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borghi da vedere in campania

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Qui di seguito trovate broghi più belli da vedere in Campania.

CERRETO SANNITA

Il centro storico è armonico con ampi rettilinei fiancheggiati da eleganti facciate tardo-barocche di chiese e palazzi. La lavorazione della ceramica è un’importante attività che viene insegnata nei laboratori del locale Istituto d’arte.

DA NON PERDERE

La Leonessa, enorme monolite a forma di leone con, al suo interno, una vecchia chiesa rupestre.

LETINO

Piccolo borgo di montagna all’interno del parco regionale del Maltese. Il paese è raccolto su un lungo sperone di roccia del versante meridionale del Maltese, in un contesto paesaggistico incontaminato e in posizione centrale e panoramica tra il lago di Gallo e il lago di Letino.

DA NON PERDERE

Una passeggiata per le stradine del centro storico; la parrocchiale di San Giovanni Battista, con facciata e campanile in pietra; il castello e il santuario di Santa Maria del Castello, di forme sette-ottocentesche.

MORIGERATI

Piccolo borgo medievale che sorge all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e nell’oasi WWF “Grotte del Busseto” . L’intera area offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo della zona, attraverso passeggiate, escursioni, itinerari in mezzo alla natura.

DA NON PERDERE

Il percorso guidato alla Grotta all’interno dell’oasi WWF: all’ingresso uno spettacolare portale alto 20 metri, una scala scavata nel calcare e un ponte di legno sul fiume che scaturisce dalla roccia sottostante. Il Museo etnografico regionale, che espone oggetti, fotografie, filmati e registrazioni sonore della cultura del territorio della Valle del Bussento.

SANT’AGATA DE’ GOTI

Le vie interne sono a misura d’uomo, la toponomastica ricorda funzione o forma: vicolo stretto, vico Ortolani, vicolo del Forno. Via Riello e via Martorano abbracciano il centro storico confluendo nell’arteria principale del borgo antico, via Roma. Percorrere queste caratteristiche strade a piedi e scoprire le piazze, che si aprono d’improvviso, i monumenti e i palazzi, che si ergono maestosi all’uscita degli stretti vicoli, è un piacere per gli occhi e per la mente.

DA NON PERDERE

Il Duomo, preceduto da un’ampio portico formato da 12 colonne antiche e dall’interno barocco. La chiesa di S. Menna, da notare il tappeto di mosaici cosmateschi, uno dei più antichi dell’Italia meridionale. Il Giudizio Universale, all’interno della chiesa dell’Annunziata, una delle più importanti realizzazioni della pittura tardogotica campana. Il salone degli stemmi, all’interno del Palazzo vescovile, mostra le effigi di 68 vescovi, indicativo dell’importanza della diocesi locale.

 

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borghi da vedere in Molise

Vi indico 2 bellissimi borghi da visitare assolutamente in Molise.

AGNONE

Nobile centro dalle vetuste chiese ricche di portali egregi, è luogo dove le epoche si sovrappongono. Città medievale stemmata di blasoni, ottocentesca cesellatrice di ori, lavoratrice di rami.

DA NON PERDERE

Palazzo San Francesco e la sua biblioteca; le sedici chiese del centro storico, le botteghe artigiane, il Museo storico della camoana e l’area archeologica. I tesori d’arte all’interno delle chiese e dei palazzi, i mulini ad acqua e le antiche fonderie del rame.

FROSOLONE

DA NON PERDERE

Visita al centro storico; il Museo dei Ferri taglienti; le botteghe artigiane dove è possibile acquistare forbici e coltelli di produzione locale lavorati a mano; la chiesa madre di S. Maria Assunta, l’altare ligneo del ‘400 della chiesa di S. Maria delle Grazie; la montagna di Colle dell’Orso con le sue faggete e panorami meravigliosi; l’eremo di S. Egidio ed il Museo della pietra; la Mostra nazionale di forbici e coltelli in agosto; la fontana dell’immacolata con i suoi lavatoi in pietra.

 

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borghi da vedere nel lazio (parte 2)

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Secondo capitolo di piccoli borghi da vedere nel Lazio.

