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vacanza in molise

Vi propongo una vacanza di totale relax nel silenzio dei boschi partendo dalle Mainarde, che sono i rilievi più bassi dei Monti della Meta, nell’Alto Molise. Un terra di una bellezza straordinaria, dove si possono avvistare camosci, caprioli e con un po’ di fortuna si possono trovare le tracce di lupi, linci e orsi. Queste terre sono poco turistiche durante l’estate, però diventano magiche e silenziose in inverno quando la neve abbondante le rende una meta perfetta per gli sport alpini. Tra boschi, borghi antichi e sapori invernali da provare nelle trattorie e negli alberghi diffusi, aperti sempre più spesso anche in questa stagione.

MONTAGNE DIPINTE

Il viaggio lo si può iniziare da Isernia, capoluogo di provincia che offre il meglio di sé la sera, con la magia delle luci di Corso Marcelli riflesse sulla neve. Ne troverete tanta anche a Scapoli, a 16 km, dove il Cammino di Ronda offre degli scorci che spaziano fino al massiccio del Matese. Dopo una tappa al Museo internazionale della zampogna Pasquale Vecchione, a Scapoli, in cui potrete ammirare strumenti pastorali da tutti il mondo http://www.benvenutiascapoli.it

vi potrete avviare indossando le ciaspole, attraverso un bosco di faggi, verso Monte Marrone, a 1.805 m. Poco prima della vetta troverete una deviazione che porta alla capanna di Charles Lucien Moulin, il pittore francese, amico di Matisse, che amò e ritrasse queste zone. Un museo dedicato all’artista lo trovate a Castelnuovo, frazione di Rocchetta a Volturno.

TRA SENTIERI E ABBAZIE

In zona, si visitano i suggestivi resti dell’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno. Quando inizia a sciogliersi la neve, gli sportivi possono salire sulla loro mountain bike o a cavallo e costeggiano il vicino lago di Castel San Vincenzo, dove si specchiano i monti tutto intorno. Si può proseguire anche fino a Montenero Val Cocchiara, con lavatoi e mulini resturati e trasformati in piccoli musei come il Momu http://www.molinomuseo.it

al Pantano della Zitola, dove vivono allo stato brado i cavalli Pentro, razza autoctona; i più preparati si spingono fino a Pizzone, con un bel colpo d’occhio sulle Mainarde e sul lago. 10 km a nord, a Valle Fiorita, nel Parco nazionale d’Abbruzzo, Lazio e Molise, si affronta con le ciaspole il sentiero M1 verso il passo dei Monaci. Da qui, nelle giornate terse, con buoni binocoli, si scorgono persino il Vesuvio, Ischia e Capri.

IL POSTO DEI BUCANEVE

Il giorno seguente potrete seguire fuori dal paese il Sentiero dei meleti. Sono la gioia degli ssciatori le piste intorno a Capracotta, uno dei luoghi  più nevosi dell’Appennino. Per gli esperti, ecco i due anelli da fondo agonistici di Prato Gentile; ci sono anche le tracciati in piano per principianti e chi ama il fuoripista può affrontare con gli sci o le ciaspole i boschi di Monte Capraro, immersi nel silenzio.

 

 

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hotel in carinzia che parlano italiano (parte 3)

L’Hotel Ronacher DIE POST che si trova nel cuore di Bad Kleinkirchheim si trova in  posizione tranquilla esoleggiata.

HOTEL DIE POST

A-9546 Bad Kleinkirchheim

Dorfstrasse 64

Tel: 0043 4240212

https://www.diepost.com/it/die-post-sport-famiglia-spa.html

L’Hotel Trattlerhof si trova ai margini del bosco e nel mezzo del Parco Nazionale dei Nockberge. 372 anni di tradizione, caratterizzata da un’accogliente atmosfera e il fascino alpino per le vacanze indimenticabili, raffrozano la filosofia di questa struttura 4 stelle a gestione familiare. Una spaziosa area benessere, la propria scuderia e il primato ristorante “Einkehr” e molto di più. C’è anche un parco giochi per bambini con assistenza e una stazione di ricarica per le auto elettriche “Tesla” all’hotel.

