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viaggio nel delta del po

Il Delta del Po è un frusciare di canneti, sciabordio dei barconi, garrito dei gabbiani, calde note delle ocarine… tutti suoni, racconti e visioni di un mondo racchiuso fra il Veneto e l’Emilia, dove il grande corso d’acqua si scioglie nell’adriatico.

Il canto del mare e del fiume si rincorrono in un moto perpetuo. Il verso degli uccelli copre lo sciabordio delle barche dei pescatori. Il frusciare dei canneti sussurra al vento incessante. Il Parco del Delta del Po, è un universo di ritmi, luci e odori che regalano un’esperienza viva. Questo mondo piatto, fatto di linee di verde e di blu che si intersecano di continuo, dà vita a una Riserva della Biosfera Unesco http://www.biosferadeltapo.org

Il tutto da esplorare a piedi o in bicicletta, a cavallo o in canoa. Tra Papozze e Ariano nel Polesine il Po, prima di fluire nel mare, si divide una prima volta; poi, più a oriente, genera sette bracci, creando infinite isole. Da scoprire percorrendo le strade sterrate alte sugli argini e, di tanto in tanto, fermandosi, muniti di binocolo, presso uno dei numerosi punti di avvistamento ornitologico. Qui vivono, tra uccelli stanziali e migratori, ben 370 specie, che hanno trasformato la zona in uno dei maggiori paradisi europei di birdwhatching. L’alba e il tramonto sono i momenti giusti per ascoltarne il canto. A comporre la colonna sonora del delta contribuisce anche l’argilla. la musica nasce dalle note delle ocarine. Il Po di Maistra è il ramo più piccolo del delta, il più selvaggio e incontaminato. Con le sue ampie anse, si percorre a bordo di barconi o in canoa, zigzagando tra i canneti, rifugio di anatre e volpoche. L’incontro con il mare qui ha un suo canto: toni bassi, quasi sommessi. Il ronzio delle barche a motore dei pescatori, attutito dalle canne palustri, rompe il silenzio e disegna profili sinuosi tra sabbie instabili e cespugli pionieri. Qui i più esperti fanno la posta a branzini e sogliole, a seconda del periodo. La vicina spiaggia, Boccasette, è un angolo di Adriatico poco affollato anche in estate. Rosolina custodisce un’altra oasi naturale, il Giardino Botanico Litoraneo: tre percorsi, accessibili anche ai non vedenti, in cui si passa dalla terraferma al mare attraversando le dune fossili, residuo dell’antica linea di costa. I lecci e l’olivello spinoso cedono il passo a elicriso, ravastrello e vilucchio, in un miscuglio tra vegetazione di pianura, ambienti umidi e marini.  E lo sguardo corre così libero dalla natura rigogliosa di boschi e pinete fino alle aree spoglie, bruciate dalla salsedine. La gente del delta è tenace e profondamente legata al fiume e ai suoi ritmi ancestrali. Non è esagerato parlare di agricoltura e di pesca eroiche. nella cittadina ferrarese si arriva attraverso una pianura immobile dove l’acqua, fiacca, si è insinuata nella campagna e nella sabbia creando le valli da pesca, governate da argini, chiuse, canali. Qui l’inizio dell’autunno ha un altro canto: quello dei cervi in amore che vivono nella Riserva naturale del Gran Bosco della Mesola. Il loro bramito si sente fino all’abbazia di Pomposa. Comacchio è una Venezia in miniatura che si percorre a piedi da Trepponti, il ponte-simbolo che poggia su cinque isolotti, al ponte degli Sbirri, vicino all’ex carcere. Da visitare, per chi ama l’arte contemporanea, la casa-museo di Remo Brindisi. E, per immergersi nella storia locale, il Museo del delta antico che, insieme al Museo archeologico nazionale di Adria, ben raccontano l’intreccio di civiltà che hanno adattato questa terra anfibia alle necessità dell’uomo. Terra e creta si fanno anche oggetto d’arte nel laboratorio di ceramica dove trovano impiego persone con disabilità fisica e intellettiva. Un paesaggio che colpisce e cambia colore al mutare della luce: dal bianco e nero della nebbia autunnale, che avvolge tutto in un’atmosfera quasi sospesa, ai colori vibranti e accesi della primavera e dell’estate. Ogni giorno, di buon mattino, Porto Garibaldi si anima per il rientro dei pescherecci in porto. la gente del posto ci va alla ricerca del miglior pesce, appena catturato. le quinte di Comacchio sono disegnate dalle valli da pesca e dai lavorieri, ingegnosi srumenti per la cattura dell’anguilla. Con una colonna sonora firmata dai gabbiani, che sostano accanto ai bilancini. Le loro voci, come un guaito, accompagnano le barche in porto. Dalla Salina, che ha ripreso l’attività di estrazione dopo trent’anni di chiusura, si assiste invece alla danza dei fenicotteri nelle basse acque della valle. E i toni nasali del loro gracchiare sono un altro canto che va a comporre la sinfonia del delta.

 

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