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borghi da visitare in liguria (parte 3)

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Altri paese da vedere nella nostra bellissima Liguria.

SASSELLO

Molti edifici conservano la pietra a vista o sono ricoperti da intonaco decorato e lungo l’intricato percorso delle viuzze ricche di botteghe si contendono lo spazio palazzotti di stampo cittadino. Scorci interessanti in piazza Concezione, con l’omonima chiesa e lo slargo della chiesa della SS. Trinità, con una sorprendente decorazione interna e affreschi del Bruschetto. Ai margini del paese, il complesso settecentesco di S.Giovanni Battista e la Bastia Soprana, ruderi del compresso fortilizio medievale.

DA NON PERDERE

Il Museo Perrando, con reperti archeologici, ceramiche e pregevoli dipinti del territorio. I sentieri nel Parco naturale regionale del Beigua, ricco di elementi faunistici e floristici. I prelibati amaretti, famosi in tutto il mondo, e i funghi.

SEBORGA

Questo caratteristico borgo in pietra di seborga si trova su un’altura dell’estremo Ponente Ligure in posizione panoramica di eccezionale bellezza sul Mar Ligure, sulle Alpi Marittime e sulla costa francese, in un territorio caratterizzato dalla coltura di fiori, tra cui svariate specie di mimose e la ginestra, e di ulivi, da cui si produce l’olio extravergine di oliva.

DA NON PERDERE

I suggestivi e stretti vicoli del centro storico che si sviluppano concentrici e conducono alla piazza S.Martino, dove affacciano la parrocchiale e il Palazzo dei monaci, antica sede della Zecca. L’esposizione permanente di strumenti musicali, con 200 pregiati strumenti antichi.

TOIRANO

Nella via centrale, tra case, logge e botteghe, si trova il Palazzo del Carretto, nelle cui scuderie è ospitato il Museo Etnografico della val Varatella, con collezioni attinenti ai mestieri agricoli e artigianali e alle attività domestiche praticati anticamente. Suggestivi il ponte del XIV secolo, che attraversa il torrente Varatella, e la medievale chiesa di S.Martino.

DA NON PERDERE

Il complesso delle grotte di Toirano, tra cui quella della Bàsura, dall’eccezionale bellezza speleologica e con preziosi resti preistorici, e quella di S.Lucia Superiore, la cui parte terminale è aperta a strapiombo sulla vallata.

TRIORA

Antico borgo medievale, ai piedi del monte Trono, domina la valle Argentina. Presenta una struttura urbana integra con i caratteristici carugi, le case addossate l’una sull’altra, i resti di due delle cinque fortezze nonché alcune delle sette porte. Da visitare la collegiata dell’Assunta, con un Battesimo di Cristo del senese Taddeo di Bartolo e il vicino oratorio di San Giovanni Battista. Particolarmente vivaci ed apprezzati gli affreschi della foranea chiesa di San Bernardino.

DA NON PERDERE

Il Museo etnografico e della stregoneria con testimonianze delle tradizioni contadine locali. Il borgo di Realdo, su uno sperone a picco sul vuoto. Il pane rustico di Triora. In agosto, Strigora, intera giornata dedicata alle streghe, con spettacoli e bancarelle di prodotti tipici tradizionali. Per i curiosi da segnalare la Cabotina, luogo dove secondo la leggenda si riunivano le streghe, palleggiandosi i bambini in fasce con le colleghe dei paesi vicini.

 

 

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borghi da visitare in Liguria (parte 2)

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Secondo capitolo dei borghi da vedere in Liguria:

CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA

Poggiato su uno sperone panoramico, è il più antico paese della val neva, cui si accede tramite una porta ogivale in un ambiente rimasto praticamente immutato dal medioevo. Una fitta rete di vicoli e viuzze tortuose, abbarbicate su uno sperone roccioso, conducono al castello. Antica fortezza militare, dal castello si può godere di una splendida vista panoramica sulle case dalla tipica architettura ligure e sulla vallata.

