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milano città d’arte segreta

nord italia

Dall’epoca romana al Futurismo, all’informale, all’arte povera e cinetica: Milano e i suoi mille volti d’arte. Flash? I mosaici bizantini nella cappella di Sant’aquilino della Basilica di San Lorenzo del IV secolo che ornano la cupola del sacello di San Vittore in ciel d’oro nella Basilica di Sant’Ambrogio. Emoziona il ciclo di affreschi di Bernardino e Aurelio Luini che ornano San Maurizio al Monastero Maggiore, di origine paleocristiana, rinvenuto nel ‘500. A Sant’Eustorgio le pareti della Cappella cortinari risuonano dei colori vivi di Vincenzo Foppa, mentre accanto a Santa Maria delle Grazie col tiburio del Bramante, il mondo si ferma davanti al Cenacolo (1495-1498) di Leonardo Da Vinci. Al Castello Sforzesco si va per la Pietà Rondanini del Michelangelo e la Pinacoteca con capolavori di Mantegna, Antonello de Messina, Foppa, Canaletto. Arte grandissima alla Pinacoteca di Brera firmata da Bellini, Mantegna, Crivelli, Bramante, Raffaello, Tintoretto, Boccioni, Modigliani, Carrà, il Piero della Francesca della Madonna dell’Uovo, l’Hayez del Bacio. Il ritratto di Giovane Dama dei Pollaiolo è, invece, l’emblema del Museo Poldi Pezzoli, una casa-museo con quasi 6.000 pezzi tra dipinti inestimabili e oggetti d’arte, con opere di Botticelli, Bellini, Mantegna, Raffaello, Tiepolo e una preziosa “sala degli orologi”. La Canestra di Frutta (1599) del Caravaggio è alla Veneranda Pinacoteca Ambrosiana, inaugurata nel 1618, che custodisce pure tele di Tiziano, Bramanti e migliaia di disegni di Leonardo. Alla Galleria d’Arte Moderna, alla Villa Comunale, è di scena l’800 di Canova, Hayez, Segantini, Fattori, Van Gogh, Cézanne. Un periodo che è documentato assai bene anche alle Gallerie D’Italia in piazza della Scala nelle quali hanno spazio pure i protagonisti di pittura e scultura del XX secolo, che si ritrovano poi al Museo del Novecento: da Giuseppe Pellizza da Volpedo a Balla, Boccioni, Russolo, Depero, Sironi, Carrà, Munari, Fontana, De Chirico, De Pisis… oltre 400 delle quasi 4.000 delle Civiche Raccolte D’Arte milanesi. E infine, il Duomo di Milano, ciclopica e infinita opera in gotico fiorito. Una passeggiata sul tetto per guardare Milano, incorniciata tra le sue guglie cesellate: quadri emozionali incancellabili.

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Visitare Mantova città della cultura 2016 prima parte

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Ecco le tappe da fare assolutamente a Mantova in ambito di Palazzi e Edifici storici:

Palazzo Te: fu costruito tra il 1525 e il 1535 da Giulio Romano per volere di Federico II Gonzaga. La celebre villa, destinata alle feste, ai ricevimenti e agli “ozi” dal duca di Mantova, si ergeva su un’isola in diretta contiguità col centro cittadino, denominata sin dal medioevo Tejeto, o Te. Gli ambienti del Palazzo, i loggiati e l’appartamento del Giardino Segreto rappresentano la più alta espressione dell’invenzione dell’architetto Giulio Romano;

Casa Del Mantegna: Complesso architettonico rinascimentale di grande fascino. Il disegno architettonico è caratterizzato da una geometria perfetta. In questa quattrocentesca abitazione sono passati gli artisti mantovani migliori ma anche importanti protagonisti del panorama artistico del nostro paese. L’edificio, di grande valore artistico e storico e costruito a partire dal 1476, era la dimora del pittore Andrea Mantegna. Oggi ospita esposizioni ed è sede del settore culturale della provincia;