HOTEL TRATTLERHOF

A-9546 Bad Kleinkirchheim

Gegendtalerweg 1

Tel: 0043 42408172

L’Hotel Nudelbacher è a 4 stelle e si trova in posizione tranquilla a 2 km dal centro di Feldkirchen, nel cuore della Carinzia. Oltre alle ampie camere e suite c’è un grande giardino con piscina, una sauna a legna, e una sala ristorante con cuina tipa della Carinzia.

HOTEL NUDELBACHER

A-9560 Feldkirchen

Nudelbacher Weg 1 – Bösenlacken

Tel: 0043 4276 3275

https://www.nudelbacher.at/index.asp

Al Biolandhaus Arche si vivono nuove esperienze  e ci si rilassa. Un luogo incredibile, dove tutto inizia con un ottimo pasto biologico.

BIOLANDHAUS ARCHE

A-9372 St. Oswald Eberstein

Vollwertweg 1a

Tel: 0043 42648120

 

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cosa vedere a Gromo

lombardia

Gromo è un borgo fortificato in montagna e conservato quasi integralmente. Gromo, si eleva, alto sul corso del fiume Serio, abbarbicato sulla sommità di un enorme masso che sembra sbarrare la valle, proteso e protetto dai massicci del monte Redorta a nord e del Monte Secco a sud. 

Palazzo Bonetti – Filisetti

Il palazzo è il risultato di un recente restauro che ha creato un nuovo accesso pedonale al Centro Storico. Il recupero di questo palazzo che prima era un ospedale, poi un convento e poi un cinema ha messo in evidenzia portici romanici e logge cinquecentesche interconnessi da preziosi selciati. Sopra l’ingresso della sala di proprietà comunale denominata “Filisetti Romani”, è presente un pregevole affresco cinquecentesco che illumina la deposizione di Cristo.

Catello Ginami

Eretto su uno sperone roccioso a picco sul fiume Serio, luogo strategico per il controllo della valle. Il castello è formato da un corpo centrale rettangolare, da due ali di fabbricato e dalla torre centrale che svetta sulla Piazza Dante. Nello spazio rimasto tra le due ali è stato ricavato un elegante cortiletto; il giardino è stato realizzato su diversi livelli, separati da muretti in pietra e comunicanti tra di loro per mezzo di scalinate.

Chiesa San Gregorio

La piccola chiesa, oggi di proprietà del comune è nato nel 1335 come oratorio privato dell’attiguo Castello Ginami. Nella pala dell’altare maggiore è esposta la tela del 1625 di Enea Salmeggia detto il Talpino, con la Madonna con Bambino tra i Santi Gregorio e Carlo Borromeo sovrastanti una visione dell’antico abitato di Gromo così come era nel 1600.

Palazzo Comunale

È una costruzione civile che negli anni non ha mai subito alterazioni artistiche. L’interno conserva alcuni locali caratterizzati da soffitti a cassettoni dipinti. Le pareti al secondo piano sono ornate da un importante ciclo di affreschi recentemente restaurati, che hanno come tema il mercato delle armi bianche: personaggi in ricche vesti che si scambiano alabarde e spade in un atmosfera dai tenui colori pastello.

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visitare il parco della majella

trekking

Visitare il parco della Majella

In tutte le stagioni il parco offre ai suoi visitatori scenari sempre nuovi e di straordinaria bellezza. La primavera inoltrata è il periodi delle fioriture e, insieme all’autunno (quando le valli sono più fresche e l’aria tersa), il momento migliore per visitare paesi ed eremi. L’estate è la stagione più consigliata per percorrere i sentieri e i grandi trekking di più giorni. Il mese di Ottobre vi incanta con i mille colori delle faggete e conduce alle porte dell’inverno, quando i paesaggi coperti da un manto bianco sono tutti da scoprire con brevi passeggiate sulle ciaspole o con fantastiche discese con gli sci da alpinismo. I percorsi per gli appassionati di trekking sono, a volte, lunghi e faticosi, specialmente quelli che si sviluppano in alta quota; qui bisogna fare molta attenzione sia alle condizioni climatiche, sia alle difficoltà di orientamento, in caso di nebbia o scarsa visibilità. Si consiglia di non allontanarsi dal tracciato dei sentieri del Parco e di affidarsi all’esperienza di personale qualificato dei Centri di Visita, sia per ottenere informazioni che, eventualmente, per essere accompagnati. L’ingresso al parco è sempre libero e gratuito.

