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cosa vedere e fare a Santa Fiora (parte 2)

santa fiora

Qui di seguito vi inserisco delle cose da vedere e fare a Santa Fiora.

Museo delle miniere

Il lavoro minerario ha garantito a lungo lavoro e sviluppo per queste zone. Il minerale estratto era il cinabro. Il Museo delle miniere di Mercurio del Monte Amiata è situato nella piazza Garibaldi di Santa Fiora e testimonia la storia delle miniere e dei sacrifici compiuti dai minatori.

Il Castagno monumentale

Il castagno di Santa Fiora è situato nella strada d’ingresso del cimitero è stato inserito nel primo elenco di 2407 alberi monumentali italiani. È un simbolo della ricchezza ambientale del territorio.

Il trekking 

La rete dei sentieri è stata recentemente ripristinata. Partendo da Santa Fiora è possibile raggiungere a piedi o in bicicletta tutte le frazioni e i paesi circostanti, fino alla vetta del Monte Amiata, il Monte Labro e il Monte Calvo. Complessivamente sono diciassette sentieri che attraversano il territorio per un’estensione di circa 220 km.

Le sorgenti del Fiora

A Santa Fiora ci sono le sorgenti d’acqua più importanti del sud della Toscana. La galleria delle sorgenti del Fiora, nei pressi del centro abitato del capoluogo, costituisce un’attrattiva straordinaria. È possibile visitare la struttura gestita dall’acquedotto del Fiora. 

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cosa vedere a Siena (parte 6)

siena

Vi inserisco e spiego qui sotto tutta la storia delle porte di Siena da vedere assolutamente:

Porta Camollia (Piazza Guido Chigi Sraracini)

È stata la porta senese più difesa poiché protesa a Nord, in direzione dell’eterna nemica, Firenze. Dopo la conquista fiorentina di Siena, è stata ricostruita nel 1604, e decorata con sculture in pietra da Domenico Cafaggi. Sull’arco esterno della porta, è trascritta la famosa iscrizione COR MAGIS TIBI Siena PANDIT.

Porta San Marco (via di San Marco, 64-108)

La porta San Marco fa parte della quinta e definitiva cinta muraria della città, progettata nel 1326. Le mura che la uniscono alla successiva Porta dei Tufi furono completate nel 1415. In alto al centro è posto il Trigramma di San Bernardino, il disco solare con le lettere JHS che è visibile su tutte le porte delle mura senesi e sopra l’ingresso di molte case.

Porta Romana (via Roma, 75-81)

Detta anche Porta Nuova, è una delle antiche porte e la più imponente delle mura di Siena. È un bellissimo esempio di fortificazione medievale, è costituita dalla porta propriamente detta e dal suo antiporto, cioè il recinto che la precede. Nella facciata esterna c’è un affresco con l’incoronazione della Vergine. Il notevole dipinto è purtroppo quasi del tutto scomparso a causa dei bombardamenti che Siena subì nel 1944.

Porta Pispini (via dei Pispini, 51-203)

Eretta nei primi decenni del ‘300, su progetto di Minuccio di Rinaldo; la porta viene chiamata anche porta San Viene perché secondo la tradizione nel 1107 i senesi aspettarono in questo luogo il corpo di Sant’Ansano martirizzato e, vedendo la processione che lo riportava in città, gridarono “il Santo viene”.

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cosa vedere a Siena (parte 5)

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Vi propongo in questa guida tutte le strutture e i monumenti da vedere a Siena.

Fontebranda (via di Fontebranda, 52)

È la più famosa e la più antica tra e fonti senesi. Sembra sia stata costruita nel 1246 in sostituzione della precedente da Bellamino. Per la costruzione è stato utilizzato il travertino in mattoni; la copertura a volta. La facciata si presenta ancora oggi con 3 archi ed è ornata da 4 leoni in pietra. È la fonte che ha visto nascere e crescere S.Caterina, per questo detta la Santa di Fontebranda.

