ricette

crepelle alla fiorentina

primo piatto toscano

Ingredienti per 4 persone:

Per le crespelle

250 g di farina; 80 g di burro; 4 uova intere; 500 ml di latte; sale.

Per il condimento:

500 g di besciamella già pronta; 200 g di spinaci lessati e strizzati; 200 g di ricotta; 60 g di Grana Padano grattugiato; 1 uovo; 30 g di asiago grattugiato; sale; pepe.

Preparazione:

Setacciate la farina, aggiungete uova, latte e un pizzico di sale. lavorate con la frusta fino a ottenere un composto liquido cremoso, liscio e filante. Incorporate il burro fuso tiepido. Se la pastella risulta grumosa, passate con il mixer a immersione per pochi secondi. Lasciate riposare in frigo qualche ora. Riscaldate un tegame antiaderente: la prima volta e di tanto in tanto spennellatela con poco burro. Versatevi un po’ di pastella e roteate il tegame in modo che si distribuisca uniformemente. Cuocete 1 minuto, quindi girate aiutandovi con una forchetta, completando la cottura dall’altro lato. Procedete fino a esaurire la pastella. Amalgamate spinaci e ricotta, aggiungete l’uovo, il grana padano, sale e pepe, e lavorate bene. Poi spalmate sulle crespelle e aggiungete sopra ogni ripieno una cucchiaiata di besciamella. Chiudete ogni crespella arrotolandola su se stessa. Spalmate un po’ di besciamella sul fondo di una teglia, disponetevi le crespelle, coprite la besciamella e spolverizzate con l’asiago grattugiato. Mettete in forno già caldo a 220°C per 20 minuti circa.

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cosa vedere e fare a Santa Fiora (parte 2)

santa fiora

Qui di seguito vi inserisco delle cose da vedere e fare a Santa Fiora.

Museo delle miniere

Il lavoro minerario ha garantito a lungo lavoro e sviluppo per queste zone. Il minerale estratto era il cinabro. Il Museo delle miniere di Mercurio del Monte Amiata è situato nella piazza Garibaldi di Santa Fiora e testimonia la storia delle miniere e dei sacrifici compiuti dai minatori.

Il Castagno monumentale

Il castagno di Santa Fiora è situato nella strada d’ingresso del cimitero è stato inserito nel primo elenco di 2407 alberi monumentali italiani. È un simbolo della ricchezza ambientale del territorio.

Il trekking 

La rete dei sentieri è stata recentemente ripristinata. Partendo da Santa Fiora è possibile raggiungere a piedi o in bicicletta tutte le frazioni e i paesi circostanti, fino alla vetta del Monte Amiata, il Monte Labro e il Monte Calvo. Complessivamente sono diciassette sentieri che attraversano il territorio per un’estensione di circa 220 km.

Le sorgenti del Fiora

A Santa Fiora ci sono le sorgenti d’acqua più importanti del sud della Toscana. La galleria delle sorgenti del Fiora, nei pressi del centro abitato del capoluogo, costituisce un’attrattiva straordinaria. È possibile visitare la struttura gestita dall’acquedotto del Fiora. 

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feste e tradizioni di Santa Fiora

festa toscana

La Fiaccolata del 30 Dicembre 

Il rito del fuoco che nel tempo è diventato uno dei principali eventi turistici del territorio toscano, frequentato da migliaia di persone. Le carboniere sono cataste di legna che vengono incendiate dai portatori di fuoco in varie piazze del borgo. Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre la pietra grigia di Santa Fiora è illuminata dalla luce delle pire e acquisisce un fascino unico.

Presepe vivente 

Il borgo di Santa Fiora si popola neo periodo di natale di decine di comparse che mettono in scena la sacra rappresentazione della natività.

Le Befanate

Nelle frazioni gruppi al seguito dei Befani cercano offerte e offrono canti di questa in tutte le abitazioni.

Il Carnevale morto al Marroneto

Ultimo sabato di carnevale: è il saluto al Carnevale ucciso dalla Quaresima. Unica e originale rappresentazione popolare della maremma e dell’Amiata che abbia al suo centro la morte come auto-liberazione.

Il Santissimo Crocifisso 3 maggio

Festa di primavera e di buon auspicio. Enormi crocifissi lignei portati in processione. In questo giorno è l’unica volta che viene offerto al culto il crocifisso miracoloso di Santa Chiara.

Festa della Santa Flora e Lucilla 29 luglio

fiesta e festa patronale con processione durante la quale c’è l’ostensione delle reliquie delle Sante.

