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dove andare in valle orobia e Val Seriana

La Val di Scalve è la più isolata  delle vallate orobiche. Si raggiunge infatti solo scavalcando il passo della Presolana dopo aver risalito la Valseriana. Ma proprio la distanza la pone al riparo dalle frotte di sportivi della domenica e permette di godere in tutta tranquillità altre piacevoli escursioni. Ad esempio, i ruderi della Diga del Gleno, ricordano la tragedia della morte di tantissime persone quando crollò. Oggi però introducono a un romantico pianoro meta dei ciaspolatori, che qui arrivano in poco più di un’ora da Pianezza di Vilminore di Scalve. La meravigliosa conca dei Campelli si raggiunge invece da Schilpario, storico regno dello sci nordico nelle Orobie. Se ci si accontenta di inebriarsi del panorama regalato dal gruppo del Cimon della Bargozza, che cinge questo angolo di paradiso, sono sufficienti le ciaspole, visto che ci si muove lungo una strada sterrata. Altrimenti si calzano gli sci e si risale al Monte Gardena, che si raggiunge in meno di 3 ore e senza difficoltà tecniche.

DISCESE NOTTURNE

Altrettanto appassionante  è l’Alta Valseriana con il suo articolato sistema di vallette laterali. Le piste da discesa della skiarea presolana Monte Pora sono in massima parte rosse e blu, quindi alla portata di tutti. Il venerdì sera, la facie pista Termen viene illuminata dino alle 22, un orario perfetto per scaldare i muscoli in vista del weekend. Ma ancora una volta è lo scialpinismo a farla da padrone. Un’escursione lunga, ma non difficile, porta da Valzurio alla vetta del Monte Ferrante. La prima parte è percorribile anche con le ciaspole lungo una strada agropastorale tra i faggi che arriva alle baite del Möschel. Superate le baite del Möschel l’itinerario diventa più impegnativo e raggiunge dapprima la vetta del Monte Ferrantino, in prossimità degli impianti di Colere. Da qui si effettua il balzo finale fino alla meta, alla quale si accede dopo aver tolto gli sci per gli ultimi metri. Facile e molto frequentata è la salita che in 3 ore porta da Oneta alla Cima di Grem, passando accanto a numerosi alpeggi e a miniere abbandonate di piombo e zinco. Non presenta difficoltà tecniche di particolare  rilievo neppure l’escursione da Valcanale alla Corna Piana, che percorre in parte piste da sci abbandonate prima di affrontare uno scenografico vallone circondato da alte pareti di roccia. Gli atleti dello skialp prediligono per i loro allenamenti l’ascesa al Monte Timogno da Spiazzi di Gromo. A loro è riservato un itinerario che risale nel bosco fino al Rifugio Vodala e 3 sere la settimana è anche possibile percorrere le piste da sci fino alle 23. Dal rifugio la vetta è sempre in vista e la si raggiunge lungo un facile pendio. In ogni caso bastano meno di 3 ore per effettuare l’intero percorso dal parcheggio, mentre chi preferisce godersi il panorama senza troppa fatica inizia l’ascesa dalla stazione a monte della seggiovia e arriva in vetta in 1 ora.

