piatto invernale
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zuppa di fagioli neri

piatto invernale

Un piatto invernale dai sapori mediterranei, la zuppa di fagioli neri.

Ingredienti:

2 tazze di fagioli neri, lasciati a bagno in acqua fredda per una notte o almeno 5 ore (o 3 scatole da 400 g di fagioli neri); 1/3 di tazza d’olio di oliva; 2 cipolle bianche medie, tritate fini; 3 spicchi d’aglio, tritati; 1 carota, tritata; 1-2 peperoncini rossi freschi, tritati; 1/4 di cucchiaino di paprika affumicata; 2 foglie d’alloro; 4 tazze di brodo vegetale; 1 (400 g) scatola di polpa di pomodoro; 1 mazzetto di timo fresco, solo le foglie, o 1 cucchiaino di timo essiccato; sale e pepe macinato al momento.

Preparazione

Se usate fagioli secchi, scolateli e metteteli in una casseruola con 5 tazze d’acqua a fuoco alto. Portate a ebollizione e fate sobbollire per 10 minuti, poi abbassate il fuoco e cuocete a fuoco lento per 1 ora e 1/4 finché non si ammorbidiscono. Scolate. Scaldate l’olio in una casseruola, quindi aggiungete la cipolla e cuocete a fuoco medio-alto per 5-7 minuti o finché la cipolla diventa soffice. Aggiungete l’aglio tritato, la carota, i peperoncini, il cumino, la paprica e le foglie d’alloro, e cuocete per altri 2 minuti. Aggiungete i fagioli con il brodo vegetale, i pomodori e il timo. Portate a ebollizione, poi abbassate il fuoco e cuocete a fuoco lento per 20 minuti. Togliete le foglie d’alloro, prendete 2 tazze di zuppa e passatela con un mixer a immersione o nel robot da cucina. Rimettete il purè nella pentola, mescolatelo e scaldatelo. Regolate di sale e pepe.

inverno
i segreti della nonna

come prendersi cura delle piante

inverno

Se dovete conservare le piante in vaso sulla terrazza costruite una serra con assi di legno inchiodate fra loro. Completate la struttura con pareti e tetto il telo semitrasparente di plastica con piccoli fori per permettere il passaggio dell’aria, ma non del freddo. Non concimate mai nel mese di gennaio in cui la pianta vegeta e non trapiantate nessuna specie da interno o da esterno. Evitate le potature invernali nei periodi di gelo.

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dove andare a Bormio in inverno

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Nei weekend invernali la città ti annoia? ecco dei posti da favola in Valtellina (Bormio) in cui andare a fare sport e rilassarvi.

PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO

Impossibile resistere alla storica posta Stelvio di Bormio. Lo Stelvio è il simbolo di Bormio, suggestivo borgo per gli edifici medievali del centro storico, le torri arcigne e gli affreschi sorprendenti delle chiese. Altrettanto emozionante il suo comprensorio sciistico, 110 km di piste immerse nel Parco Nazionale dello Stelvio. Si suddivide in 3 ski area, Bormio, Santa Caterina Valfurva e Cima – Piazzi San-Colombano, collegate tra loro grazie al servizio navetta gratuito e un unico skipass e con piste per tutti i livelli, dai campi scuola per bambini ai tracciati dei campioni della Coppa del Mondo. Come la pista Deborah Compagnoni di Santa Caterina Valfurva, dedicata alla campionessa locale. Chi preferisce discese meno impegnative, tra i 35 km di piste di Santa Caterina trova anche 2 azzurre e 12 rosse. Non mancano i rifugi dove sostare tra una discesa e l’altra. Come Heaven 3000, a Bormio, che da dicembre scorso ha una nuova terrazza panoramica: lo sguardo vola a 360 gradi su un mare di vette. In Alta Valtellina le attività en plein air non si limitano alle discese. All’interno del Parco, il ventaglio di offerta è ampio, a partire dalle passeggiate sui sentieri invernali e le escursioni con le ciaspole, accompagnati da guide alpine. A Santa Caterina, gli appassionati di sci nordico si godono la pista Valtellina: accanto ai percorsi agonistici di 5 e 10 km, tutti realizzati con la supervisione di Benito Moriconi. Per una sosta golosa, da qui si sale al Rifugio Stella Alpina. Chi ama le lamine strette si mette alla prova anche sulla pista Viola a Valdidentro-isolaccia, cross country che costeggia per 25 km l’omonimo fiume con dislivelli non eccessivi. mentre a Bormio si scivola sulla Alute, lunga 5 km e adatta anche ai principianti. Poi ci si può cimentare come musher: al Centro Italiano Sleddog Husky Village, in località Arnoga di Valdidentro, si impara, con un istruttore, a guidare la slitta trainata da una muta di cani.