Fonte Gala (Piazza del Campo, 42-45)

È la più bella delle fonti d’acqua senesi sia per la sua posizione, sia per il suo valore artistico. L’opera, che Jacopo della Quercia scolpì tra il 1409 e il 1419, deve infatti essere considerata tra le maggiori espressioni della scultura italiana del 400. La fonte che oggi si può ammirare è la copia di Tito Sarrocchi che dal 1844 sostituisce l’originale rovinata dal trascorrere dei secoli.

Torre del Mangia (Piazza del Campo 73)

È alta 88 metri, offre una vista eccezionale su tutta Siena. Prende il nome da Giovanni di Duccio, primo custode che, spendendo tutti i suoi guadagni mangiando nelle osterie, fu ribattezzato Mangiaguadagni, da cui Torre del Mangia. Secondo la leggenda, ai piedi della torre sono state seppellite monete portafortuna e ad ogni angolo ci sono pietre con scritte latine ed ebraiche che terrebbero lontani tuoni e tempeste.

Orto Botanico (via Pier Mattiooli 10)

Le origini dell’Orto Botanico risalgono al 1588, quando venne allestito il “Giardino dei Semplici”, luogo in cui scienziati e medici del tempo studiarono le proprietà curative di diverse specie di piante officinali. A partire dalla seconda metà del 1700 il giardino è stato valorizzato da numerose piante provenienti da tutto il mondo, trasformandosi successivamente nell’Orto Botanico dell’Università, fino ad ospitare migliaia di piante.

 

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cosa vedere a Siena (parte 4)

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Vi presento le Piazze principali di Siena da vedere assolutamente!!!

Piazza Salimbeni

La famosa piazza è dedicata alla famiglia Salimbeni, avversari della famiglia Tolomei, che si contendevano il predominio di Siena. La piazza attuale è il risultato del pesante restauro eseguito a fino ‘800 dell’architetto G.Partini. Ospita il Palazzo Salimbeni, sede della banca Monte dei Paschi di Siena, Palazzo Tantucci e Palazzo Spannocchi. Al centro della piazza c’è la statua di Sallustio Bandini, opera di Sarrocchi del 1882.

Piazza del Duomo

È una delle piazze più famose ed importanti di Siena e rappresenta il polo religioso della città. È dominata dal grande Duomo (Cattedrale dell’Assunta), splendido esempio di gotico italiano in cui sono custodite le opere dei più grandi scultori italiani. In questa piazza troviamo anche: Il Battistero di S. Giovanni, Santa Maria della Scala (Museo Archeologico Nazionale), Museo dell’Opera e Palazzo Arcivescovile.

Piazza del Campo

È uno degli esempi di architettura civile più belli, è idealmente il punto di incontro dei 3 colli su cui sorge Siena. In origine era un grande prato, da cui deriva il nome “campo”; ha una forma semicircolare a valva di conchiglia. La pavimentazione, con i particolari mattoni, inizia nel 1327. Questa piazza rappresenta il centro della città; ha svolto la funzione di mercato e luogo di incontro durante momenti politico importanti. Ogni anno il piazza del Campo si svolge il Palio di Siena.

Piazza del Mercato

Il nome di questa piazza deriva dalla compravendita che si faceva proprio qui in passato. Un tempo il piazzale, che si chiamava Piazza del Mercato Vecchio, era sterrato ed alberato e fungeva da Foro Boario. Il 28 giugno 1886 è stato inaugurato il loggiato ottocentesco, chiamato tartarugone per la forma che ricorda una tartaruga, che ospitava ortolani, fiorai e allevatori di polli e conigli, la cui attività è andata avanti fino a pochi decenni fa.

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cosa vedere a Siena (parte 3)

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Qui di seguito vi descrivo i vari musei di Siena.

Museo civico (piazza del Campo, 1)

Si trova nel palazzo pubblico, conserva capolavori come l’Allegoria del Buono e del Cattivo Governo, di Lorenzetti, primo ciclo profano della storia e straordinario racconto di come il modo di governare sia l’elemento che decide il benessere o la decadenza di una società. Altra opera di rilievo è La Maestà di Simone Martini, segno di devozione verso la Vergine.

