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parchi naturali della Sicilia

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In Sicilia ci sono molti parchi naturali e qui ve li presento.

PARCO DELL’ETNA

59.000 ettari, ha il compito primario di proteggere un ambiente naturale unico che circonda il vulcano più alto e più attivo d’Europa. Straordinario è il passaggio, fatto di colate antichissime su cui sono presenti formazioni naturali di pini, faggi e betulle e colate recenti su cui non si è insediata alcuna forma di vita. Nell’area del Parco ricadono inoltre 9 zone Speciali di conservazione e 4 zone di Protezione Speciale, regno dei grandi rapaci tra cui l’aquila reale. Il Parco si caratterizza per la consolidata attività escursionistica, praticabile tutto l’anno. Nel territorio del Parco si cono ben 20 comuni, contrassegnati da splendide antiche case contadine esempi di architettura rurale, con la caratteristica dell’utilizzo di pietra lavica.

PARCO FLUVIALE DELL’ALCANTARA

Unico parco fluviale regionale, corridoio ecologico fra i due Parchi Naturali dell’Etna e dei Nebrodi. Sull’area del Parco ci sono 2 zone speciali di Conservazione: ZSC Riserva Naturale del Fiume Alcantra Contrada Sorbera e ZSC Contrada Gibiotti. L’asta fluviale ha origine tra i Monti Peloritani ed i Monti Nebrodi, tra il dominio geologico etneo e quello appenninico (Catena Peloritani – Nebrodi, per l’appunto). Le acque del fiume Alcantra, raggiungono il mar Jonio, il territorio presenta un’imponente serie di colate  laviche, nei pressi della Cuba di Santa Domenica in località Giardinelli, sono inoltre interessanti le suggestive e profonde gole a strapiombo, conosciute come le Gole dell’Alcantra.

PARCO DELLE MADONIE

Annovera le vette più alte dell’isola alcune delle quali, come Pizzo Carbonara, Pizzo Antenna grande, Monte San Salvatore. Tra le specie endemiche più rappresentative, ci sono gli ultimi esemplari dell’Abete dei Nebrodi.

PARCO DEI NEBRODI

È la più grande area protetta siciliana; ricomprende le più importanti ed estese formazioni boschive presenti in Sicilia, nonché singolari ambienti lacustri e rupestri; ricca la fauna, sia vertebrata che invertebrata, con alcuni endemismi di particolare interesse (tra i quali il cavallo sanfratellano).

PARCO DEI MONTI SICARI

Presenta straordinarie emergenze vegetazionali, floristiche, faunistiche e geologiche che interessano una vasta area collinare e montuosa della Sicilia centro-orientale. Tale importanza naturalistica è testimoniata dalla presenza nel territorio di 4 grandi Riserve Naturali Orientate “M.Cammarata”, “M.ti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio”, “M. Carcaci”, “M. Genuardo e S.Maria del Bosco”, di 15 zone speciali di Conservazione più una vasta Z.P.S. Parecchi gli elementi cultural idi pregio, tra cui il Teatro di Andromeda, il Museo della Cultura Arberëshe, l’Eremo della Quisquina da cui parte l’Itenararium Rosaliae, percorso naturalistico religioso che attraversa il Parco e giunge fino a Palermo.

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cosa vedere a Siracusa (parte 2)

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I migliori posti di Siracusa sono questi:

LATOMIA DELLA INTAGLIATELLA

la cava più piccola ma non per questo meno interessante per la natura delle sue pareti rocciose, che definiscono uno spazio al cui centro si erge un altissimo pilastro.

ANFITEATRO ROMANO

costituisce l’esempio più grandioso di anfiteatro in Sicilia, secondo solo a quello di Verona.

CASTELLO EURIALO

Le strutture visibili oggi corrispondono solo in parte al complesso originario e rivelano, invece, i rimaneggiamenti continui dettati dalle esigenze. Un piccolo Antiquarium epsone le antichità ritrovate in zona.

MURA DI DIONISIO

A partire dal Castello Eurialo fino al nucleo antico nell’isola di Ortigia, le mura si estendono per 27 km, in un paesaggio interessante e suggestivo.

BASILICA DI S.PIETRO APOSTOLO

conserva resti di affreschi bizantini.

DUOMO

Oggi consacrato a S. Maria del Piliero, rivela ancora le strutture originarie, per esempio le colonne doriche che sostengono le navate del Duomo. All’interno sono conservate tavola attribuite ad Antonello da Messina ed altre notevoli opere.