PALENA

Il paese conserva un borgo antico dagli scorci caratteristici, con archi e portali in pietra; nella parte alta si erge la roccaforte del castello ducale, nel cuore dell’abitato, il piccolo teatro aventino. Salendo sul monte Porrara, è possibile godere di un bellissimo panorama e, arrivati a quota 1272 m, si incontra l’eremo della Madonna dell’Altare.

DA NON PERDERE

Il Museo geopaleontologico dell’Alto Aventino, presso il castello, con un’importante raccolta di fossili e collegato con il geo-sito alle sorgenti dell’Aventino. La chiesa della Madonna del Rosario, nei pressi della pittoresca piazza del Municipio, con un elegante prospetto su gradinata a doppia rampa, un magnifico rosone a ruota del ‘500 e interessanti opere pittoriche e scultoree.

ROCCASCALEGNA

Il borgo medievale, immerso in un contesto naturalistico incontaminato, presenta anche rilevanti fattori di attrattiva storico-culturali, tra cui la chiesa di S. Pietro e la chiesa dei SS. Cosma e Damiano.

DA NON PERDERE

Il castello medievale. L’abbazia di S. Pancrazio, che mostra le tracce di un passato glorioso e di un antico splendore.

 

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borghi da vedere in abruzzo

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I borghi più belli dell’abruzzo sono:

CIVIDELLA ALFEDENA

Il paesino lindo e appartato, conserva tra le strette viuzze dell’intatto centro storico alcuni palazzetti del ‘600 e del ‘700, una torre trecentesca e la seicentesca chiesa di San Nicola. Grazie alle numerose strutture ricettive, alle botteghe di prodotti tipici, ai musei ed alle aree faunistiche nei dintorni, Civitella rappresenta uno dei migliori esempi di integrazione tra un’area protetta e l’economia locale.

DA NON PERDERE

Il Museo del Lupo appenninico, punto di riferimento per chi visita il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’escursione alla Camosciara, il selvaggio anfiteatro rupestre dominato dal monte Sterpidalto e del Balzo della chiesa, dove vive il camoscio d’Abruzzo.

FARA SAN MARTINO

Ha le gole di San Martino alle sue spalle che sono impressionanti e spettacolari e sono il biglietto da visita della città. Meta ideale per gli amanti della natura, del trekking e delle attività all’aria aperta, Fara offre anche attrattori storico-culturali ed è conosciuta anche come “città della pasta”, per i numerosi pastifici presenti nel territorio.

DA NON PERDERE

Le escursioni attraverso le gole di San Martino, scoprendo anche i resti dell’abbazia benedettina di S,Martino in Valle. Le suggestive sorgenti del fiume Verde, dove potersi rilassare a contatto con la natura. Il centro storico, caratterizzato dall’antico borgo medievale di “Terravecchia” al quale si accede attraverso la  “Porta de Sole”, e dalla parrocchiale di San Remigio. Il Museo Naturalistico del Parco Nazionale della Majella e quello delle Arti e Tradizioni Faresi “Macaronium”, dedicato alla tradizione della produzione della pasta.

LAMA DEI PELIGNI

Dal paese, percorrendo la strada verso Palena, si incontrano le grotte del Cavallone, tra le più alte d’Europa. Nel paese presso il Centro visite del Parco si possono ammirare il Museo Naturalistico Archeologico e il giardino botanico. Nella piazza Umberto I si trova la parrocchiale dei SS. Nicola e Clemente, nella parte alta del paese la chiesa di Maria SS. Della Misericordia.

DA NON PERDERE

L’Area faunistica del camoscio d’Abruzzo.

 

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borghi da vedere nel lazio

I primi migliori borghi del Lazio di cui vi voglio parlare sono i seguenti:

BASSIANO

Il caratteristico centro storico, di struttura circolare, con le mura castellane, nove antiche torri e ben tre porte, ricorda il passato medievale del luogo. Salendo per una serie di scalette tra vicoli e passaggi nascosti, si possono osservare case addossate le une alle altre e costruite in calcare, fino ad arrivare alla piazza S. Erasmo, dove si affaccia la parrocchiale dedicata al patrono della città, con pregevoli opere d’arte e affreschi. Da visitare le chiesette medievali di S. Nicola e S. Maria.

