viaggi

cosa vedere a Matera (prima parte)

Matera, città dei sassi è oggi il luogo ideale per ritrovare la dimensione più viva della conoscenza  e godere appieno di un paesaggio umano e culturale unico al mondo in cui ciascuno può riconoscere qualcosa di sé e sentirsi immediatamente  bene accolto. Esperienza di grande suggestione è attraversare le strette vie dei sassi, in cui le case si sovrappongono l’una all’altra aprendosi e dischiudendosi su cortili, scalinate, vicoli, piazze; e poi superare il torrente Gravina per addentrarsi nel sorprendente Parco delle chiese rupestri, con oltre 150 luoghi di culto scavati nella roccia, ritrovandosi immersi in un “affresco di pietra” custodito da un profondo silenzio.

I SASSI

Sono costituiti da 2 grandi anfiteatri naturali scavati nella roccia, il Sasso Barisano, a nord ovest, con palazzi e case tradizionali, e il Sasso Caveoso, a sud, dove visibile è la presenza delle grotte. Il nucleo più antico dell’abitato è il quartiere della Civita, il centro della città storica eretto intorno alla Cattedrale, che domina il paesaggio animato dei Sassi.

MATERA SOTTERRANEA – IL PALOMBARO LUNGO

I Sassi sono contraddistinti da un sistema idrico finalizzato alla raccolta di acqua piovana e sorgiva che in passato animava una rete di canaletti e cisterne talmente capillare da riuscire a portare la preziosa risorsa ovunque. Per questa ragione Matera ha un suo mondo sotterraneo, che interessa anche la parte della città che si sviluppa sul piano, da Piazza Vittorio Veneto fino al Convento dell’Annunziata. Esemplare di questo antico sistema idrico integrato è il cosiddetto Palombaro lungo, la più grande riserva d’acqua dell’antica città, un vero e proprio gioiello d’ingegneria idraulica e di architettura.

CASE GROTTA E MUSEO LABORATORIO DELLA CIVILTÀ CONTADINA

La casa-grotta è una tipica abitazione dei Sassi di Matera oggi riproposta in diversi esempi visitabili. Scavate nella roccia tufacea, le abitazioni erano per lo più costituite da un unico vano dotato di un’ampia apertura all’ingresso, rifugio per gli uomini e allo stesso tempo dimora per gli animali. Il Museo-laboratorio della Cività Contadina è ricavato in una di queste case grotta che risalgono al 700, accuratamente restaurata. Sono visitabili la cucina, la cisterna per la raccolta delle acque piovane, la stalla, la mangiatoia, e si trovano arnesi e arredi d’epoca. All’interno è presente anche un laboratorio artistico con finalità didattiche.

Annunci
viaggi

alla scoperta della costiera amalfitana

bella italia

La Costiera Amalfitana è il posto dove si incontrano le sirene. Ci sono degli affacci memorabili sul mare, anfratti e immersioni con le guide. C’è un tratto da Sorrento ad Amalfi, che incanta e stupisce tutti. Lasciatevi condurre, curva dopo curva, dai profumi, dai sapori e dalle storie di chi vive in questo angolo di paradiso.

Da Sorrento ad Amalfi sono poco più di 30 km di tornanti e paesaggi incantevoli. Da percorrere senza fretta, con un andamento lento, e con pause e intermezzi. La striscia di asfalto serpeggia tra oliveti e giardini di limone, sfiora paesi-cartolina, si infila nella roccia e sembra quasi che si precipita in mare dopo ogni curva. In questo angolo di paradiso si va alla scoperta di antiche torri di avvistamento e locande aggrappate agli scogli, artisti solitari e vite straordinarie, dimore nobiliari e trattorie veraci, alcune raggiungibili solo via mare. La Costiera Amalfitana ha stregato generazioni di artisti e amanti celebri e conserva ancora posti speciali, ma bisogna trovarli, dribblando la folla. Torre Punta Campanella è una fortezza di guardia del 1532, trasformata in dimora di charme da Kristine Standnes, isolata nascosta nel verde di ulivi e macchia mediterranea e con una terrazza spalancata sul mare che guarda Capri. Si raggiunge solo a piedi dalla piazza della piccola frazione di Termini ed è un luogo per sognatori: 4 camere, living con camino e orto biologico. La passeggiata di Punta della Campanella, che è l’estrema propaggine della Penisola sorrentina, arriva fino al faro e alle acque dell’Area Marina Protetta che si estende per circa 40 km di costa fino a Positano. Questo è uno dei tratti più belli d’Italia, un susseguirsi di calette e anfratti dall’acqua cristallina, un paradiso mediterraneo per i subacquei che possono prenotare immersioni guidate con i diving center autorizzati dalla Riserva http://www.puntacampanella.org

