tirolo
viaggi

eco-resort in cui andare almeno una volta

tirolo

Vi indico dei resort ecofriendly.

Gradonna Mountain Resort (Tirolo)

Sembra un paesino di montagna, invece è un eco-resort dove vige l’assoluta interdizione al traffico delle auto. Si trova in Tirolo, è costruito in legno massiccio secondo le più severe norme di edilizia ecologica. In questa meta, ideale per immergersi nel Parco Nazionale degli Alti Tauri  con  suoi 250 km di sentieri, si impara a fare a meno della plastica: nulla è confezionato, tutto viene preparato al momento. Non si possono usare le cannucce e, nelle stanze, la linea cosmetica Magdalena’s (vegana, bio e cruelty free) è proposta in dispenser ricaricabili. In più, durante le escursioni a piedi nudi nel bosco accompagnati da una guida locale si riscopre il piacere del contatto diretto con la natura, rafforzando il nostro legame con la Terra.

Coral Lodge (Mozambico)

Un paese lontano dal turismo di massa e una piccola isola corallina, Ilha Mozambique, al largo della sua costa nord, che sembra perduta nel temp e nello spazio. Qui, il Coral Lodge è un esempio virtuoso di turismo ecosostenibile: un luxury resort che, è il primo in Mozambico a diventare completamente autonomo per l’energia  elettrica, grazie a turbine eoliche innovative e prodotti legati alla tecnologia solare. Tra le attività greeen proposte agli ospiti c’è l’osservazione delle balene, che dall’ultima settimana di luglio fino a settembre migrano lungo la costa. Imperdibile lo snorkeling per scoprire e imparare a rispettare le specie che popolano la barriera corallina.

Lefay Resort  & Spa Lago di Garda

È stato il primo resort eco sostenibile in Europa, segue un principio preciso: il benessere della persona non può prescindere dal benessere dell’ambiente. Dal design integrato nel territorio alla produzione di energia elettrica, calore e raffreddamento da fonti pulite e rinnovabili, ogni accorgimento è messo in atto per ridurre l’impatto sull’ambiente. Il Lefay compensa le proprie emissioni residue destinando  parte della tariffa pagata dagli ospiti all’acquisto di crediti per finanziare progetti internazionali per ridurre le emissioni di CO2. Nella spa, infine, si usano cosmetici bio e naturali, senza coloranti, parabeni e certificati vegan ok.

Annunci
lago di como
viaggi

ville e giardini della Lombardia

lago di como

Eccovi le Ville e i Giardini più belli di tutta la Lombardia

Il Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera)

Il complesso oggi ospita anche 2 musei: il primo, originariamente pensato da D’Annunzio stesso per celebrare le gesta degli italiani nella Grande Guerra, oggi è intitolato a D’Annunzio Eroe, e ne espone i cimeli di ambito militare; l’altro, D’Annunzio Segreto, mostra oggetti della vita quotidiana del Vate. Merita una menzione il Mas 96, il motoscafo anti sommergibile con il quale D’Annunzio realizzò la famosa Beffa di Buccari, esposto nel parco del Vittoriale. Dal 2010, nell’anfiteatro all’aperto del Vittoriale. Dal  2010, nell’anfiteatro all’aperto del Vittoriale, si svolge Tener – a – mente, un festival che ospita i nomi più interessanti della musica e dello spettacolo internazionali, con la suggestiva cornice del Lago di Garda a fare da sfondo.