DA NON PERDERE

Una passeggiata tra gli stretti vicoli in pietra del centro storico. Il Museo delle Scritture “Aldo Manunzio”, che guida il visitatore attraverso un percorso storico e antropologico delle forme di scrittura; il museo è ospitato nello storico palazzo Caetani.

FOSSANOVA

Incantevole borgo medievale racchiuso nella suggestiva cornice della celebre abbazia cistercense, costituito da prestigiose architetture esaltate dalla locale pietra calcarea. Gli antichi edifici che fanno da corona al complesso monastico si integrano in modo armonico, ospitando al loro interno spazi per lo svolgimento di eventi culturali, tipiche botteghe artigianali e punti di ristoro.

DA NON PERDERE

L’abbazia cistercense di S. Maria, il nucleo è costituito dalla splendida chiesa a 3 navate su pilastri, con transetto e coro rettangolare; dalla destra della chiesa si accede poi al chiostro, al refettorio e alla sala capitolare, tutti luoghi ricchi di elementi architettonici di grande fascino. Il Museo Medievale, allestito nell’antica Foresteria cistercense, dove si può rivivere la vita medievale attraverso materiali provenienti dai recenti scavi condotti dell’area.

LEONESSA

Città d’arte e uno dei principali punti di approdo del turismo nell’area del Terminillo e tra le più apprezzate mete, soprattutto invernali, per appassionati di escursionismo e sci. Vanta capolavori come la chiesa di San Pietro, e la trecentesca chiesa di San Francesco, col suo famoso presepe in terracotta. Da segnalare il santuario di San Giuseppe da Leonessa, patrono della città. Sull’abitato domina la torre angiolina, maestosa opera poligonale terminale delle antiche mura di cinta.

DA NON PERDERE

La rassegna nazionale delle regioni a cavallo, la rievocazione del Palio del velluto e la sagra della patata.

NEMI

È uno dei centri storici più caratteristici dei castelli romani, con i pittoreschi vicoli su cui si affacciano botteghe artigiane e balconi fioriti, e dominato dal turrito palazzo baronale. Nemi è famosa anche per le fragoline di bosco cui viene dedicata ogni anno a giugno la sagra delle fragole, preceduta il giorno prima dalla mostra dei fiori.

DA NON PERDERE

Il Museo storico-archeologico delle navi romane, imbarcazioni. Il romitorio di San Michele Arcangelo, edificio di culto rupestre.

SAN DONATO VAL DI COMINO

Borgo medievale, il centro storico si visita meglio a piedi, attraverso gli angusti e tortuosi vicoli di via Castello, gli archi e i passaggi di vicolo Marozzi e vico Torre, i sottoportici in pietra delle vie Cerasole e Belfiore.

DA NON PERDERE

Il percorso storico-culturale i luoghi della memoria all’interno delle porte del borgo antico. Le mura poligonali di epoca romana in località San Fedele. Per gli amanti del trekking, la Via degli uliveti e l’Anello delle fonti dove scoprire antiche sorgenti.

 

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borghi da vedere nelle marche (parte 4)

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Ecco a voi altri dei borghi più belli della regione marche.

PIEVEBOVIGLIANA

Offre un paesaggio collinare: da un lato si aprono le vallate che conducono alla pianura marchigiana, dall’altro si accede ai primi pascoli montani, preludio del paesaggio dei monti Sibillini. Una parte dello stesso territorio è compresa all’interno dell’omonimo Parco nazionale.

DA NON PERDERE

Il centro storico e il Pievebovigliana Museo. La parrocchiale di S. Maria Assunta, con una preziosa cripta recuperata nel 1930. La chiesa romanica di S. Giusto e quella medievale di S. Giovanni. Il Museo “Raffaele Campelli”, con dipinti di Cola di Pietro, Venanzio da Camerino e dei fratelli De Magistris.

RIPATRANSONE

Si trova in posizione panoramica tra le valli del torrente Menocchia e del fiume Tesino, conserva ancora oggi le mura e le porte d’accesso. Cuore dell’abitato è piazza XX Settembre in cui si trovano il Palazzo del Podestà, uno dei musei meglio conservati delle Marche, e il palazzo Municipale.