Come vestirsi, cosa portare

Qualunque sia il periodo che scegliete per visitare il Parco, vi consiglio un abbigliamento sportivo o, comunque, comodo e funzionale. Quindi via libera a pantaloni lunghi, scarponcini da trekking con suola in gomma e procurarsi la carta del Parco. Vi consiglio di portare con voi uno zaino con una borraccia e colazione oltre ad un minimo per il pronto soccorso.

Sentieri tematici

Il Parco Nazionale della Majella ha 3 grandi trekking da percorrere con più giorni di cammino: il sentiero del Parco, il sentiero dello Spirito e il sentiero della Libertà, oltre a un itinerario dedicato alle capanne in pietra a secco.

Sentieri Escursionistici

Oltre 120 sono i sentieri escursionistici nel territorio del Parco. Tutti individuati con segnavia bianco-rosso, dalle valli più in basso raggiungono le massime cime dei gruppi montuosi del Parco, con vari livelli di difficoltà.

Sentieri per Famiglia

Riservati alle famiglie, sono stati individuati oltre 30 semplici tracciati che per durata, ubicazione e accessibilità sono particolarmente adatti ai bambini e persone poco allenate. Spesso questi itinerari sono prossimi ad aree faunistiche, giardini botanici o altre strutture d’interesse a cui abbinare la visita.

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escursionismo in tirolo

escursionismo

Grazie alle sue splendide montagne, la regione nel cuore delle Alpi è in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza escursionistica. Si va dalla semplice camminata in baita fino all’impegnativa escursione alpina di alta quota. Molte cime sono raggiungibili anche con gli impianti e consentono di godere di panorami incredibili con il minimo sforzo. Se poi amate perdervi nella natura potete sempre scegliere di dormire in uno dei tanti rifugi per una vacanza a stretto contatto con la montagna.

Gite in malga

Sono tante le malghe tirolesi che aprono le porte agli ospiti offrendo latte, formaggi e speck fatti in casa. Alcune si raggiungono addirittura con gli impianti mentre altre richiedono piacevoli passeggiate immersi nel panorama alpino. Come la baita Ackernalm, vicino al lago Thiersee nella regione di Kufstein che d’estate ospita 320 mucche con annesso caseificio didattico ed eccellenti formaggi e burro fresco.

Alla scoperta delle erbe

Le escursioni in montagna possono trasformarsi in vere esperienze olfattive e culinarie. È il caso della gita nel Parco Nazionale degli Alti Tauri in Osttirol proposta da Anna Holzer, coltivatrice di erbe, che racconta tutti i segreti delle piante officinali del posto e le prodigiose proprietà delle erbe che fiancheggiano i sentieri. L’escursione, della durata di due ore, si snoda attraverso i giganteschi alberi dello Zedlacher Paradies, un bosco che da secoli viene coltivato coscienziosamente. La giornata si conclude in bellezza con un piatto gourmet a base di erbe locali del ristorante Strumerhof.

In vetta con gli impianti

Con una semplice salita in funivia si giunge in quota e i bambini possono scoprire i parchi tematici mentre gli amanti dell’escursionismo hanno solo l’imbarazzo della scelta tra cime e vie ferrate. La montagna è anche questo. Superare in pochi minuti dislivelli di oltre 1.000 metri per tuffarsi in nuove avventure, tra cave di ghiaccio naturali e parchi acquatici per i bambini. In Tirolo trovate innumerevoli attrazioni adatte a tutti.

I parchi naturali

A piedi attraverso i 5 parchi naturali e il Parco nazionale degli Alti Tauri è questa forse una delle esperienze più naturali, autentiche di una vacanza nelle montagne del Tirolo austriaco. Nella valle Tiroler Lech scorre uno degli ultimi corridoi fluviali morfologicamente intatti d’Europa, in Osttirol si può visitare uno dei più grandi parchi nazionali d’Europa, il Parco nazionale degli Alti Tauri e da nessun’altra parte delle Alpi la popolazione dell’aquila reale ha una densità tanto alta quanto nel parco naturale Alpenpark Karwendel. Con un po’ di fortuna incontrerete il camoscio, la marmotta o l’aquila reale tirolese che abitano in libertà gli oltre 4.000 metri quadrati di terreno protetto.

