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cosa vedere a cisternino

Regalarsi una vacanza a Cisternino è un qualcosa che appaga cuore e spirito. Cisternino gode di una posizione privilegiata tra i due mari, Adriatico e Ionio, che abbracciano la Puglia. Questa città colpisce per i suoi bellissimi trulli, le strade rurali, delimitate da muretti a secco e contorniate da ulivi secolari, mandorli, fichi, maestose querce, bassi filari di viti, pale spinose di fichi d’india ornati di dolci e coloratissimi frutti. Nel centro storico ci sono piccole abitazioni in pietra a du piani, imbiancate a calce, antiche logge, archi, palazzi storici riqualificati, topiche botteghe di artigianato e prodotti enogastronomici tipici. I vicoli, con graziosi balconi fioriti, sono inebriati dall’odore di carne alla brace, secondo tradizione, nei tipici forni a legna.

Torre Normanno Sveva

È detta Torre Grande perché è la più imponente dell’antico sistema difensivo della cinta muraria. Ha una forma parallelepipeda ed è alta 18 metri con una base di 8 metri per 10 m.

Chiesa Matrice

È stata costruita nel XIV secolo su un precedente tempio cristiano di gusto romanico. Grazie agli scavi effettuati oggi è possibile visitare i resti della piccola chiesa costruita dai monaci basiliani, posta sotto la Chiesa Madre. All’interno, lungo la navata di destra si conserva la prestigiosa scultura della Madonna del Cardellino, opera di Stefano da Putignano.

Torre dell’Orologio

È il simbolo di Cisternino, costruita nel XIX secolo, se erge civettuosa ed elegantemente slanciata in piazza Vittorio Emanuele, contrastando con la semplicità delle case dell’inequivocabile aspetto seicentesco e settecentesco.

Palazzo Amati

Risalente al tardo medioevo si staglia sul “Ponte della Madonnina” da cui si può ammirare la cinta muraria del vecchio centro storico. Nel corso dei secoli tutte le torri sono state distrutte o inglobate nelle edificazioni urbane perdendo le connotazioni difensive per assumere quelle di semplici abitazioni civili, e le uniche torri cilindriche rimaste sono la torre Capece e la torre Palazzo Amati.

 

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percorsi speleo avventura alle grotte di frasassi

san vittore terme

Grotte di Frasassi

Percorsi Speleo-Avventura

Questo meraviglioso complesso, è uno dei percorsi sotterranei più belli del mondo, ed è visitabile anche attraverso 2 percorsi speleo-avventura di diversa difficoltà: tutti i sabati, domeniche e festivi tutti i visitatori, con tuta, casco e stivali e accompagnati da 2 guide speleo specializzate, possono visitare la grotta in zone sprovviste di camminamenti e di luci artificiali, addentrandosi tra cunicoli, strettoie e scivoli per ammirare magnifiche sale nascoste allo sguardo del turista “normale”. I 2 percorsi attraversano due zone diverse della grotta; sono accessibili a tutti coloro che abbiano una condizione normale; sono invece sconsigliate alle persone in forte sovrappeso, che soffrono di cardiopatia, claustrofobia e alle persone con difficoltà motorie. L’argilla e l’umidità della grotta rendono i percorsi abbastanza scivolosi. Tutte le attrezzature necessarie vi sono fornite direttamente sul posto e sono comprese nel costo del percorso.

Percorso speleo-avventura azzurro

Adatto a tutte le famiglie con bambini che hanno un età superiore ai 12 anni, ci sono poche difficoltà da affrontare, questo è il primo passo per avvicinarsi alla speleologia. Il “fuori percorso” inizia dalla sala dell’Infinito, ultima del percorso turistico, e prosegue per la strettoia della Cannella, per arrivare, dopo una lunga galleria, alla sala Finlandia. Tutto il percorso si svolge in totale sicurezza, con l’accompagnamento di guide speleo specializzate. La durata è di 2 ore è ha un costo di 40,00 euro

Percorso speleo-avventura rosso

Il percorso rosso è più impegnativo di quello azzurro visto che ci sono varie strettoie e cunicoli bassi, per questo motivo è sconsigliato a chi soffre di claustrofobia e alle persone in sovrappeso. Si inizia fiancheggiando il “Pozzo Falconara” per poi attraversare carponi i “Cunicoli Bassi”. Subito dopo l’attraversamento a contrasto di un laghetto denominato il “Bidet” si prosegue attraversando la “Condotta dei Fabrianesi” e la “Sala Gentile da Fabriano”. Il giro si conclude incuneandosi nel “Buco Patrizio”, l’ultima strettoia di questo avvincente tour speleologico. Corde e appigli artificiali, insieme a guide esperte, garantiscono la sicurezza del visitatore. La durata è di circa 3 ore ed ha un costo di 50,00 euro.

