lombardia
viaggi

dove andare in valle orobia e Val Seriana

La Val di Scalve è la più isolata  delle vallate orobiche. Si raggiunge infatti solo scavalcando il passo della Presolana dopo aver risalito la Valseriana. Ma proprio la distanza la pone al riparo dalle frotte di sportivi della domenica e permette di godere in tutta tranquillità altre piacevoli escursioni. Ad esempio, i ruderi della Diga del Gleno, ricordano la tragedia della morte di tantissime persone quando crollò. Oggi però introducono a un romantico pianoro meta dei ciaspolatori, che qui arrivano in poco più di un’ora da Pianezza di Vilminore di Scalve. La meravigliosa conca dei Campelli si raggiunge invece da Schilpario, storico regno dello sci nordico nelle Orobie. Se ci si accontenta di inebriarsi del panorama regalato dal gruppo del Cimon della Bargozza, che cinge questo angolo di paradiso, sono sufficienti le ciaspole, visto che ci si muove lungo una strada sterrata. Altrimenti si calzano gli sci e si risale al Monte Gardena, che si raggiunge in meno di 3 ore e senza difficoltà tecniche.

DISCESE NOTTURNE

Altrettanto appassionante  è l’Alta Valseriana con il suo articolato sistema di vallette laterali. Le piste da discesa della skiarea presolana Monte Pora sono in massima parte rosse e blu, quindi alla portata di tutti. Il venerdì sera, la facie pista Termen viene illuminata dino alle 22, un orario perfetto per scaldare i muscoli in vista del weekend. Ma ancora una volta è lo scialpinismo a farla da padrone. Un’escursione lunga, ma non difficile, porta da Valzurio alla vetta del Monte Ferrante. La prima parte è percorribile anche con le ciaspole lungo una strada agropastorale tra i faggi che arriva alle baite del Möschel. Superate le baite del Möschel l’itinerario diventa più impegnativo e raggiunge dapprima la vetta del Monte Ferrantino, in prossimità degli impianti di Colere. Da qui si effettua il balzo finale fino alla meta, alla quale si accede dopo aver tolto gli sci per gli ultimi metri. Facile e molto frequentata è la salita che in 3 ore porta da Oneta alla Cima di Grem, passando accanto a numerosi alpeggi e a miniere abbandonate di piombo e zinco. Non presenta difficoltà tecniche di particolare  rilievo neppure l’escursione da Valcanale alla Corna Piana, che percorre in parte piste da sci abbandonate prima di affrontare uno scenografico vallone circondato da alte pareti di roccia. Gli atleti dello skialp prediligono per i loro allenamenti l’ascesa al Monte Timogno da Spiazzi di Gromo. A loro è riservato un itinerario che risale nel bosco fino al Rifugio Vodala e 3 sere la settimana è anche possibile percorrere le piste da sci fino alle 23. Dal rifugio la vetta è sempre in vista e la si raggiunge lungo un facile pendio. In ogni caso bastano meno di 3 ore per effettuare l’intero percorso dal parcheggio, mentre chi preferisce godersi il panorama senza troppa fatica inizia l’ascesa dalla stazione a monte della seggiovia e arriva in vetta in 1 ora.

SAPORI VERI DI MONTAGNA

Si torna in pista al Colle di Zambla, che mette in comunicazione i bacini della Val Brembana e della Val Seriana, e da dove partono i tracciati di fondo: 16 km dosegnati nella conca dell’Alben fino al Pian della Palla. È anche, il luogo giusto per una ciaspolata panoramica che conduce alle baite di Zambla Alta con un percorso di 5 km quasi interamente su strade interpoderali. Vale la pena di spingersi in Alta Val Brembana, poi, per affrontare altri itinerari scialpinistici di grande soddisfazione. Come l’escursione che va da Roncobello alle baite di Mezzeno. La via di ascesa è di 5 km, in mezzo ai larici, fino alla vasta conca di destinazione: qui la foresta si dirada e lo sguardo è catturato dai versanti settentrionali del Monte Menna e del Corno Branchino. Ci si può fermare alle baite e rilassarsi al sole, oppure proseguire verso i passi di Marogella o di Mezzeno, opzioni però riservate agli esperti. C’è anche un anello bianco che parte da Foppolo e inizia con l’agevole salita che conduce al passo di Dordona. Da qui si getta lungo i pendii della Val Madre per una delle più entusiasmanti discese orobiche. Si risale quindi la Val Cervia fino al colle da cui si raggiungono, dopo un’altra divertente discesa, il Lago Moro, il Rifugio Montebello e le piste da sci di Foppolo. Con i suoi 30 km di tracciati questa è la principale località sciistica della valle e il cuore del sistema Bremboski, che include anche le piste di Carona e di San Simone. I collezionisti di nere non possono lasciarsi sfuggire la pista Cappelletta, 2.200 m di adrenalina pura che dalla vetta del Monte Valgussera arriva fino alla conca di Carisole, con pendenze anche del 50-60%. Mentre a San Pellegrino QC Terme ha ulteriormente ampliato il suo tempio del benessere, aprendo nuovi spazi accanto all’antico Casinò. Perché le Orobie non sono soltanto belle, ma aiutano i loro frequentatori a diventarlo.