Trekking nelle gole

Il trekking nelle gole scavate da fiumi e torrenti è un’esperienza molto amata da grandi e piccini. I sentieri escursionistici conducono lungo cascate, tunnel naturali scavati nella roccia e meravigliose insenature con acque cristalline. Pannelli informativi narrano l’origine delle gole e portano alla scoperta di ponti e passaggi incantati. Molte gite sono indicate anche per le famiglie e l’unica accortezza è quella di indossare le scarpe da trekking!

Come scegliere le escursioni

Sul sito https://www.tirolo.com/attivita/sport/escursionismo trovate elencate tutte le più belle escursioni distinte per grado di difficoltà, durata e tematica principale.

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regione turistica defereggental

osttirol

La Valle Defereggental in Osttirol è un diamante del Parco Nazionale Alti Turi. I 3 comuni St. jakob, St. Veit e Hopfgarten insieme formano la regione turistica Defereggental. Baciata da un clima favorevole con influssi mediterranei, la valle è una vera oasi climatica per il corpo e lo spirito, particolarmente adatta per allergici e asmatici. La regione turistica a sud delle Alpi è orgogliosa del suo paesaggio intatto e incontaminato: prati rigogliosi, foresti di pini, pascoli rustici e una fauna unica caratterizzano la Valle Defereggental. Qui si può ammirare l’aquila reale a caccia e si può gustare fresco latte appena munto. Diverse escursioni a tema invitano giovani e anziani a scoprire il mondo alpino. Piacevoli sentieri a valle, diversi percorsi  nella regione degli alpeggi e sentieri in quota nell’incantevole mondo delle vette oltre i 3.000 metri: ognuno troverà la scelta più adatta. Le peculiarità della valle, le persone e la loro cultura vi verranno raccontate dettagliatamente dai ranger del Parco Nazionale che in estate offrono visite guidate. Una gita piacevole per tutto l’anno è il Lago Obersee sulla sella Staller Sattel. L’impressionante paesaggio con rose fiorite e panorama incantevole rende l’escursione, un’esperienza indimenticabile. E quando le rose alpine colorano le pendenze della valle Defereggental di rosso, è arrivato il momento dell’Almrosenfest a St. Jakob, la tradizionale festa dei rododendri. Dalla fioritura di primavera ai colori dell’autunno, la Defereggental è un paradiso per le vacanze per tutta la famiglia.

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Estate a St. Anton am Arlberg

Il fascino delle Alpi è immenso. Ma in certi posti la forza attrattiva sembra essere incastonata in modo particolare, proprio come se fosse una pietra preziosa in un gioiello. St. Anton am Arlberg trasmette questa sua magnifica caratteristica nei tanti paesaggi di vario tipo. Paludi, pascoli, laghi di montagna e una grandiosa diversità di specie: l’estate in montagna, nei suoi momenti migliori, dà un’idea della perfezione della natura.

Estate, bambini, montagna? Ma certo!

St. Anton am Arlberg apre la strada verso le vacanze in montagna da sogno, grazie, ad esempio, ai suoi 40 km di sentieri escursionistici nelle vicinanze della valle in cui è possibile portare il passeggino, oppure grazie alle gite in funivia nel bel mezzo del mondo di alta montagna. Il programma per famiglie di St. Anton am Arlberg e le carte speciali donano armonia in vacanza. Un piccolissimo assaggio delle tantissime attività che sono più smart di qualsiasi smartphone: costruzione delle zattere, tiro con l’arco, arrampicata, osservazione degli animali… o forse la più bella e interessante delle idee: accendere un fuoco con le proprie mani, come i primitivi.

Carta Estiva di St. Anton am Arlberg

Tutta la dimensione della varietà estiva delle possibilità offerte  da St. Anton è su una carta: gli ospiti ricevono questa “chiave” verso tante prestazioni gratuite già a partire dal primo pernottamento. E si può fare di più, di fatto tutto: con la carta premium St. Anton prenotabile per 3, 5 o 7 giorni.

