lombardia
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alla scoperta del lago maggiore

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La prima tappa del percorso è rappresentata dall’eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro. Dalla roccia a picco sul Lago Maggiore l’eremo gode di una posizione privilegiata ed è un connubio di arte, tradizione, storia e bellezza naturale. Procedendo verso nord si incontra il Museo Internazionale del Design Ceramico, sul lungolago di Cerro. Situato nello storico palazzo Perabò, di epoca cinquecentesca, custodisce una pregevole raccolta di opere dal 1895 al 1935 e di maestri ceramisti di fama internazionale. Dopo una passeggiata sul lungolago, si riparte per Laveno Mombello, con un’elegante via pedonale che costeggia il lago. Dal centro storico si può prendere la funivia, che conduce al monte Sasso del Ferro: lasciatevi incantare dal panorama dei laghi, delle valli, delle Alpi e Prealpi. Altrettanto pittoresca è la frazione di Caldè a Castelvecchia, conosciuta come la “Portofino del Lago Maggiore” per le sue  spiagge e i localini del porticciolo. Dirigendosi verso la Valcuvia, a Gemonio ricordiamo l’antica chiesa di S.Pietro, in stile romanico e il Museo Bodini in centro al paese; a Coquio Trevisago il Museo Salvini, un mulino ben conservato che ospita le opere del pittore Innocente Salvini. Nel comune di Casalzuigno due mete ambite sono Villa Della Porta Bozzolo, dimora  settecentesca con uno spettacolare giardino all’italiana, e Arcumeggia, paese dipinto che ospita affreschi di pittori contemporanei, autori anche della Via Crucis a lato della chiesa. Per gli amanti del trekking e della storia, interessanti cono gli itinerari lungo la Linea Cadorna, di cui di ha una ricostruzione al Centro Documentale di Cassano Valcuvia. 

porto ceresio
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alla scoperta del lago di Lugano

porto ceresio

L’itinerario alla scoperta del lago di Lugano (o Ceresio) e dei suoi dintorni inizia dalla pittoresca Lavena Ponte Tresa, proprio al confine con la vicina Svizzera e anche punto di partenza della Via Francisa del Lucomagno. Uno dei luoghi più fascinosi, intriganti e poetici è lo stretto di Lavena con i suoi tipici ristoranti, dal quale proseguire fino a Porto Ceresio, un bel borgo affacciato sulle acque del lago, che vanta architetture di grande fascino e due curiosi musei. Da non perdere la bellissima passeggiata sul lungolago, addentrandosi poi per le stradine del borgo e fermarsi nel dehors di uno dei caratteristici caffè. Oppure si può risalire lungo i sentieri che portano ai punti panoramici e alla scoperta delle trincee della Linea Cadorna. Da qui ci si può dirigere verso nord verso Cuasso al Monte, località immersa nel verde di pinete e castagneti, luogo di partenza per escursioni sul Monte Piambello, che offre scorci paesaggistici di grande bellezza e numerose testimonianze del sistema difensivo della Linea Cadorna. proseguendo verso la Valganna si incrocia il sdelizioso paese dipinto di Boarezzo e a valle lo storico maglio di Ghirla e la Badia di Ganna. Ci si muove poi verso Besano, dove il Museo Civico dei Fossili mostra i più importanti reperti rinvenuti sul monte San Giorgio, sul confine italo-svizzero: si tratta di un sito fossilifero di rilevanza mondiale che ha permesso di studiare l’evoluzione di molti gruppi di organismi vissuti in un ambiente marino risalente a 247-235 milioni di anni fa. oggi il sito – sia il versante svizzero, sia quello italiano – è tutelato dall’Unesco. Questo percorso prosegue poi alla volta di Viggiù, con il suo bellissimo centro storico, caratterizzato da piccole e preziose chiese e da grandi e aperti cortili in cui un tempo lavoravano le maestranze di scalpellini. A loro e alla loro attività è dedicato il Museo dei Picassas. Degni di nota anche i Musei Civici Viggiutesi, tra cui la casa-museo di Enrico Butti. Da Viggiù si può intraprendere la salita al monte Pravello e al monte Orsa, che offrono una vista meravigliosa sulla Valceresio e il Canton Ticino; oppure ci si può spingere fino a Bisuschio per ammirare la rinascimentale villa Cicogna Mozzoni, e passare poi dall’antica pieve di Arcisate fino a Induno Olona, dove si può visitare  il Birrificio Poretti, importante esempio di architettura industriale in stile liberty tedesco e la cappella di S.Pietro in Silvis.

lago di como
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borghi da vedere in lombardia (parte 3)

lago di como

Ultimi due paesi da visitare in Lombardia.

TIGNALE

Si trova in splendida posizione sul lago di Garda, all’interno del Parco Alto Garda Bresciano, su un altopiano di ulivi e frutteti, si compone di 6 frazioni, con scorci sull’ampio panorama del lago. Oltre il capoluogo, una ripida strada porta quasi sulla cima del monte Cas, dove sorge il santuario della Madonna di Monte Castello, noto per la bellezza architettonica e artistica e meta di pellegrinaggio. Dagli uliveti si ottiene, ancora secondo il metodo tradizionale, il tipico olio extravergine di oliva Garda DOP prodotto nel locale oleificio. Il Pra de la Fam, il porto di Tignale, conserva un esempio di limonaia.

