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I buoni motivi per vedere Atene

grecia

Ci sono molti buoni motivi per andare a visitare Atene, io ve ne indico alcuni:

  1. l’Acropoli

Per non trovarla troppo affollata, basterà prendersi il lusso di salirci a piedi in lento avvicinamento per Anafiotika, superando la Plaka e l’Agorà e entrando nel recinto sacro giusto una mezz’oretta prima della chiusura, quando le comitive sciamano verso i bus.

2. Perdersi ad Anafiotika

Sembra un villaggio rubato di peso a qualche isola cicladica. Un dedalo di viuzze intonacate a calce che si arrampica sui fianchi dell’Acropoli.

3. L’arte contemporanea

Inevitabile pensare alla Deste Foundation Centre for Contemporary Art, che compone una mappa dei talenti della scena mondiale; The Breeder Projects, team e art magazine ultra-avantgarde; e la galleria Kappatos.

 4. Il Museo Benaki

Completamente rinnovato: arte cicladica, gioielli ellenistici, icone e tessuti copti. Un’impressionante raccolta di costumi e ricami dalla Grecia.

 5. Scoprire le radici d’Occidente

Nelle sale dell’immenso Museo Archeologico Nazionale si ripercorre l’arte dell’Occidente. Visitate poi il Museo Bizantino e Cristiano, il cui nucleo è nella villa della duchessa di Piacenza Sophia de Marbois: icone protocristiane, spiritualità e segni estetici di enorme interesse.

 6. Camminare tra i profumi

Guardare e non toccare: i frutti delle migliaia di alberi d’arancio che crescono ai lati delle strade ateniesi. Piantare nuovi alberi è stata senza dubbio una delle migliori iniziative che siano state intraprese da decenni nel centro della città.

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consigli di salute

elimina la nausea con lo zenzero

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Queste capsule di zenzero agiscono contro la nausea di vario genere, favoriscono la motilità gastrointestinale. Hanno un’attività antinausea, regolano la motilità gastrointestinale ed eliminano i gas.
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hotel nel salisburghese che parlano italiano (parte2)

hotel italiani

Terme, benessere e cucina squisita. 4 piscine termali a 33 C°: 2 interne e 2 esterne, paradiso di benessere, nuovissimo reparto SPA con cosmesi, 6000 mq di giardino, squisita cucina e ideale per famiglie.

HOTEL BISMARCK

A-5630 Bad Hofgastein

Alpenstrasse 6

Tel: 0043 6432 6681

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Questo albergo a 4 stelle in gestione familiare si trova in posizione soleggiata e tranquilla ed è il punto di partenza ideale per vacanza attive. In estate: a pochi passi dal mondo acquatico (ingresso gratuito), mountain bikepark, campo da tennis e parco giochi delle avventure. Nel raggio di 28 km si trovano 3 campi da golf con offerte scontate del 10%. A soli 70 km da Salisburgo e poco lontano dal ghiacciaio Dachstein, il mondo di ghiaccio di werfen, e dalle Terme amadé.

AKTIV + FAMILY HOTEL ALPINA

A-5602 Wagrain Kirchboden 97

Tel: 0043 64138337

http://www.hotelalpina.at

L’Eva village Hotel, è situato direttamente nella zona pedonale di Saalbach. Con stanze e lifestyle-suite da sogno con gratis W-lan. Ogni giorno potrete godere Highlights culinari e un ottimo servizio. A solo 30 metri dall’hotel troverete l’accesso VIP alla funivia di Kohlmais.

EVA, VILLAGE HOTEL

A-5753 Saalbach Oberdorf 218

Tel: 0043 65416262

https://www.evahotels.com/en/

 

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cosa vedere ad arezzo (parte 2)

arezzo

Eccovi un elenco di musei da vedere ad Arezzo.

