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cosa vedere a staffolo (parte 3)

staffolo

Questa è l’ultima parte della guida di cosa vedere a Staffolo.

Collegiata di San Francesco e Organo del Callido

Un’altra perla del centro storico di Staffolo è la Collegiata di San Francesco. Essa apparteneva ad un convento di monaci francescani costruito dopo la morte di San Francesco d’Assisi. Il campanile, ricostruito successivamente, si trova dietro la chiesa e ha una particolare forma ottagonale. Entrata all’interno e aguzzate la vista: sul primo altare a sinistra si trova un’importante tela di Filippo Bellini raffigurante la Madonna col bambino. In un quadro anonimo (terzo altare sinistra) c’è la raffigurazione di Staffolo così com’era nel secolo XVII. Nella cornice grande e dorata si trova il quadro di San Francesco. Sopra la porta d’ingresso ammirate l’imponente  organo di Gaetano Callido risalente al 1769, formato da 27 canne di stagno.

Banchetti

È un viale alberato e un balcone naturale da cui ammirare un bellissimo panorama di dolci colline che arrivano fino al mare. Nelle giornate limpidissime chi ha una buona vista riesce a vedere anche il profilo della costa dalmata. I “banchetti” prendono il nome dalle prime panchine in cemento che furono messe lungo il viale nel lontano 1912 e che oggi si trovano nei giardini pubblici.

Parco Europa

Sono i giardini pubblici del paese che ospitano un bel parco giochi e la cosiddetta “piattaforma” con un bar aperto in estate dove ascoltare musica, bere qualcosa e incontrarsi con gli amici. In passato nel piazzale parcheggio ogni anno si sistemava il tendone del circo e nei giardini i carrozzoni con gli animali: cammelli, leoni e persino elefanti! Uno scimpanzé una volta fuggì dalla gabbia e ci fu un divertente inseguimento per riprenderlo.

 

 

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cosa vedere a Staffolo (parte 2)

staffolo

Qui di seguito trovate altre cose da vedere a Staffolo (Ancona).

Torrione

Facendo il “giro delle mura” arriverete al bellissimo Torrione, detto dell’Albornoz. Se vi trovate nella piazzetta dell’ospedale vi suggerisco una scorciatoia per raggiungerlo: proseguite percorrendo il vicolo; sulla destra una scala vi condurrà all’esterno delle mura. Una curiosità: anticamente il torrione era più alto perché in cima c’era edificata una torre colombaia per allevare i piccioni.

Porta San Martino

In fondo a Via XX Settembre troverete l’altra porta di accesso a Staffolo, dedicata a San Martino. La porta è stata rifatta nel 1862 ma all’interno dell’arco è stata messa una ceramica con il disegno della Torre Portaia così com’era prima del suo rifacimento.

Palazzo Comunale e Palazzo delle Magistrature

Sulla sommità del borgo antico si trova il Palazzo del Comune, con il suo bel portale di travertino e il Palazzo “delle logge”, così chiamato per il suo delizioso loggiato a 4 arcate. Oggi è sede di abitazioni e negozi ma in passato era l’antica residenza delle Magistrature, trasformato successivamente nel Teatro dell’Armonia, interamente in legno. Attualmente il Teatro (sala Teatro Cotini) si trova vicino alla Chiesa di San Francesco.

Casa Manuzio

La presenza del celeberrimo Aldo Manuzio, ritenuto tra i maggiori editori d’ogni tempo, è storicamente attestata a Staffolo nel 1574. Nei pressi della sede comunale esiste ancora oggi la casa Manuzio con lo stemma della famiglia. Sul lato destro del portone del Palazzo Comunale c’è inoltre una lapide che ricorda le celebrazioni manuziane avvenute nel 1963.

