ricette

paris-brest

Per la pasta bignè

8 cl di latte; 80 g di farina 00; 1 cucchiaino di zucchero; 3 uova; 30 g di mandorle a lamelle; zucchero a velo; 60 g di burro; sale.

Per la crema mousseline

50 g di amido di mais; 100 g di zucchero; 200 g di burro; 4 dl di latte; 4 tuorli; 1 baccello di vaniglia.

Per la pasta bignè, scaldate 8 cl d’acqua con il latte, il sale, lo zucchero e il burro finché quest’ultimo si scioglierà. Togliete dal fuoco e versate la farina a pioggia, mescolando velocemente per non far formare grumi. Rimette sul fuoco per circa 1 minuto continuando a mescolare. Lasciate intiepidire, poi incorporate un uovo per volta. Versate l’impasto in una tasca da pasticciere con beccuccio a stella aperto e formate un disco di circa 15 cm di diametro. Cospargete la superficie con le mandorle a lamelle, messe a bagno per 10 minuti in acqua fredda e asciugate; infine cuocete il dolce in forno già caldo a 170°C per circa 35 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare. Per la crema, montate i tuorli con lo zucchero e i semini interni del baccello di vaniglia, poi incorporate l’amido di mais e il latte caldo a filo. Cuocete il composto mescolando in continuazione per 8-10 minuti finché si addenserà. Togliete dal fuoco e unite 100 g di burro. Versate la crema in una ciotola, copritela con la pellicola a contatto, quindi fatela raffreddare, e mettetela in frigorifero per almeno 1 ora. Montate la crema fredda per un paio di minuti con la frusta elettrica, quindi incorporate il burro rimasto ammorbidito. Versatela in un tasca da pasticciere con beccuccio a stella aperta. Con un coltello seghettato tagliate a metà il Paris-Brest, in senso orizzontale, e farcitelo con la crema. Servite spolverizzando con zucchero a velo.

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top beach Bonifacio

corsica

Ecco le spiagge più belle di Bonifacio.

Île De Piana

L’isola si trova a trecento metri dalla costa, vicino alla punta dello Sperone e al golfo dello Sperone. Essa è accessibile a guado dalla costa grazie a un banco di sabbia poco profondo che la separa dalla terraferma.

Plage de la Tonnara 

Si trova a 10 km a ovest di Bonifacio, in direzione Sartène. Per raggiungerla si segue la N196 e poi la D358. Di fronte a piccoli isolotti che portano lo stesso nome e il luogo ideali per amanti del surf e della vela. Qui l’esposizione è massima e i venti non si fanno pregare.

Criques de Stagnolu et de Paraguanu

Stagnolu si apre a poche centinaia di metri a sud della spiaggia della Tonnara, ma vale davvero la pena raggiungerla per un tuffo in acque limpidissime. Per raggiungere Paraguano bisogna invece guidare per 4 km a ovest di Bonifacio percorrendo la N196. Si arriva in una profonda insenatura, incorniciata da rocce.

Plages et Criques de L’archipel des Lavezzi

Dalla costa alta e rocciosa che si estende a est di Bonifacio si può dedicare una giornata a un’emozionante escursione via mare in direzione dell’isola di Lavezzi. Intorno all’isola maggiore di lavezzi si apre un piccolo arcipelago che comprende:  l’isola di Cavallo, San Bainsu, Gavetti, Piana, Ratino, Poraggia e Sperduto.

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spiagge top della costa azzurra

costa azzurra

La Costa Azzurra è il tratto orientale della costa francese sul Mar Mediterraneo, compresa tra Théoule-sur-le-Mer e il confine con l’Italia. Questo lussureggiante giardino affacciato sul mare ha un clima dolce, grazie alla sua esposizione a sud e alla protezione fornita dalle montagne provenzali e dalle Alpi.

le migliori spiagge della Costa Azzurra sono:

Pampelonne (Ramatuelle)

oggi è la più amata dai turisti, infatti in questa lingua di sabbia che si estende per 4.5 km  tra il Cap Pinet e Bonne Terrasse hanno sede i più famosi e ben frequentati stabilimenti balneari di Saint Tropez.

