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cosa vedere nell’isola di Mauritius (parte 3)

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Mahebourg Naval Museum

Si trova a Mahebourg, la collezione del museo è principalmente dedicata ai relitti naufragati nell’Oceano, antiche mappe dell’isola, equipaggiamenti di navigazione, modelli di navi, armi e la campana del non meno noto relitto di Saint-Géran, i turisti possono anche ammirare un piano della flotta Reale, antichi dipinti di paesaggi mauriziani e le ossa del famoso uccello dodo.

Mauritius Post Museum

Situato a Port Louis, il museo svela momenti chiave della storia postale di Mauritius, della sua evoluzione fino ad oggi e simboleggia gli sforzi compiuti nel tempo per migliorare  le comunicazioni locali ed internazionali. L’edificio che ospita il museo è uno dei più antichi della capitale. Da non perdere la rara opportunità di ammirare un esemplare originale del famoso francobollo Black Penny, il primo francobollo pubblicato in assoluto dalla Gran Bretagna.

Chinese Cultural Heritage Museum

Questo museo si trova a Grand Bay e racconta la storia della diaspora cinese a Mauritius attraverso sei temi: l’arrivo degli immigrati, il commercio e la cucina, la cultura cinese, la pagoda e la stampa cinese. Un tipico negozio cinese è stato ricostruito, ed è possibile sperimentare ciò che era ai tempi. Un’altra immersione nello stile di vita cinese locale ha luogo nella tipica cucina tradizionale, con i suoi tegami da lavoro, le stoviglie e i fornelli. Chi visita il museo ha l’opportunità di capire a pieno le vicissitudini che gli immigrati cinesi hanno dovuto affrontare e come la comunità prese parte alla costruzione della moderna Mauritius.

La Maison Euréka

Meglio conosciuta come “La casa creola”, è stata costruita nel 1830. Una visita rappresenta un viaggio nel tempo fino al XIX secolo e nello stile di vita coloniale a Mauritius, mentre si passeggia tra musica e arte ed i saloni esibiscono antiche foto ed oggetti. Oltre al valore storico, la maison merita una visita  anche per il giardino all’inglese perfettamente curato e per una pausa rinfrescante nella meravigliosa ambientazione naturale tra le cascate e i lussureggianti prati verdi di Moka.

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visita al castello di piovera

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Il Castello di Piovera, sede di  appuntamenti ed eventi fin dagli anni 80. Ad occuparsene oggi, è l’Associazione Culturale Castelpiovera, che organizza grazie ai volontari un fitto calendario in grado di ospitare un grande numero di serate. Da maggio a settembre si alternano tantissimi incontri: Benessere al Castello, Favorare, il Festival Fantasy, fino al Concerto di musica classica Echos e la Mostra d’Arte contemporanea Fossili Moderni. E questo solo agli albori della primavera. A giugno la Festa dell’Agricoltura fa da “apripista” all’estate, quando cominciano una serie di eventi che variano di anno in anno a che risultano sempre molto belli e pieni di gente. A settembre un appuntamento fisso è l’Esposizione Canina. Gli amanti del lavoro, della sua storia e degli arnesi di un tempo troveranno di che divertirsi e meravigliarsi all’interno della città, in cui si trova il museo degli antichi mestieri. Il museo è ospitato all’interno del fabbricato che un tempo fungeva da granaio per il tenimento agricolo. Ci si trovano oltre diecimila attrezzi e utensili riguardanti ogni tipo di antico mestiere: falegname, boscaiolo, calzolaio, ma anche lavori prettamente svolti dalle donne come la filatura della seta e della lana, la lavoratura della canapa o della cera, così come la tessitura. Il museo è nato negli anni 90 per volontà di Giuseppe Orsini, suocero del Conte Calvi di Bergolo. Gli oggetti fanno parte delle collezioni del Castello, alcuni di questi sono stati donati per rimpinguare ulteriormente la dotazione. Al dottor Orsini è dedicato il Padiglione delle radici. All’interno del Padiglione sono presenti delle sculture fatte di radici, riproduzioni naturali che nel tempo hanno assunto delle particolarissime forme e che insieme formano un “giardino” in grado di attirare i visitatori. All’interno del Castello è possibile inoltre organizzare anche il giorno più bello della propria vita. Sono numerose le coppie che chiedono di poter vivere le proprie nozze in un luogo tanto emozionante, dal fascino antico, ideale per chi vuole uno sfondo indimenticabile. le mura sorgono su preesistenze medievali del 1300 e diventano una fortezza per mano dei Visconti di Milano, prima di divenire una residenza alla fine del 1800 per decisione dei Balbi di Genova.