Casa Del Mercante: è detta anche casa di Boniforte da Concorezzo, antico proprietario attivo nel commercio di lana e tele che la fece costruire nell’anno 1455. L’edificio è caratterizzato da una sorprendente facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano a cura dell’architetto Luca Fancelli. Tra le due colonne centrali si notano delle piccole sculture, rappresentanti pacchi legati con funi, che ricordano i materiali con cui il proprietario commerciava;

Casa del Rigoletto: Verso la fine di piazza Sordello si trova la casa  del “Rigoletto“, il buffone di corte Gonzaga. Il personaggio ha in realtà poco di mantovano, l’omonima opera di Giuseppe Verdi infatti venne tratta da un dramma di Victor Hugo e riadattata in territorio mantovano, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova, e cambiando il nome del protagonista da Triboulet a Rigoletto. La struttura quattrocentesca accoglie la scultura del Rigoletto, sistemata nel piccolo cortile interno;

Casa della Beata Osanna Andreasi: Raro esempio di dimora quattrocentesca mantovana che è rimasta pressoché intatta sino ai nostri giorni. L’edificio diventa dimora della famiglia Andreassi nel 1475, con Niccolò, padre della Beata Osanna. Nel 1780 passa alla famiglia dei conti Magnaguti. Alla morte del conte Magnaguti nel 1966 la casa passa alla provincia dominicana di Bologna. Nel 1991 la Provincia domenicana inizia i restauri oggi quasi terminati. Osanna morì a Mantova nella sua casa 18 Giugno 1505;

Casa di Giulio Romano: Edificata agli inizi del Cinquecento su un edificio preesistente, la casa fu completamente ristrutturata tra il 1540 e il 1544. All’interno del nobile complesso vi sono diversi ambienti originali degni di nota. Giulio Pippi, detto Giulio Romano, progettò il palazzo come sua residenza; palazzo che costituisce uno dei primi esempi di edifici progettati da un artista per se stesso. È una delle più belle dimore di Mantova e il Vasari non esitò a definire “fantastica” la facciata;

Palazzo Canossa: Il palazzo fu costruito nel’600 su committenza dei marchesi Canossa, famiglia di antica stirpe proveniente da Verona. La facciata, in bugnato, richiama le soluzioni cinquecentesche di Giulio Romano ed è caratterizzata da un portale di marmo guardato a vista da due cani usciti dallo stemma di famiglia. Altro dettaglio di particolare valore architettonico è un monumentale scalone barocco che conduce al piano nobile del palazzo;

Palazzo Cavriani: Di fronte al palazzo c’è il giardino realizzato per i Cavriani da Giovanni Battista Vergani. L’edificio fu dal’400 la dimora dei Cavriani, famiglia aristocratica molto importante durante il periodo della Signoria. La dimora fu ricostruita dal tutto tra il 1736 e il 1756 da Alfonso Torreggiani. Superato il portale d’ingresso, si accede dal cortile interno e ad uno splendido scalone che conduce al piano nobile. Questo maestoso complesso è decorato con stucchi, dipinti e affreschi;

Palazzo D’Arco: Meraviglioso complesso edificato a partire dal 1784 dal neoclassico Antonio Colonna che conserva all’interno arredi e opere dal XV al XVIII secolo utili per conoscere come vivevano i nobili del tempo. Costruito per un ramo della casata trentina dei Conti D’Arco, il palazzo è stato lasciato negli anni’70 in eredità alla città dall’ultima discendente, la contessa Giovanna. Ospita una libreria, una collezione naturalistica e un caratteristico giardino ed è oggi sede di un museo;

Palazzo del Podestà: detto anche Palazzo del Broletto, fu costruito nel 1227, committente il bresciano Martinengo nominato podestà di Mantova. Unitamente alla torre civica rappresentò il centro amministrativo del comune di Mantova. Sulla facciata è visibile una statua duecentesca raffigurante “Virgilio in cattedra”, con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l’iscrizione “Virgilius Mantuanus Poetarum clarissimus”;

Palazzo Dell’Accademia Virgiliana: Sorse per volontà di Maria Teresa d’Austria nel 1767. Esternamente l’aspetto conferito dalle facciate neoclassiche è unitario. Nel 1769 venne ultimato il teatro scientifico Bibiena, destinato alle pubbliche riunioni accademiche, alle recite e ai concerti. Il complesso oggi ospita una biblioteca, un ricco archivio storico e organizza periodici convegni e conferenze. Attigua all’edificio vi era la chiesa di Santa Maria del Popolo, oggi demolita;

