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I buoni motivi per vedere Atene

grecia

Ci sono molti buoni motivi per andare a visitare Atene, io ve ne indico alcuni:

  1. l’Acropoli

Per non trovarla troppo affollata, basterà prendersi il lusso di salirci a piedi in lento avvicinamento per Anafiotika, superando la Plaka e l’Agorà e entrando nel recinto sacro giusto una mezz’oretta prima della chiusura, quando le comitive sciamano verso i bus.

2. Perdersi ad Anafiotika

Sembra un villaggio rubato di peso a qualche isola cicladica. Un dedalo di viuzze intonacate a calce che si arrampica sui fianchi dell’Acropoli.

3. L’arte contemporanea

Inevitabile pensare alla Deste Foundation Centre for Contemporary Art, che compone una mappa dei talenti della scena mondiale; The Breeder Projects, team e art magazine ultra-avantgarde; e la galleria Kappatos.

 4. Il Museo Benaki

Completamente rinnovato: arte cicladica, gioielli ellenistici, icone e tessuti copti. Un’impressionante raccolta di costumi e ricami dalla Grecia.

 5. Scoprire le radici d’Occidente

Nelle sale dell’immenso Museo Archeologico Nazionale si ripercorre l’arte dell’Occidente. Visitate poi il Museo Bizantino e Cristiano, il cui nucleo è nella villa della duchessa di Piacenza Sophia de Marbois: icone protocristiane, spiritualità e segni estetici di enorme interesse.

 6. Camminare tra i profumi

Guardare e non toccare: i frutti delle migliaia di alberi d’arancio che crescono ai lati delle strade ateniesi. Piantare nuovi alberi è stata senza dubbio una delle migliori iniziative che siano state intraprese da decenni nel centro della città.

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scoprire la Bardenas Reales. La Monument Valley europea

grand canyon

C’è chi lo paragona al far-west o al Maghreb. Ma la Bardenas Reales è un paesaggio che non permette di distinguere il reale dall’irreale, in cui la creazione si rinnova ogni ora. È grande 420 km quadrati e si trova nel cuore della Valle dell’Ebro, in Navarra, è ancora poco conosciuta dal turismo internazionale. Sono state scolpite in milioni di anni dall’acqua e dal cierzo, il vento del nord, calde e secche in estate,  umide e verdi in primavera. Las Bardenas sono una fila di canyon, camini delle fate, steppe a perdita d’occhio, dove cimentarsi lungo itinerari scenografici. A piedi, in mountain bike, a cavallo o, per i più pigri a bordo dei quad e dei fuoristrada 4×4.

IN CAMMINO, IN BICI

Da soli, seguendo le mappe e le informazioni del centro all’ingresso del parco, oppure affidandosi a José Maria Samares e alle altre guide di Bardenas Adventure, si scoprono gli angoli più sorprendenti di questa Monument Valley spagnola. A disposizione dei camminatori ci sono più di 700 km di sentieri segnalati, mentre i biker possono contare su 190 km di ciclabili senza salite troppo ardue. La star è la Bardena Blanca, sconfinata distesa di sale e gesso, un paesaggio lunare annunciato dal Cabezo de Castindetierra, spettacolare camino delle fate, emblema del parco. Mentre nella Bardena Negra, con zone verdi pnteggiate di pini d’Aleppo si possono sfidare il Cabezo del Fraile, una collina dall’aspetto di un vascello che naviga su un mare d’argilla e calcare; il Barranco de Las Cortinas, un lungo rilievo roccioso; il Cabezo de las Cortinillas, piramide quasi perfetta usata, a volte, dall’esercito spagnolo come poligono e zona di esercitazioni. A Bardenas Reales si fanno incontri ravvicinati con le molte vite del grande nulla: gufi e aquile reali, avvoltoi, volpi, gatti selvatici. Basta raggiungere le 3 cime di Piskera, Ralla e Rallon, dove si pssrvano i nidi gelosamente difesi dai rapaci, o Los Hermanos, la montagna arcobaleno, per le sfumature rossastre del ferro, il verde della malachite, il bianco del calcare. Dalla cima del Balcón de Pilato, straordinario belvedere naturale che emerge accanto alla riserva naturale Ricón del Bu, rifugio di uccelli, lo sguardo abbraccia l’intero profilo delle colline della Bardena Blanca, dalle mille forme e colori differenti.

