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cosa vedere a Civitella del Tronto

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Posti da vedere a Civitella del Tronto.

FORTEZZA

CHIESA DI S.FRANCESCO

Sorge adiacente all’antico convento ora adibito a palazzo Comunale.

SANTUARIO DI S.MARIA DEI LUMI

Si trova a breve distanza dal centro storico.

CHIESA DI S.LORENZO

Ospita al suo interno l’altare dedicato a S.Ubaldo.

PORTA NAPOLI

ABBAZIA DI S.MARIA DI MONTESANTO

MONUMENTO A MATTEO WADE

LA RUETTA, D’ITALIA LA VIA PIÙ STRETTA 

Scorciatoia del centro storico, che collega Via Roma a Via della Pietà. La parte più stretta misura meno di 40 cm.

GROTTE DI S.ANGELO E SALOMONE

Si trovano presso le Ripe di Civitella nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sono famose per i reperti preistorici ivi rinvenuti durante le ricerche archeologiche.

GOLE DEL SALINELLO

Localizzate tra la montagna dei Fiori e la montagna di Campli nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, hanno una notevole importanza naturalistica in quanto, percorrendone i sentieri, si possono ammirare i boschi di faggi, lecci, revelle, le omonime cascate e varie specie di uccelli tra i quali anche l’aquila reale.

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Sant’omero e le sue chiese

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Chiese da vedere nel paese di Sant’Omero.

CHIESA DI SANTA MARIA A VICO

Si trova alla destra del torrente Vibrata e presenta una rarissima lavorazione “ad opus spicatum” nella facciata principale e delle transenne in travertino e terracotta recanti croci di Sant’Andrea e croci greche. Sull’area dove oggi sorge la chiesa, prima sorgeva un tempio con due sodalizi, dei quali uno si dedicava al culto di Ercole e l’altro al culto dell’imperatore Traiano.

CHIESA DELLA SS.ANNUNZIATA E ORGANO SETTECENTESCO

Attuale chiesa parrocchiale connessa, in antichità, con altri edifici religiosi ancora oggi esistenti. La facciata, è semplice, severa ed essenziale e risalente dello stile barocco. Ai lati dell’altare  maggiore sono situate le due statue settecentesche dei Santi Imerio e Migliorato. Tra gli arredi spiccano soprattutto un Crocefisso Ligneo del tardo 1500, una maiolica settecentesca con Sant’Antonio Abate, un organo e un coro ligneo barocchi. L’organo è uno dei pochi ancora in uso completamente integro. Il nucleo si è conservato sino ai nostri giorni quasi intatto.

EX CHIESA DELLA SS.ANNUNZIATA (DETTA MARCHESALE) 

Sorta come cappella privata, sul luogo di una preesistente chiesa dal nome “Madonna della Misericordia”.

FRANTOIO OLEARIO IN LEGNO

Torchio a vite di legno, funzionante manualmente mediante cavo e argano per la spremitura delle olive frantumate. la macina del frantoio per la frangitura delle olive è a trazione animale. È conservato in contrada Metella di Sant’Omero in una pinciaia.

CHIESA DI SANT’ANGELO ABBAMANO

Questa chiesetta è situata sulla cima di un colle nell’agro di S.Omero, ed è quasi posata senza fondamenta su massicce costruzioni romane, forse di un bagno pubblico o di una cisterna.

 

 

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cosa vedere a Corropoli

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Eccovi cosa vedere a Corropoli.

PIAZZA PIEDICORTE

Costruita demolendo i resti di un castello baronale, costituisce il cuore del paese.

TORRE CAMPANARIA

È uno dei famosi 4 campanili “fratelli” della provincia (Atri, Campli, Corropoli, Teramo).

ABBAZIA DI SANTA MARIA DI MEJULAND

Monastero costruito dai frati benedettini sui resti di un tempio pagano dedicato alla Dea Flora.

CONVENTO DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Convento dei Minori Osservanti. La chiesa annessa conteneva un pregevole soffitto dipinto raffigurante la gloria di Cristo assunto in cielo.

