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alla scoperta della costiera amalfitana

bella italia

La Costiera Amalfitana è il posto dove si incontrano le sirene. Ci sono degli affacci memorabili sul mare, anfratti e immersioni con le guide. C’è un tratto da Sorrento ad Amalfi, che incanta e stupisce tutti. Lasciatevi condurre, curva dopo curva, dai profumi, dai sapori e dalle storie di chi vive in questo angolo di paradiso.

Da Sorrento ad Amalfi sono poco più di 30 km di tornanti e paesaggi incantevoli. Da percorrere senza fretta, con un andamento lento, e con pause e intermezzi. La striscia di asfalto serpeggia tra oliveti e giardini di limone, sfiora paesi-cartolina, si infila nella roccia e sembra quasi che si precipita in mare dopo ogni curva. In questo angolo di paradiso si va alla scoperta di antiche torri di avvistamento e locande aggrappate agli scogli, artisti solitari e vite straordinarie, dimore nobiliari e trattorie veraci, alcune raggiungibili solo via mare. La Costiera Amalfitana ha stregato generazioni di artisti e amanti celebri e conserva ancora posti speciali, ma bisogna trovarli, dribblando la folla. Torre Punta Campanella è una fortezza di guardia del 1532, trasformata in dimora di charme da Kristine Standnes, isolata nascosta nel verde di ulivi e macchia mediterranea e con una terrazza spalancata sul mare che guarda Capri. Si raggiunge solo a piedi dalla piazza della piccola frazione di Termini ed è un luogo per sognatori: 4 camere, living con camino e orto biologico. La passeggiata di Punta della Campanella, che è l’estrema propaggine della Penisola sorrentina, arriva fino al faro e alle acque dell’Area Marina Protetta che si estende per circa 40 km di costa fino a Positano. Questo è uno dei tratti più belli d’Italia, un susseguirsi di calette e anfratti dall’acqua cristallina, un paradiso mediterraneo per i subacquei che possono prenotare immersioni guidate con i diving center autorizzati dalla Riserva http://www.puntacampanella.org

Navigando lungo la costa, dopo la spiaggia di marina del Cantone, si approda al fiordo di Recommone: un’altra perla nascosta. L’insenatura di ciottoli bianchi è lunga 65 metri ed è raggiungibile anche attraverso il sentiero che parte dalla spiaggia del Cantone e gira attorno al promontorio di Sant’Antonio. Dalle terrazze a sbalzo nella roccia si vede si vede poi l’arcipelago de Li Galli, abitato dice la leggenda dalle Sirene che quasi riuscirono a vincere Ulisse. Un altri piccolo scoglio si stacca  più solitario: è Isca, l’isolotto acquistato nel dopoguerra da Eduardo De Filippo, che ne fece il suo rifugio.la Costa d’Amalfi è tutto un susseguirsi di racconti e leggende e di luoghi che ancora oggi vivono tra storia e incanto, come Villa Tre Ville. Alla sera si possono ascoltare concerti presso la Fondazione Culturale Wilhelm Kempff, che promuove l’interpretazione straordinaria della musica da pianoforte con artisti in residenza. Il lato selvaggio della costiera vive ancora nel Vallone di Porto, a Positano: si raggiunge solo a piedi, attraverso un sentiero impervio che parte dalla statale 163, in località Arienzo. È un canyon naturale di interesse comunitario per il raro ecosistema: vi crescono antiche specie preglaciali e rarissime felci termofile. Poi c’è Ravello, a circa 6 km, che è una deviazione molto consigliata se si vuole immortalare quello che lo scrittore americano Gore Vidal definì il più bel panorama del mondo. Una passeggiata a Villa Cimbrone non si dimentica, specie in primavera, quando fiorisce il glicine del pergolato del viale che conduce alla “terrazza dell’infinito”. nella Costiera Amalfitana si vendemmia a mano e si trasportano a spalla e con l’aiuto dei muli le casse colme di uva. Praiano è un altro borgo-cartolina, con le case a grappolo, la chiesa madre con la cupola maiolicata, le edicole votive e le antiche vie gradonate che arrivano fino al mare. Come tutti i paesi della costiera, anche Praiano ha la sua fortificazione di guardia: Torre Asciola, del 1278. Oltre la porta vive un mondo fantastico abitato da sirene e teste dalle grandi chiome colorate fatte di spugne di mare. Sono sculture e bozzetti, terrecotte e acquerelli che raccontano un femminile potente e onirico, come a ricordare che ci si trova nella terra mitica delle donne-pesce. C’è ancora chi giura di sentirne, di notte, le voci incantatrici. È forse questa la ragione della magia eterna di questi luoghi.

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