primo piatto lombardo
ricette

casoncelli alla brecsiana

primo piatto lombardo

Pasta fatta in casa

Ingredienti:

Per la pasta:

300 g di farina; 3 uova; un pizzico di sale.

Per ll ripieno:

150 g di pane secco grattugiato 100 g di Grana Padano; 100 ml di brodo di carne; 100 g di burro; 1 spicchio d’aglio; una manciata di prezzemolo tritato; sale, pepe e noce moscata q.b.

Preparazione:

Impastare farina, uova e un pizzico di sale fino ad ottenere un composto liscio. Far riposare avvolto in un canovaccio per 30 minuti. Soffriggere il burro con l’aglio schiacciato, aggiungere il prezzemolo, il pane, il formaggio, sale, pepe e noce moscata. Spegnere ed aggiungere il brodo fino ad ottenere un composto morbido ma compatto. Riprendere l’impasto, dividerlo in 2 parti e preparare la sfoglia, passandola della parte liscia della macchina della pasta, diminuendo man mano lo spessore fino a raggiungere i 2 mm. Fare lo stesso con l’altra metà della pasta. Tagliare dei rettangoli, posizionare del ripieno al centro e sigillare bene i bordi con una forchetta. Cuocere in acqua bollente salata e condire con burro fuso e formaggio grattugiato. 

lombardia
viaggi

cosa vedere a Crema (parte 3)

lombardia

Ulteriore parte di cosa  vedere a Crema.

ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Scrigno della pittura seicentesca cremasca. Alla severità dell’esterno fa riscontro la ricchezza cromatica dell’interno, preludio alla grandiosità barocca degli affreschi di Santa Maria delle Grazie.

EX CONVENTO DI SANT’AGOSTINO

Casa madre dell’Osservanza Agostiniana in Lombardia. Ben conservati i due chiostri scanditi da pilastri ottagonali in cotto, sono il preludio di un refettorio splendidamente affrescato in stile rinascimentale che nell’affresco delle parete d’ingresso ricalca l’iconografia del Cenacolo vinciano. Al piano superiore la struttura ospita il Museo Civico di Crema e del Cremasco.

PALAZZO BONDENTI TERNI DE GREGORY

le 4 statue in ceppo gentile collocate sulla muraglia celebrano il casato dei Bondenti. Il lato incompiuto conferisce un tocco di mistero all’elegante complesso architettonico.

PALAZZO BENZONI

L’elegante facciata e l’eccezionale qualità delle decorazioni interne (sontuosi stucchi e splendidi affreschi sei e settecenteschi) sono il segno della ricchezza e del prestigio di questa famiglia aristocratica. Attualmente ospita la Biblioteca Comunale “Clara Gallini”.

CHIESA SAN BENEDETTO

Notevole espressione architettonica e decorativa dello stile barocco, la chiesa seicentesca sorse inglobando l’antica abbazia annessa al monastero che dà il nome all’omonimo borgo.

PORTE E MURA VENETE

Le mura quattrocentesche cingevano la città “veneziana” tracciando un uovo poligonale attorno a quello che è oggi il centro storico. In gran parte demolite, ne restano alcuni tratti significativi. L’importanza delle porte urbiche fu confermata nella ricostruzione di Porta Serio e Porta Ombriano, ripensate in stile neoclassico.

BASILICA IN SANTA MARIA DELLA CROCE

Splendido esempio architettonico d’ascendenza bramantesca, è un complesso organismo a pianta centrale, circolare all’esterno e ottagonale all’interno. D’effetto è anche il complesso decorativo interno, con affreschi barocchi. Nello scurolo, dove venne fissato il primo nucleo dell’edificio sacro, è conservato il gruppo scultoreo raffigurante il fatto miracoloso che diede origine al santuario.

 

lombardia
viaggi

cosa vedere a Crema (parte 2)

lombardia

Guida sulle cose impredibili a Crema.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Nell’esiguo spazio di questo santuario trionfa l’esempio più sublime della pittura barocca cremasca. Ospita un’ affresco raffigurante la Madonna col Bambino, realizzato sull’attiguo torrione a protezione delle mura di Crema.

PALAZZO PATRINI-POZZALI

Il palazzo si presenta imponente e rigoroso con un grandioso portale sormontato da un balcone, unico oggetto della facciata. Nel giardino sorge un maestoso e secolare cedro del Libano, visibile dalla piazza.