DOPO SCI A TUTTO BENESSERE

In Alta Valtellina, il dopo sci è tutto all’insegna del benessere. A Bormio lo assicurano le acque termali millenarie che sgorgano da varie fonti e alimentano tre impianti spettacolari: QC Terme Bagno Nuovi, QC Terme Bagni Vecchi e Bormio Terme.

 

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mete invernali da sogno (parte 2)

Mete imperdibili per chi cerca il caldo in inverno.

SEYCHELLES

Sulle isole di Praslin o Mahé, spiagge da record, relax totale e immersioni, escursioni nella foresta, esperienze gourmet.

Cento ettari di paradiso sull’isola di Praslin, l’unico luogo al mondo dove crescono i Coco de Mar, i giganteschi semi voluttuosi delle palme seicellesi e dove nidificano le tartarughe giganti di Aldabra: qui si adagia il Constance Lemuria. Un gong è il rito di ospitalità, che apre l’immensa porta del resort, famoso per il suo green a picco sul mare e il suo insuperabile servizio, tra piscine e palafitte, i 5 ristoranti, la maestosa Spa, suite e ville immerse fra monti e colline fino alle 3 spiagge, una delle quali, Anse Georgette è considerata la perla dell’arcipelago. A pochi minuti di volo, nell’isola di Mahé, si trova il suo gemello, Costance Ephelia, un gioiello naturale con spiagge candide lambite dal parco nazionale marino di Port Launay, fondali da sogno e le foreste di mangrovie che circondano suite e ville con patio e piscina privata.

DA NON PERDERE

Una visita alla capanna ecologica, sulla spiaggia del Constance Lemuria, dove Robert Matombe, il manager delle tartarughe, svela i segreti della nidificazione; al Costance Ephelia, l’esperienza wellness e beauty nella più grande Spa dell’oceano Indiano. Per chi ama l’avventura, arrampicate sui monti e tra le foreste di cannella per un bagno nelle cascate.

POLINESIA FRANCESE

È la meta marina più ambita e sognata da tutti: più di cento isole e un paesaggio che è la quintessenza del paradiso.

Per arrivarci occorrono 23 ore di volo, ma ci ricompensa con un paesaggio unico, che regala emozioni vibranti. 5 arcipelaghi con 118 isole, immerse tra spiagge borotalco, percorsi di trekking, foreste e un mare che non si dimentica. Come l’isola maggiore Tahiti dove si trova la vivace capitale Papeete, perfetta per fare incetta di souvenir, perle nere e olio di monoi, nello scenografico mercato coperto. Sull’isola, divisa in Nui e Iti, con alte e verdi montagne a far da quinta, si mescolano spiagge bianche e nere, calette solitarie, e la baia di Vairao dove si avvistano balene. A Moorea, nello stesso arcipelago oltre a spiaggiarsi, si va in vetta alla Magic Mountain per godersi un colpo d’occhio pazzesco sul mare e sull’entroterra e con la Route des Ananas si penetra nell’anima agreste dell’isola. Altra perla è Tikehau, 27 km di laguna turchese con il reef a pochi metri dalle rive.

DA NON PERDERE

Di sera a Papeete in place Vaiete si gusta lo street food locale, proposto da decine di roulotte con tavoloni e panche collettive.

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borghi da vedere in veneto/Friuli Venezia Giulia

Ci sono posti indimenticabili che almeno una volta nella vita bisogna vedere:

ARQUà PETRARCA

È un borgo medievale immerso nel verde del Parco regionale dei Colli Euganei e conserva intatta la struttura medievale. La visita della località può iniziare dalla casa del Petrarca, da cui si gode una bellissima veduta. Da visitare inoltre: la chiesa di S. Maria Assunta, con resti di affreschi veneto bizantini; l’oratorio della SS. Trinità, oggi visitabile in occasione di eventi, dove il Petrarca si recava a pregare; l’attigua loggia dei Vicari, simbolo del potere civile del paese; la vicina Villa Barbarigo, il cui giardino all’italiana è fra i più sontuosi del Veneto.