CHIESA PARROCCHIALE DI SANT’AGNESE

D’epoca barocca, il primo nucleo risale al periodo del medioevo ed è stato costruito sui resti di un edificio di epoca romana. Presenta dei notevoli dipinti dell’Ottocento.

 

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ancarano cosa vedere

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Ancarano è un piccolo paese abruzzese che ha alcune cose da vedere:

PORTA DA MARE

Si apre verso levante, dalla parte del mare Adriatico. Ha conservato il suo arco ogivale in blocchi di travertino. Per consentire il transito dei carri gli stipiti sono stati allargati all’altezza dei mozzi delle ruote.

PORTA DA MONTE

Forse la principale del paese, guarda a ovest verso i monti Sibillini, i monti della Laga e il Gran Sasso. Da essa partiva la strada che portava al “Passo di Ancarano” sul fiume Tronto e sulla via Salaria.

PORTA NUOVA

Si trova in un varco fatto aposta all’interno di un’abitazione privata per dar modo alla conduttura dell’acqua potabile di servire le abitazioni all’interno delle mura antiche. Ora è di uso pubblico.

CHIESA MADONNA DELLA MISERICORDIA

A pianta ottagonale ed è il simbolo di Ancarano.

CHIESA DELLA MADONNA DELLA PACE

Si possono trovare importanti arredi provenienti dalla settecentesca Parrocchiale demolita negli anni ’60. Al suo interno c’è la Madonna Col Bambino; un crocifisso ligneo e una Madonna del Rosario. Inoltre: parti di un altare barocco, l’urna lignea con le reliquie di S.Simplicio e 3 candelieri di legno dorato e dipinto. Nella cappella laterale, è stata portata la statua lignea di S.Simplicio. Sulla parete esterna è stato murato un alto rilievo raffigurante la vergine che allatta il bambino.

LA STATUA DELLA MADONNA DELLA PACE

TORRE CAMPANARIA

faceva parte dell’antica chiesa parrocchiale, intitolata a S.Maria.

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cosa vedere a Torano Nuovo

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Cosa c’è da vedere a Torano Nuovo?

CHIESA DI S.MASSIMO A VARANO

Edificio in stile romanico con una pianta rettangolare ad una sola navata.

CHIESA DI SAN MARTINO

Adiacente alla villa dei Baroni Cornacchia, in località Villa Tori, in un agro ricco di vigneti, conserva affreschi del XV sec., la celletta campanaria e lo stemma gentilizio del 1577.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

Sorge su un’antica cappella che conserva tra gli arredi sacri una croce argentea del XV sec., ed un reliquario in argentodel XVIII sec.

LA PIAZZETTA

Sorta dall’abbattimento della chiesa di S.Flaviano è caratterizzata dalle viuzze che la circondano e che un tempo giravano intorno alla chiesa, come negli antichi nuclei medioevali.

MUSEO ARTE SACRA

Adiacente alla Chiesa Madonna delle Grazie, il museo espone quanto è stato gelosamente custodito nei secoli dai toranesi. La raccolta di opere d’arte, tra arredi sacri ed oreficeria di proprietà della chiesa locale.

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Colonnella cosa vedere

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Il centro storico di Colonnella, dominato dalla chiesa Chiesa e dalla Torre dell’Orologio, è ricco di numerose piazzette e strette vie. Si trovano inoltre gli antichi palazzi: Volpi, Marzi e Pardi.

LA CHIESA DEI SANTI CIPRIANO E GIUSTINA

La chiesa si affaccia su Piazza del Popolo ed è visibile, con il suo alto campanile, da qualsiasi direzione si acceda al paese. All’interno della chiesa è conservata la pregevole statua lignea della Madonna del Suffragio che denota i caratteri artistici di scuola napoletana. Dietro l’altare, è posto un’antico coro ligneo, restaurato, sormontato da una grande tela che rappresenta i Santi Cirpiano e Giustina. Vi si conserva, inoltre, un prezioso organo realizzato nel 1833.

