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Cosa vedere a Melfi

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Melfi è la 4° cittadina normanna in ordine di grandezza in Basilicata. Ecco cosa vedere:

LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA E LE CHIESE

Svetta sul borgo normanno lo splendido campanile in stile romanico della Cattedrale dedicata all’Assunta. Diviso in 3 piani, si alza di 50 metri e rappresenta il simbolo dell’architettura normanna nel meridione, accanto alla facciata altrettanto maestosa della Cattedrale. Lo stile bizantino di quest’ultima risplende in tutta la sua sfarzosità nei soffitti a cassettoni in oro zecchino e nella ricchezza decorativa degli interni, caratterizzati da numerose tele seicentesche e da altari barocchi. Di grande interesse le chiese sparse per le stradine del paese, quali la cinquecentesca Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa di San Lorenzo, la Chiesa della Madonna del Carmelo, un tempo parte del convento dei Carmelitani, e quella di Santa Maria La Nova, la cui maggiore peculiarità è rinvenibile nel portale caratterizzato da un insolito arco a zig-zag.

LE CHIESE RUPESTRI

Affascinanti le 2 chiese rupestri presenti a Melfi: Santa Margherita dotata di una straordinaria cripta ricavata dal tufo vulcanico e affrescata con pitture in stile bizantino tra cui, oltre all’affresco dedicato alla Santa, il famoso Monito dei Morti che ritrae con tutta probabilità l’imperatore Federico II di Svevia con la sua famiglia e Santa Lucia, le cui pitture narrano la vita della santa. Entrambe sorgono fuori dal centro abitato.

IL CASTELLO NORMANNO E IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DEL MELFESE “MASSIMO PALLOTTINO”

Il castello di Melfi si impone sulla vallata dalla cima di un colle in tutta la sua fierezza. Autentico, austero, pregnante di storia, ospita il Museo Archeologico Nazionale. Qui è possibile ripercorrere la storia dei luoghi tramite reperti risalenti all’era classica, alla fase romana, come il pregiatissimo Sarcofago di Rapolla, e a quella arcaica. Suggestive le Sale Doria contenenti gli arredi originali del XVIII secolo con tele del ‘600.

IL MUSEO DIOCESANO

Racchiuso tra le mura del Palazzo Vescovile, è scrigno di oggetti preziosi e manufatti appartenuti alla diocesi di Melfi. Di gran valore storico-artistico la Pietà del 1400. In pietra colorata, fu realizzata da una artista meridionale.

 

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