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Lugano, alcuni spunti di cosa fare

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Lugano è la città più grande della regione di villeggiatura del Ticino, oltre ad essere il terzo polo finanziario e un importante centro  di congressi, banche e d’affari della Svizzera, è anche la città dei parchi e dei giardini fioriti, delle ville e degli edifici religiosi. Dall’alto delle due cime che dominano Lugano, i monti San Salvatore e Brè, si ammira il magnifico panorama sulla città, il lago e le montagne circostanti. Dal Monte Brè un sentiero a piedi scende fino al villaggio di Brè, che ha saputo conservare il suo fascino tipicamente ticinese, e aggiungendovi opere d’arte raffinate. Un’escursione che parte dal San Salvatore porta in basso al delizioso villaggio di Carona sul Lago di Lugano. Altre possibilità di escursioni conducono al villaggio di pescatori di Gandria, sul Monte San Giorgio o sul Monte Generoso, o al mondo lillipuziano di Swissminiatur a Melide.

IL MEGLIO

  • Parco Civico Ciani, affacciato sulle rive del Ceresio, luogo di tranquille passeggiate, dove non si può rimanere impassibili al fascino suscitato dagli imponenti alberi secolari.
  • Monte Brè (925 m), montagna di Lugano, con la funicolare che parte da sobborgo di Cassarate. Magnifica veduta sulla città, il lago e le montagne, fino al di là della frontiera.
  • Monte San Salvatore (912 m), possibilità di scendere dalla cima del “pan di zucchero” di Lugano-Paradiso (funicolare) per il sentiero panoramico fino a Carona e più lontano fino a Morcote.
  • Cattedrale di San Lorenzo, notevole edificio al di là della città vecchia, con facciata in stile rinascimento lombardo; all’interno sono conservati numerosi affreschi e preziose opere barocche.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angioli, questa chiesa conventuale costruita verso il 1500 racchiude magnifici affreschi dei maestri del Rinascimento.
  • Museo Hermann Hesse a Montagnola, piccolo museo personale dello scrittore Hermann Hesse; il Ticinese d’adozione visse e scrisse per mezzo secolo nel sud della Svizzera.

 

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I buoni motivi per vedere Atene

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Ci sono molti buoni motivi per andare a visitare Atene, io ve ne indico alcuni:

  1. l’Acropoli

Per non trovarla troppo affollata, basterà prendersi il lusso di salirci a piedi in lento avvicinamento per Anafiotika, superando la Plaka e l’Agorà e entrando nel recinto sacro giusto una mezz’oretta prima della chiusura, quando le comitive sciamano verso i bus.

2. Perdersi ad Anafiotika

Sembra un villaggio rubato di peso a qualche isola cicladica. Un dedalo di viuzze intonacate a calce che si arrampica sui fianchi dell’Acropoli.

3. L’arte contemporanea

Inevitabile pensare alla Deste Foundation Centre for Contemporary Art, che compone una mappa dei talenti della scena mondiale; The Breeder Projects, team e art magazine ultra-avantgarde; e la galleria Kappatos.

 4. Il Museo Benaki

Completamente rinnovato: arte cicladica, gioielli ellenistici, icone e tessuti copti. Un’impressionante raccolta di costumi e ricami dalla Grecia.

 5. Scoprire le radici d’Occidente

Nelle sale dell’immenso Museo Archeologico Nazionale si ripercorre l’arte dell’Occidente. Visitate poi il Museo Bizantino e Cristiano, il cui nucleo è nella villa della duchessa di Piacenza Sophia de Marbois: icone protocristiane, spiritualità e segni estetici di enorme interesse.

 6. Camminare tra i profumi

Guardare e non toccare: i frutti delle migliaia di alberi d’arancio che crescono ai lati delle strade ateniesi. Piantare nuovi alberi è stata senza dubbio una delle migliori iniziative che siano state intraprese da decenni nel centro della città.

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eco-resort in cui andare almeno una volta

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Vi indico dei resort ecofriendly.