Continua a leggere “alla scoperta della costiera amalfitana”

viaggi

Ustica perla italiana

isole italiane

Ustica appare quasi come un miraggio nel blu del mare Nostrum. Dopo la traversata in traghetto di due ore e mezzo da Palermo, compare Ustica, la più nordica e isolata delle isole sicule con profilo roccioso, carattere spigoloso e anima selvaggia. Ustica è la parte emersa di un vulcano sottomarino che le ha regalato un cromatismo scuro, che si distacca dai colori delle sue case, un paese di forma ad anfiteatro in posizione dominante e digradante verso il porto di Cala Santa Maria. Da qui, una serie di gradinate e salite, conducono in breve tempo in piazza Umberto I, da qui transita chiunque passi dall’isola. I maggiori frequentatori di Ustica sono i subacquei che qui trovano un fantastico mondo sommerso composto da posidonia oceanica, corallo, madrepore, spugne e pesci multicolor, grazie alla lungimirante istituzione della Riserva Marina. Girovagando per la piccola isola, si ammira il paesaggio primordiale, formato da alte falesie e coste frastagliate ricche di grotte, calette e spiaggette nere di ciottoli. Con maschera e pinne, le nuotate più entusiasmanti nell’acqua trasparente si effettuano nei pressi dei Faraglioni, vicino al Villaggio Preistorico risalente all’età del Bronzo e alla Punta dello Spalmatore, caratterizzata dall’omonima Torre borbonica e da Cala Sidoti, un’oasi per bagni di sole e di mare fino al tramonto.

viaggi

Sirmione e le sue bellezze

castello di Sirmione

oggi vi presento Sirmione una cittadina che ho ammirato di recente e di cui ne sono rimata affascinata. Ci sono molte cose da vedere assolutamente perché ricche di cultura.

Piazze

Piazza Fabrizio De Andrè: piazza giovanissima dedicata al più grande cantante italiano Fabrizio De Andrè; Piazza Mercato;

Ville e Palazzi

Palazzo Callas: sorge nella centralissima piazza Carducci nel centro storico di Sirmione. Offre una superficie espositiva di oltre 400 metri quadrati oltre ad una sala convegni in grado di ospitare oltre 100 persone. Il palazzo, che risale alla fine del XVIII secolo, è stato ristrutturato dall’Amministrazione Comunale di Sirmione per essere destinato all’ospitalità di mostre e grandi eventi;

Monumenti 

Campana dei Caduti: un singolare monumento ai Caduti sorregge una campana in bronzo chiamata “Julia”. Incisi sulla parte bassa della campana vi sono i nomi dei Caduti di Sirmione nelle varie guerre. Sopra di essi un’altra incisione: la “Pietà”, la Madonna con il cristo morto;

Castello Scaligero: è uno dei più completi e meglio conservati d’Italia. La rocca, completamente circondata dall’acqua e destinata alla difesa del borgo e al controllo del lago, era occupata da una guarnigione. Entrati dal ponte levatoio, è possibile passeggiare sui camminamenti di ronda e accedere, attraverso 146 gradini, alla sommità del mastro, la torre orientale che misura trenta metri e dalla quale si gode di una vista magnifica;