PALAZZO BELLOMO

sede della Galleria Regionale, raccolta di oggetti d’arte medievale e moderna e Pinacoteca nella quale fa spicco l'”Annunciazione” di Antonello da Messina.

BASILICA DI S.GIOVANNI EVANGELISTA

CASTELLO MANIACE

CHIESA DEL COLLEGIO

PALAZZO BENEVENTANO

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cosa vedere a Siracusa (prima parte)

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Sicilia terra di grandi tesori e oggi vi parlo di quelli di Siracusa.

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE

È stato costruito fuori dal centro storico, nel parco di Villa Landolina, per evitarne le limitazioni edilizie e per dar luogo a una sede appropriata per la gran quantità di reperti che aumentano di anno in anno. Il museo è tra i maggiori in Europa nel suo genere ed è formato in 3 settori disposti a margherita intorno ad uno spazio centrale che nel seminterrato è dotato di un auditorium da cui vengono proiettati audiovisivi propedeutici alla visita. Il settore A ha una sezione geologica, con reperti fossili; Il settore B è invece riservato alle colonie greche, con materiali provenienti dalle colonie calcidesi di Naxos, Katane, Leontinoi, delle colonie doriche di Megara Hyblaea e di Siracusa; il settore C è dedicato ad Eloro, avamposto di Siracusa, alle 3 subcolonie di Siracusa Akrai e Kasmenai, Kamarina e a numerosi centri minori della Sicilia interna.

TEMPIO DI APOLLO

Il più antico tempio greco della Sicilia, si trova presso il ponte che collega l’isola di Ortigia alla terraferma.

FONTE ARETUSA

Suggestivo bacino legato al mito d’amore tra in fiume Alfeo e la ninfa Aretusa. L’abbondante sorgente  di acqua dolce prospiciente la riva del mare  è stato uno degli elementi che favorì lo stanziamento in quest’area sin dai tempi più antichi e che determinò la scelta del sito per la fondazione dell’antica colonia greca.

GINNASIO ROMANO

Complesso monumentale costituito da un tempietto centrale dedicato a Serapide, un quadriportico ed un piccolo teatro.

ARA DI IERONE II

Di fronte al teatro greco, si erge questo altare monumentale per le offerte votive agli dei a nome della comunità siracusana.

TEATRO GRECO

È il più grande monumento dell’arte scenica antica giunto fino a noi, ancora oggi scenario di rappresentazioni molto seguite.

LATOMIA DEL PARADISO

Enorme e antica cava di pietra, rigogliosa di vegetazione, famosa per il cosiddetto Orecchio di Dionigi.

NECROPOLI DEL GROTTICELLI

costituita da tombe a fossa d’epoca greca.

 

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messina, cosa vedere nella perla della sicilia

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Messina, in bilico tra isola e Continente, è la città dove l’essenza sicura la si manifesta, per contrasto, in tutta la sua forza. Dal Belvedere di Cristo Re, sacrario che domina la parte alta dell’abitato, sembra di poter sfiorare la Penisola, tra il viavai di navi e traghetti e il profilo delle Eolie. Affacciati su piazza Duomo, ecco i monumenti più famosi: la Basilica che tra gotico, barocco e neogotico racconta le epoche e le storie dell’isola; la Fontana di Orione, “la più bella del cinquecento europeo”, e poi il campanile con l’unico orologio astronomico meccanico in Italia, intorno al quale, alle 12, 5 figure di bronzo si animano al suono dell’Ave Maria di Schubert. La loro danza racconta la Guerra del Vespro del 1282, momento fondante della storia locale che si chiuse con la cacciata degli Angioini. È pura devozione la Festa dell’Assunzione della Vergine del 15 agosto, quando i fedeli trascinano un carro alto più di 15 metri. Sono un culto i cannoli, le cassate e le granite di cui Messina è la capitale assoluta, da provare al mattino con la brioche calda. Una Sicilia da mordere e da gistare: indimenticabile come la focaccia messinese con scarola, tuma, sarde salate e pomodoro, come i pidoni, calzoni fritti farciti con indivia e tuma. Sono veri riti locali anche il tuffo a Capo Peloro, che qui chiamano Il Faro, davanti alla Laguna oggi Riserva naturale orientata e sotto l’enorme traliccio che un tempo portava l’elettricità dal continente. Di rito anche la visita al villaggio di Ganzirri, dove i pescatori intrecciano ancora nasse e coltivano i mitili; il giro sulle loro feluche con pranzo finale di pesce. O la gita a sud verso Taormina e le memorie della Sicilia greca e romana. Poi al fresco di Castelmola, sopra la città, per un’ora di riposo davanti al Duomo, romanico e gotico, con tocchi arabi ed echi normanni. Un canto alle tante anime di questa terra.

