni, perfetto per chi ama immergersi nell’arte e nella storia. Agli occhi di ogni turista si impongono: il borgo medioevale cinto da mura e bastioni e la fortezza. Una passeggiata per tutti i vicoli del centro storico vi consentirà di ammirare la trecentesca Torre Civica, il Trabucco, chiese pregevoli per architettura e storia, e di scoprire incantevoli scorci panoramici. Se invece vi piace immergervi nella bella campagna circostante potrete apprezzare la chiesa e il chiostro di San Francesco, le rustiche cappelle che sorvegliano i crocevia, nonché visitare le cantine di lunga tradizione vitivinicola che producono vini squisiti e raffinati. Nelle tipiche locande e nei caratteristici ristoranti del centro storico oppure negli accoglienti agriturismi conoscerete i gustosi piatti tipici del luogo, contraddistinti da genuinità e sapori autentici di altri tempi.

Museo Archeologico “La Fortezza Nel Tempo” Fortezza Medioevale

L’esposizione museale della Fortezza di Acquaviva Picena si snoda all’interno della torre maggiore, il Mastio, e propone un interessante viaggio attraverso le principali e documentate fasi storiche del monumento e del territorio. Una suggestiva presentazione multimediale consente di osservare i reperti esposti al momento del loro rinvenimento, visitare virtualmente gli scavi che hanno consentito di svelare e ricostruire le più antiche fasi edilizie della Fortezza e di ammirare le ricostruzioni.

Il Mercatino dell’artigianato e delle tipicità locali

tutti i mercoledì di luglio e agosto.

Sponsalia

Rievocazione storica del matrimonio realmente celebrato nell’anno domini 1234 tra foresteria, figlia dei Duchi di Acquaviva, e Rinaldo di Brunforte di Sarnano. Nella prima settimana di agosto Acquaviva torna ai fasti medioevali: armigeri, sbandieratori, dame e popolani animano le strade del paese, così come i giochi rionali infuriano gli animi paesani. Il banchetto nuziale, allietato da danze e musiche d’epoca, propone vivande tipiche del 1200 con servizio in costume d’epoca tra giochi e saltimbanchi e mangiafuoco.

L’artigianato

Caratteristica acquaviviana è la produzione artigianale di cesti intrecciati di paglia e salice: “Le Pajarole”. Si tratta di un lavoro minuzioso e paziente realizzato unicamente dalle donne del paese ed esclusivamente a mano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ancora oggi non è raro vedere, soprattutto d’estate, le anziane donne del paese sull’uscio di casa, intrecciare la paglia con formidabile maestria servendosi semplicemente di un punteruolo.

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cosa vedere a Siena (parte 4)

siena

Vi presento le Piazze principali di Siena da vedere assolutamente!!!

Piazza Salimbeni

La famosa piazza è dedicata alla famiglia Salimbeni, avversari della famiglia Tolomei, che si contendevano il predominio di Siena. La piazza attuale è il risultato del pesante restauro eseguito a fino ‘800 dell’architetto G.Partini. Ospita il Palazzo Salimbeni, sede della banca Monte dei Paschi di Siena, Palazzo Tantucci e Palazzo Spannocchi. Al centro della piazza c’è la statua di Sallustio Bandini, opera di Sarrocchi del 1882.

Piazza del Duomo

È una delle piazze più famose ed importanti di Siena e rappresenta il polo religioso della città. È dominata dal grande Duomo (Cattedrale dell’Assunta), splendido esempio di gotico italiano in cui sono custodite le opere dei più grandi scultori italiani. In questa piazza troviamo anche: Il Battistero di S. Giovanni, Santa Maria della Scala (Museo Archeologico Nazionale), Museo dell’Opera e Palazzo Arcivescovile.

Piazza del Campo

È uno degli esempi di architettura civile più belli, è idealmente il punto di incontro dei 3 colli su cui sorge Siena. In origine era un grande prato, da cui deriva il nome “campo”; ha una forma semicircolare a valva di conchiglia. La pavimentazione, con i particolari mattoni, inizia nel 1327. Questa piazza rappresenta il centro della città; ha svolto la funzione di mercato e luogo di incontro durante momenti politico importanti. Ogni anno il piazza del Campo si svolge il Palio di Siena.