Museo archeologico statale Gaio Cilnio Mecenate (via margheritone, 10)

Situato all’interno del Monastero di San Bernardo, adiacente all’antico anfiteatro romano, il Museo Archeologico è senza dubbio il museo più importante di tutta la città di Arezzo. Il museo è intitolato a Gaio Cilnio Mecenate. Conta complessivamente 26 sale, dislocate su 2 piani differenti. Al pian terreno vengono conservati principalmente reperti risalenti al periodo romano ed estrusco, mentre al primo piano collezioni, alcune delle quali private, che raccontano usi e costumi della paleontologia, della preistoria e della numismatica. Tra i numerosi oggetti esposti all’interno del Museo Archeologico di Arezzo spiccano un prezioso cratere attico, ed un’antica anfora su cui è ritratto il ratto di Ippodamia, ed è attribuita alla scuola artistica dell’antico pittore ellenico di Meidias. Meritano una menzione comunque anche gli splendidi gioielli rinvenuti nella necropoli di Poggio del Sole.

Museo aziendale Gori e Zucchi (via fiorentina, 550)

Inaugurato il 7 marzo 1998 dall’industria orafa Uno A Erre, il museo aziendale Gori e Zucchi è il primo museo italiano di oreficeria. All’interno sono esposti vecchi macchinari, cinquecento gioielli, e tutta una serie di disegni e progetti orafi originali.

Museo Diocesano (via Ricasoli, 30-36)

Il museo ospita all’interno la collezione del Tesoro del Duomo, oltre ad opere provenienti da altre chiese della zona. All’interno è possibile ammirare oggetti d’arte sacra, dipinti e sculture di artisti locali, oggetti di oreficeria a soggetto sacro, paramenti, codici e libri preziosi. Di grand’interesse il Crocifisso ligneo policromo del sec. XIII; gli affreschi di Spinello Aretino; alcuni dipinti di Luca Signorelli e del Vasari.

Museo e casa Ivan Bruschi (via del corso, 14)

Formatosi a partire dai primi anni 60, il museo ospita l’eclettica collezione dell’antiquario aretino Ivan Bruschi. Oggi la raccolta conta circa 10.000 pezzi tra mobili, dipinti, sculture, libri, vetri, ceramiche, argenterie, gioielli, monete, arnesi e attrezzi da lavoro.

Museo e Casa Vasari (via 20 Settembre, 55)

Nel piano principale, si segnalano pareti affrescate con soggetti mitologici e ritratti dei membri della famiglia proprietaria. Nelle sale sono esposte opere cinquecentesche raccolte personalmente dal Vasari, il maggiore collezionista del Rinascimento, tra cui preziose lettere autografe di Michelangelo.

Museo Statale D’arte Medievale e Moderna (via San Lorentino, 8)

Inaugurato nel 1972, il museo custodisce opere provenienti in gran parte dalle collezioni appartenute alla Fraternità dei Laici e dalla Pinacoteca comunale di Arezzo. All’interno sono custodite sculture e frammenti di lapidi di epoca medievale; colonne, capitelli e sculture provenienti dal Duomo e da altre chiese di Arezzo; opere medievali e rinascimentali; dipinti del XVI-XX secolo. Tra i vari artisti troviamo Margaritone d’Arezzo, Dietisalvi di Spreme, Giorgio Vasari…

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cosa vedere in Québec

canada

I più romantici si innamoreranno perdutamente dei suoi paesaggi wild, i golosi lo conoscono per il suo ghiotto nettare, lo sciroppo d’acero. Il Canada, è in particolare la provincia del Québec, Sa come fare breccia nel cuore di chiunque. Specialmente in autunno, quando la natura si tinge di colori caldi e avvolge in una sorta di abbraccio. Io vi consiglio di partire da Montreal, città cosmopolita e dall’animo green, dove non manca perfino una Petite Italie, il quartiere delle bandiere tricolori che accoglie 260.000 nostri connazionali. Nel cuore della Piccola Italia si trova il Marché Jean-Talon, grande mercato con centinaia di bancarelle di frutta, verdura, piante in vaso, erbe aromatiche e, naturalmente, il famoso sciroppo d’acero. Da non perdere, nell’arrondissement Ville Marie, la cattedrale di Maria Regina del Mondo, una sorta di riproduzione, in piccolo, della Basilica di San Pietro in Vaticano e sede dell’arcidiocesi di Montréal. Altra tappa tra arte e fede è la Basilica di Notre-Dame, vero gioiello in stile gotico, ispirata ala Sainte-Chapelle di Parigi. Entrate e lasciatevi ammaliare dall’incantevole soffitto blu notte che ha fatto da scenografia anche alle nozze di Céline Dion nel 1994. Montréal ha però anche un lato nascosto. In francese la chiamano réso, ed è appunto, una rete di gallerie riscaldate che collegano le fermate della metropolitana a negozi, ristoranti, piste di pattinaggio, alberghi e persino al Musée d’Art Contemporain, nelle cui sale si tengono anche concerti. Gli edifici in superficie e gli ambienti nel sottosuolo sono tutti connessi tra loro, un progetto incredibile nato negli anni 60, ma che mantiene una forte carica di modernità.