NOTTI STELLATE

L’emozione più forte è arrampicarsi a cavallo verso il Paso de los Ciervos, una valle incastonata tra pareti di argilla, e trascorrere la notte in un bivacco per ammirare il tramonto, perdersi nel cielo stellato e attendere poi l’alba tra i picchi rossastri. avamposto del deserto, base per le escursioni, il borgo di Tudela è un gioiellino dove i segni di 3 culture, ebrea, cristiana e araba, si scoprono nel labirinto dei vicoli, tra plaza de Los Fueros e la cattedrale di Santa Maria, in stile tardoromanico circestense, sorta sui resti di una moschea. A una quarantina di km a nord, Olite è un villaggio medioevale irto di torri e guglie, dove il castello del XIII secolo, labirinto di merli e torrioni, fu residenza della famiglia reale di Navarra.

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cosa fare e vedere a Kufstein

fortezza di kufstein

Kufstein sorge in una posizione molto bella sulle sponde del fiume Inn a 499 m d’altitudine e a due passi dal confine bavarese. Ci vuole poco più di un’ora di macchina per chi arriva dal Brennero e appena arrivati si viene accolti dalla maestosa silhouette della fortezza che sorge sulla collina al centro della città. Ogni giorno alle ore 12.00 (in luglio e agosto anche alle 18.00) Kufstein risuona delle note che provengono dall’organo della fortezza. Visitare la fortezza è un must. Passeggiando nei dintorni ci si perde nelle viuzze colorate incrociando locali alla moda e trattorie centenarie. Un indirizzo da non perdere assolutamente è Römerhofgasse. Questa piccola viuzza lastricata di sampietrini ospita case antiche piene di dipinti, splendide bow windows e artistiche insegne dipinte a mano. La città ci tiene molto all’aspetto culinario e a maggio di ogni anno organizza un meraviglioso Street Food Market Festival. Ma non preoccupatevi, se viaggiate in un altro periodo dell’anno potete sempre approfittare dei percorsi “gourmet”. Non importa se in bici o a piedi, avrete modo di percorrere itinerari per visitare caseifici, distillerie, produttori bio, artigiani che vi apriranno le porte e vi faranno vedere da vicino come vengono realizzati i prodotti locali. Per un connubio perfetto tra sport e buon cibo vi consiglio di esplorare le magnifiche montagne in sella ad una bici o a piedi calzando un bel paio di scarpe da trekking. Moltissime le baite e i rifugi che offrono cucina prelibata con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Se amate le due ruote potete optare per una gita sulla ciclabile lungo il fiume Inn, ottima per tutta la famiglia. Altrimenti c’è la salita alla Aschinger Alm: 14 km con 500 m di dislivello. All’arrivo vi attende un panorama spettacolare sulle montagne del Kaisergebirge e il lago Walchsee. I buongustai possono assaggiare il formaggio fresco prodotto dal caseificio.

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cosa fare e vedere nelle zona turistica di Alpbachtal Seenland

