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Treno natura (toscana)

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A bordo delle carrozze storiche del Treno Natura si attraversa la campagna senese al ritmo lento della locomotiva a vapore, facendo un anello di 142 km. Si parte da Siena, per la stazione di Monte Antico e, dopo il rifornimento d’acqua al vecchio cavallo ferroviario, si riparte verso il Parco Naturale della Val D’Orcia, ammirando il paesaggio lunare delle crete senesi, dolci colline, poderi isolati e tratti di bosco. A sud-est di Siena, lungo la tratta Monte Antico – Asciano, il treno percorre 52 km di binari riservati solo ai treni storici. Tra le tappe possibili Buonconvento, Montalcino, Asciano o il borgo di San Quirino d’Orcia. Le fermate cambiano nel corso dell’anno in funzione delle sagre e delle feste in calendario sul territorio.

IL VIAGGIO

Treno Natura, 142 km/ una giornata con le soste, biglietto a partire da 33 euro, prenotazione obbligatoria.

Info: https://www.terredisiena.it/arte-e-cultura/treno-natura/

http://www.visionedelmondo.com/offerte.php?fld=Italia#booking

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borghi da vedere in toscana (parte 3)

RADICOFANI

Affacciato sulla val d’Orcia, all’interno del parco omonimo, l’antico paese spicca sulla cima di una roccia, sulla quale si sviluppa in un intrico di stretti vicoli costeggiati da possenti edifici in pietra e botteghe tradizionali di oggetti in terracotta. Tra le case si erge il castello che vanta una singolare presenza: il fuoriuscito senese Ghino di Tacco.

DA NON PERDERE

L’imponente castello, dalla caratteristica sagoma merlata. La romanica chiesa di S. Pietro, con alcune terracotte robbiane e una Madonna col bambino del Valdambrino. Il Palazzo della Posta, antica stazione dogana in cui sostarono Montaigne, Chateaubriand e Dickens.

SAN CASCIANO DEI BAGNI

Antico e carattristico borgo che si trova nel punto più meridionale della provincia di Siena. All’entrata del paese, in piazza Matteotti, è situato il Castello Turrito. Con il suo aspetto imponente e medievale, caratterizza tutto il paese, ed è visibile da ogni punto del circondario.

DA NON PERDERE

Il dedalo di stradine del borgo storico, d’impianto medievale con resti della cinta muraria, ruota attorno alla cinquecentesca collegiata di S. Leonardo e al suo campanile. Le Terme, le cui acque sono consigliate per la cura delle malattie reumatiche. Il tempietto pagano dedicato alla dea della salute Igea.

SAN GIMIGNANO

Il suo centro storico colpisce il visitatore prima dell’arrivo, da quando compare con le sue 13 imponenti torri, che nel periodo storico di massima prosperità erano ben 72. Di grande bellezza le piazze del borgo, tra cui: piazza delle Erbe con le torri dei Salvucci (dette anche gemelle); piazza della cisterna, a pianta triangolare, circondata da case-torri medievali, pavimentata a mattoni a spina di pesce e con le due torri Ardinghelli; piazza del Duomo, centro monumentale della città, con il palazzo del Podestà, dominato dalla torre “Rognosa” e con al piano terreno una loggia con 3 file di sedili in pietra.

DA NON PERDERE

La collegiata, che conserva una straordinaria raccolta di cicli pittorici, e la cappella di Santa Fina, annoverata tra i capolavori del Rinascimento toscano. Il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Sant’Agostino. La rocca di Montestaffoli, dalla cui ultima torre superstite si gode una splendida vista sul centro storico e sulle torri.

SARTEANO

Borgo dominato dal castello quattrocentesco che si staglia sullo sfondo del verde massiccio del monte Cetona.

DA NON PERDERE

La tomba della Quadriga Infernale, il cui eccezionale rinvenimento, avvenuto nel 2003 nella monumentale necropoli delle Pianacce, a poca distanza dal centro di Sarteano, ha costituito una delle scoperte più significative nel campo dell’etruscologia degli ultimi decenni. Il Museo civico archeologico ospitato nelle sale del cinquecentesco palazzo Gabrielli.

