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cosa vedere a Barletta (parte 2)

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Vi inserisco la continuazione di cosa vedere a Barletta:

Il Colosso di Barletta “Eraclio”

IL Colosso di Barletta meglio noto come Eraclio è una colossale statua alta oltre 4,5 metri e potrebbe rappresentare l’imperatore Costantino. Secondo la tradizione, la statua giunge a Barletta con una nave veneziana che, di ritorno dal sacco di Costantinopoli, sorpresa da una tempesta, decide di abbandonare in mare il pesante carico. Una versione più recente invece racconta che il Colosso è stato rinvenuto a Ravenna durante gli scavi effettuati dall’imperatore Federico II e che egli stesso abbia deciso di trasportare in Puglia il prezioso ritrovamento.

Basilica del Santo Sepolcro

La Basilica del Santo Sepolcro è oggi una delle più importanti chiese della città, sorge sull’antico crocevia fra la via Adriatica e la via Traiana. L’attuale basilica è il risultato di numerose trasformazioni; costruita sui resti di una chiesa medievale, si presenta in prevalenza gotica con archi a sesto acuto sia sul fronte principale che sul fronte longitudinale. L’impianto è a 3 navate che si concludono su 3 absidi visibili da Corso V. Emanuele. La Basilica custodisce preziose icone e diversi affreschi medioevali.

Teatro Comunale Giuseppe Curci

La costruzione, intitolata al famoso compositore barlettano sorge sul sito di un antico convento. A seguito di alcuni lavori sono state apportate importanti modifiche che migliorarono la stabilità e l’acustica del teatro, nel contempo si prestò molta cura alla scelta degli arredi, dei materiali, al giusto equilibrio delle forme. Questa attenzione ha portato alla realizzazione di uno degli esempi più belli di neoclassico pugliese. Al teatro si accede attraverso un elegante portico, la platea è a ferro di cavallo con il loggione e 48 palchi disposti su 3 ordini e ornati in cartapesta: la sala è finemente decorata.

Palazzo Della Marra

Il Palazzo Della Marra è stato residenza di importanti famiglie aristocratiche quali gli Orsini, i Della Marra, I Fraggianni. Pregevole il portale d’ingresso, arricchito dalle raffigurazioni allegoriche della Vecchiaia e della Giovinezza e da un elegante balcone sorretto da 5 mensole decorate con grifi, cani e mostri. La loggia che si affaccia sul mare presenta ricche decorazioni con temi allegorici sulle stagioni della vita. Attualmente il primo piano del palazzo è destinato a mostre temporanee, mentre il secondo alla permanente Piancoteca De Nittis.

Chiesa della Madonna del Carmine 

La facciata esterna della chiesa è stata ricostruita dopo il 1731. All’interno, l’impianto è a navata unica con 2 cappelle laterali che accolgono dei loculi e un altare. La navata si conclude con il presbiterio che accoglie l’altare maggiore dell’800. Da ammirare il bel pavimento in maiolica decorato con motivi geometrici che ricopre l’intera chiesa e la splendida e rara quadreria di scuola napoletana del 600.

Porta Marina 

La splendida Porta Marina, situata nell’omonima piazza, l’unica sopravvissuta delle antiche porte di accesso del sistema difensivo cittadino. Questa era, in particolare, la via d’accesso per chi veniva dal porto dove si ispezionavano le merci che entravano e uscivano da Barletta, in sostanza fungeva da dogana per la città. Porta Marina si presenta con 2 diverse facce finemente decorate in stile tardo barocco e uno stemma della famiglia borbonica posto sul lato posteriore.

Località Canne della Battaglia

Questo sito è stato teatro dello scontro bellico più famoso dell’antichità, la battaglia tra i romani e i cartaginesi che si concluse con un massacro per l’esercito romano. Nella cittadella archeologica sono visibili: mura di fortificazione, il decumano con resti di colonne, cippi miliari, abitazioni, basi onorarie, resti di una basilica maggiore con cripta del X sec. e di una basilica minore con tombe paleocristiane. Il percorso nella cittadella include l’antiquarium che testimonia la lunga continuità di vita dalla Preistoria al Medioevo.

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cosa vedere a Barletta

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In seguito trovate tutte le migliori cose da vedere una volta arrivati a Barletta.

Castello Svevo

Costruito su una pre-esistente fortezza normanna nel 1090. Il maniero ha subito nei secoli importanti rimaneggiamenti. L’attuale struttura quadrata con i 4 bastioni a lancia posti ai vertici, è opera degli Asburgo di Carlo V che ne consolidarono le fortificazioni.

Museo Civico

Ha sede nel Castello Svevo ed espone collezioni archeologiche, quadro e sculture acquisiti dal Comune o donati da illustri cittadini. Il Museo comprende 3 sezioni: la Galleria Antica, la Galleria dell’Ottocento, la Galleria di Ferdinando Cafiero, un lapidarium e un busto attribuito a Federico II. La Galleria Antica espone opere lasciti di Giuseppe Gabbiani. La Galleria dell’Ottocento ospita le opere di 3 pittori barlettani, quasi contemporanei di De Nittis Gabbiani, De Stefano e Girondi. L’Ultima Galleria espone oggetti di artigianato, dipinti, stampe e  incisioni, lasciti del Cafiero.

Cattedrale Santa Maria Maggiore

La struttura del XII sec., è il risultato della stratificazione di epoche diverse: classica, paleocristiana, altomedievale, romanica e gotica. Accoglie i fedeli lo splendido portale rinascimentale e il bel rosone di architettura romanica. Le parti romanica e gotica sono armonicamente fuse ma distinguibili tra loro. Le principali testimonianze del periodo gotico sono rappresentate dall’abside poligonale con le cappelle e i rilievi scultorei che decorano l’intera struttura. Il campanile, su 4 livelli, è collocato sul lato nord mentre sulla facciata sinistra è visibile un’epigrafe celebrativa della Disfida di Barletta. Nella cripta sono visibili i resti di una basilica paleocristiana e di un ipogeo preromano.