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Piacenza città di musei

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Ecco i migliori musei da visitare a Piacenza:

Galleria e Collegio Alberoni 

Il collegio fondato dal Cardinale Giulio Alberoni e inaugurato nel 1751, mantiene la sua funzione originaria di scuola per la preparazione alla vita ecclesiastica e di centro teologico,  filosofico e scientifico. La biblioteca è ricca di circa 130.000 volumi; il Gabinetto di Fisica, quello si Scienze Naturali, l’osservatorio storico e meteorologico e la Specola Astronomica sono perfettamente funzionanti. Nella nuova galleria Alberoni, adibita a museo sala congressi e concerti, sono conservati la maggior parte della quadreria e diciotto superbi arazzi di manifattura fiamminga.

Museo Civico Di Storia Naturale 

È ospitato nella vecchia fabbrica del Ghiaccio dell’ex Macello Comunale, ora Urban Center. Su una superficie di 2000 metri quadrati , comprende sale espositive, laboratori didattici attrezzati, un settore mostre e un’aula per proiezioni e filmati. Il percorso espositivo vede il supporto di strumentazioni multimediali (anche tattili, funzionali ai non vedenti) e si snoda tra “la pianura”, “la collina” e “la montagna”, secondo criteri museografici innovativi, che mirano a ricreare gli ambienti naturali del nostro territorio. Nel padiglione Negrotti dell’Urbana Center è ospitata una sezione del museo l’Oil&Gas Museum che racconta il ruolo di prima grandezza che la provincia di Piacenza ha avuto nella storia italiana del petrolio e del gas metano.

Galleria D’Arte Moderna Ricci Oddi

la straordinaria raccolta, dono alla città del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi, comprende opere prevalentemente italiane databili tra il 1830 e il 1930. È ospitata nell’edificio progettato appositamente dall’architetto Giulio Ulisse Arata e e inaugurato nel 1930. la Galleria espone opere di artisti stranieri e italiani dell’ottocento e del Novecento.

Musei Diocesani

Il Museo Capitolare – basilica di S.Antonino custodisce tre dossali del quattrocento, tele dei secoli XVII-XVIII, calici, ostensori, reliquiari, paramenti liturgici, troneggi, messali e locali dei secoli XIV-XV. Museo della Cattedrale espone il noto codice 65, altri preziosi codici, argenterie, paramenti liturgici e dipinti un tempo in cattedrale, sculture e arredi provenienti da chiese della diocesi. Il Museo Scalabrini, costituito mediante diverse donazioni dopo la morte del Vescovo di Piacenza Monsignore Scalabrini, conserva tele e oggetti sacri che ne rispecchiano gli interessi e la spiritualità.

Piccolo Museo Della Poesia – Incolmabili Fenditure

Nel museo, nato dall’associazione omonima, è conservata una straordinaria colazione dedicata alla poesia italiana del Novecento, ma anche ad opere da Dante agli autori contemporanei. ospita la Galleria D’Arte Spazialismo poetico.

Ente Museo Palazo Costa – Fondazione Horak

Il palazzo fu realizzato su progetto di ferdinando Bibiena a partire dal 1693. Al primo piano adibito a museo la Fondazione Horak espone un vasto nucleo di mobili settecenteschi, opere pittoriche  e una raccolta di sculture dal XIV al XVII secolo. La sala Salvator Rosa  deve il suo nome alla presenza di una notevole raccolta di opere, dipinti ed incisioni dell’artista.

