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cosa fare e vedere nella calabria ionica

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Il tratto di costa  in provincia  di Crotone che va da capo Colonna a capo Cimiti, passando per punta Scifo è tutto mare, natura, archeologia, mito, spiagge selvagge, colori e profumi intensi. Una decina di km di litorale fra i più segreti della Calabria ionica, non a caso cuore dell’Area Marina Protetta di capo Rizzuto, che con i suoi quasi 15 mila ettari di estensione è fra le più vaste d’Italia. Una sequenza di rocce, spiagge e calette color corallo, frequentate soprattutto dalla gente del posto e quasi del tutto ignote al turismo di massa: l’affollamento della movida estiva è più a sud, intorno a capo Rizzuto e Le Castella, dove si concentra la massima parte di hotel, villaggi e lidi attrezzati. Mentre fra capo Colonna, 10 km a sud di Crotone, e capo Cimiti, entrambi in zona  A di Riserva integrale, tutto avviene più in simbiosi con la natura, anche perché il mare si raggiunge solo in barca o a piedi, attraversando  sentieri non sempre segnati in mezzo alla campagna o tra le rocce. Pesca e ormeggio sono vietati e le immersioni avvengono solo con guide autorizzate. Partendo da capo Colonna le spiagge più belle sono quella dell’Irto, a nord verso Crotone, e quella di Scifo, sul versante sud, dal nome della torre cinquecentesca che la sovrasta. Entra,be sono ampi litorali in sabbia fine che si raggiungono percorrendo brevi sentieri, fra campi e macchia mediterranea. Procedendo in direzione sud incontriamo la spiaggia Alfieri, raggiungibile facilmente in auto e su cui si affaccia anche l’omonimo camping, e quella della marinella: insieme compongono la baia di capo Cinniti, una delle più belle della costa. Rossastra la prima, più grigia la seconda, entrambe in gran parte libere. Il mare è ovunque cristallino, con sfumature che vanno dal turchese allo smeraldo: una vasta gamma di tinte dovuta alle divergenti sorgenti d’acqua dolce che sgorgano direttamente dal mare. Ma non solo, i colori cangianti dell’acqua dipendono anche dall’andamento molto variegato dei fondali, su cui proliferano vaste praterie di Posidonia oceanica, e dalla presenza di numerose secche. Queste ultime hanno causato nel secoli molti naufragi, come testimoniano i relitti che si possono scoprire con le immersioni subacquee. Un’esperienza che consente di godere anche della ricca fauna marina: cernie, polpi, aragoste, anemoni di mare, saraghi, pesci pappagallo, stelle marine, ricci e barracuda. Spiccano i delfini e le tartarughe caretta caretta, che nidificano nella riserva. A fare da cornice a questo paradiso roccioso e subacqueo, il verde della macchia mediterranea, che in alcuni punti si spinge fino al mare: ginepri, cisti, lentischi, mirti, ginestre, capperi e temerici, mentre sugli arenili fioriscono i gigli di mare.

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cosa vedere in calabria

Da un lato il mar Ionio, dall’altro le acque del Tirreno. In mezzo, una terra ricca di tradizioni artistiche, culturali, gastronomiche. Un viaggio nella storia, tra profumi di zagare, di torrone e di pane appena sfornato. Viaggiare nella provincia di Reggio Calabria è tutto un piacere e una scoperta. La strada sfiora coste soleggiate e villaggi aggrappati ai promontori. Da qui ci si addentra in un lembo di terra dove colori e profumi si susseguono all’infinito. In pochi km si passa dalle foreste alle montagne; si incontrano tradizioni culturali e gastronomiche che risalgono all’epoca della Magna Grecia. Trovate un paesaggio sorprendente, con borghi-gioiello, musei e la natura prorompente dell’Aspromonte, scenario ideale per attività sportive.