SAPORI VERI DI MONTAGNA

Si torna in pista al Colle di Zambla, che mette in comunicazione i bacini della Val Brembana e della Val Seriana, e da dove partono i tracciati di fondo: 16 km dosegnati nella conca dell’Alben fino al Pian della Palla. È anche, il luogo giusto per una ciaspolata panoramica che conduce alle baite di Zambla Alta con un percorso di 5 km quasi interamente su strade interpoderali. Vale la pena di spingersi in Alta Val Brembana, poi, per affrontare altri itinerari scialpinistici di grande soddisfazione. Come l’escursione che va da Roncobello alle baite di Mezzeno. La via di ascesa è di 5 km, in mezzo ai larici, fino alla vasta conca di destinazione: qui la foresta si dirada e lo sguardo è catturato dai versanti settentrionali del Monte Menna e del Corno Branchino. Ci si può fermare alle baite e rilassarsi al sole, oppure proseguire verso i passi di Marogella o di Mezzeno, opzioni però riservate agli esperti. C’è anche un anello bianco che parte da Foppolo e inizia con l’agevole salita che conduce al passo di Dordona. Da qui si getta lungo i pendii della Val Madre per una delle più entusiasmanti discese orobiche. Si risale quindi la Val Cervia fino al colle da cui si raggiungono, dopo un’altra divertente discesa, il Lago Moro, il Rifugio Montebello e le piste da sci di Foppolo. Con i suoi 30 km di tracciati questa è la principale località sciistica della valle e il cuore del sistema Bremboski, che include anche le piste di Carona e di San Simone. I collezionisti di nere non possono lasciarsi sfuggire la pista Cappelletta, 2.200 m di adrenalina pura che dalla vetta del Monte Valgussera arriva fino alla conca di Carisole, con pendenze anche del 50-60%. Mentre a San Pellegrino QC Terme ha ulteriormente ampliato il suo tempio del benessere, aprendo nuovi spazi accanto all’antico Casinò. Perché le Orobie non sono soltanto belle, ma aiutano i loro frequentatori a diventarlo.

 

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borghi da vedere il Trentino Alto Adige

trentino alto adige

Vi indico 3 dei più bei borghi del Trentino Alto Adige.

CADERZONE TERME

Alle pendici delle Dolomiti di Brenta e dei ghiacciai dell’Adamello-Presanella, è inserito in un contesto alpino ricco di contrasti cromatici che risaltano alla vista. Nel centro storico si scoprono angoli suggestivi, stradine lastricate, piazze con caratteristiche fontane di pietra, balconi in legno pieni di fiori e l’area storica denominata “Alle Torri”, dove sorge lo storico Palazzo Lodron – Bertelli. Uscendo dal centro abitato, si trova un’ampia zona agricola dominata dall’imponente Maso Curio.

DA NON PERDERE

Il Museo della Malga, con gli strumenti per la lavorazione del latte e dei suoi derivati. I laghi alpini di San Giuliano, Garzonè e Vacarsa, e le malghe omonime. La festa dell’agricoltura.

CAMPO TURES

Tra le splendide cime del Parco Naturale Vedrette di Ries – Aurina, ricca di attrattive storiche e naturalistiche. Meritano una visita la parrocchiale chiesa dell’Assunta, un notevole edificio tardogotico, e l’annesso museo, dove sono raccolte opere provenienti dalle chiese e dalle cappelle della valle. Fra gli edifici della zona spicca la residenza Neumelans, con altissimo tetto ed Erker angolari che si concludono a torre.

DA NON PERDERE

Castel Tures, uno dei castelli meglio conservati dell’Alto Adige, arroccato su una rupe che domina la valle a nord del paese. Il centro visite del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, con informazioni su cime, rifugi, percorsi escursionistici nella vastissima area protetta transfortaliera ricca di foreste e ghiacciai. Le piccole frazioni di Acereto e Riva di Tures, immerse nel suggestivo contesto naturalistico della valle di Riva.

MOLVENO

Accerchiata dallo splendido scenario delle Dolomiti di Brenta, è ambita meta degli scalatori. la località si affaccia sul lago omonimo, dalle acque limpide e calde, nato da una frana che ha coperto una millenaria vallata ricca di foreste. Quasi sulla sponda del lago sorge l’antica chiesa di S. vigilio, caratterizzata dalla presenza di una primitiva chiesa romanica e di una successiva in stile gotico, con un pregevole portale romanico e un ciclo di affreschi tardogotici. In riva la lago, da visitare una segheria idraulica del 1500.

DA NON PERDERE 

La passeggiata intorno al lago, che consente di compierne l’intero giro e di scoprire la foresta pietrificata. L’eccezionale punto panoramico di Pradèl, a cui si accede con la cabinovia. le escursioni nelle suggestive valli laterali, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta o verso i rifugi d’alta quota, dove si può gustar la cucina trentina.

valle d'aosta
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borghi accoglienti in Valle D’Aosta

valle d'aosta

Due dei borghi più accoglienti della Valle D’Aosta sono Etroubles e Gressoney Saint-Jean.