Museo Della Stampa M. Prati

È dedicato agli strumenti tipografici utilizzati  fino agli anni Ottanta per la realizzazione del quotidiano locale Libertà, uno dei più antichi d’Italia. All’interno del Museo sono esposte le machine compositive storiche degli anni in cui si stampava in maniera artigianale.

Musei Civici e Palazzo Farnese

occupano la cittadella viscontea e la mole farnesiana. Al piano rialzato di palazzo Farnese sono esposti: il modello ligneo del palazzo, affreschi tardo medievali, epigrafi, stemmi e sculture dei secoli XVII-XVIII, vetri, ceramiche, armi da difesa e da offesa datate tra cinque e settecento. nelle cornici a stucco dell’appartamento ducale sono inseriti i dipinti dei Fasti Farnesiani con le gesta di Paolo III e di Alessandro Farnese, completati dai fasti di Elisabetta esposti in Pinacoteca. Qui, tra i pregevoli dipinti dei secoli XIV-XIX, spicca il Tondo di Sandro Botticelli Madonna adorante il Bambino con S.Giovannino, che è il cuore delle collezioni. nei sotterranei è ospitato il museo delle carrozze, con rari e preziosi esemplari dei secoli XVIII-XX. Nell’ammezzato il Museo del Risorgimento conserva documenti e cimeli dal 1821 al 1870. All’interno del Museo Archeologico, allestito nella cittadella viscontea, sono visitabili la sezione di pre-ptotestoria, un piccolo antiquarium con le collezioni civiche e il celeberrimo Fegato etrusco.

Antiquarium Santa Margherita Fondazione di Piacenza e Vigevano 

È l’unico e straordinario caso a Piacenza di conservazione e valorizzazione di tracce stratificate della bimillenaria storia della città. nel suggestivo allestimento  con l’ausilio di reperti selezionati e di pannelli esplicativi, sono ripercorse le vicende di un angolo di Piacenza dall’età romana a quella medievale. la chiesa superiore oggi auditorium è adorna di stucchi e affreschi, risale al XVII-XVIII secolo e si impone su di un precedente edificio del XVII secolo.

Istituto Gazzola Scuola D’arte – Pinacoteca

Nella pinacoteca sono conservate tantissime opere.

Museo Ornitologico

Consegna studia ed espone gli uccelli che vivono in natura e quelli allevati dall’uomo. Al primo piano si trova un’aula didattica espositiva, mentre all’esterno una grande voliera ospita piccoli uccelli esotici e esemplari della fauna locale.

Museo della Civiltà  Contadina G.Ranieri

Il Museo è allestito nel campus agroalimentare Raineri Marcosa. La raccolta documenta gli aspetti essenziali del mondo rurale attraverso l’esposizione di strumenti e utensili relativi al lavoro agricolo e artigianale, arredi e oggetti legati ad usi e costumi della vita contadina. Contribuiscono ad arricchire l’allestimento le immagini del fotografo documentaristico Dino Petrelli.

 

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cherasco città di storia, cultura e arte

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ecco una lista di cosa vedere a Cherasco:

Organo “Pierino Regis” A.D. 1943

L’Organo “Pierino Regis” A.D. 1943, installato nella chiesa di San Martino di Cherasco ha ripreso vita dopo il restauro di qualche anno fa che ne ha restituito il suono originario a beneficio della comunità religiosa e della popolazione di Cherasco;