Museo dell’Opera Metropolitana (Piazza Iacopo Quercia, 1)

Raccoglie capolavori d’inestimabile valore: dipinti di Giovanni Pisano, Duccio di Buoninsegna, Pietro Lorenzetti, Jacopo della Quercia, Sano di Pietro. Un’area è dedicata agli arredi sacri, oggetti liturgici e reliquiario della testa di San Galgano del XVIII secolo. All’interno sono esposte le 10 statue di Giovanni Pisano che in origine ornavano la facciata del Duomo. L’opera principale è la Maestà di Duccio di Buonsegna.

Pinacoteca Nazionale (via di San Pietro, 29)

Allestita nel 1932, è una delle più grandi collezioni di dipinti a fondo oro del ‘300 e ‘400 senese al mondo. Nel 1977 accolse la collezione Spannocchi, costituita da dipinti di maestri nordici e fiamminghi. Ospita la Sala delle Sculture e numerose opere d’arte di artisti quali Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, i fratelli Lorenzetti, il Sadomia e il Beccafumi.

Museo di Storia Naturale (prato di Sant’Agostino, 5)

Situato in un monastero camaldonese del XII sec., con chiostro e sotterranei visitabili, nacque con la fondazione dell’Accademia dei Fisiocritici. Ospita le collezioni di Giuseppe Baldassarri. Il Museo prese consistenza nella seconda metà del XVIII secolo, arricchendosi nel tempo grazie a donazioni. Vi è una sezione Geologica, una Anatomica, una Zoologica e una Botanica.

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cosa vedere a Prato (parte 3)

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Vi indico i musei da vedere a Prato.

Museo del tessuto

Si trova in via Santa Chiara 24 ed è uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall’antichità ai giorni nostri. L’arte della lavorazione tessile è documentata dall’era paleocristiana fino ai nostri giorni nelle varie tecniche di esecuzione, per un totale di circa 6.000 reperti. Completano il patrimonio del museo un fondo librario, una collazione di figurini di moda dell’800, macchinari, campionari di chimica tintoria e strumenti di preparazione alla tessitura di varia epoca.

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

In un palazzo dell’Architettura razionalista ha sede il Museo d’Arte Contemporanea Luigi  Pecci. Oltre alle opere della collezione permanente, il centro organizza anche esposizioni periodiche, laboratori didattici conferenze ed eventi. Nel giardino sono installate le sculture, mentre nella biblioteca si ha accesso ai testi specializzati.

Museo di Arte Contemporanea

Il museo ospita la migliore arte contemporanea degli ultimi tempi. Le collezioni sono uniche tanto che moltissimi sono i visitatori provenienti da tutto il mondo. In Toscana è il punto di riferimento per ospitare le più grandi e importanti manifestazioni ed eventi come sfilate, concerti ed eventi.

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cosa vedere a Prato (parte 2)

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Continuiamo a visitare Prato insieme.

Palazzo Pretorio

È l’antico palazzo comunale di Prato, situato in piazza del comune davanti all’attuale Palazzo Comunale sede del Museo Civico. Il palazzo.

Palazzo Datini

Era la residenza di Marco Datini, un banchiere che, secondo la tradizione, è il patrono della fortuna mercantile di Prato. Rappresenta un caso particolare in quanto si tratta di uno dei pochi palazzi in Toscana di epoca prerinascimentale decorato da una serie di preziosi affreschi esterni e da pitture murali che decorano il cortile interno. Molto belle anche le sale interne del palazzo.

Galleria di Palazzo degli Alberti

Si trova all’interno del palazzo omonimo, e conserva al suo interno una preziosa collezione di opere d’arte risalenti soprattutto al Seicento. La maggior parte della collezione ha un carattere regionale, in quanto i prezzi sono in prevalenza appartenenti al periodo del Seicento toscano, ma non mancano capolavori di ben altra estrazione. Le opere maggiori, infatti, sono la Crocifissione di Giovanni Bellini, la Madonna col bambino di Filippo Lippi e il Cristo incoronato di Caravaggio, dunque autori non appartenenti al 600.

Le Mura di Prato

Prato offre al visitatore una splendida cinta muraria integra al 95%.