austria

I tipici villaggi della zona turistica di Alpbachtal Seenland sono un simbolo del Tirolo autentico. In primis Alpbach, che per il caratteristico e uniforme stile delle sue case in legno è diventato il paese più bello di tutta l’Austria, e poi Reith im Alpbachtal, che ha ottenuto il titolo di paese fiorito più bello d’Europa. Chi ama la cultura deve assolutamente visitare la cittadina di Rattenberg, dall’intatto ambiente medievale, famosa per la lavorazione del vetro e del cristallo. Rattenberg è la più piccola città dell’Austria, in città c’è il museo delle case dei contadini tirolesi, il più grande museo all’aperto del Tirolo, si viene a contatto con la storia del Tirolo osservando da vicino le case di un tempo, rimaste intatte nei loro minimi particolari. La zona turistica di Alpbachtal Seenland ha numerosi laghi, ed è per questo che è stata nominata “la vasca da bagno del Tirolo”. A Kramsach al lago Reintalersee gli amanti del campeggio trovano ben 3 fantastiche possibilità di campeggiare. Ci sono 900 km di sentieri segnalati per escursioni e passeggiate attraversano in tutta sicurezza l’affascinante mondo della montagna. C’è una funivia per salire comodamente a 1.800 metri di altezza nelle bellissime zone escursionistiche. Gli amanti dell’avventura possono andare alla scoperta delle 3 gole: Tiefenbachklamm, Kaiserklamm e Kundler Klamm solcate da torrenti impetuosi. Da provare assolutamente sono le specialità gastronomiche locali: l’originale Prügeitorte di Brandenberg, il formaggio dell’Alpbachtal, il Krapfen e la Merenda al rifugio Tirol pur da servire al tagliere. La trasumanza del bestiame dell’alpeggio è sempre una gioia per gli occhi, con il bestiame decorato con addobbi colorati e i valligiani che indossano i costumi tradizionali. A Reith im Alpbachtal il ritorno dei montanari e del bestiame dall’alpeggio verrà festeggiato in 2 giornate (fine di settembre), con la grande festa della trasumanza Almabtrieb che comprende il mercato dei contadini e degli artigiani e la festa patronale Kirchtagsfest. Per gli amanti della montagna in inverno, Ski Juwel Alpbachtal Wildschönau offre a principianti, famiglie ed esperti 109 km di piste da sci, 47 impianti di risalita e 24 baite tradizionali. La zona sciistica nelle Alpi di Kitzbühel fa parte dei 10 comprensori più grandi del Tirolo. Ogni dicembre invece a Rattenberg si svolge il mercatino di Natale che è aperto ogni sabato nel periodo dell’avvento. La cittadina medievale viene illuminata esclusivamente con candele e offre un ricco programma culturale.

COME ARRIVARE

Ci si arriva comodamente per mezzo dell’autostrada A 12, uscita Kramsach.

Con il treno si può scendere alla stazione di Jenbach o Wörgl (per i direttissimi) o alle stazioni di Rattenberg e Brixlegg (per i reni regionali).

L’aeroporto più vicino è quello di Innsbruck, a 50 km di distanza.

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nantes crogiolo di creatività

Grand Eléphant. Les Machines de l’île. Nantes © Jean-Dominique Billaud / LVAN

Nantes è il capoluogo della regione Pays de la Loire ed è considerata la capitale della Bretagna. “la Venezia dell’ovest” definita così per la ricchezza architettonica e l’onnipresenza dell’acqua. Ieri ispirava Jules Verne e i suoi racconti fantastici, oggi gli artisti da tutto il mondo. In pochi anni è diventata una delle città più giovani, dinamiche e all’avanguardia di Francia, pur conservando la sua douceur de vie e il fascino di ieri. Da ammirare in un primo colpo d’occhio dal 32° piano della Torre Bretagna, sorseggiando un cocktail sull’installazione d’arte a Le Nid, e poi a piedi o in bici con il Pass Nantes, che consente l’accesso gratuito a trasporti, musei e attrazioni culturali.

Charme del passato 

Sino dalla grande ristrutturazione urbanistica d’inizio Novecento era circondata da più di venti isole e attraversata dalla Loira, i cui corsi d’acqua oggi sono stati per di più riempiti ma che un tempo la dividevano in due parti: il Bouffay medievale, con viuzze sinuose in memoria delle antiche corporazioni, case dalle facciate a graticcio e il maestoso Château del Ducs de Bretagne, ex sede del ducato e oggi museo storico; e dall’altra il Quartiere Gaslin, con belle dimore residenziali, l’omonimo théâtre in stile neoclassico  e il Passage Pommeraye, galleria coperta creata nel 1843, che mantiene intatta la sua suggestione tra stucchi, applique liberty e insegne originali dei negozi. Si respira la grandeur del passato anche nella Cathédrale St.Pierre et St.Paul, in cui ammirare il drappeggio della statua dell’ex regina Anna di Bretagna, un raro organo a a baldacchino del Seicento e due acquasantiere macro conchiglie in madreperla, arrivate da viaggi esotici.