PALAZZO VIMERCATI SANSEVERINO

È l’unico palazzo cremasco tuttora appartenente alla famiglia che lo fece costruire. la facciata nobile su via Benzoni è un manifesto del prestigio dei Vimercati Sanseverino, con numerosi stemmi gentilizi, e una sorta di galleria di busti-ritratto dei maggiori esponenti della famiglia. Il magnifico portale d’onore è sormontato da un imponente timpano ricurvo spezzato con al centro il grande blasone marmoreo del casato.

EX CHIESA DI SAN DOMENICO

L’intera struttura del rinascimentale complesso domenicano, interamente restaurata, ospita oggi il teatro cittadino e ai piani superiori la Civica scuola musicale “Luigi Folcioni”. L’elegante partitura architettonica della facciata è frutto della riconfigurazione quattrocentesca dell’originaria chiesa trecentesca dedicata a San Pietro Martire; essa cattura l’atmosfera dell’antica piazza, incorniciata da quinte architettoniche di rilievo.

MERCATO DEL LINO E DEI GRANI

Il monumentale loggiato, persa la sua originaria funzione commerciale contribuisce oggi alla connotazione estetica della piazza. Dal lato occidentale del porticato si può ammirare la piccola chiesa di Santa Maria Maddalena e Santo Spirito, vero e proprio gioiello di composizione architettonica rinascimentale.

 

lombardia
viaggi

cosa vedere a crema

lombardia

Ecco i punti principali da visitare a Crema:

PIAZZA DUOMO

All’attuale piazza corrispondeva nel Medioevo la cittadella fortificata, primo nucleo di fondazione di Crema. La piazza, è oggi il cuore del centro storico della città, incorniciato dai suoi monumenti più rappresentativi. La città conta esempi di grande architettura (la Cattedrale ne è un esempio) ma la sua intrinseca bellezza dimora nei particolari, scorre sulle facciate e sui fianchi degli edifici, abita il caldo impasto cromatico della terracotta e le pavimentazioni antiche.

PALAZZO COMUNALE TORRE GUELFA E PALAZZO PRETORIO

Il Palazzo Comunale presenta una felice fusione di elementi architettonici lombardi (profilature e cornici in cotto) e componenti veneziane (eleganti trifore nel piano nobile). Il volto medievale della Torre Guelfa sul lato settentrionale la documenta come il brano più antico della piazza, con chiari elementi romanici nelle aperture eleganti finestre a bugnato di sapore rinascimentale al piano terra. Vi è affisso il Leone di San Marco, simbolo del potere della Serenissima. Il Palazzo pretorio vi si allinea concludendo la compagine del Palazzo Comunale lungo il lato settentrionale della piazza. Il sontuoso portare d’onore regala alla facciata un tocco di sfarzo barocco.

TORRAZZO

Solenne portale armoniosamente incluso nella compagine del Palazzo Comunale, dove fu inserito per sostituire una preesistente e più modesta porta, il Torrazzo presenta i caratteristici stilistici propri dell’architettura lombarda del primo 500, con 2 fronti molto simili; il lato sulla piazza reca graffito lo stemma della città, mentre verso la via XX Settembre presenta un bassorilievo con il Leone di San marco entro un’edicola.

DUOMO

Elegante costruzione in stile gotico lombardo la chiesa racchiude i resti dell’antico Duomo romanico. Il solido paramento in cotto si presenta alle raffinate decorazioni che lo fanno vibrare in corrispondenza delle sue numerose aperture; di grande interesse anche le scritture di matrice campionese in corrispondenza dei portali. All’interno ci sono preziosi dipinti, tra cui quelli di Vincenzo Civerchio, Giovan Battista Lucini e Guido Reni. 

CHIESA DI SAN BERNARDINO

Si tratta di un esemplare pagina di architettura francescana e, data l’ampiezza dell’aula, di un modello per le chiese post-tridentine. Al suo interno accoglie affreschi e dipinti dei maggiori artisti attivi a Crema tra il XVI e il XVIII secolo.

CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITà

Quasi frutto di un capriccio scultoreo questa chiesa, è uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo. Notevole è la ricchezza delle decorazioni interne e curiosa la scelta scenografica della duplice facciata, tipica delle chiese “a palazzo”.