Grotte di Catullo: sulla costa meridionale del Lago di Garda, all’estremità della penisola di Sirmione, in una splendida posizione panoramica si trovano i resti della villa romana nota da secoli con il nome di “Grotte di Catullo“, l’esempio più grandioso di edificio privato di carattere signorile di tutta l’Italia settentrionale. La villa, che ha pianta di forma rettangolare, con due avancorpi sui lati brevi, copre un’area complessiva di oltre due ettari. Per superare l’inclinazione del banco roccioso su cui furono appoggiate le fondazioni dell’edificio, vennero creati grandi vani di costruzione, mentre in alcune zone si resero necessarie opere imponenti di taglio della roccia. I resti attualmente conservati si trovano così su due livelli diversi: del settore settentrionale ad esempio sono rimaste solo le grandiose costruzioni, mentre nulla è conservato dei vani residenziali, crollati già in antico;

Chiese

Chiesa di S.Anna: è un piccolo edificio ecclesiale che sorge nei pressi del castello scaligero. Dedicata alla madre della Madonna, fu costruita nel Quattrocento al servizio della guarnigione veneta posta a difesa della rocca. Una piccola chiesa a una sola navata collegata al complesso del castello;

Chiesa di Santa Maria Maggiore: è la chiesa parrocchiale di Sirmione. L’edificio appoggia il suo fianco settentrionale alle mura di fortificazione medievali che chiudevano a nord il borgo. Al suo interno alcuni affreschi dei primi anni del’500 ne ricoprono le pareti. L’interno presenta una sola navata e cinque altari. Vi si accede da un portico a cinque arcate, un tempo parte del cimitero adiacente alla chiesa: sul pavimento sono infatti visibili cinque tombe;

Chiesa di S. Maria di Lugana: chiesa parrocchiale fulcro della frazione di Lugana. Questo luogo sacro è stato edificato tra il 1910 fil 1913. Facciata in mattoni con una piccola piazza antistante l’ingresso;

Chiesa di S. Orsola: chiesa dalla facciata austera e priva di ornamenti;

Chiesa di S. Pietro in Mavino: è situata nel punto più alto della penisola e prende il nome dal latino summa vinea. All’interno della chiesa si trovano gli affreschi delle tre absidi e quelli lungo le pareti. Nell’ottocento, per la sua posizione fuori mano, fu abitata da un eremita;

Chiesa di S. Francesco: è situata nella piccola e vicina frazione di Colombare di Sirmione, frazione che ovviamente appartiene al comune di Sirmione. L’edificio è caratterizzato da una facciata, e da una costruzione in generale, molto particolare;

Monumenti minori

Busto di Catullo: Bisto di bronzo posto nei pressi del Molo di Piazza Carducci;

Fabrizio De Andrè: omaggio del comune al più grande dei cantanti della musica italiana;

Monumento a Salvo D’Acquisto: situato in zona Colombare in memoria a Salvo D’Acquisto. Si raggiunge attraverso un breve percorso lastricato;

Monumento agli Artiglieri: in ricordo degli Artiglieri di guerra questo cannone in ferro è posto in zona S.Pietro a Nord della Penisola;

Fontane Monumentali

Monumento ai marinai: suggestiva fontana dedicata ai caduti del mare. Antistante l’ingresso del Castello in prossimità del parcheggio.

Infine diamo spazio alla natura, quindi ai giardini, le spiagge, le passeggiate e i percorsi ciclabili.

Giardini: Parco Brema, Parco San Vito, Parco Senza Frontiere, Parco via Bagnera, Parco degli Alpini;

Spiagge

Jamaica: questa bellissima spiaggia è raggiungibile solo in barca o a piedi esclusivamente quando l’acqua del lago è bassa. La spiaggia è molto suggestiva grazie agli enormi ed imponenti lastroni di roccia che affiorano nel punto dove le acque del lago di Garda diventano cristalline e turchesi;

Lido Punta Grò: questa spiaggia è un’oasi naturale che offre una spiaggia libera ma attrezzata;

Lido Punta Staffalo: è una spiaggia libera in sassi, vicino al centro di Sirmione;

Lido della bionde; Lugana Marina; 

Lungolago XXV Aprile: Su tutto il lato est della penisola esiste una passeggiata che è usata anche come spiaggia su cui andare a prendere il sole e riposare all’ombra degli alberi;