A tu per tu con gli orsi

Dopo le atmosfere urbane, è il momento di immergersi nelle fitte foreste di latifoglie che, in autunno, danno spettacolo con il foliage, tripudio di colori caldi che sfumano dal giallo all’arancio, passando per l’ocra e il porpora. Un incanto tutto da godere grazie alle lunghe giornate di sole e alle temperature miti. Siamo nella zona de La Mauricie National Park, una delle aree verdi più frequentate dell’est canadese, con una fitta rete di sentieri che si snoda tra alberi e specchi d’acqua, dove sguazzano i castori capaci, con abilità, metodo e pazienza di costruire dighe che rappresentano vere opere di ingegneria. Ma questo è, soprattutto, il regno degli orsi bruni, che escono allo scoperto nel tardo pomeriggio, in cerca di cibo. Impossibile non concedersi un’esperienza wildlife, come un’escursione guidata in jeep per osservarli da vicino. Per rendere indimenticabile l’incontro con questi orsi è fondamentale seguire due semplici regole: vietato parlare a voce alta e cercare di avvicinarli. la zona offre la possibilità di sorvolare il territorio del lago Sacacomie a bordo di un idrovolante. Oltre al grande bacino, ci sono più di 17.000 laghi della zona che sembrano giocare e rincorrersi tra aceri, abeti e querce. S’incastrano come tasselli di un puzzle e formano cuori azzurri circondati dal verde o da un mix di colori caldi, a seconda della stagione. Dall’alto, sembra che qualcuno abbia disteso, quasi per magia, una coperta patchwork.

Suggestioni anni 20

Nella vicina regione di Saguenay-Lac-Saint-Jean, invece, si può fare un tuffo nel passato grazie al Village historique de Val-Jalbert. Fondato nel 1901, è stato abbandonato a partire dal 1927, quando il mulino ad acqua per la produzione di polpa di legno necessaria per realizzare la carta, costruito alla base della cascata Ouiatchouan, fu chiuso. Oggi è il villaggio fantasma meglio conservato del Canada e consente un incredibile viaggio nel tempo, fino alle atmosfere autentiche degli anni 20. Ci sono ancora l’ufficio postale e la scuola, il negozio di alimentari e la chiesa, mentre alcune abitazioni sono state trasformate  in accoglienti bed and breakfast che offrono tutti i confort contemporanei, ma conservano un fascino antico. La cascata Ouiatchouan si può esplorare grazie a scale e sentieri allestiti ai suoi margini, ma vale la pena di salire con la teleferica fino alla sua sommità. Qui, uno scenografico punto panoramico con una piattaforma di vetro vi regalerà la sensazione di immergervi, letteralmente, nel cuore delle acque.

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itinerari in bicicletta in Osttirol

osttirol

Chiemgau (itinerario circolare) 

media difficoltà

Punto di partenza e arrivo: Kufstein, piazza inferiore.

Durante questo itinerario giornaliero di media difficoltà i ciclisti sono chiamati a percorrere 126,5 km attraverso il paesaggio collinare delle Prealpi bavaresi. Si parte da Kufstein e, passando per Aschau im Chiemgau e Siegsdorf, si prosegue verso Ruhpolding. Con un dislivello di 1.350 metri ben distribuito, questo itinerario con numerose possibilità di ristoro è tranquillamente fattibile anche da ciclisti amatoriali mediamente preparati, che potranno apprezzare le attrattive storiche e paesaggistiche come i castelli di Kufstein e Aschau im Chiemgau o l’idilliaco paesaggio montano – lacustre tra Ruhpolding e Niederndorf. 

Lago Bannwaldsee (itinerario circolare)

media difficoltà

Punto di partenza e arrivo: Tannheim.