Gradonna Mountain Resort (Tirolo)

Sembra un paesino di montagna, invece è un eco-resort dove vige l’assoluta interdizione al traffico delle auto. Si trova in Tirolo, è costruito in legno massiccio secondo le più severe norme di edilizia ecologica. In questa meta, ideale per immergersi nel Parco Nazionale degli Alti Tauri  con  suoi 250 km di sentieri, si impara a fare a meno della plastica: nulla è confezionato, tutto viene preparato al momento. Non si possono usare le cannucce e, nelle stanze, la linea cosmetica Magdalena’s (vegana, bio e cruelty free) è proposta in dispenser ricaricabili. In più, durante le escursioni a piedi nudi nel bosco accompagnati da una guida locale si riscopre il piacere del contatto diretto con la natura, rafforzando il nostro legame con la Terra.

Coral Lodge (Mozambico)

Un paese lontano dal turismo di massa e una piccola isola corallina, Ilha Mozambique, al largo della sua costa nord, che sembra perduta nel temp e nello spazio. Qui, il Coral Lodge è un esempio virtuoso di turismo ecosostenibile: un luxury resort che, è il primo in Mozambico a diventare completamente autonomo per l’energia  elettrica, grazie a turbine eoliche innovative e prodotti legati alla tecnologia solare. Tra le attività greeen proposte agli ospiti c’è l’osservazione delle balene, che dall’ultima settimana di luglio fino a settembre migrano lungo la costa. Imperdibile lo snorkeling per scoprire e imparare a rispettare le specie che popolano la barriera corallina.

Lefay Resort  & Spa Lago di Garda

È stato il primo resort eco sostenibile in Europa, segue un principio preciso: il benessere della persona non può prescindere dal benessere dell’ambiente. Dal design integrato nel territorio alla produzione di energia elettrica, calore e raffreddamento da fonti pulite e rinnovabili, ogni accorgimento è messo in atto per ridurre l’impatto sull’ambiente. Il Lefay compensa le proprie emissioni residue destinando  parte della tariffa pagata dagli ospiti all’acquisto di crediti per finanziare progetti internazionali per ridurre le emissioni di CO2. Nella spa, infine, si usano cosmetici bio e naturali, senza coloranti, parabeni e certificati vegan ok.

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messina, cosa vedere nella perla della sicilia

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Messina, in bilico tra isola e Continente, è la città dove l’essenza sicura la si manifesta, per contrasto, in tutta la sua forza. Dal Belvedere di Cristo Re, sacrario che domina la parte alta dell’abitato, sembra di poter sfiorare la Penisola, tra il viavai di navi e traghetti e il profilo delle Eolie. Affacciati su piazza Duomo, ecco i monumenti più famosi: la Basilica che tra gotico, barocco e neogotico racconta le epoche e le storie dell’isola; la Fontana di Orione, “la più bella del cinquecento europeo”, e poi il campanile con l’unico orologio astronomico meccanico in Italia, intorno al quale, alle 12, 5 figure di bronzo si animano al suono dell’Ave Maria di Schubert. La loro danza racconta la Guerra del Vespro del 1282, momento fondante della storia locale che si chiuse con la cacciata degli Angioini. È pura devozione la Festa dell’Assunzione della Vergine del 15 agosto, quando i fedeli trascinano un carro alto più di 15 metri. Sono un culto i cannoli, le cassate e le granite di cui Messina è la capitale assoluta, da provare al mattino con la brioche calda. Una Sicilia da mordere e da gistare: indimenticabile come la focaccia messinese con scarola, tuma, sarde salate e pomodoro, come i pidoni, calzoni fritti farciti con indivia e tuma. Sono veri riti locali anche il tuffo a Capo Peloro, che qui chiamano Il Faro, davanti alla Laguna oggi Riserva naturale orientata e sotto l’enorme traliccio che un tempo portava l’elettricità dal continente. Di rito anche la visita al villaggio di Ganzirri, dove i pescatori intrecciano ancora nasse e coltivano i mitili; il giro sulle loro feluche con pranzo finale di pesce. O la gita a sud verso Taormina e le memorie della Sicilia greca e romana. Poi al fresco di Castelmola, sopra la città, per un’ora di riposo davanti al Duomo, romanico e gotico, con tocchi arabi ed echi normanni. Un canto alle tante anime di questa terra.

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liguria: emozioni a ponente

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Da Varazze a Finale. Lasciando l’autostrada per un  itinerario tra litoranee panoramiche, spiagge, borghi a colori e sapori di una Liguria mai scontata.