Villa Clara

È situata su via Amendola ed è la più bella villa sul lungo Bisenzio. La sua facciata è estremamente bella. La villa è proprietà privata e nessuno può visitarla a meno che non si conosca il padrone, ma un salto ad osservarla ne vale la pena.

Piazza del Comune

Insieme a piazza del Duomo rappresenta il fulcro della città di Prato.

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cosa vedere a Prato (parte 1)

prato

Vi descrivo in breve cosa vedere nella città di Prato.

Castello dell’imperatore

Lo splendido castello dell’imperatore si trova nel centro storico di Prato: edificato da Federico II al fine di difendere la città dalle truppe nemiche. Sotto il castello c’è un tunnel che conduce alla chiesa di Santa Maria delle Carceri dove venivano imprigionati i nemici.

Chiese

Il Duomo

Partendo dall’esterno troviamo la bellissima facciata fatta interamente di marmo di Carrara e il pulpito di Donatello dal quale il Vescovo benedice i credenti. L’interno della chiesa è in stile romano e richiama l’esterno: anch’esso è fatto con lo stesso marmo bianco e verde.

Chiesa di Santa Maria delle Carceri

È uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale toscana. Ha una pianta a croce greca sulla quale si innalzano 4 arcate che sostengono la cupola posta in alto all’interno della costruzione stessa. Alzando lo sguardo è possibile ammirare dei medaglioni contenenti ciascuno i ritratti in terracotta smaltata degli Evangelisti.

Chiesa di San Domenico

È una chiesa che vale la pena vedere in quanto si presenta decisamente diversa rispetto alle chiese che i turisti sono abituati a vedere. La prima sorpresa nasce dall’esterno, ammirando la grande facciata gotica e dall’espetto incompiuto, e continua quando si ha idea dell’antichità di questo imponente complesso. Si prova un senso di meraviglia entrando nella chiesa, in quanto ci si trova davanti ad elementi di grandissimo pregio, come il portale di marmo affiancato da arche sepolcrali gotiche, e il massiccio organo seicentesco, insieme a pregiate tele che decorano gli altari.

Chiesa di San Francesco

È una di quelle attrazioni da visitare in città in quanto riveste grande importanza non solo dal punto di vista storico e architettonico, ma anche sotto il profilo artistico perché al suo interno conserva opere d’arte di notevole rilievo. La chiesa si impone allo sguardo del visitatore già dall’esterno, soprattutto grazie alla presenza dell’elegante facciata antica a strisce bianche e verdi. Molto più sobrio si presenta, invece, l’interno, rispondendo ai principi architettonici dell’ordine francescano. L’interno è infatti ad una sola navata, con 3 cappelle quadrate sul fondo e un altare, sulla sinistra, che conserva il Monumento Sepolcrale di Gimigano Inghirami di Bernardo Rossellino. È questa la prima opera d’arte che rende la chiesa di San Francesco un importante scrigno d’arte, ma non è l’unico. Spostandosi nel chiostro, infatti, si trova un pregiato ciclo di affreschi di Niccolò di Pietro Gerini, i quali raggiungono il punto più alto nella parete di fondo con l’affresco dedicato alla Crocifissione e santi.

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cosa vedere ad Arezzo (parte 3)

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Casa di Francesco Petrarca (via dell’Orto, 28)

La casa del Petrarca si trova in zona Borgo dell’Orto, anche se a dir la verità la costruzione visibile oggi venne eretta solo successivamente, nel corso del XVI secolo, sui resti dell’edificio medievale noto proprio come la casa natia del poeta. Dopo essere stata per diversi secoli una residenza privata, divenne negli anni prima sede della Questura di Arezzo e poi, nel 1926, fu restaurata e destinata ad edificio pubblico. Oggi è la sede della prestigiosa Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze, e al suo interno è custodita una ricca biblioteca che conserva alcuni volumi di pregevolissima fattura, oltre ad una splendida collezione di monete antiche.

Palazzo Badia (Piazza del Popolo, 4-8)

Ristrutturato e ampliato in epoca rinascimentale e nel corso dell’Ottocento, il palazzo presenta sulla facciata una terracotta invetriata di Andrea della Robbia. All’interno i vari locali furono modificati negli anni a seconda della funzione assunta dall’edificio. Oggi il palazzo è sede scolastica.

