alessandro siani
cultura

recensione il giorno più bello del mondo

alessandro siani

Ho visto per voi in anteprima il film Il giorno più bello del mondo e devo dirvi che personalmente a me non è piaciuto affatto, è un film molto alla Checco Zalone. Il film tratta la storia  di Arturo Meraviglia (Alessandro Siani) che ha ereditato dal padre un teatrino che lui ha mandato in malora adesso e fa l’impresario squattrinato di attori senza fama, lui è pieno di debiti e non sa come fare a sopravvivere. Un giorno però gli arriva una telefonata, gli dicono che ha ricevuto un’eredità, ma non si tratta di soldi o ville, ma bensì di 2 bambini di cui uno prodigio!!!

A dominare la scena è sempre Alessandro Siani, con quel suo misto di “guasconeria” partenopea e buonismo da grande pubblico. Questo è esattamente il punto di forza e la debolezza del suo cinema: perché se da un lato Siani è straordinariamente efficace nei siparietti da varietà, peccato che l’autore-attore cede troppo spesso alla tentazione di aggiungere melassa e ripetere i cliché rassicuranto “alla Pieraccioni” che fanno a pugni con il suo talento autentico di guitto. Certe battute napoletane molto “scurrili” si scontrano con le gag.Il giorno più bello del mondo ruota intorno ad Arturo Meraviglia – ossia lo stesso Siani – che affronta le mille difficoltà di un piccolo teatro di avanspettacolo prossimo al fallimento. Un’eredità da parte di un lontano zio sembrerebbe correre in suo aiuto, ma in realtà non si tratta di denaro con cui pagare i creditori, ma dell’affido di due bambini, Rebecca (interpretata da Sara Ciocca) e Gioele (il giovanissimo Leone Riva).

I problemi iniziali con cui Arturo Meraviglia deve confrontarsi alle prese con i due bambini vengono annullate quando lui si rende conto che Giole è dotato di uno straordinario potere telecinetico (da qui l’uso importante degli effetti speciali). Purtroppo alcuni pericolosi scienziati vorrebbero rapirlo per studiare meglio le sue sorprendenti capacità. Arturo quindi è chiamato a salvare sia il suo teatro, sia il bambino per realizzare appunto Il giorno più bello del mondo.

Voto complessivo: 3/10

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cultura

recensione Hotel Artemis

film americano

Il film Hotel Artemis è ambientato in una Los Angeles del 2028 bloccata da tafferugli e manifestazioni. La polizia respinge violentemente i manifestanti che si sono tinti di blu per fare un’unica richiesta: acqua pulita. In tutto questo inferno, ci sono 4 uomini con i volti coperti da maschere a teschio, che hanno appena fallito un colpo in banca finendo in uno scontro a fuoco con a polizia. feriti e senza altre opzioni, l’unica speranza che hanno di sopravvivere è raggiungere il prima possibile uno stabile di 13 piani, in art déco, dalla logora facciata, un tempo un prestigioso hotel ma adesso un luogo sicuro che nasconde all’attico un ospedale all’avanguardia. Questo Pronto Soccorso è molto esclusivo, riservato ai soli criminali; l’iscrizione si paga in anticipo e tutte le regole della casa devono essere seguite alla lettera. A gestire la struttura è una donna, incurante del motivo o del perché sei li, conosciuta da tutti come l’infermiera. lei pensa sempre e solo a una cosa.. all’ Hotel Artemis, e stanotte è particolarmente impegnata.

L’infermiera è un personaggio pieno di contraddizioni: forte ma pauroso, cura gli altri mentre su di lei utilizza terapie nel modo sbagliato. Nonostante questo, dà tutto nel suo lavoro. L’infermiera può affrontare qualsiasi cosa tranne il dolore provocato dal suo passato. Come capo dell’Hotel Artemis, vive nella suite Los Angeles. Il suo vero nome è Jean Thomas, ma sono passati molti anni da quando qualcuno l’ha chiamata così.

storia vera
cultura

recensione Rapina a Stoccolma

storia vera

Rapina a Stoccolma è un film ispirato a un incredibile caso di cronaca avvenuto nel 1973.