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cosa fare a Petralia Sottana

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Petralia Sottana si trova nel Parco delle Madonie a 1.000 metri s.l.m. questo paese offre ai suoi visitatori tante opportunità di scelta per le vacanze. Il clima mediterraneo di alta quota, i lussureggianti boschi, i monti e le profonde vallate del massiccio delle Madonie, le tante cose storico-artistiche, le radicate tradizioni popolari, fanno si che ogni giorno passato a Petralia si trasformi in occasione di svago e di crescita culturale. La cittadina, ha un centro storico ben conservato e accogliente, dalla conformazione urbanistica medioevale. la sua particolare struttura urbana si sviluppa intorno al nucleo del primitivo castello e della Chiesa Madre, rendendola caratteristica nella sua forma Presepistica. Tanti sono i beni culturali e le curiosità da scoprire nel centro storico. Di particolare interesse è il Percorso Geologico urbano, dove geologia, storia e arte si incontrano. Segnato con borchie d’ottone, si possono rinvenire fossili del miocene e altre curiosità geologiche. Numerose sono le fontane, fontanelle, cannoli, bevai a testimoniare la ricchezza d’acqua del territorio.

Itinerari

Il territorio di Petralia Sottana offre tanti itinerari naturalistici. Tra i quali: il Sentiero Geologico “Le Pietre e l’Acqua” nel quale è possibile ammirare l’antico ponte romano di San Brancato, la sorgente d’acqua di Catarratti, la centrale idroelettrica e il geosito Sant’Otiero; il Sentiero della Pace, antico sentiero dei pellegrini che conduce al Santuario di Maria SS. dell’Alto in cima al Monte Alto; il Percorso degli Alberi Monumentali con ben 16 specie arboree censite come monumenti della natura della Regione Sicilia per un totale di 21 esemplari; il Sentiero geo-archeologico di San Miceli. Il territorio di Petralia Sottana presenta un’ampia area naturale protetta all’interno della quale si trovano siti geologici significativi per qualità scientifica, rarità, attrattiva e valore educativo. Numerosi gli itinerari artistico-culturali, tra cui l’itinerario Gaginiano e l’itinerario dello Zoppo di Gangi. Tra i capolavori scultorei della bottega dei Gagini e dei loro seguaci, ricordiamo la natività in marmo che si trova all’interno della Chiesa Madre e i marmi della Chiesa di Santa Maria alla Fontana. Lo Zoppo di Gangi, ha lasciato a Petralia Sottana tante delle sue più grandi opere, tra le quali: la tela di San Francesco che riceve le stimmate esposte nella Chiesa di San Francesco; il Trionfo dell’Eucarestia, San Mauro, San Onofrio e le Cinque Piaghe di Cristo ammirabili nella Matrice.

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luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

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cosa vedere a lampedusa

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Un viaggio sull’isola di Lampedusa, oltre al paese con la sua animata via Roma, le zone del porto Nuovo e del porto Vecchio e la vicina spiaggia della Guitgia, non possono mancare alcune tappe fondamentali. Dal punto più alto dell’isola, i 133 metri sul livello del mare della località Albero Sole, si può godere una vista meravigliosa su Linosa e sul piccolo isolotto di Lampione. Un panorama fantastico si può ammirare inoltre, soprattutto all’alba, dal faro di Capo Grecale, scenograficamente posto a picco sul mare sulla punta nord-oientale dell’isola. Tra cala Spugne e il porto Vecchio, poi, il famoso monumento Porta di Lampedusa-Porta D’Europa, opera del 2008 dell’artista Mimmo Paladino, è dedicato a tutti i migranti che hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere le sponde isolane. Un significativo luogo di pellegrinaggio, situato sulla costa meridionale dell’isola, è il santuario della Madonna di Porto Salvo, sopra la spiaggia di cala Madonna: una mistica chiesetta colorata di bianco e azzurro, scavata nella roccia e contornata da un profumato giardino. Gli amanti della storia possono poi visitare la piccola Biblioteca delle Pelagie, lo spazio che raccoglie i libri e le pubblicazioni su Lampedusa e Linosa. In via Roma c’è il Museo Archeologico delle Pelagie. Infine, un soggiorno sull’isola, soprannominata la “sorella maggiore” dell’arcipelago delle Pelagie, non può dirsi completo senza un tour in barca organizzato da Portu’Ntoni o da Don Giovanni alla scoperta delle sue baie segrete, fra alte falesie e misteriose grotte.