C’è una Liguria, a Ponente ancora capace di stupire. Sono borghi di pescatori che hanno mantenuto fascino e carattere, città e cittadine con i loro indirizzi da scoprire, spiagge e calette dove le Bandiere blu non smettono di moltiplicarsi. Da Varazze a Finale Ligure è un susseguirsi di scenari mutevoli, da scoprire fra un tuffo e un’arrampicata sulla roccia tra climber di tutto il mondo.

STRADE BLU

Facile arrivare sulla costa in autostrada, ma ci sono altri percorsi più emozionanti. Ad esempio la strada che, oltre l’Appennino, scende al mare della selvatica cresta del Monte Beigua. Bastano pochi minuti per scendere dalle colline alla spiaggia di Varazze. Lasciate alle spalle le curve, è il momento di un tuffo, o di una passeggiata sui moli, fra i pescatori, magari per imbarcarsi, con i bambini, sulla barca di pescaturismo di Capitan Morgan, per una mezza mattina in mare fra le reti e il pescato. Il Marina varazzino dal 2006 è un vero e proprio porto-resort, con il piacevole lungomare, i negozi, i ristoranti e, ovviamente, gli yacht. Si rallenta tra le strette viuzze del centro di Celle Ligure, ricco di edifici storici, dal settecentesco Palazzo Ferri, sede del municipio, alle ultime case verso ponente, l più antiche di Celle, dove nel XVII secolo arrivavano dall’Elba le barche cariche di bisolfuro di ferro, diretto alle ferriere di Sassella. Sono le case dei pescatori locali, celebri per la maestria delle loro reti, e dei corallari che nei secoli passati hanno saputo scovare i migliori manchi del Mediterraneo. Ecco Savona, raccolta intorno al suo porto e alla Torretta. Proprio da questo simbolo della città sorto a fine 300 parte via Paleocapa, con i portici, cuore dello struscio cittadino. Ai lati si aprono antichi caruggi. Ancora a Ponente, prima di Vado, su una spiaggia inaspettata e davanti a un mare sorprendentemente cristallino, ci si ferma al Mare Hotel, dove design, privacy e personalità si coniugano alla perfezione nelle cabine della spiaggia privata dai colori pastello.

TORRI, SCALATE E VECCHIE VELE

Sempre lungo la costa, l’antica Aurelia accompagna i viaggiatori in una successione di borghi colorati, spiagge, insenature e alte falesie. Tra momenti contemplativi e tratti di guida divertente. Sfilano Bergeggi e Spotorno, ed è già Noli, piccolo gioiello fiorito all’epoca della Repubblica Marinara, con 72 torri per altrettante famiglie di mercanti. Oggi di quella ricchezza rimane poco, di torri ne restano in piedi 4,  ma il borgo vale sempre una sosta con la sua atmosfera rilassata e sospesa. Fra i vicoli, in via Musso, la galleria Noli Arte offre quadri e sculture a tema marinaro e le chiacchiere di Santo Nalbone, appassionato esperto del borgo e della sua gente. Ed ecco il tratto più spettacolare: quello lungo Capo Noli, aggrappato alla roccia e a piombo sul mare più bello della Liguria. E quando si arriva all’ampia spiaggia di Varigotti, si può tirare fuori dalla macchina tutto ciò che serve per divertirsi in acqua. Ultima tappa, Finale, dove la cultura marinara incontra il medioevo e dove si scopre un approcio diverso al paesaggio costiero. Da qualche decennio questa è una capitale del free climbing, l’arrampicata sportiva, sulle numerose falesie di granito. Basta fermarsi a Finalborgo, appena all’interno, per trovare tra vicoli, case colorate e localini, una miriade di negozi di abbigliamento e accessori per scalare che neanche a Cortina o a Courmayeur.

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4 posti di mare da sogno

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Vi parlo di 4 posti da sogno per fare le vostre vacanze

Paxos e Antipaxos (isole ionie)

I fondali che circondano quest’isoletta allungata nello ionio sono trasparenti e il suo mare bello come un quadro impressionista, dipinto nei colori dal verde acqua al turchese, al blu cobalto, che vibrano in tessuti di luce. Ogni giorno si può scegliere una caletta diversa, di roccia o di ciottoli bianchi: fra le più belle, Poanda, Kipiadi e Mamari, raggiungibili solo a piedi. Chi preferisce la sabbia, prende un taxi-boat per Antipaxos, che nel suo frastagliato litorale nasconde 2 spettacolari spiagge di arena chiara e finissima, Voutoumi e Vrika. La sera si va a Gaios, il paese principale, color pastello il stile venezian. Anche Loggos ha un lungomare pieno di taverne.