Info

Attrezzatura fornita: casco, tuta, stivali, copricapo igienico.

Cosa portare: tuta da ginnastica, calzettoni di spugna, guanti in gomma, cambio indumenti intimi, occorrente per doccia e asciugacapelli.

Limiti di età: 12 anni compiuti.

È possibile portare una piccola macchina fotografica per fare qualche foto.

Organizzazione: per i percorsi speleo-avventura è necessaria la prenotazione, da effettuare con almeno 3 giorni di anticipo. Gli orari di ingresso generalmente sono due: alle 9:30 o, più frequentemente, alle 15.00.

Importante: il giorno della visita dovete trovarvi presso la biglietteria un’ora prima dell’orario di ingresso prenotato.

Per prenotare o richiedere informazioni chiamare il seguente numero: 073290090

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cosa vedere in Québec

canada

I più romantici si innamoreranno perdutamente dei suoi paesaggi wild, i golosi lo conoscono per il suo ghiotto nettare, lo sciroppo d’acero. Il Canada, è in particolare la provincia del Québec, Sa come fare breccia nel cuore di chiunque. Specialmente in autunno, quando la natura si tinge di colori caldi e avvolge in una sorta di abbraccio. Io vi consiglio di partire da Montreal, città cosmopolita e dall’animo green, dove non manca perfino una Petite Italie, il quartiere delle bandiere tricolori che accoglie 260.000 nostri connazionali. Nel cuore della Piccola Italia si trova il Marché Jean-Talon, grande mercato con centinaia di bancarelle di frutta, verdura, piante in vaso, erbe aromatiche e, naturalmente, il famoso sciroppo d’acero. Da non perdere, nell’arrondissement Ville Marie, la cattedrale di Maria Regina del Mondo, una sorta di riproduzione, in piccolo, della Basilica di San Pietro in Vaticano e sede dell’arcidiocesi di Montréal. Altra tappa tra arte e fede è la Basilica di Notre-Dame, vero gioiello in stile gotico, ispirata ala Sainte-Chapelle di Parigi. Entrate e lasciatevi ammaliare dall’incantevole soffitto blu notte che ha fatto da scenografia anche alle nozze di Céline Dion nel 1994. Montréal ha però anche un lato nascosto. In francese la chiamano réso, ed è appunto, una rete di gallerie riscaldate che collegano le fermate della metropolitana a negozi, ristoranti, piste di pattinaggio, alberghi e persino al Musée d’Art Contemporain, nelle cui sale si tengono anche concerti. Gli edifici in superficie e gli ambienti nel sottosuolo sono tutti connessi tra loro, un progetto incredibile nato negli anni 60, ma che mantiene una forte carica di modernità.

A tu per tu con gli orsi

Dopo le atmosfere urbane, è il momento di immergersi nelle fitte foreste di latifoglie che, in autunno, danno spettacolo con il foliage, tripudio di colori caldi che sfumano dal giallo all’arancio, passando per l’ocra e il porpora. Un incanto tutto da godere grazie alle lunghe giornate di sole e alle temperature miti. Siamo nella zona de La Mauricie National Park, una delle aree verdi più frequentate dell’est canadese, con una fitta rete di sentieri che si snoda tra alberi e specchi d’acqua, dove sguazzano i castori capaci, con abilità, metodo e pazienza di costruire dighe che rappresentano vere opere di ingegneria. Ma questo è, soprattutto, il regno degli orsi bruni, che escono allo scoperto nel tardo pomeriggio, in cerca di cibo. Impossibile non concedersi un’esperienza wildlife, come un’escursione guidata in jeep per osservarli da vicino. Per rendere indimenticabile l’incontro con questi orsi è fondamentale seguire due semplici regole: vietato parlare a voce alta e cercare di avvicinarli. la zona offre la possibilità di sorvolare il territorio del lago Sacacomie a bordo di un idrovolante. Oltre al grande bacino, ci sono più di 17.000 laghi della zona che sembrano giocare e rincorrersi tra aceri, abeti e querce. S’incastrano come tasselli di un puzzle e formano cuori azzurri circondati dal verde o da un mix di colori caldi, a seconda della stagione. Dall’alto, sembra che qualcuno abbia disteso, quasi per magia, una coperta patchwork.