DA NON PERDERE

La cattedrale, il Museo Archeologico, con oltre 3.000 reperti. La pinacoteca, con un ricco patrimonio di opere. Il vicolo più stretto d’Italia. Il complesso delle Fonti, con la corte e il teatro all’aperto.

 

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borghi da vedere nelle marche (parte 3)

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I migliori borghi delle marche solo per voi.

MONTECASSIANO

Nella piazza centrale sorgono il palazzo dei Priori e il convento degli Agostiniani. Per una scalinata si sale alla parrocchiale di Santa Maria Assunta, con la pala d’altare in terracotta di Della Robbia e una tavola di G. da Recanati. A ridosso delle mura, il parco del Cerreto offre una bella vista sul panorama circostante.

DA NON PERDERE

Il Museo di arte sacra, situato nella chiesa di San Giovanni Battista. La Pinacoteca Civica, nel piano nobile di palazzo Compagnucci e la galleria “G. Cingolani” nel Palazzo dei Priori. I cortili di San Giacomo e delle Clarisse e il chiostro degli Agostiniani, nel centro storico.

MONTELUPONE

Borgo ideale, in cui arte e tradizione si fondono armonicamente con il passaggio naturale circostante. Il centro storico è posto sulla cima di una rotondeggiante collina e culmina nella piazza che raduna i monumenti più illustri. Nei dintorni dell’abitato si trova la chiesa romanica di S. Firmano, già appartenente a un’abbazia benedettina.

DA NON PERDERE

La pinacoteca, nel palazzo del Podestà, con un’alta torre a merlatura ghibellina. Il teatro Nicola degli Angeli. Il Museo di Arti e Mestieri, nei sotterranei del municipio. La chiesa monumentale di San Francesco. La sagra del carciofo di Montelupone.

MONTERUBBIANO

Nel centro di impianto medievale da vedere: la collegiata di S. Maria dei Letterati; l’antica pieve dei SS. Giovanni Battista ed Evalgelista; il palazzo comunale sede delle collezioni archeologiche e della pinacoteca.

DA NON PERDERE

Il polo culturale S. Francesco. Il teatro Pagani, con un’interessante stagione di spettacoli.

OSTRA

Conserva una cinta muraria medievale che abbraccia il suo nucleo più antico, caratterizzato da vie strette e tortuose. la centrale piazza dei Martiri è dominata dal palazzo comunale e dal teatro La Vittoria. Da vedere anche la chiesa di S. Francesco, con affreschi di Filippo Bellini e tele di Ercole Ramazzini.

DA NON PERDERE

La mostra nazionale di antiquariato e artigianato artistico. Il santuario Madonna della Rosa, con l’edicola miracolosa dedicata alla Madonna e tavolette votive.

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borghi da vedere nelle marche (parte 2)

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Vi continuo ad illustrare i borghi più belli da vedere nelle Marche.

GENGA

Borgo racchiuso tra le mura del castello. Da visitare il museo “Arte, storia, territorio”, presso il Palazzo Fiumi Sermattei, che espone i capolavori dell’antica chiesa di San clemente, vero scrigno di arte e di storia con opere di Antonio da Fabriano. Nel borgo antico di San Vittore è visitabile il Museo speleopaleontologico, che presenta l’ampio panorama delle ricchezze della storia e di questo territorio.

DA NON PERDERE

Le grotte di Frasassi, uno tra i più spettacolari complessi di questo genere conosciuto in Italia. La cavità maggiore è detta Grotta del Vento. La chiesa di San Vittore delle Chiuse, tra i più importanti romanici delle Marche. L’eremo santuario di Santa Maria Infra Saxa, un tempo convento di clausura. Il tempietto del Valadier che ospitava una statua della bottega del Canova raffigurante la Madonna con Bambino, ora nel museo di Genga.

GRADARA

La sua rocca e il suo borgo rappresentano una delle strutture medievali meglio conservate d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la fortezza la rendono anche una delle più importanti.

DA NON PERDERE

La rocca, e i camminamenti di ronda. Le mostre d’arte contemporanea presso il Palazzo Rubini Vesin.

