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cosa vedere al parco naturale regionale sirente velino (parte 2)

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Parte 2 di posti stupendi da vedere nel parco naturale regionale sirente velino.

LE GOLE DI CELANO

Costituiscono il canyon più noto dell’Appennino Centrale. Esplorarne l’ambiente, vuol di re immergersi tra una rigogliosa vegetazione, sorprendenti cascate d’acqua cristallina e vertiginose  pareti verticali. Un percorso dalle forti emozioni e sempre accessibile, tranne in caso di pioggia e vento, dove incontrare gatti selvatici, gufi reali, falchi pellegrini e, con un po’ di fortuna, aquile reali.

LE CHIESE RURALI

Nella Valle dell’Aterno, la Subequana e lungo l’Altopiano delle Rocche, in paesaggi arditi e contemplativi lontano dai borghi, scoprirete una fitta rete di piccole chiese rurali, espressione di una religiosità popolare che mescola sacro e profano. Lasciatevi suggestionare dal forte senso di spiritualità e di pace che emana dalla visita della chiesa di S.Anna nelle pagliare di Fontecchio e Tione, S. Petronilla e S. Maria Addolorata ad Acciano, S. Pio a Molina Aterno, S. Agata a Castelvecchio Subequo e S. Maria di Pietrabona a Castel di Leri, S. Lucia a Rocca di Cambio. 

IL TEMPIO ITALICO DI CASTEL IERI E L’ANTICA SUPETAEQUUM DI CASTELVECCHIO SUBEQUO

Il Tempio Italico rappresenta uno tra i più vecchi monumenti siti archeologici dell’intero Abruzzo. Gli scavi di un edificio hanno riportato alla luce preziosi reperti, tracce di acquedotti e di un centro fortificato. Di recente, è emersa un’area sacrale. Nel tempio di età repubblicana, il restauro consente di ammirare un podio  congiunto ad una maestosa scalinata, celle rivestite da intonaci di raffinata policromia e una pavimentazione in mosaico a motivi geometrici in ottimo stato di conservazione. A Castelvecchio Subequo si conserva il patrimonio archeologico che fu della vetusta Superaequum, una delle 3 città dei Peligni. Numerose sono le testimonianze relative all’epoca preromana, romana e paleocristiana: pavimenti musivi, un tempio dedicato ad Ercole, terme, resti di acquedotti e di fortificazioni, oltre ad innumerevoli reperti scultorei, monete, anfore e gioielli ed il cimitero catacombale.

LE GROTTE DI STIFFE

Sono a pochi km dal Parco e costituiscono un esempio notevole di carsismo fluviale sotterraneo. È l’altopiano delle Rocche a fornire le acque che, raccolte in una rete di canali, finiscono con l’inabissarsi negli inghiottitoi di Rocca di Cambio e Terranea. Dall’invaso principale di Pozzo Caldaio, potrete seguire il torrente sotterraneo esplorando la cavità calcarea lunga 700 m ed alta 695 m, attraverso un suggestivo spettacolo di cascate, stalattiti e stalagmiti che adornano il tragitto verso la “sala della cascata”, la “sala delle concrezioni” e quella del “lago nero”.

LA STAGIONE DEL BRAMITO DEI CERVI

Tra la fine di Agosto e i primi di Ottobre, nella Valle dell’Aterno si diffonde una voce potente ed emozionante: è il bramito, il canto dei cervi maschi durante la stagione dell’amore. Il bramito si può ascoltare dalle 8 di sera ed è accompagnato da un vero e proprio rituale del corteggiamento dove il cervo sceglie un territorio e conquista le femmine attraverso un potente suono, il bramito, in grado di spaventare ed allontanare gli avversari.

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cosa vedere nel parco naturale regionale sirente velino

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Posti da non perdere nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino.

LE PAGLIARE, I VILLAGGI RURALI DI ALTURA

Resterete affascinati dall’architettura essenziale di questi agglomerati rurali anticamente popolati in concomitanza con le stagioni dell’agricoltura e del pascolo nella Valle dell’Aterno. Ripercorrendo gli antichi sentieri della trasumanza, attravrso paesaggi mistici e dominati dal silenzio, la visita alle pagliare fa rivivere, anche solo per un attimo, la storia della civiltà contadina di questo territorio.