LA TORRE DELL’OROLOGIO

Oggi nel vano alto della torre c’è ancora conservata l’antica macchina funzionante a contrappesi, sostituita poi da un sistema elettrico.

LA SCALINATA

Unisce via Roma con Piazza del Popolo ed è divenuta l’emblema del paese.

IL MONUMENTO AI CADUTI

Posto al centro di piazza Garibaldi.

LA FONTE VECCHIA

Si trova in contrada Giardino. Dai tratti architettonici e da alcune parti delle murature. La Fonte è stata ristrutturata più volte ed è dotata di un cunicolo sorgivo lungo circa 20 cm.

LE CISTERNE

Delle cisterne esistenti vale la pena citare la Cisterna Cincolà che si trova in contrada San Martino. La Cisterna è conservata in ottimo stato e fino ad alcuni anni fa veniva utilizzata per accumulo di acqua per uso irriguo.

LE CASE DI TERRA

Il patrimonio di case di terra che Colonnella possiede è pregevole. Nel territorio comunale è possibile rintracciarne circa 20. Alcune di queste sono conservate in modo dignitoso.

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il Cammino di Celestino (Parco della Majella)

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Il Cammino di Celestino è il grande itinerario che consente di visitare gli eremi rupestri della Majella e del Morrone ripercorrendo i passi di Pietro Angeleri. Lungo complessivamente 90 km, il Cammino di Celestino per 6 giorni si svolge all’interno dei confini del Parco Nazionale della Majella e offre paesaggi grandiosi e sempre diversi. Imponenti monasteri o piccole chiesette intagliate nel tenero calcare della montagna sono il cuore del Cammino e raccontano dell’umile vita di Pietro da Morrone. Sulmona, Pacentro, Roccacaramanico, Caramanico, Decontra, Lettomanoppello e Serramonacesca sono i borghi che il Cammino tocca e dove potrete scoprire la vera anima della Majella: la sua gente. Il Cammino di Celestino è nato nel 2018 per volontà del Parco Nazionale della Majella per far conoscere al mondo il suo patrimonio di eremi rupestri. Il Cammino di Celestino si svolge interamente a piedi su sentieri, ma anche su strade sterrate. È interamente segnato e si sviluppa sulla rete sentieristica ufficiale del Parco. nei mesi estivi è consigliabile iniziare le tappe più impegnative al mattino presto per evitare il gran caldo e avere tempo in più a fine giornata in caso di imprevisti o per visitare il paese di arrivo. Le tappe si concludono sempre  nei paesi o in luoghi abitati, mentre le varianti prevedono la possibilità di pernottare in rifugi non custoditi.

CAMMINO DI CELESTINO

1 Perdonzanza Celestiniana;

90 km di lunghezza;

6 tappe;

2 varianti;

3.950 m. Dislivello complessivo in salita;

3.640 m. Dislivello complessivo in discesa;
1.850 m. s.l.m. altitudine massima;

360 m. s.l.m. altitudine minima;

7 eremi rupestri;

2 abbazie;

1 sito tombe rupestri;

2 siti archeologici;

7 comuni toccati.

La Charta Peregrini o credenziale è il documento rilasciato dal Parco che certifica il pellegrinaggio lungo il Cammino di Celestino. Può essere ritirata presso la sede del Parco di Sulmona, in uno dei Centri Informazioni del Parco, oppure può essere richiesta scrivendo a promozione@parcomajella.it

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cosa vedere nel parco regionale naturale sirente velino (parte 4)

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Ultima parte delle cose da vedere nel Parco Regionale Naturale Sirente Velino.

LE TORRI DI ROCCAPRETUR, BEFFI E GORIANO VALLI

Nella media Valle dell’Aterno, le torri di pietra costituiscono uno splendido esempio di architettura difensiva e militare del contado aquilano. Le torri erano strategicamente costruite su alture dalle quali da ciascuna era possibile comunicare con le altre. Dal borgo normanno di Acciano, non passa inosservata la torre di Beffi ed il borgo fortificato a strapiombo sul fiume Aterno. Da lì, potrete scorgere l’imponente torre di Roccapreturo a base pentagonale che sembra sbucare dal costone roccioso. Infine, di fronte a Beffi, sull’altro versante vallivo, si scorge la torre di Goriano Valli nel comune di Tione degli Abruzzi, che completa un perfetto triangolo di controllo e sentinella, ancora oggi perfettamente conservato.