Fermento Contemporaneo

Le Grand Éléphant in legno e acciaio di 12 metri deambula e barrisce lungo le banchine della Loira, imbarcando a bordo 50 persone, mentre al Carrousel creature sottomarine, come pesci volanti e calamari a retro propulsione, si muovono in una coreografia tra gli abissi. Un bestiario fantastico, degno dell’immaginario di Verne, nato proprio qui. Sono les  Machine de l’Île, macchine meccaniche protagoniste sull’Île de Nantes, ex area di cantieri navali oggi quartiere creativo, con sale per concerti, come la Fabrique. nel frattempo gli Anelli luminosi di Buren e Bouchain si riflettono la sera nella Loira, la grande gru gialla, simbolo del porto di Nantes, si staglia all’orizzonte e fervono i lavori per l’Arbre aux Hérons, albero monumentale sormontato da due aironi e 22 rami su cui camminare che sarà pronto nel 2021.

 

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Madrid guida di cosa e come mangiare 3° parte

Piatti Tradizionali

Il concido : È un vero simbolo di Madrid, il cocido è un pasto completo, un due in uno: per primo una zuppa di spaghetti spezzettati e per secondo uno stufato di carne, lardo, ceci e altri ingredienti a piacere, come la carota, la rapa, il cavolo, la patata, la morcilla e il chorizo. Non puoi lasciare Madrid senza averlo provato;

Arrosto : Sia il cordero lechal (agnello da latte) che il cochinillo (maialino da latte) arrosto sono due piatti tradizionali spagnoli, serviti in molte taverne di Madrid, come il mitico Botín, il ristorante più antico al mondo secondo il libro del guinness dei primati e luogo in cui è ambientata la scena finale di Fiesta, uno dei romanzi più conosciuti di Ernest Hemingway. L’arrosto è un piatto sostanzioso accompagnato solitamente da un’insalata;

Callos ala madrilena : A Madrid si serve con pomodoro, chorizo e paprika. Molti gourmet considerano oggi le frattaglie un’autentica delicatessen;

Huevo rotos : Questo piatto molto semplice è uno dei classici dei bar e delle taverne madrilene: uova strapazzate con patate e prosciutto. Sono mitiche quelle di Casa Lucio: assaggiate dai personaggi famosi di tutto il mondo;

Pisto manchego : Misto di cipolla, zucchina, melanzana e pomodoro, spesso accompagnato da uova;

Salmorejo e gazpacho : Il gazpacho è una zuppa fredda di pomodoro, cetriolo, peperone, cipolla e aglio. Il salmorejo, tipico di Cordova, è più denso, non ha né cetriolo né il peperone, ma include pezzi di pane. Entrambi si possono trovare in molti bar e ristoranti di Madrid, come tapa o primo piatto;

Migas : Il piatto tradizionale dei pastori: pezzi di pane con paprika, lardo e chorizo saltati in padella. Rappresenta un buon esempio della “cucina povera” perché fatto con prodotti economici. Ciò non toglie che sia delizioso;

Riso : Oltre alla popolare paella, esistono molti altri tipi di riso tradizionali, sia asciutti che brodosi. Nonostante siano molto tipici quelli del Mediterraneo, specialmente quelli di Valencia, Alicante e Murcia, ci sono anche le ricette che provengono dalla Galizia, dove si serve con frutti di mare. Tra le varietà più popolari c’è quello nero, che deve il suo colore alla tinta del calamaro, ed è accompagnato da salsa alioli (aglio e olio), poi c’è il caldero, con peperone rosso dolce o pesce, o il riso in crosta, cucinato al forno. A Madrid è possibile provare ogni tipo di riso grazie al vasto menù che offre la maggior parte di arrocerías, ristoranti specializzati in questo tipo di piatti.

Cucina Internazionale

Asia : Lavapiés è conosciuto a Madrid per i ristoranti indiani con i loro tavoli all’aperto durante tutto l’anno e Usera per poter contare su una diversità gastronomica difficilmente paragonabile ad altri quartieri. In torno a Plaza de Espana ci sono numerosi ristoranti asiatici e nel vicino Mercado de los Mostenses si vendono prodotti specifici per realizzare le ricette di qualsiasi paese del mondo: frutta tropicale, condimenti e spezie;

America Latina

Poiché molti madrileni sono originari dell’America Latina alla città ci sono molti ristoranti messicani, boliviani, ecuadoriani o peruviani di gran qualità. Madrid è la città giusta per ordinare un ceviche peruviano, un enceballado acuadoriano o dei tacos messicani.

