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recensione film Il Campione

Il Campione parla di un giovanissimo calciatore di nome Christian Ferro (Andrea Capenzano), una vera rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo di tutti i ragazzini e specialmente dei tifosi della Roma, la squadra per cui gioca attualmente. Insomma un ragazzo giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Un giorno, al giovane calciatore dopo l’ennesima bravata, il presidente del suo club calcistico decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età, fargli affrontare l’esame di maturità. Gli viene quindi assegnato un professore di nome Valerio (Stefano Accorsi), solitario e schivo, con problemi economici da gestire e un’ombra del passato che incombe sul presente. I due, non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.

 

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il professore e il pazzo (recensione)

Il film è la vira storia del Professor James Murray (Mel Gibson) al quale viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che includa tutte le parole di lingua inglese. Per far ciò il Professore avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato però ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester (Sean Penn) un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato pazzo. Le migliaia di parole che il DR. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza che si trasformerà in una splendida amicizia. Drammi, omicidi, tradimenti, storie d’amore, IL Professore e il Pazzo intreccia generi, multipli in un racconto avvincente e indimenticabile su due uomini straordinari che, attraverso un’improbabile amicizia e contro temibili avversari, hanno scalato una delle vette più alte della ricerca accademica, accompagnandoci nell’era moderna. Nessuna ampollosità o sguardi languidi ad ornamento. Questa storia commuoverà.

IL TONO

In linea con i temi moderni della storia, il tono del film è contemporaneo, raccontando una storia attuale che è ambientataa nel passato. Era un periodo di grande ambizione per l’Impero britannico, così come lo è oggi per la civiltà occidentale nel suo insieme, e la telecamera ha cercato di catturare proprio questo aspetto.

IL RITMO

Ci sono numerose sequenze intrinsecamente eccitanti, dalla scena di apertura con l’inseguimento notturno attraverso i bassifondi della Londra vittoriana, a una agghiacciante che ci fa immergere in un momento di confusione e di caos che sfocia in un violento omicidio, fino alle sequenze che ci portano direttamente nella chirurgia di emergenza della fine del XIX secolo, e agli orrori delle cliniche psichiatriche, dettagliati e senza filtri. Ma il ritmo si manifesta anche nelle scene interne dell’Oxford English Dictionary. La squadra di redattori, guidata dal personaggio di Mel Gibson, è sopraffatta fino all’esasperazione dall’enorme mistero su come accedere all’inaccessibile. Anche in questo caso la telecamera ha catturato quell’energia con uno stile deliberatamente insistente, lasciando il pubblico nel bel mezzo dell’azione. Quando i personaggi sembrano essere nei momenti più bui, vengono visualizzati visivamente solo piccoli accenni di luce. Le transizioni della storia, dagli zoom ravvicinati sulle scritte e le pagine dei libri, fino alle panoramiche sulle grandi facciate di Oxford, sono create da singole inquadrature, a volte anche da singole sequenze.

LA MUSICA E IL SUONO

Dal punto di vista musicale, siamo nel cuore del tardo periodo romanico, quando alcune delle cose più belle di sempre venivano create e suonate al pubblico. Per questo film sono stati presi alcuni dei pezzi più iconici del periodo per dare al pubblico qualcosa di non solo commovente e indimenticabile, ma qualcosa che, proprio come i temi dei film, facesse da ponte tra il vecchio mondo e quello moderno.

 

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recensione Ricordi?