Stoccolma, 1973. Lars Nystrom (Ethan Hawke) è un rapinatore molto eccentrico che irrompe nella banca centrale e prende in ostaggio alcuni impiegati per costringere la polizia a scarcerare il suo amico Gunnar (Mark Strong). Con i suoi modi bizzarri, Lars riesce ad accattivarsi le simpatie e l’aiuto dei suoi sequestrati , soprattutto di Bianca (noomi Rapace), moglie e madre di due bambini. Il paradossale rapporto tra Lars e i suoi ostaggi ha dato origine al fenomeno noto come “Sindrome di Stoccolma”.

Prima di fare questo film il regista non sapeva che l’espressione “sindrome di stoccolma” fosse legata a questo episodio di cronaca. Rapina a Stoccolma è una storia vera in cui sono accadute cose incredibili e assurde e la sfida per il regista è stata quella di realizzare un un film che andasse oltre le aspettative legate a un certo genere di film. Come in ogni adattamento cinematografico di storie vere, sono stati aggiunti  dei personaggi e sono stati cambiati alcuni nomi, ma alla fine la trama comprende tutti i punti chiave della storia vera. Nel film i tempi sono stati ridotti: la storia vera si è svolta nell’arco di 6 giorni mentre nel film tutto si svolge in 3 giorni.

I PERSONAGGI

Lars Nystrom è un personaggio molto eccentrico, un burbero gentiluomo ed è stato interpretato in modo molto bello da Ethan Hawke, che ne ha saputo cogliere il vero spirito entrando al meglio nel suo personaggio.

Bianca è una donna molto interessante. È una tipa vecchio stampo, lavora in banca, ha due figli ed è piuttosto timida. È una specie di secchiona coraggiosa. Il modo in cui prende vita nella storia è una sorta di risveglio. Bianca ha un coraggio straordinario. Porta avanti iò piano per farsi sparare, pur essendo molto spaventata, ma lo fa per salvare il gruppo. E nello stesso tempo vuole essere coraggiosa agli occhi del suo sequestratore. È uno dei personaggi più affascinanti e complessi che (Noomi Rapace) abbia mai interpretato.

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recensione Ricordi?

Ricordi? è una lunga grande storia d’amore, raccontata per tutto il film solo attraverso i ricordi, più o meno falsati dagli stati d’animo, dal tempo, dalle differenze di punto di vista, dei giovani protagonisti. Racconta il viaggio di 2 persone negli anni: insieme e divise, felici, infelici, innamorate tra loro, innamorate di altri, visto in un unico flusso di colori e emozioni. I due si conoscono raccontandosi fantasiosi episodi d’infanzia. Anche la festa in cui si incontrano è ricordata, e in 2 versioni: il mondo di lui, malinconico, quello di lei allegro e ancora incantato. Passano gli anni. Lo sguardo di lui si trasforma, si alleggerisce. Quello di lei matura, si fa più complesso e più scuro. Il rapporto che sembrava consolidarsi rischia di perdere magia. Inizia una crisi. Nel corso del film i 2 ragazzi crescono e cambiano: lui scopre che è possibile un amore che dura nel tempo, lei impara la nostalgia. Con la distanza le immagini di questa relazione, come quelle dell’infanzia, di un lutto, di un’amicizia tradita, di una grande gioia, si modificano. Si saturano di emozione, o invece sbiadiscono, si cancellano, finché, riesumate da un profumo, da una parola, riemergono forti, in un presente che scivola via per farsi subito memoria. Tutto il film, oltre che d’amore, parla dei ricordi che si formano in modo diverso in base agli stati d’animo di ognuno e cambiano con il tempo. Il film racconta una relazione d’amore di due persone con visioni del mondo e del ricordo diverse: per lui la memoria mente, abbellisce una realtà insopportabile. Per lei svela invece la meraviglia delle cose, come le vedremmo se riuscissimo a essere davvero presenti mentre viviamo. Anche l’evoluzione dei personaggi negli anni è raccontata attraverso ricordi. Quelli di lei, all’inzio incantati, si fanno più cupi, fino a che un ricordo quasi fiabesco è diventato crudo quando lei lo rievoca da adulta. L’inverso vale per i ricordi di lui, che grazie all’amore per lei si fanno più leggeri: quando siamo più sereni ricordiamo episodi diversi, o sfumature diverse degli stessi episodi. Il ricordo sopporta vari gradi di realismo. Un ricordo d’infanzia, che magari è stato fondante nella nostra formazione, è probabile che abbia un’atmosfera e talvolta addirittura un contenuto, più prossimo al sogno che alla semplice registrazione della realtà. La stessa cosa può succedere con ricordi particolarmente intensi: per esempio un momento di sofferenza o di grande gelosia può distorcere ed esasperare dettagli che all’epoca ci erano parsi insignificanti. L’altro tema importante è quello del tempo. L’idea che il presente sia già passato nel momento in cui lo si nomina, e quindi non esista, non è nuova. Non lo è nemmeno quella opposta secondo cui solo il presente è reale, sono il passato e il futuro ad essere  costrutti della nostra mente. Ma qui il punto è che queste 2 tesi filosofiche sono incarnate dalle psicologie dei personaggi. Per lui, ancorato al passato, è il presente a non esistere. Per questo non vive pienamente. Ma al tempo stesso lui ha una profondità che manca a lei, che invece non conosce la nostalgia e per cui l’astrazione sono casomai il passato e il futuro.

