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ecoturismo in repubblica dominicana

Vi illustro i posti in cui andare se volete fare ecoturismo in Repubblica Dominicana.

LA RUTA DEL CAFFÈ – BONAO E SALCEDO

Lungo la ruta vivono comunità agricole perfettamente integrate con il territorio, con gli animali e con le piante. Ci sono due rute in questa zona, quella del Café Atabey e del Café Jamao. Lungo la ruta potete incontrare e vivere l’esperienza di queste comunità e delle coltivazioni.

EL ZORZAL – FONDAZIONE LOMA QUITA ESPUELA

Una riserva privata dove i visitatori possono vedere da dove proviene il cioccolato e che incoraggia la produzione di cacao biologico ed equo solidale nelle comunità locali. Inoltre, la fondazione cerca di preservare le foreste dove nascono molti importanti fiumi dominicani con un modello di conservazione che favorisce un’occupazione positiva della terra per trasformare gli abitanti in protettori delle foreste.

https://zorzalcacao.com/visit-zorzal/

TERRANOVA RANCH – MICHES

UN’impresa ecologica a conduzione familiare immersa nel verde, che offre al visitatore un’ospitalità accogliente fatta di capanne e bungalow che possono ospitare fino a 170 persone con la possibilità di vivere la campagna circostante, tra allevamenti di cavalli e pascoli.

https://www.terranovaranch.com

HELPA – MONTE PLATA

Un eco-hotel situato a Bayaguana, a Monte Plata. Un luogo eccellente per le famiglie con bambini. Le case sono state costruite artigianalmente da lavoratori della zona e ci sono varie tipologie. Tra le attività che si possono fare: falò, zipline, arrampicata, trekking, equitazione, mountain bike, percorsi naturalistici e tanti altri.

TUBAGUA ECOLODGE – PUERTO PLATA

Luogo ideale per viaggiatori indipendenti nella Repubblica Dominicana. Situato nella spettacolare catena montuosa del Nord che corre lungo tutta la costa settentrionale dominicana. Circondato da una natura incontaminata ma comunque vicino a tutto.

ECO DEL MAR – CABO ROJO

È un esclusivo eco glam camp sulla spiaggia di Cabo Rojo a Pdernales con sistemazioni in confortevoli suite ecologiche e tende in riva al mare.

http://www.ecodelmar.com.do

DOMINICAN TREE HOUSE

Nella foresta, appena fuori Samanà, troverete una struttura a basso impatto ambientale, accanto a spiagge paradisiache, paesaggi montani e che vanta persino una cascata privata! Potete scegliere di soggiornare in 4 tipi diversi di case sull’albero.

https://www.ranchoplaton.com

SPA E BENESSERE

Oggi i viaggiatori hanno un reale bisogno di svagarsi, voglia di ritrovarsi, di rigenerarsi e di sbarazzarsi delle tensioni accumulate, prendere un po’ di tempo per sé, rendere al proprio corpo tutto ciò di cui è stato privato nel tumulto e nella febbre delle città: la dolcezza, il relax, la bellezza e la serenità, il benessere… Fra le più belle Spa dell’isola, bisogna citare quelle degli Paradigus Palmar Real, Punta Cana Resort & Club, Casa Colonial a Playa Dorada, Maia nel The Gran Reserve at Paradisus Palma Real y Six Senses nel Punta Cana Resort. 