DA NON PERDERE

La parrocchiale dell’Assunta, di impianto medievale ma rifatta in periodo barocco; i boschi del monte Carmo, zona classificata “area naturale di interesse comunitario” con foreste, praterie, versanti rupestri e formazioni casistiche; la manifestazione il Paese del balocchi, nel mese di giugno, quando i carruggi e piazze si trasformano nelle platee per i giochi di una volta.

DOLCEACQUA

È il più importante borgo medievale della val Nervia e dell’estremo ponente ligure. L’abitato è costituito da due bellissimi borghi: l’antico nucleo originario, “Terra”, e l’altro di formazione ottocentesca, “Borgo”, collegati da uno spettacolare ponte medievale a “schiena d’asino” in pietra. La parte antica è sovrastata dal castello dei Doria, che si raggiunge fra pittoresche viuzze, cantine e tipiche botteghe artigianali.

DA NON PERDERE

Il castello dei Doria, su un’altura da cui domina la cittadina. I caratteristici carruggi del borgo, suggestivo scenario per Carruggi in fiore o per la festa della michetta, dolce tipico che rievoca l’abolizione dello “jus primae noctis”. Il Rossese di Dolceacqua, primo vino ligure a fregiarsi della DOC.

PIGNA

Immerso nell’alta val Nervia, vanta un centro storico ricco di pregio, che si snoda tra vicoli tortuosi e pittoreschi e che si può ammirare partendo dalla piazza Castello, punto più alto del paese, su cui si affacciano bei palazzi signorili con portali in ardesia, e passando per piazza Umberto I coperta dalla quattrocentesca e caratteristica loggia. Interessanti gli affreschi del Canavesio conservati nella piccola chiesa di S. Bernardo e le grandiose rovine della chiesa di S. Tommaso a valle dell’abitato. Una deviazione porta a Buggio, piccolo centro a carattere pastorale rurale, culminante nella spettacolare piazza centrale.

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borghi da visitare in Liguria

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Ecco i primi borghi da visitare in Liguria:

APRICALE

Il suggestivo borgo è ottimamente conservato: ha parte delle mura medievali, tre porte ad arco acuto e l’antico castello. la località è caratterizzata dalla presenza di originali murales che ravvivano i muri e contribuiscono a identificare il Comune come “paese degli artisti”. Inoltre, sulla via di accesso, sono ancora visibili gli antichi lavatoi coperti da volte a botte.

DA NON PERDERE

Il castello che ospita il Museo storico e la galleria del teatro, ed è sede di numerose manifestazioni, la chiesa della Madonna degli angeli, su uno sperone roccioso al di fuori del centro abitato. Una passeggiata nei carrugi del borgo e nella scenografica piazza Vittorio Emanuele II. La rassegna del Teatro della Tosse, spettacoli teatrali notturni all’aperto proposti nella stagione estiva. La sagra della Pensarola, tipico dolce di Apricale: frittelle dolci servite con zabaione. Il pregiato olio di oliva, di origine taggiasca.

BRUGNATO

Centro più importante della Val di Vara per la sua tradizione storica, Brugnato è un grazioso borgo dalla caratteristica forma a tenaglia alle falde dell’Appennino. Vi si accede dalle medievali porte Sottana e Soprana; quest’ultima incornicia con il suo arco la facciata barocca dell’oratorio di S.bernardo. Cuore dell’abitato è piazza S.Pietro, con la parrocchiale dei SS. Pietro, Lorenzo e Colombano e con l’area archeologica sottostante. L’attiguo palazzo vescovile, prestigiosa sede del Museo Diocesano, costruito su di un monastero medievale.

DA NON PERDERE

L’Infiorata del Corpus Domini, durante la quale i brugnatesi rivestono le vie del borgo di un vasto tappeto floreale. Le escursioni naturalistiche nel Parco fluviale Montemarcello-Magra e i vari sport praticabili sul fiume Vara. I canestrelli di Brugnato.