ETROUBLES

Questo borgo medievale si erge nello splendido contesto alpino della Valle del Gran San Bernardo, tra i valloni di Barasso e di Menouve. Il centro storico, circondato da boschi e pascoli, si snoda tra antiche abitazioni in pietra locale, splendidi fontanili e le numerose opere d’arte contemporanea che sono state installate a formare un museo a cielo aperto in collaborazione con la prestigiosa Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

DA NON PERDERE

Il Museo a cielo aperto, il Museo dell’Energia, il Museo della Latteria e il Tesoro della parrocchia. La manifestazione Veillà (agosto) durante la quale si rievocano i costumi e i mestieri del passato. La Batailles de Reines, contesa tra mucche di razza pezzata nera e castana valdostana che si svolge nel mese d Luglio degli anni pari. Lo storico carnevale della Comba Freide il giovedì e venerdì grasso tra colori, musica e gastronomia. Il pane nero di segale e frumento.

GRESSONEY SAINT – JEAN

Località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lya, è preziosa per la posizione, l’offerta sportiva invernale, la storia e le tradizioni legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura e nell’architettura dei tipici villaggi, molti tutt’ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine ‘800.

DA NON PERDERE

Castel Savoia, dimora estiva della regina d’Italia Margherita di Savoia, ben conservato e immerso in un bosco di conifere, con arredi originali e fotografie dell’epoca. L’Alpenfauna Museum “Beck-Peccoz”. Il centro storico del paese dominato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista con il museo parrocchiale e il suo crocifisso del XIII secolo. Piste da sci alpino, sci di fondo, passeggiate sulla neve, passeggiate di fondo valle, una rete sentieristica capillare. Da gustare la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, a il violino di capra, salume tipico della zona. Prodotte ancora oggi a mano sono le d’Socks, pantofole in panno molto calde e confortevoli.

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i 3 sentieri più belli della Svizzera

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Vi presento i 3 sentieri a lunga percorrenza più belli della Svizzera.

Via Alpina “il classico”

In questa escursione a tappe gli escursionisti scoprono dal vivo il mondo alpino dei libri illustrati. La Via Alpina attraversa 14 dei paesi alpini più belli della Svizzera e porta l’escursionista da Vaduz a Montreux, in 6 cantoni delle Alpi Svizzere settentrionali. Panorami unici, laghi di montagna rinfrescanti, montagne e luoghi di villeggiatura di fama internazionale e tantissime strutture in cui rifocillarsi, rilassarsi e pernottare rendono questo itinerario il classico per escursionisti di montagna esperti.

Lunghezza: 390 km

Numero di Tappe: 20

salite: 23 600 m

Eiger, Mönch, Jungfrau e altro ancora: vacanze all’insegna dell’escursionismo sulla Via Alpina. Il cosiddetto “Bärentrek” è un itinerario unico che attraversa passi spettacolari, gole profonde e ghiacciai grandiosi fino a raggiungere la regione di vacanze di Adelboden-Lenk. Il tour comprende 5 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

Sentiero in cresta del Giura “il moderato”

Con il passaggio giurassiano e la cultura senza pari, il Sentiero in cresta del Giura entusiasma anche gli escursionisti meno esperti. La gastronomia, il fascino dei luoghi isolati, i bei panorami sulle Alpi e le tappe per famiglie contraddistinguono il sentiero a lunga percorrenza più antico della Svizzera.

Lunghezza: 320 km

Numero di tappe: 15

Salite: 13 600 m

Discese: 13 700 m

Questo sentiero con una bellissima vista sulle Alpi, sulla Foresta Nera e sui Vosgi attraversa 2 regioni linguistiche. Quindi anche le culture, le particolarità e le specialità culinarie sono molteplici. Il tour comprende 5 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

Sentiero dei passi alpini “il selvaggio”

Questa avventurosa escursione collega Coira al lago di Ginevra attraversando, in 34 tappe, i tratti più belli delle Alpi grigionesi e vallesane. Gli highlight si susseguono senza sosta, dall’Altopiano della Greina al paesaggio ai piedi dei Dents-du-Midi. Il Sentiero dei passi alpini offre ad escursionisti di montagna esperti, su sentieri e passi spettacolari, una vista indimenticabile sullo scenario unico al mondo del 4000.