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cosa vedere e fare a santa fiora (parte 1)

toscana

Vi presento uno dei borghi più belli d’Italia: Santa Fiora.

Arte e Cultura

Le Robbiane nella Pieve delle Sante Flora e Lucilla

Sono una delle più imponenti e significative collezioni di opere robbiane al mondo. Le Robbiane di Santa Fiona sono monumentali pale d’altare in terracotta invetriata: il Battesimo di Gesù, la Madonna della Cintola, l’Ultima Cena con l’Ascensione di Gesù al cielo e la Resurrezione (il pulpito), un trittico raffigurante l’incoronazione della Vergine e i Santi Francesco e Girolamo. Completano il ciclo delle opere un crocefisso e un tabernacolo. Nella Pieve anche il reliquiario delle Sante, del XV secolo, raffigurante gli stemmi di Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi.

Le opere di Palazzo Sforza Cesarini

Due cicli di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi decorano le stanze del palazzo, che fu sede della Contea degli Sforza. Il primo ciclo illustra “Le 4 stagioni” e si trova nell’attuale ufficio del sindaco, mentre nell’anticamera si trova “Le ore del giorno”. Nella sala consiliare un camino rinascimentale e la campana civica del 1589. Nel grande salone del popolo lo stemma originale di Casa Sforza in legno dorato.

Il Ghetto

Gli ebrei di Santa Fiora vissero una condizione di privilegio quando nel 1500 nacquero i ghetti nel resto d’Italia. La Contea di Santa Fiora, che godeva di piena autonomia, rimase fuori dall’ondata di pressione dello Stato Pontificio e nel Granducato di Toscana. Successivamente le condizioni mutarono e gli ebrei dovettero lasciare Santa Fiora. Oggi il ghetto è parte del centro storico e costituisce un’interessante parte del borgo.

La Peschiera

Nel Medioevo i Conti Aldobrandeschi, signori di Santa Fiora, fecero costruire una peschiera alle sorgenti del fiume Fiora, dove allevavano pesci. La vasca in pietra è ancora oggi uno degli angoli più affascinanti dell’Amiata, corredato da un ampio giardino. Vicino all’ingresso c’è la chiesa dedicata alla Madonna delle Nevi, con un suggestivo pavimento in vetro sotto al quale scorrono le acque della sorgente e vanno a riprodursi le trote della Peschiera.

Festival Santa Fiora in Musica

Tradizione e appuntamento con la musica di qualitè che si svolge nei mesi di luglio e agosto nei luoghi più suggestivi di Santa Fiora.

Santa Fiora a teatro

Stagione teatrale nel periodo invernale oltre a spettacoli e convegni durante tutto l’anno.

CantaFiora

Nuovo appuntamento per la valorizzazione della cultura e della musica popolare, una festa dello stare insieme.

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cosa vedere a Siena (parte 6)

siena

Vi inserisco e spiego qui sotto tutta la storia delle porte di Siena da vedere assolutamente:

Porta Camollia (Piazza Guido Chigi Sraracini)

È stata la porta senese più difesa poiché protesa a Nord, in direzione dell’eterna nemica, Firenze. Dopo la conquista fiorentina di Siena, è stata ricostruita nel 1604, e decorata con sculture in pietra da Domenico Cafaggi. Sull’arco esterno della porta, è trascritta la famosa iscrizione COR MAGIS TIBI Siena PANDIT.

Porta San Marco (via di San Marco, 64-108)

La porta San Marco fa parte della quinta e definitiva cinta muraria della città, progettata nel 1326. Le mura che la uniscono alla successiva Porta dei Tufi furono completate nel 1415. In alto al centro è posto il Trigramma di San Bernardino, il disco solare con le lettere JHS che è visibile su tutte le porte delle mura senesi e sopra l’ingresso di molte case.

Porta Romana (via Roma, 75-81)

Detta anche Porta Nuova, è una delle antiche porte e la più imponente delle mura di Siena. È un bellissimo esempio di fortificazione medievale, è costituita dalla porta propriamente detta e dal suo antiporto, cioè il recinto che la precede. Nella facciata esterna c’è un affresco con l’incoronazione della Vergine. Il notevole dipinto è purtroppo quasi del tutto scomparso a causa dei bombardamenti che Siena subì nel 1944.

Porta Pispini (via dei Pispini, 51-203)

Eretta nei primi decenni del ‘300, su progetto di Minuccio di Rinaldo; la porta viene chiamata anche porta San Viene perché secondo la tradizione nel 1107 i senesi aspettarono in questo luogo il corpo di Sant’Ansano martirizzato e, vedendo la processione che lo riportava in città, gridarono “il Santo viene”.