Piazza del Mercato

Il nome di questa piazza deriva dalla compravendita che si faceva proprio qui in passato. Un tempo il piazzale, che si chiamava Piazza del Mercato Vecchio, era sterrato ed alberato e fungeva da Foro Boario. Il 28 giugno 1886 è stato inaugurato il loggiato ottocentesco, chiamato tartarugone per la forma che ricorda una tartaruga, che ospitava ortolani, fiorai e allevatori di polli e conigli, la cui attività è andata avanti fino a pochi decenni fa.

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cosa vedere a siena (parte 2)

siena

Oggi vi presento i palazzi da vedere a Siena.

Loggia del papa (via logge del papa, 10-15)

Si presenta in 3 eleganti arcate rinascimentali in travertino sorrette da colonne con capitelli corinzi; sull’architrave è incisa una scritta “FUS II PONT MAX GENTILIBUS SUI PICCOLOMINEIS”.

Palazzo Piccolomini e delle Papesse (via Banchi di Sotto 67)

Eretto per volere di Giacomo e Andrea Piccolomini Todeschini, è un palazzo rinascimentale la cui facciata in pietra è ornata da due stemmi nobiliari. Con la fine della dinastia nel XVII sec., il palazzo venne prima affittato al Collegio Tolomei e del 1824 concesso in uso allo Scrittoio delle Regie Fabbriche, diventando sede di uffici governativi. Nel 1884 fu comprato dalla Banca d’Italia ed oggi ha funzione di Centro per l’Arte Contemporanea.

Università (via Banchi di Sotto, 57)

Costituisce uno dei più antichi e prestigiosi atenei d’Italia e d’Europa. L’università di Siena si affacciò al mondo della cultura già a partire dal XII sec. Nel 1990 ha festeggiato i 750 anni di attività accademica. Risale al 1416 la fondazione della Casa della Sapienza.

Palazzo Sansodoni ( Piazza del Campo, 46-55)

Costruito verso la metà del ‘200 con la funzione di casa torre, per poi essere definitivamente riassettato nel XVIII secolo; il palazzo si distingue per la presenza della torre a pianta rombica e per l’eleganza con la quale segue l’andamento curvilineo della piazza. Degni di nota sono gli affreschi del Melani e del Ferretti e le statue in marmo di Bartolomeo, Giocanni Antonio e Mazzuoli. Attualmente ospita la sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Palazzo Pubblico (piazza del Campo, 1)

È uno splendido esempio del gotico civile; fu residenza della Signoria e del Podestà, che emise un editto che obbligava i proprietari delle case adiacenti a costruire i palazzi sullo stile del Palazzo Pubblico ma non più belli o grandi. Il disco di rame con la figura di Cristo sulla facciata è in ricordo delle prediche di San Bernardino nella piazza. Oltre all’amministrazione comunale, il palazzo ospita il Museo Civico. Continue reading “cosa vedere a siena (parte 2)”

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cosa vedere a siena (parte 1)

siena

Oggi come prima parte ci presento le chiese di Siena.

Basilica di San Francesco (piazza San Francesco)

In stile gotico, fu distrutta da un incendio e restaurata poi da Giuseppe Partini. L’interno ospita un’unica navata, lungo le cui pareti spiccano affreschi di scuola senese del XV secolo. Anche le cappelle conservano opere d’arte: una Madonna con Bambino, la Tomba di Cristoforo Felici, affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Nel chiostro ci sono frammenti di sculture, tra i quali il Portale della cappella Petroni di Domenico D’Agostino.

Basilica di Santa Maria in Provenzano (Piazza di Provenzano Salvari, 3)

Terminata nel 1604, la chiesa fu consacrata il 23 ottobre 1611. All’interno l’altare maggiore, realizzato tra il 1617 ed il 1631 ad opera di Flaminio del Turco, ospita il busto in terracotta della Madonna di Provenzano, circondato da una Gloria di Giovan Battista Querci.

Chiesa di San Cristoforo (Piazza Tolomei)

Risale all’XI-XII secolo, anche se la facciata in laterizio di forme neoclassiche e le volte ed i pilastri aggiunti all’interno sono risultati di successivi rimaneggiamenti. L’interno, a croce latina, custodisce interessanti dipinti, tra i quali una “San Galgano” di scuola robbiana del XV secolo; nel piccolo chiostro romanico secondo la tradizione è sepolto il poeta senese Cecco Angiolieri.