 

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isole faroe

isole-faroe

se viaggiare per voi è sinonimo di esplorazione, e arte perdervi in scenari naturali incontaminati e soprattutto l’idea di trascorrere un’altra estate al caldo vi tortura, le isole faroe sono la vostra meta ideale. L’arcipelago è costituito da diciotto isole, non tutte abitate, rivestite per la maggior parte da nuda roccia vulcanica: una scenografia mozzafiato dove, fra le caratteristiche abitazioni colorate dei villaggi, sono le immense colonie di uccelli e le greggi sconfinate a svolgere la parte delle protagoniste. In questo paradiso, eletto destinazione turistica dell’anno 2015 dai lettori di National Geographic, vivono appena 50.000 persone, dedite soprattutto all’attività di pesca. Il periodo migliore per visitare le Isole va da maggio a settembre, quando le temperature massime non superano i 13 gradi. Il clima, muta di continuo, passando dal sole alla pioggia, dalla foschia alle folate di vento, il tutto però mitigato dalla corrente del Golfo che garantisce condizioni mai troppo rigide. I grigi e gli azzurri del cielo si fondono con quelli delle rocce, dove brillano i tetti verdi e i rossi delle case, in un contrasto unico e fiabesco. le isole sono collegate l’una all’altra da ponti e tunnel subacquei, il che consente di visitarle facilmente affittando una macchina in uno dei tanti servizi a noleggio per turisti. La prima tappa obbligatoria è Tórshavn, la capitale più piccola del mondo. Possiede una flotta da pesca fra le più moderne in Europa e nel suo porto sono attraccate imbarcazioni di ogni tipo. La parte più antica della città, Reyni, mantiene tutto il fascino dei primi insediamenti norvegesi, con le sue caratteristiche casette di legno dai tetti rivestiti d’erba. Ma Tórshavn è anche il centro culturale delle Faroe, dove trovare negozi, gallerie, hotel e servizi di ogni tipo, ed è possibile girarla facilmente grazie a una linea di autobus totalmente gratuita. Nella punta meridionale dell’isola di Streymoy, ha sede il villaggio di Kirkjubøur, il più interessante dal punto di vista storico. Fu fondato da un gruppo di frati irlandesi e risale all’VIII secolo. Le rovine della Cattedrale Maggiore, adagiate sulla scogliera fra oceano e cielo, rilasceranno senza fiato. Le Faroe consentono un vastissimo numero di escursioni, a piedi o in bicicletta, lungo le antiche strade che segnano il percorso da un villaggio all’altro. In queste camminate a stretto contatto con la natura, che vi permetteranno di scoprire dei scorci indimenticabili come il lago di Leitisvatn/Sørvágsvatn o le cascate di Bøsdalafossur, è possibile farsi accompagnare da guide del luogo in piccole tour giornalieri. Altrettanto gettonate le escursioni in mare, è possibile inoltre praticare trekking sulle scogliere, oppure diving immergendosi nell’oceano. Gli  appassionati di Bird Watching potranno scorgere centinaia di specie diverse di uccelli, fra cui le immancabili pulcinella di mare. I meno sportivi apprezzeranno l’offerta culturale delle isole, piene di iniziative, festival e musei di grande interesse. Sono molte, infatti, le antiche abitazioni faroesi riconvertite in musei, dov’è possibile scoprire la storia e i costumi locali: da quello delle Isole Nordiche a Klaksvik, al museo di Dúvugarour nel villaggio di Samsun, allestito in una fattoria del Seicento. Per gli amanti dell’arte contemporanea, imperdibile il Listaskalin di Tórshavn, dov’è esposta la migliore arte foerese. Visitare le Faroe è più che un semplice viaggio: è un’esperienza sensoriale in grado di regalare emozioni senza tempo.

Da non perdere:

L’isola a conduzione familiare. L‘isola di Stóra Dímun, 2,5 km quadrati di superficie, si trova nella parte meridionale dell’arcipelago ed è abitata da un’unica famiglia di una decina di persone. È raggiungibile in barca solo in periodi di mare calmo.

Lo Skerpikjøt: il piatto forense per eccellenza, stinco o coscia di montone essiccato al vento in apposite strutture dette hjallur, piccole capanne che favoriscono la circolazione dell’aria. Un procedimento unico, utilizzato anche per essiccare il pesce.