CHIESA DI SANTA MARIA IN VALLE PORCLANETA

Si trova a Rosciolo, nel comune di Magliano de’ Marsi, costituisce una delle 3 più belle chiese romaniche d’Abruzzo. L’interno a 3 navate, custodisce l’elegante pulpito. Di particolare interesse sono il rarissimo architrave di scultura lignea, e l’iconostasi, la parete su cui erano poste le sacre icone a delimitare la parte della chiesa riservata ai religiosi  da quella per i fedeli.

CASTELLO DI CELANO

Da sud-est si accede tramite un ponte levatoio ed un arco ogivale. Entrando nel palazzo si giunge al cortile al centro del quale è situato il pozzo per la racconta delle acque piovane. Dei sobri interni, presumibilmente affrescati, restano alcune porte con cornici in pietra e capitelli decorati. Sul loggiato del piano nobile si affaccia il portale della cappella privata di S. Andrea col blasone dei Piccolomini scolpito sull’architrave in pietra. Il castello è oggi sede del Museo Nazionale della Marsica.

L’ANTICA CITTà ROMANA DI ALBA FUCENS

la più nota città antica d’Abruzzo, nel comune di Massa d’Albe, è uno dei siti archeologici più importanti del territorio del Parco. Gli scavi, hanno portato alla luce nel Piano di Civita le terme, un thermopolium, la basilica, il macellum, il Santuario di Ercole, una domus e un bellissimo anfiteatro, perfettamente intatto.

MASSICCIO DEL VELINO

Si innalza nei territori di Massa d’Alpe e Magliano de’ Marsi e rappresenta, con i suoi 2487 m, la terza vetta dell’Appennino. Il Monte Velino offre la possibilità di osservare una grande varietà di esemplari faunistici e vegetazionale e fenomeni geomorfologici su una scala di rara ampiezza. Imponenti le manifestazioni del glacialismo come quelle di Valle Majelama e della Valle di Teve, 2 grandi valli lunghe fino a 5 km, profondamente incassate tra alte pareti a precipizio, che custodiscono paesaggi incontaminati ed impervi, ricchi di specie floristiche rare ed endemiche.

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parco naturale regionale sirente velino

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Il Parco Naturale Regionale Sirente Velino si trova in Abruzzo, ha una superficie protetta di 50.288 ha.

COMUNI DEL PARCO

Acciano,  Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, magliano de Marsi, Massa D’Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio Ne’ Vestini, Secinaro, Tione degli Abruzzi.

PRINCIPALI PRESENZE FAUNISTICHE

Mammiferi: Lupo appenninico, Orso bruno marsicano, Cervo, Capriolo, Istrice, Volpe, Gatto selvatico, Cinghiale.

Uccelli: Aquila reale, Poiana, Nibbio bruno, Sparviero, Gheppio, Corvo Imperiale, Gufo reale, Picchio verde, Grifone.

Anfibi: Salamandra pezzata, Tritone.

Rettili: Ramarro, Vipera dell’Orsini, Vipera comune.

PRINCIPALI PRESENZE VEGETAZIONALI

Adonide curvata, Agrifoglio, Anemone epatica, Armeria, Belladonna, Berretta di prete, Betulla, Biancospino, Carpino bianco, Carpino nero, Cerro, Faggio, Fior di Stecco, Fragola, Frassino, Fritillaria, Genziana maggiore, Genzianella, Giglio martagone, Ginepro, Heum heterocarpum, Iperico, Leccio, Linaria alpina, Narciso, Olmaria, Orniello, Potentilla dell’Appennino, Ptilotrichum, Cyclocarpum, Pulsatilla, Roverella, Sesleria, Sigillo di Re Salomone, Sorbo degli uccellatori, Stella alpina appenninica, Stellina odorosa, Tiglio, Viola di Eugenia.