Pedalare senza confini attraverso prati verdeggianti, costeggiando rocche e castelli storici, laghi blu e località idilliache: in poche parole è questo l’itinerario circolare del lago Bannwaldsee. nel bel mezzo delle Alpi dell’Algovia e dell’Ammergau, questo itinerario piacevolmente paesaggistico che parte da Tannheim conduce verso WeiBenbach am Lech, attraversa il confine bavarese, costeggia il lago e riporta al punto di partenza attraverso la Engetal.

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vacanza avventurosa in Costa Rica

sud america

In Costa Rica l’ambiente è la principale risorsa. Con il 27% del territorio protetto da rigide leggi, 4 parchi nazionali, flora e fauna ricchissime e un mare davanti alle coste pescoso e pulito dove si può ammirare la barriera corallina, il Paese dell’America Centrale è ritenuto il più verde del mondo. 14 sono i vulcani, 4 dei quali ancora attivi, che spuntano dalle sue cordigliere. Ma anche spiagge da sogno, foreste pluviali e paesaggi primitivi ne fanno un’ambita meta di viaggio.

Quasi tutto il territorio del Paese centro – americano è coperto da parchi nazionali. Oltre a quello del Corcovado, anche il Manuel Antonio, l’Arenal e il Tenorio vanno scoperti nella loro singolare bellezza e originalità. A piedi e zaino in spalla, muniti di binocolo e accompagnati da una guida, ci si può avventurare all’interno dei loro perimetri attraverso le fitte vegetazioni, percorrendo sentieri impervi, paludi di mangrovie, torrenti, ballonzolanti ponti liane: escursioni lunghe, faticosa ma appaganti con in “premio”, secondo gusti e situazioni, un giaciglio in tenda, in un lussuoso lodge o negli ostelli delle stazioni biologiche. Il Parco del Corcovado si estende su un’area di 42.469 ettari coprendo gran parte della provincia di Puntarenas, tra le selvagge spiagge di Llorona e Madrigal, sul litorale del Pacifico e, verso l’interno, fino alle falde del Cerro Rincón, una rigogliosa montagna di origine vulcanica alta 745 metri. Nell’area protetta la presenza di animali riempie la giungla di colori e di un’insolita colonna sonora: pappagalli ara macao, giaguari, scimmie urlatrici, cappuccine, ragno e saimiri, cinque specie di felini endemici (tra cui il puma), iguane, i cosiddetti gufi dagli occhiali, tapiri e cinghiali pecari, e poi, vicino ai bacini d’acqua e nelle zone paludose, anche tucani e coccodrilli. Qui è stata avvistata pure la rarissima aquila arpia, una specie in via d’estinzione. Il Parco Nazionale Arenal, nella provincia di Alajuela, si sviluppa invece intorno al cono dell’omonimo vulcano ancora attivo: affascinano, soprattutto di notte, le colate rosso incandescente che ne percorrono i pendii. Il verdeggiante Parco Nazionale Manuel Antonio, vicino a Quepos, in Puntarenas, 132 km dalla capitale San José, culmina con lidi bianchissimi e selvaggi, con u mare molto amato da chi pratica lo snorkeling (vicino alla costa c’è la barriera corallina), e con 12 isolette sfiorate spesso da delfini e balene. Nella foresta, tra laghetti e cascate, si possono vedere i camaleonti e, negli acquitrini, le “rane dagli occhi rossi”. Visita d’obbligo al Cathedral Point, un promontorio di rocce coperte da tropicale verzura, per godere il panorama sulla costa, e la spettacolare spiaggia di Espadilla Sur. Infine il Parco Nazionale del Vulcano Tenorio caratterizzato dal Rio Celeste, chiamato così per lo straordinario colore azzurro elettrico delle sue acque, uno strano effetto cromatico determinato dai riflessi dei raggi del sole che illuminano il fondale roccioso, ricoperto da una sostanza bianca composta da silicio, alluminio e ossigeno. Il corso del fiume sembra un luogo fiabesco, con lagune blu, cascate bianche e geyser che spuntano inaspettatamente dal sottosuolo.

Quando andare

Il periodo migliore per un viaggio in Costa Rica è da Ottobre ad aprile quando clima e temperatura sono più miti. I cittadini italiani posso entrare nel Pese senza visto e trattenervisi per 90 giorni. Basta avere il passaporto.