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bellano paese degli artisti

Bellano sorge sulla riva orientale di Como a circa 25 km da lecco. Bellano ha un nucleo storico, circondato da un entroterra con numerose frazioni anch’esse caratterizzate da nuclei antichi e popolati. Il paese offre uno spettacolo affascinante, con le abitazioni compatte ed eleganti che rievocano il passato importante e aristocratico della cittadina, con un concentrato di Storia e tradizioni. Bellano è sempre più pronta a diventare un importante polo turistico del Lago di Como, richiamando amanti della cultura e dell’arte, escursionisti e semplici visitatori da ogni parte del mondo che vi transitano perché incantati dalle bellezze naturali di questi luoghi. Bellano è piena di arte e storia: la chiesa prepositurale, dadicata ai Santi Nazaro e Celso, con uno stile tardo romantico, è oggi monumento nazionale. Nella chiesa trecentesca dedicata a S.Marta si può ammirare il gruppo ligneo del 1500 di Giovanni Angelo Del Maino con nove figure raffiguranti la deposizione. Nella frazione di Lezzeno si può ammirare il bel Santuario barocco dedicato alla Madonna delle Lacrime, eretto in seguito all’evento miracoloso del 6 agosto 1688. Nella chiesa di Bonzeno di S.Andrea, è possibile ammirare un Cristo ligneo di epoca medievale. Significativa è anche l’ex chiesa San Nicolao, attualmente sede espositiva. D’obbligo è la visita all’Orrido di Bellano, la gola naturale creata dal fiume Piovena le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti e il cupo rimbombo delle acque tumultuose hanno fatto dell’Orrido una tra le località più note del lario. Una passerella consente di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico. Bellano è ricca di sentieri che valorizzano un’entroterra composto di amene passeggiate e frazioni appoggiate ai versanti. Si trova a metà strada del celebre “Sentiero del Viandante” che offre panorami con colori meravigliosi in ogni stagione dell’anno.

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dresda gioiello della sassonia

sassonia

Adagiata sulle rive del fiume Elba, Dresda è una città dalle molte sorprese. Vanta bellissime chiese e monumenti barocchi, festival musicali e una piccola versailles

Dresda capitale della Sassonia, è un vanto tedesco, un gioiellino costruito sulle rive del fiume Elba, e non a caso è stata ribattezzata “la Firenze dell’Elba“. La cittadina, è un importante centro economico e militare. Oggi questa cittadina, che fino al 1989 faceva parte della DDR, vive un momento di grande popolarità e, nonostante la sua posizione nel cuore dell’Europa orientale, è stata più volte associata all’Italia: nell’800 il poeta Heinrich von Kleist definiva il cielo blu sopra Dresda “italico”, e una delle sue vedute più celebri è stata dipinta nel 1748 dal Canaletto. In generale, è una meta ideale per un weekend lungo: quasi tutti i monumenti più belli si trovano nell’Alstadt, il centro storico, e sono raggiungibili a piedi. Inoltre, questo 2017 è stato un anno ricco di novità che hanno reso la meta ancora più appetibile: ha infatti riaperto il Kulturplast, sede della Filarmonica di Dresda e dell’ensemble cabarettistico Herkuleskuele, che nel maggio del 2018 ospiterà il prestigioso Dresden Music Festival per i suoi 40 anni. Poi, è ora visitabile una nuova ala del castello di Dresda dedicata a esposizioni sul Rinascimento di Sassonia, e negli spettacolari giardini dello Zwinger sono stati piantati ottanta aranci così come volle anche Augusto, principe elettore di Sassonia, nel’700.

Iniziamo la passeggiata proprio dallo Zwinger, un imponente complesso architettonico in stile barocco con al centro giardini ispirati a quelli di Versailles, e punteggiati da sculture, fontane e piscine. Da li, in 5 minuti di passeggiata si arriva al Furstenzug, un curioso fregio lungo ben 102 metri sulla Augustussstrasse. Si tratta di un bellissimo mosaico composto da 24.600 piastrelle di porcellana di Meissen, e realizzato per illustrare la processione dei sovrani, principi elettori e duchi di Sassonia in occasione degli 800 anni di dinastia regnante. A breve distanza dal Furstenzug, ci sono le due chiese più famose di Dresda: la Frauenkirche, la Chiesa luterana di Nostra Signora, e la Hofkirche, considerata il principale luogo di culto cattolico.