La Carta Estiva Offre: 

Ferrovie Gratuite

una giornata di utilizzo gratuito di tutte le ferrovie di montagna in funzione. Quando e quanto si vuole.

Tutti In Piscina

Un ingresso nella piscina dell’Arlberg-well.com a St. Anton o nel centro benessere Arlberg Stanzertal a Pettneu è gratuito.

Camminare Lontano

Partecipazione a un’escursione guidata con una guida del posto esperta come da programma settimanale.

Relax Attivo

Un’attività a scelta: tour con e-bike guidato con bici in affitto e casco inclusi, tiro con l’arco e una lezione di yoga come da programma settimanale.

Drive, Chip, Putt

Un green fee per il campo da golf con 9 buche di St. Anton. Il percorso di montagna è una sfida alpina anche per golfisti esperti. Abilitazione necessaria.

Portare La Fiaccola

Partecipazione unica alla passeggiata delle fiaccole nella natura notturna di St. Anton.

Andare in Autobus

utilizzo illimitato di tutti gli autobus in funzione tra Landeck e St. Christoph am Arlberg.

Essere Bambini

Partecipazione al programma per bambini dal lunedì al venerdì.

Vivere Storie

Entrata al museo di St. Anton. Nel gioiello storico, nella villa Trier, la storia movimentata dal punto di vista sportivo e il presente del luogo diventano visibili e percettibili. È anche un luogo di incontri grazie a ristoranti e parchi per trascorrere il tempo libero.

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cosa fare e vedere nelle zona turistica di Alpbachtal Seenland

austria

I tipici villaggi della zona turistica di Alpbachtal Seenland sono un simbolo del Tirolo autentico. In primis Alpbach, che per il caratteristico e uniforme stile delle sue case in legno è diventato il paese più bello di tutta l’Austria, e poi Reith im Alpbachtal, che ha ottenuto il titolo di paese fiorito più bello d’Europa. Chi ama la cultura deve assolutamente visitare la cittadina di Rattenberg, dall’intatto ambiente medievale, famosa per la lavorazione del vetro e del cristallo. Rattenberg è la più piccola città dell’Austria, in città c’è il museo delle case dei contadini tirolesi, il più grande museo all’aperto del Tirolo, si viene a contatto con la storia del Tirolo osservando da vicino le case di un tempo, rimaste intatte nei loro minimi particolari. La zona turistica di Alpbachtal Seenland ha numerosi laghi, ed è per questo che è stata nominata “la vasca da bagno del Tirolo”. A Kramsach al lago Reintalersee gli amanti del campeggio trovano ben 3 fantastiche possibilità di campeggiare. Ci sono 900 km di sentieri segnalati per escursioni e passeggiate attraversano in tutta sicurezza l’affascinante mondo della montagna. C’è una funivia per salire comodamente a 1.800 metri di altezza nelle bellissime zone escursionistiche. Gli amanti dell’avventura possono andare alla scoperta delle 3 gole: Tiefenbachklamm, Kaiserklamm e Kundler Klamm solcate da torrenti impetuosi. Da provare assolutamente sono le specialità gastronomiche locali: l’originale Prügeitorte di Brandenberg, il formaggio dell’Alpbachtal, il Krapfen e la Merenda al rifugio Tirol pur da servire al tagliere. La trasumanza del bestiame dell’alpeggio è sempre una gioia per gli occhi, con il bestiame decorato con addobbi colorati e i valligiani che indossano i costumi tradizionali. A Reith im Alpbachtal il ritorno dei montanari e del bestiame dall’alpeggio verrà festeggiato in 2 giornate (fine di settembre), con la grande festa della trasumanza Almabtrieb che comprende il mercato dei contadini e degli artigiani e la festa patronale Kirchtagsfest. Per gli amanti della montagna in inverno, Ski Juwel Alpbachtal Wildschönau offre a principianti, famiglie ed esperti 109 km di piste da sci, 47 impianti di risalita e 24 baite tradizionali. La zona sciistica nelle Alpi di Kitzbühel fa parte dei 10 comprensori più grandi del Tirolo. Ogni dicembre invece a Rattenberg si svolge il mercatino di Natale che è aperto ogni sabato nel periodo dell’avvento. La cittadina medievale viene illuminata esclusivamente con candele e offre un ricco programma culturale.