Giardini di Villa Melzi D’Eril (Bellagio)

La splendida villa fatta costruire all’inizio del XIX secolo da Francesco Melzi D’Eril, edificio in stile neoclassico la cui mole bianca si inserisce perfettamente in questo angolo del Lago di Como. Ma ciò che attira ogni anno migliaia di visitatori sono i suoi splendidi giardini, che si estendono a ridosso del lago su un fronte di 800 metri. Progettati da Luigi Canonica e Luigi Villoresi, oggi rappresentano un luogo incantato, una gioia per gli occhi e per lo spirito. Oltre a ospitare alberi secolari e piante esotiche come Libano, Ginkgo biloba, faggi rossi e canfore, sono impreziositi dalla presenza di pregevoli statue e monumenti, come quelli che caratterizzano il terrazzo affacciato sul lago. Il giardino ospita inoltre una cappella privata, un’edicola in stile moresco, diverse statue egizie provenienti dalle campagne napoleoniche e l’orangerie, dove è stato organizzato un museo che raccoglie cimeli e stampe della repubblica napoleonica.

Villa Carlotta (tremezzina)

Villa Carlotta si affaccia sulle acque del Lago di Como alla fine del caratteristico abitato di Tremezzino. L’edificio risale al XVII secolo, quando venne costruito in stile barocco in voga allora dal marchese Giorgio Clerici, che lo ha voluto circondare di un magnifico giardino all’italiana. Con il passare dei secoli e dei diversi proprietari, la villa si è arricchita di numerosissimi capolavori d’arte, oggi esposti al suo interno, come le sculture di Antonio Canova e i dipinti di Francesco Hayez. Nel parco, che  si estende su 8 ettari, si possono ancora apprezzare i diversi stili che si sono susseguiti, dal giardino all’italiana originario, con le alte siepi a comporre figure geometriche, parapetti e balaustre; giochi d’acqua e statue, al giardino all’inglese del periodo romanico, fino alle realizzazioni  di fine ‘800, con il bosco dei rododendri, le camelie e le azalee su tutte, che fanno del parco un vero e proprio orto botanico.

Villa del Balbianello (Lenno)

Sull’estrema propaggine del Dosso di Lavedo, un promontorio boscoso che si tuffa nelle acque del Lago di Como, si trova la Villa del Balbianello, nota, oltre che per la magnificenza della struttura, per aver ospitato diverse personalità di spicco e intellettuali esuli del Risorgimento italiano. Oggi la villa si presenta come un vero e proprio gioiello, gestito dal FAI dal 1988, anno in cui il suo ultimo proprietario, l’imprenditore ed esploratore Guido Monzino, l’ha ceduta per farne un monumento aperto al pubblico.

viaggi

castelli da vedere in Lombardia (parte 2)

lago di garda

Ecco la voi la seconda parte dei castelli lombardi.

Castello di Desenzano

Della struttura difensiva originaria rimangono solo le mura merlate e le 4 torri e oggi è possibile percorrere il camminamento di ronda, vedere le bocche cannoniere e salire fino al mastio, da dove si gode di una bellissima vista sul lago e i dintorni. Negli alloggi degli ufficiali, all’interno di una sezione aggiunta  alla fine dell’Ottocento, quando il castello fu trasformato in caserma, oggi hanno luogo convegni e mostre, mentre a ridosso della sezione nord-occidentale delle mura, in seguito a un recente intervento è stata ricavata un’area destinata a spazio espositivo e a eventi musicali e culturali.

Castello di Padernello

Secondo la leggenda ogni anno, nella notte del 20 luglio, il fantasma di una dama completamente vestita di bianco si aggira per le sale del castello, reggendo un libro dorato: si tratta di Biancamaria, figlia del conte Giuseppe Martinengo, che trovò la morte proprio il 20 luglio del 1480 annegando nel fossato che circonda il castello, dov’era caduta attirata dalle lucciole. Leggende a parte, il Castello di Padernello è realmente ammantato da un fascino fiabesco, con il ponte levatoio ancora funzionante e difeso da un fossato. Costruito alla fine del XIV secolo, rimase alla famiglia Martinengo fino alla scomparsa del suo ultimo erede, e dopo alcuni passaggi di mano rimase disabitato definitivamente nel 1961. Da allora fu abbandonato fino a quando la Fondazione Castello di Padernello ha dato vita a una vasta campagna di restauri, iniziata nel 2006. Oggi il maniero è sede di un ricco calendario di attività culturali, artistiche ed enogastronomiche ed è inoltre sede di uno dei 2 “Mercati della Terra” di Slow Food in Lombardia.