 

Annunci
viaggi

inverno in valchiavenna e valmalenco

lombardia

Perché andare n in verno in Valchiavenna e Valmalenco?

Per lo sci molto impegnativo a Madesimo, in Valchiavenna. Percorrendo la statale 36 verso il Passo dello Spluga e la Svizzera, ci si inoltra in un territorio selvaggio, con monti irti e spettacolari. Gli impianti sono solo 13, ma moderni. Portano dai 1.550 metri del paese ai 2.900 di Pizzo Groppera e tracciano piste famosissime, come quelle della solitaria Val di Lei o il più classico e temuto dei fuoripista, il Canalone. Circondata da Pizzo Scalino, Monte Disgrazia e Bernina, la Valmalenco offre una sessantina di km di discese, servite da 11 impianti di risalita, tra cui la Snow Eagle, la funivia più grande d’Europa, che in soli 4 minuti fa superare oltre mille metri di dislivello a 160 persone. Tra le piste più suggestive, la Gustav Thöni è celebre per il muro finale con una pendenza del 70%; quella dei Barchi per i divertenti cambi di pendenza e la Nana per i tratti veloci. Tra i più spettacolari dell’arco alpino è il Palù Park, amato dagli appassionati di snowboard e freestyle. Non mancano le piste di fondo al lago Palù e, a Lanzada, l’area per bob e slittini ed uno spazio dove i più piccoli muovono i primi passi sulla neve.

lombardia
viaggi

cosa fare a Livigno in inverno

lombardia

Livigno è definita il piccolo Tibet lombardo. Sci da campioni anche a Livigno, con oltre 115 km di piste su cui si scende da fine novembre a inizio maggio, grazie alla posizione in quota, a 1.816 metri: un vero “piccolo Tibet” lombardo. Con una pendenza media del 32%, la nera Giorgio Rocca è la più difficile del Mottolino, la ski area che forma il comprensorio insieme al Carosello 3000. Poste su 2 versanti della vallata, dallo scorso anno le aree sono ancora più vicine grazie allo  Ski Link, navetta che le connette in soli 4 minuti. Intanto, è un piacere scendere sulle piste ampie e lunghe di Carosello 3000, come Valfin, Monte Sponda e Federia. Livigno vizia gli appassionati degli sci stretti con 30 km di piste per il fondo. Il primo anello apre già a ottobre; grazie alla tecnica dello snowfarming. Livigno ha pure un altro vanto: il più celebre snowpark lombardo, il Mottolino. Nell’area dedicata al freeride cross, gli ostacoli naturali si uniscono a una serie di tracciati di snowboard e skicross creando un percorso fatto di paraboliche, tratti ondulati, step up e funbox. A Carosello 3000 si snoda il The Beach – Funslope, percorso di oltre 1.700 metri nella neve ma che nasconde ostacoli dal design tropicale come palme e bocche di squalo: è la funslope, assicurano, più lunga del mondo. Adatta a tutti i livelli di sci e a tutte le età, inclusi bambini  e famiglie, conta 22 curve paraboliche, 8 dossi e 2 chiocciole, progettati in modo da garantire la massima sicurezza. Carosello 3000 offre numerose altre esperienze, tra cui il volo in parapendio sopra le piste.

valtellina
viaggi

dove andare a Bormio in inverno

valtellina

Nei weekend invernali la città ti annoia? ecco dei posti da favola in Valtellina (Bormio) in cui andare a fare sport e rilassarvi.

PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO

Impossibile resistere alla storica posta Stelvio di Bormio. Lo Stelvio è il simbolo di Bormio, suggestivo borgo per gli edifici medievali del centro storico, le torri arcigne e gli affreschi sorprendenti delle chiese. Altrettanto emozionante il suo comprensorio sciistico, 110 km di piste immerse nel Parco Nazionale dello Stelvio. Si suddivide in 3 ski area, Bormio, Santa Caterina Valfurva e Cima – Piazzi San-Colombano, collegate tra loro grazie al servizio navetta gratuito e un unico skipass e con piste per tutti i livelli, dai campi scuola per bambini ai tracciati dei campioni della Coppa del Mondo. Come la pista Deborah Compagnoni di Santa Caterina Valfurva, dedicata alla campionessa locale. Chi preferisce discese meno impegnative, tra i 35 km di piste di Santa Caterina trova anche 2 azzurre e 12 rosse. Non mancano i rifugi dove sostare tra una discesa e l’altra. Come Heaven 3000, a Bormio, che da dicembre scorso ha una nuova terrazza panoramica: lo sguardo vola a 360 gradi su un mare di vette. In Alta Valtellina le attività en plein air non si limitano alle discese. All’interno del Parco, il ventaglio di offerta è ampio, a partire dalle passeggiate sui sentieri invernali e le escursioni con le ciaspole, accompagnati da guide alpine. A Santa Caterina, gli appassionati di sci nordico si godono la pista Valtellina: accanto ai percorsi agonistici di 5 e 10 km, tutti realizzati con la supervisione di Benito Moriconi. Per una sosta golosa, da qui si sale al Rifugio Stella Alpina. Chi ama le lamine strette si mette alla prova anche sulla pista Viola a Valdidentro-isolaccia, cross country che costeggia per 25 km l’omonimo fiume con dislivelli non eccessivi. mentre a Bormio si scivola sulla Alute, lunga 5 km e adatta anche ai principianti. Poi ci si può cimentare come musher: al Centro Italiano Sleddog Husky Village, in località Arnoga di Valdidentro, si impara, con un istruttore, a guidare la slitta trainata da una muta di cani.

DOPO SCI A TUTTO BENESSERE

In Alta Valtellina, il dopo sci è tutto all’insegna del benessere. A Bormio lo assicurano le acque termali millenarie che sgorgano da varie fonti e alimentano tre impianti spettacolari: QC Terme Bagno Nuovi, QC Terme Bagni Vecchi e Bormio Terme.

 

viaggi

borghi da vedere in Lombardia (parte 2)

Vi illustro altri borghi piacevoli da vedere in Lombardia:

GARDONE RIVIERA

È una privilegiata stazione climatica della riviera bresciana del lago di Garda, luogo di soggiorno fin dall’800. Dall’elegante lungolago pedonale, dove si trovano Villa Alba e la torre di S. Marco, si può risalire verso il bel nucleo artistico dell’abitato, con la settecentesca parrocchiale di S. Nicola. meritano una sosta il giardino botanico della Fondazione Andrè Heller, il Museo del Divino Infante e l’Isola del Garda.

DA NON PERDERE

Il Vittoriale degli Italiani, monumentale residenza di D’annunzio, una cittadella cinta da mura ed estesa per circa 9 ettari, con una serie di edifici, tra cui la Prioria, la casa del poeta rimasta integra come lui la abitò, con migliaia di oggetti, opere d’arte e cimeli che ricordano la sua vita; poi un grande anfiteatro, viali, piazze e fontane, la nave Puglia incastonata nel parco, donata al poeta dalla Marina Militare, e, sul colle più alto, il mausoleo con la sua tomba. Nell’anfiteatro d’estate si svolge una prestigiosa stagione teatrale.

GROMO

Si trova sulla sommità di un enorme masso che sembra sbarrare la valle, protetto dai massicci del monte Redorta a nord e del monte Secco a sud, parte in piano e in parte sul costone montano, mantenendo nella parte alta dell’abitato il compatto tessuto medievale, con case in grossi blocchi di pietra, aperte da logge e balconate.