Museo Civico G.B. Adriani

Il Museo Civico G.B. Adriani è posto all’interno del seicentesco Palazzo Gotti di Salerano. Magnifico il portale e pregevole il portone. Al piano superiore troviamo l’imponente Sala della Sapienza, con affreschi del pittore Sebastiano Taricco risalenti agli anni 1672-1681. Nelle varie sale del palazzo sono sistemati documenti di storia locale e piemontese, molti oggetti antichi (statuette, anfore, urne cinerarie), un medagliere ed un’interessante raccolta numismatica di monete greche, romane, italiane ed estere. Le raccolte, provenienti dalla donazione del cheraschere G.B. Adriani, insigne storico del secolo scorso, sono di straordinaria importanza per la storia e per la ricostruzione della cultura locale. Nella sala principale del Palazzo, il Senato piemontese tenne le regolari sedute durante l’assedio di Torino nel 1706. Il Museo Civico ha inoltre due nuove sale dedicate a due illustri cheraschesi del passato: il poliedrico artista. Sebastiano Taricco e il primo bersagliere d’Italia Giuseppe Vayra. Sono al piano terra a sinistra rispetto al portone d’entrata, per prima c’è la sala dedicata alla figura di Giuseppe Vayra: offre un paio di teche espositive centrali, in ferro e vetro, che contengono i reperti e gli oggetti di Vayra, della Donazione Gaido, con alcuni pannelli illustrativi per permettere di conoscere la biografia del Vayra e il percorso della Storia d’Italia dell’Ottocento all’Unità d’Italia. Andando oltre c’è poi la sala dedicata a Sebastiano Taricco: un punto informativo dedicato all’Architetto, pittore ed artista di Cherasco che offre la biografia dell’artista cheraschese vissuto nella seconda metà del Seicento attraverso supporti multimediali, pannelli esplicativi, un televisore per la trasmissione dei filmati;

Museo Diocesano 

Dopo i lavori di restauro della facciata e del campanile, che hanno in parte compromesso la fruibilità del museo nello scorso anno, riapre il Museo Diocesano di arte e tradizioni religiose. Le dotazioni di base si vanno arricchendo con la progressiva riscoperta di opere non più in uso nelle chiese officiate, a formare un fondo mussale permanente, testimone della devozione e della committenza artistica cheraschese. Lo stesso contenitore, l’Oratorio di S. Iffredo, già secolare sede della Confraternita della Misericordia, pur in stato di conservazione precario, si presenta come una soda testimonianza di architettura Sei-Settecentesca, specchio dell’attività dei confratelli che si erano accollati l’assistenza ai carcerati, ai “pazzerelli” e la gestione del Monte di Pietà. La mostra annuale è ancora dedicata nell’anno ad una serie di Parametri Sacri, storica dotazione della parrocchia di S. Pietro e del santuario della Madonna del Popolo;

La Sinagoga 

La Sinagoga di Cherasco, di proprietà della Comunità Ebraica di Torino, è stata affidata in custodia alla Fondazione De Benedetti Cherasco 1547 (ONLUS) che ne ha promosso e seguito un accurato restauro conservativo. La Fondazione De Benedetti Cherasco è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale che ha fra le sue finalità la tutela, la promozione e la valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico, con particolare riferimento a quanto riconducibile alla passata presenza ebraica nella città di Cherasco;

Club ruote d’epoca Cherasco

Questo club nasce nel 2002, con lo scopo di riunire gli appassionati del settore, di promuovere la conoscenza, la conservazione ed il restauro di motociclette, automobili e scooter di particolare interesse storico. La sede è in via San Pietro a Cherasco, dove trovano spazio una sala ritrovo, una sala adibita a biblioteca, ufficio del club ed esposizione accessori d’epoca; un piccolo museo della moto ed una sala incontri. Dal 2006 è stata inaugurata un’intera sala dedicata all’esposizione di modellini d’auto e moto d’epoca, mentre nel 2011 il Club ha restaurato nel centro storico un magazzino ricavando un centro polifunzionale dedicato a mostre e convegni: il Palaexpo Ruote d’epoca. Ogni anno Ruote d’epoca Cherasco organizza mostre, raduni ed eventi che riscuotono un sempre maggiore successo;