Rocca Scaligera (Sirmione)

La Rocca Scaligera di Sirmione è uno dei castelli meglio conservati d’Italia. Completamente circondato dalle acque del Lago di Garda, su un lato presenta la caratteristica darsena, originariamente costruita per proteggere la flotta scaligera. Dietro di essa si trovano 3 torri e soprattutto il mastio, alto ben 47 metri. Un tempo il castello era accessibile dal borgo, sia dall’esterno, ma oggi l’unico accesso in funzione è quello che dà sull’abitato. Dal grande portico centrale al quale si accede dopo aver superato il ponte levatoio, è possibile percorrere i camminamenti di ronda, con le classiche merlature a coda di rondine, ai quali si accede per mezzo di una rampa di 146 gradini, così come è possibile salire fino alla cima del mastio attraverso delle rampe di scale lignee oggetto di un recente restauro: un affaccio privilegiato sul lago e su Sirmione. Nel vasto portico del castello si possono visitare un lapidario e una breve mostra che riporta le informazioni principali sulla rocca.

Castello Visconteo (Pandino)

Il Castello Visconteo di Pandino costituisce ancora oggi uno dei migliori esempi dell’architettura fortificata viscontea trecentesca. Recenti restauri hanno reso visibile gran parte delle decorazioni originali. Il Castello è a pianta quadrata con torri angolari, un cortile con portici a sesto acuto sovrastato da un loggiato. Il castello conserva ancora buona parte delle decorazioni originarie del portico, del loggiato e delle stanze, con motivi geometrici e floreali, che da sole costituiscono un motivo sufficiente per una visita. Oggi il Castello è di proprietà del comune e ospita negli spazi delle stalle la biblioteca comunale. Sono inoltre davvero numerosi gli appuntamenti culturali che si svolgono al Castello di Pandino, come personali di pittura e fotografia che vengono organizzate nelle sue sale.

viaggi

lago di garda in moto

Il lago di Garda è un concentrato di curve e gallerie strappate alla roccia. La strada della Forra, che da Limone sale a Tremosine, è il paradiso dei motociclisti. Brividi ed emozioni. Viaggiare in moto è un modo emozionante per scoprire luoghi che sembrano creati apposta per essere percorsi sulle due ruote, e non occorre andare sempre lontano. Viaggiare verso un mondo che non ha confini, che parla di libertà e porta nel cuore l’avventura è l’essenza dei viaggi in moto. Quella che a detta di tutti i motociclisti, è una delle vie più belle d’Italia, è la strada della Forra, e si trova nel Garda Bresciano. Questa strada è un concentrato di curve, grotte, gallerie strappate alla roccia. Un canyon strettissimo che, come un serpente, s’infila nelle viscere della montagna e sale, fino agli altopiani di Tremosine. Si raggiunge percorrendo la Gardesana occidentale, che costeggia la riva lombarda del lago di Garda, toccando località belle e celebri: Gargnano, con le dimore signorili e gli alberghi fin dè siècle; Gardone Riviera, tappa imperdibile per chi volesse visitare il Vittoriale degli Italiani, dove visse Gabriele D’Annunzio; Limone del Garda, paese che dal nome svela la sua vocazione mediterranea, fatta di giardini fioriti e limonaie profumate. La più antica è quella della riviera Pra de La Fam, al Porto di Tignale, una serra trasformata in ecomuseo che si esplora con gli esperti botanici, per poi degustare limoncelli, sciroppi e marmellate biologiche. Ma i limoni e anche l’olio di oliva, che vengono prodotti qui, accompagnano il vero protagonista delle tavole locali, il pesce di lago. Il viaggio prosegue verso il comune di Tremosine, che comprende 18 piccole frazioni sparse sull’altopiano. La fotografia più classica da scattare? Quella che dal basso del lago inquadra l’altopiano, dove appaiono allineate sull’orlo dello strapiombo, a 400 metri di altezza, le case di Pieve di Tremosine. La strada che arriva fino in cima vanta una lunga storia. Oggi la salita è decisamente più semplice, anche se in alcuni tratti è talmente stretta che due auto, una fiancata all’altra, non ci passano. Ma per le moto, basta tenere bassa la marcia, ascoltare il motore e salire fino in alto percorrendo i celebri 5,8 km della strada della Forra. Ma per arrivare in cima molto meglio diminuire il gas. La strada è talmente bella e panoramica che bisogna godersela lentamente, respirando profumo fresco e umido della vegetazione, apprezzando gli scorci di luce che si aprono all’improvviso nella roccia, fino ad arrivare a Pieve di Tremosine.