Dai Bronzi alla Costa Viola

Si parte da Reggio Calabria e dagli 11 mila metri quadrati del MARC, una delle più ampie collezioni al mondo di reperti d’epoca magno-greca. Con lo sguardo sull’etna il lungomare lastricato Italo Falcomatà è il posto ideale per iniziare una passeggiata verso la Cattedrale e il Castello Aragonese, restituito alla città alla fine del 2015. Aleggia, ovunque, il profumo di zagara: si fissa nella memoria e sembra strisciare sulle pietre antiche, infilandosi nelle piazze, nei vicoli, nei caffè. Poi si punta a nord. Il mare scompare dietro i tetti delle case, mentre la strada sgomita tra i terrazzamenti e procede tortuosa fino a Scilla. Poi segue il percorso lineare della costa fino a Bagnara Calabra, animata, la sera, dalle luci dei negozi che illuminano Corso Emanuele II. La strada e la parte antica della città, si arrampicano dalla spiaggia bianca fino a Pellegrina. Da quassù il litorale si tuffa a picco nel mare, creando quelle sfumature indaco che le hanno fatto meritare il nome di Costa Viola, fino a Palmi.

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le 8 spiagge più belle in Italia parte 1

Eccovi le prime 4 delle 8 spiagge più belle. Dalla Liguria alla Sicilia. Di sabbia o ciottoli. Isolate o mondane.

Scala dei turchi – Realmonte (Agrigento) 

La Scala dei Turchi, alla luce del sole, abbaglia con le sue bianche forme sinuose. Con la luna piena, diventa uno scenario da fiaba. Una scogliera che sporge sul mare turchese del Canale di Sicilia, con due spiagge di sabbia fine ai suoi lati. Autore di questo angolo di paradiso è il vento, che nel corso dei millenni ha plasmato la marna, il morbido calcare che la compone, creando un enorme scalone di roccia dalle forme smussate.

Cala Bianca Marina di Camerota (Salerno) 

Questo posto immerso nel verde si raggiunge facendo trekking, oppure in barca. Questa spiaggetta immacolata è incastonata in uno dei tratti più spettacolari dal parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Tutto intorno ha solo il grigio argenteo delle rocce e il verde della vegetazione, che si riflette nell’acqua cristallina dandole riflessi smeraldini. anche se isolata, la cala dista solo pochi km dalla vivace località balneare di Marina di Camerota, da cui partono i tour in barca che la toccano; in alternativa si arriva a piedi , con un trekking un po’ lungo, ma molto panoramico, su sentieri costieri.

Porto Giunco e Punta Molentis – Villasimius (Cagliari)

Sul litorale di Villasimius, il susseguirsi di spiagge che va da Porto Giunco a Punta Molentis è bella da togliere il fiato: lo spettacolo si ammira dal promontorio che la chiude a est, con in cima un’antica torre di avvistamento. In primo poiano, la fantastica mezzaluna di sabbia di Porto Giunco separa lo Stagno di Notterì dal mare: l’arena candida digrada dolcemente nell’acqua, creando un enorme piscina turchina. Più avanti si allunga l’ampio lido di Simius e all’orizzonte si profila la lingua di Punta Molentis, che collega la costa a un isolotto di granito: un versante  è di arena finissima, l’altro sassoso, ma su entrambi l’acqua è cristallina.

Spiagge Del Mare Piccolo – Tropea (Vibo Valentia)

Il centro storico di Tropea, località regina della Costa degli Dei, è scenograficamente arroccato su una frastagliata scogliera, con ai suoi piedi le spettacolari spiagge cittadine del “Mare piccolo“. Alla fine di una rupe a strapiombo sul mare, la Spiaggia di Marina dell’Isola è un cuneo di sabbia bianca vegliata dall’alto dal Santuario di Santa Maria dell’Isola; proseguendo sul lungomare si raggiunge la lunga e ampia Spiaggia della Rotonda, con un tratto libero e alcuni lidi attrezzati. In alta stagione entrambe sono affollatissime, ma l’acqua è incredibilmente limpida, con fondali visibili anche a notevoli profondità.