Bouillabaisse

Non è molto lunga e abbastanza stretta, è abbastanza uniforme. Sulla spiaggia sono presenti diversi bar e ristoranti. La spiaggia è facilmente raggiungibile. È possibile parcheggiare l’auto presso la spiaggia.

Graniers

Questa è la spiaggia più selvaggia nelle vicinanze del centro città. Attenzione, è relativamente piccola (80 m) ed in piena stagione è difficile trovare un posto per stendere l’asciugamano! Dopo questa spiaggia la costa diventa rocciosa con qualche cricca nascosta.

Ponche

Qui si trova una delle spiagge più belle di Saint Tropez. Si chiama come il quartiere e si estende tra la torre del Portalet e la torre Vecchia.

Paloma Beach (Saint-Jean-Cap-Ferrat)

Approfittate delle prime ore del mattino nel pomeriggio la spiaggia rimane in ombra per crogiolarvi in questo angolo di paradiso lambito da un mare cristallino, a circa 10 minuti d’auto da Saint-Jean_Cap-Ferrat.

Calanque D’En Vau (Cassis)

Una passeggiata di circa 2 ore, molto apprezzata dagli amanti del trekking e della natura incontaminata, vi condurrà alla scoperta di un angolo incontaminato di paradiso, raggiungibile dalla strada 559 che da Marsiglia corre verso il piccolo borgo di pescatori di Cassis.

L’Estagnol (Bormes-Les-Mimosas)

Con la sua distesa di sabbia bianca sovrastata da grandi pini, l’ombra della pineta, il fondale che digrada dolcemente, la spiaggia di L’Estagnol nel dipartimento del Varo, nella regione della Provenza-Alpi Costa Azzurra è una delle mete preferite dalle famiglie con bambini.

 

 

 

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vacanze in corsica

corsica

La Corsica è una delle isole più affascinanti e selvagge. Separata dalla Sardegna dalle Bocche di Bonifacio, l’isola francese è si piccola ma incredibilmente ricca di bellezze paesaggistiche, con il particolare contrasto che si crea tra il mare e le montagne. Chiamata anche l’Île de beauté, la Corsica offre itinerari tutti da scoprire tra città cariche di storia e cultura e panorami di natura incontaminata; sono molti quelli che decidono di attraversarla in sella ad una moto, per godersi al massimo le curve e affrontare al meglio le tante impervie. la natura è dominante, come dimostrano come dimostrano le aree protette delle isole Lavezzi o il Golfe de Porto., ma anche Cupulatta dove si trova un parco con 150 specie di tartarughe, tra cui è possibile ammirare anche quella gigante tipica delle Galapagos. Le stesse Bocche di Bonifacio sono una riserva marina, che attira gli amanti di diving per andare alla scoperta di relitti  e fondali dalla bellezza impressionante. le spiagge sono mozzafiato, dalle più selvagge come quella di Saint Florent e della Tonnara e quelle più turistiche  come Santa Giulia, Santa Manza e la Rondinara; quest’ultima è particolarmente indicata alle famiglie con bambini, grazie ad una sabbia molto fine e la posizione al riparo dalle correnti. Sono proprio le famiglie i più assidui frequentatori della Corsica un’isola tranquilla dove godere del paesaggio e dei ritmi rilassanti tipici di una località marina.

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cantone di vaud in mountain bike