Spiaggia Brema; Spiaggia Fenice; Spiaggia delle Muse;

Passeggiate

Passeggiata Brema, colombare di Sirmione, Puntagrò Lugana, delle Muse, delle Ricordanze Poetiche.

viaggi

mantova e le sue chiese

lombardia

Ripresento in questa lista le chiese da vedere a Mantova:

Basilica di Santa Barbara: Durante il terremoto del 2012 il capolino del campanile non è riuscito a resistere alle scosse ed è precipitato. Situata in una singolare piazzetta all’interno degli edifici di corte, questa Basilica Palatina è inserita nel complesso del Palazzo Ducale. È detta “palatina” perché era la chiesa di corte dei Gonzaga. Fu edificata per volere del duca Guglielmo su progetto di Giovan Battista Bertani tra il 1562 e il 1572. Il campanile fu giudicato tra i più belli d’Italia;

Cattedrale di San Pietro: È il duomo di Mantova, dedicato a San Pietro. L’attuale edificio fu costruito tra il 1395 e il 1401. Nel 1545 fu l’anno della prima ristrutturazione da parte di Giulio Romano mentre la facciata attuale, in marmo di Carrara risale al 1761. All’interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di simile e profeti risalenti al Cinquecento;

Chiesa di San Barnaba: La chiesa che si può ammirare oggi, una delle più importanti della città, è il rifacimento settecentesco di un antico edificio religioso. La prima chiesa dedicata a San Barnaba nel luogo dell’attuale, fu infatti costruita intorno all’anno 1263 e successivamente varie volte ristrutturata. In conclusione la facciata fu rifatta da Antonio Galli da Bibbiena nel 1737. All’interno sono conservati dipinti di Lorenzo Costa il Giovane, Gerolamo Monsignori, Giuseppe Bazzani;

Chiesa di San Francesco: La costruzione della chiesa conventuale di San Francesco risale al 1304. Al suo interno fu edificata la Cappella Gonzaga che divenne mausoleo dei Signori di Mantova dal 1369 al 1484. Nel 1526 venne sepolto tutto armato il condottiero Giovanni delle Bande Nere. Gli Austriaci soppressero la chiesa nel 1782 e la trasformarono in arsenale nel 1811. Devastato da un bombardamento aereo nel 1944, la Cappella Gonzaga si salvò e con essa preziosi affreschi del 1300;

Chiesa di San Maurizio: Prospetta su un piccolo sagrato. Costruita nei primi anni del Seicento, iniziata infatti nel 1609, venne terminata nel 1731, quando fu completata la facciata. L’interno è a navata unica con tre cappelle per ognuno dei due lati e con una cupola ellittica. Ospita importanti quadri e tele seicentesche di autori d’indubbio valore. Sotto il dominio francese divenne parrocchia militare e ospitò molte lapidi militari, fra cui quella del condottiero Giovanni dalle Bande Nere;

Chiesa di San Sebastiano: Fa parte dei progetti richiesti da Ludovico Gonzaga per la città. Ideata nel 1460 da Leon Battista Alberti, egli progettò un edificio austero e solenne. La chiesa fu poi realizzata da Luca Fancelli e in buona parte corrisponde alle intenzioni del famoso architetto: la struttura è ricca di soluzioni originali. I lavori durarono a lungo e il complesso fu consacrato nel 1529. Oggi è adibito a famedio, costruzione destinata alla sepoltura o alla memoria dei caduti in guerra;

Chiesa di Sant’Andrea: Grande opera del rinascimento, fu eretta a partire dal 1472 su disegno di Leon Battista Alberti. Nel 1732-65 vi fu aggiunta la cupola, su disegno di Filippo Juvarra. All’interno nelle cappelle, affreschi e pale d’altare di pittori del’500. Possiamo anche osservare la tomba con busto in bronzo di Andrea Mantegna;