Da non perdere

Il faraglione di Ortholithos e l’arco di roccia di Tripitos sulla costa ovest, da esplorare in gommone o con un’escursione in battello da Gaios.

Kastellorizo

È l’isola più orientale della Grecia, a soli 2 km  mezzo dalla costa turca. E ha un solo paese, di una bellezza commovente e quasi metafisica, con le piccole case colorate in stile neoclassico disposte ad anfiteatro lungo una baia dalla forma squadrata. Dai tetti rossi spuntano la cupola e il minareto della ex moschea, ricordo del periodo ottomano, e l’elegante campanile di marmo della Cattedrale. Ancora più in alto, in cima a una roccia rossastra svettano le rovine della fortezza costruita nel Medioevo dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. La luce azzurrina avvolge e trasfigura le forme, fissando luoghi e sensazioni in un limbo mediterraneo fuori dal tempo. Fuori dal centro abitato, solo roccia, silenzio e un mare “da scoglio”: non ci sono spiagge, ma si può fare il bagno già nella baia di Mandraki, a 10 minuti a piedi dal porto; sul versante orientale, a Faros, Kavos e Plakes si trovano piattaforme e scalette per stendere nell’acqua cristallina. E le barche dei pescatori portano alla spettacolare Grotta Azzurra, dove si nuota ammirando le stalattiti che ne ricoprono le pareti.

Da non perdere

l’isola è anche detta Megisti perché è circondata da una serie di isolotti rocciosi ancora più piccoli, che si visitano in barca. Il principale è Ro, con 2 belle spiaggette e la tomba di Despina Achladioti.

Andros (Isole Cicladi)

Il colore dominante di Andros è il verde della vegetazione, che cresce rigogliosa grazie alle sorgenti disseminate nell’entroterra: c’è persino una piccola cascata, che forma un idilliaco laghetto fra le rocce. Gli scenari naturali sono grandiosi, con vallate incise dai muretti a secco e punteggiate da monasteri, chiesette e colombaie a torretta. Qui si snodano 150 km di sentieri per fare trekking. Naturalmente, ci sono anche le spiagge, e tante, su circa 180 km di costa. Nei dintorni di Batsi, si allungano la mondana Chrissi Ammos e Agios Petros. Nel selvaggio nordsi aprono la mezzaluna di sabbia e ciottoli chiari di Fellos e la spiaggia di ciottoli argentei di Vitali, chiuse fra le imponenti vallate di roccia e semi deserte. Nella perte sud, la più bella è Tis Grias To Pidima, con un grande pinnacolo di roccia che ricorda una figura umana.

Da non perdere

Il capoluogo Chora, sulla costa orientale, che si allunga su un promontorio con le sue caratteristiche dimore patrizie in stile neoclassico. Sulla punta collegato da un ponticello in pietra, c’è un isolotto con le rovine del Kastro, il castello medioevale veneziano.

Sifnos (Cicladi)

Il suo simbolo è il monastero di Chrissopigi, avvolto dal blu dell’Egeo, il cui bianco profilo fa da sfondo alla vicina spiaggia di Apokofto. Sospeso nel blu è anche l’antico paese – fortezza di kastro, dai cui bastioni si ammira uno spettacolare tramonto. Nell’entroterra si allunga il capoluogo Apollonia, con le sue chiese e le immacolate abitazioni in puro stile cicladico, che ospitano caffè, ristoranti e negozi; più in alto, sulla collina, si arrampica la bianca Artemonas, un’oasi di silenzio e bellezza non toccata dal tempo. E un altro angolo d’antan è il tratto finale della spiaggia di Vathi, con un piccolo monastero a pelo d’acqua e i tavoli delle taverne messi sulla sabbia: il top per una rustica cena sotto le stelle!