VETTE PRINCIPALI

Monte Velino, Monte Sirente, Monte Ocre, Monte Rotondo, Serra di Celano.

CORSI D’ACQUA

Fiume Aterno, Rio Gamberale, Torrente Foce.

 

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cosa vedere ad Aprica

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Aprica è un moderno centro turistico che soddisfa le esigenze dello sportivo, dell’escursionista, delle famiglie e degli amanti della montagna; immersa nel Parco delle Orobie Valtellinesi ospita l’affascinante “Osservatorio Eco-faunistico Alpino” dove sono ospitati numerosi animali appartenenti alla fauna alpina e agli ungulati.

DI INTERESSE

Skiarea Aprica, Pian di Grembo e Trivigno con tracciati di sci nordico e percorsi ciaspole, Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, Osservatorio Eco-faunistico Alpino, Riserva Naturale di Pian di Grembo, Riserva naturale delle Valli di Sant’Antonio, Val Belviso e lago di Belviso, Val Caronella, Val Bondone, Murales nelle contrade Santa Maria, Dosso e San Pietro, Percorsi MTB e Fat Bike. 

OSSERVATORIO ECO-FAUNISTICO ALPINO

Ad Aprica, alle porte del Parco delle Orobie Valtellinesi, si trova l’Osservatorio Eco-faunistico Alpino, una vasta area di oltre 25 ettari, all’interno della quale si snoda un sentiero attrezzato dove il visitatore ha l’opportunità di conoscere la natura e osservare da vicino alcune specie animali che popolano il Parco. Durante la passeggiata è possibile ammirare numerosi animali appartenenti alla fauna alpina e agli ungulati. All’interno dell’osservatorio c’è inoltre l’area faunistica dell’orso bruno delle Alpi che ospita due esemplari di questo imponente e massiccio plantigrado osservabile da alcuni punti strategici.

RISERVA NATURALE DI PAN GI GEMBO

Antica torbiera posta su un ampio pianoro poco lontano da Aprica, ora tutelata e pronta ad ospitare rilassanti passeggiate in estate e, con la neve, in grado di appagare la voglia di sci nordico e di escursioni con le ciaspole e fat bike dei più sportivi. Specie rare di flora e fauna popolano questa zona. All’interno della Riserva Naturale di Pian di Gembo è possibile visitare “l’aula didattica” ed osservare alcuni esempi di specie animali e vegetali tipici della torbiera, tra cui esemplari di piantine carnivore.

SKIAREA APRICA

Aria salubre, sole, neve assicurata da dicembre ad aprile, 50 km di piste accuratamente battute, provviste di innevamento artificiale che scendono da quota 2300 m. fino in paese, collegate tra loro, per correre sugli sci, da una parte all’altra della skiarea, ampio campo scuola in zona Campetti, percorsi di sci alpino, pista di pattinaggio, piscina coperta, ottima ricettività in albergo o in appartamento. Aprica è la meta ideale per chi ama la montagna, lo sport e la natura. La stupenda oasi di Pian di Gembro il pianoro di Trivigno riservano una piacevole sorpresa anche ai fondisti più esigenti: 14 km su due anelli per l’alternato e la tecnica classica, agli amanti delle due ruote con itinerari per FAT Bike e agli escursionisti con le racchette da neve percorsi accuratamente tracciati per rilassarsi, ammirando il paesaggio circostante.

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cosa vedere a Tirano

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Tirano è l’antichissimo capoluogo del Terziere superiore, nel corso del medioevo si è arricchito di castelli e palazzi, di cui oggi rimangono le testimonianze. L’edificazione del santuario dedicato della Beata Vergine Maria, ad oggi il monumento religioso più importante della Valtellina. Tirano è inoltre capolinea della Ferrovia Retica.

DI INTERESSE

Basilica della madonna di Tirano, Museo Etnografico Tiranese, Stele dell’emigrante, Chiese di Santa Perpetua, San Martino, San Rocco, Sant’Agostino – Centro storico della città con le mura sforzesche e le porte Bormina, Milanese e Poschiavina e storici palazzi, Castello di Santa Maria, Museo e Palazzo Salis, Palazzo Merizzi, Museo Casa D’Oro Lambertenghi, Trenino Rosso Del Bernina, Alpe Trivigno, Forte Sertoli, Frazioni Roncaiola, Baruffini, Sentieri del Contrabbando, Case Vinicole, Servizio Rent a Bike, Sentiero Valtellina, Percorsi MTB, Cammino Mariano delle Alpi.