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cosa vedere ad arezzo (parte 2)

arezzo

Eccovi un elenco di musei da vedere ad Arezzo.

Museo archeologico statale Gaio Cilnio Mecenate (via margheritone, 10)

Situato all’interno del Monastero di San Bernardo, adiacente all’antico anfiteatro romano, il Museo Archeologico è senza dubbio il museo più importante di tutta la città di Arezzo. Il museo è intitolato a Gaio Cilnio Mecenate. Conta complessivamente 26 sale, dislocate su 2 piani differenti. Al pian terreno vengono conservati principalmente reperti risalenti al periodo romano ed estrusco, mentre al primo piano collezioni, alcune delle quali private, che raccontano usi e costumi della paleontologia, della preistoria e della numismatica. Tra i numerosi oggetti esposti all’interno del Museo Archeologico di Arezzo spiccano un prezioso cratere attico, ed un’antica anfora su cui è ritratto il ratto di Ippodamia, ed è attribuita alla scuola artistica dell’antico pittore ellenico di Meidias. Meritano una menzione comunque anche gli splendidi gioielli rinvenuti nella necropoli di Poggio del Sole.

Museo aziendale Gori e Zucchi (via fiorentina, 550)

Inaugurato il 7 marzo 1998 dall’industria orafa Uno A Erre, il museo aziendale Gori e Zucchi è il primo museo italiano di oreficeria. All’interno sono esposti vecchi macchinari, cinquecento gioielli, e tutta una serie di disegni e progetti orafi originali.

Museo Diocesano (via Ricasoli, 30-36)

Il museo ospita all’interno la collezione del Tesoro del Duomo, oltre ad opere provenienti da altre chiese della zona. All’interno è possibile ammirare oggetti d’arte sacra, dipinti e sculture di artisti locali, oggetti di oreficeria a soggetto sacro, paramenti, codici e libri preziosi. Di grand’interesse il Crocifisso ligneo policromo del sec. XIII; gli affreschi di Spinello Aretino; alcuni dipinti di Luca Signorelli e del Vasari.

Museo e casa Ivan Bruschi (via del corso, 14)

Formatosi a partire dai primi anni 60, il museo ospita l’eclettica collezione dell’antiquario aretino Ivan Bruschi. Oggi la raccolta conta circa 10.000 pezzi tra mobili, dipinti, sculture, libri, vetri, ceramiche, argenterie, gioielli, monete, arnesi e attrezzi da lavoro.

Museo e Casa Vasari (via 20 Settembre, 55)

Nel piano principale, si segnalano pareti affrescate con soggetti mitologici e ritratti dei membri della famiglia proprietaria. Nelle sale sono esposte opere cinquecentesche raccolte personalmente dal Vasari, il maggiore collezionista del Rinascimento, tra cui preziose lettere autografe di Michelangelo.

Museo Statale D’arte Medievale e Moderna (via San Lorentino, 8)

Inaugurato nel 1972, il museo custodisce opere provenienti in gran parte dalle collezioni appartenute alla Fraternità dei Laici e dalla Pinacoteca comunale di Arezzo. All’interno sono custodite sculture e frammenti di lapidi di epoca medievale; colonne, capitelli e sculture provenienti dal Duomo e da altre chiese di Arezzo; opere medievali e rinascimentali; dipinti del XVI-XX secolo. Tra i vari artisti troviamo Margaritone d’Arezzo, Dietisalvi di Spreme, Giorgio Vasari…

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cosa vedere ad Arezzo (parte 1)

toscana

Vi mostro i luoghi religiosi da vedere ad Arezzo:

Badia delle Sante Flora e Lucilla (piazza della Badia, 1-3)

Costruita nel 1278 in stile gotico. All’interno è custodito l’altare realizzato da Giorgio Vasari, e l’affresco con “San Lorenzo” di Bartolomeo della Gatta. Capolavoro di artificio barocco è la finta cupola dipinta su tela da Andrea Pozzo nel 1702, posta al di sopra dell’altare maggiore.

Basilica di San Domenico (Piazza San Domenico, 18)

Gode del privilegio di ospitare al suo interno il celebre Crocifisso Ligneo dipinto dipinto da Cimabue. Vale da sola una visita anche la gotica Cappella Dragondelli, rifinita nel XIV secolo, che presenta un altare opera di Giovanni di Francesco da Firenze e un affresco con Gesù tra i dottori della chiesa realizzato da Gregorio e Donato di Arezzo. Ci sono gli affreschi con i Santi Filippo e Giacomo Minore di Spinello Aretino. Nella chiesa è sepolto il pittore rinascimentale Niccolò Soggi.