 

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5 esclusivi resort con spa in Italia

 

Vi parlo di 5 posti esclusivi con spa in Italia

Forte Village

Pula (Cagliari)

Sembra di essere ai tropici, invece ci si trova immersi in un rigoglioso giardino di 50 ettari che avvolge il Forte Village, lungo una delle più belle spiagge della Sardegna, a 40 km a ovest di Cagliari. Il fiore all’occhiello è l’Acquaforte Thalasso & Spa, uno dei centri di talassoterapia più famosi in  Europa. La remise en forme avviene attraverso 6 vasche, con temperatura dai 25° ai 39°, ricche di magnesio e sodio, che amplificano le proprietà curative e detossinanti dell’acqua marina. In più l’equipe medic ha studiato i trattamenti esclusivi che includono gommage al sale nativo, massaggi in acqua, fanghi marini. Gli ospiti possono anche scegliere la Private Spa Experience, un’oasi di 300 mq con vasche di talassoterapia, hamman, docce emozionali, solarium, cabina trattamenti e la consulenza di specialisti nel campo della medicina ayurverica e dell’antica disciplina della meditazione e gestione dell’equilibrio energetico.

Da non perdere:

la crioterapia all’olio di mare, trattamento manuale in cui si rivitalizza il microcircolo per un effetto drenante e tonificante.

Lefay Resort & Spa Dolomiti

Pinzolo (Trento)

Le suite e le residenze/appartamenti per chi viaggia in famiglia o con amici, sono realizzate con materiali naturali e sono completamente immerse nel verde. La cucina dei 2 ristoranti è leggera, preparata con prodotti locali, mentre la Spa di più di 5.000 mq è tra le più grandi dell’arco alpino, con piscine, idromassaggio, lago salino, grotta di sale, saune e 7 aree relax. In questo autentico tempio del benessere si possono provare “riti” personalizzati per il corpo e la mente, a seconda del proprio stato energetico, seguendo i principi del Lefay Method, che fonde l’esperienza occidentale a quella della medicina classica cinese.

Da non perdere:

Linfa del Bosco, massaggio lento e delicato, a base di olio di oliva Lefay e oli eterici. Rilassa, calma i disturbi fisici e solleva dall’affaticamento mentale.

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Una Danimarca tutta da scoprire

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Sono soltanto 125 i km che separano Copenaghen dall’isola di Møn. Ma basta imboccare da Kalvehave il ponte della regina Alexandrine, 746 metri sospesi sul mare, per ritrovarsi in un’altra Danimarca, lontanissima dalle luci della capitale. Tranquilla, grande poco meno dell’Elba, ma con un terzo degli abitanti, con tutti i colori e gli odori del Baltico. Stege è il primo paese che si incontra, si parte poi verso un paesaggio perennemente verde, con rilievi appena ondulati, su strade deserte e bordate di boschi che digradano verso il mare. In questo scenario monocromo sono una sorpresa improvvisa le Klimt Møns, 12 km di scogliere bianche e sinuose a picco sul blu. Sono alte 120 metri, formate da strati di gesso stracolmi di minuscoli fossili, si raggiungono lungo una strada che taglia un bosco fitto. L’ultimo tratto, sterrato, porta al moderno GeoCenter, centro di divulgazione scientifica che ricostruisce l’habitat isolano di 70 milioni di anni fa, fino al tempo delle glaciazioni che stravolsero il paesaggio. Si accarezzano modelli di antichi rettili marini, si visita il ghiacciaio virtuale, si gioca a fare gli scienziati. Per arrivare sotto la scogliera si scendono oltre 500 gradini di legno, intervallati da piattaforme di sosta dove al mattino, quando il sole batte direttamente, ci si perde nel candore violento del gesso. Dal GeoCenter partono una serie di facili sentieri attrezzati, da due a tre km e mezzo, per scoprire il parco naturale della biosfera Unesco di Møns Klimt. UN’altra breve sterrata arriva fino a Liselung Park, con alberi secolari, fiori e siepi modellate, dove vagano i pavoni. L’esplorazione del resto dell’isola è semplice, anche grazie al fatto che le strade sono ben segnalate. Procedete lentamente, per non perdervi i possibili incontri ravvicinati con caprioli, conigli, volpi. Tra i numerosi uccelli marini, i cigni stazionano volentieri sulle spiagge; nel braccio di mare chiamato Bøgestrøm, tra la costa settentrionale e il resto della Danimarca, si avvistano spesso le foche. Ovunque il fondale di gesso bianco dona al mare toni caraibici e invoglia la bagno anche se la temperatura non è l’ideale, ma sono sempre di più a cimentarsi in qualche tuffo mentre le spiagge di ciottoli, all’ombra di grandi faggi, invitano alla camminata. Le blande ondulazioni dell’isola sono perfette per i tour in bicicletta. Mentre si pedala si notano piccole colline che sorgono in mezzo ai campi. Una mappa dell’ufficio turistico riunisce in un unico itinerario i siti archeologici da vedere, anche solo per l’atmosfera ieratica delle rocce addormentate guardando il mare. Sono dolmen, piccole costruzioni di monoliti, menbir, singole pietre verticali, grandi allineamenti di pietre. Il Sømarkedyssen è una tomba megalitica nell’erba a est del villaggio di Sømarke; Kong Asger Høj è un grande tumulo vicino a Sprove, dove si trova anche il complesso di roccia di Sprovedyssen.