Lunghezza: 610 km

Numero di tappe: 34

Salite: 37 500 m

Discese: 37 700 m

Gola Ruinaulta, villaggi di montagna e altro ancora: vacanze escursionistiche sul Sentiero dei passi alpini. L’impressionante gola Ruinaulta e la pittoresca Val Lumnezia con i suoi autentici villaggi di montagna, i suoi tesori culturali di valore storico e pendii assolati incantano ogni volta gli escursionisti, il tour comprende 4 pernottamenti, trasferimenti giornalieri dei bagagli e altro ancora.

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lago di barrea

Il lago di Barrea è un lago artificiale creato nel 1951 con lo sbarramento del fiume Sangro nei pressi di Barrea. Situato in una posizione unica dal punto di vista geografico, si caratterizza per la presenza di ambienti diversificati che rappresentano l’habitat naturale per numerose specie animali. In particolare il lago rappresenta un crocevia per l’avifauna sia migratrice che stanziale; tra gli uccelli nidificanti ci sono svassi e aironi, mentre sono presenti stagionalmente germani reali, gallinelle d’acqua, folaghe e tanti altro uccelli di passo, ed è veramente piacevole ed emozionante passeggiare lungo il sentiero che costeggia il lago, che da Civitella arriva fino a Barrea, sentiero percorribile anche in bici o a cavallo, mentre d’inverno diventa una meravigliosa escursione con gli sci da fondo o con le ciaspole. Nella bella stagione si può prendere la tintarella sul prato adiacente il parcheggio e l’area di servizio camper. Per una gita più avventurosa, si potrà noleggiare una canoa presso il centro attrezzato e insieme ad una guida esperta, scoprire tutti gli angoli più nascosti, scivolando silenziosamente sull’acqua. Gli appassionati di pesca, già muniti di licenza, possono richiedere un permesso giornaliero rilasciato dall’ufficio del Parco a Civitella Alfedena e reperibile anche presso il museo del Lupo.

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la camosciara

parco nazionale d'abruzzo

Una zona di maggior interesse naturalistico e paesaggistico di tutto il territorio del Parco Nazionale D’Abruzzo è la  riserva integrale della Camosciara  che offre l’inconsueto spettacolo del dominio assoluto della natura; il suo anfiteatro, dall’aspetto dolomitico, è da sempre il posto più selvaggio del Parco Nazionale d’Abruzzo. Scrigno naturalistico, la Camosciara da tempo viene preservata dall’uomo, lasciando esclusivamente alla natura il compito di svolgere il suo normale corso evolutivo. Al suo interno trova rifugio e protezione una grande varietà di specie animali di assoluto valore naturalistico. L’animale più rappresentativo è certamente il Camoscio, da cui la riserva prende il nome, ma sicuramente l’animale più importante è l’Orso bruno marsicano, non a caso raffigurato nel logo del Parco, assiduo frequentatore, ma difficile da incontrare, come difficile da osservare, specialmente di giorno, è il Lupo appenninico, altro mitico predatore, schivo e silenzioso, ma sicuramente signore indiscusso della riserva. Facile da vedere ed ascoltare, invece, è il Cervo che specialmente nel periodo degli amori, tra settembre e ottobre, si mostra con tutto il suo splendore ai margini del bosco, impegnato a lanciare il suo bramito. Se invece si rivolge lo sguardo verso l’azzurro intenso del cielo, non sarà difficile scorgere la sagoma inconfondibile dell’Aquila reale mentre volteggia maestosa tra le cime. Non meno importante, non solo da un punto di vista naturalistico, è la flora che caratterizza la Camosciara. Secolari faggete ricoprono gran parte del territorio, lasciando il passo, a quote più alte, al raro Pino nero, un endemismo risalente al terziario e al Pino mugo. Di enorme importanza sono pure alcuni endemismi presenti nella zona e diventati molto rari come la splendida ” Scarpetta di Venere”, una delle più vistose orchidee spontanee, l’Aquilegia, l’Iris marsica. Lungo il percorso che porta alle famose cascate, che si trovano alle pendici dei rilievi più importanti, e facilmente raggiungibili, numerosi pannelli con schede illustrative vi aiuteranno a riconoscere le tante varietà di alberi ed arbusti che si incontreranno durante la piacevole passeggiata. I più pigri, i bimbi, gli anziani, le persone con problemi di mobilità, potranno godersi la passeggiata utilizzando un trenino panoramico, che dall’area di parcheggio e servizi raggiunge in breve tempo lo slargo vicino alle cascate, mentre gli “sportivi” potranno andare a piedi, in bici, a cavallo, oppure in rustiche carrozze trainate da cavalli. La Camosciara è quindi il luogo ideale per chi è in vacanza a Civitella Alfedena, per trascorrere una giornata a contatto con una natura meravigliosa.