CASTELNUOVO MAGRA

È un suggestivo e antico borgo di crinale, in posizione panoramica sul monte Bastione, che consente una splendida visuale sulla costa ligure e sulla Val di Vara. Il caratteristico centro storico è attraversato da via dante, lastricata in arenaria e delimitata da antichi palazzi. Rinomati i prodotti locali, tra cui i vini DOC colli di luni e Vermentino, l’olio di oliva e la “Prosciutta castelnovese”.

DA NON PERDERE

Il palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, sede del comune, con pregevoli affreschi e un giardino pensile, da cui si apre il panorama tra la vallata e il mare; il palazzo è anche sede dell’Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana, che vanta i principali vini DOC della Liguria. Il castello dei vescovi Conti di Luni. La parrocchiale di S. Maria Maddalena, che conserva una tela di Peter Brueghel il Giovane, sculture realizzate dai marmorai di Carrara e antichi bassorilievi.

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liguria: emozioni a ponente

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Da Varazze a Finale. Lasciando l’autostrada per un  itinerario tra litoranee panoramiche, spiagge, borghi a colori e sapori di una Liguria mai scontata.

C’è una Liguria, a Ponente ancora capace di stupire. Sono borghi di pescatori che hanno mantenuto fascino e carattere, città e cittadine con i loro indirizzi da scoprire, spiagge e calette dove le Bandiere blu non smettono di moltiplicarsi. Da Varazze a Finale Ligure è un susseguirsi di scenari mutevoli, da scoprire fra un tuffo e un’arrampicata sulla roccia tra climber di tutto il mondo.

STRADE BLU

Facile arrivare sulla costa in autostrada, ma ci sono altri percorsi più emozionanti. Ad esempio la strada che, oltre l’Appennino, scende al mare della selvatica cresta del Monte Beigua. Bastano pochi minuti per scendere dalle colline alla spiaggia di Varazze. Lasciate alle spalle le curve, è il momento di un tuffo, o di una passeggiata sui moli, fra i pescatori, magari per imbarcarsi, con i bambini, sulla barca di pescaturismo di Capitan Morgan, per una mezza mattina in mare fra le reti e il pescato. Il Marina varazzino dal 2006 è un vero e proprio porto-resort, con il piacevole lungomare, i negozi, i ristoranti e, ovviamente, gli yacht. Si rallenta tra le strette viuzze del centro di Celle Ligure, ricco di edifici storici, dal settecentesco Palazzo Ferri, sede del municipio, alle ultime case verso ponente, l più antiche di Celle, dove nel XVII secolo arrivavano dall’Elba le barche cariche di bisolfuro di ferro, diretto alle ferriere di Sassella. Sono le case dei pescatori locali, celebri per la maestria delle loro reti, e dei corallari che nei secoli passati hanno saputo scovare i migliori manchi del Mediterraneo. Ecco Savona, raccolta intorno al suo porto e alla Torretta. Proprio da questo simbolo della città sorto a fine 300 parte via Paleocapa, con i portici, cuore dello struscio cittadino. Ai lati si aprono antichi caruggi. Ancora a Ponente, prima di Vado, su una spiaggia inaspettata e davanti a un mare sorprendentemente cristallino, ci si ferma al Mare Hotel, dove design, privacy e personalità si coniugano alla perfezione nelle cabine della spiaggia privata dai colori pastello.