Museo della magia

Il Museo della magia di Cherasco è il più importante museo italiano, multimediale, dedicato alla magia e all’illusionismo. Attraverso le sue sale i visitatori potranno scoprire la storia, gli strumenti e i protagonisti di una delle più affascinanti forme di spettacolo: la magia. La struttura mussale nasce in un vecchio asilo che è stato ristrutturato e adeguato all’iniziativa; si articola in 4 sale tematiche allestite scenograficamente, un teatro adibito a spettacolo di illusionismo, una biblioteca interamente dedicata al tema della magia e che possiede oltre 18.000 volumi consultabili per motivi di studio e ricerca. Il percorso mussale è un vero e proprio viaggio in cui i bambini e adulti vengono coinvolti attivamente in un contesto fiabesco e dove la proverbiale avvertenza “non toccare” può essere momentaneamente accantonata per sperimentare e scoprire sui supporti multimediali che si incontrano lungo la visita. Si scopriranno le antiche origini della magia e dell’illusionismo, i principali strumenti dei maghi, le diverse forme dello spettacolo magico, i personaggi che hanno fatto la storia della magia, i legami della magia con il mondo dell’occulto. Il percorso mussale si articola in numerose tappe, tra cui: la bocca della verità, la testa parlante, la foresta incantata, le grandi illusioni, i grandi maghi, la seduta spiritica, polvere di stelle, il teatro delle illusioni, il paese delle meraviglie. Completano il percorso di visita il Giardino delle fate e lo Scrigno magico.

Prodotti Tipici di Cherasco sono: il cioccolato, le lumache, acqua di Cherasco, il barolo DOCG Mantoetto, la salsiccia di Cherasco al Barolo. 

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Firenze una città museo sotto l’egida dei Medici

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Dubbio non c’è. Firenze è capitale dell’arte e della bellezza tant’è cospicuo, quasi bulimico il suo patrimonio di quadri e affreschi e sculture e artefatti di qualsivoglia tipo. Qui si inseguono i maestri primitivi, i grandi nomi dell’Umanesimo e del Rinascimento, i protagonisti della Maniera e del Seicento, i Macchiaioli e i Realisti magici. La città, cui i Medici dettero un’intramontabile impronta, raduna i suoi monumenti in un centro raccolto che stupirà a ogni angolo e si percorre a piedi con facilità. Da dove cominciare? Be’, per non far torto a nessuno dal Duomo, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore: progetto originale di Arnolfo di Cambio campanile di Giotto, cupola-capolavoro di Brunelleschi, fine delle opere nel 1436. Di fronte ha il Battistero di San Giovanni con i rilievi delle porte creati da Lorenzo Ghiberti che, stando al Vasari, Donatello e Brunelleschi, reputavano che “era migliore maestro di loro nel getto”. Poi ecco Masaccio e il suo poderoso affresco Trinità, Maria e committenti che a Santa Maria Novella ma anche con i dipinti della cappella Brancacci a Santa Maria del Carmine rinnova il senso dello spazio a due dimensioni. Il Museo di San Marco è il regno del Beato Angelico coronato da un’Annunciazione e una Crocifissione che tolgono il respiro per la mistica koinè. Dappertutto si scoprono Cenacoli e Annunciazioni, il geni plastico di Michelangelo rifulge, con sculture e tele nella Galleria dell’Accademia, nelle Cappelle Medicee, al Museo del Bargello, a Palazzo vecchio, e ora nell’appena restaurato Stanzino dietro all’altare di San Lorenzo, chiesa nella quale Verrocchio è protagonista con il ricamatissimo Monumento funebre a Giovanni e Piero De Medici. Oltrarno, a Palazzo Pitti, imperano Tiziano e Raffaello, ma pure i Macchiaioli con Fattori, Lega e Signorini, e poi il Neoimpressionismo di Boldini e il Futurismo. Caso a sé fanno gli Uffizi, uno dei massimi musei al mondo e forse per la pittura il massimo. Sale su scale di opere inestimabili per ubriacarsi di bellezza.