Suggestioni anni 20

Nella vicina regione di Saguenay-Lac-Saint-Jean, invece, si può fare un tuffo nel passato grazie al Village historique de Val-Jalbert. Fondato nel 1901, è stato abbandonato a partire dal 1927, quando il mulino ad acqua per la produzione di polpa di legno necessaria per realizzare la carta, costruito alla base della cascata Ouiatchouan, fu chiuso. Oggi è il villaggio fantasma meglio conservato del Canada e consente un incredibile viaggio nel tempo, fino alle atmosfere autentiche degli anni 20. Ci sono ancora l’ufficio postale e la scuola, il negozio di alimentari e la chiesa, mentre alcune abitazioni sono state trasformate  in accoglienti bed and breakfast che offrono tutti i confort contemporanei, ma conservano un fascino antico. La cascata Ouiatchouan si può esplorare grazie a scale e sentieri allestiti ai suoi margini, ma vale la pena di salire con la teleferica fino alla sua sommità. Qui, uno scenografico punto panoramico con una piattaforma di vetro vi regalerà la sensazione di immergervi, letteralmente, nel cuore delle acque.

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luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

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itinerari in bicicletta in Osttirol

osttirol

Chiemgau (itinerario circolare) 

media difficoltà

Punto di partenza e arrivo: Kufstein, piazza inferiore.

Durante questo itinerario giornaliero di media difficoltà i ciclisti sono chiamati a percorrere 126,5 km attraverso il paesaggio collinare delle Prealpi bavaresi. Si parte da Kufstein e, passando per Aschau im Chiemgau e Siegsdorf, si prosegue verso Ruhpolding. Con un dislivello di 1.350 metri ben distribuito, questo itinerario con numerose possibilità di ristoro è tranquillamente fattibile anche da ciclisti amatoriali mediamente preparati, che potranno apprezzare le attrattive storiche e paesaggistiche come i castelli di Kufstein e Aschau im Chiemgau o l’idilliaco paesaggio montano – lacustre tra Ruhpolding e Niederndorf. 

Lago Bannwaldsee (itinerario circolare)

media difficoltà

Punto di partenza e arrivo: Tannheim.

Pedalare senza confini attraverso prati verdeggianti, costeggiando rocche e castelli storici, laghi blu e località idilliache: in poche parole è questo l’itinerario circolare del lago Bannwaldsee. nel bel mezzo delle Alpi dell’Algovia e dell’Ammergau, questo itinerario piacevolmente paesaggistico che parte da Tannheim conduce verso WeiBenbach am Lech, attraversa il confine bavarese, costeggia il lago e riporta al punto di partenza attraverso la Engetal.

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cosa fare e vedere a Kufstein

fortezza di kufstein

Kufstein sorge in una posizione molto bella sulle sponde del fiume Inn a 499 m d’altitudine e a due passi dal confine bavarese. Ci vuole poco più di un’ora di macchina per chi arriva dal Brennero e appena arrivati si viene accolti dalla maestosa silhouette della fortezza che sorge sulla collina al centro della città. Ogni giorno alle ore 12.00 (in luglio e agosto anche alle 18.00) Kufstein risuona delle note che provengono dall’organo della fortezza. Visitare la fortezza è un must. Passeggiando nei dintorni ci si perde nelle viuzze colorate incrociando locali alla moda e trattorie centenarie. Un indirizzo da non perdere assolutamente è Römerhofgasse. Questa piccola viuzza lastricata di sampietrini ospita case antiche piene di dipinti, splendide bow windows e artistiche insegne dipinte a mano. La città ci tiene molto all’aspetto culinario e a maggio di ogni anno organizza un meraviglioso Street Food Market Festival. Ma non preoccupatevi, se viaggiate in un altro periodo dell’anno potete sempre approfittare dei percorsi “gourmet”. Non importa se in bici o a piedi, avrete modo di percorrere itinerari per visitare caseifici, distillerie, produttori bio, artigiani che vi apriranno le porte e vi faranno vedere da vicino come vengono realizzati i prodotti locali. Per un connubio perfetto tra sport e buon cibo vi consiglio di esplorare le magnifiche montagne in sella ad una bici o a piedi calzando un bel paio di scarpe da trekking. Moltissime le baite e i rifugi che offrono cucina prelibata con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Se amate le due ruote potete optare per una gita sulla ciclabile lungo il fiume Inn, ottima per tutta la famiglia. Altrimenti c’è la salita alla Aschinger Alm: 14 km con 500 m di dislivello. All’arrivo vi attende un panorama spettacolare sulle montagne del Kaisergebirge e il lago Walchsee. I buongustai possono assaggiare il formaggio fresco prodotto dal caseificio.

