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cosa vedere a Barletta

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In seguito trovate tutte le migliori cose da vedere una volta arrivati a Barletta.

Castello Svevo

Costruito su una pre-esistente fortezza normanna nel 1090. Il maniero ha subito nei secoli importanti rimaneggiamenti. L’attuale struttura quadrata con i 4 bastioni a lancia posti ai vertici, è opera degli Asburgo di Carlo V che ne consolidarono le fortificazioni.

Museo Civico

Ha sede nel Castello Svevo ed espone collezioni archeologiche, quadro e sculture acquisiti dal Comune o donati da illustri cittadini. Il Museo comprende 3 sezioni: la Galleria Antica, la Galleria dell’Ottocento, la Galleria di Ferdinando Cafiero, un lapidarium e un busto attribuito a Federico II. La Galleria Antica espone opere lasciti di Giuseppe Gabbiani. La Galleria dell’Ottocento ospita le opere di 3 pittori barlettani, quasi contemporanei di De Nittis Gabbiani, De Stefano e Girondi. L’Ultima Galleria espone oggetti di artigianato, dipinti, stampe e  incisioni, lasciti del Cafiero.

Cattedrale Santa Maria Maggiore

La struttura del XII sec., è il risultato della stratificazione di epoche diverse: classica, paleocristiana, altomedievale, romanica e gotica. Accoglie i fedeli lo splendido portale rinascimentale e il bel rosone di architettura romanica. Le parti romanica e gotica sono armonicamente fuse ma distinguibili tra loro. Le principali testimonianze del periodo gotico sono rappresentate dall’abside poligonale con le cappelle e i rilievi scultorei che decorano l’intera struttura. Il campanile, su 4 livelli, è collocato sul lato nord mentre sulla facciata sinistra è visibile un’epigrafe celebrativa della Disfida di Barletta. Nella cripta sono visibili i resti di una basilica paleocristiana e di un ipogeo preromano.

Chiesa di S.Andrea

La chiesa, ha un pregevole coro in legno di fattura napoletana, con il presbiterio e con 12 altari con cappella e sepolcri delle famiglie aristocratiche della città. Nella semplicità del prospetto, spicca il magnifico portale con sculture e timpano in stile bizantino. Da segnalare la tavola della Madonna con Bambino del 1483 di Alvise Vivarini.

Cantina della Sfida

La storica osteria, oggi nota come la “Cantina della Sfida”, si trova nei locali al piano terra di un bel palazzo del’400. Questi luoghi, un tempo sede del Gran Capitano delle truppe spagnole, sono ambienti particolarmente suggestivi, con arredi e utensili di epoca medievale: panche, tavolacci, sgabelli, utensili, scudi e un grande camino. Aiutati dalla fantasia e dalla conoscenza degli avvenimenti storici, nella cantina si può rivivere il momento del lancio dell’offesa.

Chiesa di S.Maria dei Suffragi delle Anime del Purgatorio

Questa è un’importante testimonianza in stile barocco “di scuola romana” presentate a Barletta. Il fronte della chiesa, ha nella parte del basamento, il candore della pietra calcarea, mentre la parte superiore è in tufo. Il prospetto è caratterizzato da un pronao a 3 arcate, con l’arcata centrale più ampia che precede il portale d’ingresso. Il portale, con un pregevole bussolotto, capolavoro di ebanisteria, introduce nell’aula di preghiera ottagonale. La chiesa conserva 2 altari in pietra e un altare maggiore in marmo dedicato alla Madonna dei Suffragi, impreziosito da una pregevole tela di Gianbattista Calò. La geometria ottagonale è riproposta nella volta a crociera di copertura.

Santa Maria degli Angeli, Chiesa dei Greci

Si accede alla chiesa attraverso una piccola rampa e a dispetto della semplicità esterna, l’interno, a unica aula, è particolarmente interessante. la chiesa conserva una monumentale iconòstasi che per le dimensioni è tra gli esempi più interessanti dell’Italia meridionale. La pavimentazione è interamente rivestita in maioliche di tradizione napoletana nei colori del verde e dell’ocra, ai lati della sala di preghiera si trovano gli antichi scanni in legno.

Basilica di S.Domenico

Il prospetto è simmetrico con un solo ingresso segnato da un portale posto tra nicchie e lesene. L’impianto è a unica navata con 10 cappelle laterali. All’interno, la chiesa conserva tele di pregevole valore e una statua della Madonna del Rosario. Qui 13 cavalieri italiani capitanati da Ettore Fieramosca entrarono, il 13 febbraio 1503, per ringraziare il Signore al termine della nota Disfida.

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