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feste e tradizioni di Santa Fiora

festa toscana

La Fiaccolata del 30 Dicembre 

Il rito del fuoco che nel tempo è diventato uno dei principali eventi turistici del territorio toscano, frequentato da migliaia di persone. Le carboniere sono cataste di legna che vengono incendiate dai portatori di fuoco in varie piazze del borgo. Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre la pietra grigia di Santa Fiora è illuminata dalla luce delle pire e acquisisce un fascino unico.

Presepe vivente 

Il borgo di Santa Fiora si popola neo periodo di natale di decine di comparse che mettono in scena la sacra rappresentazione della natività.

Le Befanate

Nelle frazioni gruppi al seguito dei Befani cercano offerte e offrono canti di questa in tutte le abitazioni.

Il Carnevale morto al Marroneto

Ultimo sabato di carnevale: è il saluto al Carnevale ucciso dalla Quaresima. Unica e originale rappresentazione popolare della maremma e dell’Amiata che abbia al suo centro la morte come auto-liberazione.

Il Santissimo Crocifisso 3 maggio

Festa di primavera e di buon auspicio. Enormi crocifissi lignei portati in processione. In questo giorno è l’unica volta che viene offerto al culto il crocifisso miracoloso di Santa Chiara.

Festa della Santa Flora e Lucilla 29 luglio

fiesta e festa patronale con processione durante la quale c’è l’ostensione delle reliquie delle Sante.

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cosa vedere e fare a santa fiora (parte 1)

toscana

Vi presento uno dei borghi più belli d’Italia: Santa Fiora.

Arte e Cultura

Le Robbiane nella Pieve delle Sante Flora e Lucilla

Sono una delle più imponenti e significative collezioni di opere robbiane al mondo. Le Robbiane di Santa Fiona sono monumentali pale d’altare in terracotta invetriata: il Battesimo di Gesù, la Madonna della Cintola, l’Ultima Cena con l’Ascensione di Gesù al cielo e la Resurrezione (il pulpito), un trittico raffigurante l’incoronazione della Vergine e i Santi Francesco e Girolamo. Completano il ciclo delle opere un crocefisso e un tabernacolo. Nella Pieve anche il reliquiario delle Sante, del XV secolo, raffigurante gli stemmi di Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi.

Le opere di Palazzo Sforza Cesarini

Due cicli di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi decorano le stanze del palazzo, che fu sede della Contea degli Sforza. Il primo ciclo illustra “Le 4 stagioni” e si trova nell’attuale ufficio del sindaco, mentre nell’anticamera si trova “Le ore del giorno”. Nella sala consiliare un camino rinascimentale e la campana civica del 1589. Nel grande salone del popolo lo stemma originale di Casa Sforza in legno dorato.

Il Ghetto

Gli ebrei di Santa Fiora vissero una condizione di privilegio quando nel 1500 nacquero i ghetti nel resto d’Italia. La Contea di Santa Fiora, che godeva di piena autonomia, rimase fuori dall’ondata di pressione dello Stato Pontificio e nel Granducato di Toscana. Successivamente le condizioni mutarono e gli ebrei dovettero lasciare Santa Fiora. Oggi il ghetto è parte del centro storico e costituisce un’interessante parte del borgo.

La Peschiera

Nel Medioevo i Conti Aldobrandeschi, signori di Santa Fiora, fecero costruire una peschiera alle sorgenti del fiume Fiora, dove allevavano pesci. La vasca in pietra è ancora oggi uno degli angoli più affascinanti dell’Amiata, corredato da un ampio giardino. Vicino all’ingresso c’è la chiesa dedicata alla Madonna delle Nevi, con un suggestivo pavimento in vetro sotto al quale scorrono le acque della sorgente e vanno a riprodursi le trote della Peschiera.

Festival Santa Fiora in Musica

Tradizione e appuntamento con la musica di qualitè che si svolge nei mesi di luglio e agosto nei luoghi più suggestivi di Santa Fiora.

Santa Fiora a teatro

Stagione teatrale nel periodo invernale oltre a spettacoli e convegni durante tutto l’anno.