 

valtellina
viaggi

cosa vedere a sondrio (parte 3)

valtellina

Terza e ultima parte della mia guida su Sondrio.

LA STÜE

Rappresentava il cuore della casa tradizionale, tanto di quella povera come in quella nobiliare. Era interamente rivestita in legno e riscaldata da una stufa generalmente in maiolica, alimentata dall’esterno. A Sondrio se ne possono ammirare di diverse, di cui 3 comunali. La cinquecentesca stüa Rigamonti di Palazzo Pretorio. La stüa Carbonera, a Villa Quadrio, è composta da cornici in rilievo di forma geometrica. Il soffitto è costituito da cornici intagliate a forme circolari e  ovali. La stüa Salis di Palazzo Sassi de’ Lavizzari, è l’unica delle 3 comunali ad aver mantenuto la sua posizione originaria. Le pareti sono scandite da cariatidi e sul soffitto, in posizione centrale, si trova un vasto pannello con nove stemmi di famiglie imparentate con i Salis.

LA MADONNA DELLA SASSELLA

Sul versante retico alle porte di Sondrio, raggiungibile attraverso una caratteristica passeggiata lungo i terrazzamenti vitati, si staglia, arroccato su uno sperone di roccia, il santuario della Madonna della Sassella. L’edificio è costituito da una chiesa a navata unica con antistante porticato e campanile. Al di sopra del portale d’ingresso si trova la notevole lunetta in marmo bianco raffigurante la “Natività”, mentre all’interno si notano i pregevoli affreschi, tra cui il ciclo absidale raffigurante “Maria Vergine” e il “Cristo Benedicente” entro una mandorla, gli “Evangelisti” e il ciclo di “Profeti e Sibille” e le scene di vita mariana nella fascia inferiore. L’abside è illuminata dalla vetrata policroma raffigurante “L’adorazione di Gesù bambino”. Sulla parete esterna, lungo l’antico sentiero, spicca la figura giagantesca di San Cristoforo, protettore dei viandanti. Il piazzale di fronte alla chiesa, sorretto da possenti arcate, è chiamato dagli abitanti “ringhiera della Valtellina” e doveva servire come deposito per le merci del mercato. Passeggiando fra le case e i vigneti si possono riconoscere sulle porzioni di roccia testimonianze di incisioni rupestri preistoriche con figure antropomorfe.

VILLA QUADRIO

L’impianto architettonico è ispirato al rinascimento, alcuni elementi tradiscono un’influenza liberty. All’interno sono state collocate una cantoria in legno e una notevole stüa cinquecentesca, entrambe provenienti dall’area dell’Angelo Custode. Di notevole pregio è il grande salone dei concerti, con soffitto decorato da spettacolari stucchi.

PALAZZO MUZIO

Capolavoro litico senza tempo, il palazzo si trova nel baricentro ideale della Sondrio contemporanea, tra le Piazze Garibaldi e Campello e la stazione. Il palazzo occupa buona parte dell’isolato urbano compreso fra le vie Vittorio Veneto XXV Aprile, tra loro connesse attraverso il passaggio coperto e la corte interna intorno al quale edificio si articola. Le due torri, imponenti, rappresentano, gerarchicamente, la Prefettura e la Provincia. Lungo le pareti della sala consiliare sono custoditi sei encausti di Gianfilippo Usellini, che raffigurano attività lavorative valtellinesi. All’interno degli uffici del Prefetto e del presidente della Provincia Muzo progetto due stüe realizzate in legno di cirmolo con disegni geometrici.

valtellina
viaggi

cosa vedere a sondrio (parte 2)

valtellina

Cose essenziali da vedere facendo un tour a Sondrio.

LA VIA DEI PALAZZI

Si snoda lungo l’antico tracciato della Valeriana, che attraversava Sondrio passando per le vie Longoni, Romegalli, Angelo Custode e Lavizzari fino ad arrivare in Piazza Quadrivio. Lunog questo percorso si possono ammirare antiche case nobiliari con portali barocchi, balconcini in ferro battuto, androni voltati. Su Piazzetta Carbonera si ffaccia l’omonimo palazzo, caratteristica dimora rinascimentale. In Via Romegialli si possono ammirare l’ex Casa Romegialli, Casa Rajna, l’affresco di Pietro Ligari “L’incoronazione della Vergine” e le figure dei Santi Gervasio e Protasio. Superato il Ponte sul Mallero, e Piazza Cavour, si giunge alla piazzetta dell’Angelo Custode, su cui si affacciano l’omonima chiesetta, i palazzi Marlianici e Longoni e da cui parte il suggestivo vicolo San Siro. Proseguendo fino a Piazza Quadrivio si incontrano casa Carbonera, che custodisce una notevole scala elicoidale settecentesca e Palazzo Sassi de’ Lavizzari.