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sentieri parco nazionale d’abruzzo (parte 2)

Nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise potete trovare altri dei sentieri già segnati in un articolo precedente:

Area faunistica e Museo del lupo

All’interno di Civitella Alfedena una stradina sale sulla sinistra verso il piazzale Santa Lucia, costeggiata da un muretto che delimita la vasta area faunistica del Lupo Appenninico. Affacciandosi in silenzio si possono facilmente scorgere alcuni lupi in semilibertà, che seguendo una pista ben tracciata, si offrono alla vista dei visitatori. A volte si possono scorgere su di una collinetta di fronte che ha come sfondo il lago e, specialmente all’alba e al tramonto il colpo d’occhio è veramente spettacolare, evocando emozioni impareggiabili. Ritornando dalla stessa stradina sulla destra si trova il museo del Lupo Appenninico, gestito dall’Ente Parco, che merita certamente una visita, specialmente con i bambini, che potranno così conoscere da vicino la vita di un animale meraviglioso, sfatando così una storia di millenaria ingiustizia.

Area faunistica e Museo della Lince

Alla sommità del Centro Storico, l’Area della Lince, inaugurata nella primavera del 1991 è la prima struttura del genere in Italia. L’itinerario di visita  molto semplice, si snoda attraverso il paese e raggiunge la località “Costa delle Pagliare” dove, da due diversi osservatori è possibile ammirare con un po’ di pazienza degli esemplari stupendi. Il Museo è allestito presso il Centro Culturale “Orsa Maggiore”, a pochi passi dal punto di osservazione dell’area faunistica.

Sci escursionismo e di fondo, racchette da neve, impianti di discesa

Le montagne che circondano Civitella Alfedena godono da dicembre ad aprile di un innevamento abbondante che permette agli amanti dello sci libero di percorrere spettacolari itinerari. Impegnative uscite di sci alpinismo, più facili percorsi per sci escursionistici, o splendide passeggiate con le ciaspole, sono accessibili direttamente dal paese con uno spostamento in macchina di pochi km. Le quote relativamente modeste non devono ingannare: pur non raggiungendo quote alte, queste montagne sono ripide e complicate, spesso più interessanti di diversi gruppi più elevati; lo sciatore e l’escursionista troverà itinerari relativamente brevi ma in un grande ambiente e la presenza di una fauna straordinaria aggiungerà sensazioni che difficilmente è dato provare altrove. Per gli appassionati di discesa invece, sono a disposizione diversi impianti nelle immediate vicinanze, infatti in poco più di 20 minuti si possono raggiungere le piste di Passo Godi o di Pescaroli, mentre le piste di Roccaraso sono raggiungibili in poco più di mezz’ora. I visitatori potranno trovare presso le associazioni locali tutto il sostegno e le informazioni necessarie per programmare la propria vacanza con le ciaspole.