Palazzo della Ragione: Fu edificato nel 1242, allo scopo di consentire le assemblee e le adunanze cittadine. Al piano terreno ospitava numerose botteghe, mentre nell’ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. A questo salone si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell’Orologio innalzata nel Quattrocento, epoca alla quale risalgono anche i portici che si affacciano su Piazza Erbe;

Palazzo di San Sebastiano: Attualmente il palazzo è sede dell’omonimo Museo della città, dove sono esposte opere appartenenti alle collezioni civiche. Edificato tra il 1506 e il 1508 per essere la dimora preferita del marchese Francesco il Gonzaga, nel tempo perse di interesse, diventando caserma austriaca e nel 1883 co l’obiettivo di ripristinare per quanto possibile il progetto originale. I restauri si sono con classi nel 2003;

Palazzo Ducale: Autentica “città nella città”, si sviluppa verso le rive del lago comprendendo palazzi, chiese, piazze, giardini e porticati che ben testimoniano il fervore architettonico e artistico dell’età gonzaghesca. Conserva dipinti di pregio, sculture greche e romane del medioevo e rinascimento. La famiglia Gonzaga ne fece la propria residenza dal 1328 al 1707. Il nucleo più antico del complesso è costruito da due edifici. “Magna Domus” sulla sinistra e il merlato Palazzo Del Capitano;

Palazzo Sordi: Fu il primo marchese del casato dei Sordi, Benedetto, a volere la costruzione del palazzo omonimo. Commissionò il progetto e il segmento dei lavori, iniziati nel 1680, all’architetto fiammingo Frans Geffels. Ne nacque uno dei rari esempi di barocco della città. Di particolare valore sopra il portale d’ingresso, un tondo con la Madonna col Bambino, altorilievo di Giovanni Battista Berberini, opera inserita in una facciata d’ordine dorico. Il palazzo è chiuso al pubblico;

Palazzo Valenti Gonzaga: Appartenuto ai marchesi Valenti Gonzaga, il palazzo fu oggetto di una radicale trasformazione nel XVII secolo, costituendo un impianto architettonico gigantesco, fastoso all’esterno, stupefacente il cortile interno riccamente decorato a stucco e ricco d’affreschi e statue d’autore all’interno. Rappresenta da allora uno degli esempi più importanti di architettura e decorazioni del periodo barocco a Mantova. Come per altre opere di tale stile, l’autore fu l’architetto Frans Geffels;

Palazzo Vescovile: Collocato nei pressi del Duomo e edificato tra il 1776 e il 1786, è detto anche Palazzo Bianchi in onore della famiglia di marchesi, Bianchi appunto, che lo fece costruire. Nel 1823 fu venduto alla Curia diocesana e divenne sede vescovile. L’elegante facciata è caratterizzata da una balconata marmorea. Ospita l’archivio Storico Diocesano che possiede un ricco patrimonio documentale relativo alla diocesi. All’interno vi è un imponente scalone che conduce ad alcune belle sale.

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Novara e i suoi monumenti

Piemonte

Oggi vi presento Novara, una cittadina piemontese molto carina e piena di storia. qui vi illustro i monumenti e le piazze principali da vedere:

Broletto e Galleria Giannoni

Il complesso del Broletto (antico Palazzo Comunale) è costituito da edifici sorti in epoche di diverse, disomogenei negli elementi architettonici,decorativi ed artistici, che tuttavia sembrano ben armonizzarsi intorno al pittoresco cortile quadrilatero. Lungo corso Italia si incontra il Palazzo dell’Arengo (XIII secolo), con tracce sotto la gronda di un fregio pittorico del 124-1270; lungo via Rosselli il Palazzo del Podestà (XIV-XV secolo), con decorazioni in cotto e frammenti di affreschi; alla sua destra il Palazzo dei Paratici (XIII secolo), ampliato nel settecento con un’elegante loggia: infine il Palazzo dei Referendari (XIV-XV secolo). I palazzi delimitano un cortile (brolo) dove sorge un pozzo nel quale i cittadini novaresi, in tempi antichi, gettarono i documenti notarili e dell’archivio comunale nella speranza di eludere in tal modo il pagamento delle tasse. Le imposte cittadine venivano pagate proprio li, sotto i portici dalla parte di Corso Italia e i banchi dei vari rioni si distinguevano in base a stemmi che ritraevano figure di vari animali come l’orso, il leone, il cervo e l’aquila. Attualmente il complesso del Broletto ospita la prestigiosa Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni ed è sede di eventi e manifestazioni di rilievo.