VIA FRACAIOLO

È una sorta di museo a cielo aperto scavato sotto la roccia (“crap”) del Masegra che lascia ancora intuire il carattere artigiano della contrada. Dall’epoca medievale in quest’area si stabilirono numerosi opifici e attività artigianali che sfruttavano, attraverso i Malleretti, le acque del Mallero come forza motrice. Sono ancora visibili la roggia del Malleretto con le chiuse del canale, il lavatoio coperto ed il curioso ninfeo ligariano, decorato a “rocaille” con pietre e conchiglie. Dal lavatoio si intravede il giardino della Società Operaia. Come in altri quartieri di Sondrio è ancora presente la cappella di devozione mariana dedicata al Santo Nome di Maria.

MUSEO VALTELLINESE DI STORIA E ARTE

Ha sede in un’elegante dimora nobiliare seicentesca, che si affaccia, verso nord, sulla “via dei palazzi”. Palazzo Sassi de’ lavizzari, già Salis, costituisce, con la ricca stûa intagliata e le sale voltate e decorate ad affresco, una cornice preziosa di collezione di grande interesse, che offrono al visitatore una panoramica della storia e dell’arte del territorio valtellinese e una chiave di lettura essenziale per la comprensione della sua cultura. È composto da varie sezioni in dialogo tra lo. Notevoli la sezione archeologica, con reperti, in alcuni casi d’enorme importanza, che vanno dalla Preistoria al Rinascimento, il Fondo Ligari, con dipinti, bozzetti, gessi e strumenti di lavoro di una famosa famiglia valtellinese, la pinacoteca e le sezioni d’arte Sacra del Museo Diocesano, le sezioni dedicate alla scultura lignea rinascimentale e all’oreficeria.

CASTELLO MASEGRA

Il castello che domina Sondrio, in posizione strategica all’imbocco della Valmalenco, è l’unica struttura militare di Sondrio d’origine medievale ad essere rimasta integra e attiva fino a i giorni nostri. Modificando nel corso dei secoli la sua funzione e la sua struttura architettonica, fino ad assumere l’aspetto così stratificato ed eterogeneo che oggi lo caratterizza. Di notevole interesse la camera picta rinascimentale custodita nella torre colombaia, con volta ad ombrello decorata con un prezioso ciclo di affreschi dell’ariostesco Orlado Furioso.

valtellina
viaggi

cosa vedere a sondrio (prima parte)

valtellina

Prima parte della guida di cosa vedere a Sondrio:

PIAZZA CAMPELLO

È un luogo dove si sono concentrate le funzioni religiose e politiche della città. Nella piazza c’è la chiesa principale di Sondrio, la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio ed è una delle più antiche della città. Al suo interno ci sono importanti tele e affreschi di Pietro Ligari, Antonio Caimi, Giovanni Gavazzeni e i sei altari laterali progettati da Ligari. Sul lato ovest della piazza sorge Palazzo Pretorio. Di particolare interesse nella piazza anche due importanti sculture contemporanee: la “Colonna dell’Adda” e il “Monumento alla Resistenza”. La prima inserita nella fontana, è formata da un basamento bronzeo decorato su cui si innesta un’asta conclusa da due figure stilizzate; la seconda, nell’area verde, è costituita da un basamento monolotico che sostiene il gruppo scultoreo in bronzo raffigurante una pattuglia in marcia accompagnata dall’allegoria della morte.

PIAZZA GARIBALDI

Sorge su un sito fino ad allora occupato da campi. Deve il suo nome attuale al monumento bronzeo di Garibaldi. Il più antico edificio della piazza è il recentemente restaurato “Teatro Sociale”, progettato in stile neoclassico. Chiude la piazza, in posizione leggermente arretrata a nord, il cinquecentesco Palazzo Martinengo, nel cui giardino si possono ammirare una porzione delle mura medievali e l’obelisco in marmo bianco con figure allegoriche.