BASILICA DELLA MADONNA DI TIRANO

Il Santuario a 3 navate a croce latina è il più importante esempio del Rinascimento in Valtellina, ed è stato costruito in onore alla Vergine Maria che il 29 settembre 1504 apparve a Mario Omodei. Il Santuario ricco di stucchi e sculture, conserva all’interno un’imponente organo.

MUSEO ETNOGRAFICO TIRANESE

Il museo, ospitato presso la settecentesca “Casa del Penitenziere” è stato costruito per documentare la cultura del mondo contadino e montanaro valtellinese.

PALAZZO SALIS DI TIRANO

Al suo interno si possono ammirare 10 sale magnificamente affrescate che si affacciano sull’antica “Corte dei Cavalli” e uno splendido giardino all’italiana, custodito all’interno del Palazzo.

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO DI TIRANO

Costruzione in stile romanico a 3 navate con 4 cappelle su ogni lato.

 

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cosa fare a san valentino

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Almeno per un week end bisogna ritagliarsi degli attimi di intimità, sfuggire alla quotidianeità, proteggendosi da ogni incombenza di lavoro, figli e genitori. Eccovi delle idee per passare un fantastico San Valentino:

AL MARE

Bed & Boat un’esperienza unica nel suo genere, passerete una notte su una barca da sogno contando le stelle e poi al mattino colazione guardando la scogliera Sorrentina. Letyourboat seleziona e affitta yacht, barche a vela o caicchi ormeggiati nelle marine più belle del Mediteraneo. Un’esperienza indimenticabile anche per chi soffre il mal di mare, visto che si resta comodamente in banchina, con la città e le spiagge a portata di passeggiata, tra i colori e i suoni del Tirreno e il viavai del porto. Con ogni confort. A Sorrento, per esempio, si noleggia la Princess V55, ariosa e spaziosa: 3 cabine, 2 bagni e 2 cucine, riscaldamento, impianto HI-Fi, tv, zona pranzo. All’arrivo è l’armatore stesso a consigliare dove mangiare e cosa vedere in zona.

https://www.letyourboat.com

IN MONTAGNA

2 cuori e uno chalet, con la neve fuori e, dentro, il camino scoppiettante. Un piccolo sogno di coppia da provare a Méribel, nella Savoia francese dove Meriski seleziona le più belle case immerse nel silenzio dei boschi. In Trentino, esalta tutti i sensi il nuovo Lefay Resort & Spa Dolomiti di Pinzolo, nella skiarea di Madonna di Campiglio, con suite pensate come appartamenti privati, alcune con Spa privata e vasca idromassaggio riscaldata in terrazzo, con vetrate sulle cime innevate. I menu del ristorante puntano sul Bio, la salite, i colori dei boschi. E la Spa di 5.000 mq. offre trattamenti di coppia come il massaggio della fata Nardis, all’olio di fiori alpini.

https://www.lefayresorts.com/it

https://www.meriski.co.uk

 

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dove andare in valle orobia e Val Seriana

La Val di Scalve è la più isolata  delle vallate orobiche. Si raggiunge infatti solo scavalcando il passo della Presolana dopo aver risalito la Valseriana. Ma proprio la distanza la pone al riparo dalle frotte di sportivi della domenica e permette di godere in tutta tranquillità altre piacevoli escursioni. Ad esempio, i ruderi della Diga del Gleno, ricordano la tragedia della morte di tantissime persone quando crollò. Oggi però introducono a un romantico pianoro meta dei ciaspolatori, che qui arrivano in poco più di un’ora da Pianezza di Vilminore di Scalve. La meravigliosa conca dei Campelli si raggiunge invece da Schilpario, storico regno dello sci nordico nelle Orobie. Se ci si accontenta di inebriarsi del panorama regalato dal gruppo del Cimon della Bargozza, che cinge questo angolo di paradiso, sono sufficienti le ciaspole, visto che ci si muove lungo una strada sterrata. Altrimenti si calzano gli sci e si risale al Monte Gardena, che si raggiunge in meno di 3 ore e senza difficoltà tecniche.