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milano città d’arte segreta

nord italia

Dall’epoca romana al Futurismo, all’informale, all’arte povera e cinetica: Milano e i suoi mille volti d’arte. Flash? I mosaici bizantini nella cappella di Sant’aquilino della Basilica di San Lorenzo del IV secolo che ornano la cupola del sacello di San Vittore in ciel d’oro nella Basilica di Sant’Ambrogio. Emoziona il ciclo di affreschi di Bernardino e Aurelio Luini che ornano San Maurizio al Monastero Maggiore, di origine paleocristiana, rinvenuto nel ‘500. A Sant’Eustorgio le pareti della Cappella cortinari risuonano dei colori vivi di Vincenzo Foppa, mentre accanto a Santa Maria delle Grazie col tiburio del Bramante, il mondo si ferma davanti al Cenacolo (1495-1498) di Leonardo Da Vinci. Al Castello Sforzesco si va per la Pietà Rondanini del Michelangelo e la Pinacoteca con capolavori di Mantegna, Antonello de Messina, Foppa, Canaletto. Arte grandissima alla Pinacoteca di Brera firmata da Bellini, Mantegna, Crivelli, Bramante, Raffaello, Tintoretto, Boccioni, Modigliani, Carrà, il Piero della Francesca della Madonna dell’Uovo, l’Hayez del Bacio. Il ritratto di Giovane Dama dei Pollaiolo è, invece, l’emblema del Museo Poldi Pezzoli, una casa-museo con quasi 6.000 pezzi tra dipinti inestimabili e oggetti d’arte, con opere di Botticelli, Bellini, Mantegna, Raffaello, Tiepolo e una preziosa “sala degli orologi”. La Canestra di Frutta (1599) del Caravaggio è alla Veneranda Pinacoteca Ambrosiana, inaugurata nel 1618, che custodisce pure tele di Tiziano, Bramanti e migliaia di disegni di Leonardo. Alla Galleria d’Arte Moderna, alla Villa Comunale, è di scena l’800 di Canova, Hayez, Segantini, Fattori, Van Gogh, Cézanne. Un periodo che è documentato assai bene anche alle Gallerie D’Italia in piazza della Scala nelle quali hanno spazio pure i protagonisti di pittura e scultura del XX secolo, che si ritrovano poi al Museo del Novecento: da Giuseppe Pellizza da Volpedo a Balla, Boccioni, Russolo, Depero, Sironi, Carrà, Munari, Fontana, De Chirico, De Pisis… oltre 400 delle quasi 4.000 delle Civiche Raccolte D’Arte milanesi. E infine, il Duomo di Milano, ciclopica e infinita opera in gotico fiorito. Una passeggiata sul tetto per guardare Milano, incorniciata tra le sue guglie cesellate: quadri emozionali incancellabili.

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Mantova città della cultura 2016 parte seconda

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Ecco a voi la descrizione dei musei  di Mantova:

Galleria Arte e Arti: La collezione che rappresenta il patrimonio artistico della Camera di Commercio è collocata all’interno di questo splendido palazzo liberty: edificio, sede centrale della Camera di commercio, tra i più singolari del’900 mantovano progettato dall’architetto Aldo Andreani nel 1913. La galleria, significava collezione d’arte, comprende: un gruppo di notevoli dipinti antichi, una raccolta di quadri de Novecento e pitture e sculture ispirate a temi paesaggistici e astratti;

Museo Archeologico Nazionale: Il museo si trova nel perimetro del Palazzo Ducale. Il territorio della provincia di Mantova è uno dei più ricchi, dal punto di vista archeologico, della regione. Sono esposti reperti che documentano le epoche e le culture dei popoli che hanno abitato questa zona dalla Preistoria all’Alto Medioevo. Le collezioni del museo comprendono: materiali neolitici, dell’età del bronzo, etruschi, veneti, celtici, romani, longobardi, goti, medievali e rinascimentali;