In zona ci sono anche il Semperoper, il Teatro dell’Opera in stile neorinascimentale, la Brühlsche Terrasse sul fiume Elba, e diverse pinacoteche tra cui la Galleria dei Maestri Antichi, che vanta una delle più grandi collezioni d’Europa, inclusi molti capolavori italiani. Ma Dresda è anche il luogo ideale per bighellonare, e perdersi tra golose pasticcerie, locali con musica dal vivo tipo l’Ost-Pol, o i mercatini. Ci sono lo Striezelmarkt, allestito nel periodo natalizio, uno dei più antichi del mondo, e l’Elbeflohmarkt, da visitare tutti i sabati mattina, dove scovare antiquariato, abiti vintage o memorabilia dell’ex DDR.

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Vicenza rioni vie e piazze 2° parte

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Eccovi proposte altre vie e cose da vedere a Vicenza.

Corso Palladio

È senza dubbio la strada più importante di Vicenza. Sulla strada che collega piazza Castello a piazza Matteotti, si affacciano importanti edifici tra cui:

Casa Cogollo

Si dice sia la casa di Palladio ma in realtà lui non ci abitò mai. Il piano inferiore è caratterizzato da una finestra serliana, da colonne ioniche e da due Vittorie poste ai lati dell’arco. Il piano nobile è delimitato da due finestre e da altrettante paraste di ordine corinzio.

Palazzo Caldogno da Schio detto Ca’ D’oro

È uno dei più celebri edifici di Corso Palladio. Il palazzo si sviluppa attorno a un cortile quadrato, in cui si conserva materiale lapideo della collezione di Giovanni da Schio, e su 3 livelli: un basamento e due piani nobili.

Palazzo Pojana

Altro palazzo attribuito a Palladio. Come in diverse altre strutture palladiane, il palazzo ha un pianterreno che in facciata si presenta bugnato, al di sopra del quale è il piano nobile che alterna finestre delimitate da balaustre sormontate da timpani triangoli e semicircolari in alternanza. A separare gli spazi delle finestre intervengono delle lesene corinzie che delimitano anche il piano superiore, al livello dei sottotetti, che sul prospetto è ravvisabile per una serie di aperture quadrate.

Palazzo Porto Breganze

Denominato anche Palazzo Porto in piazza Castello. Delle sette campate ideate, ne furono costruite solo due, caratterizzate da semi colonne corinze di ordine gigante, tra le quali trovano posto un basamento bugnato e finestre balaustrate e con frontoni triangolari e semicircolari. L’incompiutezza dell’edificio è evidente osservando la sezione del palazzo che dà sulla piazza in cui è ancora ben visibile una vecchia casa quattrocentesca, mai demolita a causa dell’interruzione dei lavori.

Palazzo Thiene Bonin Longare

Il palazzo è una tipica struttura palladiana. Si tratta infatti di un grosso quadrilatero con un pianterreno rustico liscio con un portale caratterizzato da un arco a tutto sesto. Al primo piano si alternano finestre sormontate da timpani triangolari e convessi. Entrambi i livelli nel prospetto sono arricchiti da otto semicolonne di ordine corinzio. In alto, dopo una seconda trabeazione, sono delle semplici finestre quadrate corrispondenti ai sottotetti. nella corte interna, si ha uno splendido doppio loggiato su colonne corinzie che fiancheggiano due archi centrali.

Palazzo Trissino baston

Il palazzo presenta lungo il prospetto che dà sul corso un portico su alte colonne ioniche sormontato dal piano nobile scaldito da paraste corinzie e caratterizzato a centro da una serliana. Non venne mai realizzato il timpano di coronamento previsto dal progetto.

Pinacoteca Palazzo Chiericati

L’edificio in cui è ospitato il museo Civico di Vicenza, ospita un’importante pinacoteca con opere di artisti di primo piano dal medioevo al settecento.

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Vicenza e i suoi rioni piazze e vie 1° parte

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Oggi vi presento Vicenza con i suoi rioni, piazze e vie.

Contra’ Porti

la via, è una traversa di corso Palladio e una delle strade architettonicamente più interessanti di Vicenza. Nelle vicinanze si trovano alcuni dei più bei palazzi della città, progettati da Andrea Palladio, come di evince dai nomi di questi edifici che dopo elencherò e descriverò, la titolazione della strada si deve ai più importanti signori che abitarono, membri della famiglia da Porto.