DISCESE NOTTURNE

Altrettanto appassionante  è l’Alta Valseriana con il suo articolato sistema di vallette laterali. Le piste da discesa della skiarea presolana Monte Pora sono in massima parte rosse e blu, quindi alla portata di tutti. Il venerdì sera, la facie pista Termen viene illuminata dino alle 22, un orario perfetto per scaldare i muscoli in vista del weekend. Ma ancora una volta è lo scialpinismo a farla da padrone. Un’escursione lunga, ma non difficile, porta da Valzurio alla vetta del Monte Ferrante. La prima parte è percorribile anche con le ciaspole lungo una strada agropastorale tra i faggi che arriva alle baite del Möschel. Superate le baite del Möschel l’itinerario diventa più impegnativo e raggiunge dapprima la vetta del Monte Ferrantino, in prossimità degli impianti di Colere. Da qui si effettua il balzo finale fino alla meta, alla quale si accede dopo aver tolto gli sci per gli ultimi metri. Facile e molto frequentata è la salita che in 3 ore porta da Oneta alla Cima di Grem, passando accanto a numerosi alpeggi e a miniere abbandonate di piombo e zinco. Non presenta difficoltà tecniche di particolare  rilievo neppure l’escursione da Valcanale alla Corna Piana, che percorre in parte piste da sci abbandonate prima di affrontare uno scenografico vallone circondato da alte pareti di roccia. Gli atleti dello skialp prediligono per i loro allenamenti l’ascesa al Monte Timogno da Spiazzi di Gromo. A loro è riservato un itinerario che risale nel bosco fino al Rifugio Vodala e 3 sere la settimana è anche possibile percorrere le piste da sci fino alle 23. Dal rifugio la vetta è sempre in vista e la si raggiunge lungo un facile pendio. In ogni caso bastano meno di 3 ore per effettuare l’intero percorso dal parcheggio, mentre chi preferisce godersi il panorama senza troppa fatica inizia l’ascesa dalla stazione a monte della seggiovia e arriva in vetta in 1 ora.

SAPORI VERI DI MONTAGNA

Si torna in pista al Colle di Zambla, che mette in comunicazione i bacini della Val Brembana e della Val Seriana, e da dove partono i tracciati di fondo: 16 km dosegnati nella conca dell’Alben fino al Pian della Palla. È anche, il luogo giusto per una ciaspolata panoramica che conduce alle baite di Zambla Alta con un percorso di 5 km quasi interamente su strade interpoderali. Vale la pena di spingersi in Alta Val Brembana, poi, per affrontare altri itinerari scialpinistici di grande soddisfazione. Come l’escursione che va da Roncobello alle baite di Mezzeno. La via di ascesa è di 5 km, in mezzo ai larici, fino alla vasta conca di destinazione: qui la foresta si dirada e lo sguardo è catturato dai versanti settentrionali del Monte Menna e del Corno Branchino. Ci si può fermare alle baite e rilassarsi al sole, oppure proseguire verso i passi di Marogella o di Mezzeno, opzioni però riservate agli esperti. C’è anche un anello bianco che parte da Foppolo e inizia con l’agevole salita che conduce al passo di Dordona. Da qui si getta lungo i pendii della Val Madre per una delle più entusiasmanti discese orobiche. Si risale quindi la Val Cervia fino al colle da cui si raggiungono, dopo un’altra divertente discesa, il Lago Moro, il Rifugio Montebello e le piste da sci di Foppolo. Con i suoi 30 km di tracciati questa è la principale località sciistica della valle e il cuore del sistema Bremboski, che include anche le piste di Carona e di San Simone. I collezionisti di nere non possono lasciarsi sfuggire la pista Cappelletta, 2.200 m di adrenalina pura che dalla vetta del Monte Valgussera arriva fino alla conca di Carisole, con pendenze anche del 50-60%. Mentre a San Pellegrino QC Terme ha ulteriormente ampliato il suo tempio del benessere, aprendo nuovi spazi accanto all’antico Casinò. Perché le Orobie non sono soltanto belle, ma aiutano i loro frequentatori a diventarlo.