TREQUANDA

Piccolo comune circondato da boschi, vigneti e oliveti, immerso nella natura incontaminata delle Terre di Siena. Terra di contadini, dove fanno da spicco le produzioni  tipiche locali: olio extravergine di oliva, vino, formaggi, miele. Nella piazza principale si è subito colpiti dalla facciata a scacchi di pietra bianchi e neri della parrocchiale dei Santi Pietro e Andrea, di fondazione duecentesca. Altre atmosfere medievali si respirano nelle due piccole frazioni di Castelmuzio e Petroio.

DA NON PERDERE

Il Castello Cacciaconti con la sua imponente torre cilindrica e il Museo della terracotta di Petroio che celebra la tradizionale arte tipica del luogo.

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borghi da vedere in toscana (parte 3)

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Continuazione dei consigli dei borghi da vedere in toscana.

LUCIGNANO

Splendido centro della Valdichiana, vanta un nucleo urbano medievale perfettamente integro, dalla caratteristica forma ellittica, in cui le strade si sviluppano concentriche. Dentro le mura l’abitato si organizza secondo il singolare assetto antico: un “quartiere ricco” a sud,  con palazzetti rinascimentali, e un “quartiere povero” a nord, con vie strette e case di più modesta fattura.

DA NON PERDERE

Il palazzo comunale e il museo, con dipinti senesi e l’Albero di Lucignano, grandioso reliquiario in rame. La collegiata, con una scala a seliana, e la chiesa di S.Francesco, con un’interessante facciata.

MONTEFOLLONICO

In posizione aperta su un colle tra la val di Chiana e la val d’Orcia, è un suggestivo borgo in pietra, racchiuso ancora da possenti mura, L’assetto attuale del borgo, con i torrioni cilindrici e le tre porte. Tra le vie strette e contorte e le case basse e rustiche, sorge il palazzo comunale, con torre campanaria e accanto un pozzo in marmo del 600. Poco distante la romanica pieve di S. Leonardo, con un notevole portale ad arco a tutto sesto con colonnine e capitelli scolpiti. Verso la porta del Triano, da visitare la pieve di S. Bartolomeo e la chiesa della Madonna del Traino del Seicento.

DA NON PERDERE

Il parco Il tondo, da cui si gode un bellissimo panorama, con essenze vegetali di estremo interesse e rarità.

PECCIOLI

Il paese rispecchia i caratteri antichi della tradizione toscana, felicemente coniugati con la modernità e il piacere di vivere e di fare cultura. Nel borgo, il visitatore si troverà a tu per tu con installazioni di arte contemporanea, opere di artisti internazionali.

DA NON PERDERE

La pieve di San Verano, con la facciata in bello stile romanico con 5 archi. Il Museo delle Icone russe, che custodisce 60 opere eseguite negli ultimi due secoli.

PITIGLIANO

La parte abitata è incentrata su 3 vie principali quasi parallele fra di loro, collegate da una fitta trama di vie minori e di vicoli.

DA NON PERDERE

La sinagoga, restaurata e aperta al pubblico. Il Museo Archeologico all’aperto A. Manzi, per un’immersione completa nella storia del territorio. Le vie cave, realizzate dagli etruschi e scavate nel tufo, alte fino a 20 metri.

 

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borghi da vedere in toscana (parte 2)

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Eccovi altri stupendi borghi da vedere in Toscana.

CETONA

Immersa nel verde di ulivi e cipressi, alle pendici del monte omonimo, nella bassa val di Chiana. La boscosità e la ricchezza d’argilla vi favorirono precoci insediamenti umani: li documentano il Museo civico per la Preistoria del monte Cetona, dove sono documentate le fasi del popolamento del territorio dal paleolitico all’età del Bronzo. Il percorso museale si estende all’aperto, nel Parco archeologico-naturalistico di Belvedere che comprende una stazione preistorica originata dalla singolare morfologia del luogo con cavità, cunicoli e intersizi. Nel centro storico di notevole importanza sono gli edifici religiosi per le opere che custodiscono al loro interno.