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cosa vedere a Siena (parte 5)

siena

Vi propongo in questa guida tutte le strutture e i monumenti da vedere a Siena.

Fontebranda (via di Fontebranda, 52)

È la più famosa e la più antica tra e fonti senesi. Sembra sia stata costruita nel 1246 in sostituzione della precedente da Bellamino. Per la costruzione è stato utilizzato il travertino in mattoni; la copertura a volta. La facciata si presenta ancora oggi con 3 archi ed è ornata da 4 leoni in pietra. È la fonte che ha visto nascere e crescere S.Caterina, per questo detta la Santa di Fontebranda.

Fonte Gala (Piazza del Campo, 42-45)

È la più bella delle fonti d’acqua senesi sia per la sua posizione, sia per il suo valore artistico. L’opera, che Jacopo della Quercia scolpì tra il 1409 e il 1419, deve infatti essere considerata tra le maggiori espressioni della scultura italiana del 400. La fonte che oggi si può ammirare è la copia di Tito Sarrocchi che dal 1844 sostituisce l’originale rovinata dal trascorrere dei secoli.

Torre del Mangia (Piazza del Campo 73)

È alta 88 metri, offre una vista eccezionale su tutta Siena. Prende il nome da Giovanni di Duccio, primo custode che, spendendo tutti i suoi guadagni mangiando nelle osterie, fu ribattezzato Mangiaguadagni, da cui Torre del Mangia. Secondo la leggenda, ai piedi della torre sono state seppellite monete portafortuna e ad ogni angolo ci sono pietre con scritte latine ed ebraiche che terrebbero lontani tuoni e tempeste.

Orto Botanico (via Pier Mattiooli 10)

Le origini dell’Orto Botanico risalgono al 1588, quando venne allestito il “Giardino dei Semplici”, luogo in cui scienziati e medici del tempo studiarono le proprietà curative di diverse specie di piante officinali. A partire dalla seconda metà del 1700 il giardino è stato valorizzato da numerose piante provenienti da tutto il mondo, trasformandosi successivamente nell’Orto Botanico dell’Università, fino ad ospitare migliaia di piante.

 

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cosa vedere a Siena (parte 4)

siena

Vi presento le Piazze principali di Siena da vedere assolutamente!!!

Piazza Salimbeni

La famosa piazza è dedicata alla famiglia Salimbeni, avversari della famiglia Tolomei, che si contendevano il predominio di Siena. La piazza attuale è il risultato del pesante restauro eseguito a fino ‘800 dell’architetto G.Partini. Ospita il Palazzo Salimbeni, sede della banca Monte dei Paschi di Siena, Palazzo Tantucci e Palazzo Spannocchi. Al centro della piazza c’è la statua di Sallustio Bandini, opera di Sarrocchi del 1882.

Piazza del Duomo

È una delle piazze più famose ed importanti di Siena e rappresenta il polo religioso della città. È dominata dal grande Duomo (Cattedrale dell’Assunta), splendido esempio di gotico italiano in cui sono custodite le opere dei più grandi scultori italiani. In questa piazza troviamo anche: Il Battistero di S. Giovanni, Santa Maria della Scala (Museo Archeologico Nazionale), Museo dell’Opera e Palazzo Arcivescovile.

Piazza del Campo

È uno degli esempi di architettura civile più belli, è idealmente il punto di incontro dei 3 colli su cui sorge Siena. In origine era un grande prato, da cui deriva il nome “campo”; ha una forma semicircolare a valva di conchiglia. La pavimentazione, con i particolari mattoni, inizia nel 1327. Questa piazza rappresenta il centro della città; ha svolto la funzione di mercato e luogo di incontro durante momenti politico importanti. Ogni anno il piazza del Campo si svolge il Palio di Siena.

Piazza del Mercato

Il nome di questa piazza deriva dalla compravendita che si faceva proprio qui in passato. Un tempo il piazzale, che si chiamava Piazza del Mercato Vecchio, era sterrato ed alberato e fungeva da Foro Boario. Il 28 giugno 1886 è stato inaugurato il loggiato ottocentesco, chiamato tartarugone per la forma che ricorda una tartaruga, che ospitava ortolani, fiorai e allevatori di polli e conigli, la cui attività è andata avanti fino a pochi decenni fa.

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cosa vedere a Siena (parte 3)

siena

Qui di seguito vi descrivo i vari musei di Siena.