Basilica di San Francesco (Piazza San Francesco)

Costruita alla fine del 200, in stile gotico-toscano la chiesa all’interno è decorata da alcuni affreschi realizzati da Spinello Aretino, Luca Signorelli, ma soprattutto gli affreschi della Leggenda della vera Croce di Piero della Francesca. Da qualche anno è obbligatorio prenotare per visitarli, ma vale assolutamente la pena!

Cattedrale di Santi Pietro e Donato (Piazza del Duomo)

Situato sulla sommità del colle Donato, si tratta di un chiaro esempio di edificio religioso in stile gotico. La sua struttura interna prevede 3 navate divise da dei pilastri e 5 campate sormontate da altrettante volte a crociera. Il suo patrimonio storico-artistico è davvero inestimabile. Nella Cappella della Madonna del Conforto ad esempio sono conservate alcune splendide terrecotte realizzate da Andrea e Giovanni Della Robbia, mentre nella navata di sinistra si può ammirare il celebre affresco della Maria Maddalena realizzato da Piero Della Francesca nel 1460. Nella navata di destra si trova il sepolcro di Papa Gregorio X, morto ad Arezzo nel 1276, lungo quella centrale invece spicca la tomba del Vescovo Guido Tarlati, decorata con degli splendidi rilievi marmorei attribuiti addirittura a Giotto. In chiusura, impossibile non menzionare anche le suggestive vetrate che illuminano la chiesa.

Chiesa Della SS. Annunziata (via Giuseppe Garibaldi, 160)

Edificata su progetto originario di Bartolomeo Della Gatta e successivamente completata da Antonio da Sangallo; la chiesa presenta una facciata in pietra, decorata da una lunetta, raffigurante l’annunciazione di Spinello Aretino. Inoltre, all’interno sono conservate opere del Vasari e di Pietro da Cortona.

Chiesa di San Bernardo (via Margaritone, 11-13)

Realizzata accanto al quattrocentesco monastero degli Olivetani, la chiesa fu costruita tra il 1340 e il 1375. Oggi l’edificio, un tempo ricchissimo di opere d’arte andate perdute, si presenta ad una sola navata completamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale.. Di grand’interesse l’Annunciazione di Angelo di Lorentino d’Andrea, e il San Giovanni Battista nel deserto.

Chiesa di S’Agostino (Piazza S’Agostino, 1)

Costruita nel XIII secolo, la chiesa fu oggetto di un restauro, ad opera di Filippo Giustini, che ne dimezzò le dimensioni. All’interno sono conservate tele seicentesche di Bernardino Santini e un coro ligneo intagliato da Ludovico Paci nel 1771.

Chiesa di Santa Maria Della Pieve 

All’interno sono conservate diverse opere, tra le quali: il politico con la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo commissionato a Pietro Lorenzetti; il busto di San Donato; il fonte battesimale, decorato con le Storie di San Giovanni Battista di Giovanni D’Agostino.

Chiesa Di Santa Maria Delle Grazie (via santa maria delle grazie)

Costruita tra il 1435 e il 1444, su disegno di Domenico del Fattore, su un santuario pagano; la chiesa all’esterno è caratterizzata dalla presenza del portico progettato da Benedetto da Maiano nel 1490. Inoltre, all’interno degni di nota sono l’altare marmoreo di Andrea Della Robbia, decorato con l’affresco della Madonna della Misericordia di Parri di Spinello; e l’affresco con Papa Sisto IV in trono con il cardinale Gonzaga e il cardinale Piccolomini di Lorentino d’Andrea.

Chiesa Di Santa Maria In Gradi (piazza santa maria in gradi)

All’interno sono conservate diverse opere, tra le quali: una pala di Andrea della Robbia raffigurante la Madonna della Misericordia; il Sant’Andrea Zoerandro e Carlo Borromeo di Vincenzo Dandini; la Madonna Assunta tra santi di Bernardino Santini; alcune immagini raffiguranti gli apostoli, dipinte da Ulisse Ciocchi e Giovan Battista Manzolini.