DA NON PERDERE

La collegiata della SS.Trinità al cui interno si possono ammirare affreschi del 400, uno dei quali (l’Assunzione della Vergine) attribuito al Pinturicchio.

COLLODI

Il paese di Pinocchio. Le principali attrazioni dono 3: l’antico borgo, lo storico Giardino Garzoni e il Parco Monumentakle di Pinocchio. L’antico borgo, detto Collodi Castello, sembra una vera e propria cascata di piccole case che scendono lungo il pendio di un colle scosceso, fino a fermarsi dietro l’imponente Villa Garzoni con il suo storico giardino barocco, al cui interno c’è la Collodi Butterfly House. Il Parco di Pinocchio è insieme un museo all’aperto e un luogo di relax per visitatori di ogni età.

DA NON PERDERE

Lo storico giardino di Villa Garzoni, strutturato in verticale e arricchito con statue e giochi d’acqua. La Collodi Butterfly House, un vero e proprio gioiello di cristallo dell’architettura contemporanea, che contiene una foresta tropicale con centinaia di farfalle provenienti da tutto il mondo. Il Parco di Pinocchio, interessante realizzazione di insigni artisti contemporanei, con sculture bronzee dei personaggi fiabeschi e costruzioni, autentici “monumenti per giocare”, riferiti ai celebri episodi del romanzo.

CUTIGLIANO

Conserva uno dei più antichi assetti dell’appennino pistoiese, ed è diventata la sede della Magistratura della Montagna. La chiesa della Madonna di Piazza e la chiesa di San Bartolomeo sono ricche di arredi e opere in terracotta. Tra le mete più suggestive, la Riserva biogenetica di Pian degli Ontani e il laghetto Scaffaiolo.

DA NON PERDERE

Il Palazzo Pretorio o deo Capitani della Montagna con la facciata decorata da 95 stemmi in pietra e in terracotta policroma. Il Museo della Gente dell’Appennino pistoiese, in località Rivoreta, dove si rievoca la vita e il lavoro di un tempo.

FOSDINOVO

Borgo di crinale in bellissima posizione sulla val di Magra, è sovrastato dal castello dei Malaspina. Ed è dal castello che Fosdinovo si sviluppa dando vita ad un nastro di case immerse nella verde collina. La singolare posizione fra il mare e l’interno appenninico ed apuano offre un clima molto vario in grado di favorire colture costiere e colture montane ed una diversificata produzione di vino, olio, miele, frutta, ortaggi, farine nonché i frutti della pastorizia.

DA NON PERDERE

Il Castello dei Malaspina, in cui la tradizione vuole che in una delle stanze abbia trovato ospitalità Dante Alighieri; la parrocchiale, dedicata a San Remigio.

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broghi da visitare in toscana

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I borghi più belli della Toscana sono questi:

ANGHIARI

Alta su uno sperone della Valtiberina Toscana, mostra il suo passato nell’impianto urbano, nei palazzi rinascimentali e nelle case medievali affacciati su ripidi vicoli e rampe gradonate e nella qualità del patrimonio che scrupolosamente conserva; ne è esempio il palazzo della Battaglia, che ospita il Museo delle Memorie e del Paesaggio nella terra di Anghiari.

DA NON PERDERE:

La chiesa di S.Maria delle Grazie, con una tavola dell’Ultima cena di Sogliani. Il palazzo pretorio, con stemmi in arenaria e ricco di affreschi. la Mostra mercato dell’artigianato della Valtiberina Toscana, esposizione della tradizione artigiana locale, e il Plio della Vittoria.