Palazzo da Schio Vaccari Lioy

Palazzo con il pianterreno rustico e classicheggiante il piano nobile, con 3 finestre sormontate da timpani e delimitate da balaustre che occupano gli intercomuni tra 4 semicolonne corinze.

Palazzo Iseppo Da Porto

la facciata presenta un alta zoccolatura bugnata, oltre la quale il piano nobile è scandito da una serie di semicolonne ioniche e da finestre chiuse da balaustre, sormontate in alternanza da un timpano triangolare e da uno semicircolare. All’interno del palazzo oltre a un atrio, le sale conservano affreschi vari.

Palazzo Thiene

Il palazzo, è costruito in forme coniche e caratterizzato da una trifora in marmo rosa. Il palazzo oggi è incluso nella lista dei monumenti tutelati come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il grande cortile si presenta come un quadrilatero di logge su due ordini, il primo rustico e bugnato, il secondo composito.

palladium Museum

Il museo è ospitato nel Palazzo Barbaran da Porto. L’edificio è caratterizzato da un doppio ordine di colonne ioniche e corinzie, diviso da una trabeazione classica, che si ripete lungo il perimetro esterno e nel cortile interno.

Corso Fogazzaro

La via, in origine decumano minore della città romana, fu il centro nevralgico del quartiere medievale di Porta Nuova. Sulla strada si affacciano prestigiosi edifici e chiese tra cui:

Chiesa di S.Croce in S.Giacomo Maggiore detta dei Carmini

All’interno spiccano i bassorilievi di fine 400 provenienti dalla non più esistente chiesa di San Bartolomeo, sistemati attorno alle cappelle, alle porte e agli altari.

Palazzo Valmarana Braga

La facciata si presenta con una sequenza di le sene corinzie giganti che poggiano su un basamento rustico e che incorniciano due ordini di finestre; in alto c’è l’attico. Le due lasene alle estremità, più corte, sostengono altrettanti telamoni.

Tempio di San Lorenzo

È la grande fondazione francescana di Vicenza e uno dei più importanti esempi di architettura veneta capace di fondere elementi cistercensi e romanici. La bella facciata a capanna presenta il registro superiore caratterizzato da un grande rosone centrale, archetti e oculi tondi in pietra bianca e cotto. Quello inferiore, con alte e profonde arcate gotiche a ogiva, in cui trovano spazio 4 monumenti funebri, è invece dominato dal grande protiro aggettante con fasci di colonne, leoni stilofori. L’interno, diviso in 3 navate con volte a crociera costolonate impostate su enormi pilastri, si conclude in altrettante absidi.

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cosa vedere a Lodi

lombardia

ho visitato Lodi e voglio descrivervi le cose più importanti da vedere.

La Cattedrale

Il Duomo di Lodi si trova in Piazza della Vittoria, progettata sin dalla fondazione della città nel 1158 è il monumento più antico e importante di Lodi. Edificio romanico tra i più vasti della Lombardia custodisce notevoli opere di scultura e pittura di Callisto e Martino Piazza. Nell’abside un mosaico di Aligi Sanni;

Il Broletto

Piazza broletto è raccolta tra il fianco sinistro della Cattedrale della quale conserva, al centro, una fontana ricavata dal fonte battesimale del XIV secolo e i portici del Palazzo Municipale eretto nel 1284;

L’Incoronata

Il maggior monumento artistico della città in via dell’Incoronata, capolavoro di architettura e pittura, fu edificato come tempio civico, espressione della pietà popolare, sul luogo di un lupanare. Progettato da Giovanni Buttagio nel 1488 è completamente decorato da affreschi, tavole, tele realizzare dai maggiori artisti che hanno operato a Lodi tra il 400 e l’inizio dell’800;

Biblioteca comunale

La Biblioteca si trova in corso Umberto I all’interno del Palazzo San Filippo, uno dei migliori esempi di barocco lombardo della seconda metà del’700. La Biblioteca comunale di Lodi è divisa in due sezioni: fondo storico e fondo moderno;