COME ARRIVARE

Ci si arriva comodamente per mezzo dell’autostrada A 12, uscita Kramsach.

Con il treno si può scendere alla stazione di Jenbach o Wörgl (per i direttissimi) o alle stazioni di Rattenberg e Brixlegg (per i reni regionali).

L’aeroporto più vicino è quello di Innsbruck, a 50 km di distanza.

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cammino balteo in val d’aosta

Il Cammino Balteo è un nuovo itinerario promosso dalla Regione Valle D’Aosta attraverso 48 comuni, intorno alla Dora Baltea, il fiume che scorre da nordovest a sudest, è un’idea che celebra il viaggio lento e di profonda esperienza. Il Cammino verrà inaugurato nei prossimi mesi con i primi tratti attrezzati, con una segnaletica nuova. Utilizzabili 4 stagioni su 4, per alcuni tratti anche in bicicletta, le 24 tappe in cui è suddiviso, da Pont-Saint-Martin a Morgex e ritorno, saranno un filo rosso che unisce la vacanza attiva a quella enogastronomica, culturale, termale, toccando territori spesso dimenticati da chi corre verso le piste. Borghi, castelli, locande, facilmente collegate alle stazioni invernali: in ogni centro abitato lungo la Dora c’è sempre una strada che porta in quota in pochi minuti. Da Pont-Saint-Martin, per esempio, si può salire a piedi in un paio d’ore a Lillianes. Qui si passeggia tra il ponte in pietra a 4 arcate e la chiesina del Seicento; chi ce la fa può proseguire fino al Bec Fourà, spettacolare cima a 1.830 metri, o all’Orrido di Guillemore, canyon profondo dove si getta il torrente Lys. Lungo la Dora, a ovest, si fa una pausa golosa a Donnas, con un tour tra le cantine del Vallée D’Aoste Donnas, e Arnad. Il paese è perfetto per gli amanti dell’arrampicata sportiva, grazie alle pareti rocciose del Paretone e a quelle, più facili, della Gruviera. Challand-Saint-Victor, in bassa valle d’Ayas, è per camminatori di ogni livello. Per tutti anche l’itinerario verso i ponti medievali a dorso d’asino di Vervaz e la camminata alla cascata di Isollaz, 50 metri di salto. Più lungo il percorso verso i paesaggi selvaggi montani della Riserva Naturale del Lago di Villa, parte della Rete ecologica europea Natura 2000. Un bacino palustre a quasi 1000 metri tra pini, betulle, larici, fiori e piante di palude. Nel verde si avvistano cinghiali e scoiattoli, volpi e poiane. Da Challaud-Saint-Victor, in poco meno di 1 ora ci si trova tra le vetrine e i locali dorati di Saint-Vincent. Una pausa mondana prima di affrontare d’inverno con le ciaspole o facendo scialpinismo, d’estate a piedi i sentieri della bassa Valtournenche, con tante case rurali e gli antichi mulini ad acqua, tra Antey-Saint-André, con vista sul Cervino, e La Magdeleine, che ha anche una pista per le discipline nordiche e un’area per i bambini. La vicina Torgnon, a quasi 1.500 metri, è terra di freeride, fondo, snowboard e attività per bambini, con le piste praticamente in paese. Ridiscendendo, ancora a ovest, un’altra tappa consigliata è Nus, base per passeggiate tra vigneti e castagneti, fino al castello di Quart, del XII secolo, su una balza rocciosa, o a Valpelline, all’ombra del Grand Combin. Da sempre terra di falegnamerie, La Salle è circondato da foreste, zone umide e riscelli; nel borgo spiccano i castelli di Chatelard e di lescours e la chiesa di Saint Cassien, dal campanile romanico. Sulla strada per il Monte Bianco, Morgex vanta una chiesa romanica, con dipinti medievali, altari barocchi, un museo e un bel campanile. Dal paese, base d’estate per gite ai laghi alpini di Arpy, Pietra Rossa o Licony e per il rafting nella Dora, parte anche uno dei migliori percorsi in mountain bike della regione: tra boschi di larici, dai 1.951 metri del Colle San Carlo ai 2.066 del lago d’Arpy, è adatto a chi pedala con i figli.