 

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borghi da vedere il Trentino Alto Adige

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Vi indico 3 dei più bei borghi del Trentino Alto Adige.

CADERZONE TERME

Alle pendici delle Dolomiti di Brenta e dei ghiacciai dell’Adamello-Presanella, è inserito in un contesto alpino ricco di contrasti cromatici che risaltano alla vista. Nel centro storico si scoprono angoli suggestivi, stradine lastricate, piazze con caratteristiche fontane di pietra, balconi in legno pieni di fiori e l’area storica denominata “Alle Torri”, dove sorge lo storico Palazzo Lodron – Bertelli. Uscendo dal centro abitato, si trova un’ampia zona agricola dominata dall’imponente Maso Curio.

DA NON PERDERE

Il Museo della Malga, con gli strumenti per la lavorazione del latte e dei suoi derivati. I laghi alpini di San Giuliano, Garzonè e Vacarsa, e le malghe omonime. La festa dell’agricoltura.

CAMPO TURES

Tra le splendide cime del Parco Naturale Vedrette di Ries – Aurina, ricca di attrattive storiche e naturalistiche. Meritano una visita la parrocchiale chiesa dell’Assunta, un notevole edificio tardogotico, e l’annesso museo, dove sono raccolte opere provenienti dalle chiese e dalle cappelle della valle. Fra gli edifici della zona spicca la residenza Neumelans, con altissimo tetto ed Erker angolari che si concludono a torre.

DA NON PERDERE

Castel Tures, uno dei castelli meglio conservati dell’Alto Adige, arroccato su una rupe che domina la valle a nord del paese. Il centro visite del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, con informazioni su cime, rifugi, percorsi escursionistici nella vastissima area protetta transfortaliera ricca di foreste e ghiacciai. Le piccole frazioni di Acereto e Riva di Tures, immerse nel suggestivo contesto naturalistico della valle di Riva.

MOLVENO

Accerchiata dallo splendido scenario delle Dolomiti di Brenta, è ambita meta degli scalatori. la località si affaccia sul lago omonimo, dalle acque limpide e calde, nato da una frana che ha coperto una millenaria vallata ricca di foreste. Quasi sulla sponda del lago sorge l’antica chiesa di S. vigilio, caratterizzata dalla presenza di una primitiva chiesa romanica e di una successiva in stile gotico, con un pregevole portale romanico e un ciclo di affreschi tardogotici. In riva la lago, da visitare una segheria idraulica del 1500.

DA NON PERDERE 

La passeggiata intorno al lago, che consente di compierne l’intero giro e di scoprire la foresta pietrificata. L’eccezionale punto panoramico di Pradèl, a cui si accede con la cabinovia. le escursioni nelle suggestive valli laterali, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta o verso i rifugi d’alta quota, dove si può gustar la cucina trentina.

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borghi accoglienti in Valle D’Aosta

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Due dei borghi più accoglienti della Valle D’Aosta sono Etroubles e Gressoney Saint-Jean.

ETROUBLES

Questo borgo medievale si erge nello splendido contesto alpino della Valle del Gran San Bernardo, tra i valloni di Barasso e di Menouve. Il centro storico, circondato da boschi e pascoli, si snoda tra antiche abitazioni in pietra locale, splendidi fontanili e le numerose opere d’arte contemporanea che sono state installate a formare un museo a cielo aperto in collaborazione con la prestigiosa Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

DA NON PERDERE

Il Museo a cielo aperto, il Museo dell’Energia, il Museo della Latteria e il Tesoro della parrocchia. La manifestazione Veillà (agosto) durante la quale si rievocano i costumi e i mestieri del passato. La Batailles de Reines, contesa tra mucche di razza pezzata nera e castana valdostana che si svolge nel mese d Luglio degli anni pari. Lo storico carnevale della Comba Freide il giovedì e venerdì grasso tra colori, musica e gastronomia. Il pane nero di segale e frumento.