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cosa fare nell’isola di lampedusa

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Lampedusa è un luogo dove il senso di frontiera è più forte che altrove, un pezzo d’Africa che sembra naufragato quasi per caso in terra italiana, brullo, roccioso ed estremo nella sua luce magica e abbagliante. Su quest’isola, la più grande dell’arcipelago delle Pelagie, tutto sembra provenire da un altro continente. Il fazzoletto di terra più a sud d’Italia, un vero e proprio tavolato di roccia eroso dal vento e dall’acqua, bruciato dal sole e quasi privo di vegetazione, cattura l’occhio dei viaggiatori per l’insolita presenza di zone desertiche, paragonabili a scenari lontani. A questo si aggiungono gli uadi (canyon), che con i loro “tagli” profondi finiscono in mare formando romantiche insenature, baie da sogno e calette sabbiose. Ma oltre alla geologia e al paesaggio naturale, sono nordafricane la flora e la fauna, per la maggior parte endemiche e quindi importanti “ponti” di passaggio tra la Sicilia e l’Africa settentrionale.

In Motorino, in Bici e a Piedi verso la costa meridionale

Se la costa settentrionale è caratterizzata da imponenti e scenografiche falesie che scendono a strapiombo sul blu, la zona meridionale dell’isola rappresenta la destinazione ideale per approfittare di alcune delle più belle spiagge dell’intero bacino del mediterraneo. È in questo contesto unico e prezioso che, fin dal 1995, la Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa protegge gli ambienti della fascia più a sud, compresi tra cala Greca a est e il vallone dell’Acqua a ovest. Per scoprire gli angoli più suggestivi dei 367 ettari di riserva, gestiti dalla sede siciliana di Legambiente, si può noleggiare una bicicletta o in alternativa un motorino elettrico e raggiungere i vari punti di partenza delle facili passeggiate (riconoscibili dalla presenza delle onnipresenti sbarre verdi) che scendono “a pettine” verso il mare.

L’insenatura di cala Galera e la Grotta della Tabaccara

La più vicina al paese conduce fino alla spiaggia di cala Galera. Raggiungibile in circa mezz’ora di cammino, sul breve sentiero che parte nelle vicinanze del Camping La Roccia, la sua piccola porzione di sabbia si nasconde in un’insenatura molto profonda, posta allo sbocco dell’omonimo vallone. Oltre a proteggere l’ultimo tratto di macchia mediterranea originale della zona, cala Galera offre anche qualche scorcio d’ombra e un fondale che si mantiene bassissimo per alcune decine di metri dalla riva. Qui, come negli altri tratti della riserva, praticando snorkeling o immersioni sono facilmente osservabili quaranta differenti varietà di fauna ittica, tra cui anche alcune specie tropicali. Conosciuta come la baia delle flying boats (baia delle barche volanti), per via delle imbarcazioni ormeggiate che sembrano stare come sospese nell’aria, è invece la spettacolare insenatura della Tabaccara, che si può raggiungere solo via mare oppure ammirare dall’alto. Ai 2 belvedere si arriva facilmente con una breve passeggiata in partenza dal fortino militare, uno dei tanti residui bellici della 2° guerra mondiale che ancora oggi si trovano allineati lungo le coste isolane.

