mini torrente
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come arrivare e vedere la sorgente fiumelatte

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Fiumelatte è tra i più brevi corsi d’acqua d’Italia con i soli 250 m. dal punto di origine al suo tuffo nel lago. Precipita a valle con una pendenza media di 36° e per questa ragione le sue fragorose acque sono così spumeggianti e bianche. È un torrente temporaneo, con una stagionalità nella emissione delle acque: compare rapidamente verso marzo per poi scomparire quasi d’incanto ad ottobre. Periodi di attività o di secca “anomali” non sono però infrequenti e vanno ricondotti alla siccità o alla piovosità della stagione.

COME RAGGIUNGERE LA SORGENTE

Camminando verso sud da Piazza S.Giorgio di Varenna, dopo circa 200 m. si imbocca in salita Via Roma, che conduce fino al piazzaletto del cimitero. Da qui prende inizio sulla sinistra una scala breve ma sempre più ripida, al cui termine trae spunto un sentiero parallelo al lago; correndo a mezza costa raggiunge il Fiumelatte, dopo un percorso complessivo di 1 km. circa. Il pittoresco sentiero è ben ombreggiato, immerso nella folta vegetazione; una deviazione di pochi minuti (freccia) che si trova a circa 3/4 della sua lunghezza sulla sinistra e verso monte conduce alla località Baluardo, uno tra i luoghi più panoramici della sponda lecchese del lago di Como.

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cosa vedere a Crema (parte 3)

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Ulteriore parte di cosa  vedere a Crema.

ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Scrigno della pittura seicentesca cremasca. Alla severità dell’esterno fa riscontro la ricchezza cromatica dell’interno, preludio alla grandiosità barocca degli affreschi di Santa Maria delle Grazie.

EX CONVENTO DI SANT’AGOSTINO

Casa madre dell’Osservanza Agostiniana in Lombardia. Ben conservati i due chiostri scanditi da pilastri ottagonali in cotto, sono il preludio di un refettorio splendidamente affrescato in stile rinascimentale che nell’affresco delle parete d’ingresso ricalca l’iconografia del Cenacolo vinciano. Al piano superiore la struttura ospita il Museo Civico di Crema e del Cremasco.

PALAZZO BONDENTI TERNI DE GREGORY

le 4 statue in ceppo gentile collocate sulla muraglia celebrano il casato dei Bondenti. Il lato incompiuto conferisce un tocco di mistero all’elegante complesso architettonico.

PALAZZO BENZONI

L’elegante facciata e l’eccezionale qualità delle decorazioni interne (sontuosi stucchi e splendidi affreschi sei e settecenteschi) sono il segno della ricchezza e del prestigio di questa famiglia aristocratica. Attualmente ospita la Biblioteca Comunale “Clara Gallini”.

CHIESA SAN BENEDETTO

Notevole espressione architettonica e decorativa dello stile barocco, la chiesa seicentesca sorse inglobando l’antica abbazia annessa al monastero che dà il nome all’omonimo borgo.

PORTE E MURA VENETE

Le mura quattrocentesche cingevano la città “veneziana” tracciando un uovo poligonale attorno a quello che è oggi il centro storico. In gran parte demolite, ne restano alcuni tratti significativi. L’importanza delle porte urbiche fu confermata nella ricostruzione di Porta Serio e Porta Ombriano, ripensate in stile neoclassico.

BASILICA IN SANTA MARIA DELLA CROCE

Splendido esempio architettonico d’ascendenza bramantesca, è un complesso organismo a pianta centrale, circolare all’esterno e ottagonale all’interno. D’effetto è anche il complesso decorativo interno, con affreschi barocchi. Nello scurolo, dove venne fissato il primo nucleo dell’edificio sacro, è conservato il gruppo scultoreo raffigurante il fatto miracoloso che diede origine al santuario.