 

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gole di tiberio

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Vi parlo delle Gole di Tiberio che si trovano nel fiume Pollina a 80 m. s.l.m. tra i comuni di San Mauro Castelverde e Castelbuono, nel Parco delle Madonie. Le gole sono lunghe circa 450 m. e possono essere divise in 3 zone: la prima parte , di circa 100 m., si staglia in modo imponente allo sguardo del visitatore appena arrivato nel letto del fiume, ricca di grotte, è percorribile a piedi; la parte centrale, quella più affascinante e suggestiva lunga circa 250 m. ed alta anche più di 50 m., è attraversabile soltanto con i gommoni poiché la profondità dell’acqua supera gli 8 m. anche in estate, a metà percorso è presente un grosso masso che nel passato veniva utilizzato come passaggio segreto; l’ultima parte, lunga circa 100 m., si presenta come un lago incantato, una sorta di paradiso terrestre primordiale. La bellezza e il fascino delle gole, inoltre, sono arricchiti dalla presenza di numerose grotte lungo le pareti del sito, create dall’attività carsica del fiume. Si tratta sia di piccoli anfratti che di grotte calpestabili che in alcuni casi diventano addirittura profondi inghiottitoi. La loro concentrazione più alta si trova all’imbocco del lato monte delle gole, dove l’acqua del fiume, ha più forza ed energia. La maggior parte delle grotte sono sono inaccessibili poiché si trovano nella parte alta del sito. Le più famose sono: quella dei Briganti situata nella seconda metà delle gole, e quella del Cavallo all’inizio del sito, una delle poche accessibili con una certa facilità. Queste cavità sono evidenti anche i segni della costante presenza degli uccelli, dei quali è possibile osservare il loro utilizzo per la nidificazione. Nella parte più stretta e terminale delle gole sono stati individuati alcuni fossili di gasteropode. Uno dei fenomeni più suggestivi dell’escursione alle gole sono sicuramente i giochi di luce. Il sole verso mezzogiorno squarcia la penombra che avvolge la gola e riflettendosi nell’acqua, proietta delle immagini nelle pareti. Questi giochi di luce cambiano ad ogni istante creando al passaggio del visitatore un paesaggio surreale. Nella zona centrale, sotto il masso, si crea una sorta di camera oscura in cui i giochi di luce nelle pareti si animano con il movimento dell’acqua. In estate questo fenomeno dura circa 2 ore dalle 12 alle 2 del pomeriggio, mentre nel resto della giornata la gola, quasi nella sua totalità, rimane in penombra.

ITINERARI NELLE GOLE

ITINERARIO 1

Durata 2 ore: attraversamento delle gole in gommone e discesa del fiume Pollina per circa 500 m. fino alle Piccole gole, qui è possibile fare il bagno e rilassarsi un po’ sdraiandosi sulla tiepida pietra calcarea.

ITINERARIO 2

Durata 30 minuti: attraversata delle gole in gommone.

ITINERARIO 3

Durata 3 ore: attraversamento delle gole e risalita del fiume per circa 2 km fino all’area attrezzata Tiberio gestita dall’Azienda Demaniale Regionale, dopo una breve sosta si prende la trazzera verso la borgata Tiberio per ritornare alle macchine.

ITINERARIO 4

Durata 6 ore: risalita del fiume Pollina a partire dal mare o dalla stazione ferroviaria di Finale di Pollina, per un percorso di circa 10 km con la traversata delle gole in gommone alla fine del percorso.

ITINERARIO 5

2 o 3 giorni: partenza dalla stazione ferroviario di Finale di Pollino e dopo aver percorso tutto l’itinerario 3, si rimane a dormire nella zona delle gole, la mattina seguente si parte alla volta dell’area attrezzata Tiberio lungo il fiume. Se si opta per i 2 giorni, dopo una breve sosta si segue per la trazzera fino alla borgata di Tiberio e poi la strada provinciale che conduce alla stazione ferroviaria di Finale. Se invece si opta per i 3 giorni, si dorme presso l’area attrezzata Tiberio, nel pomeriggio è possibile fare alcune attività in zona. La mattina seguente si parte alla volta della stazione ferroviaria di Finale sempre imboccando la trazzera fino alla borgata di Tiberio e poi la strada provinciale fino a destinazione.