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regione turistica defereggental

osttirol

La Valle Defereggental in Osttirol è un diamante del Parco Nazionale Alti Turi. I 3 comuni St. jakob, St. Veit e Hopfgarten insieme formano la regione turistica Defereggental. Baciata da un clima favorevole con influssi mediterranei, la valle è una vera oasi climatica per il corpo e lo spirito, particolarmente adatta per allergici e asmatici. La regione turistica a sud delle Alpi è orgogliosa del suo paesaggio intatto e incontaminato: prati rigogliosi, foresti di pini, pascoli rustici e una fauna unica caratterizzano la Valle Defereggental. Qui si può ammirare l’aquila reale a caccia e si può gustare fresco latte appena munto. Diverse escursioni a tema invitano giovani e anziani a scoprire il mondo alpino. Piacevoli sentieri a valle, diversi percorsi  nella regione degli alpeggi e sentieri in quota nell’incantevole mondo delle vette oltre i 3.000 metri: ognuno troverà la scelta più adatta. Le peculiarità della valle, le persone e la loro cultura vi verranno raccontate dettagliatamente dai ranger del Parco Nazionale che in estate offrono visite guidate. Una gita piacevole per tutto l’anno è il Lago Obersee sulla sella Staller Sattel. L’impressionante paesaggio con rose fiorite e panorama incantevole rende l’escursione, un’esperienza indimenticabile. E quando le rose alpine colorano le pendenze della valle Defereggental di rosso, è arrivato il momento dell’Almrosenfest a St. Jakob, la tradizionale festa dei rododendri. Dalla fioritura di primavera ai colori dell’autunno, la Defereggental è un paradiso per le vacanze per tutta la famiglia.

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vacanza avventurosa in Costa Rica

sud america

In Costa Rica l’ambiente è la principale risorsa. Con il 27% del territorio protetto da rigide leggi, 4 parchi nazionali, flora e fauna ricchissime e un mare davanti alle coste pescoso e pulito dove si può ammirare la barriera corallina, il Paese dell’America Centrale è ritenuto il più verde del mondo. 14 sono i vulcani, 4 dei quali ancora attivi, che spuntano dalle sue cordigliere. Ma anche spiagge da sogno, foreste pluviali e paesaggi primitivi ne fanno un’ambita meta di viaggio.