Museo della città: Luogo di memoria cittadina certificato e riconosciuto a livello nazionale e internazionale ospitato dal 2005 all’interno di Palazzo San Sebastiano, edificio del 1500 situato a pochi passi da Palazzo Te. Uno straordinario gruppo di opere appartenenti alle Collezioni Civiche racconta la Mantova tra Umanesimo e Rinascimento. Un suggestivo percorso, attraverso reperti e più di 100 opere di alto valore artistico, rivela i momenti emblematici della storia della civiltà mantovana;

Museo Palazzo D’Arco: Storica residenza dei conti D’Arco. Il palazzo, nel 1973, venne trasformato in museo su volontà della contessa Giovanna D’Arco marchesa Guidi di Bagno, nobile di origine trentina. I visitatori, oltre al palazzo, possono ammirare un patrimonio culturale di straordinaria ricchezza come gli arredi originali, la biblioteca ricca di volumi preziosi, la cucina con le sue curiosità, la pinacoteca con dipinti di Van Dyck e Giuseppe Bazzani, il salone dello zodiaco e il giardino;

Museo Diocesano Francesco Gonzaga: Il museo, inaugurato nel 1983 e ospitato all’interno del chiostro maggiore nell’ex-convento di Sant’Agnese, raccoglie il patrimonio artistico, culturale e religioso della diocesi ed espone documenti storico-artistici che raccontano XII secoli di civiltà mantovana. Nel 1974 si tenne una mostra che presentò capolavori fino ad allora sconosciuti. Il successo della mostra indusse l’ideatore, Luigi Bosio, a progettare un’esposizione permanente di tali opere riunendole in un museo;

Museo Numismatico: La collezione, di valore inestimabile, è esposta in 7 sale ricavate all’interno di un vecchio cavea bancario nel quattrocento Palazzo del Diavolo. Il museo espone la più completa raccolta di antiche monete (2.200 pezzi) e medaglie (140 pezzi) di Mantova e dei Gonzaga dal XII al XIX secolo. È possibile così ripercorrere ben otto secoli di storia attraverso alle monete. Alcune di esse sono assai rare e preziose. La collezione iniziò a formarsi nel 1986;

Museo Tazio Nuvolari: Il museo, fino al 2008 collocato in piazza Broletto, è dedicato all’indimenticabile campione dell’automobilismo Tazio Nuvolari, il Mantovano volante considerato il più grande pilota di tutti i tempi. Inaugurato nel 1985 sulla base di una disposizione testamentaria del pilota, è stato riaperto nel 2010 nelle Sale del Capitano con un’esposizione temporanea. Espone trofei, targhe, coppe e medaglie. Ospita una sezione dedicata al ciclista mantovano Learcio Guerra, la locomotiva umana.

 

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Strada dei vini e dei sapori Mantovani

vini e sapori

Se Mantova è una delle principali città italiane dell’arte, il suo territorio è celebre anche per la ricca gastronomia e per i prodotti della terra, tra i quali la vite occupa un posto privilegiato, affiancata dalle pere, dai meloni, dalle cipolle e dai cereali. Qui la tradizione vitivinicola trova la sua migliore espressione grazie alla conformazione del terreno, all’esposizione al sole e al clima mite. Attualmente sul territorio della DOC Garda Colli Mantovani sono più di mille gli ettari coltivati a vigneto; antica e fortunata è anche la secolare tradizione di cultura vitivinicola del comprensorio della DOC Lambrusco Mantovano. Un viaggio verso la natura e la civiltà del Mantovano non può esimersi dal prendere in considerazione l’impronta profonda portata a questi luoghi dalla dinastia dei Gonzaga, che hai piaceri della vista e della fantasia accostavano quelli del gusto. Il percorso della strada comincia dalle leggere ondulazioni attraversate dal Mincio che si affaccia sul lago di Garda, i Colli Morenici Mantovani, e porta, per citare solo alcuni luoghi, a Bande, frazione di Cavriana, che vanta di aver dato i natali a Virgilio e accoglie Villa Mirra Siliprandi, residenze tra le più care ai Gonzaga, ora sede del museo Archeologico dell’Alto Mantovano; a Solferino dove è d’obbligo una visita al Museo del Risorgimento. La Strada tocca poi Castiglione delle Stiviere, la città di San Luigi Gonzaga, con il Museo della Croce Rossa. Volta Mantovana merita una sosta per le sue residenze dei Gonzaga: Palazzo Cavriani e Villa Venier. Si trova poco distante Castellano Lagusello, frazione di Mozambiano, con l’omonima riserva naturale. Mantova, come punto di congiunzione tra le DOC Colli Morenici Mantovani e Lambrusco Mantovano, non ha bisogno di descrizioni perchè già tappa celeberrima del turismo d’arte internazionale. Ricco di spunti suggestivi anche l’itinerario a sud del Po, con San Benedetto del Po con il suo complesso monastico Polironiano, Gonzaga e Poggio Rusco; nella zona di confluenza tra l’Oglio e il Po, a sud Ovest della provincia, si trovano poi Sabbioneta, Patrimonio dell’Unesco, e Viadana, terra di Lambrusco e melone.