DA NON PERDERE

La medievale piazza Dante, con gli edifici del Castello Ginami, del Palazzo Milesi, ora sede del municipio, e la chiesetta di S. Gregorio. La parrocchiale di origine trecentesca, con le pregevoli Portelle delle Reliquie e la cancellata in ferro battuto all’ingresso del Battistero. Tra le attrattive naturalistiche, le vette prealpine e la grotta carsica, ricca di pozzi, meandri, laghetti e concrezioni di vario tipo e colore.

PIZZIGHETTONE

È una delle più complete e significative città murate della Lombardia e lega le sue origini al fiume Adda, che ancora oggi ne connota il centro storico dividendolo in due parti. All’interno del Parco Adda Sud e lungo la valle del Serio Morto, si possono percorrere sentieri campestri e piste ciclabili alla scoperta del territorio. Il centro storico è circondato dalla cinta muraria cinquecentesca: un complesso difensivo lungo circa 2 km, alto 12 metri, largo 15 ed uno spessore murario che raggiunge mediamente i 3,60 metri. Di interesse storico-culturale anche il Museo civico e la torre del Guado, unica testimonianza integra dell’antico castello.

DA NON PERDERE

Le Casematte, ambienti una volta a botte all’interno delle mura, tutti collegati tra loro (unici in Europa); la parrocchiale di S. Bassiano, la più antica chiesa del paese d’impronta romanico-lombarda; un’escursione alla scoperta del territorio circostante a piedi o in bicicletta oppure con una crociera sull’Adda.

SABBIONETA

Si presenta come una fortezza a forma di stella nel cuore della Pianura Padana, racchiusa dall’antica città muraria che si è conservata completamente intatta, con 6 baluardi ai vertici e due porte di accesso. Le mura difensive, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti fanno di Sabbioneta uno dei migliori esempi di città ideale in Europa.

DA NON PERDERE

Il Palazzo Giardino, antica residenza privata del duca. Il palazzo ducale, primo importante edificio ad essere costruito in città, sede dell’attività politica. Il Teatro all’antica, massima espressione artistica di Sabbioneta e primo esempio europeo di teatro stabile.

lombardia
viaggi

borghi da vedere in Lombardia

lombardia

Vi illustro la prima parte dei migliori piccoli borghi da vedere assolutamente in Lombardia:

BIENNO

Il borgo delle sette torri, è possibile ammirare portali decorati da fregi e stemmi scolpiti nella pietra, torri medioevali palazzotti signorili rinascimentali con antichi loggiati e segreti vicoli. Fra le vie del centro svetta il campanile a cuspide della chiesa di S. Maria Annunciata con gli affreschi di Giovan Pietro da Cemmo e del Romanino.

DA NON PERDERE

L’Eco Museo del Vaso Re, canale artificiale che attraversa il paese. La Fucina Museo con l’antico maglio ad acqua, unica in Italia a riproporre la forgiatura di secchi e il Mulino Museo capace di produrre con le macine in pietra, mosse dall’acqua del Vaso Re, ottima farina da polenta.

CASTELLARO LAGUSELLO

Piccolo borgo raccolto, di cui il centro storico, che si specchia su un laghetto morenico a forma di cuore (il lagusello), oggi riserva naturale protetta, è caratterizzato da vicoletti pavimentati in pietra di fiume, su cui si affacciano case costruite con i sassi a vista.

DA NON PERDERE

La chiesa barocca di S.Nicola con una Madonna in legno di notevole pregio, una Via Crucis e una serie di Misteri del Rosario. Il castello medievale, ora villa Arrighi di proprietà privata e visitabile su richiesta, che ha mantenuto intatta la struttura originaria e dal cui interno si può godere una bella vista sul lago e sulla campagna. I capunsei, gnocchetti cotti nel brodo.

 

CLUSONE

Denominata la “città dipinta” per i suoi numerosi affreschi, Clusone ha ben conservato nucleo storico irregolarmente disposto su diversi livelli e caratterizzato da un singolare e labirintico intersecarsi di vicoli e strade minori. La visita offre sorprese, dalla panoramica sommità del borgo, dominata dalla maestosa basilica di S. Maria Assunta, fino al fulcro del paese in piazza dell’Orologio.