cantone di vaud

Nel Cantone di Vaud si pensa anche agli appassionati di mountain bike, con numerosi itinerari per il downhil, freeride, all mountain. A iniziare dal percorso circolare che si snoda lungo il corso del fiume Sarine nella valle del Pays-d’Enhaut: una trentina di chilometri tra asfalto e sentieri. Anzi, già prima della partenza c’è una deviazione per il Musée du Vieux Pays dEnhaut, dedicato alla delicata arte del ritaglio su carta. Espone veri merletti realizzati con le forbici, che da secoli ritraggono scene di vita alpestre. Sulle ruote si parte poi tra i boschi alla volta di Rossinière, caratteristico villaggio di baite di legno tra cui spicca il Grand Chalet, dimora del pittore Balthus. Si costeggia il Lac du Vernex, idilliaco laghetto creato dallo sbarramento del fiume Sarine, e il fondovalle, ritornando verso Château d’Oex. Dopo il villaggio di Gérignoz, ecco Rougemont, tra i boschi di abeti su cui svettano le imponenti pareti calcaree del Rubli. Il paese è la quintessenza del pittoresco, con chalet in legno adornati da cascate di fiori e decorati con incisioni e pitture. Gli appassionati di mountain bike trovano percorsi appassionanti anche nel paesaggio incantato della Vallée de Joux. Come il Grand Risound Bike, itinerario circolare di una trentina di chilometri, di cui 12 in single trail che parte da Le Sentier, tocca i borghi della valle e attraversa la foresta del Risoud, una delle più grandi d’Europa. Un tour particolare, immerso in una solitudine rara nel Vecchio Continente. Si pedala con leggeri saliscendi lungo le rive del lago verso La Rocheray e Esserts-deRive, per proseguire tra i pascoli fino a Le Lieu. Il percorso continua tra i boschi del crinale che sovrasta il lago per poi scendere a Les Charbonnières, culla del Vacherin Mont d’Or. Il formaggio, prodotto esclusivamente in estate a un ottimo Gruvyère, da gustare nella tappa successiva. Non appena si inizia la la salita in direzione Petit Risoud, ecco la zona selvaggia attraversata solo dal sentiero forestale. Si pedala lungo il confine con la Francia su un appassionante single trail, superando numerose piccole capanne in legno. Intorno si stende la foresta di Risoud, popolata da un’infinità di abeti rossi, tra cui i rari alberi di risonanza ricercati dai liutai di tutto il mondo. Si ritorna alla civiltà dopo le capanne Marocaine e Turque, per arrivare di nuovo al villaggio di Le Sentier. Dopo lo sport, il gusto: con il lavarello, l’altra specialità della valle. Anche nella Regione del lago di Ginevra spopolano le e-bike. Piacevoli sulle ciclabili, perché rendono agevoli anche gli spostamenti più lunghi, le biciclette elettriche conoscono un autentico boom nella versione da montagna, grazie all’aiutino che rende accessibili escursioni prima possibili solo ai più esperti e allenati. Come l’Alpes de la Région du Léman Bike, itinerario di 105 km in due tappe che si snoda sulle Alpi del cantone. Con 3.400 metri in salita e altrettanti in discesa, è un percorso arduo, ricompensato però da una natura incontaminata fatta di pascoli alti, boschi solitari, ghiacciai imponenti e laghi cristallini. Si parte dal villaggio vitivolo di Aigle, sede dell’Associazione Internazionale del Ciclismo, per salire nel bosco verso Panex, Leysin, Col des Mosses. La tappa termina a Les Diablerets, ai piedi dell’omonimo massiccio e del ghiacciaio. Lungo un sentiero variegato e panoramico si giunge al Lac del Chavonnes, lago montano color blu scuro, e poi al la Noir e al Lac de Brataye. Sono i tre laghi del Col de Bretaye, sopra Villars, il punto più alto del percorso (1.805 metri), da cui si scende rapidamente nella valle del Rodano.

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crêpes suzette

dolce homemade

Ingredienti

170 g di farina 00; 3 uova; 4 dl di latte; 90 g di zucchero; 3 arance non trattate; 60 g di burro; 1 dl di liquore all’arancia; miele di agrumi.