PIAZZA CAVOUR

È tra le più antiche piazze di Sondrio; per secoli è stata luogo di mercato e scambio di merci provenienti da tutta la valtellina. All’altezza del numero 10 si apre un’antica scalinata in pietra, denominata Salita Ligari per la presenza della casa del famoso pittore valtellinese, che conduce a Castello Masegra. La piazza, contornata da palazzi settecenteschi e dalla “tettoia del mercato”, del periodo fascista, è chiusa sul fondo da un muro da cui sgorga l’acqua che si getta in una fontana a raso simboleggiante lo scorrere degli antichi Malleretti.

PIAZZA QUADRIVIO

la piccola e antica piazza funzionava da cerniera tra la zona nobiliare e il quartiere contadino di Scarpatetti. Il lato meridionale è delimitato da Palazzo Sertoli, barocco, che custodisce al piano nobile il sontuoso Salone dei Balli con spettacolari affreschi e fughe prospettiche. Il palazzo ospita nel giardino un’importante collezione di sculture contemporanee. nella piazza leggermente decentrata, è collocata una bella fontana con vasca monolitica circolare.

SCARPATETTI

Qui si affacciano tuttora le tipiche case rurali con ballatoi in legno, gli “involt” in pietra, i sostegni dei lumi a petrolio, le pietre “per la pòsa”. Attraversando il quartiere e salendo fino a Castello Masegra si incontrano, testimonianze della devozione popolare, 3 piccole cappelle dedicate al culto mariano, che segnavano i 3 periodi in cui la via era in festa. la prima è dedicata a Maria Ausiliatrice, la seconda, all’altezza di salita Schenardi, è detta della “Madonna dell’uva” per la statua lignea raffigurante la Madonna col bambino con grappolo in mano e l’ultima, in prossimità di Castello Masegra, è dedicato al Sacro Cuore di Maria.

viaggi

cosa vedere a Varenna e dintorni

Varenna è un piccolo paese sul lago di Como (sponda lecco) e offre alcune cose da vedere:

SALA POLIFUNZIONALE ROSA E MARCO DE MARCHI

Ospita da Marzo ad ottobre, un’interrotta sequela di eventi culturali, ciascuno dei quali di assoluto rilievo.

GREENWAY DEI PATRIARCHI

A passo lento, attraversando alcune tra le più belle frazioni di Varenna, lungo una passeggiata di 6,00 km (solo andata), per gustare scorci mozzafiato sul lago di Como e conoscere meglio Varenna, anche in alcuni dei suoi angoli più nascosti.

CASTELLO DI VEZIO

Senza dubbio il castello di Vezio è una delle attrattive più invitanti di Varenna. Suggestiva è l’antica fortezza medievale a strapiombo su Varenna, immersa in un oliveto secolare.

CHIESA DI S.GIORGIO

la parrocchiale di S.Giorgio, la cui facciata è arricchita da un grande affresco raffigurante San Cristoforo, è una basilica a 3 navate. L’opera più preziosa in essa contenuta è la Deposizione della Croce in sasso colorato.

CHIESA DI S.GIOVANNI BATTISTA

Si trova in pieno centro storico, ed è la più antica di Varenna, probabilmente una delle prime a sorgere lungo il Lario che diventava cristiano. L’attuale conformazione a navata unica, absidata, rimanda l’edificio a una stesura romanica, le pitture che la ornano sono più tarde, tipiche di quel gusto lombardo un po’ naif, schietto nei colori, eloquente nei gesti.

FIUMELATTE

Fiumelatte, meglio conosciuto come il fiume più corto d’Italia, nasce da una cavità nella roccia che vanta molteplici esploratori, tra i primi Leonardi Da Vinci.

GIARDINI DI VILLA CIPRESSI

Villa Cipressi mette a disposizione la possibilità di visitare, attraverso un percorso botanico, i suoi secolari giardini che con le terrazze degradanti fino al lago raccolgono pietre di rara bellezza e importanza botanica mondiale.

VILLA MONASTERO

Antica dimora lariana seicentesca frutto della trasformazione di un monastero cistercense femminile della fine del XII secolo, è oggi interamente visitabile nel suo aspetto di gusto eclettico dovuto agli ultimi proprietari e si trova all’interno di un suggestivo Giardino Botanico, ricco di numerose specie, che si  distende lungo il lago per quasi 2 km.