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Regione Andalusia 2

Spagna

Malaga

Importante porto commerciale, scalo crocieristico seconda città dell’Andalusia, il capoluogo della Costa del Sol, è una delle principali destinazioni turistiche spagnole. Oggigiorno con la cosiddetta miglia dell’Arte (Museo Picasso, Museo Carmen Thyssen, Centro D’Arte Contemporanea, la nuova sede del Centro Pompidou e la filiale del Museo Statale D’Arte Russa di San Pietroburgo, la città punta a diventare un riferimento internazionale per l’arte contemporanea.

Ronda

La città, in provincia di Malaga, vede il centro urbano sorgere ai due lati di una stretta gola profonda più di 150 metri. Il centro storico è stato dichiarato Bene di Interesse culturale. Le due metà sono unite da diversi ponti, formando una delle località più interessanti dell’itinerario dei Pueblos Blancos (paesi bianchi), al centro della Serranda de Ronda e a pochi chilometri dalla Costa del Sol.

Jerez

Jerez, assai conosciuta per la trilogia vini, i cavalli e flamenco, conserva un centro storico che è stato dichiarato complesso storico-artistico e abbina l’aspetto signorile dei palazzi aristocratici con l’aria popolare delle case tipiche andaluse. La sua tradizione equestre è attestata dalla celebrazione della Feria del Cavallo, dichiarata d’interesse Turistico Internazionale. Zona di profonda tradizione vinicola, si consiglia la visita delle numerose cantine, dove si producono vini DOC Sherry e Manzanilla-Sanlúcar de Barrameda. 

Cadice

Cadice, città millenaria, raggiunse il suo periodo di splendore nel XVII sec. quando ottenne il monopolio del commercio d’oltremare. La ricchezza la rese facile bersaglio, costringendo la città a fortificarsi con baluardi, che racchiudono il grazioso centro storico e la cattedrale. La sua splendida posizione ci permetterà di visitare le località storiche della Costa della Luz, come El Puerto de Santa María, Puerto Real e Chiclana de la Frontiera e Sanlúcar de Barrameda, una delle porte d’ingresso al Parco Nazionale di Donana, dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

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Spagna: regione di Murcia

Cartagena

Murcia – Cartagena

Murcia è strettamente legata a fertili campi del fiume Segura. Fra le storiche strade delle antiche corporazioni emerge la torre della cattedrale barocca, simbolo della città. Una delle principali attrattive turistiche di Murcia è il litorale, noto come Costa Cálida. L’entroterra della provincia propone invece località storiche come Caravaca de la Cruz o Lorca.

Cartagena, seconda città della regione, si estende sulle rive del suo porto turistico. Le Mura del Mare, costruite nel Settecento delimitano il centro storico. Di interesse il Museo Navale, il castello della Concepción, il Teatro Romano ed il magnifico Museo Nazionale di Archeologia Subacquea.