Chiesa di Sant’Orsola: L’edificio religioso apparteneva al complesso monastico omonimo demolito nel 1930. L’imponente struttura, sul retro, ospita la Sala di Sant’Orso, utilizzata per concerti ed altri eventi. La chiesa, costruita nel 1608 da Antonio maria Viani, mostra un curioso contrasto tra la facciata in unico ordine e l’interno a pianta ottagonale che la rende veramente unica e particolare. L’interno è abbastanza spoglio;

Chiesa di Santa Maria del Gradaro: Costruita nella seconda metà del XII secolo, a partire dall’anno 1256 con l’aggiunta del convento nel 1260, conserva importanti affreschi di origine bizantina. Notevole il “rosone” in marmo che troneggia nella facciata. Nel 1775 venne soppressa e solo nel 1966 è stata riaperta al culto. “Gradaro” è riconducibile al latino “cretarium” che descriverebbe la particolare caratteristica del terreno dove sorse l’originaria struttura. Notare l’interno gotico;

Chiesa di Santa Maria della Vittoria: La chiesa comunemente denominata Madonna della Vittoria, fu fatta erigere dal Marchese Francesco II Gonzaga nel 1496. Il tempio votivo celebrava la vittoria militare a Fornovo contro Carlo VIII di Francia, e conservata al suo interno la pala della Madonna della Vittoria opera di Andrea Mantegna, trafugata da Napoleone e oggi al Louvre;

Chiesa di Santa Paola; Fondata nel 1420 insieme all’omonimo convento da Paola Malatesta, fu qui che la marchesa, rimasta vedova, si ritirò nel 1444 e fu sempre qui che volle essere seppellita. L’edificio risente degli influssi dell’arte ferrarese. Oggi l’ex convento ospita una scuola di specializzazione post-diploma e per questo è in buono stato. L’interno è spoglio salvo sporadiche tracce di affreschi mal conservati. Tra il 1782 e il 1946 il complesso fu adibito a caserma e fu sede di un’industria;

La rotonda di San Lorenzo: è il più antico monumento esistente in Mantova, costruito nel XI secolo durante la dominazione dei Canossa e probabilmente faceva parte di un percorso spirituale di pellegrinaggio verso la reliquia del preziosissimo Sangue venerata nella chiesa di Sant’Andrea. Nel corso dei secoli subì trasformazioni radicali; sconsacrata, divenne magazzino per tornare nel 1926 alla sua destinazione originale.

 

 

 

 

 

viaggi

Visitare Mantova città della cultura 2016 prima parte

lombardia

Ecco le tappe da fare assolutamente a Mantova in ambito di Palazzi e Edifici storici:

Palazzo Te: fu costruito tra il 1525 e il 1535 da Giulio Romano per volere di Federico II Gonzaga. La celebre villa, destinata alle feste, ai ricevimenti e agli “ozi” dal duca di Mantova, si ergeva su un’isola in diretta contiguità col centro cittadino, denominata sin dal medioevo Tejeto, o Te. Gli ambienti del Palazzo, i loggiati e l’appartamento del Giardino Segreto rappresentano la più alta espressione dell’invenzione dell’architetto Giulio Romano;

Casa Del Mantegna: Complesso architettonico rinascimentale di grande fascino. Il disegno architettonico è caratterizzato da una geometria perfetta. In questa quattrocentesca abitazione sono passati gli artisti mantovani migliori ma anche importanti protagonisti del panorama artistico del nostro paese. L’edificio, di grande valore artistico e storico e costruito a partire dal 1476, era la dimora del pittore Andrea Mantegna. Oggi ospita esposizioni ed è sede del settore culturale della provincia;

Casa Del Mercante: è detta anche casa di Boniforte da Concorezzo, antico proprietario attivo nel commercio di lana e tele che la fece costruire nell’anno 1455. L’edificio è caratterizzato da una sorprendente facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano a cura dell’architetto Luca Fancelli. Tra le due colonne centrali si notano delle piccole sculture, rappresentanti pacchi legati con funi, che ricordano i materiali con cui il proprietario commerciava;