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Tavolara viaggio sostenibile in Italia

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Se siete rispettosi dell’ambiente, eccovi 1 meta sostenibile imperdibile.

Tavolara: Mare Protetto

Spunta come una montagna sacra dalle acque turchesi, nel nord della Sardegna, Tavolara, isola quasi disabitata che, pochi lo sanno, è anche una monarchia. Il suo regno? Rocce, sabbia, schiere di specie marine indisturbate. L’area marina protetta di Tavolara, che tutela da 22 anni 80 km di coste, ha vinto a marzo l’Oscar dell’ecoturismo assegnato da Federparchi e Legambiente per i suoi progetti Salvamare. Un mix di sport acquatici, laboratori, pulizia delle spiagge ed educazione ambientale. Il modo migliore per vivere i fondali è un’immersione, anche a poca profondità, con Tavolara diving, con corsi di ogni livello e vacanze per sub. Per vedere l’interno ci sono km e km di sentieri. Tornati sull’isola maggiore, il tour della Sardegna sostenibile può proseguire, 40 minuti d’auto a sudovest, nel neonato parco regionale di Tepilora, riserva della biosfera Unesco, che ha vinto il secondo Oscar dell’ecoturismo sardo 2019 e che costituisce il nucleo di un futuro grande parco di Tepilora: quasi 70 mila ettari tra Olbia e Nuoro, in una delle zone più selvagge d’Italia. Qui si cammina tra daini e cinghiali, aquile e mufloni, stagni e sugherete. Con pausa benessere a Torpé, dove l’Essenza oasi sensoriale offre fitoterapia e aromaterapia con piante del luogo ed escursioni e massaggi sotto gli olivi.

 

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5 città svizzere sul lago da vedere

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Eccovi qui di seguito 5 città svizzere sul lago assolutamente da vedere.

Zurigo

In stazione dà il benvenuto la gigantesca scultura di Niki de Saint – Phalle, un coloratissimo angelo custode. In centro, al Kunsthaus (Museo di Belle Arti) si ammirano capolavori dal Medioevo a oggi e la più grande raccolta di opere del celebre artista svizzero Alberto Giacometti. Gli spazi più interessanti dedicati all’arte contemporanea sono nell’ex quartiere industriale Zürich – West, dove il Löwenbräu – Areal, birrificio ristrutturato, ospita il Museo Migros e la Kunsthalle.

Ascona

La cittadina ticinese affacciata sul Lago Maggiore conserva l’aspetto di un vecchio borgo di pescatori, ma stradine e piazzette sono fitte di boutique, caffè, negozi d’antiquariato e gallerie d’arte, come la Galleria Sacchetti, in un ex convento del 500, con all’interno un ristorante. L’atmosfera del borgo è piacevolmente mondana, con un tocco d’antan che riporta ai primi decenni del Novecento, quando questo angolo assolato del Lago Maggiore divenne rifugio d’elezione per letterati e artisti: oggi molte loro opere sono conservate nel Museo Comunale.

Losanna

Da non perdere sulla collina della Cité, il centro storico medievale, con la Cattedrale e il Castello Saint – Maire e la passeggiata sul lungolago dell’antico borgo di pescatori di Ouchy, da dove partono i battelli a vapore. Vicino all’acqua è anche il Museo Olimpico, dedicato alla storia delle Olimpiadi moderne.

Lucerna

È la quintessenza della Svizzera, con le acque profonde color zaffiro del lago, i declivi verdeggianti e le cime innevate sullo sfondo. A due secoli di distanza, il paesaggio è rimasto quello immortalato negli acquarelli del pittore Turner. Da non perdere, il piccolo centro storico medievale, il cui monumento simbolo è il Ponte della Cappella, il più antico ponte coperto in Europa, ma in parte ricostruito a seguito di un incendio.