cultura

recensione modalità aereo

commedia italiana

Ho visto in anteprima il film Modalità aereo e ora ve lo racconto un po’:

Diego (Paolo Ruffini) è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è racchiusa dentro il suo cellulare di ultima generazione. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sydney (24 ore di volo), Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano che non è bello, ricco e neanche famoso, mentre pulisce i bagni lo trova… ma non lo restituisce. Con il suo collega/amico ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, quindi inizia a utilizzare il telefonino di Diego, fa acquisti, si diverte e soprattutto scrive sui social e chatta con il figlio di Diego senza che lui ne sappia nulla. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse. Riuscirà il bell’imprenditore a tornare alla vita di prima? ma soprattutto ci si può fidare di chi ci circonda?

Modalità Aereo oltre ad essere un film che vi farà morir dal ridere, assolutamente da vedere con la famiglia, vi farà assolutamente riflettere su alcuni temi, quali la famiglia, la ricchezza/fama che può svanire di colpo e altro…

Note registiche

Era da tanto che volevo provare a fare un “classico di Natale”, quei film ambientati durante le feste che vedono in “Una poltrona per due” l’esempio inarrivabile.  Quando Paolo Ruffini mi ha raccontato quest’idea, ho capito subito che era quella giusta, un upgrade tecnologico proprio del film di John Landis, con gli stessi ingredienti, la ricchezza e la povertà, il rovesciamento di ruolo, la vita come posta in palio e un pizzico di buoni sentimenti. Ho scritto il film con Paolo stesso e Simone Paragnani ed ho scelto un cast di attori che mi facevano ridere. È venuto fuori un copione romanticomicosull’importanza dell’amicizia, un tema che non affrontavo più da “Notte Prima Degli Esami” e che quest’anno sento particolarmente mio. Un film per tutti, molto disneyano, con i buoni ed i cattivi, con una morale positiva.

Buon divertimento!

 

 

cultura

recensione 10 giorni senza mamma

Ho visto per voi in anteprima il film 10 giorni senza mamma e devo dire che mi ha divertito molto!! è un film per tutta la famiglia, anche se di tanto in tanto c’è qualche parolaccia. Nel film 10 giorni senza mamma si vedono tutti i problemi di una famiglia moderna, la mamma che gestisce i figli e poi di colpo decide di partire per 10 giorni lasciando tutti gli incarichi al marito (Fabio DeLuigi) che deve imparare a gestire il tutto, lavoro e famiglia. Se la caverà? sopravviverà ai bagordi per 10 giorni? soprattutto arriverà vivo alla fine del film o ne esce esausto? tutto ciò lo scoprirete solo andandolo a vedere!!! io ve lo stra consiglio, vi farà ridere da matti, ma anche riflettere.

cultura

recensione Il Testimone Invisibile

thriller

Ieri ho visto in anteprima il film Il Testimone Invisibile e devo dire, che è un film pieno di sorprese, che lascia con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Un film, che vi farà capire una cosa per poi capirne un’altra ancora e alla fine cambiare totalmente le vostre idee. Beh che dire del cast? un cast spettacolare che recita molto bene la loro parte, specialmente i due protagonisti (Riccardo Scamarcio, Miriam Leone).