 

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cosa vedere a Crema (parte 2)

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Guida sulle cose impredibili a Crema.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Nell’esiguo spazio di questo santuario trionfa l’esempio più sublime della pittura barocca cremasca. Ospita un’ affresco raffigurante la Madonna col Bambino, realizzato sull’attiguo torrione a protezione delle mura di Crema.

PALAZZO PATRINI-POZZALI

Il palazzo si presenta imponente e rigoroso con un grandioso portale sormontato da un balcone, unico oggetto della facciata. Nel giardino sorge un maestoso e secolare cedro del Libano, visibile dalla piazza.

PALAZZO VIMERCATI SANSEVERINO

È l’unico palazzo cremasco tuttora appartenente alla famiglia che lo fece costruire. la facciata nobile su via Benzoni è un manifesto del prestigio dei Vimercati Sanseverino, con numerosi stemmi gentilizi, e una sorta di galleria di busti-ritratto dei maggiori esponenti della famiglia. Il magnifico portale d’onore è sormontato da un imponente timpano ricurvo spezzato con al centro il grande blasone marmoreo del casato.

EX CHIESA DI SAN DOMENICO

L’intera struttura del rinascimentale complesso domenicano, interamente restaurata, ospita oggi il teatro cittadino e ai piani superiori la Civica scuola musicale “Luigi Folcioni”. L’elegante partitura architettonica della facciata è frutto della riconfigurazione quattrocentesca dell’originaria chiesa trecentesca dedicata a San Pietro Martire; essa cattura l’atmosfera dell’antica piazza, incorniciata da quinte architettoniche di rilievo.

MERCATO DEL LINO E DEI GRANI

Il monumentale loggiato, persa la sua originaria funzione commerciale contribuisce oggi alla connotazione estetica della piazza. Dal lato occidentale del porticato si può ammirare la piccola chiesa di Santa Maria Maddalena e Santo Spirito, vero e proprio gioiello di composizione architettonica rinascimentale.

 

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cosa vedere a crema

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Ecco i punti principali da visitare a Crema:

PIAZZA DUOMO

All’attuale piazza corrispondeva nel Medioevo la cittadella fortificata, primo nucleo di fondazione di Crema. La piazza, è oggi il cuore del centro storico della città, incorniciato dai suoi monumenti più rappresentativi. La città conta esempi di grande architettura (la Cattedrale ne è un esempio) ma la sua intrinseca bellezza dimora nei particolari, scorre sulle facciate e sui fianchi degli edifici, abita il caldo impasto cromatico della terracotta e le pavimentazioni antiche.

PALAZZO COMUNALE TORRE GUELFA E PALAZZO PRETORIO

Il Palazzo Comunale presenta una felice fusione di elementi architettonici lombardi (profilature e cornici in cotto) e componenti veneziane (eleganti trifore nel piano nobile). Il volto medievale della Torre Guelfa sul lato settentrionale la documenta come il brano più antico della piazza, con chiari elementi romanici nelle aperture eleganti finestre a bugnato di sapore rinascimentale al piano terra. Vi è affisso il Leone di San Marco, simbolo del potere della Serenissima. Il Palazzo pretorio vi si allinea concludendo la compagine del Palazzo Comunale lungo il lato settentrionale della piazza. Il sontuoso portare d’onore regala alla facciata un tocco di sfarzo barocco.

TORRAZZO

Solenne portale armoniosamente incluso nella compagine del Palazzo Comunale, dove fu inserito per sostituire una preesistente e più modesta porta, il Torrazzo presenta i caratteristici stilistici propri dell’architettura lombarda del primo 500, con 2 fronti molto simili; il lato sulla piazza reca graffito lo stemma della città, mentre verso la via XX Settembre presenta un bassorilievo con il Leone di San marco entro un’edicola.