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isola di vulcano (eolie)

isole eolie

Si può approdare sull’isola di Vulcano da Milazzo. L’escursione di Vulcano è davvero alla portata di tutti: basta un oretta per raggiungerlo, il sentiero non richiede preparazione sportiva e non c’è l’obbligo di essere scortati da una guida. E poi l’intera isola riserva tante altre sorprese geologiche, prima tra tutte il faraglione di zolfo che saluta con un odore pungente il naso dei turisti appena sbarcati al Porto di Levante. A pochi passi, Terme Vulcano, una pozza naturale di fanghi in cui immergersi a temperature tra i 40 e gli 80° C. Di fronte, il miracolo della spiaggia di Acque Calde, dove il mare ribolle, grazie alle fumarole sottomarine. La pancia dell’isola è fatta di magma che infuoca tutto: l’aria, la sabbia, le rocce e anche le acque prelevate a 60 metri di profondità che vanno ad alimentare il frigidarium, il tiepidarium e il calidarium dell’Oasi della salute, complesso termale di 3 piscine con idromassaggio.

In Vetta al Cratere

Dopo un breve refrigerio a mollo, si è pronti ad affrontare la sfida del Cratere de La Fossa. Meglio farlo al tramonto o al mattino presto, magari dopo una colazione con granita ai gelsi o un trancio di pizza con la scarola, da assaggiare in uno dei baretti del minuscolo centro abitato. Si può salire da soli, nessun pericolo. Il percorso completo dura 3 ore e mezza. Alle pendici del cono si osserva la Ginestra del Tirreno, più su Cisti Nani ed Erba Romice, maggiolino Anoxia moltonii, specie endemica esclusiva, e la farfalla Satiro delle Eolie. Salendo, la vegetazione scompare per lasciar posto a rocce nude che virano dal nero al rosso. E da un paesaggio marziano si passa, infine, all’inferno, tra fumarole e depositi giallastri di zolfo. Dalla cima del cratere 391 metri si abbracciano in un solo sguardo tutte le sette sorelle del Tirreno. Un privilegio che solo i punti estremi dell’arcipelago possono vantare. Se il cono de La Fossa è ancora attivo, altri 4 complessi vulcanici si sono spenti nel corso dei millenni e ora, ricoperti di felci e macchia mediterranea,  sembrano innocue collinette. L’unico che nell’attuale forma ricorda il suo passato scoppiettante è Vulcanello. nato come isolotto da un’eruzione nel 183 A.C., oggi è unito all’isola da un istmo. Ci si va per esplorare la Valle dei mostri. Da Vulcanello si tocca Lipari con un dito: la sua Punta del Cappero è a meno di un miglio nautico.

Viticultura Eroica e Design Eoliano

Lungo i sentieri di trekking  che ricamano tutta l’Isola, non è raro incontrare qualche capra: sopravvive la tradizione di allevamento, poca cosa rispetto ai tempi in cui le Eolie erano votate a pastorizia e agricoltura. Ma quel tanto che basta a fornire latte a km zero a La vecchia Fattoria.La memoria rurale delle isole riecheggia anche nei filari di Malvasia e Corinto nero che pettinano Punta dell’Ufala, località dell’eremitica Contrada Gelso. per un tuffo, bastano pochi passi per scendere alla spiaggetta del Cannitello, un’oasi silenziosa di sabbia vulcanica. La stessa che si calpesta a Spiagge Nere, la baia più famosa dell’isola, nel Porto di Ponente. Ma il meglio del mare lo si ammira con una gita in barca alla Grotta del cavallo e alla Piscina di Venere, turchese anfiteatro della Natura dedicato proprio alla sposa del Dio Vulcanus. A tali meraviglie e fortune del rivale, Stromboli risponde con rigurgiti di lava incandescente.

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dove andare in vacanza con i bimbi (parte 2)

marche

Eccovi la 2° parte dei posti in cui andare con i vostri bimbi.

Pesaro

Mare pulito e trasparente, sabbia fine e soffice, litorale lunghissimo che invoglia a passeggiare e fondale che digrada dolcemente: benvenuti sulla spiaggia di Pesaro. I collegamenti tra la città sono facilitati dalla rete di piste ciclabili: la più bella è quella parallela al lungomare, che collega tutti i lidi e i numerosi parchi giochi. Per gli appassionati di musica c’è ad Agosto il Rossini Opera Festival (11-23 agosto).