Chiesa di San Marco

L’edificio fu costruito progetto di Lorenzo Binaghi per i Padri Bernabiti, nel luogo dove già sorgeva una chiesa con la stessa dedicazione. La chiesa comprende una sola navata, sulla quale si aprono sei cappelle laterali, con cupola a base rettangolare. All’interno numerose opere dei secoli XVII e XVIII. Degni di particolare attenzione, per la raffinatezza dell’intaglio e la complessità compositiva, sono i confessionali e il pulpito in legno.

Casa Bossi

L’edificio rappresenta uno dei migliori esempi di architettura civile ottocentesca. È un palazzo signorile, espressamente residenziale, ubicato in posizione privilegiata, nella zona più elevata lungo il margine occidentale della città.

Basilica di San Gaudenzio e Cupola Antonelliana

Nella cappella della Natività è collocato un famoso politico Gaudenzio Ferrari (1516 circa); si contano, inoltre, pregevoli opere pittoriche di Bernardino Lanino (XVI secolo), del Moncalvo, del Morazzone, di Giovanni Mauro della Rovere, di Tanzio da Varallo, di Stefano Maria Legnani (XVII secolo). Il campanile fu costruito nel Settecento su progetto di Benedetto Alfieri.

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Bergamo e le sue bellezze

Lombardia

Oggi ho deciso di descrivervi Bergamo e le sue bellezze una città situata nel nord della Lombardia.

Cosa visitare a Bergamo:

Piazza Vecchia

È il cuore nobile di Città Alta. Così la definì il famoso architetto Le Corbusier: “Perfetta da non dover più toccare una pietra”. Ammira il Palazzo della Ragione, la Torre civica (1100 circa) e la splendida fontana del Contarini (1780);

Basilica S. Maria Maggiore (1137 D.C.)

La basilica custodisce mille anni di storia attraverso i suoi capolavori. Veramente imperdibili le tarsie del Lotto, la tomba di Donizetti e il maestoso confessionale scolpito da Fantoni;

Cappella Colleoni (1407 D.C.)

Un condottiero dall’ego smisurato: per questo si è costruito i suoi capolavori per rimanere immortale. Non dimenticare di cercare sulla cancellata il suo stemma con i tre testicoli e toccali se vuoi avere fortuna;

Accademia Carrara e GameC

È tra le prime collezioni d’arte rinascimentali al mondo! lasciati incantare da Mantegna, Raffaello, Tiziano, Rubens e Düren dalle sale appena ristrutturate che li accolgono. Poi fai un viaggio nel tempo, basta attraversare la piazza ed entrare nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea;

Mura e porte veneziane

L’imponente architettura difensiva del Cinquecento ha 6 chilometri di perimetro e conta 14 baluardi e 4 maestose porte d’entrata. Davvero inattaccabile. Per questo, Bergamo non fu mai espugnata;

Parco dei Colli

4700 ettari di natura che circondano l’intera città. Percorri i suoi sentieri e visita il Castello di San Virgilio, l’orto botanico e l’Ex Monastero di Astino appena ristrutturato;

Torre Civica (1100 D.C. Circa)

per tutti i bergamaschi è il Campanone. Sali e goditi l’imperdibile vista. Di notte, fai attenzione… ogni sera, alle 22, la sua storica campana batte cento colpi, ricordando agli abitanti la chiusura delle porte;