RAFTING SUL FIUME POLLINO

Dal mese di gennaio al mese di aprile, fiume permettendo, si organizzano discese rafting lungo il Pollina all’interno del Parco delle Madonie. Il fiume, è facile da percorrere ed accessibile a tutti. Il percorso attraversa molti angoli suggestivi ed incantevoli del fiume come le Gole di Tiberio, le Piccole Gole e la zona dove nidifica l’aquila reale.

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5 destinazioni vicine alle città da vedere in Svizzera

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Ecco 5 destinazioni Svizzere vicine alle città:

  1. Tamina (Bad Ragaz)

Questa facile escursione circolare porta dalla località di cura Bad Ragaz alla strabiliante Gola della Tamina. Da non perdere: la grotta di acque sorgive dell’Altes Bad Pfäfers.

 2. Seerhein (Kreuzlingen)

Il sentiero per Steckborn lungo l’idilliaca riva lacustre vi riserva viste bellissime e località di interesse storico. Consiglio per buongustai: i ristoranti della cittadina Gottlieben.

 3. Zona protetta del Rodano (Ginevra) 

Il sentiero da Ginevra a La Plaine nasconde molte sorprese: ad esempio la bellezza del Rodano e della zona protetta di Moulin-de-Vert o i villaggi di Cartigny e Avully.

 4. Rigi (Lucerna) 

Da Lucerna a Vitznau in treno, autobus o battello e poi con la cremaliera fino a Rigi Kaltbad, dalla vista grandiosa. Dall’Umilberg che dista circa 5 ore si scende a valle con la funivia.

 5. San Salvatore (Lugano)

Sul San Salvatore si arriva comodamente, con la funicolare. Dalla terrazza panoramica potrete godervi la vista sul lago di Lugano fino alla Pianura Padana e alle cime delle Alpi. L’ultimo tratto si svolge attraverso boschi di castagni e scende giù al lago e alla suggestiva Morcote. Con il battello si torna a Lugano in tutto relax. Consiglio: una puntatina al villaggio di artisti di Morcote.

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cosa vedere a Lefkosia (prima parte)

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Lefkosia è la capitale di Cipro si trova al centro dell’isola  ed è un importante centro culturale. La Lefkosia contemporanea coniuga il suo passato storico con la vivacità di una città moderna. Il centro cittadino, la vecchia “Hora”, circondata da mura del XVI sec. con musei, vecchie chiese e edifici medievali, conserva l’incantevole atmosfera del passato. Fuori dalle mura, la città moderna, con le sue comodità ed i suoi vivaci ritmi urbani. Lefkosia rimane l’unica capitale al mondo ancora divisa da un muro. A pochi km. distanza, in campagna, si possono ammirare splendidi monasteri e chiese bizantine.

IL MUSEO DI CIPRO

Il Museo di Cipro a Lefkosia è il principale e più grande museo archeologico dell’isola. Nel tempo sono stati effettuati diversi lavori di ampliamento, fino al raggiungimento dell’attuale configurazione. Una visita al museo fornisce l’opportunità di conoscere lo sviluppo della civiltà cipriota, dal neolitico all’inizio del periodo bizantino. Vari reperti, rinvenuti in occasione di numerosi scavi, impreziosiscono le collezioni del museo e contribuiscono allo sviluppo dell’archeologia cipriota e della ricerca nell’ambito del patrimonio culturale dei paesi del Mediterraneo. Tali collezioni comprendono oggetti in ceramica e terracotta, gioielli, sculture, monete, oggetti in rame e altri manufatti, esposti in ordine cronologico nelle varie gallerie del museo. Tra i pezzi di grande valore artistico, storico ed archeologico, tipici della cultura cipriota, ricordiamo l’idolo a forma di croce, risalente al periodo calcolitico, gli oggetti in terracotta del Bronzo Antico di Vouni, i gioielli in oro del Bronzo Finale di Egkomi e la statua di Afrodite del I secolo A.C. di Soloi. Questo museo è anche una delle tappe dell’Itinerario Culturale di Afrodite.