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milano città d’arte segreta

nord italia

Dall’epoca romana al Futurismo, all’informale, all’arte povera e cinetica: Milano e i suoi mille volti d’arte. Flash? I mosaici bizantini nella cappella di Sant’aquilino della Basilica di San Lorenzo del IV secolo che ornano la cupola del sacello di San Vittore in ciel d’oro nella Basilica di Sant’Ambrogio. Emoziona il ciclo di affreschi di Bernardino e Aurelio Luini che ornano San Maurizio al Monastero Maggiore, di origine paleocristiana, rinvenuto nel ‘500. A Sant’Eustorgio le pareti della Cappella cortinari risuonano dei colori vivi di Vincenzo Foppa, mentre accanto a Santa Maria delle Grazie col tiburio del Bramante, il mondo si ferma davanti al Cenacolo (1495-1498) di Leonardo Da Vinci. Al Castello Sforzesco si va per la Pietà Rondanini del Michelangelo e la Pinacoteca con capolavori di Mantegna, Antonello de Messina, Foppa, Canaletto. Arte grandissima alla Pinacoteca di Brera firmata da Bellini, Mantegna, Crivelli, Bramante, Raffaello, Tintoretto, Boccioni, Modigliani, Carrà, il Piero della Francesca della Madonna dell’Uovo, l’Hayez del Bacio. Il ritratto di Giovane Dama dei Pollaiolo è, invece, l’emblema del Museo Poldi Pezzoli, una casa-museo con quasi 6.000 pezzi tra dipinti inestimabili e oggetti d’arte, con opere di Botticelli, Bellini, Mantegna, Raffaello, Tiepolo e una preziosa “sala degli orologi”. La Canestra di Frutta (1599) del Caravaggio è alla Veneranda Pinacoteca Ambrosiana, inaugurata nel 1618, che custodisce pure tele di Tiziano, Bramanti e migliaia di disegni di Leonardo. Alla Galleria d’Arte Moderna, alla Villa Comunale, è di scena l’800 di Canova, Hayez, Segantini, Fattori, Van Gogh, Cézanne. Un periodo che è documentato assai bene anche alle Gallerie D’Italia in piazza della Scala nelle quali hanno spazio pure i protagonisti di pittura e scultura del XX secolo, che si ritrovano poi al Museo del Novecento: da Giuseppe Pellizza da Volpedo a Balla, Boccioni, Russolo, Depero, Sironi, Carrà, Munari, Fontana, De Chirico, De Pisis… oltre 400 delle quasi 4.000 delle Civiche Raccolte D’Arte milanesi. E infine, il Duomo di Milano, ciclopica e infinita opera in gotico fiorito. Una passeggiata sul tetto per guardare Milano, incorniciata tra le sue guglie cesellate: quadri emozionali incancellabili.

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Stoccolma

svezia

Probabilmente ciò che le rende veramente uniche le grandi città della Svezia è la loro costante interazione con la natura che le circonda e le attraversa. Stoccolma, Göteborg e Malmö propongono la ricca offerta di moderne metropoli internazionali, in termini di attività culturali e tradizionali, shopping, ristoranti, divertimenti ed eventi, senza risentire degli svantaggi più comuni delle grandi città, come affollamento, traffico, lunghi tempi di spostamento e inquinamento. La natura pura e incontaminata è sempre a portata di mano, anche in pieno centro cittadino.