MUSEO ORNITOLOGICO

Esposizione di esemplari stanziali e migratori del lago di Como e d’Italia. Una raccolta unica nel suo genere costituita dalle molte specie del variegato territorio del lago.

luino
viaggi

cosa vedere a Luino e dintorni

luino

Ci si trova a nord-ovest della provincia di Varese al confine con la Svizzera e il riva al lago Maggiore. Partiamo da Luino, che offre uno splendido lungolago che dalla spiaggia di Germignaga a quella delle Serenelle arriva a quasi 2km. Il mercoledì, qui si svolge uno dei mercati più antichi e rinomati del lago, e il grazioso centro storico permette di scoprire i numerosi edifici in stile liberty, come palazzo Verbania e villa Hussy, attuale sede della biblioteca civica, e la chiesa della Madonna del Carmine. Lasciata Luino, una deviazione porta verso l’interno per raggiungere il caratteristico borgo dipinto  di Runo e la Val Dumentina fino a Piero con i suoi antichi mulini e Monteviasco, borgo rurale raggiungibile solo a piedi o con la funivia. A nord di Luino si incontra Maccagno, con un bel lungolago e il Museo Parisi-Valle, edificato a ponte sul tornante Giona. Una deviazione all’interno porta attraverso la Val Veddasca e i suoi caratteristici paesi al lago Delio e più sopra all’alpe Forcora, da cui si gode uno spettacolare panorama sul lago Maggiore e le montagne circondanti. Tutto l’alto Luinese è una zona per piacevoli e interessanti escursioni.

porto ceresio
viaggi

alla scoperta del lago di Lugano

porto ceresio

L’itinerario alla scoperta del lago di Lugano (o Ceresio) e dei suoi dintorni inizia dalla pittoresca Lavena Ponte Tresa, proprio al confine con la vicina Svizzera e anche punto di partenza della Via Francisa del Lucomagno. Uno dei luoghi più fascinosi, intriganti e poetici è lo stretto di Lavena con i suoi tipici ristoranti, dal quale proseguire fino a Porto Ceresio, un bel borgo affacciato sulle acque del lago, che vanta architetture di grande fascino e due curiosi musei. Da non perdere la bellissima passeggiata sul lungolago, addentrandosi poi per le stradine del borgo e fermarsi nel dehors di uno dei caratteristici caffè. Oppure si può risalire lungo i sentieri che portano ai punti panoramici e alla scoperta delle trincee della Linea Cadorna. Da qui ci si può dirigere verso nord verso Cuasso al Monte, località immersa nel verde di pinete e castagneti, luogo di partenza per escursioni sul Monte Piambello, che offre scorci paesaggistici di grande bellezza e numerose testimonianze del sistema difensivo della Linea Cadorna. proseguendo verso la Valganna si incrocia il sdelizioso paese dipinto di Boarezzo e a valle lo storico maglio di Ghirla e la Badia di Ganna. Ci si muove poi verso Besano, dove il Museo Civico dei Fossili mostra i più importanti reperti rinvenuti sul monte San Giorgio, sul confine italo-svizzero: si tratta di un sito fossilifero di rilevanza mondiale che ha permesso di studiare l’evoluzione di molti gruppi di organismi vissuti in un ambiente marino risalente a 247-235 milioni di anni fa. oggi il sito – sia il versante svizzero, sia quello italiano – è tutelato dall’Unesco. Questo percorso prosegue poi alla volta di Viggiù, con il suo bellissimo centro storico, caratterizzato da piccole e preziose chiese e da grandi e aperti cortili in cui un tempo lavoravano le maestranze di scalpellini. A loro e alla loro attività è dedicato il Museo dei Picassas. Degni di nota anche i Musei Civici Viggiutesi, tra cui la casa-museo di Enrico Butti. Da Viggiù si può intraprendere la salita al monte Pravello e al monte Orsa, che offrono una vista meravigliosa sulla Valceresio e il Canton Ticino; oppure ci si può spingere fino a Bisuschio per ammirare la rinascimentale villa Cicogna Mozzoni, e passare poi dall’antica pieve di Arcisate fino a Induno Olona, dove si può visitare  il Birrificio Poretti, importante esempio di architettura industriale in stile liberty tedesco e la cappella di S.Pietro in Silvis.