MERCATELLO SUL METAURO

Il borgo fu tra i castelli più importanti della Massa Trabaria, antica regione governata da potentati locali, e ha mantenuto l’impianto medievale. Il centro storico è caratterizzato da una cinta murata protetta dal solco dei due corsi d’acqua: il metauro e il torrente S. Antonio. Il Toponimo “mercatello” suggerisce l’antica funzione commerciale.

DA NON PERDERE

La collegiata, con un’antica icona bizantina raffigurante la Madonna delle Grazie in una preziosa teca di legno dorato e dipinto. Il Museo della Collegiata, con un’ampia collezione di arredi sacri. Il Castello della Pieve. Il museo e la chiesa di S. Francesco, gioiello di stile romanico-gotico, con notevoli opere d’arte come il crocifisso di Giovanni da Rimini, il polittico attribuito a Giovanni Baronzio, la duecentesca tavola di Bonaventura di Michele “Madonna col Bsmbino” e il monumento sepolcrale di Bartolomeo Brancaleoni.

MONDAVIO 

Chiuso in una cinta muraria e difeso da una poderosa rocca. Conserva nei palazzi e nelle chiese i segni di un passato glorioso. La rocca è il principale monumento e simbolo di Mondavio.

DA NON PERDERE

La rocca, sede del Museo di Rievocazione Storica e Armeria, con manichini in costume e armi dal ‘400 al ‘700. Il teatro Apollo, di origine tardo settecentesca. La rievocazione storica Caccia al cinghiale.

 

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borghi da vedere nelle marche

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Vi descrivo qui di seguito i migliori borghi delle marche.

ACQUAVIVA PICENA

Il borgo medievale è cinto da mura e bastioni e culmina nella poderosa fortezza, capolavoro dell’architettura militare rinascimentale. La piazza è il baricentro del centro storico, disposto in forma allungata fra due opposti colli. Le strade del borgo corrono fra loro quasi parallele e sono raccordate da rampe gradonate come il pittoresco vicolo del trabucco. Da visitare la chiesa romanica di San Rocco, al cui interno si conserva la pregevole statua lignea del Santo, e la chiesa di San Lorenzo contenente un retablo seicentesco.

DA NON PERDERE

La fortezza, un quadrilatero irregolare con bastioni angolari che chiude una corte; il Vicolo del Trabucco, dove anticamente erano depositate delle macchine belliche simili alle catapulte. La chiesa e convento di San Francesco, fondati secondo la tradizione del santo. Il Museo della Pajarola, tipico cesto di paglia.

CAMERINO

la località vanta un centro storico antico. Importante centro culturale, nel palazzo ducale ospita una celebre e antica università e, presso il convento di S. Domenico, la pinacoteca e il Museo civico archeologico. Nella cripta del Duomo è conservata la trecentesca arca gotica di S. Ansovino, antico vescovo della città.

DA NON PERDERE

Il Teatro storico Filippo Marchetti, con un’interessante stagione di spettacoli.

CORINALDO

Città medievale e rinascimentale, custodisce le mura tra le meglio conservate delle Marche, quasi un km di fortificazioni intravellate da portoni, bastioni, torri nonché uno sperone merlato. Il centro storico è caratterizzato da vie strette che a ponente si dilatano  diventando più ampie e regolari. Alcune hanno l’aspetto di vero monumento come la Piaggia, o “cento scale”, che sale fino alla sommità del colle. Città natale di Santa Maria Goretti, è possibile visitarne la casa e il Santuario diocesano a lei dedicato.

DA NON PERDERE

Il teatro Carlo Goldoni, già dotato di un ingegnoso dispositivo capace di elevare o abbassare la platea a seconda delle necessità. La civica raccolta d’arte sacra, con opere e reliquari di artigianato siculo del’500.

FRONTINO

È il più piccolo comune della Provincia di Pesaro e Urbino ed è inserito nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, da scoprire attraverso i numerosi sentieri e grazie al Parco Faunistico in località Pian dei Prati. Tra gli attrattori storico-culturali: il Museo F. Assetto, che ospita numerose opere dell’artista torinese precursore della pop art, che ha anche donato al paese la caratteristica fontana nella piazza situata a nord, il convento francescano di Montefiorentino, immerso nel verde e tra i più grandi delle Marche, il monastero di San Girolamo del 1500 oggi destinato al turismo: un’oasi di tranquillità tra querce secolari.