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escursioni parco nazionale d’abruzzo, lazio e molise

Vi illustro qua sotto alcune escursioni da fare nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

La Val di Rose

Si tratta senza dubbio di una delle più belle escursioni nel cuore del Parco, con scorci panoramici mozzafiato. Superata la splendida faggeta, tra le rupi sarà possibile avvistare numerosi branchi di camosci. Si prosegue attraverso il valico di Passo Cavuto raggiungendo in breve il rifugio di Foca Resuni, alle pendici del monte Petroso, la vetta più alta del parco, mt 2249. da qui si può decidere se scendere per lo stesso sentiero o di ritornare percorrendo la splendida Valle Jannanghera. Durante tutto il percorso saranno possibili avvistamenti di Lupi, Orsi, Cervi, Caprioli, Aquila Reale.

Civitella – Camosciara 

Breve ma interessante escursione che raggiunge la zona più delicata del Parco, la Riserva Integrale della Camosciara. Il percorso si snoda tra l’altro sul vecchio tratturo Pescasseroli – Candela, e attraversando boschi, radure e piccoli torrenti che formano deliziose cascatelle, si apre con una spettacolare vista sull’anfiteatro della Camosciara, dove lo sguardo spazi tra arditi picchi rocciosi, habitat ideale del camoscio, secolari foreste di faggio e Pino Nero. Volgendo lo sguardo verso le cime sovrastanti non sarà difficile scorgere la sagoma inconfondibile dell’Aquila Reale. L’escursione prosegue percorrendo un facile sentiero che porta alle famose cascate.

La Sorgente Jannanghera 

Facile e gradevole escursione, che raggiunge in circa un’ora una deliziosa sorgente perenne che alimenta anche l’acquedotto di Civitella. Il percorso attraversa prati e boschi di faggio, regalando meravigliosi panorami sul lago di Barrea e sulle montagne l’avvistamento di branchi di cervo, al pascolo nelle radure nei pressi del lago. Raggiunta, la meta, ci si può rinfrescare nelle limpide e freschissime acque del torrente e magari prendere anche la tintarella sul prato antistante la sorgente, ma attenti a non distrarvi troppo, i vostri panini potrebbero far gola alla volpe che vive nei dintorni e che si è specializzata nel furto di panini altrui.

Colle Pizzuto 

Semplice e divertente passeggiata che dal paese porta a Colle Pizzuto. Il percorso, quasi totalmente in piano si sviluppa attraverso ampi prati un tempo coltivati dai Civitellesi. Durante il percorso  il lago di Barrea è sempre visibile, per cui il panorama che si offre alla vista è sempre stupendo. Non sarà difficile scorgere numerosi cervi che pascolano nelle radure, ma non si può escludere anche l’avvistamento di una fauna importante come il lupo o l’orso che si avvicinano alle sponde del lago per abbeverarsi. Giunti alle pendici del colle si può tentare una “scalata” anche con i bambini, che potranno vivere l’emozione della conquista di “Colle Pizzuto”.

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vacanza in molise

Vi propongo una vacanza di totale relax nel silenzio dei boschi partendo dalle Mainarde, che sono i rilievi più bassi dei Monti della Meta, nell’Alto Molise. Un terra di una bellezza straordinaria, dove si possono avvistare camosci, caprioli e con un po’ di fortuna si possono trovare le tracce di lupi, linci e orsi. Queste terre sono poco turistiche durante l’estate, però diventano magiche e silenziose in inverno quando la neve abbondante le rende una meta perfetta per gli sport alpini. Tra boschi, borghi antichi e sapori invernali da provare nelle trattorie e negli alberghi diffusi, aperti sempre più spesso anche in questa stagione.