Chiesa di S.Andrea

La chiesa, ha un pregevole coro in legno di fattura napoletana, con il presbiterio e con 12 altari con cappella e sepolcri delle famiglie aristocratiche della città. Nella semplicità del prospetto, spicca il magnifico portale con sculture e timpano in stile bizantino. Da segnalare la tavola della Madonna con Bambino del 1483 di Alvise Vivarini.

Cantina della Sfida

La storica osteria, oggi nota come la “Cantina della Sfida”, si trova nei locali al piano terra di un bel palazzo del’400. Questi luoghi, un tempo sede del Gran Capitano delle truppe spagnole, sono ambienti particolarmente suggestivi, con arredi e utensili di epoca medievale: panche, tavolacci, sgabelli, utensili, scudi e un grande camino. Aiutati dalla fantasia e dalla conoscenza degli avvenimenti storici, nella cantina si può rivivere il momento del lancio dell’offesa.

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cosa vedere a sant’agata di Puglia

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Sant’Agata di Puglia è considerato il paese più suggestivo della provincia di Foggia. Per la sua singolare posizione e per le sue somiglianze con un immenso presepio, dominato dal castello della montagna è denominata “La Loggia delle Puglie”.

ARCHITETTURA RELIGIOSA

Chiesa di Sant’Andrea

è dedicata a Sant’Andrea Apostolo, patrono dell’impero bizantino. È da ritenersi la prima chiesa di S.Agata, sorta intorno al VII sec., perché molto prossima alla cinta della rocca. La chiesa di S.Andrea è attualmente, dopo quella di S.Nicola e S.Angelo, la terza Parrocchia del paese. Di particolare rilievo all’interno sono il Crocifisso in legno del ‘600 ed un coro ligneo.

Chiesa di Sant’Angelo

Di notevole pregio c’è il Trittico di Ogni Santi, dipjnto della scuola rinascimentale del Beato Angelico.

Chiesa di San Nicola

ARCHITETTURA CIVILE

Palazzo De Marinis – Calcagno

La struttura presenta vari manufatti ed elementi architettonici tra cui: lo scudo in pietra che sormonta l’ingresso principale, raffigurante l’emblema dell’antica famiglia Calcagno, cioè una mano che impugna il calcagno.

Palazzo Capria

Il palazzo ha una corte interna a forma rettangolare, pavimentata a lastre, e dotato di un pozzo. Sul portale ad arco a tutto sesto c’è lo stemma della famiglia raffigurante una capra rampante che guarda verso un sole ridente.

Palazzo Vinciguerra

L’edificio è stato realizzato su strutture preesistenti ricavate nella roccia della montagna, che costituivano abitazioni primitive acquistate dai Vinciguerra. Il portale principale è costituito da un arco policentrico barocco tramite il quale si accede ad un androne.

Palazzo Volpe

L’ingresso principale è incorniciato da un portale in pietra, con chiave di volta decorata, su cui c’è lo stemma della famiglia: una volpe che guarda verso un sole ridente.

Palazzo Barbato

È stato edificato su strutture preesistenti ricavate nella roccia della montagna, che costituiscono le cantine. I 2 ingressi sono incorniciati da portali i cui conci di chiave raffigurano 2 volti barbuti a simboleggiare il cognome della famiglia.

 

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cosa vedere a cisternino

Regalarsi una vacanza a Cisternino è un qualcosa che appaga cuore e spirito. Cisternino gode di una posizione privilegiata tra i due mari, Adriatico e Ionio, che abbracciano la Puglia. Questa città colpisce per i suoi bellissimi trulli, le strade rurali, delimitate da muretti a secco e contorniate da ulivi secolari, mandorli, fichi, maestose querce, bassi filari di viti, pale spinose di fichi d’india ornati di dolci e coloratissimi frutti. Nel centro storico ci sono piccole abitazioni in pietra a du piani, imbiancate a calce, antiche logge, archi, palazzi storici riqualificati, topiche botteghe di artigianato e prodotti enogastronomici tipici. I vicoli, con graziosi balconi fioriti, sono inebriati dall’odore di carne alla brace, secondo tradizione, nei tipici forni a legna.

Torre Normanno Sveva

È detta Torre Grande perché è la più imponente dell’antico sistema difensivo della cinta muraria. Ha una forma parallelepipeda ed è alta 18 metri con una base di 8 metri per 10 m.

Chiesa Matrice

È stata costruita nel XIV secolo su un precedente tempio cristiano di gusto romanico. Grazie agli scavi effettuati oggi è possibile visitare i resti della piccola chiesa costruita dai monaci basiliani, posta sotto la Chiesa Madre. All’interno, lungo la navata di destra si conserva la prestigiosa scultura della Madonna del Cardellino, opera di Stefano da Putignano.

Torre dell’Orologio

È il simbolo di Cisternino, costruita nel XIX secolo, se erge civettuosa ed elegantemente slanciata in piazza Vittorio Emanuele, contrastando con la semplicità delle case dell’inequivocabile aspetto seicentesco e settecentesco.

Palazzo Amati

Risalente al tardo medioevo si staglia sul “Ponte della Madonnina” da cui si può ammirare la cinta muraria del vecchio centro storico. Nel corso dei secoli tutte le torri sono state distrutte o inglobate nelle edificazioni urbane perdendo le connotazioni difensive per assumere quelle di semplici abitazioni civili, e le uniche torri cilindriche rimaste sono la torre Capece e la torre Palazzo Amati.