Quasi tutto il territorio del Paese centro – americano è coperto da parchi nazionali. Oltre a quello del Corcovado, anche il Manuel Antonio, l’Arenal e il Tenorio vanno scoperti nella loro singolare bellezza e originalità. A piedi e zaino in spalla, muniti di binocolo e accompagnati da una guida, ci si può avventurare all’interno dei loro perimetri attraverso le fitte vegetazioni, percorrendo sentieri impervi, paludi di mangrovie, torrenti, ballonzolanti ponti liane: escursioni lunghe, faticosa ma appaganti con in “premio”, secondo gusti e situazioni, un giaciglio in tenda, in un lussuoso lodge o negli ostelli delle stazioni biologiche. Il Parco del Corcovado si estende su un’area di 42.469 ettari coprendo gran parte della provincia di Puntarenas, tra le selvagge spiagge di Llorona e Madrigal, sul litorale del Pacifico e, verso l’interno, fino alle falde del Cerro Rincón, una rigogliosa montagna di origine vulcanica alta 745 metri. Nell’area protetta la presenza di animali riempie la giungla di colori e di un’insolita colonna sonora: pappagalli ara macao, giaguari, scimmie urlatrici, cappuccine, ragno e saimiri, cinque specie di felini endemici (tra cui il puma), iguane, i cosiddetti gufi dagli occhiali, tapiri e cinghiali pecari, e poi, vicino ai bacini d’acqua e nelle zone paludose, anche tucani e coccodrilli. Qui è stata avvistata pure la rarissima aquila arpia, una specie in via d’estinzione. Il Parco Nazionale Arenal, nella provincia di Alajuela, si sviluppa invece intorno al cono dell’omonimo vulcano ancora attivo: affascinano, soprattutto di notte, le colate rosso incandescente che ne percorrono i pendii. Il verdeggiante Parco Nazionale Manuel Antonio, vicino a Quepos, in Puntarenas, 132 km dalla capitale San José, culmina con lidi bianchissimi e selvaggi, con u mare molto amato da chi pratica lo snorkeling (vicino alla costa c’è la barriera corallina), e con 12 isolette sfiorate spesso da delfini e balene. Nella foresta, tra laghetti e cascate, si possono vedere i camaleonti e, negli acquitrini, le “rane dagli occhi rossi”. Visita d’obbligo al Cathedral Point, un promontorio di rocce coperte da tropicale verzura, per godere il panorama sulla costa, e la spettacolare spiaggia di Espadilla Sur. Infine il Parco Nazionale del Vulcano Tenorio caratterizzato dal Rio Celeste, chiamato così per lo straordinario colore azzurro elettrico delle sue acque, uno strano effetto cromatico determinato dai riflessi dei raggi del sole che illuminano il fondale roccioso, ricoperto da una sostanza bianca composta da silicio, alluminio e ossigeno. Il corso del fiume sembra un luogo fiabesco, con lagune blu, cascate bianche e geyser che spuntano inaspettatamente dal sottosuolo.

Quando andare

Il periodo migliore per un viaggio in Costa Rica è da Ottobre ad aprile quando clima e temperatura sono più miti. I cittadini italiani posso entrare nel Pese senza visto e trattenervisi per 90 giorni. Basta avere il passaporto.

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viaggio di relax a Phu Quoc (Vietnam)

Phu Quoc è la maggiore isola del Vietnam; lunga circa 50 km e larga circa 25 km, fa parte di un arcipelago di 22 isole nel Golfo del Siam. La percorre una catena montuosa chiamata dei “99 monti”. Si trova, a poche miglia dalla Cambogia e a 50 km dalle coste vietnamite. Ha una popolazione di circa 100.000 abitanti e 2 città importanti: Duong Dong al centro della costa ovest, e An Thoi a sud, entrambi porti di pesca. Le acque cristalline e i grandi spazi verdi, protetti da un Parco nazionale che copre larga parte dell’isola, ne fanno una meta “caraibica” con un mix di sfumature e di colori solo di recente scoperti dai viaggiatori occidentali.

Ultimamente il Vietnam ha deciso di puntare tanto sul turismo, lo si nota specialmente a Phu Quoc, l’isola che punta a diventare la nuova Phuket. Oltre alla bellezza, le sue spiagge bianche e l’acqua cristallina che sono anche una condizione che attira turisti e famiglie, in cui non c’e movida e giovanilismi rumorosi. Ciò non vuol dire che per le strade non circolino enormi serpentoni di chiassosi motorini e che non si stiano aprendo locali alla moda, Hotel delle migliori catene, un parco acquatico, ristoranti e divertimenti vari. Proteggendo, pur con alterna fortuna, la fauna e la flora una parte consistente di Phu Quoc dal 2001 è parco naturale e valorizzando i numerosi templi degni di nota e le attività tradizionali del luogo come la pesca e la produzione di salsa di pesce e di pepe nero. L’arcipelago di Phu Quoc conta 22 isole, molte delle quali protette e molte raggiungibili con gite in giornata. Veri e propri atolli che nulla hanno da invidiare a quelli maldiviani. Come Fingernail Island dove si giunge, dopo una breve gita in barca, partendo dal porto di An Thoi, la seconda città dell’isola (la prima è Duong Dong). C’è poi la possibilità di lanciarsi in immersioni subacque tra le più selvagge della zona e in fondali ricchissimi, o di inoltrarsi nella giungla, a caccia, rigogliosamente fotografica, delle numerose specie endemiche tra cui spiccano il gibbone del berretto e il grande calao indiano. Davvero una terra dall’esotismo  malioso e ancora con un che di mistero.