DA NON PERDERE

L’orologio planetario Fanzago, nella torre medievale del Palazzo comunale. La basilica di S. Maria Assunta, preceduta da una scenografica scalinata a tenaglia e fiancheggiata da un porticato. L’oratorio dei Disciplini, con i famosi affreschi “Danza Macabra”. Il biscotto di Clusone, con mandorle e cioccolato. Il Capù, involtino di verza con ripieno di carni e aromi.

bergamasco
viaggi

cosa vedere a clusone

bergamasco

Siete mai stati nella zona del bergamasco e soprattutto nella piccola ma bella e accogliente Clusone? no? dovete assolutamente rimediare!!! Ecco cosa vedere:

PIAZZA DELL’OROLOGIO E PALAZZO COMUNALE

L’orologio è dotato di un meccanismo semplice e geniale segna le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione. Il Palazzo Comunale ha degli affreschi sulla facciata sud, mentre sulla facciata est si vedono una elegante loggetta cinquecentesca, un portale settecentesco e la Buca delle Denonzie Segrete.

BASILICA DI S.MARIA ASSUNTA 

All’interno ci sono notevoli opere scultoree dei fantoni di Rovetta accanto a tele dei pittori clusonesi Carpinoni e Cifrondi con altre di Sebastiano Ricci, Bettino Cignaroli e Pietro Ricchi. Da ricordare lo stupendo altar maggiore, il pulpito confessionale di Andrea Fantoni, la quattrocentesca vasca battesimale, la tele del Diziani e del Vicentino.

ORATORIO DEI DISCIPLINI E DANZA MACABRA

Sulla facciata est c’è un affresco unico nel mondo che raggruppa i 3 temi iconografici medioevali della morte: il trionfo, la danza macabra, l’incontro o contrasto tra vivi e morti. All’interno del Borlone un ciclo di affreschi sulle “Storie di Gesù”. Da ammirare anche il settecentesco “Compianto” con statue lignee fantoniane.

CHIESA DI S.ANNA

All’interno sono stati riportati alla luce affreschi votivi popolari del 400 e del 500. Molto significativi il piccolo coro sopra l’ingresso e la piccola aula capitolare con i suoi affreschi, la pala dell’altare con “La Vergine, S.Anna e il Bambino”, con una splendida cornice fantoniana.

PALAZZO FOGACCIA

Imponente palazzo-villa signorile, ha all’interno una serie di sale affrescate, secondo il gusto dell’epoca, dai milanesi fratelli mariani, dal bergamasco Brina e dal bresciano Francesco Paglia ed ancora perfettamente conservate. L’interno del palazzo e le sale sono visitabili solo in certe occasioni.

CHIESA  DI S.DEFENTE

Le pareti interne, specie per il presbiterio e la facciata esterna sono coperte da ben 52 bellissimi affreschi votivi che vanno dal XV al XVII secolo, rappresentanti S.Defente, S.Rocco e altri santi della tradizione. Da non perdere sono gli affreschi del portico e del piccolo presbiterio.

PALAZZO MARINONI BARCA

Residenza della famiglia Marinoni. L’originario importante arredamento è stato disperso. È ancora godibile la piccola galleria affrescata con figure allegoriche e due sale. Il palazzo ospita oggi la raccolta Sant’Andrea ed il Museo dei meccanismi degli orologi da Torre.

CHIESA DEL PARADISO

Ha avuto diversi ingrandimenti e rifacimenti. Nella cappella dell’Addolorata è visibile il miracoloso affresco quattrocentesco della “Mater Dolorosa”. Nella Chiesa è conservata una piccola pinacoteca della pittura clusonese dal XV al XIX secolo con tele tutte perfettamente restaurate, in particolare quadri di Domenico Carpinoni e Antonio Cifrondi.

CHIESETTA DI CROSIO

Piccolo oratorio cinquecentesco posto in amena e panoramica posizione su una collinetta appena fuori dall’abitato. Da qui si può avere una visione completa e significativa della città e dell’altopiano clusonese.

 

torre civica
viaggi

cosa vedere a Sondrio

torre civica

Avete mai pensato di andare in giro per la Lombardia? Vi parlo di Sondrio, una città della Valtellina. Ecco cosa vedere:

Palazzo Sertoli

È uno splendido edificio in stile barocco con annesso un parco situato all’interno del centro storico di Sondrio. Flore all’occhiello di questo edificio è il salone principale, elegante, raffinato, ma soprattutto sorprendentemente ampio grazie a speciali effetti ottici usati per la sua realizzazione. Oggi il palazzo è la sede del Gruppo Bancario Credito Valtellinese, ma conserva ancora al suo interno numerose opere d’arte, in particolare in bronzo e marmo, collezionate dalla famiglia Sertoli.