CASALE MARITTIMO

Si trova su una collina, alle spalle di Cecina, non lontana dal litorale tirrenico. Il borgo è l’ideale per chi desidera una diversa e più pacata qualità della vita. L’impianto storico discende dal Medioevo con 2 cerchie murate concentriche e belle case in pietra a vista. Una rampa sale al castello, il nucleo più antico, segnato dalla torre dell’Orologio e dalla casa del Camarlingo, fra le più vecchie del paese. Un percorso circolare segue la cerchia delle mura più alte, formata dalle fronti esterne del caseggiato. Gli escursionisti hanno a disposizione tre itinerari, definiti da 3 diversi colori, di valenza archeologica e naturalistica.

DA NON PERDERE

Il Palazzo della canonica, riproposizione novecentista di un edificio quattrocentesco. la chiescuola di S.Sebastiano, con materiali romani di spoglio.

CASOLE D’ELSA

È un piccolo paese in cui resta parte della cinta muraria, nella bella piazza sorge la canonica che ospita oggi una cospicua collezione d’arte sacra e una sezione archeologica. Nel centro storico il Palazzo pretorio offre una caratteristica facciata ricca di stemmi. Di grande fascino il Sentiero della scultura, nella tenuta Le Caselle: si tratta di un percorso costellato di opere di scultori contemporanei.

DA NON PERDERE

La pieve di S.Maria, con il cenotafio gotico di Beltramo Aringhieri. La pieve di S.Giovanni Battista, a Mensano, possiede nei 14 capitelli, che reggono colonne e semicolonne, un vero capolavoro artistico. Il Palio di Casole, la seconda domenica di luglio.

CASTELNUOVO DI VAL CECINA

Si trova su una collina a forma di pigna. Il borgo si presenta intatto e caratteristico per la sua omogeneità architettonica, con strette e tortuose viuzze lastricate in pietra, porte medievali e improvvisi scorci sulla vallata. La parrocchiale conserva un crocifisso dei primi del trecento considerato uno degli esempi più pregiati della scuola scultorea pisana, mentre l’oratorio di San Rocco e la chiesa del borgo completano l’itinerario dei luoghi sacri.

DA NON PERDERE

Le caratteristiche frazioni di Leccia, Montecastelli e di Sasso: presso quest’ultima è possibile osservare gli inconsueti fenomeni naturali delle “putizze” (esalazioni fredde di gas) e delle “fumarole” (emissioni gassose accompagnate da vapore) espressioni dell’intensa attività geotermica che caratterizza il sottosuolo di queste zone da millenni e dove è inoltre situato un complesso archeologico con i resti di un antico impianto termale etrusco.

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il cammino di Dante

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Partenza: Ravenna

Arrivo: Firenze

Lunghezza: 300 km andata e ritorno

Un percorso che ha come estremi la tomba di Dante a Ravenna e il museo Casa di Dante a Firenze. Il Cammino di Dante è per prima cosa un percorso culturale, artistico, storico, filosofico e spirituale. Vi si possono incontrare gli aspri versanti appenninici, i castelli dei conti Guidi, gli spazi ancora integri delle foreste casentinesi e verdi colline toscane, che come in un grande affresco concorrono a delineare l’affascinante scenario dove riconoscere e collocare i celebri passi della Divina Commedia.

L’itinerario, che può essere percorso a piedi o in bicicletta, parte e arriva in città piene di storia e cultura come Ravenna e Firenze, e inanella tutta una serie di località e di centri minori dove è piacevole sostare godendo della tranquillità e del fluire di una quotidianità lenta e armoniosa. In territorio toscano il Cammino di Dante attraversa il Casentino. usciti da Firenze ci si inerpica dapprima verso il borgo montano di Montemignaio nel Pratomagno, per poi lambire il Castello di Romena e quello di Porciano, che svetta sul borgo di Stia, l’eremo e il monastero di Camaldoli, fino al Monte Falterona, dove nasce l’Arno. Superato il santuario della Verna, si toccano il paese Caprese Michelangelo, che diede i natali al celebre scultore, quindi i pittoreschi borghi in pietra di Chitignano, Raggiolo e Talla, fino a Poppi, dove, sulla piazza antistante il castello dei conti Guidi, la statua di Dante accoglie i viaggiatori.