DUOMO

Elegante costruzione in stile gotico lombardo la chiesa racchiude i resti dell’antico Duomo romanico. Il solido paramento in cotto si presenta alle raffinate decorazioni che lo fanno vibrare in corrispondenza delle sue numerose aperture; di grande interesse anche le scritture di matrice campionese in corrispondenza dei portali. All’interno ci sono preziosi dipinti, tra cui quelli di Vincenzo Civerchio, Giovan Battista Lucini e Guido Reni. 

CHIESA DI SAN BERNARDINO

Si tratta di un esemplare pagina di architettura francescana e, data l’ampiezza dell’aula, di un modello per le chiese post-tridentine. Al suo interno accoglie affreschi e dipinti dei maggiori artisti attivi a Crema tra il XVI e il XVIII secolo.

CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITà

Quasi frutto di un capriccio scultoreo questa chiesa, è uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo. Notevole è la ricchezza delle decorazioni interne e curiosa la scelta scenografica della duplice facciata, tipica delle chiese “a palazzo”.

 

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cosa vedere a sondrio (parte 3)

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Terza e ultima parte della mia guida su Sondrio.

LA STÜE

Rappresentava il cuore della casa tradizionale, tanto di quella povera come in quella nobiliare. Era interamente rivestita in legno e riscaldata da una stufa generalmente in maiolica, alimentata dall’esterno. A Sondrio se ne possono ammirare di diverse, di cui 3 comunali. La cinquecentesca stüa Rigamonti di Palazzo Pretorio. La stüa Carbonera, a Villa Quadrio, è composta da cornici in rilievo di forma geometrica. Il soffitto è costituito da cornici intagliate a forme circolari e  ovali. La stüa Salis di Palazzo Sassi de’ Lavizzari, è l’unica delle 3 comunali ad aver mantenuto la sua posizione originaria. Le pareti sono scandite da cariatidi e sul soffitto, in posizione centrale, si trova un vasto pannello con nove stemmi di famiglie imparentate con i Salis.

LA MADONNA DELLA SASSELLA

Sul versante retico alle porte di Sondrio, raggiungibile attraverso una caratteristica passeggiata lungo i terrazzamenti vitati, si staglia, arroccato su uno sperone di roccia, il santuario della Madonna della Sassella. L’edificio è costituito da una chiesa a navata unica con antistante porticato e campanile. Al di sopra del portale d’ingresso si trova la notevole lunetta in marmo bianco raffigurante la “Natività”, mentre all’interno si notano i pregevoli affreschi, tra cui il ciclo absidale raffigurante “Maria Vergine” e il “Cristo Benedicente” entro una mandorla, gli “Evangelisti” e il ciclo di “Profeti e Sibille” e le scene di vita mariana nella fascia inferiore. L’abside è illuminata dalla vetrata policroma raffigurante “L’adorazione di Gesù bambino”. Sulla parete esterna, lungo l’antico sentiero, spicca la figura giagantesca di San Cristoforo, protettore dei viandanti. Il piazzale di fronte alla chiesa, sorretto da possenti arcate, è chiamato dagli abitanti “ringhiera della Valtellina” e doveva servire come deposito per le merci del mercato. Passeggiando fra le case e i vigneti si possono riconoscere sulle porzioni di roccia testimonianze di incisioni rupestri preistoriche con figure antropomorfe.

VILLA QUADRIO

L’impianto architettonico è ispirato al rinascimento, alcuni elementi tradiscono un’influenza liberty. All’interno sono state collocate una cantoria in legno e una notevole stüa cinquecentesca, entrambe provenienti dall’area dell’Angelo Custode. Di notevole pregio è il grande salone dei concerti, con soffitto decorato da spettacolari stucchi.