Ricordi? è una lunga grande storia d’amore, raccontata per tutto il film solo attraverso i ricordi, più o meno falsati dagli stati d’animo, dal tempo, dalle differenze di punto di vista, dei giovani protagonisti. Racconta il viaggio di 2 persone negli anni: insieme e divise, felici, infelici, innamorate tra loro, innamorate di altri, visto in un unico flusso di colori e emozioni. I due si conoscono raccontandosi fantasiosi episodi d’infanzia. Anche la festa in cui si incontrano è ricordata, e in 2 versioni: il mondo di lui, malinconico, quello di lei allegro e ancora incantato. Passano gli anni. Lo sguardo di lui si trasforma, si alleggerisce. Quello di lei matura, si fa più complesso e più scuro. Il rapporto che sembrava consolidarsi rischia di perdere magia. Inizia una crisi. Nel corso del film i 2 ragazzi crescono e cambiano: lui scopre che è possibile un amore che dura nel tempo, lei impara la nostalgia. Con la distanza le immagini di questa relazione, come quelle dell’infanzia, di un lutto, di un’amicizia tradita, di una grande gioia, si modificano. Si saturano di emozione, o invece sbiadiscono, si cancellano, finché, riesumate da un profumo, da una parola, riemergono forti, in un presente che scivola via per farsi subito memoria. Tutto il film, oltre che d’amore, parla dei ricordi che si formano in modo diverso in base agli stati d’animo di ognuno e cambiano con il tempo. Il film racconta una relazione d’amore di due persone con visioni del mondo e del ricordo diverse: per lui la memoria mente, abbellisce una realtà insopportabile. Per lei svela invece la meraviglia delle cose, come le vedremmo se riuscissimo a essere davvero presenti mentre viviamo. Anche l’evoluzione dei personaggi negli anni è raccontata attraverso ricordi. Quelli di lei, all’inzio incantati, si fanno più cupi, fino a che un ricordo quasi fiabesco è diventato crudo quando lei lo rievoca da adulta. L’inverso vale per i ricordi di lui, che grazie all’amore per lei si fanno più leggeri: quando siamo più sereni ricordiamo episodi diversi, o sfumature diverse degli stessi episodi. Il ricordo sopporta vari gradi di realismo. Un ricordo d’infanzia, che magari è stato fondante nella nostra formazione, è probabile che abbia un’atmosfera e talvolta addirittura un contenuto, più prossimo al sogno che alla semplice registrazione della realtà. La stessa cosa può succedere con ricordi particolarmente intensi: per esempio un momento di sofferenza o di grande gelosia può distorcere ed esasperare dettagli che all’epoca ci erano parsi insignificanti. L’altro tema importante è quello del tempo. L’idea che il presente sia già passato nel momento in cui lo si nomina, e quindi non esista, non è nuova. Non lo è nemmeno quella opposta secondo cui solo il presente è reale, sono il passato e il futuro ad essere  costrutti della nostra mente. Ma qui il punto è che queste 2 tesi filosofiche sono incarnate dalle psicologie dei personaggi. Per lui, ancorato al passato, è il presente a non esistere. Per questo non vive pienamente. Ma al tempo stesso lui ha una profondità che manca a lei, che invece non conosce la nostalgia e per cui l’astrazione sono casomai il passato e il futuro.

aldo baglio
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recensione scappo a casa

aldo baglio

Vi racconto un po’ del film che ho visto per voi stamattina, Scappo a Casa.

Scappo a Casa tratta la storia di Michele (Aldo Baglio), un uomo a cui conta solo apparire, far colpo sulle belle donne (tramite app), guida macchine di lusso (solo perché lavora come meccanico nella concessionaria che le vende) e cura maniacalmente il suo corpo e la propria energia psicofisica (usando parrucchino e delle pasticchine). Insomma è il tipico uomo che frequenta assiduamente i social network, che gli permettono di diffondere l’immagine irreale ma tanto desiderata di se stesso. Il classico italiano medio schiavo degli status symbol, che disprezza tutto ciò che non appartiene al suo (seppur falsificato) mondo. Per Michele se un uomo non è un maschio alfa, non frequenta donne bellissime e non ha un rolex (finto) e una macchina di lusso è da allontanare come la peste. Ma il destino le giocherà un brutto scherzo divertentissimo: quando Michele andrà a Budapest per lavoro al posto del suo collega e con un bolide fiammante per rimorchiare di brutto, sarà vittima di alcuni incidenti tragicomici da cui ne usciranno incontri bizzarri, avventure impreviste e fughe roccambolesche destinate a stravolgere  la sua vita per sempre. Scappo a Casa è un film con degli incroci inaspettati e sentimenti fortissimi, raccontata attraverso la grande comicità e la stralunata delicatezza umoristica che caratterizzano da sempre la vena esilarante di Aldo Baglio.

Il prodotto finale è una commedia divertente con un fondo umano e sociale profondo. Un road movie girato tra Budapest e Milano, ricco di incontri sorprendenti e toccanti.

IL PERSONAGGIO DI MICHELE

Michele è un uomo superficiale, vive di apparenza e disprezza tutto ciò che è diverso dal suo mondo. L’unica cosa che lo stimola  è il mantenimento del suo status symbol. Il destino però decide di metterlo davanti a ciò che nessun uomo al mondo vorrebbe, cioè ciò che è diverso da lui. All’inizio lo muove solo l’opportunismo, ma poi si scopre un Michele sconosciuto, si mette in gioco, cambia e questo lo fa star bene. Lungo la storia, avventurosa e movimentata da tantissimi incontri, Michele verrà scambiato per un immigrato, non riesce nemmeno a superare il test vocale per provare che è Italiano. Si trova all’estero, senza documenti, senza cellulare, insieme ad altri immigrati.