Castello Visconteo

Sito in via di Porta Regale, è una costruzione medievale che fungeva da fortezza difensiva. Il Castello col passare degli anni ha avuto varie modifiche. Oggi il Castello Visconteo non è visitabile, in quanto è sede della questura della polizia di stato;

Palazzo Mozzanica

Si trova in via XX Settembre angolo via Volturno, costruito nella seconda metà del’400 è forse il miglior esempio di dimora patrizia lodigiana. La facciata è divisa in due ordini da una fascia mediana in terracotta modellata e il portale è decorato con medaglioni che raffigurano Gian Galeazzo Visconti, Isabella D’Aragona, Francesco e Bianca Maria Sforza;

Palazzo Modigliani

si trova in via XX Settembre, è uno degli edifici simbolo della città di Lodi.

La Banca Popolare di Lodi

Si trova in via Polenghi Lombardo, il geometrico complesso architettonico realizzato nel 2001 dall’arch. Renzo Piano comprende, oltre al grande parallelepipedo di 25 metri, corpi cilindrici di diverse dimansioni, tra i quali il grande auditorium, la piazza ricoperta da una tettostruttura in vetro e la fontana “fiore d’acqua” di Susanna Shingu;

Ponte di Lodi o Ponte sull’Adda

si trova in via 10 Maggio, è una struttura viaria di Lodi particolarmente importante dal punto di vista storico ed architettonico. Esso costituisce, infatti, una delle più importanti reti di collegamento con le zone circostanti. Si tratta di una struttura ad archi ribassati, che collega il quartiere borgo Adda con il quartiere Revellinio Campo di Marte. Il ponte è composto da otto archi in muratura;

Teatro delle Vigne

Si trova in via Camillo Penso Conte di Cavour, è il principale teatro della città di Lodi. L’edificio nasce come chiesa, dedicata a San Giovanni, oppure a Ognissanti alle Vigne, ed apparteneva all’ordine degli umiliati. Dal 1985 è sede del teatro e ancora oggi, dietro ai sipari, è visibile l’attrezzatura adibita alla celebrazione delle funzioni religiose;

Tempio civico della beata vergine incoronata

Situato in via incoronata 25.

Chiesa di San Lorenzo

Si trova in piazza San Lorenzo, dopo la cattedrale è la più antica chiesa di Lodi, Romanica di stile lombardo eretta nel 1159 fu ristrutturata a cavallo tra il XIV e il XV secolo. All’interno stucchi del 1603;

Chiesa di San Francesco

Si trova in Piazza Ospitale, edificata nella scorsa metà del XIII secolo per i frati minori da Antonio Fissiraga, capo dei guelfi di Lombardia, è una tipica costruzione monastica a croce latina. L’interno, che custodisce la tomba della poetessa Ada Negri è impreziosito da decorazioni a fresco di particolare rilievo l’opera del maestro dei Fissiraga originale interprete del bigottismo di Assisi e Padova;

 

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lille

francia

Lille è la città che non ti aspetti, affascinante e ricca di storia, con i suoi abitanti ospitali e veraci. A Lille nacque il famoso generale ed eroe Charles de Gaulle e nel 2004 si è aggiudicata il titolo di capitale europea della cultura. Essendo nella regione delle Fiandre conserva il fascino della contaminazione delle vicine Belgio e Olanda, con le sue stradine strette che si aprono su piazze, palazzi signorili e chiese gotiche. A Lillle cercate sempre di camminare col naso all’insù… non potete mancare di ammirare le ben ventitrè torri campanarie, “les beffrois“, famose e belle al punto di essere Patrimonio dell’UNESCO. Cartina alla mano, dalla Grand Place scoprite la Vieux Lille, il centro storico ricco di taverne, bistrot e negozi di prodotti tipici della Regione. Se capitate di domenica, non perdetevi il mercato, la città fiorisce di vita, colori e profumi. Chi ama lo shopping deve assolutamente percorrere rue Esquermoise e rue Lepelletier, sempre nel cuore del centro storico. E per gli appassionati d’arte è d’obbligo una visita al Museo di Arte Moderna da concludere con un giro alla ricerca del edifici Art Nouveau disseminati per la città.