PALAZZO MUZIO

Capolavoro litico senza tempo, il palazzo si trova nel baricentro ideale della Sondrio contemporanea, tra le Piazze Garibaldi e Campello e la stazione. Il palazzo occupa buona parte dell’isolato urbano compreso fra le vie Vittorio Veneto XXV Aprile, tra loro connesse attraverso il passaggio coperto e la corte interna intorno al quale edificio si articola. Le due torri, imponenti, rappresentano, gerarchicamente, la Prefettura e la Provincia. Lungo le pareti della sala consiliare sono custoditi sei encausti di Gianfilippo Usellini, che raffigurano attività lavorative valtellinesi. All’interno degli uffici del Prefetto e del presidente della Provincia Muzo progetto due stüe realizzate in legno di cirmolo con disegni geometrici.

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cosa vedere a sondrio (prima parte)

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Prima parte della guida di cosa vedere a Sondrio:

PIAZZA CAMPELLO

È un luogo dove si sono concentrate le funzioni religiose e politiche della città. Nella piazza c’è la chiesa principale di Sondrio, la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio ed è una delle più antiche della città. Al suo interno ci sono importanti tele e affreschi di Pietro Ligari, Antonio Caimi, Giovanni Gavazzeni e i sei altari laterali progettati da Ligari. Sul lato ovest della piazza sorge Palazzo Pretorio. Di particolare interesse nella piazza anche due importanti sculture contemporanee: la “Colonna dell’Adda” e il “Monumento alla Resistenza”. La prima inserita nella fontana, è formata da un basamento bronzeo decorato su cui si innesta un’asta conclusa da due figure stilizzate; la seconda, nell’area verde, è costituita da un basamento monolotico che sostiene il gruppo scultoreo in bronzo raffigurante una pattuglia in marcia accompagnata dall’allegoria della morte.

PIAZZA GARIBALDI

Sorge su un sito fino ad allora occupato da campi. Deve il suo nome attuale al monumento bronzeo di Garibaldi. Il più antico edificio della piazza è il recentemente restaurato “Teatro Sociale”, progettato in stile neoclassico. Chiude la piazza, in posizione leggermente arretrata a nord, il cinquecentesco Palazzo Martinengo, nel cui giardino si possono ammirare una porzione delle mura medievali e l’obelisco in marmo bianco con figure allegoriche.

PIAZZA CAVOUR

È tra le più antiche piazze di Sondrio; per secoli è stata luogo di mercato e scambio di merci provenienti da tutta la valtellina. All’altezza del numero 10 si apre un’antica scalinata in pietra, denominata Salita Ligari per la presenza della casa del famoso pittore valtellinese, che conduce a Castello Masegra. La piazza, contornata da palazzi settecenteschi e dalla “tettoia del mercato”, del periodo fascista, è chiusa sul fondo da un muro da cui sgorga l’acqua che si getta in una fontana a raso simboleggiante lo scorrere degli antichi Malleretti.

PIAZZA QUADRIVIO

la piccola e antica piazza funzionava da cerniera tra la zona nobiliare e il quartiere contadino di Scarpatetti. Il lato meridionale è delimitato da Palazzo Sertoli, barocco, che custodisce al piano nobile il sontuoso Salone dei Balli con spettacolari affreschi e fughe prospettiche. Il palazzo ospita nel giardino un’importante collezione di sculture contemporanee. nella piazza leggermente decentrata, è collocata una bella fontana con vasca monolitica circolare.

SCARPATETTI

Qui si affacciano tuttora le tipiche case rurali con ballatoi in legno, gli “involt” in pietra, i sostegni dei lumi a petrolio, le pietre “per la pòsa”. Attraversando il quartiere e salendo fino a Castello Masegra si incontrano, testimonianze della devozione popolare, 3 piccole cappelle dedicate al culto mariano, che segnavano i 3 periodi in cui la via era in festa. la prima è dedicata a Maria Ausiliatrice, la seconda, all’altezza di salita Schenardi, è detta della “Madonna dell’uva” per la statua lignea raffigurante la Madonna col bambino con grappolo in mano e l’ultima, in prossimità di Castello Masegra, è dedicato al Sacro Cuore di Maria.

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alla scoperta di abbadia lariana e il sentiero del viandante

abbadia lariana

Scopriamo insieme il Sentiero del Viandante e Abbadia Lariana.