La Terrazza sospesa sul lago

In questo borgo, classificato tra i più belli d’Italia vale la pena di prendersi il tempo per passeggiare tra le stradine acciottolate verso la chiesa di San Giovanni Battista, costruita su un’antica pieve dell’anno Mille; il Palazzo Comunale, la casa natale di Arturo Costaglio; belvedere sospeso a 350 metri sul lago, che toglie il fiato anche a chi non soffre di vertigini. Qui merita fermarsi a dormire, per godere del paesaggio che cambia i colori a seconda delle ore della giornata. Il borgo fa parte del Parco regionale dell’Alto Garda Bresciano, 38 mila ettari di superficie, un saliscendi di colline, pianori ricoperti dai prati, pini e olivi. La strada conduce ad aziende agricole, latterie, caseifici e ruspanti agriturismi, dove fermarsi a mangiare e a fare acquisti golosi. Ogni paesino vale una sosta: Voltino, il cui nome deriva dalle caratteristiche volte nelle stradine del centro storico; Pregasio, con la sua chiesa del Cinquecento dedicata a San Marco; Campione, che dal XVI secolo fu sede di cartiere, mulini, fucine, diventando un modello di villaggio operaio a misura d’uomo. Fino all’Eremo di San Michele, di origine longobarda, che appare come un miraggio, isolato, tra i monti. E rende ancora più magico il bagliore del lago, giù fino in fondo alla strada della Forra.

 

Senza categoria

cosa vedere nella valle di ledro

trentino alto adige

Ecco a voi le 9 meraviglie della Valle di Ledro:

Museo delle Palafitte del Lago di Ledro – Molina

un insediamento palafittino situato sulle rive del Lago di Ledro risalente all’età del bronzo, appena nominato patrimonio UNESCO. Un museo che grazie a visite guidate, laboratori e attività permette di scoprire come vivevano i nostri antenati;

Museo Garibaldino e Colle S.Stefano – Bezzecca

Terza Guerra d’indipendenza e Prima Guerra mondiale sono due fatti d’armi che hanno visibilmente segnato la Valle di Ledro e il suo territorio. Nel piccolo Museo in centro paese e sul Colle S.Stefano è possibile conoscere più da vicino la storia che ha cambiato il volto dell’Italia;

Strada del Ponale

Scavata nella roccia, l’antica strada che collega Ledro al Garda, fatta costruire nel 1852 grazie alla volontà di Giacomo Cis, è ora aperta a biker e pedoni ed offre un panorama impagabile sul lago di Garda (passeggiata adatta a tutti);

Museo del Laboratorio Farmaceutico Foletto – Pieve

Un piccolo museo che racchiude alambicchi, strumenti e pestelli appartenenti alla Famiglia Foletto, farmacisti in Valle di ledro da più di un secolo. Inoltre, liquori, amari e sciroppi alla frutta tipici della Valle di Ledro, come il famoso Picco Rosso. Laboratori e visite guidate sono organizzate nei mesi estivi;