Marradi

È il luogo d’origine del poeta Dino Campana, che grazie alla sua prosa visionaria evidenzia il profondo legame con la sua terra natale. Il circostante territorio appenninico è disseminato di monumenti religiosi particolarmente affascinanti: tra questi, il complesso della badia di Santa Reparata, l’abbazia di Crespino e la badia di San Giovanni in Acerreta.

San Godenzo

È una delle porte ideali per accedere al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che d’autunno si tinge di mille colori, tanto da essere uno dei luoghi migliori per ammirare lo spettacolo delle foglie che mutano assumendo tutte le sfumature del rosso, del giallo e dell’arancione. Oltre alle bellezze naturalistiche si possono ammirare anche luoghi dalla forte valenza storica, come l’eremo di Santa Maria, e l’abbazia di San Godenzo, notevole esempio di architettura romanica in Toscana.

Dicomano

Il suo centro storico presenta eleganti palazzi con loggiati comunicanti. Merita una visita la Pieve di Santa Maria che sovrasta l’abitato: ‘l’edificio ha mantenuto l’originale struttura romanica e conserva al suo interno tracce di affreschi grotteschi raccogliendo altresì numerosi dipinti di scuola fiorentina del 500 e del 600.

Pontassieve

Il nome di questa cittadina, ha un ponte che collega il borgo storico con la frazione di San Francesco di Pelago, presenta una struttura costituita da 2 arcate in mattoni rossi che poggiano su un robusto pilone centrale in pietra forte dominato dallo stemma della nobile famiglia fiorentina.

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Via Clodia

Partenza: Roma

Arrivo: Grosseto (Roselle)

Lunghezza: 260 km

Questo lembo di Toscana riassume tutte le dicotomie del microcosmo storico e geografico della Maremma. Il triangolo “magico” formato da Pitignano, Sovana e Sorano, a cui si aggiunge la vicina Saturnia con le sue ben note acque termali, rimanda immediatamente alle origini stesse della civiltà toscana. Camminare lungo la Via Clodia significa dunque ripercorrere una storia multiforme, annunciata dal paesaggio, dolcemente coperto di viti, scolpito nel tufo a formare inquietanti valloni, forre e grotte che sembrano inaccessibili e mai toccati dall’uomo, e rivelano invece arcaici o misteriosi segni lasciati in epoche remote, quando non addirittura strade scavate in trincea o complessi insediamenti rupestri.

Da Scoprire

Pitigliano

È di eccezionale impatto visivo, con le case a strapiombo sulla rupe tufacea che formano un’ininterrotta e compatta bastionata naturale e artificiale al tempo stesso. Di origine antichissima, Pitigliano fu città etrusca e poi romana. Nel corso del XV secolo vi si stabilì una colonia ebraica.

Sorano

Città antica (necropoli etrusche si distribuiscono nei dintorni) è un borgo medievale e un tempo murato, ha un’interessante e peculiare organizzazione interna dettata dalla morfologia della rupe, a cavallo della quale si sviluppa compatto con un fitto reticolo di edifici, vicoli, sottopassaggi e gradinate.

Cascate del Mulino

La località è conosciuta come stazione termale elegante e mondana, gli appassionati dei bagni termali forse non conoscono la possibilità di immergersi gratuitamente, a pochi km di distanza dal centro, nella sorgente che dà vita alle cascate del Mulino, salti d’acqua sulfurea che arrivano in un’unica grande vasca tra spruzzi e nubi di vapore acqueo, alla temperatura costante di 37,5° in ogni stagione dell’anno, e dove è possibile bagnarsi anche di notte.

Scansano

Una passeggiata lungo le strade lastricate medievali del centro storico di Scansano non può che concludersi in una delle numerose botteghe che propongono la degustazione del celebre vino della zona, il Morellino, accompagnato da assaggi di salumi e formaggi locali. Questo borgo agricolo in bella posizione conobbe un importante sviluppo urbano a metà ottocento.