Casa del Rigoletto: Verso la fine di piazza Sordello si trova la casa  del “Rigoletto“, il buffone di corte Gonzaga. Il personaggio ha in realtà poco di mantovano, l’omonima opera di Giuseppe Verdi infatti venne tratta da un dramma di Victor Hugo e riadattata in territorio mantovano, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova, e cambiando il nome del protagonista da Triboulet a Rigoletto. La struttura quattrocentesca accoglie la scultura del Rigoletto, sistemata nel piccolo cortile interno;

Casa della Beata Osanna Andreasi: Raro esempio di dimora quattrocentesca mantovana che è rimasta pressoché intatta sino ai nostri giorni. L’edificio diventa dimora della famiglia Andreassi nel 1475, con Niccolò, padre della Beata Osanna. Nel 1780 passa alla famiglia dei conti Magnaguti. Alla morte del conte Magnaguti nel 1966 la casa passa alla provincia dominicana di Bologna. Nel 1991 la Provincia domenicana inizia i restauri oggi quasi terminati. Osanna morì a Mantova nella sua casa 18 Giugno 1505;

Casa di Giulio Romano: Edificata agli inizi del Cinquecento su un edificio preesistente, la casa fu completamente ristrutturata tra il 1540 e il 1544. All’interno del nobile complesso vi sono diversi ambienti originali degni di nota. Giulio Pippi, detto Giulio Romano, progettò il palazzo come sua residenza; palazzo che costituisce uno dei primi esempi di edifici progettati da un artista per se stesso. È una delle più belle dimore di Mantova e il Vasari non esitò a definire “fantastica” la facciata;

Palazzo Canossa: Il palazzo fu costruito nel’600 su committenza dei marchesi Canossa, famiglia di antica stirpe proveniente da Verona. La facciata, in bugnato, richiama le soluzioni cinquecentesche di Giulio Romano ed è caratterizzata da un portale di marmo guardato a vista da due cani usciti dallo stemma di famiglia. Altro dettaglio di particolare valore architettonico è un monumentale scalone barocco che conduce al piano nobile del palazzo;

Palazzo Cavriani: Di fronte al palazzo c’è il giardino realizzato per i Cavriani da Giovanni Battista Vergani. L’edificio fu dal’400 la dimora dei Cavriani, famiglia aristocratica molto importante durante il periodo della Signoria. La dimora fu ricostruita dal tutto tra il 1736 e il 1756 da Alfonso Torreggiani. Superato il portale d’ingresso, si accede dal cortile interno e ad uno splendido scalone che conduce al piano nobile. Questo maestoso complesso è decorato con stucchi, dipinti e affreschi;

Palazzo D’Arco: Meraviglioso complesso edificato a partire dal 1784 dal neoclassico Antonio Colonna che conserva all’interno arredi e opere dal XV al XVIII secolo utili per conoscere come vivevano i nobili del tempo. Costruito per un ramo della casata trentina dei Conti D’Arco, il palazzo è stato lasciato negli anni’70 in eredità alla città dall’ultima discendente, la contessa Giovanna. Ospita una libreria, una collezione naturalistica e un caratteristico giardino ed è oggi sede di un museo;

Palazzo del Podestà: detto anche Palazzo del Broletto, fu costruito nel 1227, committente il bresciano Martinengo nominato podestà di Mantova. Unitamente alla torre civica rappresentò il centro amministrativo del comune di Mantova. Sulla facciata è visibile una statua duecentesca raffigurante “Virgilio in cattedra”, con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l’iscrizione “Virgilius Mantuanus Poetarum clarissimus”;

Palazzo Dell’Accademia Virgiliana: Sorse per volontà di Maria Teresa d’Austria nel 1767. Esternamente l’aspetto conferito dalle facciate neoclassiche è unitario. Nel 1769 venne ultimato il teatro scientifico Bibiena, destinato alle pubbliche riunioni accademiche, alle recite e ai concerti. Il complesso oggi ospita una biblioteca, un ricco archivio storico e organizza periodici convegni e conferenze. Attigua all’edificio vi era la chiesa di Santa Maria del Popolo, oggi demolita;