IL MUSEO BIZANTINO E LE GALLERIE D’ARTE

Il Museo Bizantino

Questo musei ospita la più ricca e rappresentativa collezione d’arte bizantina a Cipro. Nelle sue sale sono esposte più di 200 icone, risalenti al periodo tra il IX sec. calici per funzioni religiose, abiti talari e libri. I prestigiosi mosaici del VI sec. provenienti dalla Chiesa di Penagia Kanakaria, a Lythrangomi, costituiscono la principale attrazione del Museo. Furono riportati a Cipro dopo essere stati rimossi illegalmente dalla zona occupata dell’isola.

Gallerie D’Arte

Le 4 gallerie del Centro Culturale della Fondazione “Arcivescovo Makarios III” espongono una collezione unica di opere rappresentative dell’arte europea occidentale, che vanno dal Rinascimento ai giorni nostri, come pure capolavori dell’arte greca e cipriota.

La prima galleria espone opere dei pittori dell’Europa occidentale.

La seconda galleria ospita dipinti del XVIII e XIX secolo, stampe e carte topografiche relative alla Guerra d’Indipendenza Greca del 1821.

La terza galleria esibisce opere di artisti greci del XIX e del XX secolo.

La quarta galleria espone importanti lavori di artisti ciprioti del XX secolo.

ARCIVESCOVADO (VECCHIO E NUOVO)

Il nuovo Arcivescovado, sede della Chiesa Ortodossa di Cipro, è stato costruito nel 1960, in stile pseudo-veneziano. Il vecchio Arcivescovado, costruito nel 1730, si trova di fianco. Il suo piano terra ospita il Museo Etnografico Di Cipro.

 

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cosa vedere ad Acquaviva Picena

acquaviva picena

Acquaviva Picena è un luogo ricco di cultura e tradizioni, perfetto per chi ama immergersi nell’arte e nella storia. Agli occhi di ogni turista si impongono: il borgo medioevale cinto da mura e bastioni e la fortezza. Una passeggiata per tutti i vicoli del centro storico vi consentirà di ammirare la trecentesca Torre Civica, il Trabucco, chiese pregevoli per architettura e storia, e di scoprire incantevoli scorci panoramici. Se invece vi piace immergervi nella bella campagna circostante potrete apprezzare la chiesa e il chiostro di San Francesco, le rustiche cappelle che sorvegliano i crocevia, nonché visitare le cantine di lunga tradizione vitivinicola che producono vini squisiti e raffinati. Nelle tipiche locande e nei caratteristici ristoranti del centro storico oppure negli accoglienti agriturismi conoscerete i gustosi piatti tipici del luogo, contraddistinti da genuinità e sapori autentici di altri tempi.

Museo Archeologico “La Fortezza Nel Tempo” Fortezza Medioevale

L’esposizione museale della Fortezza di Acquaviva Picena si snoda all’interno della torre maggiore, il Mastio, e propone un interessante viaggio attraverso le principali e documentate fasi storiche del monumento e del territorio. Una suggestiva presentazione multimediale consente di osservare i reperti esposti al momento del loro rinvenimento, visitare virtualmente gli scavi che hanno consentito di svelare e ricostruire le più antiche fasi edilizie della Fortezza e di ammirare le ricostruzioni.

Il Mercatino dell’artigianato e delle tipicità locali

tutti i mercoledì di luglio e agosto.

Sponsalia

Rievocazione storica del matrimonio realmente celebrato nell’anno domini 1234 tra foresteria, figlia dei Duchi di Acquaviva, e Rinaldo di Brunforte di Sarnano. Nella prima settimana di agosto Acquaviva torna ai fasti medioevali: armigeri, sbandieratori, dame e popolani animano le strade del paese, così come i giochi rionali infuriano gli animi paesani. Il banchetto nuziale, allietato da danze e musiche d’epoca, propone vivande tipiche del 1200 con servizio in costume d’epoca tra giochi e saltimbanchi e mangiafuoco.