Grosseto

Il nucleo storico, racchiuso da una notevole cinta muraria, è incentrato nell’ampio spazio dominato dalla mole della Cattedrale, e nella contigua piazza Dante, porticata, di probabile definizione quattrocentesca: un tempo era chiamata popolarmente Cisternone per una grande cisterna artesiana dovuta ai Lorena.

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La via del volto santo

Partenza: Pontremoli

Arrivo: Lucca

Lunghezza: 146 km

Già nota come “Francigena di montagna”, la Via del Volto Santo, si snoda tra la lunigiana e la Garfagnana lungo le antiche mulattiere delle Alpi Apuane e dell’Appennino. L’itinerario è una delle principali vie di comunicazione transappenninica, e fin dal medioevo è anche un frequentato pellegrinaggio devozionale, legato al culto del Volto Santo conservato a Lucca. Un cammino affascinante sia dal punto di vista paesaggistico, per le superbe vedute sulle creste delle Apuane che ripagano della fatica dell’ascesa, sia da quello storico – culturale, perché offre la possibilità di ammirare i numerosi castelli tipici del dominio dei Malaspina, i ponti a gobba, le pievi, le fortezze e i resti di antichi ospedali. Attraverso una Toscana poco conosciuta e meno turistica, ma tutta da scoprire.

DA SCOPRIRE

Pontremoli

Nel castello costruito tra il IX e il X secolo nel borgo del Piagnaro, il più antico di Pontremoli, ha sede il Museo delle statue stele lunigianesi che raccoglie numerose effigi di guerrieri, donne e bambini risalenti alla civiltà che si sviluppò in questo territorio prima dell’arrivo dei romani.

Villafranca in Lunigiana

Ospita il Museo etnografico della Lunigiana, dove si racconta la storia più recente di questi luoghi, quella delle attività silvio – pastorali che si sono dissolte a causa dell’abbandono delle campagne.

Fivizzano

La passione per i libri appartiene all’identità della Lunigiana. Dalla metà del Novecento la vocazione della pagina scritta della Lunigiana viene festeggiata con il Premio Bancarella, consegnato ogni anno a luglio a Pontremoli da una giuria composta di soli librai.

Castelnuovo di Garfagnana 

Dalla cinquecentesca fortezza di Mont’Alfonso, uno dei monumenti più imponenti della valle del Serchio, si ha una spettacolare vista delle pendici dell’Appennino tosco – emiliano e del gruppo delle Panie, nelle Alpi Apuane. La Fortezza ricopre una superficie di circa 60.000 metri quadri, e ha una possente cinta muraria lunga 1.150 metri, con 7 baluardi e 2 porte. Lo stemma estense campeggia ancora sulla porta principale.

Castelvecchio Pascoli

Seguendo il corso del fiume Serchio si possono visitare i luoghi dove nacquero i Canti di Castelvecchio di Pascoli: il poeta trascorse infatti l’ultima parte della sua vita in questo piccolo paese, dove era riuscito ad acquistare una casa vendendo l’oro delle medaglie di un concorso di poesia. L’abitazione rustica, immersa in un dolce paesaggio campestre, è oggi un museo che raccoglie le memorie e i cimeli del poeta.

 

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Itinerario via degli dei

itinerario per trekking

VI descrivo un sentiero molto bello che si chiama Via degli Dei

Partenza: Bologna

Arrivo: Firenze

Lunghezza: 130 km

Ingresso in Toscana: Pian del Voglio

Come Arrivare: in auto, autostrada A1. uscita Pian del Voglio; in treno, le stazioni della “Direttissima” Bologna – Firenze consentono di accedere a diverse località da cui intraprendere le tappe del cammino.

Il fascino della Via degli Dei è rappresentato dalla catena appenninica. Il percorso si snoda lungo sentieri e strade bianche, e transita solo per qualche breve tratto su asfalto. Attraversa foreste e vasti boschi e, mantenendosi per gran parte del tempo in quota, offre numerosi punti panoramici da cui si gode una spettacolare vista dei crinali e delle ampie vallate.