Siracusa

Siracusa è un paradiso dove al mare stupendo si aggiungono i tesori del territorio. E il miniclub è quasi personalizzato. Siracusa è un insieme di sublime architettura barocca, tradizione marinara e mare, essa con le vicine Noto, Marzamenti, Modica, Taormina meraviglia sia gli adulti che i bambini. Da non perdere una gita alla vicina oasi faunistica di Vendicari, tra Noto e Pachino.

Porto Cervo

In Costa Smeranda, famosa per i suoi colori. Non mancano avventure fra isole primitive e misteriose città di pietra. Nella baia di Cala Pitrizza, a 2 km da Porto Cervo, nel Nord-Est della Sardegna, c’è una spiaggia incorniciata da rocce granitiche e vegetazione. A pochi minuti di navigazione in barca, c’è un mondo di altre spiagge paradisiache da scoprire, tra cui Liscia di Vacca, avvolta dalla macchia mediterranea, Liscia Ruja, con le sue piccole baie contornate da ginepri e Romazzino, con mare trasparente e sabbia candida.

Costa Rei

Spiagge infinite, chilometri di sabbia candida fra mare azzurro e verdi colline: nel Sud-Est della Sardegna, per sentirsi liberi nella natura. Distese di cipria dorata lambite da un mare turchese che digrada dolcemente, con colline verdi sullo sfondo: siamo nella costa Sud-est della Sardegna, considerata tra le più belle e più adatte alle famiglie in cerca di tranquillità e natura incontaminata. Sull’immenso arenile bianco della spiaggia di Castiadas, sorge l’Eden Village Le Spiagge di San Pietro, che gli habitué sfruttano come base per esplorare ogni giorno una spiaggia diversa per sabbia e colore del mare: nella top list ci sono Cala Pira, Monte Turnu, Cala Marina, Cala Sinzias, Villa Rei, Santa Giusta.

Speciale family: dovete provare l’emozione di navigare in veliero alla scoperta del parco geomarino e delle isolette dei Cavoli e Serpentara, partendo dal vicino porto di Villasimius.

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Pistoia e le sue strutture e monumenti

Eccovi la 3° parte della guida di Pistoia, in cui vi presento i monumenti e le sue strutture architettoniche.

Mura Via del Bastione mediceo, 3-15 – Pistoia

Pistoia conserva ancora leggibili le tre cortine murarie che fin dal medioevo ne hanno caratterizzato il tessuto urbano. La prima cerchia, si innalzava per circa 14 mt con uno sviluppo complessivo superiore al chilometro; la seconda fu costruta negli anni trenta del XII secolo; l’ultima fu edificata dopo le distruzioni del 1306 da parte dei fiorentini. Le mura hanno resistito integre fino ai primi del XX secolo.

Torre Del Campanile Piazza del Duomo, 1a – Pistoia

Costruita in stile romanico su un’antica torre di origine longobarda, la torre, con i suoi 67 metri di altezza, è uno dei più bei campanili. La struttura è divisa in 3 ordini di loggette ed è provvista di una cella campanaria dotata di una cuspide. Risalente al XII secolo, assunse l’aspetto attuale nel 1576.

Torre Di Catilina via Tomba Di Catilina, 3-15 – Pistoia

Costruita interamente in pietra, la torre, alta circa 30 metri, ed uno degli elementi simboli della città e deve il proprio nome alla leggenda secondo cui il corpo del politico romano Lucio Sergio Catilina sarebbe stato sepolto nella via dove sorge la torre. Grazie alla posizione panoramica in cui si trova, sul tetto è stata costruita una terrazza-belvedere, che permette la completa visione della Piazza del Duomo.

Pozzo Del Leoncino Piazza della Sala – Pistoia

Il pozzo, simbolo della città, deve il proprio nome al fatto che nel 1529 un leoncino in pietra arenaria che tiene la zampa sinistra sopra lo stemma a scacchiera della città fu collocato al di sopra dell’architrave del pozzo, per ricordare il dominio definitivo di Firenze su Pistoia. In passato, fino al 400, era utilizzato come scarico dei rifiuti della lavorazione delle carni.