SENTIERO DEL VIANDANTE

Partenza: Stazione di Abbadia Lariana

Arrivo: Mandello del Lario

Tempo: 1 ora

Difficoltà: facile sentiero.

Partendo dalla stazione di Abbadia Lariana, seguendo la segnaletica, si può percorrere la prima tappa che si collega a Mandello del Lario. La breve tratta ci mostra l’incanto di questo “sentiero”: le testimonianze della fede popolare come l’antica chiesetta di S.Giorgio, la torre del Barbarossa risalente al periodo medievale, i suggestivi ritagli di campi, vigne, oliveti, casali e piccole borgate aggrappate alla pendice della montagna che fanno da avamposto alle Grigne. Il Sentiero del Viandante è attrezzato e ben segnalato, lo si può suddividere a tappe, grazie alle sue frequenti intersezioni con la linea ferroviaria Lecco-Colico è possibile percorrere una tappa alla volta ritornando in treno al punto di partenza.

ABBADIA LARIANA

Partenza: Stazione di Abbadia Lariana

Arrivo: Cascata del Cenghen

Tempo: 3.30 ore

Difficoltà: mulattiera e sentiero

Partendo dalla stazione si attraversa la strada principale e si scende verso il Parco “Ulisse Guzzi”, una suggestiva area verde contornata da olivi, fino a raggiungere la Passerella a Lago, un meraviglioso percorso panoramico. Spostandosi lungo questo cammino, verso il centro del paese, sarà possibile accedere a varie vie che conducono al nucleo storico composto da caratteristici vicoletti, fino a raggiungere la Via del Viandante. Percorrendola incontrerete la caratteristica chiesa di San Giorgio e continuando lungo il sentiero il nucleo di Crebbio. Da qui, salendo verso la montagna, si arriva alla suggestiva cascata di Cenghen. Sarà possibile ritornare alla stazione scendendo lungo il sentiero.

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cosa vedere a Varenna e dintorni

Varenna è un piccolo paese sul lago di Como (sponda lecco) e offre alcune cose da vedere:

SALA POLIFUNZIONALE ROSA E MARCO DE MARCHI

Ospita da Marzo ad ottobre, un’interrotta sequela di eventi culturali, ciascuno dei quali di assoluto rilievo.

GREENWAY DEI PATRIARCHI

A passo lento, attraversando alcune tra le più belle frazioni di Varenna, lungo una passeggiata di 6,00 km (solo andata), per gustare scorci mozzafiato sul lago di Como e conoscere meglio Varenna, anche in alcuni dei suoi angoli più nascosti.

CASTELLO DI VEZIO

Senza dubbio il castello di Vezio è una delle attrattive più invitanti di Varenna. Suggestiva è l’antica fortezza medievale a strapiombo su Varenna, immersa in un oliveto secolare.

CHIESA DI S.GIORGIO

la parrocchiale di S.Giorgio, la cui facciata è arricchita da un grande affresco raffigurante San Cristoforo, è una basilica a 3 navate. L’opera più preziosa in essa contenuta è la Deposizione della Croce in sasso colorato.

CHIESA DI S.GIOVANNI BATTISTA

Si trova in pieno centro storico, ed è la più antica di Varenna, probabilmente una delle prime a sorgere lungo il Lario che diventava cristiano. L’attuale conformazione a navata unica, absidata, rimanda l’edificio a una stesura romanica, le pitture che la ornano sono più tarde, tipiche di quel gusto lombardo un po’ naif, schietto nei colori, eloquente nei gesti.

FIUMELATTE

Fiumelatte, meglio conosciuto come il fiume più corto d’Italia, nasce da una cavità nella roccia che vanta molteplici esploratori, tra i primi Leonardi Da Vinci.