In Scappo a casa Aldo Baglio ha voluto raccontare la storia di un uomo superficiale, che scopre quanto è bello guardare oltre le proprie paure e le proprie resistenze. Fino a rischiare la vita per gli altri. Non si sà se diventerà un uomo migliore, ma credo diventi un uomo più felice. Per fortuna, come dice il film “Solo gli imbecilli non cambiano mai idea”.

LA MUSICA 

La colonna sonora del film è una canzone scritta dagli Oblivion che si chiama CHIEDIMI COME con gli arrangiamenti di Fabrizio Mancinelli. Il brano, ha un anima pop, hip hop, disco e funk, segna il debutto cinematografico degli Oblivion. C’era proprio bisogno di un brano che descrivesse il protagonista del film e i suoi interessi, le sue passioni, le sue giornate si dividono tra selfie, palestra, donne, nel trionfo della superficialità. La colonna sonora del film doveva raccontare la sua vita fatta di apparenza: Rolex ma tarocco, auto di lusso ma guidate solo perché le ripara, belle donne ma conosciute sui social e conquistate grazie a un parrucchino.

In somma: un film assolutamente da vedere!!!

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recensione film un’avventura

musical

Il film Un’ Avventura ha la regia di Marco Danieli con attori protagonisti Laura Chiatti e Michele Riondino, le coreografie che trovate in tutto il film sono di Luca Tommasini, consulenza artistica di Mogol e musiche di Mogol e Lucio Battisti.

Un’ avventura tratta la storia di Matteo (Michele Riondino) e Francesca (Laura Chiatti) che sulle note di Lucio Battisti scoprono l’amore, si perdono, si ritrovano, si rincorrono, senza lasciarsi mai definitivamente ma seguendo i loro sogni: lui, quello di diventare musicista, lei, quello di essere libera. All’inizio del film Francesca gira il mondo per ben 5 anni, mentre Matteo scrive canzoni nel suo paese in Puglia. Quando Francesca ritorna in paese porta con sè il vento del cambiamento degli anni’70, con più emancipazione, progresso ed evasione. I due si ritrovano e il loro amore rinasce più forte di prima, ma la loro storia come quelle di tutti noi, non sarà sempre rose e fiori..

Le canzoni di Battisti e Mogol a distanza di tanti anni risultano sempre molto belle ed emozionanti in tutto il film, sia perché sono senza retorica, sia perché dietro ogni canzone c’è sempre una storia. Il regista nel film ha usato linguaggi diversi: in alcuni casi si è vicini al videoclip; in altre scene invece il cantato si sostituisce al dialogo. In altri casi invece il canto e la danza si uniscono dentro la scena.

Scelte visive

Dal punto di vista visivo le scene sono state girate alternando macchina a mano, carrelli, steadycam o dolly in base alle necessità della scena. Gli anni 70 e 80 sono raccontati unendo sfumature di giallo e blu.

La Musica

Per quanto riguarda la musica, in alcuni casi i brani sono stati adattati a un particolare stato d’animo o a un particolare contesto. Alcune scene cantate sono  in playback mentre in altri casi sono in presa diretta.

Le Coreografie

Come il canto anche la danza è usata in modi differenti: a volte c’è una giustificazione realistica nella scena. Altre volte invece la danza si sostituisce alla recitazione senza giustificazione (ad esempio la scena in tribunale).

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recensione modalità aereo

commedia italiana

Ho visto in anteprima il film Modalità aereo e ora ve lo racconto un po’:

Diego (Paolo Ruffini) è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è racchiusa dentro il suo cellulare di ultima generazione. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sydney (24 ore di volo), Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano che non è bello, ricco e neanche famoso, mentre pulisce i bagni lo trova… ma non lo restituisce. Con il suo collega/amico ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, quindi inizia a utilizzare il telefonino di Diego, fa acquisti, si diverte e soprattutto scrive sui social e chatta con il figlio di Diego senza che lui ne sappia nulla. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse. Riuscirà il bell’imprenditore a tornare alla vita di prima? ma soprattutto ci si può fidare di chi ci circonda?

Modalità Aereo oltre ad essere un film che vi farà morir dal ridere, assolutamente da vedere con la famiglia, vi farà assolutamente riflettere su alcuni temi, quali la famiglia, la ricchezza/fama che può svanire di colpo e altro…

Note registiche

Era da tanto che volevo provare a fare un “classico di Natale”, quei film ambientati durante le feste che vedono in “Una poltrona per due” l’esempio inarrivabile.  Quando Paolo Ruffini mi ha raccontato quest’idea, ho capito subito che era quella giusta, un upgrade tecnologico proprio del film di John Landis, con gli stessi ingredienti, la ricchezza e la povertà, il rovesciamento di ruolo, la vita come posta in palio e un pizzico di buoni sentimenti. Ho scritto il film con Paolo stesso e Simone Paragnani ed ho scelto un cast di attori che mi facevano ridere. È venuto fuori un copione romanticomicosull’importanza dell’amicizia, un tema che non affrontavo più da “Notte Prima Degli Esami” e che quest’anno sento particolarmente mio. Un film per tutti, molto disneyano, con i buoni ed i cattivi, con una morale positiva.