DA NON PERDERE

La Tomba del Petrarca di marmo rosso di Verona.

MEL

Si trova a sinistra del Piave, una sponda compresa tra Feltre e Belluno. Qui è stata rinvenuta una delle maggiori aree sepolcrali dell’età del Ferro, i cui preziosi sono esposti nel museo civico archeologico. Piazza Luciani è il cuore di Mel, dove si affacciano gli edifici signorili costruiti lungo il vecchio perimetro delle mura. Fra i palazzi nobiliari spiccano il municipio e il palazzo delle Contesse, oggi centro culturale.

DA NON PERDERE

Il Castello di Zumelle di cui si ha notizia fin dal I secolo come punto di controllo sulla via romana Claudia Augusta Altinate.

SAPPADA

Formato da 15 borgate, conserva ancora ancora numerose vecchie case in legno, importante testimonianza dell’architettura rurale storica. Notevole il contesto ambientale e naturalistico; le montagne dolomitiche, i boschi di conifere e i grandi prati che in inverno si trasformano in piste da sci battute da numerosi sportivi. Dalla borgata di Cima Sappada una strada porta alle sorgenti del Piave, che sgorga a un’altitudine di 1830-1880 m. Forti tipicità sono inoltre il dialetto di questa isola linguistica germanica e il caratteristico Carnevale.

DA NON PERDERE

I musei Civiltà contadina, in un’antica casa di legno, Etnografico “G.Fontana” e della Grane Guerra. Il Formaggio di latteria Sappada e la cosiddetta “Ricotta Acida” con dragoncello.

 

ricette

caldo de navidad

pasta in brodo

Ingredienti:

600 g di ali di pollo; 1 cipolla; 1 crosta di sedano; 2 carote; 1 foglia di alloro; 1 rametto di timo; 3 rametti di prezzemolo; 2 albumi; 200 g di pasta mista grossa; sale e pepe in grani.

Preparazione:

Sciacquate le ali di pollo, mettetele in una casseruola, unite le verdure pulite, le erbe aromatiche e 3 grani di pepe, poi copritele con abbondante acqua fredda. Salate poco, mettete il coperchio e portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e cuocete per circa 2 ore. Eliminate le verdure e la carne, poi lasciate raffreddare il brodo. Chiarificate il brodo: mettete sul fondo di una pentola i 2 albumi. Versate a filo e molto lentamente il brodo freddo, trasferite la pentola su fuoco dolce e portate lentamente a ebollizione: gli albumi, coagulandosi, verranno in superficie chiarificando il brodo. Eliminate gli albumi cotti con il mestolo forato, poi filtrate. Portate a ebollizione il brodo, tuffate la pasta e cuocetela per il tempo indicato sulla confezione. Suddividetela nei piatti fondi, quindi coprite con altro brodo, decorate con foglie di prezzemolo e filetti di carote e servite.

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canton vaud in inverno 2

Non solo sci. D’altronde nel Cantone di vaud sono tanti i modi alternativi per divertirsi sulla neve. La novità è Suissemobile, la rete di mobilità dolce elvetica: sono stati inaugurati da poco dieci itinerari per le passeggiate invernali, 19 percorsi per le racchette a neve, 15 piste per il fondo e due per lo slittino. Ai piedi delle Alpi, c’è anche un aprèsski di benessere: alle terme di Laveyles-Bains, a una ventina di chilometri da Villars-sur-Ollon. È un piacere nuotare nella vasca esterna, mille metri quadri riempiti dall’acqua termale dalle preziose proprietà, che sgorga dalla sorgente a 62 gradi. Si sta a mollo tra idromassaggio, getti, cascate, con lo sguardo che vola alle cime imbiancate del Dents du Midi e del Dents de Morcles. Un incanto.