GIARDINI DI VILLA CIPRESSI

Villa Cipressi mette a disposizione la possibilità di visitare, attraverso un percorso botanico, i suoi secolari giardini che con le terrazze degradanti fino al lago raccolgono pietre di rara bellezza e importanza botanica mondiale.

VILLA MONASTERO

Antica dimora lariana seicentesca frutto della trasformazione di un monastero cistercense femminile della fine del XII secolo, è oggi interamente visitabile nel suo aspetto di gusto eclettico dovuto agli ultimi proprietari e si trova all’interno di un suggestivo Giardino Botanico, ricco di numerose specie, che si  distende lungo il lago per quasi 2 km.

MUSEO ORNITOLOGICO

Esposizione di esemplari stanziali e migratori del lago di Como e d’Italia. Una raccolta unica nel suo genere costituita dalle molte specie del variegato territorio del lago.

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alla scoperta del lago maggiore

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La prima tappa del percorso è rappresentata dall’eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro. Dalla roccia a picco sul Lago Maggiore l’eremo gode di una posizione privilegiata ed è un connubio di arte, tradizione, storia e bellezza naturale. Procedendo verso nord si incontra il Museo Internazionale del Design Ceramico, sul lungolago di Cerro. Situato nello storico palazzo Perabò, di epoca cinquecentesca, custodisce una pregevole raccolta di opere dal 1895 al 1935 e di maestri ceramisti di fama internazionale. Dopo una passeggiata sul lungolago, si riparte per Laveno Mombello, con un’elegante via pedonale che costeggia il lago. Dal centro storico si può prendere la funivia, che conduce al monte Sasso del Ferro: lasciatevi incantare dal panorama dei laghi, delle valli, delle Alpi e Prealpi. Altrettanto pittoresca è la frazione di Caldè a Castelvecchia, conosciuta come la “Portofino del Lago Maggiore” per le sue  spiagge e i localini del porticciolo. Dirigendosi verso la Valcuvia, a Gemonio ricordiamo l’antica chiesa di S.Pietro, in stile romanico e il Museo Bodini in centro al paese; a Coquio Trevisago il Museo Salvini, un mulino ben conservato che ospita le opere del pittore Innocente Salvini. Nel comune di Casalzuigno due mete ambite sono Villa Della Porta Bozzolo, dimora  settecentesca con uno spettacolare giardino all’italiana, e Arcumeggia, paese dipinto che ospita affreschi di pittori contemporanei, autori anche della Via Crucis a lato della chiesa. Per gli amanti del trekking e della storia, interessanti cono gli itinerari lungo la Linea Cadorna, di cui di ha una ricostruzione al Centro Documentale di Cassano Valcuvia. 

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cosa vedere a Luino e dintorni

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Ci si trova a nord-ovest della provincia di Varese al confine con la Svizzera e il riva al lago Maggiore. Partiamo da Luino, che offre uno splendido lungolago che dalla spiaggia di Germignaga a quella delle Serenelle arriva a quasi 2km. Il mercoledì, qui si svolge uno dei mercati più antichi e rinomati del lago, e il grazioso centro storico permette di scoprire i numerosi edifici in stile liberty, come palazzo Verbania e villa Hussy, attuale sede della biblioteca civica, e la chiesa della Madonna del Carmine. Lasciata Luino, una deviazione porta verso l’interno per raggiungere il caratteristico borgo dipinto  di Runo e la Val Dumentina fino a Piero con i suoi antichi mulini e Monteviasco, borgo rurale raggiungibile solo a piedi o con la funivia. A nord di Luino si incontra Maccagno, con un bel lungolago e il Museo Parisi-Valle, edificato a ponte sul tornante Giona. Una deviazione all’interno porta attraverso la Val Veddasca e i suoi caratteristici paesi al lago Delio e più sopra all’alpe Forcora, da cui si gode uno spettacolare panorama sul lago Maggiore e le montagne circondanti. Tutto l’alto Luinese è una zona per piacevoli e interessanti escursioni.