Sulla via dei Castelli

Da Morgex è tutto a tema borghi e castelli il tratto dell’anello Balteo, che ora piega di nuovo a est. Scorrono la piccola Avise, Arvier, proprio a fondovalle, dove ci si ferma al duecentesco Castello di La mothe e si affrontano le pareti di arrampicata della frazione di Leverogne. Si sale a Saint-Nicolas tra prati e vedute illimitate sulla Grivola, con facili sentieri-natura per famiglie nel Bois de la Tour. Qui ci sono anche 5 anelli per il fondo, 1 dei quali illuminato. Ecco poi il castello di Introd, dalla massiccia torre quadrata, sopra il paese dove andava in vacanza Giovanni Paolo II, papa alpinista. Imperdibile per le famiglie il Parc Animalier: tra prati e laghetti si sfiorano camosci e stambecchi, marmotte e rapaci di montagna. Ha una grande torre cilindrica il trecentesco Châtel-Argent, fortezza sopra Villeneuve, paradiso dei kayak, del rafting, del canyoning e del riverbug. Per chi cerca pratiche più rilassanti ecco, invece, d’estate, le passeggiate; lunghe nel parco fluviale, brevi alle chiese di Santa Maria e Santa Maria Assunta o alla centrale idroelettrica di Champagne, visitabile. 4 torrioni merlati segnalano il massiccio castello di Aymavilles, da cui si può discendere la Dora in gommone e da cui partono ottimi percorsi per la Mountain Bike. In bici, da qui, si raggiungono Vetan, con vista infinita sulle vallate e i pascoli del Gran Paradiso, o il vicino Tornalla, ponte-acquedotto dell’abitato di Ponde o, ancora, le miniere abbandonate di Pompiod, casa dei pipistrelli della valle, i meleti della zona e le vigne da cui nascono grandi rossi, ottimi bianchi, diverse grappe cariche di storia. Sfiorata Aosta, all’ombra del Monte Emilius, il castello di Fénis, agglomerato di torri e camminamenti del XVIII secolo, è tra i manieri meglio conservati della regione. Da citare anche quelli di Issogne, una residenza cinquecentesca ricca di affreschi e cortili, e di Vèrres: su un picco roccioso, si può visitare dai camminamenti alle cantine. Dalla vicina Hone si sale verso Champorcher e Pontboset, brogo incastonato tra i monti, ricco di ponti romani. Bard, dove si chiude idealmente il Cammino Balteo, non offre solo le mille mostre e iniziative per tutte le età dell’imponente Forte, a cui si sale dal borgo su ascensori di vetro, ma anche un sistema di pareti per l’arrampicata sportiva, con una vista davvero spettacolare sulla valle. Per sportivi e per spiriti contemplativi.

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gita in val di serchio

toscana

Borgo delle fate è il nome ufficioso del progetto di riqualificazione della zona di Isola Santa e dintorni. È un luogo magico questo pezzo di Val di Serchio, in provincia di Lucca, tra i profili scoscesi delle Apuane e l’Appennino. Una terra di santi e pellegrini, contesa per secoli per la posizione strategica e le sue acque, oggi vocata alle passeggiate nel verde e alle avventure in famiglia. Nel cuore del Parco regionale delle Alpi Apuane si pernotta proprio a Isola Santa, frazione di Careggine: sorge dalle acque smeraldine del Lago di Isola Santa ed è collegato alla terra solo da un capello di strada. Negli anni 50 una diga sorta a ridosso dell’abitato lo svuotò, ma oggi nel borgo raccolto intorno all’Hospedale di San Jacopo, del XIII secolo ora chiesa sconsacrata, domani forse centro polivalente ci sono segnali di vita. Da qui parte la passeggiata della Pollaccia, lungolago. Soprattutto al tramonto, tra i gialli e i neri dell’inverno, è un’altra esperienza da ricordare.