La Via degli Dei è un trekking di difficoltà media che può essere suddiviso in tappe di lunghezza compresa tra i 20 e i 25 km. Risulta impegnativo solo in alcuni tratti, a condizione di avere un buon allenamento e camminare in montagna. Può essere percorso anche in mountain bike, e di recente è stata creata una rete di varianti di lunghezza e difficoltà diverse che consente anche ai ciclisti meno esperti di completare l’intero itinerario. Nel tratto toscano la segnaletica è per lo più eccellente, molto frequente e con qualche indicazione dei tempi di percorrenza. Da Bologna a Sasso Marconi e poi verso Monzuno, superato il quale ci si dirige verso la cresta per Madonna dei Fornelli. In alcuni tratti sono visibili tracce del “basolato” dell’antica strada romana. Il percorso prosegue quindi con l’attraversamento dell’Appennino in corrispondenza del passo della Futa, e diventa affascinante per i fitti boschi, soprattutto di faggi, cui sono state aggiunte più recentemente molte piante di abete bianco e rosso. L’itinerario attraversa un ambiente di grande fascino paesaggistico, con spettacolari panorami sulla Val di Sieve.

DA SCOPRIRE

Passo Della Futa 

Nel più grande cimitero tedesco in Italia, che si trova in prossimità del passo, sono custodite 30.000 sepolture risalenti alla 2° Guerra Mondiale, a ricordare che lungo queste vallate passava la Linea Gotica, con il suo triste carico di battaglie, rastrellamenti, immani sofferenze per le popolazioni locali.

Osteria Bruciata

Antiche leggende, ben note in tutto l’alto Mugello, raccontano di questo malfamato ricovero posto proprio sul crinale tra le vallate del Sieve e del Santerno, dove i viandanti, che dopo la lunga ascesa speravano finalmente di essere giunti in un luogo di ristoro, venivano invece sequestrati, derubati e poi uccisi.

Santuario di Montesenario

Rappresenta uno straordinario luogo di quiete e di pace dove si può sperimentare un momento di intesa spiritualità.

Fiesole

Dall’alto dei suoi colli, si gode di un panorama incomparabile sulla piana di Firenze. Oggi Fiesole, ultima tappa sulla Via degli Dei prima di entrare nella rinascimentale Firenze, è uno dei più interessanti scrigni d’arte e di cultura della Toscana, con un ricco patrimonio ereditato dall’illustre passato, tra cui musei, i monumenti, il teatro romano e l’acropoli.

ricette

crepelle alla fiorentina

primo piatto toscano

Ingredienti per 4 persone:

Per le crespelle

250 g di farina; 80 g di burro; 4 uova intere; 500 ml di latte; sale.

Per il condimento:

500 g di besciamella già pronta; 200 g di spinaci lessati e strizzati; 200 g di ricotta; 60 g di Grana Padano grattugiato; 1 uovo; 30 g di asiago grattugiato; sale; pepe.

Preparazione:

Setacciate la farina, aggiungete uova, latte e un pizzico di sale. lavorate con la frusta fino a ottenere un composto liquido cremoso, liscio e filante. Incorporate il burro fuso tiepido. Se la pastella risulta grumosa, passate con il mixer a immersione per pochi secondi. Lasciate riposare in frigo qualche ora. Riscaldate un tegame antiaderente: la prima volta e di tanto in tanto spennellatela con poco burro. Versatevi un po’ di pastella e roteate il tegame in modo che si distribuisca uniformemente. Cuocete 1 minuto, quindi girate aiutandovi con una forchetta, completando la cottura dall’altro lato. Procedete fino a esaurire la pastella. Amalgamate spinaci e ricotta, aggiungete l’uovo, il grana padano, sale e pepe, e lavorate bene. Poi spalmate sulle crespelle e aggiungete sopra ogni ripieno una cucchiaiata di besciamella. Chiudete ogni crespella arrotolandola su se stessa. Spalmate un po’ di besciamella sul fondo di una teglia, disponetevi le crespelle, coprite la besciamella e spolverizzate con l’asiago grattugiato. Mettete in forno già caldo a 220°C per 20 minuti circa.