Palazzo della Ragione: Fu edificato nel 1242, allo scopo di consentire le assemblee e le adunanze cittadine. Al piano terreno ospitava numerose botteghe, mentre nell’ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. A questo salone si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell’Orologio innalzata nel Quattrocento, epoca alla quale risalgono anche i portici che si affacciano su Piazza Erbe;

Palazzo di San Sebastiano: Attualmente il palazzo è sede dell’omonimo Museo della città, dove sono esposte opere appartenenti alle collezioni civiche. Edificato tra il 1506 e il 1508 per essere la dimora preferita del marchese Francesco il Gonzaga, nel tempo perse di interesse, diventando caserma austriaca e nel 1883 co l’obiettivo di ripristinare per quanto possibile il progetto originale. I restauri si sono con classi nel 2003;

Palazzo Ducale: Autentica “città nella città”, si sviluppa verso le rive del lago comprendendo palazzi, chiese, piazze, giardini e porticati che ben testimoniano il fervore architettonico e artistico dell’età gonzaghesca. Conserva dipinti di pregio, sculture greche e romane del medioevo e rinascimento. La famiglia Gonzaga ne fece la propria residenza dal 1328 al 1707. Il nucleo più antico del complesso è costruito da due edifici. “Magna Domus” sulla sinistra e il merlato Palazzo Del Capitano;

Palazzo Sordi: Fu il primo marchese del casato dei Sordi, Benedetto, a volere la costruzione del palazzo omonimo. Commissionò il progetto e il segmento dei lavori, iniziati nel 1680, all’architetto fiammingo Frans Geffels. Ne nacque uno dei rari esempi di barocco della città. Di particolare valore sopra il portale d’ingresso, un tondo con la Madonna col Bambino, altorilievo di Giovanni Battista Berberini, opera inserita in una facciata d’ordine dorico. Il palazzo è chiuso al pubblico;

Palazzo Valenti Gonzaga: Appartenuto ai marchesi Valenti Gonzaga, il palazzo fu oggetto di una radicale trasformazione nel XVII secolo, costituendo un impianto architettonico gigantesco, fastoso all’esterno, stupefacente il cortile interno riccamente decorato a stucco e ricco d’affreschi e statue d’autore all’interno. Rappresenta da allora uno degli esempi più importanti di architettura e decorazioni del periodo barocco a Mantova. Come per altre opere di tale stile, l’autore fu l’architetto Frans Geffels;

Palazzo Vescovile: Collocato nei pressi del Duomo e edificato tra il 1776 e il 1786, è detto anche Palazzo Bianchi in onore della famiglia di marchesi, Bianchi appunto, che lo fece costruire. Nel 1823 fu venduto alla Curia diocesana e divenne sede vescovile. L’elegante facciata è caratterizzata da una balconata marmorea. Ospita l’archivio Storico Diocesano che possiede un ricco patrimonio documentale relativo alla diocesi. All’interno vi è un imponente scalone che conduce ad alcune belle sale.

viaggi

Bergamo e le sue bellezze

Lombardia

Oggi ho deciso di descrivervi Bergamo e le sue bellezze una città situata nel nord della Lombardia.

Cosa visitare a Bergamo:

Piazza Vecchia

È il cuore nobile di Città Alta. Così la definì il famoso architetto Le Corbusier: “Perfetta da non dover più toccare una pietra”. Ammira il Palazzo della Ragione, la Torre civica (1100 circa) e la splendida fontana del Contarini (1780);

Basilica S. Maria Maggiore (1137 D.C.)

La basilica custodisce mille anni di storia attraverso i suoi capolavori. Veramente imperdibili le tarsie del Lotto, la tomba di Donizetti e il maestoso confessionale scolpito da Fantoni;

Cappella Colleoni (1407 D.C.)