L’artigianato

Caratteristica acquaviviana è la produzione artigianale di cesti intrecciati di paglia e salice: “Le Pajarole”. Si tratta di un lavoro minuzioso e paziente realizzato unicamente dalle donne del paese ed esclusivamente a mano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ancora oggi non è raro vedere, soprattutto d’estate, le anziane donne del paese sull’uscio di casa, intrecciare la paglia con formidabile maestria servendosi semplicemente di un punteruolo.

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cosa vedere a staffolo (parte 3)

staffolo

Questa è l’ultima parte della guida di cosa vedere a Staffolo.

Collegiata di San Francesco e Organo del Callido

Un’altra perla del centro storico di Staffolo è la Collegiata di San Francesco. Essa apparteneva ad un convento di monaci francescani costruito dopo la morte di San Francesco d’Assisi. Il campanile, ricostruito successivamente, si trova dietro la chiesa e ha una particolare forma ottagonale. Entrata all’interno e aguzzate la vista: sul primo altare a sinistra si trova un’importante tela di Filippo Bellini raffigurante la Madonna col bambino. In un quadro anonimo (terzo altare sinistra) c’è la raffigurazione di Staffolo così com’era nel secolo XVII. Nella cornice grande e dorata si trova il quadro di San Francesco. Sopra la porta d’ingresso ammirate l’imponente  organo di Gaetano Callido risalente al 1769, formato da 27 canne di stagno.

Banchetti

È un viale alberato e un balcone naturale da cui ammirare un bellissimo panorama di dolci colline che arrivano fino al mare. Nelle giornate limpidissime chi ha una buona vista riesce a vedere anche il profilo della costa dalmata. I “banchetti” prendono il nome dalle prime panchine in cemento che furono messe lungo il viale nel lontano 1912 e che oggi si trovano nei giardini pubblici.

Parco Europa

Sono i giardini pubblici del paese che ospitano un bel parco giochi e la cosiddetta “piattaforma” con un bar aperto in estate dove ascoltare musica, bere qualcosa e incontrarsi con gli amici. In passato nel piazzale parcheggio ogni anno si sistemava il tendone del circo e nei giardini i carrozzoni con gli animali: cammelli, leoni e persino elefanti! Uno scimpanzé una volta fuggì dalla gabbia e ci fu un divertente inseguimento per riprenderlo.

 

 

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cosa vedere e fare a santa fiora (parte 1)

toscana

Vi presento uno dei borghi più belli d’Italia: Santa Fiora.

Arte e Cultura

Le Robbiane nella Pieve delle Sante Flora e Lucilla

Sono una delle più imponenti e significative collezioni di opere robbiane al mondo. Le Robbiane di Santa Fiona sono monumentali pale d’altare in terracotta invetriata: il Battesimo di Gesù, la Madonna della Cintola, l’Ultima Cena con l’Ascensione di Gesù al cielo e la Resurrezione (il pulpito), un trittico raffigurante l’incoronazione della Vergine e i Santi Francesco e Girolamo. Completano il ciclo delle opere un crocefisso e un tabernacolo. Nella Pieve anche il reliquiario delle Sante, del XV secolo, raffigurante gli stemmi di Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi.

Le opere di Palazzo Sforza Cesarini

Due cicli di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi decorano le stanze del palazzo, che fu sede della Contea degli Sforza. Il primo ciclo illustra “Le 4 stagioni” e si trova nell’attuale ufficio del sindaco, mentre nell’anticamera si trova “Le ore del giorno”. Nella sala consiliare un camino rinascimentale e la campana civica del 1589. Nel grande salone del popolo lo stemma originale di Casa Sforza in legno dorato.