Da Non Perdere

Le spiagge di Vung Bau Beach, Ong Lang Beach e Ganh Dau Beach sul litorale occidentale dell’isola, Bai Khem Beach su quella orientale. Da visitare per le sue rocce dalle forme improbabili e per i suoi fondali color smeraldo l’isola di Hon Gam Ghi a sud di Phu Quoc. Epitome dei molti templi buddisti disseminati sull’isola, la pagoda di Phu Quoc è l’ideale per ammirare l’alba. Da visitare le cascate Suoi Tranh  nel cuore della giungla, notevoli le gite in barca dal porto di An Thoi, cittadina dove c’è anche  la Phu Quoc Prison in cui prima i francesi e poi il regime Saigon alleato degli USA nel conflitto contro il Vietnam del Nord tenevano, torturandoli, i nemici politici e i prigionieri di guerra.

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Estate a St. Anton am Arlberg

Il fascino delle Alpi è immenso. Ma in certi posti la forza attrattiva sembra essere incastonata in modo particolare, proprio come se fosse una pietra preziosa in un gioiello. St. Anton am Arlberg trasmette questa sua magnifica caratteristica nei tanti paesaggi di vario tipo. Paludi, pascoli, laghi di montagna e una grandiosa diversità di specie: l’estate in montagna, nei suoi momenti migliori, dà un’idea della perfezione della natura.

Estate, bambini, montagna? Ma certo!

St. Anton am Arlberg apre la strada verso le vacanze in montagna da sogno, grazie, ad esempio, ai suoi 40 km di sentieri escursionistici nelle vicinanze della valle in cui è possibile portare il passeggino, oppure grazie alle gite in funivia nel bel mezzo del mondo di alta montagna. Il programma per famiglie di St. Anton am Arlberg e le carte speciali donano armonia in vacanza. Un piccolissimo assaggio delle tantissime attività che sono più smart di qualsiasi smartphone: costruzione delle zattere, tiro con l’arco, arrampicata, osservazione degli animali… o forse la più bella e interessante delle idee: accendere un fuoco con le proprie mani, come i primitivi.

Carta Estiva di St. Anton am Arlberg

Tutta la dimensione della varietà estiva delle possibilità offerte  da St. Anton è su una carta: gli ospiti ricevono questa “chiave” verso tante prestazioni gratuite già a partire dal primo pernottamento. E si può fare di più, di fatto tutto: con la carta premium St. Anton prenotabile per 3, 5 o 7 giorni.

La Carta Estiva Offre: 

Ferrovie Gratuite

una giornata di utilizzo gratuito di tutte le ferrovie di montagna in funzione. Quando e quanto si vuole.

Tutti In Piscina

Un ingresso nella piscina dell’Arlberg-well.com a St. Anton o nel centro benessere Arlberg Stanzertal a Pettneu è gratuito.

Camminare Lontano

Partecipazione a un’escursione guidata con una guida del posto esperta come da programma settimanale.

Relax Attivo

Un’attività a scelta: tour con e-bike guidato con bici in affitto e casco inclusi, tiro con l’arco e una lezione di yoga come da programma settimanale.

Drive, Chip, Putt

Un green fee per il campo da golf con 9 buche di St. Anton. Il percorso di montagna è una sfida alpina anche per golfisti esperti. Abilitazione necessaria.

Portare La Fiaccola

Partecipazione unica alla passeggiata delle fiaccole nella natura notturna di St. Anton.

Andare in Autobus

utilizzo illimitato di tutti gli autobus in funzione tra Landeck e St. Christoph am Arlberg.

Essere Bambini

Partecipazione al programma per bambini dal lunedì al venerdì.

Vivere Storie

Entrata al museo di St. Anton. Nel gioiello storico, nella villa Trier, la storia movimentata dal punto di vista sportivo e il presente del luogo diventano visibili e percettibili. È anche un luogo di incontri grazie a ristoranti e parchi per trascorrere il tempo libero.