 

 

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cosa vedere a bassiano

Le meravigliose mura castellane, formano la caratteristica struttura a spirale del paese di Bassiano (LT), uno dei borghi medievali meglio conservati e tutelati d’Italia. Una serie di scalette crea un gioco tra i vicoli e passaggi nascosti che culminano verso la collina, su cui troneggiano la chiesa di S.Erasmo e la piazza della Torre Civica. Le 3 porte di accesso non rappresentano semplicemente un’apertura nelle mura ma un luogo di incontro fra 2 mondi: l’urbano e il rurale, l’interno e l’esterno. Entrando nel borgo attraverso l’arco della Porta Nuova e affacciandosi dalla terrazza del belvedere, ci si ritrova immersi in un mare di verde fatto di lecci, faggi e querce. Oltre alle caratteristiche “Case Torri”, intersecate da una serie di affascinanti vicoli, il paese è famoso per la casa natale del celebre Aldo Manuzio e per alcune chiese antiche di grande interesse, come la chiesa di S.Nicola e la chiesa di S.Erasmo, che custodiscono sculture d’età romanica, affreschi del’500 e preziosi dipinti su tavola d’epoca rinascimentale. A pochi chilometri dal centro storico si trova il famoso Santuario del SS. Crocifisso, incastonato in una vallata circondata dal verde dei Monti Lepini, un luogo in cui la devozione ancora si confonde col mistero, il Santuario del Crocifisso, una volta denominato Chiesa della Madonna della Palma, prende il nome dal celebre Crocifisso ligneo custodito al suo interno, scolpito da Fra’ Vincenzo Pietrosanti. Posto lungo il percorso della Via Francigena che lo vede meta ogni anno di molti pellegrini. Bassiano è circondato da un ambiente in contaminato che permette sia ai professionisti del trekking sia agli appassionati di poter affrontare delle stupende passeggiate naturalistiche sul Monte Semprevisa. Degne di nota e da visitare assolutamente, la biblioteca comunale e il Museo delle Scritture “Aldo Manunzio” il cui percorso presenta da un lato scenografie e dispositivi interattivi, dall’altro i “graffiti”, narrazioni per immagini prodotte da persone recluse in alcuni ambienti dell’edificio, in precedenza adibiti a carcere.

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bellano paese degli artisti

Bellano sorge sulla riva orientale di Como a circa 25 km da lecco. Bellano ha un nucleo storico, circondato da un entroterra con numerose frazioni anch’esse caratterizzate da nuclei antichi e popolati. Il paese offre uno spettacolo affascinante, con le abitazioni compatte ed eleganti che rievocano il passato importante e aristocratico della cittadina, con un concentrato di Storia e tradizioni. Bellano è sempre più pronta a diventare un importante polo turistico del Lago di Como, richiamando amanti della cultura e dell’arte, escursionisti e semplici visitatori da ogni parte del mondo che vi transitano perché incantati dalle bellezze naturali di questi luoghi. Bellano è piena di arte e storia: la chiesa prepositurale, dadicata ai Santi Nazaro e Celso, con uno stile tardo romantico, è oggi monumento nazionale. Nella chiesa trecentesca dedicata a S.Marta si può ammirare il gruppo ligneo del 1500 di Giovanni Angelo Del Maino con nove figure raffiguranti la deposizione. Nella frazione di Lezzeno si può ammirare il bel Santuario barocco dedicato alla Madonna delle Lacrime, eretto in seguito all’evento miracoloso del 6 agosto 1688. Nella chiesa di Bonzeno di S.Andrea, è possibile ammirare un Cristo ligneo di epoca medievale. Significativa è anche l’ex chiesa San Nicolao, attualmente sede espositiva. D’obbligo è la visita all’Orrido di Bellano, la gola naturale creata dal fiume Piovena le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti e il cupo rimbombo delle acque tumultuose hanno fatto dell’Orrido una tra le località più note del lario. Una passerella consente di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico. Bellano è ricca di sentieri che valorizzano un’entroterra composto di amene passeggiate e frazioni appoggiate ai versanti. Si trova a metà strada del celebre “Sentiero del Viandante” che offre panorami con colori meravigliosi in ogni stagione dell’anno.