Il Ghetto

Gli ebrei di Santa Fiora vissero una condizione di privilegio quando nel 1500 nacquero i ghetti nel resto d’Italia. La Contea di Santa Fiora, che godeva di piena autonomia, rimase fuori dall’ondata di pressione dello Stato Pontificio e nel Granducato di Toscana. Successivamente le condizioni mutarono e gli ebrei dovettero lasciare Santa Fiora. Oggi il ghetto è parte del centro storico e costituisce un’interessante parte del borgo.

La Peschiera

Nel Medioevo i Conti Aldobrandeschi, signori di Santa Fiora, fecero costruire una peschiera alle sorgenti del fiume Fiora, dove allevavano pesci. La vasca in pietra è ancora oggi uno degli angoli più affascinanti dell’Amiata, corredato da un ampio giardino. Vicino all’ingresso c’è la chiesa dedicata alla Madonna delle Nevi, con un suggestivo pavimento in vetro sotto al quale scorrono le acque della sorgente e vanno a riprodursi le trote della Peschiera.

Festival Santa Fiora in Musica

Tradizione e appuntamento con la musica di qualitè che si svolge nei mesi di luglio e agosto nei luoghi più suggestivi di Santa Fiora.

Santa Fiora a teatro

Stagione teatrale nel periodo invernale oltre a spettacoli e convegni durante tutto l’anno.

CantaFiora

Nuovo appuntamento per la valorizzazione della cultura e della musica popolare, una festa dello stare insieme.

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cosa vedere a Siena (parte 5)

siena

Vi propongo in questa guida tutte le strutture e i monumenti da vedere a Siena.

Fontebranda (via di Fontebranda, 52)

È la più famosa e la più antica tra e fonti senesi. Sembra sia stata costruita nel 1246 in sostituzione della precedente da Bellamino. Per la costruzione è stato utilizzato il travertino in mattoni; la copertura a volta. La facciata si presenta ancora oggi con 3 archi ed è ornata da 4 leoni in pietra. È la fonte che ha visto nascere e crescere S.Caterina, per questo detta la Santa di Fontebranda.

Fonte Gala (Piazza del Campo, 42-45)

È la più bella delle fonti d’acqua senesi sia per la sua posizione, sia per il suo valore artistico. L’opera, che Jacopo della Quercia scolpì tra il 1409 e il 1419, deve infatti essere considerata tra le maggiori espressioni della scultura italiana del 400. La fonte che oggi si può ammirare è la copia di Tito Sarrocchi che dal 1844 sostituisce l’originale rovinata dal trascorrere dei secoli.

Torre del Mangia (Piazza del Campo 73)

È alta 88 metri, offre una vista eccezionale su tutta Siena. Prende il nome da Giovanni di Duccio, primo custode che, spendendo tutti i suoi guadagni mangiando nelle osterie, fu ribattezzato Mangiaguadagni, da cui Torre del Mangia. Secondo la leggenda, ai piedi della torre sono state seppellite monete portafortuna e ad ogni angolo ci sono pietre con scritte latine ed ebraiche che terrebbero lontani tuoni e tempeste.

Orto Botanico (via Pier Mattiooli 10)

Le origini dell’Orto Botanico risalgono al 1588, quando venne allestito il “Giardino dei Semplici”, luogo in cui scienziati e medici del tempo studiarono le proprietà curative di diverse specie di piante officinali. A partire dalla seconda metà del 1700 il giardino è stato valorizzato da numerose piante provenienti da tutto il mondo, trasformandosi successivamente nell’Orto Botanico dell’Università, fino ad ospitare migliaia di piante.

 

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cosa vedere a siena (parte 2)

siena

Oggi vi presento i palazzi da vedere a Siena.

Loggia del papa (via logge del papa, 10-15)

Si presenta in 3 eleganti arcate rinascimentali in travertino sorrette da colonne con capitelli corinzi; sull’architrave è incisa una scritta “FUS II PONT MAX GENTILIBUS SUI PICCOLOMINEIS”.