I PIANI DI PEZZA 

Piani di Pezza è il nome di un vasto altopiano carsico di notevole impatto suggestivo situato sulle pendici a Nord del Monte Velino. Tra le foreste che lo circondano potrete trovare alcuni degli abitanti più importanti e rari dell’intero Abruzzo, tra cui il lupo marsicano, l’aquila reale, il grifone e l’orso. Facilmente raggiungibile dai centri abitati di Ovindoli, Rovere e Rocca di Mezzo, da qui partono numerosi itinerari per il trekking e lo sci da fondo.

CENTRO VISITA DEL CAMOSCIO

Se desiderate conoscere da vicino il camoscio delle montagne abruzzesi, il Centro Visita con annessa Area Faunistica vi aspetta a Rovere di Rocca di Mezzo. Troverete vari materiali informativi ed espositivi tra cui un murales, che illustra l’habitat del camoscio, alcuni reperti animali e vegetali del Parco ed alcuni esemplari di camoscio che permettono di comprendere meglio il variegato mondo del Parco e di questo magnifico animale. Con l’aiuto di personale qualificato, attraverso una grande vetrata, potrete riuscire ad osservarlo a pochi metri da voi.

LA SFIORITURA DELLO ZAFFERANO

Nell’incantevole borgo di Goriano Valli, nella dolce Valle dell’Aterno, fra la seconda metà di Ottobre e la prima metà di Novembre, ogni giorno, dall’alba al tramonto potrete partecipare alla rituale raccolta del fiore di zafferano. I fiori raccolti a mano sono risposti in ceste di vimini, pronti per la sfioritura, la tradizionale lavorazione che separa gli stimmi dagli stami messi ad essiccare accanto alla fiamma del camino.

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cosa vedere nel parco naturale regionale sirente velino (parte 3)

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Continuo raccontandovi le bellezze del Parco Naturale Regionale Sirente Velino.

IL BORGO DI FONTECCHIO

Tra i più suggestivi borghi fortificati d’Abruzzo, Fontecchio sorprende per l’atmosfera tipicamente medievale che si respira tra le strette viuzze, le torri ed i tratti di mura. Sorto su resti di epoca romana, l’antico centro abitato si sviluppa su una collina che domina la Valle dell’Aterno. Oltre a risorse archeologiche di assoluto interesse, come il recinto fortificato in località Castellone o il Ponte delle Pietre e l’antico mulino, vale la pena vedere la fontana trecentesca in Piazza del Popolo; l’antico forno comunale; la torre medievale con orologio funzionante, tra i più antichi d’Italia; Palazzo Muzi e Palazzo Corvi, residenze signorili tra le più importanti della Valle dell’Aterno.

CENTRO STUDI E MUSEO “IGNAZIO SILONE”

Il Museo espone mobili, quadri ed oggetti personali appartenuti all’autore. Ad esso sono annessi l’Archivio con la corrispondenza, di notevole interesse storico, e la Biblioteca appartenuta allo scrittore. Il Centro studi è promotore ogni anno di un prestigioso premio letterario internazionale.

GLI ANTICHI MULINI

Nascono lungo l’Aterno, il fiume più importante d’Abruzzo, i mulini di cui restano oggi solo le poche e preziose testimonianze. Perfettamente inseriti nel tipico paesaggio fluviale e pedemontano, merita uan visita il Mulino Baldassarre di Acciano recentemente ristrutturato dal Parco, che conserva parte degli impianti di molino, il frantoio e la segheria. Di notevole interesse, l’antico Mulino del borgo di Molina, con la tipica struttura di muratura di pietrame su due piani e il grosso canale di adduzione dell’acqua.