Preparazione

In una ciotola, mescolate la farina setacciata, 20 g di zucchero e la scorza grattugiata di 1 arancia, poi versate il latte a filo. A parte, sbattete le uova con 20 g di burro fuso, poi unite i 2 composti. Coprite con la pellicola e mettete in frigorifero per 30 minuti. Spennellate con poco burro un padellino di 18 cm di diametro e scaldatelo a fuoco medio. Mescolate la pastella e versatene 1 mestolino nella padella ben calda, facendola roteare velocemente, in modo che il fondo venga ricoperto uniformemente. Man mano che saranno pronte, disponete le crêpes in un piatto e tenetele in caldo coperte con un foglio di alluminio. Proseguite allo stesso modo fino a esaurire la pastella. Per la salsa, ricavate la scorza delle arance rimaste, fatela a filetti e tuffateli per 1 minuto in acqua bollente poi scolateli. Spremete le arance e filtrate il succo. Sciogliete 20 g di burro in un’ampia padella antiaderente con lo zucchero rimasto e le scorzette. Appena il composto sarà amalgamato, versate a filo il succo d’arancia, mescolate e fate addensare leggermente la salsa a fiamma media. Immergete una crêpe nella salsa, fatela insaporire, poi piegatela a metà per 2 volte fino a ottenere un ventaglio e sistematelo su un piatto di portata. Procedete allo stesso modo con le altre crêpes. Decorate i piatti con le scorzette, quindi irrorate con il liquore e incendiatelo con l’aiuto di un cannello. Servite decorando con un filo di miele.

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cannelés bordolesi

dolci di bordeaux

Ingredienti per 20 cannelés:

1 baccello di vaniglia, 50 cl di latte intero, 50 g di burro, 2 uova, 2 tuorli d’uovo, 240 g di zucchero a velo, 1 cucchiaio e mezzo di rum scuro agricolo invecchiato, 110 g di farina 00.

Preparazione:

L’impasto per i cannelés va preparato il giorno prima. Tagliare a metà il baccello di vaniglia e raschiate l’interno per estrarne i semi. versate il latte in una casseruola, aggiungete il baccello e i semi e portate a ebollizione. Fuori dal fuoco, lasciatelo coperto in infusione per 1 ora. Togliete il baccello e fate raffreddare. Sciogliete il burro e lasciatelo raffreddare: con una frusta mescolate in un recipiente le uova intere, i tuorli e lo zucchero a velo setacciato. Continuando a sbattere con la frusta, aggiungete uno alla volta, e in quest’ordine, il rum, il burro fuso, la farina setacciata e il latte vanigliato. Conservate il composto per 24 ore in frigorifero. Quando il burro si è indurito infarinateli leggermente; devono essere riempiti solo quando stanno per essere infornati. Scaldate il forno a 180°C, distribuite il composto negli stampi fino a 1 cm dal bordo e fateli cuocere per 1 ora: se si gonfiano durante la cottura, bucateli al centro con la punta di un coltello. Consumateli a temperatura ambiente e in giornata.

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Îles de Lérins

Bastano 15-30 minuti di ferry per allontanarsi dal traffico di Cannes e approdare in sue oasi di natura e silenzio. Al largo della cittadina delle boutique griffate, croisette e celebrities, infatti, si allungano le isole di Lérins, piccolo arcipelago su cui primeggiano Sainte Marguerite e Saint-Honorat, entrambe rigorosamente pedonali. Sainte Marguerite custodisce il mistero del detenuto di Fort Royal, il cui viso era celato da una maschera di ferro. Leggenda locale vuole che si trattasse del gemello di Luigi XIV, il Re Sole, come poi scrisse Alexandre Dumas e si ispirò Hollywood con l’omonimo film, protagonista Leonardo DICaprio. Leggende a parte, dopo aver visitato il maestoso complesso fortificato e aver passeggiato sulle stradine acciottolate tra vecchie case-magazzino dismesse, merita una sosta il laghetto Batéguier, rifugio prediletto di aironi cenerini, cormorani, sterne e degli appassionati di birdwatching. Seguendo i vari sentieri ombreggiati da pini e lecci, si giunge in solitarie spiaggette selvagge. Altrettante se ne possono scoprire a Saint-Honorat, dove si staglia la grande Abbazia di Lérins, abitata ancora oggi da una ventina di monaci cistercensi produttori di pregiati vini, nonché proprietari dell’isola. Il piacevole “pedaggio” è la visita del complesso monastico e del suo negozio, dove, oltre ai vini, si vendono saponi vegetali, liquori e biscotti, sempre di produzione locale e artigianale. La modaiola Cannes non potrebbe essere più lontana.