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio

Questa chiesa è una delle più antiche di Sondrio e della Valtellina. Lo stile dell’edificio oggi visitabile, che mescola elementi di romanico e barocco, è ben evidente già dalla facciata, a due ordini: quello inferiore è sottolineato da colonne con capitelli in stile dorico, mentre la parte superiore regge un finestrone semicircolare sormontato da un timpano. All’interno, invece, si trova la navata unica dell’edificio, che culmina nel lato posteriore con un’abside sporgente neoclassica, opera del Taglioretti, nell’anno 1797.

Palazzo Pretorio

È uno degli edifici civili più riconoscibili a Sondrio, non solo poiché ospita la sede municipale.

Torre Ligariana

È uno dei più importanti monumenti cittadini, che ha la funzione di Torre Civica con campane e orologio, e di campanile per la prospicente Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio.

Museo Valtellinese di Storia ed Arte

In questo museo, sono conservate numerose opere artistiche di epoca antica e contemporanea, che testimoniano l’evoluzione del messaggio artistico e della capacità dei popoli della Valtellina. Vi sono ulteriormente conservati disegni, stampe e opere di vario tipo, che risalgono al XVII – XVIII secolo e che provengono dal cosiddetto fondo Ligari, di provenienza privata.

 

 

viaggi

terme di Sirmione

lago di garda

A pochi km da Desenzano, sulla sponda Lombarda del lago di Garda, una striscia si terra si protende nel lago per 4 km ed è qui che vi trovate a Sirmione, la perla del Garda, con le sue torri merlate e le mura sull’acqua, i piccoli negozi, i wine bar e i ristorantini romantici, le terme e i trattamenti benessere, il posto giusto per un week-end all’insegna del relax. Il consiglio è di dedicare la prima parte del vostro soggiorno alla visita dei luoghi storici, perché una volta entrati alle terme potrebbe essere difficile volerne uscire! Se siete appassionati di archeologia andate alle Grotte di Catullo. Se volete onorare il mito della Callas, chiedete della Villa dove visse, ma soprattutto concedetevi una pausa nel Parco di cedri e cipressi che porta il suo nome. Per una passeggiata lungolago, partite dalla spiaggia delle Muse, all’ombra del Castello. Per una vista mozzafiato, salite in cima al Mastio: i giardini sono 146, ma ne vale la pena! Poi, però, non indugiate oltre. Ci sono piscine vista lago, centro benessere epicureo, idromassaggi, lettini effervescenti, getti a collo di cigno, docce aromo-cromatiche, percorsi vascolari completi di cabine benessere e una palestra dotata delle più moderne attrezzature. Inoltre ci sono due stabilimenti che offrono il meglio in fatto di cure inalatorie, riabilitazione motoria, fanghi, bagni e massaggi.

viaggi

terme di Trescore Balneario

Le Terme di Trescore Balneario hanno una storia millenaria. Sono un paradiso naturale alimentate da 3 sorgenti d’acqua sulfurea che già gli antichi Romani e i Galli apprezzavano e sfruttavano per stare bene. Le acque di Trescore Balneario sono ricche di idrogeno solforato e di cloruri di calcio e magnesio e quindi sono indicate per curare malattie dell’orecchio e delle vie respiratorie, patologie dermatologiche, reumatiche e osteoarticolari, ma sono anche impiegate in trattamenti estetici di notevole efficacia. La struttura è dotata di  diversi centri specializzati, tra cui uno di flebologia, uno di riabilitazione motoria, uno di dermatologia e un centro di medicina estetica termale, dove si affrontano in maniera “dolce”, utilizzando tecniche non invasive, i principali inestetismi della pelle del viso e delle gambe. Oltre all’acqua le Terme di Trescore hanno anche un altro asso nella manica: uno straordinario fango naturale. Prelevato direttamente dalla cava che si trova sulle falde di acqua sulfurea, è carico di minerali e oligoelementi che fanno bene alla pelle e danno sollievo a chi soffre di dolori articolari. Alle gambe, in particolare, sono inoltre dedicati i percorsi vascolari, corridoi acquatici che con potenti getti idromassaggio riattivano la circolazione, rassodano e tonificano la muscolatura.