Palazzo Piccolomini e delle Papesse (via Banchi di Sotto 67)

Eretto per volere di Giacomo e Andrea Piccolomini Todeschini, è un palazzo rinascimentale la cui facciata in pietra è ornata da due stemmi nobiliari. Con la fine della dinastia nel XVII sec., il palazzo venne prima affittato al Collegio Tolomei e del 1824 concesso in uso allo Scrittoio delle Regie Fabbriche, diventando sede di uffici governativi. Nel 1884 fu comprato dalla Banca d’Italia ed oggi ha funzione di Centro per l’Arte Contemporanea.

Università (via Banchi di Sotto, 57)

Costituisce uno dei più antichi e prestigiosi atenei d’Italia e d’Europa. L’università di Siena si affacciò al mondo della cultura già a partire dal XII sec. Nel 1990 ha festeggiato i 750 anni di attività accademica. Risale al 1416 la fondazione della Casa della Sapienza.

Palazzo Sansodoni ( Piazza del Campo, 46-55)

Costruito verso la metà del ‘200 con la funzione di casa torre, per poi essere definitivamente riassettato nel XVIII secolo; il palazzo si distingue per la presenza della torre a pianta rombica e per l’eleganza con la quale segue l’andamento curvilineo della piazza. Degni di nota sono gli affreschi del Melani e del Ferretti e le statue in marmo di Bartolomeo, Giocanni Antonio e Mazzuoli. Attualmente ospita la sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Palazzo Pubblico (piazza del Campo, 1)

È uno splendido esempio del gotico civile; fu residenza della Signoria e del Podestà, che emise un editto che obbligava i proprietari delle case adiacenti a costruire i palazzi sullo stile del Palazzo Pubblico ma non più belli o grandi. Il disco di rame con la figura di Cristo sulla facciata è in ricordo delle prediche di San Bernardino nella piazza. Oltre all’amministrazione comunale, il palazzo ospita il Museo Civico. Continua a leggere “cosa vedere a siena (parte 2)”

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Lecco la guida generale

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Lecco e tutta la zona limitrofa è caratterizzata da una propria tradizione commerciale e artigiana, che si basa sia sul mercato che si svolge in piazza XX settembre (da qui partono alcune delle vie più caratteristiche della città); sia sugli opifici del ferro. La cittadina, circondata da aspre montagne, gode inoltre di una posizione turisticamente privilegiata, potendo infatti essere, allo stesso tempo, sia località di lago che di montagna. Il centro storico, anticamente circondato da una cinta muraria e da un fossato, si sviluppa attorno alla Piazza XX Settembre, in cui le botteghe si allineano sotto i colonnati dei portici. L’area, caratterizzata da semplici case, arricchite solo da qualche portale e da piccoli loggiati medievali, ospita la basilica di San Nicolò, patrono dei navigatori. Citata nella famosissima opera di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi”, questa cittadina propone diversi spunti per un itinerario letterario tra i luoghi manzoniani. I principali sono: ponte Azzone Visconti, il tabernacolo dei Bravi, il convento di Pescarenico, per concludere con quella che si ritiene potesse essere la casa di Lucia Mondella.

Clima

Il clima di lecco è dolce, visto che è sempre esposta al sole e ai venticelli provenienti dal lago. Il comune è caratterizzato da un clima continentale, mitigato in maniera molto efficace dalle correnti che giungono dal lago. Questa caratteristica fa sì che le stagioni invernali non siano mai particolarmente rigide: molto raramente infatti la temperatura scende sotto i 7 gradi. Le estati sono invece caratterizzate da un alternarsi di venti che, incanalandosi tra le vicine montagne, rendono la permanenza in città piuttosto piacevole.

Quando andare

Per gli amanti della tintarella o degli sport acquatici il periodo migliore è l’estate, se invece preferite una vacanza alla scoperta dei paesini allora i periodi ideali sono la primavera e l’autunno.