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cosa vedere a civita di bagnoregio

The dying city Civita di Bagnoregio in Latium, Italy

Civita di Bagnoregio è il borgo magico sospeso tra terra e cielo che svetta sul mare solido di calanchi che si susseguono dal Lago di Bolsena alla Valle del Tevere. Case di tufo strette e arroccate su un colle argilloso che, per sua natura, sarà cancellato dal trascorrere del tempo, tanto da assegnare a Civita l’appellativo di “città che muore“, anche se il problema dell’erosione si era già posto in epoca etrusca e poi romana, quando dall’alto del pur precario colle si dominava la Tuscia. Oggi Civita di Bagnoregio è prevalentemente meta turistica di qualità, proprio perché, oltre al passaggio antico e per molti versi intatto, si possono ammirare evidenti tracce architettoniche  artistiche del passato etrusco e romano, appunto, ma anche medioevale, si può ritrovare il valore del tempo lento e ricercare ispirazioni e creatività. Non a caso Civita è da tempo scenografia unica di numerosi film d’autore e di sceneggiati televisivi. Anche questo, ha contribuito ad accrescere il numero di visitatori. Oltre che la riqualificazione artistica di Casa Greco, una struttura ricettiva definita Casa d’Artista. la valorizzazione delle strutture ricettive come ristoranti e locali che vantano radici e sapori della tradizione laziale ma anche attenzione verso la moderna accoglienza. Per esempio il  ponte di 600 metri che collega il borgo alla campagna intorno e unico punto di accesso, è rigorosamente pedonale ed è stato varato anche per permettere il facile accesso a chi ha problemi motori. Dunque magie ed emozioni per tutti in questo centro storico in equilibrio. Dove è naturale perdersi tra piazze e viuzze silenziose, a ridosso delle case medioevali, tra chiese antiche e ricche di opere d’arte. Per un’esperienza unica da ricordare a lungo, vissuta in una cornice di straordinaria bellezza.

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lago di garda in moto

Il lago di Garda è un concentrato di curve e gallerie strappate alla roccia. La strada della Forra, che da Limone sale a Tremosine, è il paradiso dei motociclisti. Brividi ed emozioni. Viaggiare in moto è un modo emozionante per scoprire luoghi che sembrano creati apposta per essere percorsi sulle due ruote, e non occorre andare sempre lontano. Viaggiare verso un mondo che non ha confini, che parla di libertà e porta nel cuore l’avventura è l’essenza dei viaggi in moto. Quella che a detta di tutti i motociclisti, è una delle vie più belle d’Italia, è la strada della Forra, e si trova nel Garda Bresciano. Questa strada è un concentrato di curve, grotte, gallerie strappate alla roccia. Un canyon strettissimo che, come un serpente, s’infila nelle viscere della montagna e sale, fino agli altopiani di Tremosine. Si raggiunge percorrendo la Gardesana occidentale, che costeggia la riva lombarda del lago di Garda, toccando località belle e celebri: Gargnano, con le dimore signorili e gli alberghi fin dè siècle; Gardone Riviera, tappa imperdibile per chi volesse visitare il Vittoriale degli Italiani, dove visse Gabriele D’Annunzio; Limone del Garda, paese che dal nome svela la sua vocazione mediterranea, fatta di giardini fioriti e limonaie profumate. La più antica è quella della riviera Pra de La Fam, al Porto di Tignale, una serra trasformata in ecomuseo che si esplora con gli esperti botanici, per poi degustare limoncelli, sciroppi e marmellate biologiche. Ma i limoni e anche l’olio di oliva, che vengono prodotti qui, accompagnano il vero protagonista delle tavole locali, il pesce di lago. Il viaggio prosegue verso il comune di Tremosine, che comprende 18 piccole frazioni sparse sull’altopiano. La fotografia più classica da scattare? Quella che dal basso del lago inquadra l’altopiano, dove appaiono allineate sull’orlo dello strapiombo, a 400 metri di altezza, le case di Pieve di Tremosine. La strada che arriva fino in cima vanta una lunga storia. Oggi la salita è decisamente più semplice, anche se in alcuni tratti è talmente stretta che due auto, una fiancata all’altra, non ci passano. Ma per le moto, basta tenere bassa la marcia, ascoltare il motore e salire fino in alto percorrendo i celebri 5,8 km della strada della Forra. Ma per arrivare in cima molto meglio diminuire il gas. La strada è talmente bella e panoramica che bisogna godersela lentamente, respirando profumo fresco e umido della vegetazione, apprezzando gli scorci di luce che si aprono all’improvviso nella roccia, fino ad arrivare a Pieve di Tremosine.

La Terrazza sospesa sul lago

In questo borgo, classificato tra i più belli d’Italia vale la pena di prendersi il tempo per passeggiare tra le stradine acciottolate verso la chiesa di San Giovanni Battista, costruita su un’antica pieve dell’anno Mille; il Palazzo Comunale, la casa natale di Arturo Costaglio; belvedere sospeso a 350 metri sul lago, che toglie il fiato anche a chi non soffre di vertigini. Qui merita fermarsi a dormire, per godere del paesaggio che cambia i colori a seconda delle ore della giornata. Il borgo fa parte del Parco regionale dell’Alto Garda Bresciano, 38 mila ettari di superficie, un saliscendi di colline, pianori ricoperti dai prati, pini e olivi. La strada conduce ad aziende agricole, latterie, caseifici e ruspanti agriturismi, dove fermarsi a mangiare e a fare acquisti golosi. Ogni paesino vale una sosta: Voltino, il cui nome deriva dalle caratteristiche volte nelle stradine del centro storico; Pregasio, con la sua chiesa del Cinquecento dedicata a San Marco; Campione, che dal XVI secolo fu sede di cartiere, mulini, fucine, diventando un modello di villaggio operaio a misura d’uomo. Fino all’Eremo di San Michele, di origine longobarda, che appare come un miraggio, isolato, tra i monti. E rende ancora più magico il bagliore del lago, giù fino in fondo alla strada della Forra.