Tremalzo – Passo Caset

Giardino botanico della Valle di Ledro riconosciuto in tutta Europa per le sue rare specie di fiori. Famosa meta per biker e zona di alpeggio con verdi prati su cui, in estate, pascolano tranquille le mucche. Il valico di Casèt è un punto di passaggio per numerosi uccelli durante i loro viaggi migratori verso sud. Il nuovo Centro Visitatori per la flora e la fauna permette di scoprire l’ambiente di Tremalzo e le sue peculiarità, tramite un percorso scandito dal succedersi delle stagioni. Laboratori e visite guidate sono organizzate nel mesi estivi;

Lado D’Ampola

Una riserva naturale provinciale, in altre parole, un patrimonio naturale da tutelare per il suo habitat che nasconde numerose specie di pesci ed anfibi. Un ambiente diverso, da conoscere e scoprire grazie ad una passerella in legno che affianca il lago e ad un piccolo Centro Visitatori. Laboratori e visite guidate sono organizzate nei mesi estivi;

Sentiero Naturalistico Val Concei

Una piacevole passeggiata attraverso i boschi della Val Concei, da Lenzumo al Faggio con numerose varianti e lunghezze per passare alcune ore a contatto con la natura, immersi nella pace del bosco dove, con un po’ di fortuna, si può vedere qualche animale selvatico;

Cascata del Gorg d’Abissi – Tiarno di Sotto

Una cascata inaspettata, che sbuca dalle rocce alla fine di un profondo canyon formato nei secoli dal torrente Massangia. La cascata è raggiungibile in una decina di minuti dal Mulino del Bugatti;

Ledro Land Art – Pur 

è la nuova tappa di un antico dialogo tra la creatività artistica e  il territorio naturale, un progetto in progress che prevede l’inserimento annuale di nuove opere per un percorso di arte nel verde che si sviluppa nella Valle di Ledro in località Pur, lungo il sentiero che costeggiando il torrente Assat conduce a Malga Cita, il paesaggio diventa custode e interlocutore dilatori inediti.

viaggi

strada dei vini e dei sapori del Garda

laghi lombardi

La Strada dei Vini e dei Sapori del Garda si sviluppa nell’entroterra della sponda lombarda del Lago di Garda, unendo Limone con Peschiera espandendosi nelle zone di produzione delle DOC Garda Classico, Lugana e San Martino della Battaglia. Scendendo lungo il percorso numerose sono le località da visitare, sia affacciate sul lago che all’interno dove il paesaggio si arricchisce di colline e montagne boscose. Non può mancare a Gardone Riviera la visita al Vittoriale degli italiani, la casa museo di Gabriele D’Annunzio. Altre tappe imperdibili sono la cittadina di Salò la Rocca di Manerba, e il suo Parco Naturale Archeologico, la Rocca di Lonato con la Fondazione Ugo Da Como. Da Lonato, sulle cime delle colline al margine meridionale della Valtenesi, attraverso Calvagese della Riviera si arriva a Polpenazze, che è l’epicentro attorno al quale ruota la produzione vitivinicola della sponda sud occidentale del Lago di Garda. Lungo questo percorso molti sono i punti di spicco: dalla chiesa romanica di S. Pietro in Lucone del (IX sec.) di Polpenazze, al Castello di Soiano (IX sec.). fino ai resti di un villaggio palafittino nei pressi dei laghetti di Sovenigo, nel territorio di Puegnago. Celebre anche San Martino della Battaglia con la Torre Sacrario inaugurata nel 1893, per ricordare la vittoria di Piemontesi e Francesi sugli Austriaci nel 1859. Il turismo eno-gastronomico, si concilia qui, perfettamente con un patrimonio naturale e artistico supportato e valorizzato dal lago di Garda che con il suo clima mite e ventilato favorisce la pratica do tutti gli sport d’acqua.