MONTAGNE DIPINTE

Il viaggio lo si può iniziare da Isernia, capoluogo di provincia che offre il meglio di sé la sera, con la magia delle luci di Corso Marcelli riflesse sulla neve. Ne troverete tanta anche a Scapoli, a 16 km, dove il Cammino di Ronda offre degli scorci che spaziano fino al massiccio del Matese. Dopo una tappa al Museo internazionale della zampogna Pasquale Vecchione, a Scapoli, in cui potrete ammirare strumenti pastorali da tutti il mondo http://www.benvenutiascapoli.it

vi potrete avviare indossando le ciaspole, attraverso un bosco di faggi, verso Monte Marrone, a 1.805 m. Poco prima della vetta troverete una deviazione che porta alla capanna di Charles Lucien Moulin, il pittore francese, amico di Matisse, che amò e ritrasse queste zone. Un museo dedicato all’artista lo trovate a Castelnuovo, frazione di Rocchetta a Volturno.

TRA SENTIERI E ABBAZIE

In zona, si visitano i suggestivi resti dell’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno. Quando inizia a sciogliersi la neve, gli sportivi possono salire sulla loro mountain bike o a cavallo e costeggiano il vicino lago di Castel San Vincenzo, dove si specchiano i monti tutto intorno. Si può proseguire anche fino a Montenero Val Cocchiara, con lavatoi e mulini resturati e trasformati in piccoli musei come il Momu http://www.molinomuseo.it

al Pantano della Zitola, dove vivono allo stato brado i cavalli Pentro, razza autoctona; i più preparati si spingono fino a Pizzone, con un bel colpo d’occhio sulle Mainarde e sul lago. 10 km a nord, a Valle Fiorita, nel Parco nazionale d’Abbruzzo, Lazio e Molise, si affronta con le ciaspole il sentiero M1 verso il passo dei Monaci. Da qui, nelle giornate terse, con buoni binocoli, si scorgono persino il Vesuvio, Ischia e Capri.

IL POSTO DEI BUCANEVE

Il giorno seguente potrete seguire fuori dal paese il Sentiero dei meleti. Sono la gioia degli ssciatori le piste intorno a Capracotta, uno dei luoghi  più nevosi dell’Appennino. Per gli esperti, ecco i due anelli da fondo agonistici di Prato Gentile; ci sono anche le tracciati in piano per principianti e chi ama il fuoripista può affrontare con gli sci o le ciaspole i boschi di Monte Capraro, immersi nel silenzio.

 

 

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hotel in carinzia che parlano italiano (parte 3)

L’Hotel Ronacher DIE POST che si trova nel cuore di Bad Kleinkirchheim si trova in  posizione tranquilla esoleggiata.

HOTEL DIE POST

A-9546 Bad Kleinkirchheim

Dorfstrasse 64

Tel: 0043 4240212

https://www.diepost.com/it/die-post-sport-famiglia-spa.html

L’Hotel Trattlerhof si trova ai margini del bosco e nel mezzo del Parco Nazionale dei Nockberge. 372 anni di tradizione, caratterizzata da un’accogliente atmosfera e il fascino alpino per le vacanze indimenticabili, raffrozano la filosofia di questa struttura 4 stelle a gestione familiare. Una spaziosa area benessere, la propria scuderia e il primato ristorante “Einkehr” e molto di più. C’è anche un parco giochi per bambini con assistenza e una stazione di ricarica per le auto elettriche “Tesla” all’hotel.

HOTEL TRATTLERHOF

A-9546 Bad Kleinkirchheim

Gegendtalerweg 1

Tel: 0043 42408172

L’Hotel Nudelbacher è a 4 stelle e si trova in posizione tranquilla a 2 km dal centro di Feldkirchen, nel cuore della Carinzia. Oltre alle ampie camere e suite c’è un grande giardino con piscina, una sauna a legna, e una sala ristorante con cuina tipa della Carinzia.

HOTEL NUDELBACHER

A-9560 Feldkirchen

Nudelbacher Weg 1 – Bösenlacken

Tel: 0043 4276 3275

https://www.nudelbacher.at/index.asp

Al Biolandhaus Arche si vivono nuove esperienze  e ci si rilassa. Un luogo incredibile, dove tutto inizia con un ottimo pasto biologico.

BIOLANDHAUS ARCHE

A-9372 St. Oswald Eberstein

Vollwertweg 1a

Tel: 0043 42648120