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Pistoia i suoi conventi, teatro e fortezza

Convento Del Tau

Corso Silvano Fedi, 28 – Pistoia

Il convento deve il proprio nome dalla croce che i religiosi portavano cucita sulla veste. L’edificio, dopo essere stato venduto a privati e destinato ad altri usi, che ne danneggiano irrimediabilmente le strutture, oggi è tornato, seppure parzialmente, all’antico splendore a seguito di recenti restauri. Attualmente ospita il Centro di Documentazione Marino.

Convento Di San Benedetto

Vicolo della Zecca, 41 – Pistoia

Il convento è composto dalla chiesa, ristrutturata nel 1630, da due chiostri e dai locali comuni. All’interno è custodita l’Annunciazione di Giovanni Bartolomeo Cristiani, il San Benedetto, il Redentore, la Vergine e San Bartolomeo di sucola fiorentina del XVI secolo, e una Santa Francesca Romana di Giacinto Gimignani. Il chiostro piccolo è decorato con le Storie dell’ordine dei Cavalieri di San Benedetto di Giovan Battista Vanni.

Teatro Manzoni

Corso Antonio Gramsci, 127 – Pistoia

L’origine del teatro è legata all’accademia dei risvegliati creata allo scopo di contribuire al risveglio culturale cittadino. Il teatro ha assunto la forma attuale fra il 1861 e il 1864 su progetto di Pietro Bernardini, arrivando ad  una capienza complessiva di 1200 spettatori. Nel 1998 è diventato sede del Centro Regionale Toscano per la Danza e del relativo progetto Toscanadanza.

Fortezza Santa Barbara

Piazza Della Resistenza – Pistoia

Realizzata nel 1539 per volere di Cosimo I de’Medici che ne affidò il progetto a Nanni Unghero; la fortezza sorse su un preesistente fortilizio medievale eretto dai fiorentini nel 1331con l’intento di porre fine sia alle velleità guerresche dei pistoiesi, che alle minacce esterne. Il nucleo centrale venne ampliato da Bernardo Buontalenti che la collegò con un nuovo baluardo alle mura cittadine. Attualmente nei mesi estivi vi vengono effettuate proiezioni cinematografiche.

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visita al castello di piovera

piovera

Il Castello di Piovera, sede di  appuntamenti ed eventi fin dagli anni 80. Ad occuparsene oggi, è l’Associazione Culturale Castelpiovera, che organizza grazie ai volontari un fitto calendario in grado di ospitare un grande numero di serate. Da maggio a settembre si alternano tantissimi incontri: Benessere al Castello, Favorare, il Festival Fantasy, fino al Concerto di musica classica Echos e la Mostra d’Arte contemporanea Fossili Moderni. E questo solo agli albori della primavera. A giugno la Festa dell’Agricoltura fa da “apripista” all’estate, quando cominciano una serie di eventi che variano di anno in anno a che risultano sempre molto belli e pieni di gente. A settembre un appuntamento fisso è l’Esposizione Canina. Gli amanti del lavoro, della sua storia e degli arnesi di un tempo troveranno di che divertirsi e meravigliarsi all’interno della città, in cui si trova il museo degli antichi mestieri. Il museo è ospitato all’interno del fabbricato che un tempo fungeva da granaio per il tenimento agricolo. Ci si trovano oltre diecimila attrezzi e utensili riguardanti ogni tipo di antico mestiere: falegname, boscaiolo, calzolaio, ma anche lavori prettamente svolti dalle donne come la filatura della seta e della lana, la lavoratura della canapa o della cera, così come la tessitura. Il museo è nato negli anni 90 per volontà di Giuseppe Orsini, suocero del Conte Calvi di Bergolo. Gli oggetti fanno parte delle collezioni del Castello, alcuni di questi sono stati donati per rimpinguare ulteriormente la dotazione. Al dottor Orsini è dedicato il Padiglione delle radici. All’interno del Padiglione sono presenti delle sculture fatte di radici, riproduzioni naturali che nel tempo hanno assunto delle particolarissime forme e che insieme formano un “giardino” in grado di attirare i visitatori. All’interno del Castello è possibile inoltre organizzare anche il giorno più bello della propria vita. Sono numerose le coppie che chiedono di poter vivere le proprie nozze in un luogo tanto emozionante, dal fascino antico, ideale per chi vuole uno sfondo indimenticabile. le mura sorgono su preesistenze medievali del 1300 e diventano una fortezza per mano dei Visconti di Milano, prima di divenire una residenza alla fine del 1800 per decisione dei Balbi di Genova.