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nantes crogiolo di creatività

Grand Eléphant. Les Machines de l’île. Nantes © Jean-Dominique Billaud / LVAN

Nantes è il capoluogo della regione Pays de la Loire ed è considerata la capitale della Bretagna. “la Venezia dell’ovest” definita così per la ricchezza architettonica e l’onnipresenza dell’acqua. Ieri ispirava Jules Verne e i suoi racconti fantastici, oggi gli artisti da tutto il mondo. In pochi anni è diventata una delle città più giovani, dinamiche e all’avanguardia di Francia, pur conservando la sua douceur de vie e il fascino di ieri. Da ammirare in un primo colpo d’occhio dal 32° piano della Torre Bretagna, sorseggiando un cocktail sull’installazione d’arte a Le Nid, e poi a piedi o in bici con il Pass Nantes, che consente l’accesso gratuito a trasporti, musei e attrazioni culturali.

Charme del passato 

Sino dalla grande ristrutturazione urbanistica d’inizio Novecento era circondata da più di venti isole e attraversata dalla Loira, i cui corsi d’acqua oggi sono stati per di più riempiti ma che un tempo la dividevano in due parti: il Bouffay medievale, con viuzze sinuose in memoria delle antiche corporazioni, case dalle facciate a graticcio e il maestoso Château del Ducs de Bretagne, ex sede del ducato e oggi museo storico; e dall’altra il Quartiere Gaslin, con belle dimore residenziali, l’omonimo théâtre in stile neoclassico  e il Passage Pommeraye, galleria coperta creata nel 1843, che mantiene intatta la sua suggestione tra stucchi, applique liberty e insegne originali dei negozi. Si respira la grandeur del passato anche nella Cathédrale St.Pierre et St.Paul, in cui ammirare il drappeggio della statua dell’ex regina Anna di Bretagna, un raro organo a a baldacchino del Seicento e due acquasantiere macro conchiglie in madreperla, arrivate da viaggi esotici.

Fermento Contemporaneo

Le Grand Éléphant in legno e acciaio di 12 metri deambula e barrisce lungo le banchine della Loira, imbarcando a bordo 50 persone, mentre al Carrousel creature sottomarine, come pesci volanti e calamari a retro propulsione, si muovono in una coreografia tra gli abissi. Un bestiario fantastico, degno dell’immaginario di Verne, nato proprio qui. Sono les  Machine de l’Île, macchine meccaniche protagoniste sull’Île de Nantes, ex area di cantieri navali oggi quartiere creativo, con sale per concerti, come la Fabrique. nel frattempo gli Anelli luminosi di Buren e Bouchain si riflettono la sera nella Loira, la grande gru gialla, simbolo del porto di Nantes, si staglia all’orizzonte e fervono i lavori per l’Arbre aux Hérons, albero monumentale sormontato da due aironi e 22 rami su cui camminare che sarà pronto nel 2021.

 

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cannelés bordelais

dolci francesi

Ingredienti:

150 g di farina 00, 150 g di zucchero semolato, 7′ g di zucchero di canna, 5 dl di latte fresco, 1 uovo, 2 tuorli, 20 g di burro, 2 cucchiai di rum, 1 baccello di vaniglia.

Preparazione:

Il giorno precedente, portate a ebollizione il latte con il burro, 5 cucchiai di rum e l’interno con i semini del baccello di vaniglia, poi lasciate intiepidire. Montate le uova e i tuorli con lo zucchero in una ciotola, poi versate a filo il latte tiepido, alternandolo con la farina setacciata in 2-3 volte, mescolando fino a ottenere un composto fluido e omogeneo. Coprite con la pellicola e mettetelo a riposare in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo, suddividete l’impasto negli incavi dell’apposito stampo per cannelés in rame o in silicone senza riempirli completamente. Cuocete i dolci in forno già caldo a 250°C per 15 minuti, quindi abbassate la temperatura a 180°C e proseguite la cottura per 1 ora. Lasciate raffreddare i cannelés, poi sfornateli inserendo una lama intorno al bordo e sfilandoli delicatamente.