CantaFiora

Nuovo appuntamento per la valorizzazione della cultura e della musica popolare, una festa dello stare insieme.

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Pistoia e i suoi palazzi

pistoia

Oggi vi illustro i Palazzi da visitare a Pistoia.

Biblioteca Forteguerriana Piazza della Sapienza, 5 Pistoia

La biblioteca conserva rari incunaboli e preziosi manoscritti. Tra le raccolte da segnalare quella di Fernando Martini, dell’Accademia pistoiese di Scienze Lettere e Arti, di Alberto Chiappelli, di Alberto Montemagni, la raccolta Puccini e quella Macciò.

Ospedale del Ceppo Piazza Giovanni XXIII – Pistoia

Fondato secondo la tradizione nel 1277 dalla “compagnia di Santa Maria”; fu il primo ospedale cittadino aperto grazie alle donazioni ricevute a seguito della peste nera del 1348. All’esterno l’edificio è decorato da un fregio in terracotta dipinto a colori vivaci che illustra le sette opere di misericordia realizzato da Santi Buglioni; mentre dei tondi nella stessa tecnica sono inseriti nei pennacchi degli archi. All’interno è presente il museo dei ferri chirurgici.

Palazzo Dei Vescovi Vicolo del Duomo – Pistoia

Il palazzo ospitò i vescovi fino al 1786, quando fu ceduto a dei privati. La struttura fu più volte modificata. All’interno ospita il Museo Capitolare, che custodisce gli arredi sacri e i paramenti liturgici della Cattedrale e della Sacrestia di San Iacopo, oltre ad opere moderne come la Pomona di Marini o i dipinti di Boldini.

Palazzo del Capitano del Popolo Via di Stacceria, 1-15 – Pistoia

L’edificio, costituito da 3 nuclei (la torre angolare, la casa-torre e un po’ più basso corpo di fabbrica), è stato oggetti di diverse ristrutturazioni che gli hanno conferito l’attuale immagine. Oggi il palazzo è destinato ad abitazioni private e a usi commerciali.

Palazzo del Comune Ripa del Sale, 13 – Pistoia

La facciata è decorata da insegne dell’epoca medioevale, quali la testa di marmo nero sormontata da una mazza in ferro. Degno di nota è il miracolo dello scultore pistoiese Marino Marini esposto nel cortile del palazzo.

Palazzo Della Cassa di Risparmio via di San Matteo – Pistoia

Il palazzo presenta alcuni elementi di assoluta novità per l’epoca, come l’inserimento del fregio policromo a coronamento della severa facciata, le in ferriate del piano terra, ma soprattutto gli affreschi di carattere liberty che il fiorentino Galileo Chini eseguì nelle sale interne del palazzo.

Palazzo Fabroni Via Sant’Andrea, 18 – Pistoia

Il palazzo fu ristrutturato nel XVII secolo quando fu acquistato dai Fabroni. La facciata è caratterizzata da 3 diverse tipologie di finestre sormontate da altrettanti tipi di frontoni e dal portale d’ingresso che accoglie al centro del frontone il grande stemma del casato. Oggi è destinato in parte a prestigiosa sede espositiva e in parte ad uffici comunali.

Palazzo Panciatichi Piazzetta del Sole, 3-9 – Pistoia

Il palazzo è l’unico esempio rimasto nella città di palazzo privato medioevale. la facciata è caratterizzata dalle grandi finestre a crociera e dall’alto porticato che racchiude uno spazio interno. Attualmente il palazzo è adibito ad uffici e studi privati ed a sede del Consiglio Provinciale.

Villa di Scornio Via Dalmazia, 356 – Pistoia

la villa fu fatta costruire da Tommaso Puccini. Tra il 1821 e il 1844 per volere di Niccolò Puccini fu realizzato l’ampio giardino, arredato con vari edifici, alcuni dei quali dedicati alla scienza: un Pantheon agli Uomini illustri, un “Tempio di Pitagora”, un monumento alla scienza, uno all’industria, un emicidio dedicato a Galileo Galilei e una colonna sovrastata dalla statua di Carlo Linneo.