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Mostra l’attorpittore al palazzo Salmatoris di Chierasco

pittore

La mostra “AttorPittore. Felice Andreassi, un pittore antico e moderno“, curata dall’Associazione Piemonte Movie, intende offrire al pubblico l’occasione per conoscere l’appassionata attività pittorica dell’artista che comincia all’età di 16 anni e dura per tutta la vita. Felice Andreassi nella pittura trovava bellezza e purezza, qualità che, secondo lui, era facile cogliere in un’opera d’arte piuttosto che nel genere umano. La prima mostra fu nel 1956. Nel 1964 partecipò a una collettiva in Borgo Po a Torino insieme a Merz, Fico, Calandri e Piccinelli; poi una personale nel 1978 a Sassuolo e un’altra alla galleria Fogliato di Torino nel 1980. La Galleria San Giorgio di Mestre ospitò due personali dell’artista e una sessantina di quadri vennero esposti al Piemonte Artistico e Culturale nel 1994. Le ultime mostre furono ad Alassio in occasione della collettiva “Carlo Levi e la scuola di Alassio” e una personale promossa dal comune di Asti nel 2004. La pittura per lui era qualcosa di speciale e di quotidiano, e occupava un posto tutto particolare nella sua esistenza. “L’esibizione è di un giorno, il quadro è per sempre”, amava ripetere. La mostra cheraschese mette finalmente in luce la vera passione dell’uomo Felice Andreassi attraverso l’esposizione di opere che coprono l’arco di tutta la sua vita, dagli anni ‘ 50 fino al 2000.

Vi ricordo che la mostra avrà luogo al Palazzo Salmatoris di Cherasco dal 22 Ottobre 2016 al 22 Gennaio 2017

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cherasco città di storia, cultura e arte

piemonte

ecco una lista di cosa vedere a Cherasco:

Organo “Pierino Regis” A.D. 1943

L’Organo “Pierino Regis” A.D. 1943, installato nella chiesa di San Martino di Cherasco ha ripreso vita dopo il restauro di qualche anno fa che ne ha restituito il suono originario a beneficio della comunità religiosa e della popolazione di Cherasco;

Museo Civico G.B. Adriani

Il Museo Civico G.B. Adriani è posto all’interno del seicentesco Palazzo Gotti di Salerano. Magnifico il portale e pregevole il portone. Al piano superiore troviamo l’imponente Sala della Sapienza, con affreschi del pittore Sebastiano Taricco risalenti agli anni 1672-1681. Nelle varie sale del palazzo sono sistemati documenti di storia locale e piemontese, molti oggetti antichi (statuette, anfore, urne cinerarie), un medagliere ed un’interessante raccolta numismatica di monete greche, romane, italiane ed estere. Le raccolte, provenienti dalla donazione del cheraschere G.B. Adriani, insigne storico del secolo scorso, sono di straordinaria importanza per la storia e per la ricostruzione della cultura locale. Nella sala principale del Palazzo, il Senato piemontese tenne le regolari sedute durante l’assedio di Torino nel 1706. Il Museo Civico ha inoltre due nuove sale dedicate a due illustri cheraschesi del passato: il poliedrico artista. Sebastiano Taricco e il primo bersagliere d’Italia Giuseppe Vayra. Sono al piano terra a sinistra rispetto al portone d’entrata, per prima c’è la sala dedicata alla figura di Giuseppe Vayra: offre un paio di teche espositive centrali, in ferro e vetro, che contengono i reperti e gli oggetti di Vayra, della Donazione Gaido, con alcuni pannelli illustrativi per permettere di conoscere la biografia del Vayra e il percorso della Storia d’Italia dell’Ottocento all’Unità d’Italia. Andando oltre c’è poi la sala dedicata a Sebastiano Taricco: un punto informativo dedicato all’Architetto, pittore ed artista di Cherasco che offre la biografia dell’artista cheraschese vissuto nella seconda metà del Seicento attraverso supporti multimediali, pannelli esplicativi, un televisore per la trasmissione dei filmati;