Museo civico (piazza del Campo, 1)

Si trova nel palazzo pubblico, conserva capolavori come l’Allegoria del Buono e del Cattivo Governo, di Lorenzetti, primo ciclo profano della storia e straordinario racconto di come il modo di governare sia l’elemento che decide il benessere o la decadenza di una società. Altra opera di rilievo è La Maestà di Simone Martini, segno di devozione verso la Vergine.

Museo dell’Opera Metropolitana (Piazza Iacopo Quercia, 1)

Raccoglie capolavori d’inestimabile valore: dipinti di Giovanni Pisano, Duccio di Buoninsegna, Pietro Lorenzetti, Jacopo della Quercia, Sano di Pietro. Un’area è dedicata agli arredi sacri, oggetti liturgici e reliquiario della testa di San Galgano del XVIII secolo. All’interno sono esposte le 10 statue di Giovanni Pisano che in origine ornavano la facciata del Duomo. L’opera principale è la Maestà di Duccio di Buonsegna.

Pinacoteca Nazionale (via di San Pietro, 29)

Allestita nel 1932, è una delle più grandi collezioni di dipinti a fondo oro del ‘300 e ‘400 senese al mondo. Nel 1977 accolse la collezione Spannocchi, costituita da dipinti di maestri nordici e fiamminghi. Ospita la Sala delle Sculture e numerose opere d’arte di artisti quali Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, i fratelli Lorenzetti, il Sadomia e il Beccafumi.

Museo di Storia Naturale (prato di Sant’Agostino, 5)

Situato in un monastero camaldonese del XII sec., con chiostro e sotterranei visitabili, nacque con la fondazione dell’Accademia dei Fisiocritici. Ospita le collezioni di Giuseppe Baldassarri. Il Museo prese consistenza nella seconda metà del XVIII secolo, arricchendosi nel tempo grazie a donazioni. Vi è una sezione Geologica, una Anatomica, una Zoologica e una Botanica.

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cosa vedere a siena (parte 1)

siena

Oggi come prima parte ci presento le chiese di Siena.

Basilica di San Francesco (piazza San Francesco)

In stile gotico, fu distrutta da un incendio e restaurata poi da Giuseppe Partini. L’interno ospita un’unica navata, lungo le cui pareti spiccano affreschi di scuola senese del XV secolo. Anche le cappelle conservano opere d’arte: una Madonna con Bambino, la Tomba di Cristoforo Felici, affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Nel chiostro ci sono frammenti di sculture, tra i quali il Portale della cappella Petroni di Domenico D’Agostino.

Basilica di Santa Maria in Provenzano (Piazza di Provenzano Salvari, 3)

Terminata nel 1604, la chiesa fu consacrata il 23 ottobre 1611. All’interno l’altare maggiore, realizzato tra il 1617 ed il 1631 ad opera di Flaminio del Turco, ospita il busto in terracotta della Madonna di Provenzano, circondato da una Gloria di Giovan Battista Querci.

Chiesa di San Cristoforo (Piazza Tolomei)

Risale all’XI-XII secolo, anche se la facciata in laterizio di forme neoclassiche e le volte ed i pilastri aggiunti all’interno sono risultati di successivi rimaneggiamenti. L’interno, a croce latina, custodisce interessanti dipinti, tra i quali una “San Galgano” di scuola robbiana del XV secolo; nel piccolo chiostro romanico secondo la tradizione è sepolto il poeta senese Cecco Angiolieri.

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cosa vedere a Prato (parte 3)

prato

Vi indico i musei da vedere a Prato.

Museo del tessuto

Si trova in via Santa Chiara 24 ed è uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall’antichità ai giorni nostri. L’arte della lavorazione tessile è documentata dall’era paleocristiana fino ai nostri giorni nelle varie tecniche di esecuzione, per un totale di circa 6.000 reperti. Completano il patrimonio del museo un fondo librario, una collazione di figurini di moda dell’800, macchinari, campionari di chimica tintoria e strumenti di preparazione alla tessitura di varia epoca.

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

In un palazzo dell’Architettura razionalista ha sede il Museo d’Arte Contemporanea Luigi  Pecci. Oltre alle opere della collezione permanente, il centro organizza anche esposizioni periodiche, laboratori didattici conferenze ed eventi. Nel giardino sono installate le sculture, mentre nella biblioteca si ha accesso ai testi specializzati.

Museo di Arte Contemporanea

Il museo ospita la migliore arte contemporanea degli ultimi tempi. Le collezioni sono uniche tanto che moltissimi sono i visitatori provenienti da tutto il mondo. In Toscana è il punto di riferimento per ospitare le più grandi e importanti manifestazioni ed eventi come sfilate, concerti ed eventi.