Un condottiero dall’ego smisurato: per questo si è costruito i suoi capolavori per rimanere immortale. Non dimenticare di cercare sulla cancellata il suo stemma con i tre testicoli e toccali se vuoi avere fortuna;

Accademia Carrara e GameC

È tra le prime collezioni d’arte rinascimentali al mondo! lasciati incantare da Mantegna, Raffaello, Tiziano, Rubens e Düren dalle sale appena ristrutturate che li accolgono. Poi fai un viaggio nel tempo, basta attraversare la piazza ed entrare nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea;

Mura e porte veneziane

L’imponente architettura difensiva del Cinquecento ha 6 chilometri di perimetro e conta 14 baluardi e 4 maestose porte d’entrata. Davvero inattaccabile. Per questo, Bergamo non fu mai espugnata;

Parco dei Colli

4700 ettari di natura che circondano l’intera città. Percorri i suoi sentieri e visita il Castello di San Virgilio, l’orto botanico e l’Ex Monastero di Astino appena ristrutturato;

Torre Civica (1100 D.C. Circa)

per tutti i bergamaschi è il Campanone. Sali e goditi l’imperdibile vista. Di notte, fai attenzione… ogni sera, alle 22, la sua storica campana batte cento colpi, ricordando agli abitanti la chiusura delle porte;

Centro Piacentiniano e Sentierone

Da piazza Santo Spirito a Piazza Pontida si snoda la passeggiata storica di tutti i bergamaschi nel centro della Città Bassa. Impossibile resistere alle bellissime vestire e ai ricchi aperitivi;

Funicolari 

Da fine Ottocento, su e giù da Bergamo Bassa a Bergamo Alta e da lì, poi, fino a San Virgilio. Due funicolari storiche che, ogni anno, trasportano migliaia di cittadini e di turisti offrendo loro uno scenario unico di Bergamo e delle sue bellezze;

Museo Donizetti e Casa Natale 

Genio dell’opera lirica, uno dei cinque autori più seguiti nei teatri di tutto il mondo. Visita il museo per scoprire il nostro grande compositore dei primi anni del 1800 e nei weekend fai un salto alla sua Casa Natale.

Come arrivare a Bergamo:

In Bus: Il collegamento Airport Bus da/per l’aeroporto è attivo tutti i giorni con partenza ogni 20 minuti; il viaggio dura 20 minuti circa. In città: L’ATB gestisce le linee urbane e le funicolari Città Bassa – Città Alta e Città Alta – San Virgilio. La linea 1 e 1A, conduce a Città Alta che si può aggiungere anche utilizzando la funicolare;

In Auto: prendere l’uscita Bergamo dell’autostrada A4 Torino-Venezia. In città: Il centro di Bergamo Bassa e Bergamo Alta sono a traffico limitato. Nei giorni festivi l’accesso delle auto in Città Alta è vietato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00. Con l’ora legale l’accesso è vietato anche venerdì e sabato dalle 21.00 all’1.00;

In taxi: radio taxi: Tel. +39 0354519090

 

viaggi

Galatone

città della Puglia

La città di Galatone è nota per le significative testimonianze di architettura tardobarocca che caratterizzano i suoi monumenti, Galatone è un popoloso centro urbano circondato, alla periferia, da numerose e raffinate ville con giardino risalenti all’ottocento.

Feste e tradizioni locali

Fiera del crocefisso (2-4 Maggio) festeggiamenti solenni in onore del SS. Crocifisso della Pietà. Nel pomeriggio della giornata conclusiva è possibile assistere al Carro di Sant’Elena, una suggestiva rievocazione del ritorno a Roma della regina Elena, mare dell’imperatore Costantino, che dalla Terra Santa reca con sé la Croce di Gesù. Fiera della Madonna delle Grazie (6-7-8 Settembre) presso l’omonimo santuario. Ai festeggiamenti religiosi si accompagna la rinomata “sagra della pagnotta e del vino“.

Da Visitare

Il santuario del Crocefisso costruito tra il 1683 e il 1696 sulle rovine di un antico tempio; la Chiesa dei Ss. Sebastiano e Rocco (XVI sec.); l’ex Convento dei Domenicani (oggi sede del municipio) e i preziosi affreschi del chiostro; la Collegiata di S. Maria Assunta (1591-1595); il Palazzo Marchesale (XVI sec.) appartenuto ai Belmonte-Pignatelli; la Torre civica settecentesca; il Santuario ella Madonna delle Grazie (XVI-XVII sec.).