DA NON PERDERE

Il Museo del parco che documenta i numerosi motivi di interesse naturalistico e paesaggistico che caratterizzano il territorio. La chiesa di San Pietro, un piccolo museo con tombe altomedioevali. San Giorgio in Varola, sito archeologico in cui sono ancora visibili tracce di affreschi. I mercati medievali si susseguono periodicamente da giugno ad agosto.

TORNO

Conserva le caratteristiche del borgo medievale, con alcune significative sopravvivenze architettoniche: nella parte bassa dell’abitato, affacciata sul grazioso porticciolo, la parrocchia di Santa Tecla, con tratti rinascimentali e un importante affresco del 1500. All’interno, il cosiddetto “Uomo dei dolori”, e un coevo compianto in legno scolpito; nella parte alta invece, la trecentesca chiesa di San Giovanni, con un bel campanile romanico e un portale rinascimentale in marmo con statue e rilievi.

DA NON PERDERE

La Villa Pliniana, elegante costruzione ancorata alla roccia e affacciata sul lago. Sempre il lago di Como offre alcune specialità di pesce assai succulente, come gli agomi, i lavarelli e i persici, cucinati fritti o marinati.

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lago di garda in moto

Il lago di Garda è un concentrato di curve e gallerie strappate alla roccia. La strada della Forra, che da Limone sale a Tremosine, è il paradiso dei motociclisti. Brividi ed emozioni. Viaggiare in moto è un modo emozionante per scoprire luoghi che sembrano creati apposta per essere percorsi sulle due ruote, e non occorre andare sempre lontano. Viaggiare verso un mondo che non ha confini, che parla di libertà e porta nel cuore l’avventura è l’essenza dei viaggi in moto. Quella che a detta di tutti i motociclisti, è una delle vie più belle d’Italia, è la strada della Forra, e si trova nel Garda Bresciano. Questa strada è un concentrato di curve, grotte, gallerie strappate alla roccia. Un canyon strettissimo che, come un serpente, s’infila nelle viscere della montagna e sale, fino agli altopiani di Tremosine. Si raggiunge percorrendo la Gardesana occidentale, che costeggia la riva lombarda del lago di Garda, toccando località belle e celebri: Gargnano, con le dimore signorili e gli alberghi fin dè siècle; Gardone Riviera, tappa imperdibile per chi volesse visitare il Vittoriale degli Italiani, dove visse Gabriele D’Annunzio; Limone del Garda, paese che dal nome svela la sua vocazione mediterranea, fatta di giardini fioriti e limonaie profumate. La più antica è quella della riviera Pra de La Fam, al Porto di Tignale, una serra trasformata in ecomuseo che si esplora con gli esperti botanici, per poi degustare limoncelli, sciroppi e marmellate biologiche. Ma i limoni e anche l’olio di oliva, che vengono prodotti qui, accompagnano il vero protagonista delle tavole locali, il pesce di lago. Il viaggio prosegue verso il comune di Tremosine, che comprende 18 piccole frazioni sparse sull’altopiano. La fotografia più classica da scattare? Quella che dal basso del lago inquadra l’altopiano, dove appaiono allineate sull’orlo dello strapiombo, a 400 metri di altezza, le case di Pieve di Tremosine. La strada che arriva fino in cima vanta una lunga storia. Oggi la salita è decisamente più semplice, anche se in alcuni tratti è talmente stretta che due auto, una fiancata all’altra, non ci passano. Ma per le moto, basta tenere bassa la marcia, ascoltare il motore e salire fino in alto percorrendo i celebri 5,8 km della strada della Forra. Ma per arrivare in cima molto meglio diminuire il gas. La strada è talmente bella e panoramica che bisogna godersela lentamente, respirando profumo fresco e umido della vegetazione, apprezzando gli scorci di luce che si aprono all’improvviso nella roccia, fino ad arrivare a Pieve di Tremosine.

La Terrazza sospesa sul lago

In questo borgo, classificato tra i più belli d’Italia vale la pena di prendersi il tempo per passeggiare tra le stradine acciottolate verso la chiesa di San Giovanni Battista, costruita su un’antica pieve dell’anno Mille; il Palazzo Comunale, la casa natale di Arturo Costaglio; belvedere sospeso a 350 metri sul lago, che toglie il fiato anche a chi non soffre di vertigini. Qui merita fermarsi a dormire, per godere del paesaggio che cambia i colori a seconda delle ore della giornata. Il borgo fa parte del Parco regionale dell’Alto Garda Bresciano, 38 mila ettari di superficie, un saliscendi di colline, pianori ricoperti dai prati, pini e olivi. La strada conduce ad aziende agricole, latterie, caseifici e ruspanti agriturismi, dove fermarsi a mangiare e a fare acquisti golosi. Ogni paesino vale una sosta: Voltino, il cui nome deriva dalle caratteristiche volte nelle stradine del centro storico; Pregasio, con la sua chiesa del Cinquecento dedicata a San Marco; Campione, che dal XVI secolo fu sede di cartiere, mulini, fucine, diventando un modello di villaggio operaio a misura d’uomo. Fino all’Eremo di San Michele, di origine longobarda, che appare come un miraggio, isolato, tra i monti. E rende ancora più magico il bagliore del lago, giù fino in fondo alla strada della Forra.