Palazzo del Governo (piazza Poggio del Sole, 1)

Il palazzo è costituito da 3 blocchi distinti, corrispondenti rispettivamente al fabbricato questura, a quello della prefettura ed infine al salone. Dal punto di vista architettonico, l’edificio è caratterizzato da una pianta rettangolare a andamento curvilineo, con un fronte principale a esedra.

Palazzo Della Fraternità Dei Laici (piazza Grande, 14-22)

Affittato dal 1786 al tribunale, il palazzo ha avuto diverse fasi di costruzione, partendo da quella gotica per arrivare a quella rinascimentale. la facciata fu realizzata si progetto del Vasari; mentre l’orologio fu costruito da Felice da Fossato. Di grand’interesse la lunetta del portale, decorata con la Madonna della Misericordia di Bernardo Rossellino.

Palazzo della Provincia (via Guido Monaco, 34)

Il palazzo neo-rinascimentale presenta all’esterno un fronte tripartito, coronato da un pesante cornicione, concluso da una torretta poligonale. L’interno presenta, invece, un impianto distributivo di estrema semplicità, con un atrio di ingresso su cui si aprono ai lati due saloni, mentre sul fondo una vetrata immette nel vano dello scalone marmoreo e nella zona riservata dagli uffici.

Palazzo delle Logge del Vasari (piazza grande, 14-22)

Il palazzo è caratterizzato da un lungo porticato, sotto il quale si aprono gli ingressi alle antiche botteghe. Al centro del loggiato, una breve scalinata conduce alla soprastante Piazza del Praticino.

Palazzo Fossombroni (piazza San Domenico, 18)

Di proprietà della Famiglia Fossombroni, il palazzo è il risultato dell’unione di edifici preesistenti. In  seguito la proprietà passò al Comune di Arezzo, ospitando, fino agli anni Novanta del secolo scorso, la sede dell’istituto d’arte. Oggi, invece, troviamo all’interno l’Assessorato alle politiche sociali e del sistema educativo scolastico del Comune di Arezzo.

Palazzo Lappoli (piazza grande, 37)

Dimora della famiglia Lappoli, il palazzo fu costruito su un edificio Trecentesco a ridosso di una torre. Lo slancio verticale del complesso fu ridimensionato nel Settecento, livellando la torre all’altezza del palazzo. Nel Novecento, però, il restauro le ha restituito parte dell’elevazione originale.

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pistoia e le sue chiese parte 4

Chiesa di S’Andrea

Via S’Andrea, 9-21 Pistoia 

La facciata è decorata dal “Viaggio dei Magi” di Gruamonte; mentre all’interno sono custodite opere d’arte quali: il Pulpito che Giovanni pisano alla fine del XIII secolo e il Crocefisso igneo eseguito dallo stesso Giovanni.

Chiesa Di Santa Maria A Ripalta

Via di Ripalta, 4 Pistoia 

All’interno sono conservate la grande Ascensione di Manfredino d’Alberto, la Vergine con il Bambino di Antonio Vite e il compianto sul Cristo morto.

Chiesa Di Santa Maria Delle Grazie

Piazza San Lorenzo, 24 Pistoia

Oltre ad essere luogo di fede, è anche luogo consacrato alla scienza, infatti dal 1935 custodisce, in un’unica tomba, i resti corporei di Filippo Civinini, Filippo Pacini e Atto Tigri, tre illustri anatomisti formatisi presso la Scuola Medico Chirurgica di Pistoia.

Chiesa E Convento Di San Domenico 

Piazza San Domenico – Pistoia

Il convento ospita al suo interno l’omonima chiesa di fine XIII secolo. Nel trecento al chiostro grande si unì il portico della Maddalena, mentre nel Cinquecento il chiostro di Fra’ Paolino. All’interno sono conservati il monumento sepolcrale di lazzari, Bernardo e Rossellino; il San Carlo Borromeo con la famiglia Rospigliosi di jacopo da Empoli; la Madonna del Rosario di Allori; il San Sebastiano curato dalle pie donne di Gimignani.