GRESSONEY SAINT – JEAN

Località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lya, è preziosa per la posizione, l’offerta sportiva invernale, la storia e le tradizioni legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura e nell’architettura dei tipici villaggi, molti tutt’ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine ‘800.

DA NON PERDERE

Castel Savoia, dimora estiva della regina d’Italia Margherita di Savoia, ben conservato e immerso in un bosco di conifere, con arredi originali e fotografie dell’epoca. L’Alpenfauna Museum “Beck-Peccoz”. Il centro storico del paese dominato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista con il museo parrocchiale e il suo crocifisso del XIII secolo. Piste da sci alpino, sci di fondo, passeggiate sulla neve, passeggiate di fondo valle, una rete sentieristica capillare. Da gustare la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, a il violino di capra, salume tipico della zona. Prodotte ancora oggi a mano sono le d’Socks, pantofole in panno molto calde e confortevoli.

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i 3 sentieri più belli della Svizzera

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Vi presento i 3 sentieri a lunga percorrenza più belli della Svizzera.

Via Alpina “il classico”

In questa escursione a tappe gli escursionisti scoprono dal vivo il mondo alpino dei libri illustrati. La Via Alpina attraversa 14 dei paesi alpini più belli della Svizzera e porta l’escursionista da Vaduz a Montreux, in 6 cantoni delle Alpi Svizzere settentrionali. Panorami unici, laghi di montagna rinfrescanti, montagne e luoghi di villeggiatura di fama internazionale e tantissime strutture in cui rifocillarsi, rilassarsi e pernottare rendono questo itinerario il classico per escursionisti di montagna esperti.

Lunghezza: 390 km

Numero di Tappe: 20

salite: 23 600 m

Eiger, Mönch, Jungfrau e altro ancora: vacanze all’insegna dell’escursionismo sulla Via Alpina. Il cosiddetto “Bärentrek” è un itinerario unico che attraversa passi spettacolari, gole profonde e ghiacciai grandiosi fino a raggiungere la regione di vacanze di Adelboden-Lenk. Il tour comprende 5 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

Sentiero in cresta del Giura “il moderato”

Con il passaggio giurassiano e la cultura senza pari, il Sentiero in cresta del Giura entusiasma anche gli escursionisti meno esperti. La gastronomia, il fascino dei luoghi isolati, i bei panorami sulle Alpi e le tappe per famiglie contraddistinguono il sentiero a lunga percorrenza più antico della Svizzera.

Lunghezza: 320 km

Numero di tappe: 15

Salite: 13 600 m

Discese: 13 700 m

Questo sentiero con una bellissima vista sulle Alpi, sulla Foresta Nera e sui Vosgi attraversa 2 regioni linguistiche. Quindi anche le culture, le particolarità e le specialità culinarie sono molteplici. Il tour comprende 5 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

Sentiero dei passi alpini “il selvaggio”

Questa avventurosa escursione collega Coira al lago di Ginevra attraversando, in 34 tappe, i tratti più belli delle Alpi grigionesi e vallesane. Gli highlight si susseguono senza sosta, dall’Altopiano della Greina al paesaggio ai piedi dei Dents-du-Midi. Il Sentiero dei passi alpini offre ad escursionisti di montagna esperti, su sentieri e passi spettacolari, una vista indimenticabile sullo scenario unico al mondo del 4000.

Lunghezza: 610 km

Numero di tappe: 34

Salite: 37 500 m

Discese: 37 700 m

Gola Ruinaulta, villaggi di montagna e altro ancora: vacanze escursionistiche sul Sentiero dei passi alpini. L’impressionante gola Ruinaulta e la pittoresca Val Lumnezia con i suoi autentici villaggi di montagna, i suoi tesori culturali di valore storico e pendii assolati incantano ogni volta gli escursionisti, il tour comprende 4 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.