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il cantone di vaud in inverno

svizzera

L’architettura innovativa in alta quota ritorna a leysin, grazioso borgo di chalet dominato dalla Berneuse. Sulla vetta, a 2.048 metri, spicca il Kuklos, costruzione di vetro che riproduce la forma delle montagne vicine, la Tour d’Aï e la Tour de Mayen. Come indica il nome, ospita un ristorante girevole. Lo spettacolo al di là delle vetrate è grandioso: a sinistra, accanto ai Dents du Midi, s innalza il Monte Bianco, a destra Les Diablets, il Cervino, fra il Col du Pillon e il Col des Mosses si scorge l’Eiger, mentre in fondo ecco il Lago di Ginevra. La particolarità del comprensorio è il Tobogganing Park, dove adulti e bambini si divertono scivolando su grandi camere ad aria, tra gobbe e curvoni, su 12 piste tracciate dall’elvetico Silvio Giobellina, bronzo olimpico nel bob a quattro a Sarajevo. natura e tradizioni distinguono invece l’area dei Pays-d’Enhaut. Con un ambiente protetto dal Parco Regionale, i tipici chalet in legno, il formaggio Etivaz AOP e l’arte del ritaglio, la zona è una vera gemma alpina. Il paese principale è Château-d’Oex, meta nei mesi invernali dei vagoni Belle Époque della linea GoldenPass che sale da Montreux. Sono dedicati al formaggio, con il pranzo allo Chalet, dove si assiste alla produzione artigianale del latticino su fuoco a legna, e le visite al Musée du Bieux Pays-d’Enhaut, consacrato all’arte del ritaglio su carta, e all’Espace Ballon, con l’esposizione di mongolfiere a ricordare che ogni anno, a gennaio, qui si tiene un festival internazionale che attira in cielo migliaia di palloni colorati. Si viva  un inverno da Grande Nord invece nella Vallée de Joux, morbido altipiano nel cuore dei Giura vodesi. Attraversata dai grandi freddi, la natura si mette l’abito bianco creando 220 km per il fondo, 44 km di piste per la discesa, altrettanti per le escursioni con le racchette da neve. Con le temperature più rigide il lago di Joux si ghiaccia, trasformandosi nella più estesa pista di pattinaggio d’Europa.

consigli di salute

lipstick protettivo handmade

balsamo per le labbra

Ingredienti:

10 g di cera d’api, 5 g di burro di karité, 10 g di olio di jojoba, 6 gocce di olio essenziale di eucalipto, 1 cucchiaio di ombretto in polvere.

Preparazione:

Mettete tutti gli ingredienti, tranne l’ombretto in polvere, in un bicchiere di vetro e ponetelo a bagnomaria per far sciogliere la cera d’api e il burro di karité. Mescolate energicamente per accelerare lo scioglimento degli ingredienti e amalgamare bene il tutto. Quando il composto sarà sciolto, aggiungete l’ombretto in polvere e mescolate il tutto per ottenere una certa omogeneità. Infine, versate il composto liquido in un contenitore per stick ben pulito. Lasciate solidificare per circa 30 minuti. Questo lipstick si conserva fino a 4 mesi a temperatura ambiente.

consigli di salute, i segreti della nonna

crema balsamica fai da te

crema fai da te

Ingredienti:

25 g di acqua distillata, 50 g di olio di caledula, 15 g di burro di karaté, 10 g di cera d’api, 10 gocce dolio essenziale di eucalipto, 8 gocce di olio essenziale di timo.

preparazione:

Scaldare a bagnomaria l’olio con la cera d’api e il burro di karatè, fino al completo scioglimento della cera e del burro. Togliete il composto dal bagnomaria e frullate per 2 minuti circa con un frullatore a immersione. Immergete il contenitore in un bagnomaria freddo e frullate ancora per qualche minuto, fino a far raffreddare il composto e renderlo denso. Una volta che si sarà intiepidito e addensato leggermente, versate poco alla volta anche l’acqua, continuando a frullare per circa 2 minuti con il frullatore a immersione. Ottenuta una crema, aggiungete gli oli essenziali, mescolate e trasferitela in un contenitore con chiusura ermetica. Applicate una piccola quantità di crema sulla pelle asciutta o bagnata e massaggiate rapidamente fino al completo assorbimento del prodotto. Questa crema si conserva per alcune settimane in un barattolo a chiusura ermetica.