La Baia di Sabbia Bianca più amata da Modugno

Tornando sulla strada principale e percorrendo meno di 1 km lungo un sentiero scosceso, in circa 20 minuti si arriva alla leggendaria spiaggia dei Conigli. Prima attrattiva turistica dell’isola, la sua baia di sabbia bianca finissima, bagnata da un’acqua trasparente, è considerata tra le spiagge più belle del mondo. Per i bassi fondali, l’arcobaleno di colori del suo mare e il magico ensemble che crea con la vicina isola dei conigli, questo luogo è stato addirittura definito dal cantautore Domenico Modugno “Piscina di Dio”. Nelle lunghe notti d’estate, da giugno fino ad agosto, la spiaggia dei Conigli è una zona di ovodeposizione della tartaruga marina Caretta caretta. Una delle escursioni a piedi più belle della riserva è poi quella che dalla cosiddetta “Casa Teresa”, una vecchia masseria in pietra costruita nello stile del dammuso pantesco, scende per 1 km e mezzo circa lungo il vallone della Forbice e raggiunge cala Pulcino attraverso una foresta di pini d’Aleppo, l’unica zona verdeggiante presente sull’isola. La meta finale, che si raggiunge dopo circa 40 minuti di facile camminata, è una piccola insenatura di sassi con un fondale di sabbia fine bagnata da un mare di un intenso colore turchese.

Esplorare la Riserva seguendo la linea del mare

UN’idea alternativa per fruire delle bellezze del posto è quella di partire a piedi dal centro del paese seguendo semplicemente le indicazioni per cala Guitgia e poi assecondare la costa “a vista”. Lungo la linea del mare, senza incontrare nessun ostacolo e nel doveroso rispetto della natura circostante, ciascuno ritrova il proprio passo e i ritmi si fanno più lenti, magari per cercare di avvistare il salto di un delfino all’orizzonte o di intercettare nel cielo il volo di un falco pellegrino. Con dislivelli sempre minimi, perché non va dimenticato che l’altitudine massima di Lampedusa e soltanto di 133 metri sul livello del mare.

 

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Levanzo cosa fare e vedere

isole egadi

Una miniatura sull’acqua. Benvenuti a Levanzo, la più piccola delle Egadi, dove auto e moto non possono passare, perfetta per chi vuole veramente staccare e godersi una vacanza sul mare in completo relax. La vita a Levanzo ruota intorno all’unico paese, Cala Dogana, affacciato sul porto. Nel borgo raccolto e punteggiato da case bianche, tra il merletto di vicoli e piazzette lillipuziane, si respira un’aria d’altri tempi con atmosfere rilassanti e slow, dove basta poco per fare amicizia con i suoi abitanti. Qui, inoltre, sono raccolte anche le poche attività commerciali dell’isola, da contare sul palmo di una mano. La seduzione di Levanzo si esprime inequivocabilmente nelle calette da conquistare a piedi o con le barche-taxi dei pescatori. Fra le baie più suggestive, si distinguono: Cal Fredda; più avanti, superata una pineta di pini d’Aleppo, si apre Cala Minnola, protetta alle spalle da un’ampia pineta, meta ideale durante le ore più calde della giornata. Da non credere anche Cala Tramontana, fra le più belle, bordata da rocce rosse e acqua cristallina, con fondali da sogno. Tra i gioielli di Levanzo merita una menzione anche la Grotta del Genovese, considerata una dei siti preistorici più importanti del mondo, per le pitture e incisioni rupestri risalenti al Neolitico e Paleolitico.

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Ustica perla italiana

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Ustica appare quasi come un miraggio nel blu del mare Nostrum. Dopo la traversata in traghetto di due ore e mezzo da Palermo, compare Ustica, la più nordica e isolata delle isole sicule con profilo roccioso, carattere spigoloso e anima selvaggia. Ustica è la parte emersa di un vulcano sottomarino che le ha regalato un cromatismo scuro, che si distacca dai colori delle sue case, un paese di forma ad anfiteatro in posizione dominante e digradante verso il porto di Cala Santa Maria. Da qui, una serie di gradinate e salite, conducono in breve tempo in piazza Umberto I, da qui transita chiunque passi dall’isola. I maggiori frequentatori di Ustica sono i subacquei che qui trovano un fantastico mondo sommerso composto da posidonia oceanica, corallo, madrepore, spugne e pesci multicolor, grazie alla lungimirante istituzione della Riserva Marina. Girovagando per la piccola isola, si ammira il paesaggio primordiale, formato da alte falesie e coste frastagliate ricche di grotte, calette e spiaggette nere di ciottoli. Con maschera e pinne, le nuotate più entusiasmanti nell’acqua trasparente si effettuano nei pressi dei Faraglioni, vicino al Villaggio Preistorico risalente all’età del Bronzo e alla Punta dello Spalmatore, caratterizzata dall’omonima Torre borbonica e da Cala Sidoti, un’oasi per bagni di sole e di mare fino al tramonto.