LA FORTEZZA DI ROVERE

Circondata da un meraviglioso paesaggio, La torre d’avvistamento quadrangolare serviva a protezione del piccolo villaggio agro-pastorale fino a diventare una elegante residenza. È possibile visitare i resti del castello ed il Museo Archeologico dove sono esposti vasellame ceramico, chiodi e maioliche rinascimentali. I reperti più importanti sono custoditi nel dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Chieti.

 

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cosa vedere al parco naturale regionale sirente velino (parte 2)

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Parte 2 di posti stupendi da vedere nel parco naturale regionale sirente velino.

LE GOLE DI CELANO

Costituiscono il canyon più noto dell’Appennino Centrale. Esplorarne l’ambiente, vuol di re immergersi tra una rigogliosa vegetazione, sorprendenti cascate d’acqua cristallina e vertiginose  pareti verticali. Un percorso dalle forti emozioni e sempre accessibile, tranne in caso di pioggia e vento, dove incontrare gatti selvatici, gufi reali, falchi pellegrini e, con un po’ di fortuna, aquile reali.

LE CHIESE RURALI

Nella Valle dell’Aterno, la Subequana e lungo l’Altopiano delle Rocche, in paesaggi arditi e contemplativi lontano dai borghi, scoprirete una fitta rete di piccole chiese rurali, espressione di una religiosità popolare che mescola sacro e profano. Lasciatevi suggestionare dal forte senso di spiritualità e di pace che emana dalla visita della chiesa di S.Anna nelle pagliare di Fontecchio e Tione, S. Petronilla e S. Maria Addolorata ad Acciano, S. Pio a Molina Aterno, S. Agata a Castelvecchio Subequo e S. Maria di Pietrabona a Castel di Leri, S. Lucia a Rocca di Cambio. 

IL TEMPIO ITALICO DI CASTEL IERI E L’ANTICA SUPETAEQUUM DI CASTELVECCHIO SUBEQUO

Il Tempio Italico rappresenta uno tra i più vecchi monumenti siti archeologici dell’intero Abruzzo. Gli scavi di un edificio hanno riportato alla luce preziosi reperti, tracce di acquedotti e di un centro fortificato. Di recente, è emersa un’area sacrale. Nel tempio di età repubblicana, il restauro consente di ammirare un podio  congiunto ad una maestosa scalinata, celle rivestite da intonaci di raffinata policromia e una pavimentazione in mosaico a motivi geometrici in ottimo stato di conservazione. A Castelvecchio Subequo si conserva il patrimonio archeologico che fu della vetusta Superaequum, una delle 3 città dei Peligni. Numerose sono le testimonianze relative all’epoca preromana, romana e paleocristiana: pavimenti musivi, un tempio dedicato ad Ercole, terme, resti di acquedotti e di fortificazioni, oltre ad innumerevoli reperti scultorei, monete, anfore e gioielli ed il cimitero catacombale.

LE GROTTE DI STIFFE

Sono a pochi km dal Parco e costituiscono un esempio notevole di carsismo fluviale sotterraneo. È l’altopiano delle Rocche a fornire le acque che, raccolte in una rete di canali, finiscono con l’inabissarsi negli inghiottitoi di Rocca di Cambio e Terranea. Dall’invaso principale di Pozzo Caldaio, potrete seguire il torrente sotterraneo esplorando la cavità calcarea lunga 700 m ed alta 695 m, attraverso un suggestivo spettacolo di cascate, stalattiti e stalagmiti che adornano il tragitto verso la “sala della cascata”, la “sala delle concrezioni” e quella del “lago nero”.

LA STAGIONE DEL BRAMITO DEI CERVI

Tra la fine di Agosto e i primi di Ottobre, nella Valle dell’Aterno si diffonde una voce potente ed emozionante: è il bramito, il canto dei cervi maschi durante la stagione dell’amore. Il bramito si può ascoltare dalle 8 di sera ed è accompagnato da un vero e proprio rituale del corteggiamento dove il cervo sceglie un territorio e conquista le femmine attraverso un potente suono, il bramito, in grado di spaventare ed allontanare gli avversari.