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cosa vedere a sondrio (prima parte)

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Prima parte della guida di cosa vedere a Sondrio:

PIAZZA CAMPELLO

È un luogo dove si sono concentrate le funzioni religiose e politiche della città. Nella piazza c’è la chiesa principale di Sondrio, la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio ed è una delle più antiche della città. Al suo interno ci sono importanti tele e affreschi di Pietro Ligari, Antonio Caimi, Giovanni Gavazzeni e i sei altari laterali progettati da Ligari. Sul lato ovest della piazza sorge Palazzo Pretorio. Di particolare interesse nella piazza anche due importanti sculture contemporanee: la “Colonna dell’Adda” e il “Monumento alla Resistenza”. La prima inserita nella fontana, è formata da un basamento bronzeo decorato su cui si innesta un’asta conclusa da due figure stilizzate; la seconda, nell’area verde, è costituita da un basamento monolotico che sostiene il gruppo scultoreo in bronzo raffigurante una pattuglia in marcia accompagnata dall’allegoria della morte.

PIAZZA GARIBALDI

Sorge su un sito fino ad allora occupato da campi. Deve il suo nome attuale al monumento bronzeo di Garibaldi. Il più antico edificio della piazza è il recentemente restaurato “Teatro Sociale”, progettato in stile neoclassico. Chiude la piazza, in posizione leggermente arretrata a nord, il cinquecentesco Palazzo Martinengo, nel cui giardino si possono ammirare una porzione delle mura medievali e l’obelisco in marmo bianco con figure allegoriche.

PIAZZA CAVOUR

È tra le più antiche piazze di Sondrio; per secoli è stata luogo di mercato e scambio di merci provenienti da tutta la valtellina. All’altezza del numero 10 si apre un’antica scalinata in pietra, denominata Salita Ligari per la presenza della casa del famoso pittore valtellinese, che conduce a Castello Masegra. La piazza, contornata da palazzi settecenteschi e dalla “tettoia del mercato”, del periodo fascista, è chiusa sul fondo da un muro da cui sgorga l’acqua che si getta in una fontana a raso simboleggiante lo scorrere degli antichi Malleretti.

PIAZZA QUADRIVIO

la piccola e antica piazza funzionava da cerniera tra la zona nobiliare e il quartiere contadino di Scarpatetti. Il lato meridionale è delimitato da Palazzo Sertoli, barocco, che custodisce al piano nobile il sontuoso Salone dei Balli con spettacolari affreschi e fughe prospettiche. Il palazzo ospita nel giardino un’importante collezione di sculture contemporanee. nella piazza leggermente decentrata, è collocata una bella fontana con vasca monolitica circolare.

SCARPATETTI

Qui si affacciano tuttora le tipiche case rurali con ballatoi in legno, gli “involt” in pietra, i sostegni dei lumi a petrolio, le pietre “per la pòsa”. Attraversando il quartiere e salendo fino a Castello Masegra si incontrano, testimonianze della devozione popolare, 3 piccole cappelle dedicate al culto mariano, che segnavano i 3 periodi in cui la via era in festa. la prima è dedicata a Maria Ausiliatrice, la seconda, all’altezza di salita Schenardi, è detta della “Madonna dell’uva” per la statua lignea raffigurante la Madonna col bambino con grappolo in mano e l’ultima, in prossimità di Castello Masegra, è dedicato al Sacro Cuore di Maria.

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inverno in valchiavenna e valmalenco

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Perché andare n in verno in Valchiavenna e Valmalenco?

Per lo sci molto impegnativo a Madesimo, in Valchiavenna. Percorrendo la statale 36 verso il Passo dello Spluga e la Svizzera, ci si inoltra in un territorio selvaggio, con monti irti e spettacolari. Gli impianti sono solo 13, ma moderni. Portano dai 1.550 metri del paese ai 2.900 di Pizzo Groppera e tracciano piste famosissime, come quelle della solitaria Val di Lei o il più classico e temuto dei fuoripista, il Canalone. Circondata da Pizzo Scalino, Monte Disgrazia e Bernina, la Valmalenco offre una sessantina di km di discese, servite da 11 impianti di risalita, tra cui la Snow Eagle, la funivia più grande d’Europa, che in soli 4 minuti fa superare oltre mille metri di dislivello a 160 persone. Tra le piste più suggestive, la Gustav Thöni è celebre per il muro finale con una pendenza del 70%; quella dei Barchi per i divertenti cambi di pendenza e la Nana per i tratti veloci. Tra i più spettacolari dell’arco alpino è il Palù Park, amato dagli appassionati di snowboard e freestyle. Non mancano le piste di fondo al lago Palù e, a Lanzada, l’area per bob e slittini ed uno spazio dove i più piccoli muovono i primi passi sulla neve.

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strada del vino e dei sapori della valtellina

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La strada che attraversa tutta la provincia, e in modo particolare l’area a Denominazione dei vini DOC e DOCG, descrive le terre di produzione di grandi vini rossi di Valtellina e degli altri prodotti tipici e tradizionali agroalimentari. In Valchiavenna e in Valtellina si trovano numerose testimonianze preistoriche e storiche: dalle incisioni rupestri ai castelli fino ai palazzi dei centri urbani e ai numerosi santuari che si ergono simbolicamente in un mare di vigne. La coltura della vite in questa valle è stata una risorsa economica indispensabile e ha svolto un ruolo fondamentale nella salvaguardia del paesaggio. Il territorio della strada del vino e dei sapori della Valtellina è stato suddiviso in cinque zone corrispondenti ai riferimenti geografici e storici: il Contado di Chiavenna (Chiavenna e dintorni), il Terziere di Sotto (Morbegno e dintorni), il Terziere di Mezzo (Sondrio e dintorni), il Terziere di Sopra (Tirano e dintorni) e la magnifica terra (Bormio e dintorni). Molto interessanti e suggestivi sono  i circuiti tra i vigneti terrazzati sul versante etico della Valtellina, che possono essere percorsi in auto, in bicicletta o a piedi. Essi corrispondono ad altrettante zone di produzione del vino Valtellina Superiore DOCG. Si va dal Mareggia, in comune di Berbenno, al Sassella, tra comuni di Castione, Andevenno e Sondrio; dal Grumello, nella zona nord-est di Sondrio, all’inferno, tra i comuni di Poggirenti e Chiuro, la zona sicuramente più impervia.