DA NON PERDERE

Il catello, caratteristico e suggestivo con strade e piazze lastricate di ciottoli del Mutino; il mulino di Ponte Vecchio, recentemente restaurato, che ospita il Museo del pane e un locale dove poter degustare e acquistare i prodotti del territorio.

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borghi da vedere in toscana (parte 3)

RADICOFANI

Affacciato sulla val d’Orcia, all’interno del parco omonimo, l’antico paese spicca sulla cima di una roccia, sulla quale si sviluppa in un intrico di stretti vicoli costeggiati da possenti edifici in pietra e botteghe tradizionali di oggetti in terracotta. Tra le case si erge il castello che vanta una singolare presenza: il fuoriuscito senese Ghino di Tacco.

DA NON PERDERE

L’imponente castello, dalla caratteristica sagoma merlata. La romanica chiesa di S. Pietro, con alcune terracotte robbiane e una Madonna col bambino del Valdambrino. Il Palazzo della Posta, antica stazione dogana in cui sostarono Montaigne, Chateaubriand e Dickens.

SAN CASCIANO DEI BAGNI

Antico e carattristico borgo che si trova nel punto più meridionale della provincia di Siena. All’entrata del paese, in piazza Matteotti, è situato il Castello Turrito. Con il suo aspetto imponente e medievale, caratterizza tutto il paese, ed è visibile da ogni punto del circondario.

DA NON PERDERE

Il dedalo di stradine del borgo storico, d’impianto medievale con resti della cinta muraria, ruota attorno alla cinquecentesca collegiata di S. Leonardo e al suo campanile. Le Terme, le cui acque sono consigliate per la cura delle malattie reumatiche. Il tempietto pagano dedicato alla dea della salute Igea.

SAN GIMIGNANO

Il suo centro storico colpisce il visitatore prima dell’arrivo, da quando compare con le sue 13 imponenti torri, che nel periodo storico di massima prosperità erano ben 72. Di grande bellezza le piazze del borgo, tra cui: piazza delle Erbe con le torri dei Salvucci (dette anche gemelle); piazza della cisterna, a pianta triangolare, circondata da case-torri medievali, pavimentata a mattoni a spina di pesce e con le due torri Ardinghelli; piazza del Duomo, centro monumentale della città, con il palazzo del Podestà, dominato dalla torre “Rognosa” e con al piano terreno una loggia con 3 file di sedili in pietra.

DA NON PERDERE

La collegiata, che conserva una straordinaria raccolta di cicli pittorici, e la cappella di Santa Fina, annoverata tra i capolavori del Rinascimento toscano. Il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Sant’Agostino. La rocca di Montestaffoli, dalla cui ultima torre superstite si gode una splendida vista sul centro storico e sulle torri.

SARTEANO

Borgo dominato dal castello quattrocentesco che si staglia sullo sfondo del verde massiccio del monte Cetona.

DA NON PERDERE

La tomba della Quadriga Infernale, il cui eccezionale rinvenimento, avvenuto nel 2003 nella monumentale necropoli delle Pianacce, a poca distanza dal centro di Sarteano, ha costituito una delle scoperte più significative nel campo dell’etruscologia degli ultimi decenni. Il Museo civico archeologico ospitato nelle sale del cinquecentesco palazzo Gabrielli.

TREQUANDA

Piccolo comune circondato da boschi, vigneti e oliveti, immerso nella natura incontaminata delle Terre di Siena. Terra di contadini, dove fanno da spicco le produzioni  tipiche locali: olio extravergine di oliva, vino, formaggi, miele. Nella piazza principale si è subito colpiti dalla facciata a scacchi di pietra bianchi e neri della parrocchiale dei Santi Pietro e Andrea, di fondazione duecentesca. Altre atmosfere medievali si respirano nelle due piccole frazioni di Castelmuzio e Petroio.

DA NON PERDERE

Il Castello Cacciaconti con la sua imponente torre cilindrica e il Museo della terracotta di Petroio che celebra la tradizionale arte tipica del luogo.