Trama

Il Testimone Invisibile tratta la storia di un Imprenditore (Riccardo Scamarcio), accusato di aver ucciso la sua amante e che viene interrogato da una signora a cui lui racconterà tutta la storia degli avvenimenti successi prima che di essere arrivato al giorno dell’omicidio per riuscire a cavarsela e non farsi arrestare. Raccontando tutto si salverà davvero? chi ha ucciso la sua amante? chi sarà mai questo testimone? e soprattutto saprete se la donna è veramente lei o una che si è travestita per scoprire delle verità. Come finirà? beh lo saprete solo guardandolo. Mi raccomando, andate perché non ve ne pentirete sicuramente. Fatemi sapere come è stato se vi va, qui sotto nei commenti.

cultura

recensione Conta su di me

film commedia

Ho visto in anteprima in film Conta su di me e vi voglio raccontare le mie impressioni a caldo: iniziando dal presupposto che già ero partita con un idea buona su questo film, non mi ha deluso per niente!!! Conta su di me è un film che ti arricchisce l’anima, insomma ti fa capire il vero senso della vita e apprezzare le piccole cose che il mondo ci offre senza fare gli spavaldi.

In film Conta su di me tratta la storia di un ragazzo ricco di famiglia e spavaldo (super viziato), che si gode la vita e combina disastri. Allora un giorno, il papà (medico chirurgo) lo obbliga a seguire un ragazzo malato per un tot di tempo facendogli fare una lista dei suoi desideri prima di morire. Allora lui accetta la sfida e inizia questo volontariato forzato diventando molto amico del ragazzo. Riuscirà a portare a termine il compito? rimarranno amici/fratelli per sempre? mi raccomando andate a vedere questo film perché merita davvero!!!! ah fatemi sapere se andate al cinema…

 

cultura

recensione Ti presento Sofia

film

Oggi ho visto per voi in anteprima il film Ti Presento Sofia, devo dire che mi è piaciuto molto e fa ridere dall’inizio alla fine. Questo è il classico film per famiglie che dovreste tutti vedere nel tempo libero. I temi centrali di Ti Presento Sofia sono: le bugie in coppia, l’accettazione della famiglia e il freechild (donne che non vogliono bambini).

Ti Presento Sofia tratta la storia di un uomo (ex musicista) separato con una figlia di 10 anni e ora proprietario di un negozio, che dopo 10 anni dall’ultimo incontro, rivede Mara una donna che lo ha sempre attratto e che fa scattare in lui un colpo di fulmine, solo che lei fin dalla prima cena le dice che odia i bambini e che non ne vorrà mai. Così lui decide di continuare a vedere Mara senza dirle che ha una figlia. Riuscirà quest’uomo nel suo intento di conquistare Mara del tutto facendogli cambiare idea e dicendo delle piccole bugie a fin di bene? Mara scoprirà le sue bugie? tutto questo lo saprete solo andando a vedere il film. Mi raccomando… ah se volete scrivetemi qui sotto un commento sul film.

cultura

recensione film Tuo Simon

film drammatico

Ieri ho visto in anteprima assoluta il film Tuo Simon e devo dire che è molto carino, vi lascia incollati allo schermo dall’inizio alla fine. Tuo Simon tratta in modo leggero e anche a tratti ironico due temi molto importanti nei giorni nostri: il bullismo e l’accettazione omosessuale. Le canzoni inserite sono scelte ad hoc. Insomma un film da vedere con tutta al famiglia.

Tuo Simon tratta la storia di un ragazzo gay che ha la sua compagnia di amici con cui esce sempre e va a scuola, che un giorno trova sulla chat della scuola una mail in cui un’altro ragazzo racconta la sua storia, sul fatto che la sua vita è bella ma ha un segreto pesante (è gay) e non lo riesce a dire ai genitori, così lui decide di rispondergli e le confessa che anche lui ha lo stesso segreto. Da qui inizia una lunga chat fatta di tante mail, finché un giorno un ragazzo vede per caso le mail su un pc e lo inizia a ricattare. Lui però avrà sempre gli amici a fianco, ma come andrà la sua storia d’amore platonico? riuscirà a trasformarsi in amore vero? gli amici staranno sempre al suo fianco fino alla fine? I genitori lo capiranno? Insomma questo film insegna molto e ci dice che tutti meritano una vera storia d’amore.