Centro Piacentiniano e Sentierone

Da piazza Santo Spirito a Piazza Pontida si snoda la passeggiata storica di tutti i bergamaschi nel centro della Città Bassa. Impossibile resistere alle bellissime vestire e ai ricchi aperitivi;

Funicolari 

Da fine Ottocento, su e giù da Bergamo Bassa a Bergamo Alta e da lì, poi, fino a San Virgilio. Due funicolari storiche che, ogni anno, trasportano migliaia di cittadini e di turisti offrendo loro uno scenario unico di Bergamo e delle sue bellezze;

Museo Donizetti e Casa Natale 

Genio dell’opera lirica, uno dei cinque autori più seguiti nei teatri di tutto il mondo. Visita il museo per scoprire il nostro grande compositore dei primi anni del 1800 e nei weekend fai un salto alla sua Casa Natale.

Come arrivare a Bergamo:

In Bus: Il collegamento Airport Bus da/per l’aeroporto è attivo tutti i giorni con partenza ogni 20 minuti; il viaggio dura 20 minuti circa. In città: L’ATB gestisce le linee urbane e le funicolari Città Bassa – Città Alta e Città Alta – San Virgilio. La linea 1 e 1A, conduce a Città Alta che si può aggiungere anche utilizzando la funicolare;

In Auto: prendere l’uscita Bergamo dell’autostrada A4 Torino-Venezia. In città: Il centro di Bergamo Bassa e Bergamo Alta sono a traffico limitato. Nei giorni festivi l’accesso delle auto in Città Alta è vietato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00. Con l’ora legale l’accesso è vietato anche venerdì e sabato dalle 21.00 all’1.00;

In taxi: radio taxi: Tel. +39 0354519090

 

consigli di salute

come limitare l’inalazione di inquinanti

smog

Difendersi dallo smog è molto difficile a meno che non si abiti in paesi o quartieri immersi nel verde e poco trafficati. Per chi invece deve convivere con lo smog in una grande città, può essere utile adottare buone abitudini per limitare il più possibile l’inalazione di inquinanti.

Gite fuori porta

Per scongiurare disturbi a carico del sistema respiratorio i polmoni hanno bisogno di riossigenarsi e inalare aria il più possibile pulita. Per questo è importante trascorrere il tempo libero in ambienti non inquinati, come grandi parchi cittadini, oppure regalarsi una gita fuori porta in qualche località di campagna o di montagna. Durante queste occasioni è importante fare esercizi di inspirazione ed aspirazione profonda, per stimolare al massimo l’apertura dei bronchi e dei polmoni.

Mascherine

Anche se non sono ancora molto diffuse in Italia, le mascherine antismog rappresentano un ottimo strumento per evitare di respirare i veleni emessi dai gas di scarico. Da non confondere con i modelli di carta usati dai medici, si tratta di mascherine con valvola contenenti carboni attivi capaci di filtrare l’aria bloccando il passaggio persino di polveri sottili come il Pm 10. Molto utili per le persone costrette a camminare lungo strade molto trafficate, per i ciclisti o motociclisti.

Non stare in casa

Per difendersi dallo smog non serve chiudersi in casa: l’aria presente fra le mura domestiche è la stessa che c’è all’esterno, sia perché raccoglie le sostanze inquinanti dalle finestre. Meglio allora trascorre più tempo possibile all’aria aperta, scegliendo zone alberate e più ossigenate. Durante le giornate piovose o nevose, oppure con ventilazione molto accentuata il consiglio è creare gli ambienti domestici perché con tali condizioni meteorologiche il tasso di inquinanti presenti negli ambienti esterni cala considerevolmente, così anche quella presente negli ambienti interni tende a ridursi.

Non fumare

Il fumo di sigaretta è uno degli “inquinanti” più nocivi per la salute. Ogni sigaretta, infatti, comporta l’assunzione di 1,4 mcc di cadmio, un metallo pesante che può causare danni al sistema circolatorio e respiratorio, ma anche catrame e monossido di carbonio. Prima di preoccuparsi dell’inalazione dei veleni presenti nell’atmosfera, i fumatori dovrebbero quindi eliminare la fonte di maggior danno per i propri polmoni, per dimezzare il carico di sostanze tossiche in circolo nel proprio organico.