TORRI, SCALATE E VECCHIE VELE

Sempre lungo la costa, l’antica Aurelia accompagna i viaggiatori in una successione di borghi colorati, spiagge, insenature e alte falesie. Tra momenti contemplativi e tratti di guida divertente. Sfilano Bergeggi e Spotorno, ed è già Noli, piccolo gioiello fiorito all’epoca della Repubblica Marinara, con 72 torri per altrettante famiglie di mercanti. Oggi di quella ricchezza rimane poco, di torri ne restano in piedi 4,  ma il borgo vale sempre una sosta con la sua atmosfera rilassata e sospesa. Fra i vicoli, in via Musso, la galleria Noli Arte offre quadri e sculture a tema marinaro e le chiacchiere di Santo Nalbone, appassionato esperto del borgo e della sua gente. Ed ecco il tratto più spettacolare: quello lungo Capo Noli, aggrappato alla roccia e a piombo sul mare più bello della Liguria. E quando si arriva all’ampia spiaggia di Varigotti, si può tirare fuori dalla macchina tutto ciò che serve per divertirsi in acqua. Ultima tappa, Finale, dove la cultura marinara incontra il medioevo e dove si scopre un approcio diverso al paesaggio costiero. Da qualche decennio questa è una capitale del free climbing, l’arrampicata sportiva, sulle numerose falesie di granito. Basta fermarsi a Finalborgo, appena all’interno, per trovare tra vicoli, case colorate e localini, una miriade di negozi di abbigliamento e accessori per scalare che neanche a Cortina o a Courmayeur.

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pesto ligure

ricetta ligure

Ingredienti:

4 mazzi di basilico; 40 g di parmigiano; 20 g di pecorino sardo; una manciata di pinoli; di spicchi di aglio; sale grosso; olio extravergine di oliva.

Preparazione:

Lavare e fare asciugare le foglie di basilico, facendo attenzione a non schiacciarle. Porre l’aglio e qualche grano di sale grosso nel mortaio di marmo o di pietra, e pestare con un “pestello” di legno di ulivo; aggiungere le foglie asciutte del basilico, i pinoli, e i due formaggi e lavorare il tutto, fino ad ottenere un composto omogeneo. Diluire con olio versato a filo. Versare in una terrina e, con un cucchiaio di legno, amalgamare con il restante olio. Ricordiamo che gli oli essenziali del basilico sono conservati in piccole venuzze delle foglie e che per ottenere il miglior gusto, bisogna non pestare gravemente ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le profumate foglioline. La lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente e deve terminare nel minor tempo possibile onde evitare problemi di ossidazione.

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giro sulla ciclabile sanremo san lorenzo

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la ciclabile della riviera ligure (San Remo – San Lorenzo a Mare) inaugurata da pochi anni è stata ricavata sul percorso della vecchia linea ferroviaria, come la ciclabile  delle Dolomiti. L’ambiente è suggestivo. Immersa in panorami mozzafiato sul mare ligure, la ciclabile si snoda sulla costa ed è sempre lontana dalla trafficatissima Aurelia. Per il momento è lunga 25 km (se ne prevede un espansione nei prossimi anni) ed è tutta asfaltata, larga e spaziosa, con 2 corsie, più una corsia pedonale sul lato verso il mare. Come ogni ciclabile dagli standard elevati sono numerosi e divertenti i punti di ristoro. L’offerta, per chi desidera fare piccole soste durante la passeggiata, spazia dai bar alle piadinerie, dai chioschi alle aree sosta e ai ristorantini. Qui il ciclista, dal più esperto al principiante, fino alla famiglia con bambini, può trovare ogni genere di servizio, compresi numerosi punti di noleggio biciclette che offrono non solo 2 ruote, ma anche risciò, bici a 3 ruote, carrelli, seggiolini e giraffini.

ricette

focaccia al formaggio

focaccia di recco

Ingredienti:

500 g di farina 00 o manitoba, 800 g di stracchino freschissimo, 1 cucchiaino di estratto di malto, farina di riso per lavorare, olio extravergine di oliva,sale.

Preparazione:

Versate la farina setacciata sul piano di lavoro e create un incavo al centro. mettetevi un pizzico di sale, il malto, 4 cucchiai di olio e 2 dl di acqua tiepida, versandola a filo e amalgamando man mano gli ingredienti con una forchetta, quindi lavorate l’impasto con le mani, fino a ottenere una consistenza molto morbida ed elastica. Formate una palla, copritela con un telo e lasciatela riposare per almeno 1 ora. Dividete a metà l’impasto e stendetelo con il matterello sul piano di lavoro spolverizzato con farina di riso. Tirate e sollevate la pasta anche con le mani in modo da ottenere 2 sfoglie rettangolari o tonde sottilissime (circa 1mm di spessore). Ungete la placca con un filo d’olio e disponetevi una sfoglia, distribuite il formaggio a pezzetti e ricoprite con la sfoglia rimasta. Sigillate i bordi, sovrapponendoli e bucherellatela superficie in più punti, praticando tanti forellini, per far uscire l’umidità durante la cottura. Spennellate la superficie della focaccia con poco olio e un pizzico di sale e cuocetela in forno già caldo a 240-250° C per circa 10 – 12 minuti, finché sarà dorata. Sfornatela, lasciatela riposare per 3-4 minuti coperta con un telo, poi servitela ben calda tagliata a pezzi.

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panizza

piatto ligure

Ingredienti per 6 persone:

mezzo chilo di farina di ceci, olio extravergine di oliva, sale.

Preparazione:

Versate in una pentola mezzo litro d’acqua e stemperatevi la farina di ceci aiutandovi con le mani e facendo attenzione a non lasciare grumi. Aggiungete lentamente, mescolando, altri due litri e mezzo d’acqua e lasciate riposare per almeno due ore, eliminando poi la schiuma che si sarà formata in superficie. Ponete la pentola sul fuoco, salate e cuocete per 40 minuti rimestando continuamente che per fare una polenta. Versate il composto in vassoi rettangolari, che avrete prima bagnato, e lasciate raffreddare completamente: in questo modo la panizza si solidificherà e sarà pronta per ulteriori preparazioni. Tagliate la polentina di ceci a fette o a bastoncini e friggeteli in olio caldissimo fino a doratura. Sono da gustare caldissimi. Si possono consumare anche in insalata: dopo averli ridotti a dadini, conditeli con olio extravergine di oliva, aceto, sale, aglio e prezzemolo tritati. Fritta o in insalata, la panizza è una specialità della Liguria, ma si trova anche in alcune aree del Piemonte meridionale: in Valle Tanaro e in Valle Bormida, tra le province di Cuneo e Alessandria.

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Giardini botanici Hanbury

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I Giardini Botanici Hanbury si estendono sul promontorio di Capo Mortola, a pochi chilometri dal confine francese, su una superficie di circa 18 ettari, in parte coltivata a giardino con piante subtropicali e provenienti dalle diverse zone a clima mediterraneo (Bacino mediterraneo, California, Cile, Sud Africa). La restante parte è occupata da vegetazione mediterranea spontanea, arborea ed arbustiva. Il promontorio gode di un clima eccezionalmente mite, con minime invernali che raramente raggiungono lo 0°C; l’esistenza di microclimi differenti ha favorito la messa a dimora e l’acclimatizzazione di essenze provenienti da diverse latitudini. I numerosi viali consentono di scendere dai 103 m dell’ingresso sino al margine della spiaggia, attraverso i nove ettari del Complesso aperti al pubblico. Nel Giardino troviamo la Foresta Australiana, con eucalipti e melaleuche, la zona delle Acacie, i Bambù, le collezioni di succulente, il Giardino dei Profumi, i Giardinetti all’italiana, con rose e pecorine, gli agrumenti con le antiche varietà di agrumi, il Frutteto Esotico, le varie pergole.

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se c’è la depressione servono gli scogli

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Per chi è depresso non esiste un luogo di vacanza ideale né tantomeno un periodo ritenuto migliore. In linea generale, è bene che ciascuno scelga un ambiente e/o un clima che lo faccia stare bene, purché ovviamente non siano presenti altre malattie concomitanti che richiedono particolari precauzioni. Sicuramente sono sconsigliati i grandi laghi, infatti, può essere troppo sedante e l’ambiente eccessivamente malinconico. Meglio il clima marino di scoglio, che è molto stimolante e può accrescere la vitalità.

L’opzione termale

In questi casi sono consigliate le metodiche idroterapiche a base di idromassaggi a contrasto e le docce caldo-freddo, con qualsiasi tipo di acqua.