Sul Lago Incantato

Dopo lo scatto di rito, dall’argine della diga partono da qui le escursioni più belle. A partire da quella per la vetta della Pania della Croce, regina delle Apuane con i suoi 1.858 metri, a sudest di Isola Santa. Lunga, ma facile, è anche per i bambini dagli 8 anni in su: un rito antico arrivare in cima all’alba e vedere il mare. È adatta ai più piccoli pure la salita per gli alpeggi del Puntato, che si inerpica fra i prati fino a Col di Favilla. Sembra un paese uscito da un libro di Tolkien, con le case di pietra abbandonate intorno alla chiesina di Sant’Anna. Prenotando per tempo una guida, si prosegue poi sulla provinciale di Arni fino all’imbocco del sentiero che porta alle Marmitte dei Giganti, 5 minuti d’auto verso il mare. La prima parte del tracciato non è adatta ai bambini, però si organizzano tour di circa 2 ore per le scolaresche fino alle celebri piccole piscine circolari, scavate dai torrenti nel marmo della montagna, simili ai pentoloni di antichi titani. Poco più a nord, sembra una fiaba anche la storia di Fabbriche di Careggine, il paese scomparso nelle acque del lago artificiale di Vagli. Le sue case e la chiesa romanica di San Teodoro vedono la luce solo durante le rarissime operazioni di svuotamento del bacino da parte dell’Enel. L’ultima volta accadde nel 1994: i turisti sono corsi a flotte a fotografare le rovine del villaggio fantasma. Non si conosce quando riaccadrà, ma c’è ogni tanto qualcuno che si diverte a suonare le campane della chiesa della frazione di Vergaio, sempre aperta, lì a fianco: sono proprio quelle del paese perduto salvate dall’acqua. Ancora sul lago, il Bioparco di Vagli offre aree picnic, un ponte sospeso tra i più lunghi d’Europa che di notte si accende di tanti led e, da poco, ha un tratto trasparente per guardare nel vuoto e la possibilità di prenotare tour sull’asinello o in elicottero. La novità del 2017 è la zipline: una teleferica lunga1.500 metri per sfrecciare, a 150 km orari, sospesi 350 metri sopra l’acqua. Se il clima, sempre incerto quassù, fosse inclemente, si può optare per la Grotta del Vento, sopra Fornovalasco. Suggestivo d’inverno, per l’acqua che cola all’ingresso e sulle pareti, il sito offre tre tipologie di tour, tra cui quello con lo speleologo, con imbragatura, e il percorso di 3 ore su passerelle sicure, con un passaggio dentro la gola alta 90 metri. Poco prima della grotta, sulla sinistra, si imbocca il sentiero per il Monte Forato, spettacolare arco di roccia che domina la valle. Il tracciato è facile, ,a dura comunque 4 ore: chi viaggia con i bambini piccoli si può fermare nel primo tratto all’imbocco della Tana che Urla, altra cavità carsica da cui, nei giorni di piena, esce una piccola cascata; all’interno si possono fare escursioni con Apians. Chi prosegue potrà invece incrociare le coppiette di trekker innamorati che, complice la forma a vera nuziale, vengono sul Forato a scambiarsi le promesse. Agganciata al portale di roccia, un’altra novità, al momento per maggiorenni: l’altalena per dondolarsi in mezzo al cielo, con un’imbragatura. Appena a nord, ecco la Riserva Naturale dello Stato dell’Orecchiella, versante appenninico della Garfagnana: dal centro visitatori, con piccolo museo naturalistico, partono vari sentieri didattici. Una bella idea è trascorrere la notte in uno dei rifugi, pittoreschi ed economici, sperando di avvistare cervi o cinghiali. Vale la pena di sconfinare nella vicina Val Fegana per vivere la Riserva Statale dell’Orrido di Botri. I più pigri vi si possono affacciare dai tratturi che lo seguono dall’alto; i bambini, con la guida, affrontano il tratto facile fino alla piscina prima dei passaggi con le corde; i più sportivi l’intero sentiero sul fondo con tratti di tubing, la discesa con imbragatura nel tracciato di piccole cascate, tra pareti a strapiombo.