Stoccolma

considerata una delle città più belle al mondo, la capitale della Svezia è particolarmente apprezzata per la spettacolare commistione fra città e natura, terra e acqua. Stoccolma sorge su 14 isole in un suggestivo punto d’incontro fra lago e mare. La natura, selvaggia, e incontaminata, circonda e attraversa la città conferendole una freschezza singolare e cambiandone il volto con il trascorrere delle stagioni, ognuna delle quali la avvolge con un fascino unico. Sono due i principali poli di attrazione di Stoccolma: su un lato dello Strömmen si trovano il nucleo cosmopolita e l’elegante e agiato quartiere di Östermalm, con i negozi eleganti e molte delle attrazioni culturali e storiche principali della città, oltre a una vasta scelta di ristoranti e locali che animano la città tutto l’anno, sette giorni su sette. Sull’altro lato dello Strömmen si trova la grande isola di Södermalm, l’antico quartiere operaio che oggi è diventato un ambiente giovane e di tendenza, co una ricca offerta di negozi, eventi culturali e locali. Fra questi due poli sorge il centro storico medievale di Stoccolma, Gamla Stan, nucleo originario della città. Passeggiando per la capitale si rimane incantati dalla varietà di scorci urbani e vedute suggestive delle isole che la compongono. La grande isola-parco di Djurgården non ha paragoni. A renderla unica è proprio l’ampia estensione del paesaggio naturale e il forte legame con la natura selvaggia. Non per niente, Djurgården può vantare il titolo di unico parco naturale cittadino al mondo. L’isola ospita alcuni dei luoghi d’interesse più amati della Svezia, tutti facilmente raggiungibili a piedi. Skansen, il museo all’aperto più antico del mondo, affascina i visitatori con una ricostruzione dell’antica Svezia in miniatura. Qui sorgono, a poca distanza l’uno dall’altro, anche il parco di divertimenti Gröna Lund e il Vasamuseet (museo vasa), in cui è esposto lo storico vascello reale Vasa che affondò poco dopo aver lasciato il porto di Stoccolma per il suo viaggio inaugurale e che è stato restaurato e riportato allo splendore originale. Altri luoghi d’interesse famosi presenti in questa stessa zona comprendono: Junibacken, il mondo fantastico nato dalla penna di Astrid Lindgren, una delle scrittrici più amate e rappresentative del nostro paese; il Nordista museet (museo nordico), il Biologiska museet (museo di biologia), la galleria d’arte Liljevalchs, il museo d’arte Prins Eugens Waldemarsudde e il nuovo museo degli ABBA.

I migliori ristoranti, bar e caffetterie di Stoccolma 

Ogni anno il principale quotidiano svedese, Dagens Nyheter, assegna il prestigioso premio Gulddraken (Drago D’oro) ai migliori locali di Stoccolma, suddivisi nelle seguenti categorie: caffetterie, bar, ristoranti economici, ristoranti di fascia media e ristoranti di lusso. Di seguito riportiamo i vincitori del 2015:

Caffetteria dell’anno: Café Pascal;

Ristorante di fascia media dell’anno: Il Ristorante Di Fotografiska (museo della fotografia);

Ristorante di lusso dell’anno: Oaxen Krog; 

Ristorante economico dell’anno: Katarina Ölkafé; 

Bar dell’anno: Pharmarium.

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Fionia: l’isola delle fiabe

arcipelago danese

Puoi dedicare all’isola di Fionia un’escursione di un giorno, ma con una vacanza un po’ più lunga potrai scoprirne i castelli, la cucina… e vivere una fiaba.

Delizie isolane

formaggio affumicato con erba cipollina: il formaggio affumicato di Fiona è una specialità tradizionale prodotta con latte acido salato e profumato al cumino. Viene spesso servito su una fetta di pane di segale, guarnito con erba cipollina e ravanello a fettine.

Il Castello di Nyborg la storia vive

Due volte all’anno, il festival medievale di Nyborg riporta in vita un passato lontano, colmando il secolare castello e il suo parco alberato dello scalpiccio dei cavalli e di grida di battaglia. Il festival è un’attrazione per tutta la famiglia e offre anche l’opportunità di gustare cibi d’epoca.

L’arcipelago isole da vivere in bicicletta

Con le sue tranquille stradine di campagna e le piste ciclabili, l’arcipelago della Fionia è ideale per i ciclisti. Piccoli traghetti collegano le isole, e si possono fare escursioni di un giorno a bordo di golette d’epoca.

Labirinti verdi e auto d’epoca al Castello di Egeskov

Auto d’epoca, sontuosi saloni e concerti jazz: nel cinquecentesco Castello di Egeskov c’è qualcosa per ogni membro della famiglia. Il parco, con i labirinti di siepi, è uno dei giardini storici più belli d’europa.

Ærø Cottage pittoreschi e spiagge segrete

L’isola di Ærø, nell’arcipelago della Fionia, è la destinazione ideale per una tranquilla vacanza nel verde, grazie ai cottage pittoreschi, i dolci paesaggi, gli antichi centri abitati, le spiagge e le antiche casette dei pescatori.