Museo Diocesano 

Dopo i lavori di restauro della facciata e del campanile, che hanno in parte compromesso la fruibilità del museo nello scorso anno, riapre il Museo Diocesano di arte e tradizioni religiose. Le dotazioni di base si vanno arricchendo con la progressiva riscoperta di opere non più in uso nelle chiese officiate, a formare un fondo mussale permanente, testimone della devozione e della committenza artistica cheraschese. Lo stesso contenitore, l’Oratorio di S. Iffredo, già secolare sede della Confraternita della Misericordia, pur in stato di conservazione precario, si presenta come una soda testimonianza di architettura Sei-Settecentesca, specchio dell’attività dei confratelli che si erano accollati l’assistenza ai carcerati, ai “pazzerelli” e la gestione del Monte di Pietà. La mostra annuale è ancora dedicata nell’anno ad una serie di Parametri Sacri, storica dotazione della parrocchia di S. Pietro e del santuario della Madonna del Popolo;

La Sinagoga 

La Sinagoga di Cherasco, di proprietà della Comunità Ebraica di Torino, è stata affidata in custodia alla Fondazione De Benedetti Cherasco 1547 (ONLUS) che ne ha promosso e seguito un accurato restauro conservativo. La Fondazione De Benedetti Cherasco è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale che ha fra le sue finalità la tutela, la promozione e la valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico, con particolare riferimento a quanto riconducibile alla passata presenza ebraica nella città di Cherasco;

Club ruote d’epoca Cherasco

Questo club nasce nel 2002, con lo scopo di riunire gli appassionati del settore, di promuovere la conoscenza, la conservazione ed il restauro di motociclette, automobili e scooter di particolare interesse storico. La sede è in via San Pietro a Cherasco, dove trovano spazio una sala ritrovo, una sala adibita a biblioteca, ufficio del club ed esposizione accessori d’epoca; un piccolo museo della moto ed una sala incontri. Dal 2006 è stata inaugurata un’intera sala dedicata all’esposizione di modellini d’auto e moto d’epoca, mentre nel 2011 il Club ha restaurato nel centro storico un magazzino ricavando un centro polifunzionale dedicato a mostre e convegni: il Palaexpo Ruote d’epoca. Ogni anno Ruote d’epoca Cherasco organizza mostre, raduni ed eventi che riscuotono un sempre maggiore successo;

Museo della magia

Il Museo della magia di Cherasco è il più importante museo italiano, multimediale, dedicato alla magia e all’illusionismo. Attraverso le sue sale i visitatori potranno scoprire la storia, gli strumenti e i protagonisti di una delle più affascinanti forme di spettacolo: la magia. La struttura mussale nasce in un vecchio asilo che è stato ristrutturato e adeguato all’iniziativa; si articola in 4 sale tematiche allestite scenograficamente, un teatro adibito a spettacolo di illusionismo, una biblioteca interamente dedicata al tema della magia e che possiede oltre 18.000 volumi consultabili per motivi di studio e ricerca. Il percorso mussale è un vero e proprio viaggio in cui i bambini e adulti vengono coinvolti attivamente in un contesto fiabesco e dove la proverbiale avvertenza “non toccare” può essere momentaneamente accantonata per sperimentare e scoprire sui supporti multimediali che si incontrano lungo la visita. Si scopriranno le antiche origini della magia e dell’illusionismo, i principali strumenti dei maghi, le diverse forme dello spettacolo magico, i personaggi che hanno fatto la storia della magia, i legami della magia con il mondo dell’occulto. Il percorso mussale si articola in numerose tappe, tra cui: la bocca della verità, la testa parlante, la foresta incantata, le grandi illusioni, i grandi maghi, la seduta spiritica, polvere di stelle, il teatro delle illusioni, il paese delle meraviglie. Completano il percorso di visita il Giardino delle fate e lo Scrigno magico.

Prodotti Tipici di Cherasco sono: il cioccolato, le lumache, acqua di Cherasco, il barolo DOCG Mantoetto, la salsiccia di Cherasco al Barolo.