Buon divertimento!

 

 

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recensione 10 giorni senza mamma

Ho visto per voi in anteprima il film 10 giorni senza mamma e devo dire che mi ha divertito molto!! è un film per tutta la famiglia, anche se di tanto in tanto c’è qualche parolaccia. Nel film 10 giorni senza mamma si vedono tutti i problemi di una famiglia moderna, la mamma che gestisce i figli e poi di colpo decide di partire per 10 giorni lasciando tutti gli incarichi al marito (Fabio DeLuigi) che deve imparare a gestire il tutto, lavoro e famiglia. Se la caverà? sopravviverà ai bagordi per 10 giorni? soprattutto arriverà vivo alla fine del film o ne esce esausto? tutto ciò lo scoprirete solo andandolo a vedere!!! io ve lo stra consiglio, vi farà ridere da matti, ma anche riflettere.

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recensione Il Testimone Invisibile

thriller

Ieri ho visto in anteprima il film Il Testimone Invisibile e devo dire, che è un film pieno di sorprese, che lascia con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Un film, che vi farà capire una cosa per poi capirne un’altra ancora e alla fine cambiare totalmente le vostre idee. Beh che dire del cast? un cast spettacolare che recita molto bene la loro parte, specialmente i due protagonisti (Riccardo Scamarcio, Miriam Leone).

Trama

Il Testimone Invisibile tratta la storia di un Imprenditore (Riccardo Scamarcio), accusato di aver ucciso la sua amante e che viene interrogato da una signora a cui lui racconterà tutta la storia degli avvenimenti successi prima che di essere arrivato al giorno dell’omicidio per riuscire a cavarsela e non farsi arrestare. Raccontando tutto si salverà davvero? chi ha ucciso la sua amante? chi sarà mai questo testimone? e soprattutto saprete se la donna è veramente lei o una che si è travestita per scoprire delle verità. Come finirà? beh lo saprete solo guardandolo. Mi raccomando, andate perché non ve ne pentirete sicuramente. Fatemi sapere come è stato se vi va, qui sotto nei commenti.

cultura

recensione Conta su di me

film commedia

Ho visto in anteprima in film Conta su di me e vi voglio raccontare le mie impressioni a caldo: iniziando dal presupposto che già ero partita con un idea buona su questo film, non mi ha deluso per niente!!! Conta su di me è un film che ti arricchisce l’anima, insomma ti fa capire il vero senso della vita e apprezzare le piccole cose che il mondo ci offre senza fare gli spavaldi.

In film Conta su di me tratta la storia di un ragazzo ricco di famiglia e spavaldo (super viziato), che si gode la vita e combina disastri. Allora un giorno, il papà (medico chirurgo) lo obbliga a seguire un ragazzo malato per un tot di tempo facendogli fare una lista dei suoi desideri prima di morire. Allora lui accetta la sfida e inizia questo volontariato forzato diventando molto amico del ragazzo. Riuscirà a portare a termine il compito? rimarranno amici/fratelli per sempre? mi raccomando andate a vedere questo film perché merita davvero!!!! ah fatemi sapere se andate al cinema…

 

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recensione Ti presento Sofia

film

Oggi ho visto per voi in anteprima il film Ti Presento Sofia, devo dire che mi è piaciuto molto e fa ridere dall’inizio alla fine. Questo è il classico film per famiglie che dovreste tutti vedere nel tempo libero. I temi centrali di Ti Presento Sofia sono: le bugie in coppia, l’accettazione della famiglia e il freechild (donne che non vogliono bambini).

Ti Presento Sofia tratta la storia di un uomo (ex musicista) separato con una figlia di 10 anni e ora proprietario di un negozio, che dopo 10 anni dall’ultimo incontro, rivede Mara una donna che lo ha sempre attratto e che fa scattare in lui un colpo di fulmine, solo che lei fin dalla prima cena le dice che odia i bambini e che non ne vorrà mai. Così lui decide di continuare a vedere Mara senza dirle che ha una figlia. Riuscirà quest’uomo nel suo intento di conquistare Mara del tutto facendogli cambiare idea e dicendo delle piccole bugie a fin di bene? Mara scoprirà le sue bugie? tutto questo lo saprete solo andando a vedere il film. Mi raccomando… ah se volete scrivetemi qui sotto un commento sul film.